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Cave - Calzavara (ZP): "No a nuove cave, un piano che nasce sulla base dei fabbisogni e non sull'inutile accaparramento di volumi da scavare"



(Arv) Venezia, 8 mar. 2018   - “Oggi la Seconda Commissione consiliare ha licenziato la nuova normativa che regolamenta l’Attività regionale di Cava, con l’approvazione del Testo Unificato dei Progetti di Legge, della Giunta e di iniziativa consiliare, in materia. Il nuovo testo normativo era, d’altra parte, molto atteso, dato che la L.R. 7 settembre 1982, n. 44, che ha disciplinato fino ad oggi l'attività regionale di Cava, con il trascorrere degli anni ha manifestato alcuni limiti e quindi la necessità di dover intervenire sull’articolato complessivo, per una attività di aggiornamento e di riscrittura. Alla nuova legge è accluso per la prima volta in Regione Veneto un Piano per le attività estrattive, pure licenziato in data odierna, che norma i criteri, le modalità ma soprattutto le quantità delle future escavazioni”.

Le parole sono di Francesco Calzavara (ZP), Presidente della Seconda Commissione consiliare permanente, per il quale “la Legge approvata oggi ha come principale fine quello di sfruttare al massimo le cave esistenti, contenendo il consumo del suolo e prestando un’attenzione maggiore alla ricomposizione ambientale”.

“Con la nuova Legge sulle Cave – continua Calzavara – vogliamo inoltre riconoscere il ruolo socio-economico ricoperto dal mondo delle escavazioni, garantire l’autosufficienza degli ambiti provinciali e contenere le emissioni dovute al trasporto di materiali. Ma soprattutto vogliamo dire no a nuove cave, aprendo alla possibilità di effettuare ampliamenti solo ed esclusivamente  su cave esistenti, già approvate e autorizzabili sulla base dei volumi provinciali inseriti nel PRAC”.

“Un Piano Regionale delle Attività di Cava  (PRAC) – prosegue il Presidente della Seconda Commissione – che per la prima volta è frutto di una pianificazione che scaturisce esclusivamente da una approfondita analisi dei veri fabbisogni espressi dal territorio regionale, redatta quindi sulla base dei consumi reali delle riserve, che fissa dei tetti massimi autorizzabili per singola provincia e che proprio per questo motivo non ha una scadenza ma avrà una sua prima verifica dopo tre anni dall’approvazione della legge”.

“Un PRAC quindi che pur avendo una positiva valutazione ambientale (VASVINCA) per complessivi 32.000.000 di mc – sottolinea il consigliere regionale - ne rilascia solo 12.000.000, di cui 9,5 milioni di mc per la ghiaia e 2,5 milioni di mc per gli altri materiali come il detrito e il calcare per l’industria”.

“In particolari modo per la ghiaia – evidenzia Calzavara - il volume concedibile è di 5 milioni di mc per la provincia di Verona, di 4,5 milioni di mc per Vicenza mentre è 0 per la provincia di Treviso”.

“Una particolare attenzione la legge la dedica ai controlli e alle sanzioni – spiega il consigliere regionale - con la possibilità da parte dei comuni di avvalersi delle professionalità dell’ARPAV attraverso una convenzione e un inasprimento delle sanzioni per escavazioni non conformi”.

“La nuova Legge disciplina anche le competenze della Commissione Tecnica Regionale per le Attività Estrattive – conclude Francesco Calzavara – un organo consultivo di nuova istituzione, composto da 12 elementi, di cui 7 regionali, chiamato a esprimersi anche nei casi di una eventuale decadenza o revoca dell’autorizzazione".

 

 


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