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Politica - "Firmata sabato 3 novembre a Villa Giusti, a Padova, la dichiarazione 'Veneto terra di pace'"



(Arv) Venezia, 5 nov. 2018  - Sabato 3 novembre, a Villa Giusti, a Padova, dove cento anni fa venne siglato l’Armistizio che ha posto fine alla Prima Guerra Mondiale, è stata firmata la dichiarazione ‘Veneto terra di pace’, di cui alla L.R. n. 35/2018.

Così il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, che ha portato i saluti istituzionali e ha firmato la dichiarazione per conto del Consiglio regionale: “Siamo qui oggi a dare concretezza alla Legge ‘Veneto, terra di pace’, una normativa che è stata votata all’unanimità dal Consiglio regionale e significativamente firmata dalle istituzioni venete a Villa Giusti, a Padova, cento anni dopo la firma dell’Armistizio. La città del Santo, infatti, è stata crocevia della logistica sanitaria nelle retrovie. 1300 studenti della Facoltà di Medicina si sono formati e hanno prestato la propria opera qui, nelle retrovie, 912 bombe sono state sganciate sul centro di Padova con 130 vittime tra la popolazione civile. A Padova abbiamo avuto la sintesi di temi che sarebbero diventati prioritari nei conflitti successivi, fino ai giorni nostri: la difficoltà e  complessità del servizio medico sanitario, la devastazione del territorio, l’assistenza ai civili e ai profughi, l’elevato numero di vittime tra la popolazione civile, la devastazione del patrimonio edilizio e culturale, le drammatiche ricadute nella società degli anni immediatamente successivi. Il Veneto è stata l’unica regione italiana ad essere stata interessata dalla guerra dal primo all’ultimo giorno del conflitto. Ma i veneti hanno nel loro cuore la pace e la bandiera veneta è l’unico gonfalone istituzionale a contenere la parola pace”.

Il Vicepresidente Bruno Pigozzo: “La firma di oggi, a cento anni dalla chiusura della Prima Guerra mondiale, vuole segnare un impegno condiviso da tutte le istituzioni, le forze politiche, sociali, religiose, per riaffermare il valore della pace quale elemento unificante delle persone, delle comunità locali e delle nazioni. La pace ha però bisogno dell’impegno quotidiano di tutti, un impegno che oggi viene sancito con la riaffermazione della  dichiarazione ‘Veneto terra di pace’, che il Consiglio regionale ha condiviso all’unanimità con la L.R. n. 35/2018. La dichiarazione contiene un messaggio rivolto soprattutto alle giovani generazioni, affinché l’impegno per costruire la pace diventi prioritario per ogni persona, per ogni giovane, per ogni ragazzo e ragazza che, studiando la storia, potrà fare tesoro di tutto quello che la Grande Guerra ha comportato per il nostro paese, per il nostro territorio e per la nostra società”.

Il primo firmatario e relatore in aula consiliare della Proposta di Legge ‘Veneto terra di pace’, il consigliere regionale Claudio Sinigaglia (PD): “ Oggi viene firmata dalle principali istituzioni del Veneto e dal mondo dell’associazionismo la dichiarazione ‘Veneto terra di pace’, concludendo così, in modo non solo simbolico, le celebrazioni del Centenario della Grande Guerra che dal 2015 a oggi sono state portate avanti. Qui, a Villa Giusti, cento anni fa fu siglato l’Armistizio che pose fine al conflitto con l’impero Austro Ungarico. Da allora, abbiamo avuto ancora anni di guerra, fino al Secondo Conflitto Mondiale, ma poi settanta anni di pace. La dichiarazione ‘Veneto terra di pace’ serve a costruire ogni giorno la pace, il dialogo tra i popoli, il dialogo inter religioso, la collaborazione tra le genti e il riconoscimento delle principali istituzioni internazionali (ricorrono 70 anni anche dalla dichiarazione ONU dei diritti internazionali). La dichiarazione ‘Veneto terra di pace’ impegna i diversi soggetti presenti in Veneto, istituzionali e non, a costruire i presupposti per una pace duratura, edificando ponti, progetti di cooperazione internazionale e di giustizia sociale, portando avanti ciò che il Veneto sta già facendo, come la tutela dei minori e delle donne contro ogni forma di violenza, per favorire la crescita reciproca e il progresso della società, nel segno della fratellanza e della pace”.

 

 


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