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Enti locali - Montagnoli (LN): "In Prima commissione la riforma dei processi di fusione comunale"



(Arv) Venezia 15 gen. 2019 -      “Dopo il voto espresso oggi dal Consiglio regionale del Veneto sugli otto progetti di legge relativi ad altrettanti processi di fusione di comuni, alla luce degli esiti dei referendum del 16 dicembre scorso e di una serie di valutazioni a vari livelli fatte in questi mesi, siamo pronti a riformare un impianto legislativo datato, risalente al ’92: da domani iniziamo in Prima commissione, assieme ai colleghi, a revisionare la legge sulle fusioni di comuni partendo dal disegno di legge della Giunta”. Ad annunciarlo, a margine dei lavori d’Aula odierni, il Presidente della Prima commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto Alessandro Montagnoli (Lega Nord) che spiega: “Seguiremo due grandi strategie: la logica della semplificazione, da un lato, e dall’altro, tenendo conto delle indicazioni che ci hanno fornito i cittadini fino a oggi, la logica della responsabilizzazione. Servono quindi paletti e regole: ad esempio, sulla questione degli oneri relativi alle consultazioni referendarie, attualmente a carico della Regione, credo sia corretto che anche i Comuni, se credono veramente a questo progetto, siano chiamati a sostenere economicamente queste iniziative. Altro aspetto: fino ad oggi il Consiglio regionale ha deliberato prendendo come punto di riferimento sempre la volontà dei cittadini; oggi la legge non lo prevede, ma credo sia fondamentale disciplinare e creare una norma in base alla quale comunque non si debba prescindere dalla volontà dei cittadini di un comune, indipendentemente dalle sue dimensioni. Serve inoltre un percorso ‘a monte’ che coinvolga le popolazioni interessate: l’ipotesi è quella di una consultazione che precede il referendum formale, una consultazione che possa certificare la comunione d’intenti dal punto di vista sociale, culturale ed economico”.

“Alla base delle spinte favorevoli alle fusioni - continua Montagnoli - spesso c’è un aspetto economico-finanziario: se oggi i comuni tendono a fondersi, lo fanno anche per mancanza di risorse. È inevitabile quindi collegare la strategia che sta alla base dei processi di fusione al processo autonomista, e alle risorse che quindi ne deriverebbero”.

“Saranno questi - conclude Montagnoli - i punti cardine del processo di riforma del meccanismo di fusione di comuni che, in un percorso comune con la Giunta, inizierà domani in seno alla Prima commissione”.

 

 


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