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Politica - Moretti (PD): "Zaia esca dalla propaganda sull'autonomia e ascolti le preoccupazioni degli imprenditori veneti: economia paralizzata per colpa del governo Lega-Cinque Stelle".



(Arv) Venezia, 6 mar. 2019 - “Non sono Zingaretti o il Partito Democratico a bocciare il residuo fiscale, ma il governo gialloverde. La Lega ha ingannato i veneti con promesse irrealizzabili, dovrebbero prendersela con se stessi”. È quanto afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Alessandra Moretti a proposito dello stallo nelle trattative per l’autonomia e dello scontro a distanza tra Zaia e il segretario dem. “Anche se pochi lo sanno, il Lazio ha un residuo fiscale superiore a quello del Veneto. Zingaretti, come presidente di Regione, avrebbe quindi solo da guadagnarci, ma sa che non è sostenibile per il Paese”.

“Inutile che il governatore continui, come un disco rotto, con il referendum votato da due milioni di veneti: nel quesito non c’era traccia di residuo fiscale né del mantenimento in Veneto dei 9/10 delle tasse. Zaia esca dalla propaganda e inizi ad ascoltare i ceti produttivi della nostra regione, facendosi portavoce delle loro preoccupazioni presso gli amici Salvini e Di Maio. L’autonomia che doveva essere pronta a ottobre dello scorso anno continua a slittare, si andrà sicuramente a dopo le Europee e il doveroso passaggio in Parlamento, che Zaia negava fino a una settimana fa, allungherà ulteriormente i tempi”.

“Intanto - continua l’esponente democratica - c’è un Veneto che prova ad andare avanti, ma ogni giorno suona un campanello d’allarme, che è da irresponsabili non ascoltare. L’ultimo è quello degli imprenditori vicentini: un’indagine del Centro studi di Confindustria mostra come non credano nel futuro del nostro Paese. Il calo di fiducia sullo stato di salute dell’economia è sceso a febbraio di quasi 27 punti, una negatività che si sta consolidando, visto che già il mese precedente si registrava un -20.6. A gennaio 2018 - sottolinea Moretti - l’indice era positivo, +0,8. Sullo stallo dell’economia inutile continuare a tirare in ballo il Partito Democratico. Adesso al governo c’è la Lega e i risultati si vedono. Un Paese che sta andando in recessione e dove non si riesce a sbloccare un’infrastruttura: troppo comodo, quando si è il primo partito, scaricare le responsabilità sugli altri, il PD per il passato o i Cinque Stelle per il presente”.


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