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Cultura - Pigozzo: "Rilanciare le relazioni socio-economiche tra Veneto e la realtā veneto brasiliana nel Rio Grande do Sul"



(Arv) Porto Alegre 15 mar. 2019 -     “Approfondire i rapporti tra gli istituti culturali e rilanciare le relazioni con le associazioni dell’emigrazione veneta e il mondo dell’economia, superando la retorica e scendendo nella concretezza,  per affrontare assieme le sfide che la globalizzazione pone a noi tutti”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Bruno Pigozzo, a Porto Alegre, capitale del Rio Grande do Sul, Brasile, in occasione della presentazione alla Pontificia Università  Cattolica del volume pubblicato dal Consiglio regionale del Veneto “Fontes diplomáticas: documento da imigração italiana no Rio Grande do Sul” curato  da Vania Beatriz Merlotti Héredia, dell’Università di Caxias  e da Gianpaolo Romanato, dell’Università di Padova. L’evento è stato introdotto dal professor Antonio De Ruggero. Alla presenza del Console generale d’Italia, Roberto Bortot, di Marcio Bins Elis in rappresentanza del Comune di Porto Alegre,  e  di un folto pubblico di docenti e studenti dell’ateneo pontificio Pigozzo ha sottolineato come “I modelli di sviluppo socio-economico sviluppati in Veneto come nell’area di colonizzazione veneta in Brasile  basati sulla cooperazione e sulla piccola e media impresa,  presentano straordinarie analogie, in cui non mancano anche contraddizioni e sfide aperte che le nostre società devono affrontare, da quelle ambientali sino al contrasto alla criminalità e alla violenza diffusa: non possono esistere qualità e benessere nell’insicurezza come in un ambiente malato e inquinato. Non esiste benessere laddove c’è violenza gratuita, non esiste benessere dove non c’è democrazia e rispetto dei diritti umani”. Elevato l’interesse per lo studio del professor Romanato, sia da parte degli studiosi sia dei rappresentanti delle associazioni venete giunte anche dall’interno del Rio Grande. A tutti  Roberto Valente, segretario generale del Consiglio, ha assicurato che “verranno messe a disposizione un congruo numero di copie, oltre a quelle che abbiamo donato alla biblioteca dell’Università,  che invieremo al Consolato, e già nei prossimi mesi saranno a disposizione gratuitamente sia questo come altri studi pubblicati nella collana dedicata alla emigrazione veneto-italiana in versione digitale nel sito della Biblioteca del Consiglio”     Dopo il simposio all’Università Pontificia la delegazione del Consiglio è stata ricevuta alla Società Italiana, l’organismo che riunisce tutte le associazioni degli emigranti italiani nel Rio Grande, in un incontro organizzato dal Console Bortot. “In questi giorni abbiamo incontrato imprenditori, amministratori locali, operatori del settore turistico e culturale  siamo rimasti colpiti dalla loro dinamicità, apertura mentale e visioni strategiche. Ma siano anche rimasti colpiti dal bisogno che essi hanno espresso di vedere riallacciati i rapporti con il Veneto, un bisogno che sembra essere la risposta alla omogeneizzazione del sapere e dei modelli socio-economici imposta dalla globalizzazione. Non vogliono perdere la loro identità di veneti-brasiliani. E questo deve farci riflettere, perché essi hanno capito che nel mondo della globalizzazione l’identità locale è un tratto distintivo, un valore aggiunto”.

 

 


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