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Trasporti - Bartelle (IIC), Guarda (AMP), Ruzzante (LEU): "Linea ferroviaria Adria-Mestre, ora basta: Regione agisca contro amministratori di Sistemi Territoriali e affidi il servizio ad altra compagnia. Presentata interrogazione"



(Arv)  Venezia 22 mar. 2019 -     “Quasi non ci si crede, ma sulla linea ferrovia Adria-Mestre ogni giorno ce n’è una: ieri il treno in partenza da Venezia alla 14,19 - quello degli studenti - era composto da un solo vagone, a Mestre era già stracolmo di persone tanto che sono intervenuti gli agenti della Polizia Ferroviaria e la corsa è stata interrotta per ragioni di sicurezza”. Questo il commento, affidato a una nota, dei Consiglieri regionali Patrizia Bartelle (Italia In Comune), Cristina Guarda (Civica AMP) e Piero Ruzzante (Liberi e Uguali).

“Neanche una settimana fa - aggiunge Bartelle - ho chiesto una ispezione in seguito al caso del servizio igienico che percolava liquidi all’interno del vagone; e ora, questo. È chiaro che non si tratta di episodi sporadici, ma della manifesta incapacità organizzativa e gestionale da parte dei vertici di Sistemi Territoriali”.

“Sistemi Territoriali è una società della Regione Veneto; bene - incalzano Bartelle, Guarda e Ruzzante - è ora che gli amministratori di questa società siano chiamati a rispondere delle proprie responsabilità per i disservizi. Nel frattempo, finché la situazione emergenziale non sarà risolta, la Regione deve affidare la linea ad altra società. Si tratta di un pubblico servizio che non può essere interrotto. Abbiamo depositato un’interrogazione alla quale ci aspettiamo che l’Assessore regionale ai Trasporti risponda concretamente con delibere di giunta e non solo a parole”.

Bartelle, Guarda e Ruzzante concludono con una provocazione: “La stragrande maggioranza degli utenti della Adria-Mestre sono cittadini veneti che studiano o lavorano i quali faticano a spostarsi perché una società della Regione non garantisce loro un servizio decente. Non vorremmo che si trattasse di un antipasto rispetto a ciò che ci aspetta con la tanto agognata autonomia regionale”.

 

 


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