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Sanità - Sinigaglia (PD): "Sanità privata in crescita perché il pubblico non garantisce i tempi di attesa. La Regione non può negare le proprie responsabilità"



(Arv) Venezia 14 feb. 2020 -      “La Regione smentisce se stessa? I dati illustrati sono certificati dalle Relazioni sociosanitarie messe a disposizione da Palazzo Balbi, non sono invenzioni Partito Democratico. Il punto fondamentale è che il pubblico non garantisce i tempi di attesa e quindi indirettamente agevola il privato costringendo il cittadino ad andare lì”. Il Consigliere regionale del Partito Democratico Claudio Sinigaglia replica tramite una nota all’assessore Manuela Lanzarin “che era intervenuta per criticare le cifre fornite dal gruppo dem relativi alla ‘tassa occulta’ della sanità in Veneto, ovvero i 3.2 miliardi che i cittadini pagano di tasca propria per curarsi. La specialistica ambulatoriale del privato accreditato rappresenta il 17% del totale contro il 7% dichiarato da Zaia. È una valutazione della Regione, messa nero su bianco e certificata, non sono i numeri del Lotto”.

“Non sono poi nostre invenzioni né la ‘lievitazione’ delle liste di attesa - aggiunge l’esponente dem - e nemmeno l’inefficacia del sistema del galleggiamento. Chi può permetterselo preferisce rivolgersi al privato, perché l’alternativa per una visita specialistica in tempi ragionevoli non può essere un ambulatorio a 50 chilometri di distanza. E purtroppo è un dato di fatto pure la fuga degli specialisti dalle strutture pubbliche a causa di turni massacranti e condizioni economiche poco favorevoli”.

“Tornando anche sui numeri - puntualizza Sinigaglia - dal 2013 a oggi c’è stata una diminuzione complessiva di posti letto nelle strutture sanitarie che però riguarda solo il pubblico, perché nel privato sono aumentati. E al privato sono stati assegnati la quasi totalità dei posti letto per chi proviene da fuori Regione. Inoltre l’incremento di 13 milioni del Fondo regionale per la non autosufficienza, per esempio, va a coprire in gran parte le impegnative delle quote sanitarie per le case di riposo private-commerciali che continuano a crescere mentre le Ipab rischiano di fallire e le famiglie continuano a pagare 1.800/2.000 euro al mese. Una cifra assurda. E nonostante ciò, lo scarto tra impegnative e posti letto accreditati è ancora troppo ampio, 26.000 contro 32.000. Rivendicare il Veneto Tax Free come fa l’assessore è un affronto nei confronti di chi è costretto a pagare a caro prezzo i servizi erogati dalla Regione”.

“E sempre in tema di rivendicazioni - conclude il Consigliere - leggo che il capogruppo della Lega Finco intesta a Zaia l’abolizione del superticket sotto i 29mila euro di reddito. È una fake news: le risorse per toglierlo sono infatti arrivate dal Governo Gentiloni, mentre a introdurlo fu la Finanziaria 2011 del Governo Berlusconi, di cui faceva parte proprio la Lega”.

 

 


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