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Terza età: Udc propone legge per affido familiare e sociale



(Arv) Venezia 27 ott. 2010 - "Adotta un nonno" potrebbe essere lo slogan per promuovere la novità dell'affido delle persone anziane contenuta nella proposta di legge regionale presentata dai consiglieri Udc, primo firmatario il capogruppo Stefano Valdegamberi. La proposta di legge, la prima nel panorama regionale e nazionale, prende le mosse da alcune sperimentazioni avviate in passato nel comune di Genova, nel comune siciliano di Valledolmo e in Puglia e di recente, nel comune di Padova dall'associazione "Anziani a casa propria-Dall'utopia alla realtà": l'obiettivo - spiega Valdegamberi - è difendere il diritto degli anziani a rimanere nel proprio ambiente di vita coinvolgendo persone singole o famiglie disponibili a prendersene cura, con il supporto delle associazioni di volontariato e il controllo della rete sociale dei servizi dell'ente pubblico,. "L'istituto dell'affido - spiega Valdegamberi - è stato utilizzato sinora per tutelare i diritti dei bambini e sostenere la famiglia naturale, se in difficoltà. Allo stesso modo l'affido può essere esteso anche alle persone anziane, spesso sole e con limitata rete sociale. Va però creato un sistema dove il rapporto tra affidatario e affidato sia regolato dall'intermediazione e dalla vigilanza dei servizi pubblici e dell'associazionismo privato". "Il 20 e 21 dicembre a Padova - spiega Giusi Di Gioia, assistente sociale, presidente dell'associazione "Anziani a casa a propria" e "anima" delle sperimentazioni avviate nell'Ulss 16 di assistenza domiciliare e di reti di aiuto - parte il corso per formare le persone che si sono dichiarate disponibili a vivere un rapporto fiduciario di affido tra adulti. Ci sono già alcuni casi di relazione stabile di aiuto concordata tra anziani e persone di sostegno (familiari, badanti o volontari) con la mediazione e la vigilanza della nostra associazione. Ma ci serve una legge per codificare questi rapporti e dare efficacia anche giuridica all'esperienza".La proposta di legge presentata in Consiglio ("sulla quale sono certo di raccogliere il consenso anche di altri gruppi consiliari", assicura Valdegamberi) prevede tre forme di affido a diversa intensità (piccoli sostegni su base volontaria, assistenza di supporto e, da ultimo, convivenza), ma sempre regolate da un impegno contrattuale concordato con l'anziano, l'associazione garante e l'équipe multidisciplinare dell'ente di garanzia. Il contratto prevede un periodo di prova, la facoltà di revoca, la verifica dell'ente di garanzia, l'assicurazione e un rimborso spese per l'affidatario. "L'atto di impegno di affido - conclude Giusi Di Gioia - è uno strumento indispensabile per tutelare l'anziano da eventuali truffe e raggiri e si sta rivelando un sistema efficace per qualificare i rapporti con l'eventuale badante o per superare l'eventuale conflittualità tra figli nei doveri di cura. Tutto ciò valorizzando le reti di solidarietà, senza costi aggiuntivi per la rete dei servizi sociali ed evitando il ricorso alla casa di riposo".


MC/ll/1325


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