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Ambiente. Consiglio approva nuove disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti



(Arv) Venezia 27 dic. 2012 - Con 33 voti favorevoli, 7 astenuti e un solo voto contrario, quello del consigliere di Verso Nord, Diego Bottacin, il Consiglio regionale ha approvato il progetto di legge che detta le nuove disposizioni per l'organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Il testo è la sintesi di due proposte precedenti, una di iniziativa della Giunta regionale e l'altra di iniziativa dei consiglieri Dario Bond, Leonardo Padrin, Carlo Alberto Tesserin, Costantino Toniolo, Mauro Mainardi (PdL), Laura Puppato e Stefano Fracasso (PD). La nuova legge intende innanzitutto dare oggettivo riscontro ad una norma nazionale contenuta nella legge finanziaria 2010, che prevede, tra l'altro, la soppressione delle Autorità d'ambito costituite e funzionanti in materia di gestione integrata dei rifiuti urbani. Al fine di superare la frammentazione delle gestioni esistenti e per favorire l'ottimale organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani, si è da subito stabilito che l'ambito territoriale ottimale è rappresentato dal territorio regionale. Previsto anche che il comitato di bacino regionale assume un sostanziale ruolo di indirizzo, controllo e coordinamento nella nuova configurazione, che l'intero comparto della gestione integrata dei rifiuti urbani andrà a assumere a seguito dell'entrata in vigore della proposta di legge in parola. Il cuore della legge approvata dal Consiglio prevede il riconoscimento di bacini territoriali per l'esercizio in forma associata del servizio di raccolta dei rifiuti urbani, in modo da agevolare il raggiungimento dell'unificazione del servizio stesso su tutto il territorio regionale. In particolare, quindi, la Regione si riserva la facoltà di individuare bacini territoriali di diversa dimensione rispetto a quella provinciale - infraprovinciale o interprovinciale - in ossequio al criterio di differenziazione territoriale e socio - economica; in questo modo gli enti locali che verranno ricompresi nei bacini territoriali costituendi potranno svolgere, in forma associata, le funzioni di organizzazione e controllo diretto del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. L'esercizio in forma associata delle funzioni di organizzazione e controllo diretto del servizio di gestione integrata verrà concretamente assicurato dai Consigli di Bacino, che agiscono secondo modalità definite dall'apposita convenzione che li istituisce. I Consigli sono dotati di autonomia funzionale, organizzativa, finanziaria, patrimoniale e contabile per le attività connesse alle funzioni di programmazione, organizzazione, affidamento e di controllo del servizio pubblico di gestione integrata dei rifiuti urbani. Unico limite è rappresentato dal fatto che i Consigli di bacino non potranno svolgere attività di gestione operativa relative alla raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti urbani. Con una norma transitoria viene garantita la non interruzione del servizio prestato dalle gestioni esistenti. Nel corso dell'esame in aula, il Consiglio ha approvato in particolare, un emendamento presentato dal consigliere del Pd, Stefano Fracasso, che nelle disposizioni transitorie prevede che nelle more dell'approvazione del nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani e speciali, non può essere autorizzato l'avvio e l'ampliamento di nuovi impianti di trattamento termico per rifiuti solidi urbani. Di fatto si tratta di un congelamento momentaneo all'ampliamento dell'impianto di Ca' del Bue a Verona. L'emendamento ha spinto l'assessore all'ambiente, Maurizio Conte, a chiedere il rinvio in commissione del Progetto di Legge, motivando la richiesta, bocciata dall'aula, con il fatto che alcuni emendamenti approvati snaturano il testo originario. Concetto ribadito a titolo personale dal consigliere Andrea Bassi (LN), che annunciando di abbandonare l'aula e di non partecipare al voto, ha sottolineato che la Legge così emendata espone la Regione al rischio di richiesta danni da parte del privato proponente del progetto di ampliamento e di impugnazione da parte del Governo. Totale contrarietà alla legge è stata espressa dal consigliere di verso Nord, Diego Bottacin. "Si tratta - ha dichiarato - di una legge, che, contrariamente a quanto chiesto dal Governo, non migliora assolutamente il servizio, ma si preoccupa solo di mantenere lo status quo, senza alcun risparmio gestionale e nessuna razionalizzazione. Non viene superato - ha ribadito Bottacin - il conflitto d'interessi tra regolatore e gestore, con quest'ultimo che decide la politica dei rifiuti e detta le regole alla Regione." A favore di è invece espresso a nome del Partito Democratico il consigliere Stefano Fracasso. "In Veneto - ha dichiarato - ci avviciniamo ad una media del 60% di raccolta differenziata, un dato eccellente per il nostro paese e a costi al di sotto della media nazionale, per cui è positivo consentire a questo sistema di continuare ad operare". Parere favorevole è stato dato anche da Piergiorgio Cortelazzo (Pdl) che ha sottolineato che si tratta "del prodotto di due progetti di legge che si sono complementari e che vanno nella direzione di responsabilizzare ancor di più il territorio e gli enti territoriali, con l'obiettivo di migliorare ancor di più un servizio già eccellente".


EG/ll/2564


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