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Presentato a palazzo Ferro Fini il libro "I sette Tamizi", primo manuale universitario scritto in lingua veneta moderna




 

20 gennaio  2017 - Il Consiglio regionale del Veneto, rappresentato dal Presidente Roberto Ciambetti, ha ospitato questa mattina a palazzo Ferro Fini la presentazione del volume “EuroComoRom: I Sete Tamizi – La ciave par capir tute Le Lengue romanse”, primo manuale universitario interamente scritto in lingua veneta moderna, pubblicazione scientifica dell'Università di Francoforte affiancata dall'Academia de La Bona Creansa curato da Alessandro Mocellin, Horst G. Klein e Tilbert Didac Stegmann. “Oggi presentiamo un testo molto importante per la Lingua Veneta - ha esordito Roberto Ciambetti - che arriva a dieci anni esatti dall’approvazione della legge 8/2007 che per la prima volta andava a tutelare il patrimonio linguistico e culturale veneto. Con questo volume il mondo universitario entra a dare il suo contributo per far comprendere l’importanza della lingua con un testo che può servire ad avvicinare alla Lingua Veneta anche chi veneto non è”. Il volume, 265 pagine interamente redatte in lingua veneta moderna, elabora e dimostra la teoria linguistica del multistandard veneto, raffrontando il veneto con altre sei lingue romanze (francese, spagnolo, italiano, romeno, catalano e portoghese) grazie all’uso della teoria dei “sette tamizi” (i “sette setacci”), evidenziando la natura della lingua veneta e dimostrandone la sostanziale unità e i molti caratteri distintivi, a volte condivisi con altre grandi lingue, a volte di peculiarità. “La Lingua Veneta è inserita perfettamente nel contesto delle principali lingue europee - spiega Alessandro Mocellin, curatore del volume e Vicepresidente dell’Academia de la Bona Creansa - ed è un microcosmo che rappresenta perfettamente il macrocosmo delle lingue”. “Albert Einstein - ricorda il prof. T. D. Stegmann - diceva che bisogna sfruttare al meglio le potenzialità del proprio cervello. Lo studio delle lingue è un importante valore aggiunto per il miglioramento delle capacità umane e infatti questo libro non è un ‘recall’ del passato, ma un testo che si inserisce nella neurolinguistica che studia anche il modo in cui la molteplicità delle lingue può fare bene al nostro cervello. Il manuale può essere d’aiuto agli insegnanti per far capire agli allievi delle scuole, anche in questo senso, l’importanza del veneto”. “La gente deve imparare a parlare anche veneto, anche italiano, anche francese, non limitarsi a una sola lingua - conclude il Presidente dell’Academia Domenico Strobe - perché è il modo migliore per tenere pronta e attiva la mente. Bisogna dotarsi di arnesi culturali e mentalità adatta, e per questo è di grande utilità studiare e far studiare la Lingua Veneta in tutta la sua ricchezza e varietà”.



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