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Consiglio regionale. Opposizioni: con questione di fiducia Zaia non si fida dei suoi



 4 novembre 2015 - “Zaia non si fida dei suoi”, questo lo slogan che i gruppi di opposizione in Consiglio regionale hanno utilizzato per illustrare alla stampa la loro netta opposizione alla proposta della modifica dello Statuto regionale, che prevede l’introduzione della questione di fiducia. L’incontro è avvenuto al termine della seduta della Commissione Politiche Istituzionali, presieduta da Marino Finozzi (LN), nel corso della quale è stata presentata, nell’ambito dell’esame del provvedimento, la manovra emendativa presentata dalla Lista Tosi e dal Movimento 5 Stelle.

“Si tratta di una proposta – ha dichiarato Stefano Casali capogruppo della Lista Tosi – molto offensiva, non solo per noi consiglieri, ma soprattutto nei confronti dei cittadini, che ci hanno votato dandoci libertà di mandato e che di fatto verrebbe meno con l’indebita pressione della fiducia. Tanto più che già oggi il Regolamento consente di approvare in una settimana qualsiasi provvedimento, quindi non è una questione di tempi. Questa proposta è un bavaglio, non tanto per noi dell’opposizione, quanto per la stessa maggioranza che sarà messa nella condizione di non poter più esprimere le sue opinioni”. Per Alessandra Moretti, capogruppo del PD, questa “è una legge che ci imbavaglia e per questo noi tutti dell’opposizione abbiamo intenzione di contrastare con ogni mezzo, perché ci impedisce di fare il nostro lavoro, che è quello di rappresentare in Consiglio regionale le istanze dei territori. Zaia ha già una maggioranza bulgare che gli consente di fare ciò che vuole, per cui è anche una legge inutile il cui iter è un inutile costo per i cittadini”. E sulla questione dei costi è intervenuto anche il capogruppo del M5S, Jacopo Berti, il quale ha sottolineato che per l’approvazione di questa modifica statutaria potrebbe essere necessario un referendum popolare. “14 milioni di euro – ha precisato – negati a tutti i veneti per potersi esprimere sull’indipendenza e sull’autonomia, ma che ora pare il Consiglio abbia trovato per fare questa leggina sulla fiducia, che serve solo ed esclusivamente a chi sta dentro i palazzi. Ai cittadini – ha concluso Berti – serve poter scegliere ed esprimere la propria volontà, mentre a questi politici interessa solo usare i nostri solfi per decidere per loro stessi”.
“E’ solo il classico spot, perché serve solo ad andare sui giornali – ha dichiarato Marino Zorzato di Area Popolare – Anche perché, a parte i tempi che ci vorranno per una sua approvazione ed effettiva esecuzione, nella sostanza i poteri per mandare a casa il Consiglio in caso di bocciatura di una legge sono già in capo al Presidente. Credo anche – ha proseguito – che nessun veneto abbia tra le sue priorità la questione della fiducia, quindi andiamo a spender un sacco di soldi per un atto inutile”. Giovanna Negro di Veneto del Fare si chiede dov’è la coerenza quando sul territorio andiamo a dire di dare la parola ai veneti e poi veniamo qui in Consiglio chiudendoci nelle stanze e decidendo senza ascoltare la gente e chi li rappresenta, ovvero i consiglieri. E’ un provvedimento – ha poi ribadito – che va contro ogni logica di chi ha predicato per più di 20 anni l’esatto contrario”. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche per il PD Stefano Fracasso, Bruno Pigozzo, Piero Ruzzante e Graziano Azzalin, per la Lista Tosi Maurizio Conte e Andrea Bassi, Pietro dalla Libera di Veneto Civico e Simone Scarabel del M5S.
 


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