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DEFR - Gruppo PD: "Le nostre proposte per un Veneto pił sostenibile, pił vicino alle persone fragili e pił sicuro"



4 novembre 2019 - I consiglieri regionali del Partito Democratico hanno presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Ferro Fini, le “proposte per il DEFR 2020- 2022 in tema di ambiente, sociale, sicurezza sul lavoro e prevenzione e lotta contro le dipendenze”.

Il Capogruppo Dem Stefano Fracasso ha delineato le priorità del Partito Democratico, che sono “innanzitutto, porre in campo azioni efficaci per contrastare i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale nel mare Mediterraneo, che hanno provocato l’uragano VAIA nell’ottobre 2018. Secondo il primo rapporto scientifico sul cambiamento climatico, presentato a Barcellona dall’Unione per il Mediterraneo, nelle regioni che si affacciano sul ‘Mare Nostrum’ la temperatura cresce a un ritmo del 20 percento in più rispetto al resto del pianeta; per il Governatore Zaia, assistiamo semplicemente a cambiamenti naturali, per la scienza, invece, vi sono precise responsabilità umane. Pertanto, crediamo che fin da subito vadano ridotte drasticamente le emissioni di CO2 nell’atmosfera. Inoltre, chiediamo la riforma della normativa ERP, più sicurezza per i lavoratori e un impegno maggiore per la lotta contro le dipendenze”. “Oggi pomeriggio – preannuncia Fracasso - sosterremo le nostre proposte in aula consiliare, partendo dal fatto che non sussiste un problema economico in ordine alla sostenibilità ambientale, ma serve solo una volontà politica: come si stanziano 20 milioni per le Olimpiadi invernali 2026, si possono tranquillamente trovare adeguate risorse per contrastare i cambiamenti climatici. Gli obiettivi che noi proponiamo sono assolutamente concreti e misurabili”.

Per il Vice Presidente della Commissione consiliare Ambiente, Andrea Zanoni, “Il Veneto dovrebbe essere il precursore della transizione energetica da fossile a rinnovabile, in quanto, negli ultimi anni, è stato vittima di gravissimi disastri ambientali, legati strettamente ai cambiamenti climatici, che hanno causato danni ingenti, anche in termini economici; nel 2015, la Riviera del Brenta è stata devastata da un tornado; nel 2017, la siccità ha causato un miliardo di danni mettendo in ginocchio il settore dell’agricoltura; nel 2018, l’uragano Vaia ha spazzato via 28 mila ettari di terreno provocando circa 1.850 milioni di danni; nella primavera 2019, la siccità prima e poi l’eccessiva piovosità hanno danneggiato fortemente le colture, per finire con il flagello della cimice asiatica, anch’essa provocata dai cambiamenti climatici. Il Veneto dovrebbe pertanto correre veloce verso le energie rinnovabili e le zero emissioni di CO2, invece resta immobile. Nel DEFR manca qualsiasi riferimento al goal n. 13 dell’Agenda 2030 dell’ONU per porre in essere azioni efficaci contro i cambiamenti climatici, e siamo sotto gli standard previsti dal goal n. 15, che riguarda gli ecosistemi, le foreste, la desertificazione e la biodiversità. E’ quindi fondamentale aumentare le energie rinnovabili del 20%, sostituire il 10% degli autobus disel con quelli elettrici, aumentare il bonus rottamazione delle vecchie auto per l’acquisto di veicoli elettrici, che negli ultimi anni è ammontato a ‘solo’ 1,5 milioni di euro; vanno raddoppiate le Colonnine di ricarica per auto elettriche, va istituito un apposito Fondo per l’efficienza energetica dei nostri edifici, che sono un vero ‘colabrodo energetico’, sia con la costruzione di nuovi edifici in A4, sia con la ristrutturazione al massimo efficientamento possibile di quelli vecchi. Investendo sulla mobilità elettrica, non solo abbasseremo le emissioni nell’aria di CO2, ma ridurremo anche le polveri sottili che ogni anno causano moltissime morti premature e che rappresentano un costo sanitario molto elevato”.

La seconda priorità per il PD la spiega Claudio Sinigaglia che ha seguito da vicino la normativa di riforma dell’Edilizia Residenziale Pubblica. “Chiediamo subito di modificare la Legge Regionale n. 39/2017, correggendone gli effetti distorsivi che stanno danneggiando i nostri anziani e le presone più fragili, che per noi rappresentano la priorità assoluta. Stiamo assistendo a una impennata dei canoni di locazione, da 150 a 500 euro mensili, un aumento insostenibile per chi ha una pensione di 1000 euro. E’ assurdo che rientrino nel calcolo ISEE il TFR, l’indennità di accompagnamento, il premio assicurativo dopo un incidente. Diciamo NO al contratto di 5 anni, una misura priva di senso a fronte del canone di permanenza”.

“Denunciamo quindi  il completo fallimento del Piano Strategico sulle case popolari di Zaia – sottolinea Sinigaglia - che prevedeva l’investimento di 300 milioni dal 2015 al 2021, ovvero 50 milioni annui collegati al Piano di vendita degli alloggi. Ma a tutt’oggi il Piano è rimasto sulla carta e non c’è stato alcun investimento. Con la nuova Legge, crescono gli affitti e gli sfratti, mentre calano gli alloggi. Rispetto al 2013, sono 3 mila gli alloggi popolari in meno e vi sono ben 4500 case sfitte perché in attesa di manutenzione. Chiediamo alla Regione di istituire un Fondo per l’Edilizia Popolare, con almeno 10 milioni all’anno per dare adeguate risposte ai 15 mila nuclei familiari ora in graduatoria, per la manutenzione, l’acquisto e la costruzione di alloggi”.

“Dall’inizio dell’anno, in Veneto, si sono registrate già 69 morti bianche, vittime di infortuni sul lavoro, e questo è inaccettabile – afferma Anna Maria Bigon – servono maggiori investimenti per la formazione e l’incremento degli organici dei tecnici degli SPISAL. Il Veneto deve portare avanti una seria attività di prevenzione per mettere in sicurezza le nostre aziende”.

Il Partito Democratico chiede anche “maggiore prevenzione e un impegno più forte per contrastare le dipendenze, anche alla luce dei dati drammatici sul consumo di sostanze stupefacenti in Veneto. Orietta Salemi evidenzia come “il consumo di droga avviene ormai in età sempre più precoce, anche a 13 anni, e non esiste più il passaggio graduale sigaretta - spinello – consumo di eroina, come negli anni Novanta. Si stima che circa mille giovanissimi siano in cura. E’ quindi prioritario e urgente che la Regione Veneto si doti di un Piano triennale per le dipendenze, ai fini di prevenire e contrastare il consumo di droghe, anche perché l’ultima pianificazione risale a ben 11 anni fa”. Francesca Zottis denuncia “la mancanza nella Politica regionale di azioni e finanziamenti sufficienti a contrastare le dipendenze. E’ stata lodevole l’iniziativa del Prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, di istituire gli ‘Stati generali sulla tossicodipendenza’, ma questo non basta senza lo stanziamento di adeguate risorse e la promozione di iniziative di sensibilizzazione all’interno delle scuole e delle famiglie, che dovrebbero vedere la Regione in prima fila nel ruolo di coordinamento”.

Per Graziano Azzalin “il problema è prettamente politico. Manca una cultura della prevenzione e la Regione rincorre semplicemente i problemi e le emergenze, ma così si disperdono energie e risorse”.

Il Vice Presidente del Consiglio Regionale, Bruno Pigozzo, ha posto infine l’attenzione sul problema “della tutela della laguna di Venezia, che vede ancora una volta la Regione inerte. Da una parte, Zaia chiede l’autonomia anche in materia ambientale, dall’altra non interviene per il completamento del Sistema MOSE, ritenendolo una ‘faccenda sporca’ da cui stare lontani. Tuttavia, senza una efficace azione di coordinamento della Regione Veneto, si sprecano risorse pubbliche senza ottenere risultati apprezzabili. Già da due anni chiediamo invano la previsione di una Autorithy Istituzionale, o Cabina di Regia, che coinvolga e coordini tra loro i diversi livelli istituzionali interessati sul territorio. A 53 anni dall’alluvione che mise in ginocchio il Veneto e Venezia, e a un anno dalla seconda alta marea di sempre, con 159 centimetri sopra il livello del mare, è prioritario e urgente investire sulla tutela e la sostenibilità  ambientale”.

 



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