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Referendum indipendenza: Toscani (Lega), Bressa non irrida malessere veneto



 (Arv) Venezia 14 giu. 2014 –      “Ho sempre stimato Gianclaudio Bressa per la sua preparazione e per la dedizione con cui si occupa delle questioni istituzionali, ma questa volta mi sembra non abbia colto affatto il significato del voto espresso dal Consiglio regionale del Veneto sul referendum per l’indipendenza”. Matteo Toscani, vicepresidente del Consiglio regionale del veneto ed esponente della Lega Nord, replica così alle dichiarazioni di Gianclaudio Bressa, sottosegretario per gli affari regionali e le autonomie nel governo Renzi, che ha negato dignità giuridica al provvedimento approvato, definendola “una cosa comica”. ”Pensare che si possa liquidare con una risata e commenti sprezzanti quanto accaduto – reagisce Toscani - significa non aver compreso il forte disagio e lo spirito di ribellione che aleggia tra i veneti nei confronti di uno Stato sempre meno efficiente e sempre più costoso. Siamo perfettamente consapevoli che il provvedimento votato non avrà probabilmente efficacia giuridica e sarà cassato a seguito di eventuale impugnativa romana, ma resta comunque il segnale politico dirompente di una Regione che, per la prima volta nella storia repubblicana, mette in discussione quello che per qualcuno è il dogma dell'unità d'Italia. Immaginare, quindi, di liquidare la questione con ilarità e supponenza significa non aver compreso la gravità della situazione. Per quanto tempo ancora i veneti potranno accettare di regalare a Roma 21 miliardi all'anno di residuo fiscale ripagati da angherie e vessazioni fiscali di ogni genere? La sopportazione è al limite e, di questo passo, non basterà il divieto imposto dalla Costituzione per evitare la disgregazione della nazione”. Toscani invita Bressa, governo e parlamento a dare risposte concrete al corale malcontento di chi vive e lavora in Veneto: “Diversamente – avverte - non saranno le risate a fermare quest'onda di fermento popolare che rischia di travolgere le istituzioni”.

 


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