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26 luglio 2011 - Porto Tolle: Consiglio veneto approva modifica legge Parco Delta



Il Consiglio regionale del Veneto dopo cinque sedute ha approvato a maggioranza la legge che modifica l'articolo 30 della normativa che istituisce il Parco naturale regionale del Delta del Po allo scopo di consentire la riconversione a carbone dell'alimentazione della centrale di Porto Tolle. Hanno votato a favore Lega Nord, Pdl, Udc e Gruppo Misto. Astenuto il gruppo Pd tranne il consigliere Azzalin che ha votato a favore. Contrari Italia dei Valori, Federazione della Sinistra e Giuseppe Bortolussi del gruppo omonimo. Queste le dichiarazioni di voto espresse in aula prima del voto finale sul testo della legge. La capogruppo del Pd Laura Puppato dopo essersi soffermata sulla situazione energetica del Veneto il cui futuro è solo nelle fonti rinnovabili ha espresso perplessità circa il comportamento di Enel e la correttezza complessiva dell'iter legislativo che ha portato alla decisione di riconvertire la centrale. "Perplessità - ha concluso Puppato - che motivano il voto di astensione del gruppo del Partito Democratico. Un'astensione sofferta - ha spiegato - causata dalla mancanza di scelte strategiche che hanno costretto il dibattito consiliare alla scelta tra ambiente e occupazione e quindi ad una decisione carica di dubbi". Il consigliere Giuseppe Bortolussi ha annunciato il proprio voto contrario perché la scelta del Consiglio non tiene conto del principio di precauzione a tutela della salute dei cittadini e, inoltre, consente il grande controsenso di creare una centrale a carbone nel cuore di un parco naturale sorto a tutela di un ecosistema pregiato e delicatissimo". A giudizio di Bortolussi il Polesine guadagnerebbe, in termini economici, molto di più con un attento sviluppo turistico piuttosto che con la centrale che, così trasformata, diventerà la pietra tombale della green economy". Pietrangelo Pettenò ribadendo il suo voto "contrarissimo" alla legge ha definito "una follia" la scelta della riconversione a carbone della centrale, la peggiore di quelle espresse dal Consiglio Regionale negli ultimi dieci anni. Sul piano politico si è detto molto deluso dalla scelta fatta da Zaia e dalla Lega Nord che hanno dimostrato di non essere "i sindacalisti a servizio degli interessi del territorio" come amano definirsi non avendo capito che la centrale non può essere il motore dello sviluppo del Polesine. "Una scelta - ha aggiunto - in aperta contraddizione con la tanto sbandierata filosofia 'per il territorio' della Lega", una scelta che ha rinunciato a governare lo sviluppo non capendo che la centrale non porterà benessere ma metterà una seria ipoteca anche sul turismo della zona". "Solo un cretino - Nereo Laroni del Pdl - potrebbe votare a cuor leggero questa legge perché tutte le posizioni espresse, come quelle di Pettenò e di Bortolussi, anche dai contrari meritano grande attenzione e rispetto. Meno rispetto, invece, merita il divagare del gruppo del Partito Democratico che su questa questione ha non poco tentennato portando ad un atteggiamento pilatesco ."E invece - ha osservato Laroni - le scelte difficili richiedono assunzioni chiare di responsabilità come quella della maggioranza, che in questo caso ha scelto il male minore". Il capogruppo dell'Udc Stefano Valdegamberi sottolineando la complessità della scelta ha motivato il voto favorevole alla riconversione della centrale con la mancanza di fonti energetiche alternative. Intervenendo in dissenso con il proprio gruppo il consigliere del Pd Graziano Azzalin, ha anzitutto sottolineato la scarsa disponibilità dimostrata dalla maggioranza ad accogliere contributi migliorativi alla legge come l'emendamento del Pd che aumentava le garanzie per l'ambiente e la salute. "Per me - ha aggiunto - è un voto particolarmente difficile, ma intendo assumere le mie responsabilità votando a favore senza per questo rinunciare ad introdurre tutte le possibili migliorie ambientali alla gestione della centrale così come suggerito dall'ordine del giorno da me ispirato e votato dall'assemblea. Un documento che non ha niente di rituale e del quale sono soddisfatto perché pone premesse a favore dello sviluppo del Polesine". Diego Bottacin del Gruppo Misto/Verso Nord ha annunciato il voto favorevole sottolineando che la situazione richiede scelte su una situazione che ci mette a confronto con una realtà e con possibili soluzioni che, senza eccezioni, presentano aspetti contradditori. Mi ha fatto scegliere per il sì - ha concluso - il fatto che tutti i rappresentanti del Polesine presenti in Consiglio e quelli degli enti locali, compresi quelli dell'ente parco, si sono dichiarati favorevoli alla riconversione. Federico Caner capogruppo della Lega Nord, rispondendo alle critiche di Pettenò, ha affermato che non c'è dubbio che la Lega voglia fare gli interessi dei veneti come dimostra il suo no alle centrali nucleari. "Quanto al carbone - ha aggiunto - va detto che l'ipotesi nasce ai tempi del governo Prodi. "Va anche detto - ha aggiunto Caner - che in Polesine l'agricoltura, la pesca e il turismo si sono sviluppati bene nonostante fino al 2004 ci sia stata una centrale ad olio combustibile". "Il problema del parco-ha concluso Caner - non è la centrale ma la carenza di politiche turistiche strategiche soprattutto da parte delle amministrazioni locali in gran parte in mano al centrosinistra". Gennaro Marotta, consigliere dell'Italia dei Valori, nel confermare il voto contrario del proprio gruppo alla modifica della legge sul parco e alla conversione a carbone della centrale di Porto Tolle, ha sottolineato come tutti gli emendamenti a difesa e tutela dell'ambiente e per il coinvolgimento della popolazione e degli enti locali presentati dal suo gruppo sono stati respinti. "Purtroppo - si è rammaricato Marotta - alle preoccupazioni espresse dalle opposizioni e dagli abitanti del Polesine, alle obiezioni tecniche e documentate espresse dal nostro gruppo, questa maggioranza non ha saputo rispondere con risposte certe e altrettanto documentate".


 



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