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11 gennaio 2012 - Statuto veneto: approvato all'unanimitā il nuovo testo


Il Consiglio regionale del Veneto alle ore 14.24 con 59 voti favorevoli su 59 votanti ha approvato, all'unanimità e con voto nominale, il testo definitivo del nuovo Statuto della Regione che sostituisce quello in vigore dal 1971. Alla nuova carta statutaria, per entrare in vigore, manca solo l'ultimo "via libera" del Governo e l'attesa dei tempi (3 mesi) previsti dalla Costituzione per un un'eventuale richiesta di referendum popolare. L'assemblea veneta ha così concluso un lungo iter iniziato tre legislature fa nell'ottobre del 2000. Alla seduta hanno partecipato nell'aula di palazzo Ferro-Fini anche alcuni rappresentanti degli Enti Locali tra i quali il Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, le Presidenti delle Province di Padova Barbara Degani e di Venezia Francesca Zaccariotto e il presidente dell'Anci veneto Giorgio Dal Negro.  Introducendo la seconda e definitiva votazione dello statuto il relatore di maggioranza Carlo Alberto Tesserin (Pdl), presidente della Commissione che ha scritto il nuovo testo, ne ha analizzato i passaggi fondamentali e soprattutto le modifiche messe a punto ad ottobre in aula con gli emendamenti apportati al testo licenziato dalla commissione nell'estate scorsa. "Questi ritocchi - ha spiegato - hanno ridotto il numero dei consiglieri, hanno riconosciuto a Venezia lo 'status' di città metropolitana e hanno ribadito il valore pubblico e universale dell'acqua venendo così a completare e perfezionare un testo che rappresenterà la cornice istituzionale entro la quale si iscriveranno tutte le iniziative legislative del futuro". Tra i principi fondanti della nuova carta statutaria Tesserin ha messo in evidenza il concetto di "autonomia e autogoverno" che discendono - ha ricordato - dalla storia del Veneto, oltre alla grande attenzione che il nuovo testo riserva alle future generazioni e alla necessità di rispettare e valorizzare il patrimonio culturale e ambientale. "Importante è anche l'aver ribadito il principio della libera iniziativa, che sta alla base dello sviluppo economico del Veneto e dà rilievo, in particolare, alla realtà delle piccole medie imprese". "Il Consiglio veneto - ha proseguito il relatore di maggioranza - ha saputo inserire l'approvazione del nuovo Statuto in un contesto di nuovi provvedimenti approvati nelle scorse settimane che lo accompagnano e lo valorizzano ulteriormente: la legge elettorale, che confermando il principio di un consigliere ogni 100 mila abitanti pone il Veneto in una posizione di primato nazionale in termini di virtuosità; la legge che elimina il vitalizio dei consiglieri e riduce le loro indennità e i rimborsi spese; il nuovo regolamento che modernizza i lavori d'aula e snellisce l'iter dei provvedimenti legislativi e, infine, il bilancio di previsione dell'assemblea che realizza un risparmio di 10 milioni di euro rispetto al 2010 rappresentando così un ulteriore tassello di riduzione responsabile dei costi della politica". Concludendo il suo intervento Tesserin ha ribadito la dignità dei veneti e delle loro istituzioni e, soffermandosi sui recenti controlli fiscali operati dall'Agenzia delle Entrate a Cortina d'Ampezzo, si è chiesto "se questi controlli sarebbero stati effettuati nello stesso periodo e con le medesime modalità se il referendum indetto a suo tempo da Cortina per essere annessa alla provincia autonoma di Bolzano avesse avuto successo". "E viene da chiedersi anche - ha aggiunto Tesserin - perché la veneta Cortina e non anche altre rinomate località di sport invernali del Piemonte, della Valle d'Aosta e della Lombardia. Credo che, a questo proposito, sia il caso di ricordare che Veneto non è sinonimo di 'mona'". "Un buon compromesso, realizzato in una fase difficile, percorsa da tensioni e da contrapposizioni poco adatte a raggiungere intese forti e alte come dev'essere una carta statutaria". Così Sergio Reolon (Pd), nell'introdurre da relatore di minoranza la seconda e ultima lettura del nuovo statuto, ha definito il testo che andrà a sostituire quello in vigore da quarant'anni. Reolon non ha nascosto l'orgoglio e la soddisfazione per aver portato a conclusione una partita iniziata ormai undici anni fa. "Un risultato - ha sottolineato - ottenuto grazie al senso di responsabilità di cui ognuno di noi ha dato prova, al fine di evitare un fallimento che sarebbe stato insostenibile per la politica". Per Reolon il nuovo testo coglie aspetti e sensibilità nuove nelle affermazioni di principio ("l'attenzione all'ambiente, alle risorse naturali, ai diritti delle persone e delle generazioni future"), innova il sistema istituzionale trasferendo le funzioni amministrative alle autonomie locali e riconoscendo, dopo anni di battaglia, particolari forme di autonomia alla provincia di Belluno e alla montagna. Quanto agli organi istituzionali il nuovo statuto controbilancia l'elezione diretta del presidente della Regione con nuovi contrappesi ed equilibri e introduce i fondamentali requisiti di trasparenza e controllo nell'attività amministrativa e di governo della Regione. "In questo momento era difficile fare di più", ha sottolineato, ricordando la particolare fase di "disordine politico e istituzionale" nella quale si è svolto il lavoro costituente dei consiglieri veneti, l'emergere di "veti e logiche nazionalistiche e antieuropee", l'"assenza di un organico e coerente progetto federalista", il "deficit complessivo di politica" che, secondo Reolon, è la vera causa della crisi attuale. Per l'esponente del Pd servirebbe un piano complessivo di riforme istituzionali che coinvolgesse il Parlamento (con la riduzione del numero dei parlamentari), le Regioni (da ripensare nei loro confini e nelle loro funzioni), le Province (da abolirsi nelle realtà metropolitane ma da valorizzare invece come fattore di governo del territorio negli altri contesti) e, soprattutto, gli enti di secondo grado, "vera pletora di organismi di sottogoverno" da ridurre, semplificare e controllare. Su questi aspetti - ha rivendicato Reolon - statuto, nuovo regolamento e nuova legge elettorale hanno avuto un percorso coerente, anche se tortuoso. "Ora però - ha concluso il secondo relatore - i buoni propositi vanno tradotti in provvedimenti e scelte significative"

 

 


 


Guarda il video
delle interviste a Tesserin, Reolon, Degani, Orsoni e Dal Negro


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