Benvenuto nel sito del Consiglio Regionale del Veneto


Link di salto: Vai alla Navigazione principale - Vai ai Contenuti - Vai alla ricerca

archivio notizie in evidenza

Contenuti:

Riforma Titolo V. Presidente Ciambetti: neocentralismo aggraverà i mali del sistema Italia



14 settembre 2015 - "Il neocentralismo che attraversa la revisione attuale della Costituzione segna una pericolosa involuzione che mina il regionalismo voluto dai padri costituenti e mette in crisi funzioni e ruoli delle Regioni": questa analisi del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, ha indirizzato il convegno organizzato al Pirellone di Milano ("Ruolo delle Regioni e dei Consigli regionali sulla riforma costituzionale in corso”) dove, ospiti del Presidente della Lombardia e del Consiglio Regionale lombardo - Roberto Maroni e Raffaele Cattaneo - si sono alternati relatori bipartisan del calibro di Roberto Calderoli, Vannino Chiti, Roberto Formigoni, Giancarlo Giorgetti, Gianclaudio Bressa, chiamati a discutere della revisione del Titolo V della Costituzione, prima della terza lettura al Senato della proposta di Riforma Costituzionale.

 
"Negli ultimi anni competenze e funzioni anche strategiche sono rimaste a capo delle Regioni - ha spiegato Ciambetti - ma lo Stato si è trattenuto le risorse e i finanziamenti necessari per far fronte a queste stesse competenze: gli oneri sono rimasti, i soldi sono spariti e questa sembra essere la filosofia reale che ispira l'attuale riforma, che accentra a Roma i soldi facendo morire di asfissia finanziaria le Regioni. Nonostante accordi, protocolli, assicurazioni, il governo ha disatteso ogni impegno con le Regioni e se l'esperienza insegna essa ci dice che non possiamo fidarci di chi non ha mantenuto la parola data".
 
Ciambetti ha poi sottolineato, intervenendo durante il dibattito milanese, che "la situazione certamente richiedeva una riforma dell'assetto anche alla luce di inefficienze, diseconomie e scandali che hanno investito qualche realtà, ma le riforme istituzionali non si fanno sotto le spinte emotive né tantomeno di fretta, cattivissima consigliera. Si insiste a voler dare norme di convivenza al Condominio Italia, quando i condomini hanno problemi ben diversi tra loro: i risultati di questa riforma verranno pagati duramente da tutti, dalle Regioni avanzate a quelle che necessitano di politiche di sviluppo, perché la stessa medicina, la stessa cura, non cura mali diversi, anzi. Occorre quindi registrare purtroppo – questa è stata l’amara considerazione finale dell’esponente veneto - che quella che il Governo ha in cantiere oggi non è una cura per i mali dell'Italia e rischia solo di peggiorare la situazione senza diminuire sprechi e inefficienze”.



 

 

 



Archivio notizie in evidenza


menù di sezione:


Link di salto: Torna su - Torna alla Navigazione principale - torna ai Contenuti - Vai alla ricerca
showSondaggio:true valutaParametroOnline:false direttaRefresh:30000
nodo 1