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Consiglio straordinario. Bocciata la risoluzione tosiana, ma il tema sarā ripreso in commissione



15 settembre 2015 – Con 27 voti contrari e 21 favorevoli il Consiglio regionale, convocato in seduta straordinaria, ha bocciato la risoluzione presentata dai consiglieri Maurizio Conte (LT) e Giovanna Negro (VF) in merito ai “debiti non commerciali della Regione Veneto nei confronti di enti ed altri soggetti”. La risoluzione impegnava la Giunta a non erogare nessun nuovo finanziamento finché non saranno pagati tutti i debiti pregressi; a stilare un elenco, da trasmettere a tutti i consiglieri regionali, con la situazione debitoria aggiornata ed un piano dei pagamenti; ad individuare forme di anticipazione a favore degli Enti per onorare i debiti non commerciali e a concludere il piano di rientro dei pagamenti entro il 2015.

 
“Nostra intenzione – ha spiegato Conte – era quella di mettere in chiaro una situazione debitoria fuori dal Patto di stabilità, di vedere quali sono le esigenze attuali del territorio per dare risposte a quegli Enti che attendono il pagamento di risorse già impegnate, che hanno già speso, ma che non hanno ricevuto. La nostra paura, dato che non riusciamo a sapere quali sono i tempi della Giunta per dare le necessarie risposte, è che si attenda il prossimo bilancio di previsione magari per prevedere nuove tassazioni, come l’applicazione dell’IRPEF o l’accise sulla benzina. Queste – ha concluso Conte – non sono soluzioni e noi vogliamo capire come fare, magari sforando anche il Patto di stabilità, un tema questo sul quale la maggioranza troverebbe l’appoggio anche dell’opposizione”.
 
Nel proseguo del dibattito sono intervenuti nell’ordine i consiglieriStefano Valdegamberi (LZ),Giovanna Negro (VF),Graziano Azzalin (PD),Massimiliano Barison (FI),Stefano Casali (LT),Marino Zorzato (AP),Piero Ruzzante (PD),Andrea Bassi (LT),Claudio Sinigaglia (PD),Antonio Guadagnini (Indipendenza Noi Veneto),Orietta Salemi (PD),Francesca Zottis (PD),Massimo Giorgetti (FI),Pietro Dalla Libera (VC),Nicola Finco (LN),il Presidente del ConsiglioRoberto Ciambetti (LN)e l’assessore al Bilancio,Giancluca Forcolin (LN).
 
Il dibattitto in aula consiliare ha evidenziato in tutti gli interventi la condivisione del problema e l’esigenza di trovare risposte a breve, anche se da parte della maggioranza è stato sottolineato che la sede deputata all’esame della questione non è l’aula Consiliare, ma come prevede lo Statuto, la Commissione preposta o forse la nuova Quarta Commissione. Per Ruzzante, quello dei “debiti della Regione” è un problema sentito in ogni territorio, “dove tutti protestano contro una Regione che paga con grandissimo ritardo, per cui abbiamo ritenuto appoggiare questa proposta di risoluzione per sollevare il tema dei tempi di pagamento. C’è un problema di impegni assunti e non rispettati, c’è un problema di ritardi che costringono gli Enti e le associazioni a rivolgersi al sistema bancario e pagare lautissimi interessi, per cui ci auguriamo che questo sistema cambi. Andremo in Commissione – ha concluso Ruzzante – ed analizzeremo in maniera molto attenta quali sono stati i tempi dei pagamenti, perché ci sono aziende ed enti che attendono le risorse da due anni e ci sono aziende ed enti che sono stati pagati in tre mesi. Non possono esserci creditori di serie A e altri di serie B”.
 
“Credo sia ingiusto da parte di qualcuno– ha dichiarato Giorgetti – dire che siamo arrivati sull’orlo del baratro senza saperlo, perché in verità si è trattato di scelte politiche fatte da maggioranza ed opposizione proprio per dare risposte ai cittadini e conseguenza delle continue modifiche delle regole del gioco fatte dal Governo, per cui ogni bilancio diventava scivoloso come una lastra di ghiaccio. Il tema vero per trovare soluzioni concrete – ha poi sottolineato – è quello di portare la discussione in Commissione, come prevede lo Statuto. In questo modo la conoscenza di quella che è la situazione debitoria diventa anche prodromica all’esame del prossimo bilancio di previsione, perché – ha concluso - se non sappiamo quali sono oggi gli impegni che abbiamo con le amministrazioni, come possiamo programmare le future scelte politiche”.
 
Infine il Presidente Ciambetti, intervenendo più come ex assessore al Bilancio che nel suo attuale ruolo, ha ricordato che la scorsa legislatura ha assicurato una gestione virtuosa e una decisa riduzione dei passivi. Piuttosto, ha ricordato Ciambetti, “occorre riflettere sulle diseguaglianze create sul territorio dal patto di stabilità, che così come è applicato genera situazioni assurde, perché non consente a tutti i cittadini italiani di essere uguali di fronte alle risorse pubbliche”.



 

 

 



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