Benvenuto nel sito del Consiglio Regionale del Veneto


Link di salto: Vai alla Navigazione principale - Vai ai Contenuti - Vai alla ricerca

progetti di legge

Contenuti: Progetto di Legge Regionale n. 15 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
X LEGISLATURA


6ª Seduta pubblica – Martedì 4 agosto 2015 Deliberazione legislativa n. 15

OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ZAIA, FINCO, RIZZOTTO, MONTAGNOLI, CALZAVARA E MICHIELETTO RELATIVA A "MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 7 NOVEMBRE 2003, n. 27 , "DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI DI INTERESSE REGIONALE E PER LE COSTRUZIONI IN ZONE CLASSIFICATE SISMICHE" E ALLA LEGGE REGIONALE 9 AGOSTO 2002, n. 15 "NORME PER LA REALIZZAZIONE DI INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO, PER LA PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE E GESTIONE DI AUTOSTRADE E STRADE A PEDAGGIO REGIONALI E RELATIVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA DI PROGETTO E CONFERENZA DI SERVIZI" ".
(Progetto di legge n. 15)

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO


VISTA la proposta di legge d'iniziativa dei consiglieri Zaia, Finco, Rizzotto, Montagnoli, Calzavara e Michieletto relativa a "Modifica alla legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 "Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche" e alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 "Norme per la realizzazione di infrastrutture di trasporto, per la progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a pedaggio regionali e relative disposizioni in materia di finanza di progetto e conferenza di servizi" ";

UDITA la relazione delle Commissioni consiliari Prima e Seconda, relatore il Presidente della Seconda Commissione consiliare, consigliere Francesco CALZAVARA, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
va evidenziato, in primo luogo, come in merito alle opere infrastrutturali in corso, attivate in regime di concessione, ai sensi della legge regionale 15/2002, le mutate condizioni macroeconomiche e di mercato che caratterizzano il territorio regionale, e le note vicende giudiziarie emerse nell'ultimo anno e mezzo, rendano opportuna una rivisitazione sotto l'aspetto sia della sostenibilità finanziaria che dell'attualità del pubblico interesse alla realizzazione. In particolare, in merito alle opere ex legge regionale 15/2002 che si connotano per la presenza di un Proponente promosso a ruolo di Promotore (con conseguenti tutele crescenti a seconda dei successivi segmenti raggiunti ante stipula convenzione) va introdotta una norma eccezionale che legittimi la verifica e che autorizzi la Giunta a chiudere, in ottemperanza alle disposizioni di legge, le partite inerenti opere non più attuali e/o insostenibili finanziariamente, stanziando apposito fondo per procedere alla chiusura senza contenziosi. Per la copertura della parte pubblica di finanziamento non ancora finanziata delle opere che si riterrà di mantenere in vita, va approvata una norma che autorizzi la Giunta anche all'accesso "classico" al credito (mutui a lungo termine, ecc.).
Occorre, in secondo luogo e guardando alle future opere, fissare la "revisione" obbligata dei project della Regione e degli enti strumentali una volta trascorso un determinato periodo dalla dichiarazione di pubblico interesse senza che si sia stipulata la convenzione di concessione.
I primi due articoli intervengono sulla legge regionale 27/2003 per introdurre la disposizione di carattere generale in materia di revisione delle procedure di finanza di progetto.
L'articolo 3 estende tale disposizione anche alla normativa speciale in materia di autostrade e strade a pedaggio regionali (legge regionale 15/2002)
L'articolo 4 riguarda la disposizione eccezionale di cui sopra.
In particolare, nella stesura del nuovo comma 7 bis dell'articolo 44 si ricomprendono tutte le fattispecie procedimentali di cui all'articolo 153 del Codice De Lise, facendo attenzione a coordinare le espressioni della legge regionale con quelle riportate nel decreto legislativo 163/2006.
Per quanto riguarda la procedura di revisione, si introduce una revisione "facoltativa" (si tratta del resto di un potere che l'ente pubblico ha in ogni caso) e, al comma 7 ter, una revisione obbligatoria da farsi dopo il decorso di un determinato periodo di tempo dall'avvio della procedura di finanza di progetto.
Al comma 7 bis dell'articolo 44 si stabilisce che per le opere regionali (trattandosi di opere di maggiore rilevanza rispetto ad opere comunali) la tempistica di riferimento può essere più ampia.
Con il comma 7 quater si estendono le disposizioni sulla revisione anche alle ipotesi (non già di finanza di progetto ma) di concessioni dei lavori: ciò in considerazione del fatto che la legge regionale n. 15/2002 , all'articolo 11, considera entrambe le ipotesi (di qui il nuovo comma 4 ter dell'articolo 11)
Si è, da ultimo, introdotta la disposizione eccezionale sulla revisione dei project financing in essere e relativi alle autostrade e strade a pedaggio regionali.
Nel comma 2 si sono collegati gli elementi di verifica agli elementi che per legge dovrebbero venire in riferimento in sede di avvio della procedura.
Nei commi 3 e 4 si sono distinte le ipotesi in cui l'opera non sia più di interesse pubblico dalle ipotesi in cui l'opera sia ancora di interesse pubblico ma non sia più attuabile per un "superato" piano finanziario.
I commi 5 e 6 disciplinano lo stanziamento eccezionale che serve per coprire gli indennizzi da riconoscere per i casi di revoca.
Le Commissioni consiliari Prima e Seconda riunite in seduta congiunta in sede referente ai sensi dell'art. 64 del Regolamento consiliare, dopo aver effettuato la presentazione del progetto di legge in oggetto in data 22 luglio 2015, hanno approvato il testo oggi al Vostro esame nella seduta congiunta del 29 aprile 2015 a maggioranza, con i voti favorevoli dei rappresentanti dei gruppi consiliari Zaia Presidente, Liga Veneta Lega Nord, Forza Italia, Indipendenza Noi Veneto, e il voto contrario dei rappresentanti dei gruppi consiliari Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle.";

UDITA la relazione di minoranza delle Commissioni consiliari Prima e Seconda, relatore il Vicepresidente della Prima Commissione consiliare, consigliere Stefano FRACASSO, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
la proposta di legge n 15 di modifica delle leggi regionali in materia di lavori pubblici e infrastrutture stradali giunge dopo quindici anni di "ubriacatura" infrastrutturale, figlia di una programmazione abnorme nata nel lontano 2001 con il programma delle infrastrutture strategiche, rivisto a più riprese, fino al 2011. Una delle più pesanti eredità del governo Galan/Chisso/Zaia1, un elenco di 44 interventi, che comprende, oltre alle opere interessate direttamente dal progetto di legge in discussione, il SFMR, incompiuto e defunto, il passaggio dell'AV in Veneto, ancora al palo, la Valdastico Nord, di cui leggiamo sui giornali ma nulla viene riferito a questo Consiglio, ma pure la fantasiosa metropolitana lagunare di Venezia (377 milioni), e il nuovo palazzo del Cinema al Lido, (136,98 milioni), i collegamenti ferroviari degli aeroporti di Venezia e Verona, solo per fare qualche esempio. Incalcolabile il fabbisogno finanziario aggiornato di questo libro dei sogni, cui peraltro il Presidente Zaia fa ancora riferimento nella sua proposta programmatica. Dove trovare quindi i miliardi per una tale cuccagna? Ma certo, dai capitali privati, ed ecco quindi l'invenzione di quello che è stato chiamato il "project financing alla veneta". Solo per le sette opere a procedimento amministrativo già avviato, il fabbisogno di capitale privato ammonta a circa 7,2 miliardi di euro. Giova pure ricordare che in questi dieci anni da più parti si erano levate voci sull' insostenibilità di tale previsione, insostenibilità ambientale, finanziaria e giuridica.
Le premesse al disegno di legge prendono ora atto delle ultime due, vale a dire dell'insostenibilità finanziaria e di quella giuridica: una presa d'atto che arriva tardiva, dopo che la magistratura è intervenuta proprio su alcuni di quei 44 interventi. O laddove la leva finanziaria privata appare del tutto irrealistica. Tardiva ma comunque benvenuta, una presa d'atto che dovrebbe portare con sé anche una chiara volontà di rivedere profondamente quell'intesa del 2011, di riprendere in mano l'intera programmazione infrastrutturale del Veneto, registrare il quasi totale fallimento del disegno Galan/Chisso e Zaia1, e rovesciare le priorità: avanti tutta con le rotaie, indietro tutta con l'asfalto in project. E qui registriamo la prima insufficienza di questa proposta, non c'è traccia di questa volontà, per noi fondamentale, si affronta il tema dei project stradali come se fosse solo una questione tecnica: verifichiamo se tengono o no sotto il profilo finanziario e poi decidiamo il da farsi. Ma l'interesse pubblico nasce dalla corrispondenza del singolo intervento prima di tutto alla programmazione e quindi è proprio di quella che dobbiamo occuparci prioritariamente. La Giunta deve dirci se ritiene ancora utili, e quindi di interesse pubblico, la Valsugana, oppure il sistema delle tangenziali venete, o il passante Alpe Adria, solo per fare degli esempi. Perché noi sosteniamo che non sono utili, che l'interesse pubblico lì proprio non c'è, mentre sicuramente ci sono interessi privati, dei promotori quantomeno. Se decidiamo che non sono utili, non serve nemmeno fare tante valutazioni finanziarie. Non servono al Veneto, punto e basta. Non stanno in piedi perché sono figlie di una idea tutta autostradale della mobilità, evidentemente anacronistica e fuori da ogni indirizzo europeo. E visto che la competenza della programmazione è del Consiglio è chiaro che noi intendiamo esercitarla fino in fondo, e siamo disposti a prenderci la piena responsabilità di questo. Gli emendamenti che abbiamo presentato intendono proprio questo: entro tre mesi la Giunta presenti al consiglio una proposta di revisione della programmazione, tre mesi per discuterla e poi si vota in Consiglio. Sulla base di quella decisione la Giunta adotterà tutti gli atti conseguenti. Come facciamo a dire che un'opera non è più "rispondente al preponderante pubblico interesse o comunque non rispondente alle attuali esigenze della programmazione del sistema viario di interesse regionale" (art 4 comma 3 del progetto di legge), se non partiamo da un serio ripensamento proprio della programmazione della mobilità, se non facciamo una analisi dei flussi, de bacini di spostamento, dei poli di attrazione, se non ci tariamo sugli indirizzi europei, le priorità dei corridoi ecc.? Rivediamo la programmazione solo sulla base dei tassi di rendimento, o di remunerazione, dei capitali privati dei project?
Se invece si tenta di scaricare sul Consiglio la responsabilità di scelte che non sono state fatte dal Consiglio, ma sono tutte di competenza dell'esecutivo allora non ci stiamo. Non è stato il Consiglio a votare le dichiarazione di pubblico interesse di questi project stradali, nemmeno ha votato le delibere di aggiudicazione, o quelle di recepimento dei pareri dei comuni o della VIA. L'articolo 21 della legge 241/1990 e successive modificazioni e integrazioni, permette all'esecutivo di revocare per sopravvenuti motivi una valutazione dell'interesse pubblico originale. E non ha forse agito così la Giunta nel gennaio di quest'anno rispetto alla Via del Mare? Oppure non ha agito direttamente, senza chiedere nulla al Consiglio, salvo i soldi in bilancio, rispetto al contenzioso milionario per il fallimento del SFMR? Allora ci chiediamo perché mai il Consiglio dovrebbe "autorizzare la giunta", vedi art, 4 comma 1 del progetto di legge, ad avviare una revisione? La Giunta non ha nessun bisogno di "autorizzazioni" del Consiglio, non ne ha mai avuto bisogno in casi del genere. Può procedere a legislazione vigente in qualsiasi momento, a meno che non voglia coprirsi le spalle, o il c........ come direbbe probabilmente il fine Salvini, dalle conseguenze delle proprie azioni e dalle proprie precedenti decisioni. In particolare dalle conseguenze "erariali", uso un termine evocato dall'assessore De Berti in Commissione. Costa fermare i project, ma non sappiamo quanto. E non ci è stato detto in Commissione quanto costi, certo non bruscolini, quanto meno le spese di progettazione. Allora la Giunta ha bisogno di una "autorizzazione" a revisionare. Ma ci avete chiesto il parere prima di deliberare il pubblico interesse per la project-Valsugana da 1,023 miliardi di euro nel dicembre del 2011? Non mi risulta, se lo aveste fatto vi avremmo detto che per noi quel pubblico interesse non c'era, e non c'è. E ve lo dicevano i sindaci della valle, ve lo diceva la provincia autonoma di Trento, che continua a dirvelo. Ma ora, pur di accontentare la serenissima, e la sua proroga della concessione, vuoi vedere che anche il Presidente Zaia si convince che il pubblico interesse non c'è più?
La legge regionale n. 27 del 2003 è già stata corretta in modo che non si possa più verificare che i project-stradali e non solo stradali, possano essere avviati senza che il Consiglio ne prenda atto. Con le modifiche apportate nel 2014 a seguito dei lavori della commissione di inchiesta, il Consiglio si esprime sull'inserimento nell'elenco delle opere pubbliche di interventi da realizzare in project. Non solo al Consiglio devono essere trasmessi gli schemi di contratto, contenuti nello studio di fattibilità, in modo da evitare che si sostenga la "segretezza" di contratti relativi a opere di "pubblico interesse", una contraddizione in termini, come nel caso della Pedemontana Veneta, il cui contratto non è accessibile al Consiglio regionale, pure essendo un'opera inserita nella programmazione regionale.
Possiamo fare di questa proposta di legge qualcosa di meglio di un semplice para colpi per la Giunta, possiamo farla diventare l'avvio di una concreta revisione della programmazione sulla mobilità che metta sicuramente la Giunta nelle condizioni di revocare i project, un passo avanti nella trasparenza, che è premessa della legalità (bollino blu programma Zaia), un'occasione per introdurre in Veneto forme regolamentate di dibattito pubblico, di partecipazione delle comunità interessate, alla definizione delle opere (debat public, programma Zaia). E' questo il senso degli emendamenti presentati, frutto del confronto con i colleghi del M5S e dei gruppi che fanno riferimento ad Alessandra Moretti.";

ESAMINA e VOTA, articolo per articolo, compresi i relativi emendamenti, la proposta di legge composta di n. 5 articoli;

PRESO ATTO che la votazione ha dato, per i singoli articoli, il seguente risultato:

Articolo 1
Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 38
Voti favorevoli n. 37
Astenuti n. 1

Articolo 2
Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 42
Voti favorevoli n. 26
Astenuti n. 16

Articolo 3
Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 44
Voti favorevoli n. 25
Astenuti n. 19

Articolo 4
Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 43
Voti favorevoli n. 27
Astenuti n. 16

Articolo 5
Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 43
Voti favorevoli n. 43

VISTI gli emendamenti approvati in Aula nonché l'inserimento di un nuovo articolo;
IL CONSIGLIO REGIONALE

APPROVA la legge nel suo complesso nel testo che segue:
MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 7 NOVEMBRE 2003, n. 27 , "DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI DI INTERESSE REGIONALE E PER LE COSTRUZIONI IN ZONE CLASSIFICATE SISMICHE" E ALLA LEGGE REGIONALE 9 AGOSTO 2002, n. 15 "NORME PER LA REALIZZAZIONE DI INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO, PER LA PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE E GESTIONE DI AUTOSTRADE E STRADE A PEDAGGIO REGIONALI E RELATIVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA DI PROGETTO E CONFERENZA DI SERVIZI"

Art. 1 - Modifiche dell'articolo 44 della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 "Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche".
1. Dopo il comma 7 dell'articolo 44 della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 sono inseriti i seguenti:
"7 bis. Il bando di gara, oltre ai contenuti previsti dall'articolo 153 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni, specifica che l'Ente aggiudicatore può riservarsi di addivenire all'approvazione del progetto preliminare o all'aggiudicazione della concessione e comunque alla stipula del relativo contratto solamente in esito ad una procedura di revisione degli atti in precedenza adottati, per verificare nel contraddittorio con l'operatore economico interessato se, anche in considerazione del tempo trascorso dalla data di inserimento dell'opera negli strumenti di programmazione dell'Ente o comunque dalla data di predisposizione del progetto preliminare, permangono le condizioni di fattibilità dell'intervento, sia sotto il profilo della rispondenza al pubblico interesse dell'opera, sia sotto il profilo dell'attualità dei presupposti e delle condizioni di base che determinano l'equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa, nonché dei relativi indicatori di redditività e di capacità di rimborso del debito. Nel caso in cui siano venute meno le condizioni di fattibilità dell'intervento, l'ente aggiudicatore procede all'adozione degli atti conseguenti anche ai sensi dell'articolo 21 quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", ferma la possibilità di addivenire ad una concertata revisione del piano economico finanziario nel caso in cui le condizioni di fattibilità siano variate per cause non imputabili all'operatore economico e permanga il pubblico interesse alla realizzazione dell'iniziativa.
7 ter. La procedura di revisione di cui al comma 7 bis è obbligatoria prima della stipula del contratto di concessione nel caso in cui siano decorsi diciotto mesi dalla pubblicazione del bando di gara e l'Ente aggiudicatore non sia ancora addivenuto al provvedimento di aggiudicazione definitiva ed efficace della concessione.
7. quater Le previsioni di cui ai commi 7 bis e 7 ter si applicano, in quanto compatibili, anche alle procedure di affidamento della realizzazione delle opere mediante concessione ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni.".
Art. 2 - Modifiche dell'articolo 44 bis della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 "Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche".
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 44 bis della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 è inserito il seguente:
"1 bis Per le opere di competenza regionale il termine di cui all'articolo 44, comma 7 ter, decorrente dalla pubblicazione del bando di gara, è fissato in ventiquattro mesi.".
Art. 3 - Modifiche dell'articolo 11 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 "Norme per la realizzazione di infrastrutture di trasporto, per la progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a pedaggio regionali e relative disposizioni in materia di finanza di progetto e conferenza di servizi".
1. Dopo il comma 4 bis dell'articolo 11 della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 è inserito il seguente:
"4 ter Si applicano le disposizioni degli articoli 44, commi 7 bis, 7 ter e 7 quater e 44 bis, comma 1 bis della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 ."
Art. 4 - Disposizioni transitorie in materia di revisione delle procedure di finanza di progetto per gli interventi infrastrutturali per la mobilità promossi dalla Regione Veneto ai sensi della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 "Norme per la realizzazione di infrastrutture di trasporto, per la progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a pedaggio regionali e relative disposizioni in materia di finanza di progetto e conferenza di servizi".
1. La Giunta regionale è autorizzata ad avviare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, una specifica procedura di revisione, quale disciplinata dall'articolo 44, comma 7 bis, della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 , per ogni singolo procedimento di finanza di progetto per interventi infrastrutturali per la mobilità promossi dalla Regione secondo le previsioni della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 , e per ogni altro procedimento di finanza di progetto in altri settori di competenza regionale il cui bando sia già stato pubblicato alla data di entrata in vigore della presente legge senza che alla medesima data si sia addivenuti alla stipulazione del relativo contratto di concessione.
2. Nella procedura di revisione dovrà essere in particolare verificata la permanenza della sussistenza del preponderante pubblico interesse alla realizzazione della specifica opera, la sua rispondenza alle attuali esigenze della programmazione regionale per il sistema viario di interesse regionale nonché la permanenza delle condizioni economico-finanziarie che supportano la sostenibilità economico-finanziaria dell'intervento e delle ulteriori condizioni che rappresentano requisiti essenziali della proposta ai sensi dell'articolo 10, comma 4, lettere b), c) e d) della legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 .
3. Nel caso in cui all'esito della procedura di revisione la Giunta ritenga la realizzazione dell'opera come non più rispondente al preponderante pubblico interesse o comunque non più rispondente alle attuali esigenze della programmazione per il sistema viario di interesse regionale, riferisce entro sessanta giorni alla competente commissione consiliare sullo stato di attuazione dei procedimenti di cui al presente articolo e assume i conseguenti provvedimenti.
4. Nel caso in cui, nell'ambito della procedura di revisione, la Giunta accerti l'attuale insussistenza di condizioni di fattibilità dell'iniziativa per il venir meno delle condizioni economico-finanziarie a supporto della sostenibilità economico-finanziaria dell'intervento e delle ulteriori condizioni di cui al comma 2, l'Amministrazione procede all'adozione degli atti conseguenti anche ai sensi dell'articolo 21 quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", salva la possibilità di addivenire ad una revisione del piano economico finanziario nel caso che le condizioni di fattibilità siano variate per cause imputabili alla Regione o per sopravvenute modifiche normative.
5. Agli oneri connessi alla copertura di eventuali indennizzi da riconoscere, in applicazione dell'articolo 21 quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", per le ipotesi di revoca ai sensi dei commi 3 e 4 si fa fronte con apposito stanziamento.
6. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione del comma 5 si fa fronte con le risorse allocate nell'upb U0135 "Viabilità regionale, provinciale e comunale" del bilancio di previsione 2015.
Art. 5 - Disposizioni in merito alla trasparenza degli atti.
1. I contratti e i relativi piani finanziari dei lavori pubblici di competenza regionale di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a) della legge regionale 7 dicembre 2003, n. 27 "Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche" e successive modificazioni, o comportanti oneri per il bilancio della Regione, sono trasmessi al Consiglio regionale.

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 27
Voti favorevoli n. 27


IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO
f.to Antonio Guadagnini

IL PRESIDENTE
f.to Roberto Ciambetti

INDICE

SOMMARIO

menù di sezione:


Link di salto: Torna su - Torna alla Navigazione principale - torna ai Contenuti - Vai alla ricerca
showSondaggio:true valutaParametroOnline:false direttaRefresh:30000
nodo 1