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progetti di legge

Contenuti: Progetto di Legge Regionale n. 298 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
X LEGISLATURA


170ª Seduta pubblica – Giovedì 3 maggio 2018 Deliberazione legislativa n. 16

OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI CASALI, BASSI, FABIANO BARBISAN, BRESCACIN, MONTAGNOLI, BARTELLE, FINCO, FERRARI E BARISON RELATIVA A "DISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE AI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI CONCERNENTI INTERVENTI DI SOSTEGNO PUBBLICO DI COMPETENZA REGIONALE".
(Progetto di legge n. 298)

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO


VISTA la proposta di legge d'iniziativa dei consiglieri Casali, Bassi, Fabiano Barbisan, Brescacin, Montagnoli, Bartelle, Finco, Ferrari e Barison relativa a "Disposizioni generali relative ai procedimenti amministrativi concernenti interventi di sostegno pubblico di competenza regionale";

UDITA la relazione della Prima Commissione consiliare, relatore il consigliere Stefano CASALI, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
il presente progetto di legge detta disposizioni per l'individuazione di un criterio generale per la concessione di contributi o altri vantaggi economici di competenza regionale.
La finalità perseguita è quella di far in modo che l'elargizione di contributi o altri vantaggi economici derivanti da risorse del bilancio regionale tenga conto dei principi dell'etica e della giustizia, per assicurare quell'insieme di relazioni di fiducia, di affidabilità, di correttezza e di rispetto delle regole, indispensabili al buon funzionamento di ogni convivenza civile.
A tal fine le risorse economiche regionali sono concesse a soggetti che, secondo l'ordinamento giudiziario, risultino incensurati o, se condannati con sentenza definitiva, siano condannati per delitti (e non per semplici contravvenzioni) commessi con dolo (escludendo quindi i delitti non colposi) individuando nella riabilitazione giudiziale (o, nel caso dell'applicazione della pena su richiesta delle parti per una condanna inferiore ai due anni, dell'automatica dichiarazione estintiva del reato) il termine certo fino al quale tali soggetti non possono essere beneficiari, poiché tale istituto ha l'effetto di cancellare completamente gli effetti della condanna penale e accertare l'avvenuto reinserimento del soggetto nella società, in quanto se ne comprova l'effettiva e costante buona condotta.
Vengono in ogni caso garantiti, all'articolo 2, gli interventi pubblici di sostegno di competenza regionale che assicurano ad ogni persona le prestazioni relative ai livelli essenziali concernenti i diritti civili e sociali, quali quelli in materia di sanità, di assistenza sociale, nonché di istruzione e formazione professionale e lavorativa.
In ottemperanza alla semplificazione amministrativa, viene affidata alla Giunta regionale la predisposizione dei moduli necessari per la redazione, da parte dei soggetti richiedenti i contributi economici regionali, delle dichiarazioni con le quali attestano il rispetto del criterio generale di cui all'articolo 1.
Le disposizioni valgono per il futuro e, quindi, sono fatti salvi i procedimenti che prevedono la concessione di vantaggi economici derivanti da risorse regionali in corso alla data di entrata in vigore della legge.
Si evidenzia, infine, che l'attuazione delle presenti disposizioni non richiede oneri a carico del bilancio regionale.
Nella seduta del 20 febbraio 2018 la Prima Commissione consiliare ha approvato a maggioranza la proposta di legge che viene ora sottoposta all'esame dell'Assemblea consiliare.
Hanno espresso voto favorevole i rappresentanti dei gruppi consiliari Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente, Fratelli d'Italia-Movimento per la cultura rurale, Centro destra Veneto-Autonomia e libertà, Alessandra Moretti Presidente e la consigliera Bartelle del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle; si sono astenuti i rappresentanti del gruppo consiliare Partito democratico, la componente politica "Liberi E Uguali" del Gruppo Misto e il consigliere Scarabel del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle.";

UDITA la relazione di minoranza della Prima Commissione consiliare, relatore il consigliere Piero RUZZANTE, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
vorrei avviare le riflessioni e il ragionamento che voglio fare non in termini di controrelazione, non vi è la mia contrarietà al principio generale: chi ha subìto una condanna penale subisce un effetto amministrativo e cioè la non attribuzione dei contributi regionali. Benissimo.
Tuttavia, la cosa che meno mi convince di questa proposta è che ricorre a un criterio indistinto, che di fatto livella tutte le tipologie di reati, come se non ci fosse alcuna differenza. Faccio notare, per esempio, che per fortuna la normativa nazionale è intervenuta sul Codice degli appalti, e così oggi chi partecipa alle gare d'appalto è sottoposto a una serie di controlli sicuramente più pregnante rispetto a un tempo, anche se risultano non sufficientemente pregnanti, in quanto a volte si può aggirare attraverso il meccanismo dell'interposta persona, possibilità che può essere tranquillamente applicabile anche nel caso della proposta di legge Casali. Faccio un esempio: un Presidente di un'associazione che dovesse incorrere nelle sanzioni previste da questa norma trova una persona terza, che nomina quale Presidente di quell'associazione, e così quell'associazione continuerebbe a ricevere i contributi della Regione, cambiando semplicemente il titolare dell'associazione, il quale non sarebbe più il soggetto x ma il soggetto y. In qualche modo, purtroppo, questa è la anche carenza della legge nazionale per quel che riguarda il Codice degli appalti.
Ho presentato due emendamenti, i quali si tengono insieme, in quanto l'emendamento all'articolo 3 non ha nessun criterio di esistenza nel caso non venisse accettato il primo emendamento all'articolo 1, in cui seleziono quali sono le cause ostative all'accesso alle provvidenze regionali, non con l'obiettivo di restringere la portata del provvedimento legislativo di oggi, ma semmai con quello di rafforzare i criteri previsti anche dall'articolo 3 della nostra Costituzione, cioè secondo i canoni di proporzionalità e ragionevolezza che sono, appunto, ricavabili dall'articolo 3 della nostra Carta costituzionale. Quindi, in qualche modo, opero una scelta, cioè tutto ciò che in qualche modo ha a che fare con reati gravissimi contro la Pubblica Amministrazione, reati legati e connessi alle figure penali, come possono essere le associazioni per delinquere, le associazioni di tipo mafioso, il traffico illecito di sostanze stupefacenti, le associazioni per delinquere finalizzate al contrabbando, la concussione, la corruzione, il riciclaggio e impiego di denaro, l'autoriciclaggio, la rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, nonché ritengo vada inserito l'omicidio colposo di tipo aggravato, cioè se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Ho citato un esempio che non è ricompreso e che invece io ricomprendo perché siamo la Regione d'Italia con il più alto numero di incidenti mortali nei luoghi di lavoro. Quindi io credo che un segnale in questa direzione lo dobbiamo dare.
Quindi gli emendamenti che io ho formulato riguardano precisi riferimenti a fattispecie delittuose contrassegnate da un certo disvalore, in quanto sono fatti che recano una maggiore portata lesiva ai danni della collettività, e quindi in qualche modo alla Pubblica Amministrazione. Io credo che questo dovrebbe essere il nostro criterio.
Giusto per fare un esempio, la questione legata alla corruzione, un male endemico per l'Italia, che erode i fondi pubblici in maniera difficilmente quantificabile; un Docente universitario di Scienze Politiche all'Università di Pisa, Alberto Vannucci, ha fatto un calcolo, secondo il quale se fosse ridistribuito agli italiani tutto ciò che va in corruzione, aumenterebbe il reddito pro-capite degli italiani di 10.607 euro all'anno: mi pare una cifra sulla quale poter ragionare.
Se dovessimo applicare criteri europei relativi ai lavori pubblici, si dovrebbe spendere 8,9 miliardi all'anno rispetto ai 17,8 miliardi all'anno che spendiamo. Quindi due riflessioni per capire che cosa significa il sistema della corruzione.
Allora non c'è alcun dubbio che questa è una tipologia di reato che va, in qualche modo, colpito.
Io aggiungo anche alcune cause di reato colposo. Giustamente l'Assessore era preoccupato perché sono molteplici le forme di reato colposo che possono colpire anche i dipendenti della pubblica amministrazione, nell'esercizio delle loro funzioni, quindi figuriamoci. Ma io qui specifico di che cosa si tratta, ossia il tema della mortalità e infortuni sul lavoro: questo è un tema che, pur appartenendo alla categoria dell'omicidio colposo, credo che, quando uno genera lesioni colpose aggravate dall'omissione delle cautele contro gli infortuni sul lavoro, previsti appunto nel mio emendamento all'articolo 1 e non inclusi, almeno nella loro forma colposa, nel PdL, vadano ricompresi: secondo me andrebbero ricompresi.
In definitiva, io non sono contrario al principio che chi ha subito una condanna di due anni o comunque non ha avuto richieste di attenuazione o sostituzione della pena, secondo quanto previsto dalla proposta del collega Casali alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 1, quindi anche inferiori a due anni nel caso in cui non sia stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, quindi stiamo parlando anche di micro-reati, teoricamente, almeno da quello che è scritto qui, siano messi tutti sullo stesso piano.
Di solito quando le norme vengono fatte così, non c'è un criterio di selezione.
Vorrei portarvi due esempi giusto per darvi un'idea come la livella, che andrebbe molto bene sulle parti economiche di questo Paese, come ci ricordava il buon Totò, non va bene sempre dal punto di vista giuridico, giudiziario, dal punto di vista dell'applicazione della pena: esiste una sostanziale differenza, secondo me, tra chi è stato condannato per un reato di mafia e chi, per esempio, è genitore che manca di prestare la prevista assistenza familiare. E faccio notare che abbiamo anche istituito una legge regionale per aiutare, in caso di separazione o scioglimento del matrimonio, chi viola gli obblighi di assistenza familiare, quindi addirittura abbiamo previsto una legge che va incontro a queste persone: non credo che possano essere messe sullo stesso piano!
Guardate che per me è un reato grave quello di chi non assicura l'assistenza familiare dopo la separazione, ma non può essere messo sullo stesso piano di chi ha commesso un reato connesso alla mafia o a concussione o corruzione.
Altro esempio: può essere messo sullo stesso piano chi è corrotto o ha corrotto e chi, per esempio, commette un reato di interruzione volontaria di gravidanza oltre i novanta giorni.
Credo che non possano essere messi sullo stesso piano e potrebbero essere messi sullo stesso piano dal punto di vista di questa legge.
Potrei continuare con decine di altri esempi, sicuramente il collega Casali è più esperto di me per la sua professione, potrebbe fare decine e decine di esempi analoghi, dove mettiamo insieme il Diavolo e l'Acquasanta, mettiamo insieme reati gravissimi di grande impatto sociale e reati addirittura sotto i due anni, perché questo è quello che è previsto da questa legge, che, in qualche modo, non possono essere parificati.
Faccio anche notare, consentitemelo, che uno potrebbe dire "ma sì, cosa sarà? Comunque uno ha fatto un reato anche se non riceve il finanziamento della Regione va bene lo stesso". Dobbiamo considerare che c'è anche una Costituzione della Repubblica italiana alla quale dobbiamo sempre guardare quando agiamo in questi termini. Secondo me, c'è anche un aspetto di diritto che va in qualche modo contemplato.
Lo ripeto e lo ribadisco, perché non vorrei che venisse male interpretato il mio intervento: io sono d'accordissimo. Guardate, se alcune aziende di questa Regione che si sono macchiate di reati gravissimi non avessero lavorato dal primo istante in cui sono stati presi con le mani nella marmellata, forse tanti problemi di questa Regione Veneto sarebbero stati risolti prima. E sono contentissimo che da domani mattina nessuno di questi soggetti possa più ricevere finanziamenti della Regione Veneto. Io festeggerò, perché sono ancora decine e decine le imprese, i soggetti, che ricevono finanziamenti di questa Regione e hanno compiuto reati gravissimi dal punto di vista ambientale, dal punto di vista della corruzione, dal punto di vista della concussione. Sarebbe preferibile l'indicazione di un elenco di reati. Io ho fatto uno sforzo di indicare alcuni reati, li ho detti prima: l'associazione per delinquere, l'associazione di tipo mafioso, le attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, che sono un reato gravissimo contro l'ambiente del nostro territorio. Credo che sarebbe più opportuno indicarli quali sono questi reati. Anche perché, lo ricordo ma non ho bisogno di ricordarlo sicuramente al collega Casali, ci sono sospensioni condizionali della pena che vanno oltre i due anni. Ci sono, per esempio, le sospensioni nei confronti dei cosiddetti giovani adulti, cioè chi compie un reato tra i 18 e i 21 anni, oppure chi è ultrasettantenne. Abbiamo avuto un caso eccellente in questa Regione di un ultrasettantenne che ha commesso dei reati gravissimi contro la Pubblica Amministrazione, ma per esempio in quel caso si può andare oltre i due anni, pene superiori ai due anni e mezzo, fino a tre anni, per esempio nel caso in cui uno abbia compiuto un reato non avendo compiuto i 18 anni. Quindi le fattispecie sono anche differenziate.
Quindi io mi rimetto al giudizio dell'Aula. Io ho proposto un altro modello, ma voglio chiarire da subito che il modello da me proposto indica queste fattispecie di reati verso i quali e contro i quali è giusto rendere esplicita la volontà della Regione, ma se dovesse essere rifiutato il mio emendamento non sarò io a oppormi che questa legge diventi operativa da domani mattina. Anzi, sarò io a controllare che questa legge venga applicata da parte della Giunta regionale, sarò ben lieto di farlo.
Su questo credo saremo tutti assolutamente d'accordo. Quindi da domani mattina nessuna azienda che si è macchiata di questi reati, potrà più lavorare nella Regione Veneto, e io sarò ben lieto e ben felice che questo avvenga.";

ESAMINA e VOTA, articolo per articolo, compreso il relativo emendamento, la proposta di legge composta di n. 5 articoli;

PRESO ATTO che la votazione dei singoli articoli ha dato il seguente risultato:

Art. 1

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 39
Voti favorevoli n. 37
Astenuti n. 2

Art. 2 e 3

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 43
Voti favorevoli n. 43

Art. 4

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 42
Voti favorevoli n. 42

Art. 5

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 44
Voti favorevoli n. 44

VISTO l'emendamento approvato in Aula;
IL CONSIGLIO REGIONALE

APPROVA la legge nel suo complesso nel testo che segue:
DISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE AI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI CONCERNENTI INTERVENTI DI SOSTEGNO PUBBLICO DI COMPETENZA REGIONALE

Art. 1 - Criterio generale per la concessione di provvidenze regionali.
1. Costituiscono criterio generale per la concessione, anche attraverso soggetti terzi, di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e vantaggi economici comunque denominati, di competenza regionale, il non aver riportato una o più condanne per delitti non colposi puniti con sentenza passata in giudicato, anche nel caso di applicazione della pena su richiesta delle parti ai sensi degli articoli 444 e seguenti del codice di procedura penale, che da sole o sommate raggiungano:
a) un tempo superiore ad anni due di reclusione, sola o congiunta a pena pecuniaria, con effetti fino alla riabilitazione;
b) un tempo non superiore ad anni due di reclusione, sola o congiunta a pena pecuniaria, quando non sia stato concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, con effetti fino alla riabilitazione o alla dichiarazione di estinzione del reato di cui all'articolo 445, comma 2, del codice di procedura penale.
2. Nel caso previsto dal comma 1, lettera b), la revoca della sospensione condizionale della pena comporta l'obbligo della restituzione del sostegno pubblico ricevuto.
3. I soggetti comprovano la insussistenza delle condizioni di cui al comma 1 mediante dichiarazione sostitutiva ai sensi degli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Testo A)" e successive modificazioni.
Art. 2 - Ambito di applicazione.
1. Le disposizioni della presente legge non si applicano alle prestazioni che afferiscono ai livelli essenziali concernenti i diritti civili e sociali che vanno garantiti in condizioni di uguaglianza su tutto il territorio nazionale, ivi compresi gli interventi destinati all'attivazione e al sostegno di percorsi di reinserimento sociale e lavorativo di ex detenuti.
Art. 3 - Disposizioni attuative.
1. La Giunta regionale predispone i moduli necessari per la redazione delle dichiarazioni sostitutive ai sensi dell'articolo 48 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 e successive modificazioni, mediante pubblicazione nel proprio sito web e comunicazione della pubblicazione a qualunque soggetto terzo, pubblico o privato, che conceda sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari o attribuisca vantaggi economici comunque denominati a valere su risorse derivanti dal bilancio regionale.
2. Nella predisposizione dei moduli di cui al comma 1, la Giunta regionale inserisce anche:
a) la dichiarazione da parte degli enti forniti di personalità giuridica, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica richiedenti, di non essere stati condannati alla sanzione interdittiva di cui all'articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300";
b) la dichiarazione da parte dei richiedenti di non essere soggetti destinatari di misure di prevenzione personale applicate dalla autorità giudiziaria, di cui al Libro I, Titolo I, Capo II del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 "Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136", per gli effetti di cui all'articolo 67, comma 1, lettera g), salvo riabilitazione.
Art. 4 - Disposizioni transitorie.
1. Ai procedimenti amministrativi in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, si applicano le norme vigenti alla data in cui hanno avuto inizio.
Art. 5 - Clausola di neutralità finanziaria.
1. All'attuazione della presente legge si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 44
Voti favorevoli n. 44


IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO
f.to Antonio Guadagnini

IL PRESIDENTE
f.to Roberto Ciambetti

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