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progetti di legge

Contenuti: Progetto di Legge Regionale n. 306 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
X LEGISLATURA


160ª Seduta pubblica – Martedì 30 gennaio 2018 Deliberazione legislativa n. 3

OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI CIAMBETTI, GIORGETTI, PIGOZZO, GUADAGNINI, FRACASSO, FERRARI E RUZZANTE RELATIVA A "INTERVENTI PER IL CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA INERENTE GLI ASSEGNI VITALIZI".
(Progetto di legge n. 306)

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO


VISTA la proposta di legge d'iniziativa dei consiglieri Ciambetti, Giorgetti, Pigozzo, Guadagnini, Fracasso, Ferrari e Ruzzante relativa a "Interventi per il contenimento della spesa pubblica inerente gli assegni vitalizi";

UDITA la relazione della Prima Commissione consiliare, relatore il consigliere Roberto CIAMBETTI, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
la Regione del Veneto ha approvato una serie di interventi per la riduzione dei cosiddetti "costi della politica" tra cui:
- la riforma del sistema previdenziale dei consiglieri regionali eletti a partire dalla X legislatura con la legge regionale 23 dicembre 2014, n. 42 "Introduzione del sistema previdenziale di tipo contributivo per i consiglieri regionali eletti nelle legislature decima e successive ai sensi della lettera m) del comma 1 dell'articolo 2 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito con legge n. 213 del 7 dicembre 2012";
- un intervento temporaneo di riduzione degli assegni vitalizi spettanti ai consiglieri regionali eletti nelle prime nove legislature con la legge regionale 23 dicembre 2014, n. 43 "Interventi temporanei relativi all'assegno vitalizio inerenti la riduzione della spesa pubblica".
Il primo provvedimento elencato è stato adottato in attuazione e secondo i criteri contenuti in un provvedimento legislativo del Parlamento (il decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito con legge n. 213 del 7 dicembre 2012), che prevedeva il passaggio ad un sistema previdenziale contributivo con conseguente riduzione consistente del trattamento indennitario differito spettante ai consiglieri eletti a partire dalla X legislatura; mentre il secondo era adottato in linea con un ordine del giorno approvato dalla Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle regioni e delle province autonome nella assemblea plenaria del 10 ottobre 2014.
Permangono ad oggi le esigenze di contenimento della spesa che hanno indotto il legislatore regionale ad adottare le misure di contenimento citate, atteso che gli effetti in termini di riduzione stabile della spesa per gli assegni vitalizi spettanti ai consiglieri eletti nelle prime nove legislature si produrranno fra alcuni anni quando inizierà l'andamento decrescente della numerosità dei relativi beneficiari.
Tali esigenze trovano conferma nelle numerose proposte di legge aventi il medesimo fine presentate in Parlamento in questi ultimi anni.
Nelle more dell'approvazione da parte del Parlamento di una legge di determinazione per le regioni di principi per la riduzione uniforme della spesa in oggetto, con il presente progetto di legge si propone di applicare fino al 31 dicembre 2020 una riduzione degli assegni vitalizi da erogare.
In particolare il presente provvedimento prevede una riduzione dell'entità degli assegni vitalizi in erogazione fino al 31 dicembre 2020, secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità ed in coerenza con finalità di contenimento della spesa pubblica e con esigenze di bilancio; riduzione che si applica a tutti i vitalizi (e alle reversibilità) in essere, nonché a quelli che saranno erogati, dopo l'entrata in vigore della legge, sulla base della precedente normativa.
L'intervento, come detto, concerne sia gli assegni in essere, sia gli assegni dei soggetti che, nonostante il possesso dei requisiti richiesti, non hanno ancora percepito l'assegno vitalizio, sia, infine quelli per i quali verrà nel tempo conseguito il diritto alla loro erogazione: quanto sopra ivi compresi gli assegni di reversibilità.
Alla progressività nella applicazione della riduzione, secondo aliquote diversificate per scaglione di ammontare progressivo dell'assegno vitalizio, si aggiungono ulteriori due misure: la definizione di una soglia di reddito complessivo annuale a fini IRPEF al di sotto della quale non si applica la riduzione e, sempre in coerenza con il documento della Conferenza una significativa maggiorazione delle rispettive aliquote di riduzione sul vitalizio erogato dalla regione del Veneto, nel caso di cumulo con assegni vitalizi erogati dal Parlamento nazionale e/o dal Parlamento europeo.
La Prima Commissione nella seduta n. 113 del 17 gennaio 2018 ha approvato il provvedimento a maggioranza con il voto favorevole dei rappresentanti dei gruppi consiliari Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente, Partito Democratico, Alessandra Moretti Presidente, Centro destra Veneto-Autonomia e libertà, e la componente politica "Liberi E Uguali" del Gruppo Misto; hanno espresso voto contrario i rappresentanti del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle.";

UDITA la relazione di minoranza della Prima Commissione consiliare, relatore il consigliere Simone SCARABEL, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
vorrei cominciare dicendo i dati oggettivi di quello che volete votare oggi. I dati oggettivi di questo contributo di solidarietà hanno portato a un risparmio accertato di 800.000 euro lordi per ogni anno in cui è stato applicato e quindi un totale di 2 milioni e 400.000 euro, ripeto lordi, a fronte di un ammontare complessivo in questi tre anni di più di 27 milioni di euro, tra assegno di vitalizio e reversibilità. Andando a fare un calcolo matematico molto semplice, stiamo dicendo che con questo contributo, così come se verrà riproposto, andremo ad incidere per una quota inferiore del 9%, grosso modo, sul totale dell'ammontare degli assegni vitalizi. Un 9% della cifra lorda e questo è molto importante, perché se andiamo a fare un calcolo, come io con un po' di pazienza ho fatto, vitalizio per vitalizio sugli importi netti, questo risparmio si riduce ulteriormente e arriviamo a una quota di poco più, mediamente, poco più del 6%.
Ulteriori cifre. Mediamente nel triennio in cui è stato applicato, cioè 2015, 2016 e 2017, abbiamo avuto un risparmio, con questa stessa identica misura, di 181 euro mensili netti su un assegno, sempre medio, di 2.967, cioè circa 3.000 euro. Su 3.000 euro noi andavamo a chiedere un contributo di 180 euro per gli assegni dei vitalizi, mentre per le reversibilità siamo andati a chiedere mediamente 127 euro per un assegno che sfiora i 1.900 euro netti. Questi calcoli li ho fatti facilmente andando in Amministrazione trasparente, confrontando chi ha ricevuto il vitalizio pieno nell'anno 2014 con gli importi netti, confrontandolo con l'anno 2017 dove c'era il vitalizio, l'assegno, come lo volete chiamare, decurtato.
Secondo me andiamo a parlare di un risparmio, ma un risparmio che secondo noi non è assolutamente coerente con quello che ci viene richiesto dai cittadini; ci viene chiesto di fare assolutamente di più perché l'assegno di vitalizio così com'era stato normato (credo sia di dominio pubblico il fatto che venga non solo percepito, ma che è anche nei fatti) è assolutamente un privilegio che, è vero, si è cercato di andare a rimediare in Parlamento, con la legge Richetti; non è stato fatto, ma è inevitabile pensare che il prossimo Parlamento, come minimo, dovrà affrontarlo e come minimo dovrà approvare una riforma che avrà le stesse caratteristiche della legge, cosiddetta, Richetti.
Partendo da questi numeri gli emendamenti che ho già depositato, e altri due che andrò a depositare, chiedono di fare di più, vorrei spiegarvi in cosa e in quanto.
Ad esempio: una dei punti della legge che mi ha colpito è una "soglia di salvaguardia" per i redditi ai fini IRPEF superiori ai 29.500 euro, cioè se uno sta sotto 29.500 euro lordi all'anno, questa decurtazione non viene applicata.
Andando sempre a fare un calcolo tra lordo e netto stiamo parlando di un importo netto mensile di 1.830 euro, non è una cifra che possa far preoccupare, o a rischio di esclusione sociale, con 1.830 euro al mese una persona qualunque, al di fuori di quest'aula, si sentirebbe assolutamente in sicurezza sia economica che di altri tipi.
Come intervento minimo ho proposto di abbassare questa soglia di "salvaguardia" a quella che è stata definita come la soglia minima a rischio di povertà assoluta, che è 9.360 euro annui, questa è una cifra che al di sotto della quale non è proponibile andare, portare questa soglia di salvaguardia a questo livello può essere ragionevole perché non si può andare sotto alla soglia minima di 780 euro al mese per vivere dignitosamente, o quantomeno, per non andare al di sotto della soglia di povertà assoluta.
Questo è il primo tentativo di migliorare questa proposta, un altro ulteriore passo in più che, secondo me, sarebbe doveroso fare, riguarda quegli ex Consiglieri che hanno già ricevuto un ammontare che supera la quota di contributi versati; ci sono dei Consiglieri che hanno ricevuto più di quello che loro hanno versato durante le loro una o più legislature.
Per chi si trova in questa situazione che sta andando a ricevere più di quello che ha versato, io propongo di raddoppiare il contributo di solidarietà che viene richiesto, perché stiamo andando oltre quello che lui ha versato, ritengo un criterio ragionevole per andare a chiedere qualcosa di più, quindi raddoppiare il contributo che viene richiesto.
Questi sono gli emendamenti che ho già depositato, ne ho altri due che intendo depositare adesso, avvalendomi della facoltà del correlatore, che voglio anticipare e spiegare perché sono ancora più ambiziosi ma, secondo me, anche doverosi.
Uno va a modificare quello che io ritengo un privilegio nel privilegio, la cosiddetta rinunciabilità del vitalizio così come è prevista oggi; oggi è previsto che un Consigliere possa sì rinunciare al percepimento dell'assegno di vitalizio, ma questa rinuncia comporta la restituzione del 100% dei contributi versati.
Al di fuori dell'ambito politico, non esiste nessun altro tipo di lavoro immaginabile, dove una persona può scegliere tra percepire la pensione o ricevere tutti i contributi al 100%, al netto anche degli interessi legali di quello che fino a quel momento ha versato.
Questo io lo definisco un privilegio nel privilegio, cioè sì tu rinunci a un privilegio che è il vitalizio, ma attraverso un altro privilegio che ti consente di ricevere tutto quello che hai versato. Faccio l'esempio pratico sul nostro caso: se uno di noi volesse avvalersi di questo articolo 2 comma 2 della legge regionale 4 del 2012, con una legislatura completa andrebbe a ricevere 99.000 euro per cinque anni di legislatura. Io credo che questo non sia neanche minimamente immaginabile al di fuori dell'ambito politico. E quindi come la voglio correggere io questa rinuncia? Perché sono assolutamente favorevole alla possibilità che un Consigliere, sia prima di ricevere il vitalizio ma anche in corso di godimento, possa rinunciare a percepire questo assegno al vitalizio, ma ci rinuncia senza assolutamente ricevere indietro i contributi, come capita per tutti i comuni lavoratori, pubblici o privati, che non arrivano a ad avere il numero di contributi necessari per avere la pensione.
Quindi se decide di rinunciare, quantomeno non riceve indietro i contributi, ma apro la possibilità soprattutto per chi lo sta percependo in qualsiasi momento, in forma ovviamente definitiva, di andare a rinunciare una volta per sempre. Mi sono posto il caso: uno che ogni X tempo finisce con l'elenco sui giornali, viene additato, criticato dall'opinione pubblica, eccetera, uno può avere un balzo di coscienza e ritenere che quello che ha ricevuto finora è abbastanza e decidere in forma assolutamente corretta di mettere uno stop, un fermo e quindi rinunciare a questo assegno di vitalizio. Anche perché ci sono le situazioni più disparate, quindi potrebbe esserci il caso che una persona per poche centinaia di euro dice "basta, sono stufo di finire sui giornali, voglio rinunciare una volta per sempre" o chi, come noi, per scelte di regolamento, di principio del Movimento 5 Stelle, vogliamo liberamente rinunciare a priori. Ma questo - e lo abbiamo scritto bene nell'emendamento - non consente di rinunciare prima di aver versato i contributi. Altrimenti saremo punto e a capo nella situazione di prima. Cioè uno alla fine della sua legislatura, cioè nel momento in cui accede... accederebbe alla possibilità di ricevere questo assegno, solo in quel momento uno può decidere liberamente di rinunciare.
E veniamo al quarto e ultimo emendamento che adesso vi spiego. Come ha detto giustamente il Presidente Ciambetti, in Parlamento siamo arrivati a votare la legge Richetti, alla Camera e il Senato l'ha fatta arenare, "casualmente" l'ha fatta arenare. È vero ma io mi sono fatto questa domanda: cos'è che ci impedisce a noi di applicare la legge cosiddetta Richetti e di andare a trasformare gli assegni vitalizi, sia ex sia i nostri, con il trattamento contributivo? Perché era questo l'obiettivo della legge Richetti. E non è solo l'obiettivo della legge Richetti. Come molti di voi, credo tutti sanno c'è depositato dal primo giorno della nostra legislatura una proposta di legge statale di iniziativa regionale a prima firma Zaia, che va proprio in questo senso.
Quindi io ho preso la proposta Richetti e la proposta Zaia, le ho messe assieme e ho formulato da un punto di vista tecnico, che ringrazio assolutamente gli uffici che mi hanno aiutato a fare questo lavoro di collage di queste due proposte, che mi garantiscono il fatto che la Lega non può smentire la proposta di legge statale del suo Presidente Zaia e il Partito Democratico non dovrebbe andare a smentire né il principio né la finalità della legge Richetti. Io credo che questa più di tutte le proposte di legge statali sia veramente un'arma vincente per andare a, tra virgolette, obbligare il prossimo Parlamento, qualsiasi sia la maggioranza, ad andare a intervenire su questa normativa, sugli assegni vitalizi. E come lo facciamo? Lo facciamo come sempre da Veneti, cioè arrivando prima degli altri. Arriviamo prima degli altri e quindi applichiamo già noi con le proposte che erano già in essere, quindi sono già state assolutamente vagliate sia dai legislativi di Camera e Senato, sia dal legislativo della nostra Regione, queste due proposte possano concretizzarsi oggi, in questo momento.
Una volta per tutte andiamo a superare la questione dei vitalizi trasformandola nel sistema contributivo come tutti gli altri lavoratori al di fuori dell'ambito politico. Io credo che questo sia veramente un'occasione da cogliere al volo, anche perché io non voglio tornare tra due anni e mezzo a riscrivere nel mio programma regionale, nel nostro programma regionale, che andremo a intervenire sui vitalizi quando abbiamo la facoltà di farlo oggi, non con la proposta più perfetta dal nostro punto di vista, ma con due proposte che hanno questa finalità, che condividiamo, tanto che in Parlamento alla Camera abbiamo votato la legge Richetti e anche la proposta di legge statale del Presidente Zaia, che va in questa strada, assolutamente condivisibile, perché la finalità è abolire l'assegno di vitalizio e passare finalmente a un sistema contributivo, ricalcolando, per chi sta già percependo l'assegno, tutto il sistema di calcolo tecnico, che è stato previsto nella mia proposta emendativa; dare un tempo per fare i calcoli come devono essere fatti, dagli uffici e quindi, per rendere pienamente concretizzabile questa possibilità.
Siamo anche oltretutto in un periodo politicamente molto delicato. Tutte le forze politiche, quasi tutte dico tutte, che si stanno misurando in questi giorni e nei prossimi mesi per andare al Governo del nostro Paese, abbiano nel loro programma il fatto di andare finalmente a toccare questo, io chiamo questo, vergognoso privilegio che non ha più senso di essere, di rimanere.
Credo che la storia ci abbia portato a superare una volta per tutte questa situazione. Andiamo a parificare il trattamento dei politici col trattamento dei lavoratori e mettiamo fine una volta per tutte a questa odiosa disparità, che per carità non risolverà magari tutti i problemi del bilancio della Regione, ma di sicuro è una delle questioni più sentite da parte di tutti i nostri cittadini e quindi dei nostri elettori. Di conseguenza depositerò questi emendamenti, ci prendiamo il tempo necessario per analizzarli, anche da un punto di vista tecnico, ma io vi assicuro assolutamente che sono rimasto fedele alle due proposte di legge; ripeto, proposta di legge statale Zaia attualizzata alla nostra Regione e proposta di legge Richetti, come se fosse entrata in vigore. Perché se fosse entrata in vigore la legge Richetti noi avremmo avuto l'obbligo di adeguarci e quindi si tratta solamente di anticipare i tempi di qualcosa che noi riteniamo veramente inesorabile e anche imminente.
Siamo a disposizione del confronto e mi auguro veramente che vogliate cogliere questa opportunità, grazie.";

ESAMINA e VOTA, articolo per articolo, compreso il relativo emendamento, la proposta di legge composta di n. 4 articoli;

PRESO ATTO che la votazione dei singoli articoli ha dato il seguente risultato:

Art. 1 e 2

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 40
Voti favorevoli n. 36
Voti contrari n. 4

Art. 3

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 40
Voti favorevoli n. 40

Art. 4

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 40
Voti favorevoli n. 36
Voti contrari n. 4

VISTO l'emendamento aggiuntivo di un articolo approvato in Aula;
IL CONSIGLIO REGIONALE

APPROVA la legge nel suo complesso nel testo che segue:
INTERVENTI PER IL CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA INERENTE GLI ASSEGNI VITALIZI

CAPO I - Interventi per il contenimento della spesa pubblica inerenti gli assegni vitalizi

Art. 1 - Interventi per il contenimento della spesa pubblica inerenti gli assegni vitalizi.
1. A decorrere dal mese successivo all'entrata in vigore della presente legge e fino al 31 dicembre 2020 gli importi lordi mensili degli assegni vitalizi sono ridotti secondo le modalità previste al comma 2.
2. La riduzione di cui al comma 1 viene applicata con criteri di progressività sugli assegni vitalizi dei soggetti con un reddito complessivo annuo ai fini IRPEF superiore a euro 29.500,00, secondo quanto stabilito dalla tabella A, allegata alla presente legge.
Art. 2 - Ambito di applicazione della riduzione.
1. A far data dall'effettiva percezione dell'assegno vitalizio, la riduzione prevista dall'articolo 1 è applicata anche ai soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente legge, non hanno ancora conseguito i requisiti di età previsti per l'erogazione dell'assegno vitalizio ed ai soggetti che, nonostante il possesso dei requisiti richiesti, non hanno ancora percepito l'assegno vitalizio.
2. L'articolo 1 si applica anche alla erogazione in favore dei titolari dell'assegno di reversibilità.
Art. 3 - Modifica all'articolo 15 della legge regionale 10 marzo 1973, n. 9 "Disciplina dell'assistenza sanitaria, dell'assicurazione infortuni e del trattamento indennitario differito in favore dei consiglieri regionali".
1. Al comma 1 dell'articolo 15 della legge regionale 10 marzo 1973, n. 9 dopo le parole: "a far parte del Consiglio regionale del Veneto" sono inserite le seguenti parole ", o entri a far parte della Giunta regionale senza rivestire la carica di consigliere regionale".

CAPO II - Disposizioni finali

Art. 4 - Entrata in vigore.
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 39
Voti favorevoli n. 35
Voti contrari n. 4

IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO
f.to Simone Scarabel

IL PRESIDENTE
f.to Bruno Pigozzo

INDICE
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
X LEGISLATURA

ALLEGATO ALLA LEGGE REGIONALE RELATIVA A:

INTERVENTI PER IL CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA INERENTE GLI ASSEGNI VITALIZI

TABELLA A DI CUI ALL'ARTICOLO 1, COMMA 2
RIDUZIONE DELL'ASSEGNO VITALIZIO
VITALIZIO DIRETTO MENSILE
(PER SCAGLIONI)
ALIQUOTA
(PER SCAGLIONI)
RIDUZIONE DEI VITALIZI INTERMEDI
COMPRESI NEGLI SCAGLIONI
fino a euro 2.000,00
5,00%
5,00% sull'intero importo
oltre euro 2.000,00 e fino a euro 4.000,00
8,00%
euro 100,00 + 8,00% su vitalizio parte eccedente euro 2.000,00
oltre euro 4.000,00 e fino a euro 6.000,00
10,00%
euro 260,00 + 10,00% su vitalizio parte eccedente euro 4.000,00
oltre euro 6.000,00
15,00%
euro 460,00 + 15,00% su vitalizio parte eccedente euro 6.000,00

Le aliquote di cui alla tabella A sono maggiorate del quaranta per cento qualora il beneficiario sia titolare di altro assegno vitalizio erogato dal Parlamento Italiano e/o Parlamento Europeo.

SOMMARIO

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