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progetti di legge

Contenuti: Progetto di Legge Statale n. 36 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
X LEGISLATURA


214ª Seduta pubblica – Martedì 11 giugno 2019 Deliberazione n. 55

OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE DAL TITOLO: "MODIFICA DEL DECRETO LEGISLATIVO 23 MAGGIO 2011, N. 79 "CODICE DELLA NORMATIVA STATALE IN TEMA DI ORDINAMENTO E MERCATO DEL TURISMO, A NORMA DELL'ARTICOLO 14 DELLA LEGGE 28 NOVEMBRE 2005, N. 246, NONCHÉ ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2008/122/CE, RELATIVA AI CONTRATTI DI MULTIPROPRIETÀ, CONTRATTI RELATIVI AI PRODOTTI PER LE VACANZE DI LUNGO TERMINE, CONTRATTI DI RIVENDITA E DI SCAMBIO."" D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO.
(Progetto di legge statale n. 36)

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO


VISTA la proposta di legge statale d'iniziativa dei consiglieri Pigozzo, Zottis, Fracasso, Azzalin, Moretti, Salemi, Sinigaglia, Zanoni e Guarda relativa a "Modifica del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 "Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio."";

UDITA la relazione della Sesta Commissione consiliare, relatore il consigliere Bruno PIGOZZO, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
la locazione di unità abitative a fini turistici senza prestazioni di servizi è un'attività che ha visto recentemente un rapido ed inaspettato incremento, soprattutto nelle città d'arte, quali ad esempio Roma e Firenze, e con maggiore rilevanza nella fragile città di Venezia, e nelle aree vocate che più di altre risentono dei flussi turistici in aumento esponenziale.
La regolamentazione di questo particolare settore della locazione turistica, inserendosi tra la disciplina delle locazioni abitative di cui alla L. 431/1998, e quella delle attività ricettive, di cui al D.Lgs. 79/2011, oltre alle singole leggi regionali, sta evidenziando la carenza di normazione specifica in grado di modulare e prevenire gli effetti anomali di un fenomeno di grande rilevanza economica e di grande impatto sociale.
Molto spesso, infatti, il fenomeno della locazione turistica senza prestazione di servizi contribuisce in modo progressivo a compromettere il delicato equilibrio tra la salvaguardia fisica delle località ad alta intensità turistica, intesa come tutela del patrimonio architettonico, urbanistico e paesaggistico, e la loro salvaguardia sociale, intesa come la capacità di mantenere una presenza residenziale attiva dotata di una adeguata rete di servizi alla persona e alle imprese (asili, scuole, ospedali, attività commerciali e artigianali ecc.). Lo spopolamento delle località ad alta intensità turistica e in particolare dei centri storici, infatti, è purtroppo inversamente proporzionale al trend di crescita delle locazioni turistiche. A ciò si aggiunge la necessità di adeguare il settore al rispetto dei parametri fiscali, delle norme della libera concorrenza, del controllo delle presenze in termini di sostenibilità e delle condizioni di pubblica sicurezza.
È giunto quindi il tempo di porre rimedio a questo vuoto normativo attraverso un dispositivo di legge puntuale in grado di governare il fenomeno delle locazioni turistiche senza prestazioni di servizi, attualmente normato dal decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 "Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio.", che rappresentano una delle principali criticità nella gestione dei flussi turistici.
Le affittanze turistiche sono normate sia a livello regionale, per quanto riguarda la classificazione con prestazione di servizi, sia a livello statale per la tipologia senza prestazione di servizi, per cui è necessario agire contestualmente su entrambi i fronti.
La presente proposta di legge statale, quindi, viene presentata al fine di apportare all'articolo 53 del decreto legislativo n. 79 del 2011 una modifica che consenta alla normativa regionale di intervenire sulla disciplina e durata della locazione turistica.
Ciò, al fine di permettere che a livello regionale siano armonizzabili fra loro i regimi che caratterizzano le diverse tipologie di ricettività turistica, consentendo alle Regioni di poter introdurre un limite massimo di durata per le locazioni degli alloggi. Ciò anche al fine di eliminare la concorrenza sleale con le altre tipologie turistiche ricettive, nonché l'abuso della professione e l'evasione fiscale.
Sulla proposta di legge statale la Sesta Commissione consiliare, nella seduta del 30 aprile 2019, ha espresso a maggioranza (favorevoli: il consigliere Colman del Gruppo consiliare Liga Veneta-Lega Nord, il consigliere Dalla Libera del Gruppo consiliare Veneti Uniti, il consigliere Ferrari del Gruppo consiliare Alessandra Moretti Presidente, la consigliera Salemi del Gruppo consiliare Partito Democratico, la consigliera Zottis del Gruppo consiliare Partito Democratico, il consigliere Scarabel del Gruppo consiliare Movimento 5 stelle; astenuto il presidente Villanova del Gruppo consiliare Zaia Presidente) parere favorevole alla sua approvazione da parte del Consiglio regionale.";

UDITA la relazione di minoranza della Sesta Commissione consiliare, relatore il Presidente della stessa, consigliere Alberto VILLANOVA, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
la locazione ad uso abitativo con finalità turistiche è una fattispecie del contratto di locazione caratterizzata dallo scopo di soddisfare esigenze abitative temporanee nascenti da occasioni di turismo del conduttore cui il bene immobile viene dato in godimento, con esclusione dei servizi accessori.
L'articolo 53 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, che la presente proposta di legge statale intende modificare, dispone che "Gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, in qualsiasi luogo ubicati, sono regolati dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione.". Il riferimento è agli articoli 1571 e seguenti del Codice Civile.
La legge n. 431 del 9 dicembre 1998, riformando la disciplina della locazione di immobili ad uso abitativo, ha espressamente escluso che parte considerevole del suo dettato si applichi agli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche.
Ciò significa che le locazioni turistiche non sono soggette ai vincoli della legge n. 431 relativi alla definizione del canone di locazione ed alla durata del contratto, i quali, allo stato, sono liberamente pattuibili tra le parti secondo la disciplina civilistica citata.
Quanto alla durata del contratto, valgono le seguenti norme del codice civile: l'articolo 1573, che fa espressamente riferimento a quanto determinato dalla stipulazione del contratto, e l'articolo 1574 per il quale "quando le parti non hanno determinato la durata della locazione, questa s'intende convenuta (...) se si tratta di camere o di appartamenti mobiliati, per la durata corrispondente all'unità di tempo a cui è commisurata la pigione.".
Appare indiscutibile, allora, che (come già per la data di stipula, l'indicazione delle generalità delle parti, l'identificazione del bene, il canone di locazione) la durata del contratto è, anche per la locazione con finalità turistiche, elemento tipico del contenuto contrattuale, la cui regolamentazione afferisce alla sfera dell'attività privata ed ai suoi effetti. Detta sfera - come noto e ribadito anche assai di recente dalla sentenza della Corte costituzionale n. 84 del 2019 - appartiene all'ordinamento civile, riservato alla competenza legislativa esclusiva statale di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione.
Ciò significa che la libertà contrattuale dei privati è comprimibile solo per intervento legislativo dello Stato.
Quanto alla competenza legislativa esclusiva statale, questa è esercitabile direttamente ed esclusivamente dallo Stato.
Pertanto, la disciplina del contratto di locazione per finalità turistiche e, soprattutto, la definizione della durata minima e massima della medesima, è necessario siano poste dal solo legislatore statale, con un intervento in novellazione del codice civile o con legge statale speciale in materia. Così come il legislatore statale ha pur fatto, per la locazione ad uso abitativo, con la legge n. 392/1978, prima, e con la legge n. 431/1998, poi.
Al contrario, conferire al legislatore regionale un potere di intervento normativo in materia contrattuale - quand'anche detto conferimento abbia luogo con norma statale - parrebbe non in linea col citato articolo 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione e non giustificabile dalla competenza legislativa regionale in materia di organizzazione del turismo.
Per le considerazioni esposte, pur condividendo nella sostanza le ragioni ed esigenze sociali e di tutela sottostanti la presente proposta di legge statale, ragioni che apprezzo totalmente, ho ritenuto corretta la mia astensione al voto di licenziamento all'Aula da parte della Commissione legislativa consiliare che il testo ha istruito.
Concludendo, auspico che questa proposta di legge di iniziativa regionale sensibilizzi il legislatore statale - avendone egli l'esclusiva competenza - a porre mano ad un intervento non procrastinabile di novellazione della disciplina del codice civile, da dedicarsi specificamente al contratto di locazione ad uso abitativo con finalità turistiche, dettandone limiti puntuali minimi e massimi di durata, vincolanti per l'autonomia contrattuale. O spinga il legislatore statale a provvedervi con legge speciale, disciplinando un tipo di contratto di locazione, quella con finalità turistiche, divenuta ormai socialmente diffuso quanto la locazione ad uso abitativo o ad uso commerciale.";

ESAMINA e VOTA, articolo per articolo, la proposta di legge statale composta di n. 3 articoli;

PRESO ATTO che la votazione ha dato, per tutti i n. 3 articoli, il seguente risultato:

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 42
Voti favorevoli n. 40
Astenuti n. 2

VISTO l'articolo 121 della Costituzione;

VISTI gli articoli 19 e 21 dello Statuto regionale;

con votazione palese,
APPROVA

la proposta di legge statale, nel suo complesso, nel testo allegato, che fa parte integrante della presente deliberazione e indica la Camera dei Deputati quale ramo del Parlamento presso cui depositare la proposta di legge stessa.

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 41
Voti favorevoli n. 39
Astenuti n. 2


IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO
f.to Simone Scarabel

IL PRESIDENTE
f.to Roberto Ciambetti

COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
X LEGISLATURA

ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE CONSILIARE N. 55 DELL'11 GIUGNO 2019
RELATIVA A:

PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE, D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO DAL TITOLO:

MODIFICA DEL DECRETO LEGISLATIVO 23 MAGGIO 2011, N. 79 "CODICE DELLA NORMATIVA STATALE IN TEMA DI ORDINAMENTO E MERCATO DEL TURISMO, A NORMA DELL'ARTICOLO 14 DELLA LEGGE 28 NOVEMBRE 2005, N. 246, NONCHÉ ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2008/122/CE, RELATIVA AI CONTRATTI DI MULTIPROPRIETÀ, CONTRATTI RELATIVI AI PRODOTTI PER LE VACANZE DI LUNGO TERMINE, CONTRATTI DI RIVENDITA E DI SCAMBIO."

Art. 1 - Modifica dell'articolo 53 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 "Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio.".
1. All'articolo 53 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, dopo le parole: "Gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, in qualsiasi luogo ubicati, sono regolati dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione" sono aggiunte le parole: "e dalla normativa regionale sulla disciplina e durata della locazione turistica".
Art. 2 - Disposizione transitoria.
1. Ai contratti di locazione in corso alla data di entrata in vigore della presente legge e fino alla loro conclusione, continuano ad applicarsi le disposizioni precedenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 3 - Entrata in vigore.
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
INDICE
PROPOSTA DI LEGGE STATALE N. 36 DAL TITOLO: "MODIFICA DEL DECRETO LEGISLATIVO 23 MAGGIO 2011, N. 79 "CODICE DELLA NORMATIVA STATALE IN TEMA DI ORDINAMENTO E MERCATO DEL TURISMO, A NORMA DELL'ARTICOLO 14 DELLA LEGGE 28 NOVEMBRE 2005, N. 246, NONCHÉ ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2008/122/CE, RELATIVA AI CONTRATTI DI MULTIPROPRIETÀ, CONTRATTI RELATIVI AI PRODOTTI PER LE VACANZE DI LUNGO TERMINE, CONTRATTI DI RIVENDITA E DI SCAMBI", DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE

Relazione tecnica redatta ai sensi della legge 31 dicembre 2009, n. 196 "Legge di contabilità e finanza pubblica", articolo 17 "Copertura finanziaria delle leggi".

La proposta di legge statale in oggetto, composta da tre articoli, interviene in materia di locazione di unità abitative a fini turistici senza prestazioni di servizi, la cui normazione specifica è attualmente carente. Pertanto:
- l'articolo 1 dispone di novellare l'articolo 53 del decreto legislativo n. 79 del 2011 con una modifica che consenta alla normativa regionale di intervenire sulla disciplina e durata della locazione turistica;
- l'articolo 2 pone la disciplina transitoria da applicare ai contratti di locazione di unità abitative a fini turistici in corso alla data di entrata in vigore della novellazione proposta e fino alla loro conclusione;
- l'articolo 3 è la norma relativa all'entrata in vigore.

Si ritiene che la novellazione in oggetto non comporti nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio di previsione statale per l'anno finanziario 2019 e pluriennale 2019- 21 (legge 30 dicembre 2018, n. 145) e si risolva nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

SOMMARIO

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