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progetti di legge

Contenuti: Progetto di Legge Statale n. 37 - 10^ legislatura
COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
X LEGISLATURA


184ª Seduta pubblica – Martedì 18 settembre 2018 Deliberazione n. 120

OGGETTO: PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE DAL TITOLO: "ISTITUZIONE DEL SERVIZIO CIVILE O MILITARE OBBLIGATORIO" D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO.
(Progetto di legge statale n. 37)

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO


VISTA la proposta di legge statale d'iniziativa dei consiglieri Bottacin, Finco, Rizzotto, Michieletto, Villanova, Fabiano Barbisan, Ciambetti, Coletto, Brescacin, Calzavara, Valdegamberi, Possamai, Sandonà, Lanzarin, Gidoni, Boron, Berlato, Donazzan, Barison, Riccardo Barbisan, Semenzato, Giorgetti e Dalla Libera relativa a "Istituzione del servizio civile o militare obbligatorio";

UDITA la relazione della Prima Commissione consiliare, relatore il consigliere Massimo GIORGETTI, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
valorizzare le proprie radici geografiche significa anche dedicare un periodo della propria vita al territorio di appartenenza durante il quale svolgere forme di servizio civili o militari. In tal senso da sempre forte l'esempio dei tantissimi Veneti che, tramite il loro volontariato, sono animati di spirito di solidarietà e legame al territorio e sono splendida dimostrazione di come si possa mettere a disposizione del prossimo il proprio tempo. Un spirito incarnato magnificamente da gruppi come gli alpini, campioni di solidarietà e spesso primi soccorritori fin da quando nelle calamità naturali interveniva l'esercito, come successe nel disastro del Vajont.
Oggi, per tali scopi e dando continuità a quello spirito, esiste la protezione civile: creare perciò un servizio civile in questo ambito consentirebbe certamente di avere un esercito di persone già addestrate e sempre pronte a intervenire.
Dopo che con la legge n. 331 del 2000 si conferiva al Governo la delega ad emanare la graduale sostituzione dei militari in servizio obbligatorio con volontari di truppa, di fatto sospendendo la leva e conseguentemente anche il servizio civile obbligatorio alternativo, quel senso di appartenenza al territorio che si percepiva precedentemente infatti è in parte venuto a scemare.
Gli interventi, pur lodevoli, con cui è stato istituito, attraverso la legge n. 64 del 2001, il servizio civile volontario certamente non hanno rinsaldato quel desiderio di appartenenza al gruppo che in molti ricordano conseguente al periodo vissuto con i commilitoni durante la leva o comunque in forme alternative al servizio militare. Oggi accade infatti che spesso scelte di ferma militare o civile volontaria rispondano a ragioni che poco hanno a che fare con la solidarietà o l'appartenenza al territorio, ma siano collegabili o interpretabili, senza nulla togliere peraltro all'ottimo servizio che viene prestato, come opportunità di impiego per chi non trova differentemente occupazione.
Con questa proposta di legge si propone quindi di ripristinare un periodo di ferma obbligatoria, quantificato in otto mesi, con l'obiettivo di costruire una cultura della solidarietà e per rispondere altresì ad alcuni bisogni primari del proprio territorio, soprattutto in situazioni in cui dovessero manifestarsi necessità particolari, dando modo a tutti di rendersi utili alla società nell'ambito per il quale ognuno si può sentire più portato: la difesa civile o quella militare.
La scelta tra servizio civile o militare, prevista in maniera paritaria per gli uomini e le donne, potrà essere fatta da ciascun soggetto prima dello svolgimento del servizio, da assolversi nel periodo di tempo tra la maggiore età e il compimento dei ventotto anni, compatibilmente con il percorso scolastico del cittadino, che non sarà in alcun modo posto in secondo piano.
Un apposito articolo della proposta prevede inoltre che, in fase di prima applicazione, l'obbligatorietà del servizio in questione decorra nei suoi effetti dall'anno 2021.
Se per la scelta del servizio militare si potranno valutare le diverse opportunità di ferma in vigore al momento dell'emanazione della presente legge, per quanto riguarda il servizio civile questo dovrà essere svolto presso le associazioni nazionali o locali accreditate di protezione civile, secondo modalità che saranno disciplinate da successivi decreti legislativi conseguenti alla presente legge.
Il servizio civile o militare sarà svolto nel territorio della propria Regione così da dare forza al territorio di appartenenza attraverso la messa a disposizione di energie umane che a quel territorio già appartengono e, relativamente al servizio civile di protezione civile, la formazione sarà programmata secondo modalità stabilite con deliberazione dalla Giunta regionale.
L'articolo 5, infine, stima i tempi funzionali agli apprestamenti finalizzati a determinare le condizioni per l'attivazione del servizio civile o militare obbligatorio e, correlativamente, opera una quantificazione degli oneri - sia correnti che in conto capitale - rapportandola agli adempimenti preliminari alla suddetta attivazione; la copertura finanziaria è disposta a valere sui fondi speciali - di parte corrente e di conto capitale - del bilancio statale.
La Prima Commissione consiliare nella seduta del 14 giugno 2018 ha concluso i propri i lavori in ordine al progetto di legge statale oggi in esame e lo ha approvato a maggioranza, apportandovi alcune modifiche ed integrazioni rispetto alla versione iniziale.
Hanno espresso voto favorevole i rappresentanti dei gruppi consiliari Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente, Forza Italia-Alleanza per il Veneto, Fratelli d'Italia-Movimento per la cultura rurale. Hanno espresso voto contrario i consiglieri Fracasso e Salemi del gruppo consiliare Partito Democratico e la componente politica "Liberi E Uguali" del Gruppo Misto. Si sono astenuti i rappresentanti dei gruppi consiliari Alessandra Moretti Presidente, Centro destra Veneto-Autonomia e libertà, Movimento 5 Stelle ed i consiglieri Azzalin e Zottis del gruppo consiliare Partito Democratico.";

UDITA la relazione di minoranza della Prima Commissione consiliare, relatore il consigliere Piero RUZZANTE, nel testo che segue:

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
prima di discutere il progetto di legge statale n. 37, che propone il ritorno a un modello di leva obbligatoria, è opportuno ripercorrere la storia recente che ha condotto al superamento di quel modello.
L'origine del modello professionale deriva da una legge delega 331 del 2000, approvata dal Centrosinistra, che prevedeva la sospensione dal 2007. Poi la legge Martino del 2004, votata dalla Lega, anticipò la sospensione al 2005. Così, il 1° gennaio 2005 finì la leva obbligatoria per volontà del governo Berlusconi, con i voti di Forza Italia, dell'allora Alleanza Nazionale e dell'allora Lega Nord.
Ci sono voluti sette anni per sospendere la leva obbligatoria, oggi la Lega propone di ripristinarla in due anni. È semplicemente ridicolo dal punto di vista della tempistica, che risulta chiaramente insufficiente ad esempio ai fini del ripristino delle caserme che, nel frattempo, hanno cambiato quasi tutte destinazione. Nel pdls non sono citate, tra le spese per ripristinare la leva obbligatoria, ed è impensabile che si preveda l'accasermamento. Dove verranno messi i militari, dove verranno messi coloro che svolgeranno le funzioni di Protezione Civile? Non lo si dice tra le spese, nella parte economica di questa legge.
Quanti cittadini copriva la leva? Erano circa 300 - 350.000 le persone interessate, perché il servizio militare obbligatorio era riservato ai maschi. Per le donne era stato introdotto il servizio, ma solo su base volontaria. Ma quanti, di questi circa 350 mila cittadini, svolgevano effettivamente il servizio militare obbligatorio?
Nell'ultima leva il numero era sceso a circa 130 mila persone, tra esoneri, esuberi, imboscati di varia natura. Centomila giovani chiedevano di fare l'obiezione di coscienza: un numero che la dice lunga su quanto era stato trasmesso di positivo dall'idea di un servizio obbligatorio militare. Perché non ci sono solo le esperienze belle e positive, c'è gente che ha perso la vita per casi di nonnismo, che ha conosciuto una situazione assolutamente fatiscente, in cui ti facevano spostare le pietre da una parte all'altra della Caserma e alla fine del servizio restituire le stesse pietre nell'altra parte della Caserma, dalla quale le avevano tolte.
Nonostante il servizio civile avesse avuto per tanti anni una durata di venti mesi contro dodici, quindi addirittura otto mesi in più (poi intervenne la Corte costituzionale e parificò i due servizi con una sentenza), i giovani avevano optato già per l'obiezione di coscienza: 100.000 contro 30.000, che forse non conoscevano l'obiezione di coscienza.
Il pdls in esame propone anche un modello di difesa regionale: si badi bene che questo non è previsto nella nostra Costituzione, non ha fondamento da un punto di vista militare. Può essere contemplato ovviamente da un punto di vista di Protezione Civile, ma dal punto di vista militare no.
Ritengo pericoloso oltre che incostituzionale pensare a venti eserciti regionali,. Questo modello, inoltre, pone anche qualche piccolo problema di natura pratica: lo studente barese che studia a Padova, dove farà il servizio militare? A Bari o a Padova dove studia? Anche questo è un elemento da tenere in considerazione.
Il motivo principale e prioritario della mia contrarietà al provvedimento è che oggi quel modello di difesa non ha più senso: non servono più le 300.000 baionette, ammesso che siano mai servite. Oggi le guerre sono combattute in maniera diversa, i modelli di difesa di peacekeeping o di peace-enforcing necessitano di persone formate e preparate professionalmente. È folle pensare che dei militari di leva con otto mesi di formazione possano andare a combattere all'estero o possano essere impiegati in operazioni di peace-enforcing o di peacekeeping anche semplicemente.
Qualcuno pensa di spedire i nostri ragazzi negli scenari di guerra, nelle aree calde del mondo, dopo soli otto mesi di formazione - anziché dopo otto anni di formazione, come avviene oggi? Perché questo è il modello proposto con il pdls n. 37. Non è che c'è un limite: quando uno parte per il servizio militare, se in quel momento sono necessarie 10.000 persone, 15.000 persone, nessuno esclude che quel militare di leva possa essere mandato anche nelle situazioni di conflitto.
Io ritengo che questo sia un errore, perché noi abbiamo bisogno di un esercito professionale. Lo dice uno che ha fatto una battaglia dentro il suo Partito, dove c'erano ancora soggetti che sostenevano che il modello di leva avrebbe garantito rispetto al rischio di golpe militari.
Non è successo così in Cile, non è successo così in Grecia: in questi due Paesi vi erano eserciti di leva, ma questo non ha impedito che si realizzassero dei golpe militari.
Io ritengo la proposta in esame un ritorno al passato. Non è solo la Lega e la maggioranza del Consiglio regionale del Veneto, però, a voler percorrere questa strada. Questa proposta ha almeno due similitudini: una è con il vostro amico Macron in Francia, che propone un modello di difesa obbligatorio (anche se lo propone da tre a sei mesi senza accasermamento, cioè solo una sorta di formazione); l'altra con la Svezia, dove il servizio di leva obbligatorio è stato ripristinato per paura di Putin, come è già avvenuto. A parte questi due casi, nella stragrande maggioranza dei Paesi europei la leva obbligatoria come viene proposta qui non c'è più.
Il problema riguarda i due modelli di difesa proposti: quello della Protezione Civile e quello della difesa. Cioè nei fatti si vuole cancellare l'obiezione di coscienza ed il servizio civile; la Lega sta proponendo la cancellazione del servizio civile: lo spiegheremo bene, con precisione, a tutte le associazioni di volontariato, a tutti i Comuni dove i giovani prestano servizio, nelle biblioteche piuttosto che nei musei, lo spiegheremo perfettamente. Ciò non mi sorprende, perché quando fu approvata la legge 772 del 1972, nel corso del dibattito parlamentare, il 30 novembre 1972, intervenne il Senatore Bacchi del Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale e, parlando degli obiettori di coscienza, disse: "Siamo di fronte ai cittadini i quali chiedono di servire la Patria non compiutamente, in parte, non con sacrificio di se stessi. È facile per chi è valoroso, per chi è ardimentoso ad affrontare i rischi della guerra, la durezza del servizio militare, ma è difficile per chi non ha quest'animo".
Ma cosa pensano le associazioni di servizio civile di questa proposta? "Lo CSVE, Coordinamento spontaneo Enti di servizio civile e volontari del Veneto, esprime perplessità e stupore sulle ragioni che sembra muovano l'istituzione della leva obbligatoria".
"Lo CSVE esprime, dunque, totale dissenso rispetto all'istituzione di un servizio obbligatorio che perderebbe totalmente valore, non muovendo dalle motivazioni dei giovani e dalla loro libera scelta, ma da un'obbligatorietà che renderebbe vana l'efficacia di qualsiasi proposta".
Il CSVE aggiunge anche che ci sono 100.000 giovani che hanno fatto domanda per il servizio civile volontario e non possono partire, perché il Governo gialloverde non ha stanziato le risorse necessarie per far partire questi 100.000 giovani che vorrebbero servire la Patria.
Sono tanti 100.000. Una leva vale circa 600.000 persone tra uomini e donne, 100.000 sono quasi quelli che abbiamo abbandonato all'ultima leva obbligatoria di questo Paese. Oggi 100.000 giovani per mancanza di fondi non possono fare il servizio civile nazionale e la Lega fa una legge nella quale si cancella il servizio civile volontario, pure sbagliando, visto che all'inizio si parla di Protezione Civile poi all'interno della legge si parla invece di servizio civile. È Protezione Civile o è servizio civile? Perché se resta così, con la scelta tra Protezione Civile o difesa, si sta cancellando il servizio civile, poiché è ovvio che nel momento in cui c'è una cosa obbligatoria viene meno una cosa volontaria.
E se questa deve essere la fine della legge sul servizio civile nazionale, così sarà la fine della legge sul servizio civile regionale.
Resta la domanda di fondo: è questa la priorità per i giovani del Veneto? Dico del Veneto perché la proposta parte da questa Regione - non è ancora legge statale, è una proposta di legge statale - ma potremmo anche chiederci se questa è la priorità per i giovani del Friuli o dell'Emilia o delle Marche.
Consideriamo un dato sconvolgente: mentre in Italia nel 2017 la disoccupazione giovanile è scesa di 3 punti percentuali, qui nel Veneto è invece cresciuta. Questo dato "incredibile" è tratto dal DEFR che ci è stato presentato dalla Giunta Zaia.
È chiaro che siamo oggi una delle Regioni con il tasso di disoccupazione giovanile tra i più bassi, la seconda credo, ma è pur vero che nel 2017 c'è stata una crescita preoccupante di due punti, dal 18,7 al 29; 2.2 punti; dati non miei, ma di Zaia.
A fronte di questi dati del DEFR io domando: ma veramente si pensa che la risposta rispetto a questi dati in controtendenza, considerato che il resto d'Italia va in calo, sia questa proposta di legge? Siamo sicuri che sia il servizio militare obbligatorio la strada giusta? Rispetto all'occupazione dei giovani, fargli perdere un anno della loro vita, che potrebbe essere speso nella ricerca di un'occupazione, nella formazione professionale o nell'ambito degli studi?
Siamo di fronte a una fuga dei giovani dal Veneto: dopo la Lombardia, siamo la seconda Regione per emigrazione; nel 2016 erano 10.751, nel 2017 non ci sono ancora i dati definitivi, però già nel 2016 eravamo più 13% rispetto al 2015; nel 2017 siamo più vicini ai 12.000 che agli 11.000.
Ecco che allora io ringrazio per la mobilitazione, il sit-in organizzato dalla Rete degli Studenti Medi e dall'Unione degli Universitari. Alcuni dei rappresentanti di queste associazioni seguiranno i lavori del Consiglio regionale e la discussione di questo progetto di legge. Molti dei ragazzi che hanno manifestato la loro contrarietà al servizio militare obbligatorio partecipano al servizio civile volontario, fanno i volontari della Protezione Civile, lavorano d'estate nei campi di Libera, quelli ad esempio che restituiscono le ville della Mala del Brenta ad uso civile.
Questi giovani sanno perfettamente che cos'è il volontariato, sanno perfettamente come servire la Patria e proprio per questo hanno potuto manifestare contro questa legge. Lo hanno fatto con una azione simbolica, con un omaggio a Milos Forman autore del film "Hair": si sono tagliati i capelli, dicendo che l'unica cosa che son disposti a dare alla Giunta Zaia sono i loro capelli. Consegnerò una parte dei loro capelli alla Presidenza, in maniera tale che possa capire il senso della protesta di questi giovani.
Non vogliono dare otto mesi della loro vita, perché ne danno molti di più attraverso mille altre attività, però vogliono scegliere loro che cosa dare, non lo sceglie la Lega o la Giunta Zaia al posto loro.
Questi ragazzi sono venuti davanti al Consiglio regionale per spiegare a tutti noi che alla loro generazione serve qualcosa di diverso rispetto a un ritorno al passato, a una corvée di Stato.
Per esempio, vorrebbero che il Veneto investisse di più in ricerca e sviluppo: noi investiamo l'1,10 del nostro PIL, l'Italia l'1,34, l'Europa il 2,04. Anche questi sono dati della Giunta Zaia, dal DEFR 2018. Forse qualche giovane in meno se ne andrebbe, se investissimo un po' di più in ricerca. Vorrebbero anche un po' di risorse in più per il diritto allo studio, ed altri provvedimenti che avrò modo di illustrare nel corso della discussione.";

ESAMINA e VOTA, articolo per articolo, compresi i relativi emendamenti, la proposta di legge statale composta di n. 5 articoli;

PRESO ATTO che la votazione dei singoli articoli ha dato il seguente risultato:

Art. 1

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 47
Voti favorevoli n. 32
Voti contrari n. 12
Astenuti n. 3

Art. 2

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 48
Voti favorevoli n. 30
Voti contrari n. 13
Astenuti n. 5

Art. 3, 4 e 5

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 45
Voti favorevoli n. 30
Voti contrari n. 12
Astenuti n. 3

VISTO l'articolo 121 della Costituzione;

VISTI gli articoli 19 e 21 dello Statuto regionale;

VISTI gli emendamenti approvati in Aula;

con votazione palese,

APPROVA

la proposta di legge statale, nel suo complesso, nel testo allegato, che fa parte integrante della presente deliberazione e indica la Camera dei Deputati quale ramo del Parlamento presso cui depositare la proposta di legge stessa.

Assegnati n. 51
Presenti-votanti n. 45
Voti favorevoli n. 30
Voti contrari n. 12
Astenuti n. 3


IL CONSIGLIERE-SEGRETARIO
f.to Simone Scarabel

IL PRESIDENTE
f.to Roberto Ciambetti

COREVE

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
X LEGISLATURA

ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE CONSILIARE N. 120 DEL 18 SETTEMBRE 2018
RELATIVA A:

PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE, D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO DAL TITOLO:

ISTITUZIONE DEL SERVIZIO CIVILE O MILITARE OBBLIGATORIO

Art. 1 - Finalità.
1. Con l'obiettivo di realizzare i massimi valori di solidarietà e di collaborazione tra i cittadini è istituito il servizio civile o militare obbligatorio, quale modalità di difesa civile e militare dello Stato.
2. Per il raggiungimento delle finalità di cui al comma 1 il servizio civile o militare obbligatorio è prestato, in uno dei seguenti settori, a scelta:
a) protezione civile;
b) difesa;
c) servizio civile ai sensi di quanto previsto dalla legge 6 marzo 2001, n. 64 "Istituzione del servizio civile nazionale" e ai sensi di quanto previsto ai medesimi fini dalle leggi regionali di settore e successive modificazioni e integrazioni.
Art. 2 - Cittadini coinvolti.
1. Tutti i cittadini, di sesso maschile o femminile, tra il diciottesimo e il ventottesimo anno di età hanno l'obbligo di svolgere il servizio civile o militare obbligatorio.
2. La durata del servizio civile o militare obbligatorio è di mesi otto.
3. Il periodo svolto per il servizio civile o militare sarà considerato ai fini pensionistici secondo parametri stabiliti con i successivi decreti legislativi di cui al comma 1, lettera b), dell'articolo 3.
Art. 3 - Adempimenti governativi e delle Giunte regionali.
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad adottare i decreti legislativi finalizzati a disciplinare il servizio civile o militare obbligatorio secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) i cittadini esprimono la loro preferenza per un determinato settore fra quelli di cui al comma 2 dell'articolo 1;
b) determinazione della retribuzione e del trattamento pensionistico collegato al periodo prestato per il servizio civile o militare obbligatorio;
c) indicazione delle cause ostative che motivano l'impossibilità di esercitare il servizio civile o militare obbligatorio o che ne motivano l'eventuale rinvio;
d) coinvolgimento di enti ed associazioni regionali senza scopo di lucro con corrispondenti finalità istituzionali e comprovate capacità organizzative.
2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati previo parere delle competenti Commissioni parlamentari e previa intesa acquisita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
3. La formazione durante il periodo di ferma di cui al comma 2, lettera a) e lettera c) dell'articolo 1 viene definita con deliberazione dalla Giunta della Regione in cui viene svolto il servizio nel rispetto dei limiti disciplinati dai decreti legislativi di cui al comma 1 del presente articolo.
Art. 4 - Norma di prima applicazione.
1. In prima applicazione, l'obbligatorietà del servizio civile o militare, come previsto e disciplinato dalla presente legge, decorre nei suoi effetti a partire dall'anno 2021 per i cittadini di età compresa tra il diciottesimo e il ventottesimo anno.
Art. 5 - Norma finanziaria.
1. Agli oneri correnti derivanti dall'applicazione della presente legge, funzionali a determinare le condizioni per l'attivazione del servizio civile o militare obbligatorio a decorrere dall'esercizio 2021, quantificabili in euro 500.000,00 nell'esercizio 2018, 4.500.000,00 nell'esercizio 2019 e 2.500.000,00 nell'esercizio 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020 nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli interni.
2. Agli oneri in conto capitale derivanti dall'applicazione della presente legge, funzionali a determinare le condizioni per l'attivazione del servizio civile o militare obbligatorio a decorrere dall'esercizio 2021, quantificabili in euro 4.000.000,00 nell'esercizio 2018, 25.000.000,00 nell'esercizio 2019 e 25.000.000,00 nell'esercizio 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2018-2020 nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2018, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli interni.
INDICE

PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE DAL TITOLO "ISTITUZIONE DEL SERVIZIO CIVILE O MILITARE OBBLIGATORIO", D'INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO.

Relazione tecnica redatta ai sensi della legge 31 dicembre 2009, n. 196 "Legge di contabilità e finanza pubblica", articolo 17 "Copertura finanziaria delle leggi".

La proposta è strutturata in 5 articoli recanti rispettivamente:
- le finalità, ovvero il campo di applicazione della nuova disciplina proposta;
- i cittadini coinvolti, ovvero tutti quelli di sesso maschile e femminile tra il 18° e il 28° anno di età;
- la durata del servizio, prevista in 8 mesi;
- gli adempimenti conseguenti in capo al Governo e alle regioni per dar concreta attuazione alle previsioni;
- la norma di prima applicazione, secondo la quale l'obbligatorietà del servizio in questione decorrerà nei suoi effetti non prima dell'anno 2021;
- la norma finanziaria.

Come da relazione accompagnatoria al testo licenziato per l'Aula dalla commissione referente dopo aver apportato significative modifiche rispetto a quello depositato, l'iniziativa si propone di ripristinare un periodo di ferma obbligatoria al fine di costruire una cultura della solidarietà e rispondere ad alcuni bisogni primari del proprio territorio, soprattutto in situazioni in cui dovessero manifestarsi necessità particolari, dando modo a tutti di rendersi utili alla società nell'ambito per il quale ognuno si può sentire più portato: la difesa civile o quella militare. La scelta, prevista paritariamente per uomini e donne, potrà essere fatta da ciascun soggetto prima dello svolgimento del servizio, da assolversi nel periodo di tempo tra la maggiore età e il compimento dei 28 anni, compatibilmente con il suo percorso scolastico.

La concreta attivazione del nuovo "servizio civile o militare obbligatorio" comporterà la predisposizione di strumenti attuativi - decreti legislativi assunti previa intesa acquisita in sede di Conferenza permanente per i rapporti fra Stato, Regioni e Province autonome - che determinino l'insieme delle condizioni, organizzative, procedimentali e finanziarie, volte a consentire effettività di adempimento degli obblighi posti e quindi l'espletamento del servizio nel perseguimento della finalità del legislatore e nell'interesse della collettività.

L'articolo 5 (norma finanziaria) stima dunque i tempi funzionali agli apprestamenti finalizzati a determinare le succitate condizioni per l'attivazione del servizio civile o militare obbligatorio e, correlativamente, opera una quantificazione degli oneri necessari – sia correnti che in conto capitale – rapportandola agli adempimenti preliminari alla suddetta attivazione.

La copertura finanziaria è disposta a valere sui fondi speciali – di parte corrente e di conto capitale – del bilancio triennale 2018-2020, di cui alle tabelle A e B della legge 27 dicembre 2017, n. 205, utilizzando a tal fine gli accantonamenti ivi previsti per alimentare nuovi provvedimenti legislativi di competenza del Ministero dell'Interno, in relazione alla prima fase di applicazione della legge in questione.


SOMMARIO

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