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resoconti e verbali [new]

Contenuti: Resoconto n. 6 - 10^ legislatura
Resoconto 6a Seduta pubblica
Martedì, 4 agosto 2015
SOMMARIO
PUNTO
1



Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
La Seduta inizia alle ore 14.13

PRESIDENTE

Diamo inizio alla 6a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 14349 del 30 luglio 2015.

APPROVAZIONE VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI.


Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che s'intendono approvati il processo verbale della 4a seduta pubblica di lunedì 20 luglio 2015 e della 5a seduta pubblica di martedì 28 luglio 2015.
PUNTO
2



COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO



Ha chiesto congedo l'assessore

Gianpaolo Enrico BOTTACIN

Il congedo è concesso.

Progetti di legge regionale

Sono stati presentati alla Presidenza del Consiglio i seguenti progetti di legge:

N. 37 del 29 luglio 2015
Presentato dai consiglieri Azzalin, Moretti, Finco, Ferrari, Dalla Libera, Fracasso, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis.
"MODIFICA DELL'ARTICOLO 30 DELLA LEGGE REGIONALE 8 SETTEMBRE 1997, n. 36 , IN MATERIA DI DIVIETI RELATIVI ALLA RICERCA ED ALL'ESTRAZIONE DI IDROCARBURI."

N. 38 del 31 luglio 2015
Presentato dai consiglieri Conte, Bassi, Negro
"DISPOSIZIONI RELATIVE AL TURISMO EQUESTRE, AI CENTRI IPPICI, ALLE IPPOVIE, ED ALLA TERAPIA CON GLI EQUINI, IN PARTICOLARE L'IPPOTERAPIA."

N. 39 del 03 agosto 2015
Presentato dai consiglieri Conte e Negro
"MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 2 APRILE 1996, n. 10 "DISCIPLINA PER L'ASSEGNAZIONE E LA FISSAZIONE DEI CANONI DEGLI ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA" PER LA TUTELA DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ALLOGGI DI EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA (ERP) DA PARTE DEI CITTADINI VENETI".

Interrogazioni

Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti interrogazioni:

a risposta scritta

N. 12 del 31 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Conte, Negro, Bassi
"FERROVIE ITALIANE IN VENETO: DISSERVIZI = PROROGA CONTRATTI?"

N. 13 del 31 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Baldin, Berti, Scarabel, Bartelle, Brusco
"PERCHÉ NON RIPRISTINARE IL TRENO DEL MARE VERSO CHIOGGIA?"

a risposta immediata

N. 18 del 31 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Bartelle, Berti, Scarabel, Baldini, Brusco
"SISTEMI TERRITORIALI: TRATTA ADRIA-VENEZIA PENDOLARI E TURISTI STIPATI COME SARDINE".

N. 19 del 31 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Sinigaglia, Moretti, Ferrari, Salemi, Pigozzo
"CONCORSO UNICO PER L'ASSUNZIONE DEI DIRIGENTI DI DIVERSE PROFESSIONI SANITARIE: LA GIUNTA REGIONALE INTERVERRÀ CON URGENZA IN MERITO ALLA QUESTIONE SOLLEVATA DAL COORDINAMENTO PROFESSIONI SANITARIE DEL VENETO?"

Mozioni

Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti mozioni:

N. 6 del 29 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Guadagnini, Finco, Semenzato, Gidoni, Sandonà, Villanova, Boron, Montagnoli, Rizzotto, Gerolimetto, Michieletto, Marcato, Barbisan, De Berti, Forcolin, Calzavara, Possamai, Brescacin, Finozzi, Baldin, Scarabel, Bartelle e Brusco
"GIOCHI OLIMPICI DEL 2024, NO ALLA CANDIDATURA DI ROMA"

N. 7 del 31 luglio 2015
Presentata dai consiglieri Bartelle, Berti, Scarabel, Baldin, Brusco
"ATTIVARSI CON URGENZA PER SALVARE L'ESTESA MORIA DI MITILI NELLA SACCA DI SCARDOVARI"

N. 8 del 02 agosto 2015
Presentata dai consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle, Brusco
"RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE CONTRO IL DDL SCUOLA "RIFORMA DEL SISTEMA NAZIONALE DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE E DELEGA PER IL RIORDINO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE VIGENTI"."

PUNTO
3



INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

Non ci sono risposte per le interrogazioni a risposta immediata.
La parola al consigliere al consigliere Ruzzante, per un richiamo al Regolamento.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Le avevo fatto un plauso nell'ultima Conferenza dei Capigruppo dove sostituivo la collega Alessandra Moretti, per avere iscritto giustamente le interrogazioni, che si chiamano "a risposta immediata". In questo Consiglio secondo quanto previsto dal nostro Regolamento, entro 15 giorni va garantita risposta. Oggi nessuna risposta arriva alle interrogazioni, sono diverse e le ricordo, Presidente, non sono solo dei Colleghi dell'opposizione ma ci sono anche interrogazioni di Colleghi della maggioranza che sollecitano la Giunta su diversi punti, in particolar modo i colleghi Berlato, Semenzato, Calzavara, ci sono due interrogazioni del collega Berti, due mie e un'interrogazione del collega Azzalin.
L'articolo 115 è molto chiaro ed esplicito sul punto. Siamo al 4 di agosto, inviterei veramente a settembre a riprevedere le interrogazioni alle quali non si è stata data risposta oggi e le eventuali altre interrogazione in una Seduta apposita. Voglio stigmatizzare il fatto che oggi nessun Assessore è pronto a dare risposte alle domande che abbiamo posto. Vale anche per i Colleghi di maggioranza che hanno rivolto le interrogazioni.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
La parola al Presidente Zaia.

Luca ZAIA (Presidente della Giunta – Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Intuisco l'esigenza e capisco la necessità di fare in modo anche che i Consiglieri possano fare il loro lavoro.
Debbo dire che oggi, per esempio, ne abbiamo approvate cinque in Giunta e saranno per strada, non so dove siano, quindi verranno notificate.
Non nego che c'è una difficoltà oggettiva perché finché si tratta di rispondere politicamente a qualche interrogazione lo si fa, lo si può fare anche a braccio onestamente, però quando sono richieste che prevedono delle istruttorie noi rischiamo di mandare in paralisi gli Uffici.
È interesse di tutti, fare in modo che gli Uffici lavorino. Io vorrei proporre per rispettare fino in fondo il ruolo del Consigliere in particolar modo quello di opposizione che in realtà è il giusto organo di controllo, di istituire la giornata delle question-time, però facciamo in modo di non paralizzare gli Uffici con richieste perché sono controproducenti per chi ho governa e anche per chi deve fare la sua normale logica attività di controllo.
Voglio dire che non c'è nessuna volontà di non rispondere, tant'è vero che se andate a controllare anche oggi siamo riusciti a dare risposta a cinque. In via informale ve le possiamo dare anche in serata, nel pomeriggio, le chiediamo perché sono passate stamattina in Giunta.
Lavoriamo piuttosto per una question-time che potrebbe dare anche un po' di tono al Consiglio, quindi magari dedicando ad ogni Gruppo un argomento in Consiglio in maniera tale che poi magari si sviscera e ognuno porta le sue istanze in maniera anche politicamente più evidente, perché poi queste si perdono perché più sono e più si perdono.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente Zaia.
Ricordo che la Giunta per il Regolamento è stata investita di questo problema proprio per far sì che ci sia la possibilità di avere risposte in tempi adeguati ma anche di creare un momento - ed era uno degli argomenti che abbiamo posto in Giunta per il Regolamento - che possa essere anche qualificante per i Consiglieri che pongono le domande alla Giunta. Quindi poter istituire, come diceva il Presidente Zaia, una question-time una volta al mese o vediamo come poterla calendarizzare proprio per riuscire a dare anche evidenza e immediatezza a tematiche e a situazioni che hanno bisogno di risposte veloci per il riscontro.
Passiamo al successivo punto all'ordine del giorno.
PUNTO
4



DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 10 AGOSTO 2012, n. 28 "DISCIPLINA DELLE ATTIVITà TURISTICHE CONNESSE AL SETTORE PRIMARIO" E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI" (PROGETTO DI LEGGE N. 35/2015) APPROVATO

Relazione della Terza Commissione consiliare.
"Con la legge regionale 10 agosto 2012, n. 28 "Disciplina dell'agriturismo, ittiturismo e pescaturismo", la Regione ha inteso, da un lato, novellare la precedente legge regionale in materia di agriturismo, e dall'altro, disciplinare due nuove attività legate al mondo della pesca che hanno particolari riflessi sulla componente turistica.
Con successiva legge regionale 24 dicembre 2013, n. 35 "Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 28/2012 sono state apportate una serie rilevante di modificazioni al testo legislativo che hanno imposto una rivisitazione profonda delle disposizioni attuative e della gestione dell'attività agrituristica, prevedendo in particolare:
- un cambiamento nel sistema di calcolo della somministrazioni di alimenti e bevande,
- un sostanziale innalzamento dei livelli di approvvigionamento delle materie prime direttamente dall'azienda agrituristica,
- una modificazione dei termini di esecuzione di talune attività agrituristiche,
- l'introduzione di disposizioni in ordine alle fattorie didattiche e al turismo rurale;
- una diversa valutazione dell'utilizzo dei fabbricati per le attività agrituristiche e per le lavorazioni degli alimenti in azienda.
La legge 35/2013 ha altresì determinato un cambiamento nella titolazione della legge che, in forza delle modifiche adottate, ha assunto la denominazione di "Disciplina delle attività turistiche connesse con il settore primario".
Va peraltro precisato che la legge regionale all'articolo 30, comma 2 ha fissato un termine perentorio per le aziende già in possesso, alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 28/2012 , delle autorizzazioni necessarie all'esercizio dell'attività agrituristica stabilendo precise disposizioni:
- al comma 1 dell'articolo 30 ha previsto che "i soggetti già iscritti all'elenco degli operatori agrituristici di cui all'articolo 9, della legge regionale 18 aprile 1997, n. 9 "Nuova disciplina per l'esercizio dell'attività agrituristica" alla data di entrata in vigore della presente legge, sono iscritti d'ufficio negli elenchi provinciale e regionale e possono continuare a svolgere l'attività secondo le modalità e nei limiti oggetto dell'autorizzazione all'esercizio rilasciata ai sensi della legge regionale 18 aprile 1997, n. 9 ,
- al comma 2 dello stesso articolo 30 che "entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge, a pena di decadenza dell'autorizzazione all'esercizio, i soggetti di cui al comma 1 adeguano la propria attività e le relative strutture e dotazioni alle disposizioni della presente legge".
Ora, con la legge regionale n. 35/2013 , pubblicata nel BUR n. 115/2013 ed entrata in vigore il 12 gennaio 2014, sono state apportate sostanziali modifiche alla precedente legge regionale n. 28/2012 in materia di agriturismo, ma la stessa legge regionale nulla ha disposto in merito al termine massimo di tre anni di cui all'articolo 30, comma 2.
La Giunta regionale, con la deliberazione n. 1483 del 5 agosto 2014, ha dato corso al provvedimento applicativo delle norme in materia di agriturismo prevedendo – come disposto dall'articolo 30, comma 2 – la data del 2 settembre 2015 quale termine ultimo entro cui i piani agrituristici aziendali devono essere adeguati alle disposizioni di Legge; vale a dire, tre anni dall'entrata in vigore della legge regionale n. 28/2012 . Con il medesimo atto deliberativo, per consentire alle imprese agrituristiche o alle loro associazioni provinciali di operare la modifica e l'adeguamento dei piani agrituristici alle nuove norme in materia di somministrazione di alimenti e bevande, di numero di pasti, di disponibilità di prodotto aziendale, ecc. ha altresì messo a disposizione i programmi informatici.
Da quanto sopra esposto appare tuttavia evidente che la pratica operatività delle aziende agrituristiche non è cominciata a decorrere dal 2 settembre 2012, ma bensì successivamente alla pubblicazione della delibera applicativa della Giunta regionale intervenuta – successivamente a seguito della Legge n. 35/2013 - nel corso del mese di agosto 2014, verificandosi quindi una contrazione sostanziale di due anni dei termini per l'adeguamento dei piani agrituristici.
Va peraltro precisato che le modifiche introdotte dalla legge regionale n. 35/2013 sono sostanziali e impongono alle aziende agrituristiche una ridefinizione dei termini di operatività, una diversa organizzazione aziendale e produttiva, di allevamento e di approvvigionamento delle materie prime per la somministrazione di alimenti e bevande, per cui la revisione del piano agrituristico ha aspetti di particolare problematicità.
Inoltre non si può non considerare che in Veneto, antecedentemente la Legge regionale n. 28/2012 , oltre 1.300 aziende agrituristiche risultano già attive per cui, le organizzazioni di rappresentanza, hanno manifestato obiettive difficoltà a completare la revisione dei piani agrituristici nei termini perentori stabiliti dall'originario articolo 30, comma 2, evidenziando altresì che il non rispetto, del predetto termine, comporta l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 28.
Il presente disegno di legge prevede quindi un articolo unico che dispone la modifica del comma 2 dell'articolo 30 disponendo, in sostanza, che il termine dei tre anni entro il quale le imprese agrituristiche già iscritte negli elenchi provinciali devono adeguare la propria attività e le relative strutture e dotazioni, non sia quello di entrata in vigore della legge regionale n. 28/2012 , e cioè il 2 settembre 2012, ma quello di entrata in vigore della legge regionale n. 35/2013 e cioè il 12 gennaio 2014.
Con tale proposta di modifica, il nuovo temine entro cui le imprese devono adeguare i piani agrituristici, secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale con la deliberazione n. 1483 del 5 agosto 2014, sarà il 12 gennaio 2017.
La Terza Commissione, nella seduta del 29 luglio 2015, ha approvato ad unanimità il progetto di legge, senza modifiche al testo.
Hanno votato a favore i rappresentanti dei Gruppi: Forza Italia-AN-Movimento per la cultura rurale (Berlato); Liga Veneta-Lega Nord (Possamai); Zaia Presidente (Gerolimetto, Barbisan, Sandonà con delega Valdegamberi); Indipendenza Noi Veneto (Guadagnini); Partito Democratico (Azzalin, Zottis); Alessandra Moretti Presidente (Guarda, Ferrari); Veneto Civico - Moretti Presidente (Dalla Libera); Lista Tosi per il Veneto (Casali); Movimento 5 Stelle (Baldin, Scarabel)."
Relatore: consigliere Graziano Azzalin.
La parola al consigliere Graziano Azzalin.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

È un provvedimento approvato all'unanimità in Commissione che ringrazio per avermi incaricato di essere il relatore in Aula.
È un semplice spostamento dei termini per la presentazione dei Piani agrituristici ma vale la pena collocare questo progetto di legge nel ragionamento più ampio di quella che è la materia dell'agriturismo, del perché si arriva a questo spostamento e qual è l'importanza ovviamente di questo provvedimento di legge.
L'agricoltura nel corso degli ultimi anni ha assunto ruoli diversi passando da semplice attività economica volta alla produzione di beni destinati all'alimentazione umana e animale ad attività in grado di produrre esternalità ambientali positive: tutela del territorio, mantenimento aree rurali e fornire servizi rivolti alla popolazione anche collegati a quelli previsti dalle politiche sociali e del lavoro. Importante in questa direzione è la legge sull'agricoltura sociale che non molto tempo fa ha approvato il Consiglio regionale del Veneto.
Secondo un'interpretazione ormai diffusa, mentre il turismo nelle aree rurali comprende ogni forma di turismo indipendentemente dalle motivazioni dell'ospite e dalle modalità di fruizione e dà quindi una connotazione puramente ubicativa, il turismo rurale comprende invece le varie forme di turismo collegate alle risorse della ruralità e in diretto contatto con esse, ovvero le forme di turismo in cui la cultura rurale rappresenta una componente importante.
In questo contesto l'agriturismo e il turismo rurale, che sono stati normati dalla legge regionale 35/2013 che a sua volta modifica la legge regionale 28/2012, svolgono un ruolo importante di diversificazione dell'attività agricola e una fonte di reddito integrativa di quella strettamente legata alla produzione di derrate alimentari.
Attualmente sono ben 1.350 gli agriturismi attivi ed operanti nel territorio regionale che svolgono in prevalenza la ristorazione ma sta crescendo sempre più il pernottamento, l'alloggio, la vendita di prodotti del territorio, l'erogazione di servizi formativi ed informativi, fattorie didattiche, fattorie sociali, attività di turismo rurale, una realtà molto importante quindi sotto tanti profili.
Con la legge regionale 10 agosto 2012, n. 28 , che disciplina l'agriturismo, l'ittiturismo e il pescaturismo, la Regione ha inteso da un lato novellare la precedente legge regionale in materia di agriturismo e dall'altro disciplinare due nuove attività legate al mondo della pesca che hanno particolari riflessi sulla componente turistica.
La legge regionale indicata all'articolo 30, comma 2, ha fissato un termine perentorio per le aziende già in possesso, alla data di entrata in vigore della legge, delle autorizzazioni necessarie all'esercizio dell'attività agrituristica stabilendo che "entro tre anni dall'entrata in vigore della presente legge a pena di decadenza dell'autorizzazione all'esercizio, i soggetti di cui al comma 1 adeguano la propria attività e le relative strutture e dotazioni alle disposizioni della legge in vigore".
Con successiva legge del 24 dicembre 2013 n. 35 "Modificazione ed integrazione alla legge regionale dell'anno precedente" sono state apportate una serie rilevante di modifiche al testo legislativo che hanno imposto una rivisitazione profonda delle disposizioni attuative e della gestione dell'attività agrituristica prevedendo in particolare dei cambiamenti nel sistema di calcolo e delle somministrazioni di alimenti e bevande e nei livelli percentuali di approvvigionamento delle materie prime direttamente dall'azienda agrituristica.
La Giunta regionale, implementando tale normativa, con delibera 1483 del 5 agosto 2014 ha dato corso al provvedimento applicativo in materia di agriturismo prevedendo la data, appunto, del 2 settembre 2015 quale termine ultimo entro cui i piani agrituristici aziendali devono essere adeguati alle disposizioni di legge vale a dire tre anni dall'entrata in vigore della legge regionale n. 28 del 2012.
Appare tuttavia evidente quindi che la pratica operatività delle aziende agrituristiche non è cominciata a decorrere dal 2 settembre 2012 bensì successivamente alla pubblicazione della delibera applicativa della legge regionale 35/2013 entrata in vigore il gennaio del 2014, verificandosi quindi una contrazione sostanziale di due anni dei termini per l'adeguamento dei piani agrituristici. Ciò imporrebbe a tutte le aziende una ridefinizione dei termini di operatività, una diversa organizzazione aziendale produttiva di allevamento e di approvvigionamento delle materie prime per la somministrazione di alimenti e bevande, per cui la revisione del Piano agrituristico ha aspetti di particolari problematicità e sono necessari tempi tecnici per l'allineamento dell'impresa alle nuove norme.
Il presente disegno di legge prevede, quindi, la modifica del comma 2 dell'articolo 30 disponendo che il termine dei 3 anni entro il quale le imprese agrituristiche già iscritte negli elenchi provinciali devono adeguare la propria attività e le relative strutture e dotazioni sia a quello di entrata in vigore della legge regionale 35/2013 e cioè il 12 gennaio 2014.
Con tale proposta di modifica il nuovo termine entro, cui le imprese devono adeguare quindi i Piani agrituristici secondo le modalità le modalità stabilite dalla delibera della Giunta regionale, sarà quindi il 12 gennaio 2017. Grazie.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Massimo GIORGETTI

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Azzalin.
La parola alla consigliera Francesca Zottis.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie Presidente.
Nell'esprimere come Partito Democratico parere favorevole a quanto espresso dal collega Azzalin, vogliamo comunque sottolineare sì la positività complessiva della legge ma anche la necessità da settembre di ritornarci per ridurre ulteriormente quello che è il peso burocratico che comunque stringe su questo settore e che ancora è presente nella legge stessa. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Francesca Zottis.
La parola alla consigliera Cristina Guarda.

Cristina GUARDA (Alessandra Moretti Presidente)

Grazie, Presidente.
Intervengo sottolineando l'intervento fatto dalla collega Francesca Zottis e dichiaro che noi voteremo favorevolmente.
Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Cristina Guarda.
Se non ci sono altri interventi, dichiaro conclusa la discussione generale e passiamo alle dichiarazioni di voto.
Non ci sono dichiarazioni di voto.
Pongo in votazione l'articolo unico del PDL n. 35.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
5



PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI ZAIA, FINCO, RIZZOTTO, MONTAGNOLI, CALZAVARA E MICHIELETTO RELATIVA A "MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 7 NOVEMBRE 2003, n. 27 "DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI DI INTERESSE REGIONALE E PER LE COSTRUZIONI IN ZONE CLASSIFICATE SISMICHE" E ALLA LEGGE REGIONALE 9 AGOSTO 2002, n. 15 "NORME PER LA REALIZZAZIONE DI INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO, PER LA PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE E GESTIONE DI AUTOSTRADE E STRADE A PEDAGGIO REGIONALI E RELATIVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI FINANZA DI PROGETTO E CONFERENZA DI SERVIZI"" (PROGETTO DI LEGGE N. 15/2015) APPROVATO

Relazione della Prima e Seconda Commissione consiliare.
Relatore: consigliere Francesco Calzavara.
Correlatore: consigliere Stefano Fracasso.
La parola al Presidente Zaia.

Luca ZAIA (Presidente della Giunta – Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Desidero ringraziare il Presidente Calzavara, ovviamente le Commissioni e i Commissari che si sono occupati di questa partita che mi vede come formale primo firmatario della proposta di legge, però vorrei ricordare che quei progetti di legge che sono stati presentati possono cogliere con tranquillità le sottoscrizioni di chiunque li condividesse. Parlo di quella ventina di progetti di legge che, nella contingenza del voler presentare e del voler mantenere fede agli impegni presi con i cittadini già in campagna elettorale e in sede di programma di governo, ho voluto presentare. Senza la volontà di fare ingressi a gamba tesa so che il Presidente Calzavara anche nella discussione ha cercato di accogliere un po' tutte le istanze, di affrontare e anche di sviscerare l'argomento – voglio dire fino in fondo che questi sono temi, come quello dei project financing che andiamo a discutere oggi, tipici di quella che è stata la discussione durante il confronto elettorale.
Chi dei candidati non ha parlato della necessità di mettere mano ai progetti di finanza?
Chi tra i candidati non ha parlato della necessità di mettere mano alla legge del consumo del suolo e quindi di provvedere a una nuova legislazione a tutela del consumo del suolo?
Chi dei candidati non ha parlato ad esempio del grande tema delle indennità e del continuare in questo Consiglio, che è stato assolutamente virtuoso e lungimirante nella IX Legislatura e immagino lo sarà anche in questa, di porre fine a quel percorso che abbiamo iniziato di quella che comunemente definiamo spending review?
Progetti di finanza: il tema è molto semplice.
C'è la volontà di porre limite ad una lacuna che c'è stata, che c'è ed è evidente. Lo dico perché ho avuto modo di confrontarmi in più occasioni, anche nelle ultime settimane, col Ministro Delrio su un aspetto che è fondamentale: la legge sul progetto di finanza non è un'invenzione della Regione Veneto, non è un'invenzione nazionale, ma è uno strumento giuridico che, nel grande mare magnum degli appalti della realizzazione delle opere pubbliche, viene utilizzato in teoria secondo criteri di economicità, di praticità e ovviamente di efficienza che sono quei criteri che ogni Amministratore dovrebbe cercare.
Qual è forse il vulnus che a livello di applicazione regionale, che però viene mutuato da una legge nazionale, ne viene fuori? Il vulnus più evidente è che quando tu vuoi andare a ricontrattare, rinegoziare o rivedere delle tue scelte, al di là delle possibilità contrattuali. Se tu dai vita a un contratto nel quale prevedi che puoi in qualsiasi modo chiuderlo, rinegoziarlo perché i costi finanziari sono lievitati, perché le condizioni economiche sono cambiate, quello è un tema contrattuale, poi invece ce n'è uno procedurale.
Nel momento in cui tu pensi alla realizzazione di un'opera e dai vita ad esempio ad un tavolo di advisor che ti diranno che la migliore soluzione in quel momento, viste le condizioni economiche e finanziarie del mercato, sia rappresentata dal progetto di finanza, dal momento in cui tu già inizi a pensare al momento in cui entrerai con le ruspe e darai vita a quel cantiere a volte passano anche molti anni.
Noi li abbiamo visti, abbiamo 6 più 1 progetti di finanza elencati. Noi oggi abbiamo in piedi: l'autostrada regionale Mediopadana veneta la famosa Nogara-mare; abbiamo le tangenziali venete, il sistema viario del collegamento di adduzione alle autostrade nel settore ovest e nord di Padova e tra Padova-Marghera-Mestre quindi tutto il GRAP; la via del mare quindi il collegamento A4 Jesolo e litorali; il passaggio Alpe-Adria quindi il prolungamento autostradale A27; l'itinerario della Valsugana, Val Brenta, Bassano e strada Pedemontana veneta; e poi una concessione che è la A10 Padana inferiore.
Questi sono alcuni progetti che sono nati alcuni nella notte dei tempi, alcuni più recenti ma che hanno oggettivamente la necessità di fare il punto della situazione.
Però qual è il tema che viene posto al Consiglio regionale?
Il tema è un tema molto chiaro ed esplicito che è il tema di poter porre fine a questa lacuna in maniera tale di mettere colui che governa nelle condizioni di poter fare una sorta di tagliando a quello che ha in essere.
Io vorrei innanzitutto specificare una cosa: questo progetto di legge non ha assolutamente la volontà di mettere in discussione lo strumento giuridico.
Come si dice spesso: non sono le strade pericolose ma è l'uomo che le rende pericolose se non rispetta i limiti di velocità.
Non è che lo strumento del progetto di finanza sia comunque e ovunque uno strumento pericoloso, ma il progetto di finanza diventa pericoloso quando lo gestisci male, quando magari sopra il progetto di finanza c'è qualcuno che ci ruba e si comporta male, quando c'è l'illegalità ma vi ricordo che resta uno strumento giuridico.
Noi in Veneto le opere le realizziamo con gli appalti integrati, con gli appalti normali, con i progetti di finanza, con le trattative private dove la legge lo prevede. Insomma con tutte quelle modalità viste.
Vi ricordo anche, a utile memoria per tutti, che il tema dei progetti di finanza sono stato io per primo a porlo nel momento in cui mi sono insediato nel 2010 e, rispetto a quelli che comunque erano già dei progetti di finanza definiti - l'Ospedale di Mestre per citarne uno piuttosto che il Santorso di Vicenza o altre realtà – nei quali ovviamente guardandoci dentro ne veniva fuori che in alcune realtà il costo finanziario che la Regione andava a pagare per aver avuto un sostanziale prestito di risorse da parte del privato per poi la conseguente realizzazione dell'opera era ed è dichiaratamente fuori mercato.
E' altrettanto vero che progetti pensati dieci anni fa quando i tassi di mercato non erano quelli di oggi – perché oggi siamo a tasso zero, abbiamo l'Euribor che praticamente ci sconta totalmente il costo del denaro - sono decisamente fuori mercato. Io di questo ne ho parlato in sede di parifica di Bilancio davanti alla massima realtà che è Corte dei Conti.
Proprio in sede di parifica di bilancio per ben due annualità – cioè le due annualità alle quali siamo sottoposti alla parifica di Bilancio - nella mia relazione ho sempre detto: cari magistrati, noi ce la mettiamo tutta per essere bravi, facciamo di tutto per far quadrare i conti, però non dimenticatevi che se qualcuno ci desse lo strumento rispettoso della legge, giuridicamente sostenibile, rispettoso anche della controparte perché chi firma un contratto in un Paese nel quale ancora si auspica che ci sia la certezza del diritto, se qualcuno ha fatto un errore o se un contratto è stato fatto male quanto meno ci fosse la possibilità di sedersi attorno a un tavolo e dire: vorremo rivedere gli accordi. Ma lo strumento giuridico oggi non c'è e con questa legge noi non andiamo a risolverlo questo aspetto perché parliamo di tutto quello che è in essere, è già stato deciso ed è già stato contrattualizzato.
Con questa legge cosa facciamo?
Andiamo invece a prendere per mano tutti quei progetti che ancora non sono in cantiere il cui iter non è arrivato alla fase contrattuale della firma del contratto per cui non siano nella fase finale nella quale tu non ti puoi più tirare indietro, sono dei progetti che abbiamo pensato, sono dei progetti che in alcuni casi hanno avuto la dichiarazione dello stato di pubblico interesse.
Ne cito uno per tutti: la Valsugana veneta sono 760 milioni di opere. Ha avuto la dichiarazione di pubblico interesse e noi potremmo avere anche la necessità, visto e considerato quello che sta accadendo rispetto a nuove opportunità, ad esempio sta comparendo l'opportunità di fare una valutazione al Governo rispetto alla "realizzanda" Valdastico-nord. Allora capite che si cambia tutto il ridisegno della mobilità in quei territori.
Una semplice riqualificazione della Valsugana potrebbe essere una soluzione ma ci sono anche altre realtà che vorremo rinegoziare e rivalutare, che è il termine più esatto.
Quindi qui sostanzialmente si tratta di mantenere fede a quello che il Consiglio regionale già nell'altra Legislatura ha deciso di fare con una legge, ovvero che i nuovi progetti di finanza, qualora vi fossero, vengano in Consiglio regionale per essere deliberati da quest'Aula.
Fin qua ci siamo e questo è il nuovo. Resta un limbo tra il nuovo e quello che è già contrattualizzato sul quale non si può discutere, a meno che non ci sia una disponibilità del privato o non ci sia un'inchiesta della Procura che ci dice "guardate che qui c'è un tasso di usura" o ci sono altri discorsi che noi ben conosciamo e che noi abbiamo interloquito. Vorrei ricordarvelo, una delle prime cose che abbiamo fatto è stato cercare di guardare dentro, anche assistiti legalmente e tecnicamente, per capire se vi fossero degli aspetti non sostenibili dal punto di vista legale.
I nuovi sono già normati dal Consiglio regionale, la Giunta regionale se ha una progettualità la deve portare in questo consesso e verrà qui in questo consesso deciso se si farà oppure no.
Quelli contrattualizzati sono un fatto tecnico-legale, di mezzo c'è questo limbo di progettualità che più o meno hanno diversi stati di avanzamento, sono 6 più 1 che fanno 7 compresa la concessione della strada regionale 10, sui quali vorremo fare un focus punto per punto, valutarli fino in fondo, rendere edotto il Consiglio delle nostre risultanze e fare in modo che, se si deve andare avanti, diremo "si va avanti" perché comunque non sono mutate le condizioni, se non si vuole andare avanti avremo supporto tecnico, quindi degli Uffici tecnici, e legale, dall'Avvocatura e diremo: no, non vogliamo più, andiamo a transare e chiudiamo la partita.
Non esiste la terza opzione. Si va avanti, si chiude tutto ma non esiste la terza opzione. Sento dire in giro, si blocca per darlo a qualcun altro, perché è delinquenziale questa opzione. È un'ipotesi delinquenziale perché diventa turbativa d'asta, diventa qualcosa che non è più sostenuto legalmente.
Non è possibile dire per la Valsugana sospendiamo l'affidamento eventuale – passatemi un termine improprio – a colui che è il proponente, lo spazziamo via e poi chiamiamo un amico. Queste sono "puttanate" e sono cose che fanno andare in galera chi le fa.
Io non so chi le ha dette ma io vi dico che io sono qui a garantire la legalità degli atti e, siccome qui c'è la mia firma, io voterò questo provvedimento che ha solo questo senso.
Anche qui mi rendo conto che qualcuno può venirvi a dire che c'è la volontà della Giunta di scaricare sul Consiglio: non è vero! Perché tutti gli autorevoli esperti degli Uffici legislativi dicono: un provvedimento come quello che volete fare non dà altro che sostegno all'azione della Giunta.
Se ci fosse qualche sotterfugio nel presentare una legge così non verrei mai a votare una legge, tanto meno la firmerei come primo firmatario, ma l'Avvocatura e gli Uffici legali ci dicono che l'azione della Giunta sarà molto più impetuosa e sarà molto più incisiva nel momento in cui alle spalle c'è una legge. Qualcuno mi dovrebbe spiegare per quale motivo questo Consiglio non dovrebbe votare questa proposta di legge che per la prima volta mette chiarezza, accende la luce su questo limbo di questi 6 più 1, che valgono più di 8 miliardi di euro peraltro e quindi non dovrebbe fare questo però ha deciso di portarsi in pancia la decisione sull'approvazione dei nuovi progetti di finanza? È un controsenso!
E' più rischioso approvare un progetto che dare mandato alla Giunta, se vuole e se ritiene, di rivedere, in base a una norma di legge che peraltro non identifica un progetto ma dice: avete delle cose in piedi? Guardateci dentro e fate quello che volete.
Volete che torniamo in Consiglio per portarvi la risultanza di quello che è stato deciso? Nessun problema, anche perché la risultanza non è una risultanza di discussioni politiche di Segreteria ma sarà di Uffici legali, di Avvocatura e sarà comunque frutto di una delibera che assumiamo noi e sulla quale comunque abbiamo fino in fondo la certezza che si può assumere.
Quali sono i benefici di questa norma?
Svincolare l'Ente da eventuali impegni che si sono precostituiti, ma ancora non contrattualizzati, che sono rappresentati da queste 6 realtà e comunque cambiando anche la visione. Questa Amministrazione avrà come obiettivo non più fare nastri d'asfalto ma realizzare opere per la tutela del dissesto idrogeologico. Bene, ma per far questo ci vogliono anche risorse che si sblocchino da qualche parte, perché ricordo che noi abbiamo ereditato nel 2010 un Ente che era indebitato con investimenti per 4 miliardi e 300 milioni di euro e per 2 anni abbiamo tirato la cinghia, ci siamo tappati la bocca, siamo stati in apnea e non siamo riusciti neanche a spendere 1 centesimo.
Penso che oggi il poter guardare dentro questi progetti ci permette: 1) di liberare eventualmente delle risorse; 2) di rivedere anche delle decisioni che non sono partite dalla nostra Amministrazione, quindi dalla IX Legislatura perché voglio ricordare che tutti questi progetti più o meno li abbiamo ereditati da vecchie Amministrazioni, ma non facciamo il processo al passato.
Guardiamo il futuro. Sono passati tanti anni e alcune opere potrebbero essere obsolete, quindi liberiamo risorse, rivediamo la nostra programmazione ovviamente rispettosi di quest'Aula, perché comunque i progetti di grande programmazione debbono passare attraverso l'Aula. Non c'è nessun obiettivo recondito o nascosto ma non è altro che avere una norma che ci dia l'autorevolezza di andare a dire sì o no. Se poi il Consiglio vuole mettersi di mezzo e dire: fateci dire di sì o di no anche in questa fase. Ben venga, riporteremo le risultanze in quest'Aula e nulla più.
Però, ripeto, il tema del progetto di finanza deve essere un tema che deve essere chiaro per tutti noi. Io non condivido l'idea del progetto di finanza comunque si faccia.
Non è per istigare una discussione sul progetto di finanza che penso non sia sede oggi di parlare del tema dell'impianto giuridico del progetto di finanza però vorrei ricordarvi che è uno strumento che in molti casi è servito a realizzare grandi opere pubbliche, non in Veneto ma in generale.
Vorrei ricordarvi che in alcuni Paesi d'Europa, penso alla Gran Bretagna, lo strumento del progetto di finanza, che è un po' una loro invenzione, è lo strumento che gli ha permesso comunque di rilanciare l'economia dopo la crisi.
Ovvio che non vengo qui a incensare, a lodare e a beatificare lo strumento del progetto di finanza perché se c'è una cosa chiara che abbiamo noi in Veneto è che il progetto di finanza sì ci ha dato grandi opere ma ci ha dato anche grandi costi finanziari.
Questo è un dato di fatto che noi abbiamo. Costi finanziari che spesso raggiungono l'11-12% di quello che è il denaro che è stato prestato in quei cantieri. Sono contratti vecchi, di altri momenti storici.
Potrei opinare su un fatto: sulla necessità di vedere, ad esempio, che non posso intervenire su quei contatti. Se mai capiterà di fare un contratto, potremmo vedere di metterci dei limiti oltre i quali siamo autorizzati alla rinegoziazione, anche qui il ruolo del Consiglio.
Questa legge vi ricordo che prevede il tagliando cioè noi possiamo programmare ma abbiamo anche l'autorizzazione al tagliando cioè dire sì o no oppure mettiamo a posto se c'è qualcosa che non funziona.
Mi spiace forse anche per lacune mie personali, ne ho parlato talmente tanto durante questa campagna elettorale - ma ne abbiamo parlato con i colleghi Alessandra Moretti, Berti, insomma con tutti quelli che hanno fatto questa corsa - a me sembrava quasi scontato presentare una norma che mi desse operatività.
Vi chiedo di approvarla, siamo disponibili a valutare ogni forma di proposta migliorativa.
Io ho già visto gli emendamenti. Se qualcuno mi dicesse "ma tu sei a favore o non sei a favore, una volta fatto il check-up opera con opera con tanto di vaglio dell'Avvocatura e Uffici tecnici con tanto di relazione, di riportare qui opera per opera e decidiamo se procedere oppure no? Ben venga, non c'è nulla da nascondere. Io non ho nessun interesse da difendere se non quello dei veneti e quello del Bilancio, perché i veneti comunque vanno difesi difendendo il nostro Bilancio.
Ripeto, in particolar modo questo tema nasce anche da molte interlocuzioni che abbiamo avuto col Governo, in particolare col Ministro Delrio, anche su questa partita. Ve l'ho detto prima ma lo ripeto se qualcuno non lo avesse capito o magari mi sono spiegato male, sulla Valsugana c'è una partita importante e lei capisce che se non si realizza la Valdastico nord l'unico valico che le resta è quello di cercare di sfondare e di riqualificare l'asse viario della Valsugana. Se ci fosse la Valdastico-nord è indubbio che Pedemontana e Valdastico nord si viene a creare comunque una viabilità alternativa che risulta essere importante, che risulta sgravare il territorio, che permetterebbe ad esempio ai Sindaci di tutta l'asse della Valsugana di fare le ordinanze in maniera tale che il traffico pesante non ci passi più, perché quando tu garantisci uno sbocco su Trento verso nord attraverso una viabilità autostradale hai già risolto il problema.
Io non aggiunto altro, ringrazio nuovamente il Presidente della Commissione per la celerità, siamo al secondo progetto di legge in approvazione e il primo è stato quello della volta scorsa che fu analizzato dal Presidente della Commissione, Finozzi.
Ringrazio il Presidente Calzavara e tutti i Commissari che hanno lavorato.
Io spero che questo ritmo si mantenga e ringrazio anche il Presidente del Consiglio che vedo che fa le convocazioni e mi costringe a venire in Consiglio.
Grazie.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

Grazie, Presidente Zaia.
E noi siamo contenti di averla in Consiglio, Presidente.
Relazione di maggioranza della Prima e Seconda Commissione consiliare.
Signor Presidente, colleghi consiglieri,
"Va evidenziato, in primo luogo, come in merito alle opere infrastrutturali in corso, attivate in regime di concessione, ai sensi della legge regionale 15/2002, le mutate condizioni macroeconomiche e di mercato che caratterizzano il territorio regionale, e le note vicende giudiziarie emerse nell'ultimo anno e mezzo, rendano opportuna una rivisitazione sotto l'aspetto sia della sostenibilità finanziaria che dell'attualità del pubblico interesse alla realizzazione. In particolare, in merito alle opere ex legge regionale 15/2002 che si connotano per la presenza di un Proponente promosso a ruolo di Promotore (con conseguenti tutele crescenti a seconda dei successivi segmenti raggiunti ante stipula convenzione) va introdotta una norma eccezionale che legittimi la verifica e che autorizzi la Giunta a chiudere, in ottemperanze alle disposizioni di legge, le partite inerenti opere non più attuali e/o insostenibili finanziariamente, stanziando apposito fondo per procedere alla chiusura senza contenziosi. Per la copertura della parte pubblica di finanziamento non ancora finanziata delle opere che si riterrà di mantenere in vita, va approvata una norma che autorizzi la Giunta anche all'accesso "classico" al credito (mutui a lungo termine, ecc.).
Occorre, in secondo luogo e guardando alle future opere, fissare la "revisione" obbligata dei project della Regione e degli enti strumentali una volta trascorso un determinato periodo dalla dichiarazione di pubblico interesse senza che si sia stipulata la convenzione di concessione.
I primi due articoli intervengono sulla legge regionale 27/2003 per introdurre la disposizione di carattere generale in materia di revisione delle procedure di finanza di progetto.
L'articolo 3 estende tale disposizione anche alla normativa speciale in materia di autostrade e strade a pedaggio regionali (legge regionale 15/2002)
L'articolo 4 riguarda la disposizione eccezionale di cui sopra.
In particolare, nella stesura del nuovo comma 7 bis dell'articolo 44 si ricomprendono tutte le fattispecie procedimentali di cui all'articolo 153 del Codice De Lise, facendo attenzione a coordinare le espressioni della legge regionale con quelle riportate nel decreto legislativo 163/2006.
Per quanto riguarda la procedura di revisione, si introduce una revisione "facoltativa" (si tratta del resto di un potere che l'ente pubblico ha in ogni caso) e, al comma 7 ter, una revisione obbligatoria da farsi dopo il decorso di un determinato periodo di tempo dall'avvio della procedura di finanza di progetto.
Al comma 7 bis dell'articolo 44 si stabilisce che per le opere regionali (trattandosi di opere di maggiore rilevanza rispetto ad opere comunali) la tempistica di riferimento può essere più ampia.
Con il comma 7 quater si estendono le disposizioni sulla revisione anche alle ipotesi (non già di finanza di progetto ma) di concessioni dei lavori: ciò in considerazione del fatto che la legge regionale n. 15/2002 , all'articolo 11, considera entrambe le ipotesi (di qui il nuovo comma 4 ter dell'articolo 11 cit.)
Si è, da ultimo, introdotta la disposizione eccezionale sulla revisione dei project financing in essere e relativi alle autostrade e strade a pedaggio regionali.
Nel comma 2 si sono collegati gli elementi di verifica agli elementi che per legge dovrebbero venire in riferimento in sede di avvio della procedura.
Nei commi 3 e 4 si sono distinte le ipotesi in cui l'opera non sia più di interesse pubblico dalle ipotesi in cui l'opera sia ancora di interesse pubblico ma non sia più attuabile per un "superato" piano finanziario.
I commi 5 e 6 disciplinano lo stanziamento eccezionale che serve per coprire gli indennizzi da riconoscere per i casi di revoca.
Le Commissioni consiliari Prima e Seconda riunite in seduta congiunta in sede referente ai sensi dell'art. 64 del Regolamento consiliare, dopo aver effettuato la presentazione del progetto di legge in oggetto in data 22 luglio 2015, hanno approvato il testo oggi al Vostro esame nella seduta congiunta del 29 luglio 2015 a maggioranza, con i voti favorevoli dei rappresentanti dei gruppi consiliari Zaia Presidente, Liga Veneta Lega Nord, Forza Italia, Indipendenza Noi Veneto, e il voto contrario dei rappresentanti dei gruppi consiliari Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle."
La parola al consigliere Calzavara.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Mi ero scritto anche due appunti, però dopo l'intervento del Presidente Zaia butto via tutto quanto perché credo sia stato talmente esaustivo che mi viene in mente il famoso ubi maior minor cessat, perché credo che siano state affrontate gran parte delle motivazioni che hanno spinto tre consiglieri di maggioranza, il consigliere Zaia, il consigliere Finco e la consigliera Silvia Rizzotto a presentare un PDL che vuole dare un mandato alla Giunta di affrontare il tema dei project e tutto quello che si è pensato e fatto negli ultimi dieci anni, dalla documentazione il primo project è del 2006. Quindi stiamo parlando di norme e proposte che da qualche anno vedono la Regione del Veneto affrontare un tema così delicato. Un tema così delicato perché riguarda la programmazione di gran parte delle opere pubbliche del Veneto. Gli 8 miliardi di euro a cui faceva riferimento il Presidente sono un valore assoluto, per quanto riguarda la capacità anche di investimento che il Veneto avrà nel futuro. Quindi è un tema particolarmente sensibile.
Ringrazio anche il Presidente Finozzi che ha pensato bene di nominarmi relatore al mio debutto in quest'Aula con un progetto di legge che credo sia particolarmente sentito e importante per i veneti.
Come si diceva, si parla all'interno del progetto di legge di una modifica della LR 27 e della LR 12; la 27 che riguarda i lavori pubblici di interesse regionale e la 12 la finanza di progetto. È una introduzione di norme che serve a dare alla Giunta uno strumento per una revisione per valutare se esiste ancora il pubblico interesse, se esiste ancora l'equilibrio economico e finanziario, la redditività e la capacità di rimborso dei proponenti il project financing. Quindi uno strumento che secondo me dà un futuro ai project financing e dà la possibilità alla Giunta e a tutto il Consiglio regionale di esaminare il presente dei project financing, che è un presente fatto di molte proposte che in alcuni casi davano delle risposte concrete al territorio, ma che a distanza di qualche anno non sono più così puntuali.
Quello che posso aggiungere come relatore e che vorrei fosse recepito dall'Aula è che questa non è la pietra tombale dei project financing nel Veneto: è uno strumento che servirà alla Giunta e per conoscenza ai componenti del Consiglio di esaminare questi strumenti di finanza, di capire se possono essere effettivamente rispondenti ai bisogni dei veneti e continuare attraverso un puntuale e forse più preciso uso di questo strumento per dare delle risposte ai veneti.
Il progetto di finanza, lo diceva bene il Presidente, è uno strumento né buono né cattivo, è uno strumento che va usato con intelligenza e va usato per gli interessi di tutti i veneti.
Ho sentito durante le due audizioni che abbiamo fatto in Commissione parlare in tono dispregiativo dei project financing in salsa veneta, sembra quasi una cosa da buttar via, una cosa poco esaminata e per l'interesse di relativamente pochi. Invece, questa norma che andiamo oggi ad approvare e che dà mandato alla Giunta permetterà a questo Consiglio, fra qualche mese o forse fra qualche anno, di essere orgogliosi dei project financing made in Veneto perché sono convinto che questa Giunta avrà la capacità nel giro di qualche mese di esaminarli, di vederne le criticità, di vederne se si riscontrano elementi di revoca di concessione e di far sì che questo strumento, che è un strumento fondamentale per la promozione delle opere pubbliche nel Veneto, possa ritornare all'attenzione dell'Aula e possa dare ai veneti quelle opere di viabilità e di infrastrutture che l'economia veneta e i veneti tutti si meritano per continuare ad essere competitivi nel nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Calzavara.
Relazione di minoranza della Prima e Seconda Commissione consiliare.
"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
la proposta di legge n 15 di modifica delle leggi regionali in materia di lavori pubblici e infrastrutture stradali giunge dopo quindici anni di "ubriacatura" infrastrutturale, figlia di una programmazione abnorme nata nel lontano 2001 con il programma delle infrastrutture strategiche, rivisto a più riprese, fino al 2011. Una delle più pesanti eredità del governo Galan/Chisso/Zaia1, un elenco di 44 interventi, che comprende, oltre alle opere interessate direttamente dal progetto di legge in discussione, il SFMR, incompiuto e defunto, il passaggio dell'AV in Veneto, ancora al palo, la Valdastico Nord, di cui leggiamo sui giornali ma nulla viene riferito a questo Consiglio, ma pure la fantasiosa metropolitana lagunare di Venezia (377 milioni), e il nuovo palazzo del Cinema al Lido, (136,98 milioni), i collegamenti ferroviari degli aeroporti di Venezia e Verona, solo per fare qualche esempio. Incalcolabile il fabbisogno finanziario aggiornato di questo libro dei sogni, cui peraltro il Presidente Zaia fa ancora riferimento nella sua proposta programmatica. Dove trovare quindi i miliardi per una tale cuccagna? Ma certo, dai capitali privati, ed ecco quindi l'invenzione di quello che è stato chiamato il "project financing alla veneta". Solo per le sette opere a procedimento amministrativo già avviato, il fabbisogno di capitale privato ammonta a circa 7,2 miliardi di euro. Giova pure ricordare che in questi dieci anni da più parti si erano levate voci sull' insostenibilità di tale previsione, insostenibilità ambientale, finanziaria e giuridica.
Le premesse al disegno di legge prendono ora atto delle ultime due, vale a dire dell'insostenibilità finanziaria e di quella giuridica: una presa d'atto che arriva tardiva, dopo che la magistratura è intervenuta proprio su alcuni di quei 44 interventi. O laddove la leva finanziaria privata appare del tutto irrealistica. Tardiva ma comunque benvenuta, una presa d'atto che dovrebbe portare con sé anche una chiara volontà di rivedere profondamente quell'intesa del 2011, di riprendere in mano l'intera programmazione infrastrutturale del Veneto, registrare il quasi totale fallimento del disegno Galan/Chisso e Zaia1, e rovesciare le priorità: avanti tutta con le rotaie, indietro tutta con l'asfalto in project. E qui registriamo la prima insufficienza di questa proposta, non c'è traccia di questa volontà, per noi fondamentale, si affronta il tema dei project stradali come se fosse solo una questione tecnica: verifichiamo se tengono o no sotto il profilo finanziario e poi decidiamo il da farsi. Ma l'interesse pubblico nasce dalla corrispondenza del singolo intervento prima di tutto alla programmazione e quindi è proprio di quella che dobbiamo occuparci prioritariamente. La Giunta deve dirci se ritiene ancora utili, e quindi di interesse pubblico, la Valsugana, oppure il sistema delle tangenziali venete, o il passante Alpe Adria, solo per fare degli esempi. Perché noi sosteniamo che non sono utili, che l'interesse pubblico lì proprio non c'è, mentre sicuramente ci sono interessi privati, dei promotori quantomeno. Se decidiamo che non sono utili, non serve nemmeno fare tante valutazioni finanziarie. Non servono al Veneto, punto e basta. Non stanno in piedi perché sono figlie di una idea tutta autostradale della mobilità, evidentemente anacronistica e fuori da ogni indirizzo europeo. E visto che la competenza della programmazione è del Consiglio è chiaro che noi intendiamo esercitarla fino in fondo, e siamo disposti a prenderci la piena responsabilità di questo. Gli emendamenti che abbiamo presentato intendono proprio questo: entro tre mesi la Giunta presenti al consiglio una proposta di revisione della programmazione, tre mesi per discuterla e poi si vota in Consiglio. Sulla base di quella decisione la Giunta adotterà tutti gli atti conseguenti. Come facciamo a dire che un'opera non è più "rispondente al preponderante pubblico interesse o comunque non rispondente alle attuali esigenze della programmazione del sistema viario di interesse regionale" (art 4 comma 3 del progetto di legge), se non partiamo da un serio ripensamento proprio della programmazione della mobilità, se non facciamo una analisi dei flussi, de bacini di spostamento, dei poli di attrazione, se non ci tariamo sugli indirizzi europei, le priorità dei corridoi ecc.? Rivediamo la programmazione solo sulla base dei tassi di rendimento, o di remunerazione, dei capitali privati dei project?
Se invece si tenta di scaricare sul Consiglio la responsabilità di scelte che non sono state fatte dal Consiglio, ma sono tutte di competenza dell'esecutivo allora non ci stiamo. Non è stato il Consiglio a votare le dichiarazione di pubblico interesse di questi project stradali, nemmeno ha votato le delibere di aggiudicazione, o quelle di recepimento dei pareri dei comuni o della VIA. L'articolo 21 della legge 241/1990 e successive modificazioni e integrazioni, permette all'esecutivo di revocare per sopravvenuti motivi una valutazione dell'interesse pubblico originale. E non ha forse agito così la Giunta nel gennaio di quest'anno rispetto alla Via del Mare? Oppure non ha agito direttamente, senza chiedere nulla al Consiglio, salvo i soldi in bilancio, rispetto al contenzioso milionario per il fallimento del SFMR? Allora ci chiediamo perché mai il Consiglio dovrebbe "autorizzare la giunta", vedi art, 4 comma 1 del progetto di legge, ad avviare una revisione? La Giunta non ha nessun bisogno di "autorizzazioni" del Consiglio, non ne ha mai avuto bisogno in casi del genere. Può procedere a legislazione vigente in qualsiasi momento, a meno che non voglia coprirsi le spalle, o il c........ come direbbe probabilmente il fine Salvini, dalle conseguenze delle proprie azioni e dalle proprie precedenti decisioni. In particolare dalle conseguenze "erariali", uso un termine evocato dall'assessore De Berti in Commissione. Costa fermare i project, ma non sappiamo quanto. E non ci è stato detto in Commissione quanto costi, certo non bruscolini, quanto meno le spese di progettazione. Allora la Giunta ha bisogno di una "autorizzazione" a revisionare. Ma ci avete chiesto il parere prima di deliberare il pubblico interesse per la project-Valsugana da 1,023 miliardi di euro nel dicembre del 2011? Non mi risulta, se lo aveste fatto vi avremmo detto che per noi quel pubblico interesse non c'era, e non c'è. E ve lo dicevano i sindaci della valle, ve lo diceva la provincia autonoma di Trento, che continua a dirvelo. Ma ora, pur di accontentare la serenissima, e la sua proroga della concessione, vuoi vedere che anche il Presidente Zaia si convince che il pubblico interesse non c'è più?
La legge regionale n. 27 del 2003 è già stata corretta in modo che non si possa più verificare che i project-stradali e non solo stradali, possano essere avviati senza che il Consiglio ne prenda atto. Con le modifiche apportate nel 2014 a seguito dei lavori della commissione di inchiesta, il Consiglio si esprime sull'inserimento nell'elenco delle opere pubbliche di interventi da realizzare in project. Non solo al Consiglio devono essere trasmessi gli schemi di contratto, contenuti nello studio di fattibilità, in modo da evitare che si sostenga la "segretezza" di contratti relativi a opere di "pubblico interesse", una contraddizione in termini, come nel caso della Pedemontana Veneta, il cui contratto non è accessibile al Consiglio regionale, pure essendo un'opera inserita nella programmazione regionale.
Possiamo fare di questa proposta di legge qualcosa di meglio di un semplice para colpi per la Giunta, possiamo farla diventare l'avvio di una concreta revisione della programmazione sulla mobilità che metta sicuramente la Giunta nelle condizioni di revocare i project, un passo avanti nella trasparenza, che è premessa della legalità (bollino blu programma Zaia), un'occasione per introdurre in Veneto forme regolamentate di dibattito pubblico, di partecipazione delle comunità interessate, alla definizione delle opere (debat public, programma Zaia). E' questo il senso degli emendamenti presentati, frutto del confronto con i colleghi del M5S e dei gruppi che fanno riferimento ad Alessandra Moretti.";
La parola al consigliere Fracasso, correlatore.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Devo dire che l'intervento del Presidente Zaia ha parzialmente corretto il tiro rispetto alla relazione che accompagna la proposta di legge, nel senso che dalla relazione si evince che c'è l'intenzione di rivedere i project financing in quanto strumenti semplicemente. Invece nell'intervento il Presidente Zaia introduce degli elementi che noi riteniamo fondamentali, anzi riteniamo prioritari, che sono quelli della programmazione. E mi spiego.
Non è che tutto questo nasca perché la legge ha delle lacune; nasce principalmente perché in Veneto, e solo in Veneto a quanto mi risulta, negli ultimi 15 anni sono stati messi in campo un numero di progetti di finanza che non ha pari in nessun'altra Regione d'Italia. Questo elenco si trova in questo benedetto accordo del 2001, più volte rivisto fino al 2011, che contiene 44 interventi - dico 44 -, tra cui la Sublagunare veneziana e il Palazzo del Cinema, perché mi fa piacere ricordarlo. Le 7 opere di cui discutiamo da sole valgono più di 7 miliardi, con una leva finanziaria che è di uno a cento, cioè per un euro di contributo pubblico i privati, secondo questo piano, ne avrebbero messi cento, cioè un turbo project che non ha pari in nessun'altra Regione d'Italia.
Non è una questione legata ai difetti della legge, è una questione legata ai difetti della programmazione. Perché nel 2001 quando Galan si presenta a Roma e dice "per il Veneto vogliamo 44 opere" evidentemente qualcuno gli avrà detto "guarda che non ci sono i soldi pubblici per farne 44", "ma certo che no, perché li metteranno i privati!". È da qui che nasce la salsa veneta, mi spiego? È questa la salsa veneta. Che poi grazie a questa programmazione si siano generate questioni di tutt'altro genere, per cui anche in Commissione so il collega Berlato ha fatto riferimento - però solo di fantasia - a nomi e cognomi, cordate, etc., uno può considerarlo un effetto collaterale, ma è un effetto collaterale di una programmazione ipertrofica, assolutamente ipertrofica. Dentro lì ci sta la Valsugana, ma ci sta pure la Valdastico, ci sta anche il Servizio Ferroviario Metropolitano Regionale, rimasto al palo, ci stanno i collegamenti ferroviari dei due aeroporti del Veneto, mai visti, mai visti in 15 anni nemmeno credo i progetti.
Questo è il motivo per cui siamo in questa situazione oggi. Dal 2001 fino al 2011 almeno, Galan, Chisso, Zaia 1 - e mi fermo a Zaia 1 - hanno dato seguito con numerosi provvedimenti di Giunta a questa ipertrofica programmazione.
Si dice nel progetto di legge che le mutate condizioni macroeconomiche e gli intervenuti fatti giudiziari impongono una revisione. Noi diciamo: impongono prima di tutto una revisione della programmazione, che è il compito del Consiglio. Il compito del Consiglio è: la programmazione, la verifica e il controllo; non è dar seguito ad atti amministrativi di qualsiasi genere attuativi. Quando la Giunta interviene e sospende la Via del Mare non viene in Consiglio a chiedere permesso. No, non ci viene, lo fa perché la norma glielo permette. Quando la Giunta Zaia 1 approva la dichiarazione di pubblico interesse della Valsugana del 2011, non viene a chiedere l'autorizzazione in Consiglio.
Noi ci domandiamo perché per intervenire amministrativamente su questi procedimenti, la Giunta abbia bisogno come si scrive qui: il Consiglio autorizza la Giunta. Autorizza a cosa la Giunta? Il Consiglio fa la programmazione, rivede la programmazione, discute la programmazione; la Giunta non ha bisogno di nessuna autorizzazione per intervenire nei procedimenti amministrativi, tanto è vero che laddove ha voluto è intervenuta.
(Interruzione dall'Aula)
È così, è nei fatti, Presidente.
Come ha fatto a sospendere la Via del Mare senza autorizzazione del Consiglio?
(Interruzione dall'Aula)
Articolo 21 della 241/1990, permette all'esecutivo di revocare per sopravvenuti motivi una valutazione di interesse pubblico.
(Interruzione dall'Aula)
Ho detto che la legge permette alla Giunta di revocare la dichiarazione di interesse pubblico per sopravvenuti motivi che sono elencati.
Ho citato la legge! È previsto dalla 241/90.
Se questa legge, come ha detto il Presidente e abbiamo sentito, vuole intervenire in una revisione anche profonda della programmazione per quanto si tira in ballo il rapporto tra Valdastico e Valsugana stiamo parlando di programmazione. Ma negli ultimi cinque anni ci sono almeno tre mie interrogazioni che chiedono alla Giunta se era prioritaria l'una e l'altra, perché secondo me le due insieme sono e rimangono incompatibili, e mi è sempre stato risposto che andavano bene tutte e due.
E' così Presidente, perché non è che si può far finta che questi sette progetti siano qui per grazia ricevuta!
Se c'è una questione complicata di rapporti con il Trentino e o con il Governo per il rinnovo delle concessioni la capiamo, perché è indubbio, però stiamo parlando di programmazione e sulla programmazione non abbiamo intenzione di tirarci indietro. Anzi, di più, se il tema è la programmazione noi ci stiamo e il primo emendamento che facciamo a questo progetto di legge è proprio questo: diciamo che la Giunta presenta al Consiglio una revisione della programmazione, il Consiglio la discute, la vota entro tempi brevi e ragionevoli e sulla base di questi, poi, l'organo esecutivo può procedere alle azioni che riterrà opportune sulla base della legge così come è stata presentata.
Ma se invece il tentativo è un altro ed è, mi passi il termine, una legge parastinchi, perché quando lei dice, Presidente, che è più incisiva l'azione della Giunta se ha alle spalle il Consiglio, "se ha alle spalle il Consiglio" per fare cosa? Perché revocare certi procedimenti è oneroso come detto dall'assessore De Berti in Commissione, ci possono essere dei risvolti erariali? Ma questo non ci riguarda, non è una competenza del Consiglio. Ripeto, il Consiglio fa programmazione, verifica, non fa atti amministrativi né può revocare atti amministrativi.
Adesso vengo all'altra legge, la conosco molto bene quella legge perché sono stato controrelatore e quella legge dice un'altra cosa, dice che nel caso in cui nella programmazione la Giunta intenda inserire delle opere project financing.
(Interruzione dall'Aula)
Se stiamo sulla programmazione andiamo d'accordo, se stiamo agli atti amministrativi non andiamo d'accordo. La legge la conosco benissimo.
La programmazione spetta al Consiglio e se vuole le leggo anche l'articolo, quindi noi non decidiamo del project financing, dei suoi contenuti e né decidiamo se dargli corso con degli atti amministrativi e né decidiamo se revocarli. Con quella modifica abbiamo detto: se la Giunta intende realizzare delle opere in project financing previste dalla programmazione ne trasferisce lo studio di fattibilità, e non solo lo studio di fattibilità, al Consiglio. Perché, che cosa è successo sempre in questi 15 anni? Che alcuni project financing forse li sapeva la Giunta, perché sappiamo che ci sono stati dei casi in cui non c'è stato nemmeno un passaggio in Giunta per alcuni project financing. Quindi abbiamo ritenuto allora con la modifica della legge nel 2014 che fosse data la massima evidenza pubblica e la massima trasparenza alle decisioni che la Giunta prendeva per realizzare opere o infrastrutture o quel che sia in project financing.
Se questa è l'intenzione, ripeto, noi non ci stiamo, perché non abbiamo votato le dichiarazioni di pubblico interesse, non abbiamo votato le delibere che recepivano pareri dei comuni, della Commissione o di accordi e quindi non intendiamo intervenire in un campo che non è nostro e non ci riguarda. Le responsabilità esecutive stanno in capo alla Giunta, quelle di programmazione stanno in capo al Consiglio; se la Giunta intende rivedere la programmazione noi siamo disponibilissimi, ma non per fare altre operazioni.
Il contenuto dei nostri emendamenti va esattamente in questa direzione: noi siamo disponibili a votare perché la Giunta riveda la programmazione e quindi a discutere su quello che è il nostro compito programmatorio e sulla base di questo, poi, faccia quello che deve fare con gli atti conseguenti.
Non solo, se vogliamo che questa legge non sia una legge che serve a parare le spalle, ci aggiungiamo altri due elementi: uno, è di trasparenza e chiediamo con un emendamento che tutti i contratti e tutti i piani finanziari delle opere in project financing siano trasmessi al Consiglio. Oggi siamo in presenza di opere anche cantierate, realizzate con il project financing, che pesano o peseranno sul bilancio regionale i cui atti non sono accessibili non solo ai cittadini, ma nemmeno ai Consiglieri regionali, mi riferisco in particolare alla Pedemontana veneta. Questa mi pare una chiara contraddizione in termini, perché ne viene dichiarato il pubblico interesse, viene messo a carico l'onere sul bilancio regionale, ma i Consiglieri regionali e il Consiglio regionale non possono vedere quali sono i contenuti di questi contratti, né quali sono gli oneri finanziari e come sono regolati. Siccome proprio nel programma del Presidente c'era il bollino blu per le opere trasparenti, questo emendamento vuole far sì che finalmente si sollevi ogni velo e ogni opacità su queste opere.
Infine, ne approfittiamo per introdurre in Veneto, seppure limitatamente alle opere di infrastruttura stradale, quel processo di dibattito pubblico che - cito ancora dal programma del Presidente Zaia - è utilizzato in altri paesi europei. Quindi visto che facciamo un passo, vogliamo fare un passo decisivo che sia di trasparenza e di partecipazione, incarichiamo la Giunta con un emendamento di mettere a punto un primo regolamento per introdurre il dibattito pubblico sulle opere infrastrutturali venete. Mi pare che anche questo possa essere un miglioramento, come diceva il Presidente, in direzione di una legge, ripeto, che se ha l'intenzione di rivedere a fondo l'impostazione che il Veneto si è dato fino all'altro ieri sulla programmazione delle opere pubbliche, vedrà sicuramente la nostra partecipazione. Se si tratta di parare le spalle noi non siamo disponibili.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
Condivido perfettamente le affermazioni del Presidente Zaia quando dice che non è il caso di demonizzare lo strumento del project financing, né mai l'abbiamo fatto, né intendiamo farlo, perché lo strumento del project financing viene normalmente utilizzato in tutto il mondo.
Quando abbiamo fatto più volte riferimento al project financing alla veneta ci riferiamo ad una ipotesi di utilizzo distorto di uno strumento che, se usato bene, può dare effetti positivi e quindi non siamo tra coloro che vogliono demonizzare i project financing. Noi siamo tra coloro che vogliono sia fatta chiarezza sul modo in cui questo strumento è stato utilizzato negli ultimi anni. Questo lo chiediamo con grande forza, chiediamo con forza che si verifichi se lo strumento del project financing è uno strumento che può aver dato benefici di pubblica utilità o se sempre così è stato o meno; oppure se lo strumento del project financing male utilizzato può aver garantito arricchimenti spropositati ad alcuni soggetti privati, spesso gli stessi; perché più volte abbiamo detto con forza e determinazione che è opportuno che venga garantito rispetto per tutti i cittadini del Veneto e tutti gli imprenditori del Veneto.
Del resto qualcuno ricorderà che in tempi non sospetti ebbi modo di fare delle richieste chiare alla politica prima di doverle fare ad altri soggetti. Ho fatto delle domande per avere delle risposte, ho chiesto alla politica in tempi non sospetti: se era vero che negli ultimi 15 anni, stiamo parlando immediatamente dopo il 2009–2010, la stragrande maggioranza delle opere pubbliche in Veneto venivano progettate dai soliti studi di progettazione, due in particolare modo.
Chiedevo se era vero che la stragrande maggioranza delle opere pubbliche realizzate in Veneto negli ultimi 15 anni, erano state realizzate dalle solite imprese di costruzione, due o tre in particolare. Chiedevo se era vero che, per tacitare l'avversa posizione politica, la stragrande maggioranza degli appalti nel settore dei servizi nei luoghi pubblici, iniziando dalle pulizie, venivano affidati alle solite cooperative, due in particolare. Chiedevo anche se fosse vero che il sistema del servizio catering, partendo dagli ospedali, veniva assicurato sempre alle solite imprese, una in particolare. Dato che c'ero chiedevo anche se fosse possibile che un'unica compagnia di brokeraggio riuscisse ad accaparrarsi l'assicurazione in tutte le U.L.S.S. del Veneto. Cosa che dovrebbe essere stata in contrasto sia con la legge che l'antitrust. Facevo delle semplici domande.
A queste domande ho chiesto risposta prima alla politica e poi ho chiesto risposte a coloro che dovevano fare il loro mestiere. Io di mestiere non faccio né il Procuratore della Repubblica, né il Carabiniere, né il finanziere, il mio ruolo è un altro, ma chiedo a chi di mestiere di fare bene il proprio ruolo; sospettando che tra alcuni di coloro che dovevano garantire il controllo del rispetto delle normative ci fosse qualcuno che anziché rispondere alla legge rispondesse ad altre logiche.
Ad una parte di queste domande sono state date delle risposte ed è a queste risposte che fa riferimento una parte della relazione di questo progetto di legge, che fa riferimento ad eventi intercorsi negli ultimi periodi, in particolar modo nell'ultimo anno e mezzo, due anni.
Proprio perché partiamo dalla necessità di fare chiarezza, chiedo con forza in quest'Aula che non si discuta sulla bontà del project financing, ma che si chiarisca, che la Giunta attraverso i propri uffici ci dica in maniera molto chiara e inequivocabile come è stato utilizzato lo strumento del project financing. In particolar modo vogliamo sapere qual è il livello di remunerazione dei capitali investiti dai privati non per un'opera, ma per tutte le opere realizzate in project financing nella nostra Regione. Da lì emergerà che lo strumento del project in alcuni casi è stato utilizzato bene, in alcuni altri casi è stato utilizzato male, questo sarà elemento di chiarezza per tutti.
Chiediamo con forza di sapere qual è il tasso di interesse che viene pagato dalla Regione con i soldi di tutti i cittadini per quanto riguarda le rate dei project financing, che in alcuni esempi assolutamente di fantasia a cui faceva riferimento anche il consigliere Fracasso, già affrontati in Commissione, come l'ospedale di Sant'Orso, l'ospedale all'Angelo di Mestre, o una serie di altre realtà sempre di fantasia. Vogliamo capire perché sono richieste che ci arrivano dal territorio.
Giustamente, Presidente Zaia, lei ha fatto riferimento al fatto che molti di noi in campagna elettorale hanno discusso sull'opportunità di verificare il corretto utilizzo dello strumento del project financing, però la campagna elettorale è finita, adesso oltre che a parlarne è utile che agiamo. Perché l'uso distorto dei project financing non viene a ricadere sulle nostre teste unicamente, ma a ricadere sulle teste dei cittadini e delle imprese venete che sono chiamati a sostenere il costo che potrebbe, dalla verifica che si può fare, risultare esorbitante di questo strumento finanziario.
Se a queste richieste che ho avuto modo di fare in più occasioni non si vuol dare risposta, credo che sia un elemento di scarsa a trasparenza. Anch'io considero, Presidente Zaia, che chi va in giro a strumentalizzare l'iniziativa della maggioranza dicendo che qualcuno vuole sostituire gli amici di un personaggio con gli amici dell'altro, dica delle cose che sono molto gravi, ma sono strumentalizzazioni o tentativi di strumentalizzazione alle quali bisogna dare pronta risposta. Per dare pronta risposta bisogna usare trasparenza e chiarezza. Male non fare, paura non avere.
In base a questo, io non ho amici né prima, né durante e né dopo, anche se un amico di questa maggioranza ricordava che alcune decisioni sono state prese quando Sergio Berlato era in un'area politica e quindi complice di certe iniziative, voglio ricordare - come fatto prima - che pur appartenendo a un partito e un'area politica, ho avuto il coraggio di chiedere che venisse fatta chiarezza prima alla politica e poi agli organi inquirenti. E non perché ero componente di un partito e di una maggioranza ho avuto paura di chiedere che venisse fatta chiarezza, anche se sapevo perfettamente che c'era la possibilità che dall'esito di queste indagini potesse essere coinvolto qualcuno del mio partito, o qualcuno della mia maggioranza, ma anche qualcuno che, avendo il dovere di controllare da forza di opposizione, faceva finta di controllare perché vedeva una parte di torta ad esso garantita.
Siccome dobbiamo sbarazzarci dei fantasmi del passato e per farlo non bisogna semplicemente vedere rotolare qualche testa di qualche politico o di qualche controllore che non faceva il suo mestiere perché in libro paga del politico, dobbiamo tentare di tagliare i tentacoli che ancora adesso sono operanti nel territorio.
Io non scendo nel merito della programmazione cosa che ha fatto il consigliere Fracasso e altri esponenti dell'opposizione, ci sarà modo e tempo per fare in modo che il Consiglio, utilizzando una propria prerogativa, entri nel merito della programmazione perché questa è una sua competenza. Con questo progetto di legge stiamo parlando di un'altra cosa non tanto della programmazione, ma di rivedere alcuni dei procedimenti in corso non ancora perfezionati, che riguardano l'utilizzo del project financing.
La richiesta forte che faccio a quest'Aula e alla Giunta, dopo che avremo le informazioni richieste, riguardo il livello di remunerazione dei capitali investiti e il tasso di interesse pagato, perché mi riferisco al tasso di interesse pagato? Perché il Codice Penale fa esplicito riferimento, art. 644, ai casi in cui può essere ipotizzato non, come è stato erroneamente riportato da qualche giornale, "lo stato di usura" ma il reato di usura, che si configura nel momento in cui un soggetto pubblico o privato è chiamato a corrispondere alla controparte un tasso di interesse che va molto al di là rispetto a quello corrente. C'è un passaggio chiaro sui tassi medi di usura dal primo luglio al 30 settembre 2015, che dice "dal 14 maggio 2011, il tasso di usura si determina così: tasso medio per 1,25 più 4". Se gli interessi pagati, come confermato nella sua relazione introduttiva dal Presidente della Giunta, hanno superato le due cifre abbiamo tutto il merito e tutto il diritto di verificare se si è oltrepassato il tasso di usura.
Perché dico questo? Perché i contratti che sono stati stipulati tra i privati spesso sempre i soliti, la solita ATI, Associazione temporanea d'impresa, stipulati tra queste ATI e l'ente pubblico, sono fatti in modo tale da rendere presso che impossibile alla Regione di poter fare marcia indietro. E' difficile arrivare a consultare questi contratti, perché essendo contratti di diritto privato spesso il privato si oppone al fatto che questi contratti vengano resi di dominio pubblico. È il modo per trincerarsi dietro un paravento per non dare trasparenza ai contenuti di questi contratti.
Se si verificasse che si è superato il livello di usura, questa sarebbe l'argomentazione, sarebbe il grimaldello, sarebbe lo strumento che potrebbe permettere alla Regione di poter recedere e rimettere in discussione, nella peggiore delle ipotesi rinegoziare, tutti i contratti stipulati utilizzando lo strumento del project financing.
Questo permetterebbe alla Regione di liberare una quantità enorme di risorse finanziarie anziché essere utilizzate per pagare le rate dei project financing. Siamo arrivati al punto in cui se continuiamo di questa andatura, gran parte delle risorse pubbliche gestibili dalla Regione devono essere utilizzate unicamente per pagare le rate dei project financing, con interessi potenzialmente usurai. Ben presto la Regione non avrà i soldi per garantire i servizi indispensabili alla collettività.
Per evitare di arrivare a quel punto, chiediamo alla Giunta di reperire le informazioni, chiediamo alla Giunta un impegno politico forte in quest'Aula, per fare in modo che, al di là del merito di questo provvedimento, ci sia un impegno politico forte perché alla luce della documentazione acquisita si possa verificare se questo strumento è stato utilizzato sempre bene o se in alcuni casi è stato lo strumento per arricchire indebitamento qualche privato.
Questa è la richiesta forte che avanziamo per fare in modo che si capisca che affrontiamo la questione nel suo complesso, se la affrontiamo solamente a spizzichi e bocconi corriamo il rischio di perdere la rotta. Corriamo il rischio ancora di permettere che i tentacoli, che non fanno riferimento a quest'Aula ma fanno riferimento a altre realtà, apparentemente decapitate, ma questi tentacoli ancora continuano a operare sul territorio. Se così fosse, noi ci renderemmo, se non attenti e desiderosi di usare tutti gli strumenti a disposizione per fare chiarezza, in qualche modo complici di coloro ai quali fanno riferimento questi tentacoli.
Siccome non voglio complicità né di natura politica e tanto meno di natura diversa, per quello che mi riguarda e che ci riguarda, formalizzo come richiesta da parte mia in qualità di responsabile del mio Gruppo, ma anche da responsabile regionale del mio movimento politico, che ci sia questa posizione chiara, questo impegno formale da parte di quest'Aula e da parte della Giunta e in base a questo impegno, poi, assumeremo conseguenti determinazioni.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
La parola al consigliere Casali.

Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Ringrazio il Presidente Zaia.
In realtà è vero che siamo arrivati molto velocemente in Aula, e sicuramente le doti dei Presidenti di Commissione sono ampie sia dal punto di vista culturale che politico, ma la velocità è stata anche dettata dal fatto che in Commissione sono state formulate decine di domande alle quali non è stata data nessuna risposta.
Quindi se il buongiorno si vede dal mattino veramente partiamo molto male e basta vedere i verbali della Commissione che ha analizzato questo PDL per rendersi conto che le risposte sollevate da questo Consiglio regionale, e dai Commissari nello specifico, non hanno avuto un'adeguata risposta.
Lo stesso consigliere Berlato – se mi permette di citarlo, chiedo scusa, non è mia abitudine - mi pare nel suo intervento abbia chiesto proprio delle risposte oggi in limine, perché non ci sono state ed è per questo che noi come Gruppo siamo usciti e non abbiamo votato in Commissione. Cosa che, se le risposte non ci saranno, faremo anche quest'oggi.
Quindi la velocità credo che oggi e per questo PDL non sia un vanto ma semmai abbia creato un vulnus a danno di tutti i Consiglieri che con la massima disponibilità, con la massima attenzione hanno fatto delle domande che non erano minimamente strumentali. Se un project non è più attuale, non è più corretto o c'è qualcosa di peggio, siamo noi i primi che vogliamo buttarlo in laguna, con rispetto della laguna perché andiamo ad inquinarla, d'accordo?
Quindi mi pare che forse l'idea del consigliere Berlato di fare un passo indietro, ritrovare quel dialogo, avere quelle risposte che oggi non ci sono state fornite sarebbe qualcosa di sensato, di giusto ma soprattutto anche di rispettoso non tanto delle nostre persone, che oggi quando entrano in Aula si spogliano della loro individualità ma rappresentano il Veneto, ma per una forma di rispetto proprio dei cittadini veneti.
Per quanto riguarda quello che diceva il Presidente Zaia penso che qua siamo tutti d'accordo che pensare che questa proposta serva ad avvantaggiare qualcun altro, io qui mi associo, è un abominio politico. Chi lo dice è veramente fuori da ogni senno e lungi da noi fare riflessioni di questo genere. Quindi, per carità, fino a prova contraria siamo tutti gentiluomini e gentildonne qui quindi sicuramente chiuse queste argomentazioni e non credo che sia degno di essere in quest'Aula.
Quindi io credo che i temi sollevati dal consigliere Fracasso, dal consigliere Berlato e già evidenziati da altri Consiglieri in sede di Commissione siano temi seri ovviamente, siano temi che meritano una riflessione.
Vedo che si è accomodato qui il Vicepresidente del Consiglio Massimo Giorgetti, lo stesso in Commissione ha formulato delle domande e credo che anche a lui, io sono stato attento, le risposte doverose non siano state date.
Vogliamo procedere così? Volete che usciamo dall'Aula ogni volta che queste domande fatte per gli interessi dei veneti e dei cittadini e per la conoscenza di tutti i Consiglieri regionali non vengono date e noi dobbiamo uscire fuori. Volete ridurci a questo? Guardate che è un gioco pericoloso per voi maggioranza ma soprattutto per i cittadini veneti.
Qualcuno ci vuole dire se la Giunta oggi non ha la facoltà, non ha l'imperium, non è nel diritto di revocare o di rivedere un project? Qualcuno ce lo vuole dire? Qualche funzionario, qualche politico vuole mettere a verbale questa risposta? Perché noi la stiamo chiedendo da tutte le parti politiche, tutte le voci di maggioranza e minoranza hanno chiesto questa cosa.
All'articolo 4 del PDL che stiamo analizzando si dice che noi Consiglieri regionali andiamo ad autorizzare la Giunta regionale ed è scritto "ad avviare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore una specifica procedura di revisione". Ha bisogno di questa autorizzazione o è solamente un rafforzo politico, è un gentleman agreement? Qualcuno ce lo vuole dire se quando è stato revocato il project dell'Autostrada del mare ha fatto un abuso la Giunta? Ha fatto un abuso perché non c'era una legge e non poteva farlo? Ma come ha fatto allora! Qualcuno ce lo vuole dire?
Questo è un grido di dolore politico perché come è stato gestito l'accesso in Aula di questo PDL è un qualcosa che spero non si ripeta mai più, con tutto il rispetto ovviamente degli stimati Presidenti.
Oggi queste risposte non le abbiamo avute, ce le volete dare? Ci volete spiegare come tecnicamente e giuridicamente è stato revocato il project della Treviso-mare?
Ci volete dire se oggi la Giunta è monca e non può mettere becco – scusate il gergo - in un project di questa Regione?
Perché se è solamente, ripeto come diceva il consigliere Fracasso, un parastinco o qualcos'altro noi non ci stiamo, perché questo non è seriamente il lavoro che siamo chiamati a fare in quest'Aula.
Se la Giunta o gli Assessori non sono in grado o non vogliono prendersi le responsabilità che sono chiamati ad avere per il loro ruolo ci sono le dimissioni.
Io credo che sarebbe un silenzio assordante se nel giro di poco tempo, salvo un rinvio come mi pare che tra le righe il consigliere Berlato per approfondimenti sollecitava a quest'Aula, a questa domanda - non formulata solo da Stefano Casali, che probabilmente conta molto poco, ma da più illustri Colleghi - oggi non si da una risposta. Sarebbe l'ennesimo silenzio assordante su un progetto di legge che è nato veramente male per l'iter procedurale che l'ha portato qui.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Casali.
La parola al consigliere Andrea Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Il project financing alla veneta ha dimostrato in questi anni tutti i rischi che possono correre le casse pubbliche, la programmazione regionale delle infrastrutture, i cittadini oggetto di espropri non pagati, la tutela dell'ambiente e anche l'immagine della nostra Regione anche a livello mondiale.
A mio avviso questa è un'occasione mancata. Questo progetto di legge rappresenta una vera occasione mancata perché potevamo cogliere questa importante occasione di messa in discussione della normativa regionale sui project financing per inserire delle norme che rendessero queste opere in project financing meno rischiose.
Potevamo introdurre norme, proposte tra l'altro in sede di Commissione congiunta Prima e Seconda, per una maggior trasparenza ed evitare casi di secretazione di atti pubblici come la convenzione economica di uno di questi progetti. Mi sto riferendo alla superstrada Pedemontana veneta.
Bastava mettere nelle condizioni dei contratti, previsti appunto da questa norma, che chi sottoscrivere il contratto lo deve ritenere pubblicato anche se qualcuno sostiene che si parla di diritto privato, cosa che a mio avviso non è.
Potevamo definire un'opera in project financing in modo più dettagliato e migliore in modo da evitare che il concessionario in corso d'opera avanzasse modifiche del progetto tali naturalmente da aumentare anche i costi e l'aggravio sulle casse pubbliche.
Potevamo chiedere maggiori e solide garanzie economiche, il cosiddetto clousing finanziario, che garantisca che il concessionario abbia delle adeguate coperture finanziarie, cosa che purtroppo ultimamente non si sta verificando. Mi riferisco sempre alla superstrada Pedemontana veneta.
Potevamo ottenere conseguentemente che i concessionari di queste opere - faccio sempre l'esempio di questa superstrada - espropriati del loro bene e della loro azienda, venissero risarciti e non rimanessero senza risarcimento, come accade oggi che si ritrovano senza terreni, senza azienda e senza i soldi che gli spettano. Evidentemente anche qui potevamo precisare nelle norme un qualcosa a garanzia di questi cittadini.
Potevamo avere dei project financing che non sia solo il pubblico a rischiare e dove non si cancelli il rischio di impresa come purtroppo sta accadendo in alcuni casi.
Potevamo richiedere – l'avevo richiesto personalmente - di consultare importanti autorità del settore per avere dei pareri e dei suggerimenti autorevoli, utili ad evitare gli errori del passato, ad esempio l'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) di Raffaele Cantone, che molto si è occupata di project financing, o l'unità tecnica di finanza di progetto del CIPE.
Ricordo che per una di queste opere, nella fattispecie la superstrada Pedemontana veneta, sta attualmente indagando sia la Corte dei Conti nazionale che l'Autorità Anticorruzione e a breve potremo avere delle novità, delle notizie in merito.
Potevamo quindi fare, a mio avviso, una modifica di legge fatta bene, una revisione per il bene dei cittadini veneti per limitare rischi ed errori consultando le massime autorità del settore: nulla di tutto questo!
Vediamo se almeno alcuni degli emendamenti che abbiamo presentato come Partito Democratico e alcuni altri presentati dal Movimento 5 Stelle e dai centristi, saranno oggetto di valutazione positiva da parte di questo Consiglio.
L'assessore Elisa De Berti ci ha fornito un prospetto dei project, un semplice elenco che vede una dozzina di project financing per un totale, in particolare per 6 di questi, di ben 7 miliardi e 50 milioni di euro di impegno di finanziamento da parte dei privati. In questo elenco molto interessante però mancano i dati più importanti ovvero quelle che possono essere le criticità di ciascuna opera: se la Giunta ritiene se esiste o meno ancora il pubblico interesse dell'opera, se ci sono grossi problemi nel momento in cui si va a recedere? Tutto questo non c'è scritto.
Questi erano i dati molto importanti che avremmo voluto vedere anche perché dobbiamo ricordarci che quando andiamo a recedere su questi procedimenti poi dovremo pagare anche degli oneri.
Bisognava partire, a mio avviso, da un esame degli errori e dei problemi che ci sono stati negli ultimi anni sul project financing. Se non capiamo bene che cosa non è funzionato come possiamo capire come far funzionare questo meccanismo?
Perciò le informazioni fornite sono state del tutto insufficienti per poi capire esattamente come stanno le cose.
Poi c'è anche, ed è stato ricordato dal collega Fracasso, la questione della programmazione infrastrutturale: rivedere questi progetti significa anche rivedere la programmazione infrastrutturale.
Il progetto di legge consente alla Giunta di dire se c'è o non c'è la pubblica utilità e perciò se modifichiamo la pubblica utilità andiamo anche a modificare la programmazione.
La Giunta quindi doveva venire in Consiglio con la nuova programmazione delle opere e dire chiaramente il progetto che ha in mente per il Veneto del futuro.
Sicuramente l'attuale programmazione è superata e va modificata e la programmazione comunque resta competenza del Consiglio.
Sul tema della competenza e delle funzioni della Giunta regionale e dell'utilità di questa legge regionale devo sicuramente dire qualcosa anch'io.
In Commissione abbiamo chiesto più volte quali sono le azioni che la Giunta in materia di project financing può o non può fare e per quali necessità modifica la legge. La Giunta ripara ai propri errori, vista la continuità con la Giunta precedente, con gli stessi strumenti che li ha causati, questo deve fare.
In sostanza la domanda è questa: perché fare una legge per dare poteri alla Giunta che ha già? Perché questi poteri li ha già.
La prova arriva proprio da questo quadro riepilogativo che ci ha fornito l'assessore Elisa De Berti in Seconda e Prima Commissione dal quale emerge quello che già sapevamo.
Ad esempio per quanto l'opera che riguarda la via del mare, che è già stata citata. Questa è stata sospesa con una delibera di Giunta regionale, la n. 89 del 27 gennaio 2015, quindi competenza della Giunta. Dallo stesso prospetto si rileva che ogni opera di dichiarazione di pubblico interesse è stata fatta sempre con delibera di Giunta, perciò la Giunta può procedere a tutte le revisioni o screening – come sono state definite in Commissione – che dir si voglia senza la necessità di questa norma che andiamo a discutere.
E il parere dell'Avvocatura chiesto da più parti cosa dice?
Oggi 4 agosto è arrivato questo parere, ci ha risposto e che cosa dice questo parere? "Il progetto di legge – dice tra le diverse cose questo parere – non ha in fatto alcun carattere provvedimentale e si riassume sostanzialmente in una norma attributiva di un potere. Tale fenomenologia peraltro è già riconosciuta in via generale all'Amministrazione sotto forma di potere di revoca dei provvedimenti amministrativi ai sensi dell'articolo 21 della norma in essere", pertanto abbiamo anche la conferma dall'Avvocatura.
Ma anche il Servizio Affari giuridici del Consiglio regionale ce lo aveva già detto con la scheda "inquadramento normativo" e cosa aveva detto? "Al riguardo si rileva infatti, con specifico riferimento alle previsioni del progetto di legge in esame, come l'Amministrazione sia comunque titolare del potere riconosciuto in via generale dall'articolo 21-quinquies della legge 241/1990: di revocare, per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di una nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, un proprio precedente provvedimento amministrativo".
Quindi abbiamo una conferma sull'altra che quello che la Giunta vuole fare con questa legge lo poteva fare autonomamente con i poteri che già ha datigli dalle norme attualmente in vigore.
Le scelte passate in tema di project non sono mai state decise dal Consiglio, come ricordava il Collega prima, perché ora lo si vuole investire di ciò? Perché ora il Consiglio si dovrebbe assumere delle responsabilità di intervenire su procedimenti che non ha seguito prima? La Giunta informi costantemente in maniera dettagliata il Consiglio ma si assuma le proprie responsabilità.
E le modifiche che si andranno a fare non vanno a sconfinare in ciò che si chiama danno erariale? Con questa legge mettiamo nero su bianco che dobbiamo riconoscere degli indennizzi per opere naturalmente mai fatte. Questo viene detto all'articolo 4, comma 5, dove si dice: "Agli oneri connessi alla copertura di eventuali indennizzi da riconoscere, in applicazione dell'articolo 21 della 241, per le ipotesi di revoca di procedimenti di finanza di progetto, ai sensi dei precedenti commi 3 e 4, si fa fronte con apposito stanziamento".
Sembra un progetto di legge per togliere le castagne dal fuoco alla Giunta.
I privati si vedranno bloccare degli affari già avviati.
Un altro punto: in premessa si legge che è una legge eccezionale e si motiva la norma per "mutate condizioni macroeconomiche e per le vicende giudiziarie recenti", quindi perché limitare l'intervento alle sole opere viarie e non estendere alla revisione per il comparto della sanità?
Considerare le ingenti risorse che i project della sanità ci stanno costando, sarebbe veramente opportuno andare a vedere che cosa sta accadendo anche per quei project e fare lo screening anche per quelli.
Forse le condizioni macroeconomiche non sono cambiate per la sanità? Forse la Magistratura non può interessarsi agli ospedali in project financing come ha fatto per le opere viarie?
Perché non parlare di tutti i project?
Spero che la stampa non cada nel tranello di chi vuol far credere che questa è la legge che mette fine al project financing alla veneta dato che i project della sanità resteranno immuni da questa norma.
Comunque, ricordando anche l'ultimo intervento, credo che la fretta usata per arrivare a questa approvazione sia anche, come dire, un po' sospetta. Qualcuno ha detto, cari Colleghi, "la fretta è del diavolo, la lentezza è di Dio".
Quindi a che cosa serve veramente questa norma? Qual è la sua ratio? Lo screening puntuale di tutte le opere in project financing lo potevamo fare benissimo senza una nuova norma.
La copertura finanziaria per i contenziosi? In caso di chiusura anticipata di un provvedimento potrà esserci da parte del privato la pretesa di risarcimenti.
La legge dice: prendiamo i soldi dal capitolo "viabilità provinciale e comunale", le schede ricognitive "note ricognitive degli impatti finanziari" – che sono state fornite sempre dal Consiglio – dicono "Per quanto concerne il comma 5 articolo 4 allo stato non sono disponibili informazioni per comprendere se il pagamento di indennizzi sia un'eventualità remota o probabile né quale possa essere il loro ipotetico ammontare. Va detto che alla copertura dell'apposito stanziamento prospettato dal comma si provvederebbe a valere sulla dotazione di un capitolo" e questo capitolo è formato da seguenti altri due capitoli: il 45902 che parla di "esecuzione, manutenzione e gestione delle reti stradali"; l'altro "contributo in conto esecutivo a favore di Veneto Strade SpA per la manutenzione ordinaria e il mantenimento in efficienza della rete viaria".
Tradotto vuol dire che noi andiamo a risarcire i privati con dei soldi che servono alle manutenzioni stradali, quindi anche questo credo sia un punto non tanto da stare allegri.
A quanto ammonta questo stanziamento?
La tabella non mette delle previsioni, in caso di revoca, opera per opera?
Dobbiamo dire ai cittadini veneti come stanno le cose: per pagare gli errori commessi nel passato al posto di riparare le buche delle strade daremo i loro soldi ai colossi delle associazioni temporanee di impresa.
Anche il Servizio Affari giuridici e amministrativi dice la stessa cosa: "In relazione infine alla necessità di copertura finanziaria del progetto di legge, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, si rileva: l'indeterminatezza della quantificazione degli oneri nelle ipotesi in cui la Regione dovesse adottare, ai sensi dell'articolo 21 della 241/90, la revoca di provvedimenti amministrativi".
Quindi questo veramente lo considero un punto interrogativo che dovrebbe preoccupare, anche perché è la stessa norma che dice che dovremmo sapere l'importo.
In conclusione, va bene sicuramente stoppare i nastri d'asfalto e dirottare i soldi dei cittadini veneti per fare opere per fronteggiare il dissesto idrogeologico, però i punti interrogativi su questo progetto di legge sono troppi. Abbiamo troppe domande senza risposta!
Altro che tagliando, Presidente Zaia, questa è una legge che a mio avviso serve per fare propaganda e per creare un paravento di 10 anni di errori della Giunta.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.
La parola al consigliere Giorgetti.

Massimo GIORGETTI (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
Volevo partire da questo progetto di legge per fare alcune riflessioni sul metodo, perché questo credo sia il primo progetto di legge che comincia a mettere un po' di contenuti pesanti rispetto, come diceva prima il Presidente Zaia, a quello che tutti in campagna elettorale o per un verso o per l'altro, hanno sottolineato, hanno in qualche modo evidenziato come uno dei temi da affrontare.
Quindi, come diceva prima anche il collega Casali, la lettura di questo provvedimento, come tanti altri fatti da questa Regione, va dato anche non solamente da Avvocato, collega Casali, ma anche dal punto di vista politico. In questo Consiglio, tante mozioni sono rimaste assolutamente inapplicabili, cioè mozioni che dicevano "non autorizzate quella tal cosa, non bloccate tutti i piani in attesa che", sapendo - il collega Bassi era Presidente di una Commissione, lo ricorderà - che era assolutamente impossibile realizzare quegli inviti.
La Giunta, ovviamente, teneva conto nel limite e nel rispetto della norma di quelle che erano le indicazioni del Consiglio. Nel momento in cui ad esempio dice venga vietato da domani ogni nuovo pannello fotovoltaico anche delle autorizzazioni già corso, è evidente che era una proposta inapplicabile, era però un indirizzo politico e la Giunta, il Consiglio, in qualche modo si facevano carico di realizzare quell'obiettivo.
Ho ben chiara anche la distinzione tra quello che deve fare la Giunta e quelle che sono o dovrebbero essere gli indirizzi del Consiglio. Credo che soprattutto partendo da questo provvedimento dobbiamo stabilire il metodo.
Questa legge sostanzialmente cosa dice? Il Consiglio regionale dice alla Giunta: Giunta, c'è un problema, per favore, te lo chiedo, controlla ancor meglio quello che è stato fatto fino ad oggi. È nei tuoi compiti, sicuramente, ma se il Consiglio vuole ad un certo punto dare anche degli indirizzi precisi credo che sia assolutamente padrone, anzi, è doveroso che lo possa fare.
È la Giunta che nella sua autonomia e capacità di analisi con i propri uffici, con i propri tecnici, con i propri uffici legislativi e quant'altro, farà tutti gli atti. Per esempio sono assolutamente contrario e secondo me il collega Fracasso è andato un po' in contraddizione in quello che diceva: noi facciamo la programmazione, loro facciano gli atti, non c'è dubbio. In questa legge si dice "cara Giunta, fai tutte le verifiche", dopodiché - e su questo concordo, ma ne ho parlato già con il Presidente della Commissione, credo che ci sia la massima della disponibilità e comunque il mio invito è questo - il punto di caduta di tutte queste analisi, etc., deve essere quello di dire: caro Consiglio a fronte di questo e questo fatto, modifichiamo la programmazione.
Perché, consigliere Zanoni, non è vero che il Consiglio non sapeva nulla dei project financing, perché un project financing sta in piedi solo se, a norma di legge, se fa parte della programmazione di questa Regione e il Piano triennale delle opere pubbliche e tutti i piani di settore li ha approvato il Consiglio. Il privato poteva fare da proponente, ma la proposta di project financing doveva essere recepita negli strumenti di pianificazione e di programmazione del Consiglio regionale. Quindi quando si dice "ha deciso tutto la Giunta", la Giunta ha deciso a fronte di una programmazione che gli permetteva di farlo. Se non è stato fatto così è stato fatto in violazione alle norme, ma non ho motivo per pensare, almeno in questo caso, che sia così.
Quindi, benissimo la proposta del Presidente Zaia. Tra l'altro in Commissione ho visto che è stata aggiustata anche rispetto a alcune indicazioni che erano state fatte. Secondo me l'elemento che ancora va chiarito, è scritto in maniera un po' poco chiara mi pare al comma 3, che dice alla fine "nel caso in cui l'esito della procedura di revisione la Giunta ritenga la realizzazione dell'opera non più rispondente, la Regione provvederà all'adozione di strumenti". Diciamo che la conclusione è: proposta di modifica della programmazione. Servono 150 milioni di euro - cito quello che ho visto nella prima proposta di legge - per realizzare alcune opere che sono ancora utili i cui project financing hanno un senso, in cui rispetto alla programmazione vogliamo sostituirci in parte anche a gestori privati. Servono tot denari perché ci sono o c'è la probabilità di aprire dei contenziosi o semplicemente anche dei concordati con l'azienda. Il lavoro che noi affidiamo alla Giunta è pesante, perché presuppongo che una serie di project financing che non stanno più in piedi siano anche un problema delle aziende che non sono più in grado di avere la copertura finanziaria. Ci sono delle fideiussioni, ci sono delle garanzie, quindi non è che per forza ogni esame che facciamo finirà dicendo: è la Regione che vuole recedere. Secondo me sarà anche molto probabile che in un colloquio, in un confronto, ci siano anche molti proponenti che diranno: mettiamoci d'accordo, sono io per primo che non ho più interesse a farlo. È successo a Verona proprio per le mutate condizioni economiche finanziarie, bancabilità delle opere.
Ma questo è tutto il tema che fa la Giunta. Guai, mi riferisco anche a qualche altro emendamento, che il Consiglio o la Commissione consiliare cominciasse a dire: ho bisogno di consulenti per valutare il piano economico finanziario di un'opera! Non è più finita. Credo che nessuno di noi abbia nemmeno strutturalmente la possibilità di poter fare approfondimenti di questo genere. La Giunta li faccia e poi li comunicherà dicendo: non si fa più la Valdastico, non si fa più la Valsugana, confermiamo perché ci sono le condizioni tecniche e economiche la Nogara Mare. Questo potrebbe comportare rispetto ai contratti e al bando di gara degli oneri troppo pesanti per gli anni futuri per la Regione per cui conviene recedere. Questi sono i temi. Ce lo dirà la Giunta. La Giunta, come diceva il collega Casali, firma e si assume la propria responsabilità e ci mancherebbe altro! Però il Consiglio ha il dovere, acquisiti i dati, di dire: bene, cambiamo la nostra programmazione, alcune opere non servono più, altre servono. Non vuol dire tagliare solo quello che è stato messo in piedi, in una modifica della programmazione vuole anche dire vedere se ci sono delle altre esigenze che nel passato non sono state affrontate con gli strumenti giusti.
Alla fine di tutto questo mandato che noi diamo alla Giunta la ricaduta è la modifica della programmazione. Questa non può che farla il Consiglio, non può essere un atto automatico delegato a una un delibera di Giunta. Credo che neanche alla Giunta interessi fare da sola una modifica della programmazione senza ritornare qua.
Quindi, non ho dubbi sulla distinzione dei ruoli, non ho dubbi che questo sia un atto politico importantissimo che va oltre a chi fa la legge, la poteva fare la Giunta. L'abbiamo detto tutti che questo è uno dei temi centrali del prossimo Veneto, dei prossimi 5 anni, anche per mantenere in vita lo strumento del project financing, questo lo aggiungo io. E' vero che è possibile che ci sia stato un abuso dell'utilizzo dello strumento, abusi di altri tipi li decide la magistratura e li verifica la magistratura, ma è anche vero che come hanno detto tutti lo strumento di per sé ha un senso, ha un significato, può essere utilizzato. Andare a ripercorrere e a rivisitare quello che oggi c'è in corsa, serve anche a dare più credibilità e autorevolezza a noi tutti, Consiglio compreso che fa programmazione, quando decideremo di usare in futuro questo strumento. Anche questo sta scritto nel programma del Presidente Zaia, non sta scritto solo rivediamo e chiudiamo; anzi, dice che soprattutto nelle piccole opere, se ben ricordo, noi dobbiamo dare supporto alle stazioni appaltanti che non sono in grado di sole, anche per altre tipologie di project financing, di resistere alla competizione con un primato forte. Penso a tutti i temi della gestione del calore, a tutti i temi della gestione dell'energia, in cui ci sono dei gestori che si propongono, di fatto sono delle concessioni, qualcosa di molto simile ai project financing, e dall'altra parte c'è qualcuno che in realtà è debole per poter gestire un contratto di questo tipo. Giustamente, il Presidente Zaia nel programma ha detto: la Regione deve supportare, aiutare e dare consulenza e assistenza a chi vuole intraprendere questa strada.
Quindi ottimo il lavoro fatto dalla Commissione purtroppo abbiamo una pausa estiva in mezzo, se no credo che sarebbe costato poco stare una settimana in più in Commissione. Quindi credo che oggi ci siano tutte le condizioni per votare una buona legge negli obiettivi, nella pratica e ridarci poi appuntamento quando dovremo cambiare il nostro piano triennale delle opere pubbliche, il nostro piano triennale della viabilità e anche gli accordi con il Governo. C'è un'altra partita, tutta una serie di interventi non hanno ancora il parere del CIPE. Tutta una serie di accordi fatti con ANAS e Governo ancora qualche anno fa che comprendevano queste opere, nel momento in cui il Consiglio regionale chiede di modificare la programmazione entrano anche questi. A me interessa molto di più, più che valutare il singolo project financing, come Consigliere regionale entrare nel merito della programmazione generale e anche di questi accordi. Questo mi interessa.
Poi, ripeto, massima fiducia al lavoro che può fare la Giunta.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Bruno PIGOZZO

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Giorgetti.
La parola al consigliere Silvia Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Inizio citando una frase detta dal consigliere Zanoni: la fretta è del diavolo. Noi non abbiamo la fretta del diavolo, semplicemente vogliamo essere operativi da subito. Per questo abbiamo presentato un bel pacchetto di progetti di legge, come primo firmatario il Presidente Zaia e i due Capigruppo Finco e Rizzotto e abbiamo iniziato da subito a portare avanti quelli che ci parevano più urgenti, ma anche più semplici perché avevano l'obiettivo di dare un indirizzo chiaro alla Giunta per renderla subito operativa anche su questo argomento.
Consigliere Berlato, penso che la chiarezza e la trasparenza la vogliamo tutti in questo Consiglio, però dobbiamo considerare di quali progetti stiamo parlando. Il Presidente Zaia l'ha detto all'inizio e l'ha spiegato bene, sono quei progetti nell'ambito della viabilità e delle infrastrutture dove non sono ancora state stipulate le convenzioni per la concessione. Ha citato circa 6, 7 progetti, una decina.
Secondo elemento. Il tempo è passato, la situazione è cambiata, il quadro economico e sociale è cambiato, quindi la necessità, l'importanza di fare il punto della situazione su questi progetti e rivederli sotto l'aspetto della sostenibilità finanziaria e l'attualità del pubblico interesse. E su questo credo che siamo tutti d'accordo.
Poi, possiamo non essere d'accordo sul fatto di inserire già in questa fase, con questo progetto di legge, una discussione ancora più ampia che prenda in considerazione anche altre tematiche, come quelle citate dal consigliere Zanoni, oppure di prendere in considerazione - che non c'entrano nulla con quello che è questo progetto - quelle che sono già convenzionate e che sono già attuate.
Perché fare un progetto di legge del genere, se la Giunta ha bisogno di questo provvedimento? Il Consiglio, l'ha detto benissimo il consigliere Giorgetti poco fa, fa atti di indirizzo e questo lo è e noi non vogliamo sottrarci a questo ruolo che è il nostro ruolo. Quindi chiediamo alla Giunta di verificare, ad anni di distanza, l'interesse pubblico e le condizioni economiche e finanziarie se sono mutate rispetto a quando avevano iniziato quell'iter in cui hanno fatto la prima valutazione. Sinceramente il quesito che ha posto il consigliere Casali anche con un grido di dolore politico, come ha detto lui, perché non ha avuto questa risposta se la Giunta poteva farlo o non farlo di sua iniziativa, non cambia la sostanza del fatto: noi siamo il Consiglio regionale e vogliamo dare un atto di indirizzo chiaro alla Giunta.
Lo può già fare? Benissimo, ma noi diamo un indirizzo chiaro e questo vogliamo fare con questo provvedimento. Poi la Giunta, come ha detto benissimo il consigliere Giorgetti, trarrà le sue valutazioni. Non vogliamo certo mescolare un compito di indirizzo che è quello del Consiglio da un compito gestionale che è quello della Giunta.
Consigliere Zanoni, comprendo diverse delle osservazioni che ha fatto, ma avere già adesso delle risposte sugli esiti di una valutazione che chiediamo oggi di fare sinceramente penso sia impensabile: quanto costerà? Quanto è l'indennizzo? Quanti soldi servono per quello e per quello? Si vogliono risposte su un iter che stiamo chiedendo di avviare ora, di rivedere questi progetti.
Come giustamente ha detto il consigliere Zanoni, la programmazione la fa il Consiglio, però in Aula ci illustreranno gli esiti delle loro valutazioni, ma non può chiedere che già oggi ci diano risposte su questo, va proprio contro a quello che stiamo chiedendo con questo provvedimento: avviare una fase di rivisitazione.
Sul parere dell'Avvocatura, forse, consigliere Zanoni, lei si è dimenticato di girare la pagina, perché ha citato l'ultimo pezzettino, ma subito dopo si diceva che "le disposizioni in parole si pongono nell'alveo dell'ordinario esercizio dell'indirizzo politico amministrativo esercitato mediante legge. Le disposizioni contenute nella legge, peraltro, esprimono atto di indirizzo, che potrebbe essere anche considerato come necessitato se si considera che impartiscono dei criteri a verifica di un interesse pubblico ad anni di distanza e a condizioni economico finanziarie mutate rispetto al momento originario nel quale fu fatta la prima valutazione; che, in quanto rientrante a pieno diritto nelle attribuzioni del Consiglio regionale, non pare possano porsi quale fonte di responsabilità per i Consiglieri regionali votanti il disegno di legge". Quindi non mi pare ci siano particolare dubbi dell'Avvocatura in questo parere, anzi, esprime a maggior ragione il fatto che noi abbiamo il nostro ruolo di indirizzo e lo vogliamo esercitare.
Come detto, non vogliamo mescolarci certo a un ruolo gestionale, esercitiamo il nostro. Noi siamo fortemente convinti di portare avanti subito questo progetto di legge e valuteremo anche i vari emendamenti, purché siano chiaramente non nell'ottica di allungare i tempi per questa valutazione e che non vadano a mescolare i ruoli che sono chiarissimi tra Giunta e Consiglio. In questo senso noi appoggiamo come Lista Zaia questo progetto di legge. Grazie.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Silvia Rizzotto.
La parola al consigliere Berti.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Io volevo partire confermando che, è vero, qua nessuno si è inventato il project.
Il project financing nasce addirittura nel 1299 in Inghilterra. Sono stati gli inglesi a ricevere una prima forma di finanziamento dai privati per un miniera, ma noi in Veneto non lo scopriamo certo oggi. Infatti il Prato della Valle è la prima opera in Veneto realizzata in project financing: infatti tutte le statue intorno al Prato venivano vendute, erano realizzate in project per l'appunto, 135-150 zecchini e ogni singolo cittadino poteva così contribuire alla realizzazione di un'opera, che alla fine è stata un'opera di bonifica. Di questo si è trattato. Una zona paludosa della città che viene salvata grazie al contributo immediato dei cittadini.
Quindi mi rendo conto che qui nessuno sta scoprendo l'acqua calda ma, anzi, stiamo parlando di una cosa che è vecchia e appartiene in un certo senso anche alla nostra cultura, ma questo non vuol dire che sia priva di problemi.
Noi l'abbiamo sempre detto: siamo estremamente contrari a questo tipo di project financing per come li abbiamo visti in questi anni. Non devono essere le ristrettezze economiche degli Enti locali o i tagli operati dal Patto di stabilità la scusa per spingere le Istituzioni all'interno delle braccia di una finanza, una finanza creativa e molto spesso purtroppo anche dai tratti pirateschi.
Noi ci siamo trovati molte volte purtroppo a dover fronteggiare dei problemi sia del territorio che poi però si riversano nelle tasche dei cittadini. Oggi sento addirittura parlare di Pedemontana bond, 1 miliardo e mezzo di Pedemontana bond sponsorizzati da J.P. Morgan, una banca americana, per un progetto di un valore – che sia di 2 miliardi di euro - 1 miliardo e mezzo pare verrà finanziato da una banca americana che viene a vendere un prodotto finanziario, non so con che rating. A mio modo di vedere è spazzatura e molto facilmente verrà ritrovato all'interno di polizze vendute, lo sappiamo purtroppo come funzionano questi meccanismi, all'interno di quelle che sono le quote per pensionati o per clienti poco attenti.
Io penso che una cosa fondamentale sia garantire un'adeguata copertura di cassa a quella che è un'opera del genere e sia impensabile affidarsi a questi che si sono rivelati in lungo e in largo essere solamente elementi di speculazione ed elementi di danno per quelle che sono le tasche dei cittadini prima di tutto.
Purtroppo l'esperienza con i project non è estremamente felice. Nel 2010 parlando dell'Ospedale dell'Angelo l'allora Governatore Galan teorizzava, che "l'alterativa non è fare un Ospedale con soldi pubblici o con soldi privati, perché la prima possibilità non è data. Se non ci fossero stati dati capitali privati a Mestre non ci sarebbe un nuovo ospedale". Commovente, direi bellissimo!
Il problema è che poi sono stati fatti quei conti e Mariano Maugeri, che non è propriamente un grillino ma è un noto giornalista di Il Sole 24 Ore, è andato a fare i conti e ha visto che la struttura dell'ospedale è andata a costare 140 milioni di euro di cui 20 del costruttore e 120 come vediamo, erogati dalle banche che poi si sono andate a rifare. Infatti la Regione, ha restituito sia il capitale interamente, inoltre ha restituito 280 milioni di euro di interessi e per 24 anni di forniture andrà a pagare 1 miliardo e 2 a queste società.
Noi siamo qua perché queste cose non si ripetano mai più e io, sono sincero, riesco a cogliere la buona volontà e la volontà della maggioranza e della Giunta nel proporre e nell'evitare che si ripetano questi fatti, però noi siamo qua prima di tutto, come ho detto fin dall'inizio, per alzare l'asticella.
Noi siamo andati a vedere, ringrazio il lavoro incredibile che è stato fatto dai miei colleghi - e siamo andati ad apportare quelli che sono elementi migliorativi a nostro modo di vedere fondamentali, perché sia sostenibile e sia possibile approvare una proposta di legge del genere. Infatti siamo ben disposti alla trattativa per il bene dei veneti e vogliamo discutere e discuteremo gli emendamenti che verranno proposti più tardi dai miei colleghi 5 Stelle.
In caso di convergenza noi siamo anche disposti a dare un voto favorevole a questa proposta di legge ma al contrario, ci sarà una chiusura totale o parziale, comunque nei confronti di quelli che noi riteniamo siano degli elementi fondamentali per l'approvazione di questa proposta di legge, risponderemo solo e unicamente con un secco no. Grazie mille.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berti.
Il relatore vuole precisare e replicare a qualche intervento?
La parola al consigliere Francesco Calzavara.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Ringrazio naturalmente tutti i Colleghi che hanno contribuito ulteriormente ad affrontare questo tema così sentito.
Credo che alcune risposte, forse le più appropriate, le abbiamo avute dal Vicepresidente Giorgetti che nella sua veste di Assessore prima e Consigliere adesso ha chiaramente detto le competenze del Consiglio e della Giunta evitando quelle che sono state molte discussioni in Commissione circa la responsabilità in particolar modo patrimoniale da parte dei Consiglieri.
Mi dispiace che il collega Zanoni della Seconda Commissione abbia utilizzato il parere dell'Avvocatura, che è stato fatto per dare risposte che sono state chieste ad esempio dal collega Casali circa la responsabilità amministrativa. L'Avvocatura dice chiaramente che non c'è responsabilità dal punto di vista contabile-amministrativo da parte dei Consiglieri e poi si usa una parte di quel parere per dire che la Giunta potrebbe in ogni caso farlo.
Questo, come ha detto la Capogruppo Rizzotto, è chiaramente una volontà di questa maggioranza di dare un'accelerazione rispetto ad alcuni processi e in particolar modo quello di chiarezza e trasparenza dei project financing. Quindi noi stiamo cercando di elaborare un paio di emendamenti che diano e recepiscono alcune delle sollecitazioni che sono venute da questa discussione e nel giro di qualche minuto saremo in grado di produrli.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Calzavara.
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli D'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
C'è l'intenzione di depositare un ordine del giorno da sottoporre poi alla valutazione dell'Aula. Volevo preannunciare questo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Invece io chiedo cinque minuti perché si riunisca l'Ufficio di Presidenza delle due Commissioni perché ho depositato un altro emendamento. So che i Colleghi avevano intenzione di depositarne altri e quindi che venisse espresso il parere.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
L'emendamento del correlatore è stato depositato.
A me risulta che le due Commissioni hanno già espletato e verificato anche nel senso dell'accoglibilità sugli emendamenti depositati.
Chiedo agli Uffici: quando riusciamo a consegnare l'emendamento depositato?
È sull'articolo n. 4 quindi si può anche procedere con l'attività degli altri emendamenti.
La parola al consigliere Finozzi.

Marino FINOZZI (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Chiedo cinque o al massimo dieci minuti di tempo di sospensione per fare un po' il quadro della situazione e presentare due emendamenti che siano magari condivisi non solo dalla maggioranza ma anche dall'opposizione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finozzi.
Bene, allora riprendiamo alle 16.30.
Nel frattempo gli Uffici di Presidenza della Prima e Seconda Commissione si riuniscono per riordinare le idee e gli emendamenti.
La Seduta è sospesa alle ore 16.19
La Seduta riprende alle ore 16.38

PRESIDENTE

Riprendiamo la Seduta.
È stato depositato dal correlatore l'emendamento n. A0017; diamo dieci minuti di tempo per presentare eventuali subemendamenti.
La Seduta riprende alle ore 16.45.
La Seduta è sospesa alle ore 16.38
La Seduta riprende alle ore 16.55

PRESIDENTE

Riprendiamo la Seduta.
È stato distribuito un fascicolo con gli emendamenti in ordine di come verranno affrontati.
Articolo 1.
Emendamento n. A0001 presentato dai consiglieri Scarabel, Berti, Baldin, Bartelle e Brusco, che prevede:
l'articolo 1, comma 01, è così modificato:
all'articolo 1, prima del comma 1, è inserito il seguente:
"01. Al comma 5 dell'articolo 44 della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 è aggiunto in fine il seguente periodo 'Il bando è definito al fine di assicurare adeguati livelli di bancabilità dell'opera, anche in conformità alle previsioni di cui ai commi 3-bis, 3-ter e 3-quater dell'articolo 144 del decreto legislativo n. 163 del 2005".
Il primo emendamento è dei consiglieri Scarabel, Berti etc. sull'articolo 1, comma 1, intendete illustrarlo? Mi pare di no.
Passiamo alla votazione dell'emendamento n. 1.
Il parere della Commissione? Contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. A0002 presentato dai consiglieri Scarabel, Berti, Baldin, Bartelle e Brusco, che prevede:
l'articolo 1, comma 01, è così modificato:
"Al comma 7 bis dell'articolo 44 della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 come introdotto dal comma 1 del presente articolo, dopo le parole 'sia sotto il profilo della rispondenza al pubblico interesse dell'opera' sono inserite le seguenti 'anche al fine della verifica dell'attualità delle valutazioni di sostenibilità ambientale dell'intervento, pure in relazione alla sopravvenuta definizione di strumenti di governo dei territori interessati dall'intervento'".
La parola al consigliere Brusco.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Questo emendamento modifica appunto la fase di regime, cioè invitiamo la Giunta a tenere presente in fase di valutazione delle opere non solo la questione di verifica di sostenibilità economica, finanziaria, ma anche quella di sostenibilità ambientale.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Brusco.
Il parere della Commissione? Contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0002.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Per annunciare il voto favorevole del Gruppo sull'articolo 1 che riteniamo di impostazione generale e che condividiamo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso, va bene.
Pongo in votazione l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 2
Su questo articolo non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. A0003 presentato dai consiglieri Brusco, Berti, Scarabel, Baldin e Bartelle, che prevede:
l'articolo 2 bis, è così modificato:
dopo l'articolo 2 è inserito il seguente:
"Art. 2 bis – Modifica dell'articolo 44 bis della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 'Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche'
1. Al comma 2 dell'articolo 44 bis della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 , dopo le parole 'Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, sulla base della valutazione del Nucleo regionale di valutazione e verifica degli interventi (NUVV) di cui all'articolo 31 della legge regionale 29 novembre 2001, n. 35 ' sono inserite le seguenti 'ed avvalendosi della struttura di cui al comma 4'".
La parola al consigliere Brusco.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Con questo articolo prevediamo di far utilizzare al Consiglio regionale una speciale struttura di supporto come previsto di revisione consecutiva alla revisione effettuata dalla Giunta dal nucleo di valutazione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Brusco.
Parere della Commissione contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0003.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Articolo 3.
Pongo in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 4.
Passiamo agli emendamenti dell'articolo 4.
Emendamento n. A0012 presentato dai consiglieri Fracasso, Moretti, Ferrari, Azzalin, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni e Zottis, che prevede:
l'articolo 4, comma 1, è così modificato:
è aggiunto il seguente comma:
"01. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale propone al Consiglio regionale una revisione del Programma degli interventi infrastrutturali per la mobilità, che tenga conto delle mutate condizioni macroeconomiche, del quadro programmatico dell'Unione Europea e dello Stato in materia di infrastrutture, dei vincoli di finanza pubblica e degli indirizzi europei per la mobilità sostenibile. Entro i novanta giorni successivi il Consiglio regionale delibera sulla proposta di revisione."
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Con questo emendamento noi intendiamo rimettere in ordine la proposta di legge, cioè partire da una revisione della programmazione per arrivare successivamente a una verifica dei singoli progetti o delle singole opere o dei singoli project.
In questo senso l'emendamento è anche abbastanza semplice e dice "entro 90 giorni dalla data di approvazione della legge la Giunta propone al Consiglio una revisione del programma degli interventi infrastrutturali per la mobilità che tenga conto delle mutate condizioni macroeconomiche, del quadro programmatico dell'Unione Europea e dello Stato, dei vincoli di finanza pubblica" insomma di tutti quegli elementi che anche nella relazione al progetto di legge sono invocati quali fattori che spingono a rivedere l'insieme.
Noi ribadiamo che la competenza del Consiglio è la programmazione e che sia opportuno che dalla programmazione si proceda per poi vedere quali sono le opere eventualmente che, in base anche alla verifica tecnica, debbano essere sospese, revocate o riviste.
Insistiamo su questo per i motivi che ho già illustrato durante la discussione generale che compito di questo Consiglio è la programmazione, compito dell'esecutivo è intervenire sui singoli progetti.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Non ci sono altri interventi.
Parere della Commissione contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0012.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. A0012 non è stato approvato, di conseguenza l'emendamento n. A0013, che era collegato all'emendamento n. A0012, decade.
Emendamento n. A0007 presentato dai consiglieri Conte e Negro, che prevede:
l'articolo 4, comma 1, è così modificato:
dopo le parole "9 agosto 2002, n. 15" aggiungere "e per gli interventi promossi in campo sanitario e sociale".
Se approvato va modificata negli stessi termini anche la rubrica dell'articolo."
La parola al consigliere Giovanna Negro.

Giovanna NEGRO (Il Veneto del fare)

Grazie, Presidente.
Noi riteniamo opportuno che vengano rivisti anche i project in campo sanitario e sociale, pertanto riteniamo opportuno che la stessa attenzione che avete posto per gli altri project venga posta anche per i project del sanitario e del sociale.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Giovanna Negro.
La parola al consigliere Azzalin.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Noi siamo d'accordo su questo emendamento. Quando si parla di onerosità noi sappiamo, Presidente lei lo saprà benissimo, che il vero buco e il vero peso sulle spese della sanità è costituito dai project.
Noi paghiamo vuoto per pieno determinati servizi. Ci sono da rivedere determinati contratti, occorre farsi carico di questo. Un provvedimento di questa natura, di questa valenza, per le premesse che sono indicate noi pensiamo vada sostenuto e ampliato proprio per essere coerente con le finalità espresse. Noi dobbiamo affrontare questo tema della sanità perchè questo condiziona a sua volta a cascata anche la stessa programmazione sanitaria.
Allora ci si chiede: ma le risposte in termini di servizi e di prestazioni seguono un principio di appropriatezza delle prestazioni che noi andiamo a fare o seguono un principio di ammortamento dei cantieri?
Mi rendo conto che sono parole forti ma questo è anche nell'essenza se noi andiamo a vedere come vengono distribuiti i servizi, come e dove sono stati fatti gli interventi in questo settore.
Questo semplice emendamento noi ci sentiamo di sostenerlo proprio perché parte da queste premesse.
Noi siamo convinti della buona fede e dell'importanza del provvedimento e della legge presentata dal Presidente e che si sta procedendo, in maniera abbastanza spedita, ma se vogliamo poi ampliare gli orizzonti, che è quello che oggettivamente e necessariamente dovremo fare, non possiamo prescindere dall'ambito socio-sanitario. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Azzalin.
La parola al consigliere Sinigaglia.

Claudio SINIGAGLIA (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Riprendo anch'io la richiesta di verificare e rivisitare i project nell'ambito della sanità. E' una richiesta che facciamo da alcuni anni come PD. Si è aperto un qualcosa di più di un pertugio perché il Collegio arbitrale, che è stato chiamato in causa dal Direttore generale dell'U.L.S.S. 12 per l'Angelo di Mestre, se non mi sbaglio ha dato l'okay ad una prima rivisitazione del project che è quella dell'applicazione della spending review a partire dal 2012, che vuol dire una riduzione dei contratti del 5% del 2012, del 10% del 2013, come è avvenuto per tutti gli altri fornitori della sanità.
Gli unici ai quali non è stata applicata questa riduzione sono stati i fornitori del project financing.
Come è successo nell'U.L.S.S. 12 chiedo che questa prima forma di rivisitazione dei project della sanità venga applicata anche negli altri project che sono stati realizzati nel Veneto da Santorso, Montebelluna, Castelfranco, Schiavonia.
Il Collegio arbitrale ha dato l'okay, mi sembra che solo l'Angelo di Mestre porterebbe, con l'applicazione della spending review, ad un risparmio – così ha detto il Direttore generale Dal Ben nelle dichiarazioni - di circa 100-130 milioni negli anni. Già adesso ha portato ad un risparmio non indifferente perché l'applicazione della spending review nell'erogazione dei servizi all'Ospedale dell'Angelo mi sembra sia attorno ai 40-45 milioni all'anno di erogazione dei servizi solo all'Ospedale dell'Angelo.
Applicatelo agli altri project financing in sanità e vengono fuori nei prossimi vent'anni attorno ai 300-400 milioni di risparmio ed è un risparmio all'anno molto significativo.
Mi chiedo: perché intanto non attivare l'applicazione della spending review in tutti gli altri project e perché non andare fino in fondo nella rivisitazione dei project financing nella sanità? È fondamentale, visto il complesso finanziario che è stato investito nei project nella sanità del Veneto.
Ripeto, l'applicazione è già stata eseguita a Venezia e Mestre da parte del Direttore generale, applichiamola in tutti gli altri project.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Sinigaglia.
È in fase di distribuzione un emendamento del relatore, avete tempo fino alle ore 17.19 per eventuali subemendamenti.
La parola al consigliere Casali.

Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Credo che questo emendamento a firma Conte e Giovanna Negro sia assolutamente da votare anche se io ho sempre detto che ritengo che questo PDL non sia necessario per quelle che sono le competenze della Giunta, però va proprio sull'onda e nell'indirizzo di quello che abbiamo sentito in quest'Aula da parte dei Consiglieri relatori, cioè si vogliono analizzare i project che non sono più attuali, che non vanno più bene, che non si ritiene di perseguire e di continuare a valutare come un qualcosa di utile per questa Regione. Mi chiedo: ma solo i project di viabilità sono nati male o possono essere nati male?
A questo punto credo che sia doveroso inserire anche un'analisi dei project in materia di sanità perché questo aumenta la possibilità di essere incisivi secondo quelle che abbiamo sentito essere le indicazioni e le volontà di questa maggioranza.
Quindi votare contro questo emendamento crea un'illogicità di base su quelle che sono le indicazioni e le premesse del vostro lavoro, del vostro progetto di legge.
Credo che sarebbe imbarazzante, dopo quello che abbiamo sentito, vedere anche un voto negativo su questo emendamento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Casali.
La parola ancora al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Solo per comunicare la sottoscrizione dell'emendamento da parte del Gruppo PD.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
La parola al consigliere Orietta Salemi.

Orietta SALEMI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Solo per dire che in sede di Commissione io avevo sollevato la questione dei project relativi alla sanità e mi era stato risposto, penso dal Presidente Calzavara, che la proposta di legge entrava nel merito dei project relativi alle infrastrutture viarie.
È vero che in questo modo con questo emendamento, ed è per questo che noi esprimiamo un voto favorevole rispetto alla proposta Negro-Conte, noi diamo un segnale politico cioè che, al di là del fatto che non sia contemplato in proposta, possa costituire una premessa per aprire la strada a una revisione dei project che riguardano anche la sanità.
Riteniamo giusto, come abbiamo avuto l'elenco delle opere soggette alla procedura del progetto di finanza, poter vedere oltre alle infrastrutture viarie anche i progetti relativi alla sanità proprio per maggior chiarezza e trasparenza e per avere garanzie che queste procedure, al di là della contrattualizzazione o meno, possano essere oggetto di rivisitazione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Orietta Salemi.
La parola al consigliere Scarabel.

Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Volevo dire che anche il Movimento 5 Stelle sottoscrive questo emendamento perché sappiamo bene l'entità, quanto si mangiano i project della sanità e vorremo che l'analisi, la lente di ingrandimento fosse posta anche su questo importantissimo settore.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Scarabel.
La parola al Presidente Zaia.

Luca ZAIA (Presidente della Giunta – Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Voglio dire che innanzitutto il termine "sociale" e "sanità" non è stato introdotto per un semplice motivo: sarà anche un fatto di estrema diligenza ma perché non c'è nulla in piedi tranne la vicenda di Padova.
Non vorrei che facessimo una discussione per parlare di una cosa che non esiste, cioè noi non abbiamo project nella fase di limbo in attesa di approvazione tranne la partita di Padova, che peraltro non ha neanche la dichiarazione di pubblico interesse perchè quella è una partita che è in embrione.
Treviso non è un project ma è un appalto integrato.
Infatti sentendo i vostri interventi intuivo che facevate questo errore.
Quindi nessun problema, è un fatto semplicemente di essere stati precisi fino in fondo perché noi non abbiamo project della sanità e del sociale in piedi.
Se vogliamo essere veramente diligenti, a questo punto scriverei "per tutti i project esistenti" perché potrebbe esserci qualcosa per la scuola, ad esempio facciamo un project per una diga o quant'altro, per lo sport.
Quindi toglierei la dizione "sociale e sanitario" e metterei "per tutti i project esistenti", punto. Penso che questo subemendamento lo firmiamo tutti.
Non ci sono project della sanità e del sociale in piedi.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente Zaia.
La parola al consigliere relatore Calzavara.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Credo che la proposta che è stata fatta dai Consiglieri su questo punto raccoglie tra l'altro la volontà della maggioranza di fare chiarezza su tutti i project, non è che uno è differente dell'altro, non sono figli di un dio minore quelli della viabilità rispetto a quelli degli ospedali.
Quindi accogliamo questa proposta e prepariamo un subemendamento per estendere a tutti i project.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Calzavara.
Invito il relatore a formalizzare le parole esatte da inserire come emendamento sostitutivo a quello depositato dai consiglieri Conte e Giovanna Negro e poi, quando avremo il testo, lo sottoponiamo per la firma a tutti quelli che vogliono appunto sostenere questa iniziativa.
Sospendiamo la Seduta.
Riprendiamo alle 17.20 rimanendo in Aula. Grazie.
La Seduta è sospesa alle ore 17.16
La Seduta riprende alle ore 17.25

PRESIDENTE

Riprendiamo i nostri lavori.
È in fase di distribuzione l'emendamento sostitutivo.
Emendamento n. A0020 presentato dal consigliere relatore Calzavara, che prevede:
l'articolo 4, comma 1, è così modificato:
Dopo le parole "della legge regionale 9 agosto 2002, n. 25 "sono aggiunte le seguenti "e per ogni altro procedimento di finanza di progetto in altri settori di competenza regionale".
Avete in mano tutti l'emendamento. Un minuto di tempo per eventuali subemendamenti.
Invito la consigliera Giovanna Negro, in assenza del consigliere Conte, a ritirare l'emendamento n. 7 perché questo amplia di molto le intenzioni che avevate con la vostra proposta.
la consigliera Giovanna Negro ritira l'emendamento n. A0007.
C'è qualche intervento sull'emendamento n. A0020?
Parere del relatore è favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0020.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. A0004 presentato dai consiglieri Scarabel, Berti, Baldin, Bartelle e Brusco, che prevede:
l'articolo 4, comma 1, è così modificato:
è aggiunto in fine il seguente periodo:
"Nelle more della definizione della procedura di revisione di cui al presente comma, i procedimenti amministrativi in corso per la realizzazione delle opere afferenti interventi infrastrutturali per la mobilità in regime di finanza di progetto sono soppesi".
La parola al consigliere Scarabel.

Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Con questo emendamento si vuole evitare che durante questo periodo dei 90 giorni che si prenderà la Giunta per fare l'analisi dei project financing ci siano delle stipulazioni di convenzioni.
È una cosa un po' anche ovvia, però volevamo essere certi che qualcuno non si precipitasse a farsi firmare la convenzione, nella speranza di ricavare poi un indennizzo in caso l'opera venisse ritirata.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Scarabel.
Altri interventi?
Parere della Commissione? Contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0004.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. A0005 presentato dai consiglieri Scarabel, Berti, Baldin, Bartelle e Brusco, che prevede:
l'articolo 4, comma 2, è così modificato:
dopo le parole "la sua rispondenza alle attuali esigenze della programmazione regionale per il sistema viario di interesse regionale" sono inserite le seguenti: "la attualità delle valutazioni di sostenibilità ambientale dell'intervento, anche in relazione alla sopravvenuta definizione di strumenti di governo dei territori interessati dall'intervento medesimo".
Parere della Commissione contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0005.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. A0008 presentato dai consiglieri Conte e Negro, che prevede:
l'articolo 4, comma 2, è così modificato:
dopo le parole "interesse regionale" aggiungere "e per gli interventi promossi in campo sanitario e sociale".
Se approvato va modificata negli stessi termini anche la rubrica dell'articolo.
Parere della Commissione contrario.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Una volta ritirato il precedente e modificato l'oggetto non sta in piedi, secondo me.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Anche perché l'emendamento che abbiamo approvato prima copre tutto quello che riguarda i project financing.
L'emendamento n. A0008 è ritirato.
Emendamento n. A0006 presentato dai consiglieri Scarabel, Berti, Baldin, Bartelle e Brusco, che prevede:
l'articolo 4, comma 3, è così modificato:
al comma 3 dell'articolo 4 le parole "la Regione procederà alla adozione degli atti conseguenti; la delibera giuntale attestante la non rispondenza dell'opera alle attuali esigenze della programmazione regionale in materia, comporta, se del caso, adozione della relativa modifica agli strumenti regionali di programmazione delle opere pubbliche" sono così sostituite: "la Giunta regionale sottopone al Consiglio regionale una proposta di modifica della programmazione regionale in materia sulla quale il Consiglio regionale, anche avvalendosi della struttura di cui al comma 4 dell'articolo 44 bis della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 , si pronuncia entro i successivi 90 giorni".
Parere della Commissione contrario.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Questo emendamento riprende il precedente nostro bocciato e verrà bocciato pure, però mi serve per ribadire il concetto di fondo che riguarda il tema della programmazione.
Intervengo perché anche l'emendamento del relatore che riunisce i due che avevamo esaminato in Commissione, toglie pure quello qualsiasi riferimento alla programmazione. Stiamo procedendo svuotando questo progetto di legge di qualsiasi riferimento alla programmazione e questo mi pare che vada nella direzione sbagliata.
Per questo invece invito la maggioranza a riesaminare questa proposta dei Colleghi del Movimento 5 Stelle perché altrimenti rimaniamo che fa tutto la Giunta: fa la verifica dei project financing e determina se va rivista o no la programmazione. In questo senso se ci fosse da parte della maggioranza una apertura, credo sarebbe importante anche per una nostra valutazione finale del provvedimento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Parere della Commissione contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0006.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. A0009 presentato dai consiglieri Conte e Negro, che prevede:
l'articolo 4, comma 3, è così modificato:
la parola "Regione con le parole "Consiglio regionale e la parola "all'adozione" con la parola all'approvazione".
La parola al consigliere Giovanna Negro.

Giovanna NEGRO (Il Veneto del Fare)

Grazie, Presidente.
Si riallaccia a quello che diceva il consigliere Fracasso prima. Noi intendiamo che il Consiglio abbia il ruolo di programmazione e rimanga tale in capo al Consiglio. Questo è il nostro grande obiettivo e non alla Regione in maniera generica.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Giovanna Negro.
Parere della Commissione contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0009.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. A0014 presentato dai consiglieri Fracasso, Moretti ed altri.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
È ritirato.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
L'emendamento n. A0014 è ritirato.
Emendamento n. A0019 presentato dal consigliere relatore Calzavara, che prevede:
l'articolo 4, comma 3, è così modificato:
al comma 3 le parole "la Regione procederà all'adozione degli atti conseguenti; la delibera giuntale attestante la non rispondenza dell'opera alle attuali esigenze della promozione regionale in materia, comporta, se del caso, adozione della relativa modifica agli strumenti regionali di programmazione delle opere pubbliche", sono così sostituite: "riferisce entro 60 giorni alla competente Commissione consiliare sullo stato di attuazione dei procedimenti di cui al presente articolo e assume i conseguenti provvedimenti".
La parola al consigliere Calzavara.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Mi dispiace che il consigliere Fracasso non abbia compreso come all'interno di questo emendamento ci sia anche la volontà da parte sia della Giunta, ma soprattutto del Consiglio di avere quelle conoscenze che gli permetteranno in futuro di ritornare sul tema della programmazione.
La proposta è relativa al comma 3 dell'articolo 4 e recita "la Regione procederà all'adozione degli atti conseguenti; la delibera giuntale attestante la non rispondenza dell'opera alle attuali esigenze della programmazione regionale in materia, comporta, se del caso, adozione della relativa modifica agli strumenti regionali di programmazione delle opere pubbliche", sono così sostituite: "riferisce entro 60 giorni alla competente Commissione consiliare sullo stato di attuazione dei procedimenti di cui al presente articolo e assume i conseguenti provvedimenti".
Quindi un passaggio di carattere informativo per quanto riguarda la Commissione consiliare sull'esito di questa verifica. Credo che all'interno dei conseguenti provvedimenti ci siano tutti i passaggi che possono dare garanzie sufficienti a tutto il Consiglio di comprendere come e se sarà modificata la programmazione regionale.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Calzavara.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Io invece interpreto in modo opposto, nel senso che nella prima formulazione era esplicito che c'è una modifica degli strumenti di programmazione e nella nuova programmazione non c'è più. Quindi che ci sia la volontà va bene, che ci sia l'esplicito riferimento è per un provvedimento di legge significativo. In questo senso noi ci asteniamo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
La parola al consigliere Finozzi.

Marino FINOZZI (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Solo per precisare che è stato tolto il riferimento alla programmazione perché quasi tutti i progetti fanno parte di programmazioni precedenti. Voi sapete che la programmazione è triennale, molte opere invece sono antecedenti, stiamo parlando di programmazione anche di dieci anni fa. Quindi un riferimento esplicito alla programmazione poteva essere riduttivo rispetto alla nostra esigenza di conoscere eventuali provvedimenti che si estendono a tutte le opere previste oggi in regime di project financing.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finozzi.
Passiamo alla votazione dell'emendamento del relatore, il cui parere è favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0019.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. A0010 presentato dai consiglieri Conte e Negro, che prevede:
"il comma 5 dell'articolo 4 è soppresso".
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Volevo dire che sottoscriviamo l'emendamento come Partito Democratico.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.
Lei parla dell'intero Gruppo? Benissimo.
Altri interventi?
Parere del relatore contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0010.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. A0017 presentato dal consiglieri correlatore Fracasso, che prevede:
l'articolo 4, comma 5, è così modificato:
sopprimere le parole "di procedimenti di finanza di progetto".
Parere del relatore favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0017.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. A0011 presentato dai consiglieri Conte e Negro, che prevede:
"il comma 6 dell'articolo 4 è soppresso".
Parere del relatore contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0011.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 4, come modificato.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Adesso c'è un articolo 4 bis.
Emendamento n. A0015 presentato dai consiglieri Fracasso, Moretti, Ferrari, Azzalin, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni e Zottis, che prevede:
dopo l'articolo 4 è aggiunto il seguente articolo:
"4 bis. Disposizioni in materia alla trasparenza degli atti
1. I contratti e i relativi piani finanziari dei lavori pubblici di competenza regionale di cui all'articolo 2, comma 2, lettera a), della legge regionale 7 dicembre 2003, n. 27 e successive modificazioni, o comportanti oneri per il bilancio della Regione, sono trasmessi al Consiglio regionale".
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Con questo emendamento chiediamo che i contratti ai piani finanziari dei lavori pubblici di competenza regionale, quindi dei project financing, che siano regionali o che siano realizzati da altri enti, ma che abbiano oneri per il bilancio del Regione, vengano trasmessi al Consiglio.
Si tratta di rendere finalmente pubblici tutti i contratti e i piani finanziari di queste opere, cioè di togliere finalmente ogni segretezza a impegni che hanno rilevanti ricadute per questa Regione, per i cittadini di questa Regione. Credo tutti dovremmo avere l'opportunità di vedere, di consultare, anche di giudicare. Sappiamo che sono contratti che hanno la validità di contratti, quindi non è che domani mattina perché li abbiamo visti possiamo dire che si prendono e si buttano nel canale. In questo caso direi che siamo disponibili a dare più forza all'azione della Giunta perché ci sia la piena trasparenza.
Questo benedetto contratto della Pedemontana perché non può essere trasmesso al Consiglio, pur essendo stato firmato da un Commissario di governo, da ente pubblico? Sui contratti dei project financing della sanità, dopo una trafila, che non sto qui a riassumere, siamo riusciti nella precedente Legislatura a rendere disponibili, almeno per quello che so perché l'ho seguito, il contratto di project financing dell'ospedale di Sant'Orso che è depositato presso la sede dell'U.L.S.S. 4 e quindi consultabile dai sindaci, dai cittadini, etc.. Non è successo niente di sconvolgente: hanno potuto leggere quali sono le condizioni contrattuali.
Quindi, questo è l'intento di questo emendamento: togliere finalmente ogni segretezza ad atti che hanno rilevante interesse pubblico.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Volevo intervenire a sostegno di questo emendamento, perché credo sia un atto doveroso da parte di tutta questa Assemblea dare massima trasparenza a questi atti che determinano degli investimenti e degli impegni di spesa con i fondi dei cittadini veneti importantissimi, perciò credo sia meritevole di accoglimento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.
La parola al consigliere Scarabel.

Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Anche il Movimento 5 Stelle è favorevole a questo emendamento per un discorso di trasparenza. E' questa una delle cose che andavamo a dire tutti quanti in coro in campagna elettorale e ci auguriamo che la Giunta e la maggioranza siano favorevoli.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Scarabel.
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Chiedo 5 minuti di sospensione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
Si riprende alle ore 17.47.
La Seduta è sospesa alle ore 17.42
La Seduta riprende alle ore 17.47

PRESIDENTE

Riprendiamo i nostri lavori.
Siamo all'emendamento n. A0015, c'è qualche intervento?
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Per annunciare che anche il Gruppo Liga Veneta-Lega Nord sottoscrive questo emendamento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
La parola al consigliere Silvia Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Anche il Gruppo Zaia Presidente lo sottoscrive.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Silvia Rizzotto.
La parola al consigliere Barison.

Massimiliano BARISON (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
Per dire che anche il Gruppo di Forza Italia sottoscrive l'emendamento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Barison.
La parola al consigliere Berti.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Per dire che anche il Gruppo del Movimento 5 Stelle sottoscrive questo emendamento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berti.
La parola al consigliere Guadagnini.

Antonio GUADAGNINI (Indipendenza Noi Veneto)

Grazie, Presidente.
Anche il Gruppo Indipendenza Noi Veneto sottoscrive l'emendamento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Guadagnini.
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
Anche Fratelli d'Italia, Alleanza Nazionale, Movimento per la cultura rurale sottoscrive questo emendamento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
La parola al consigliere Casali.

Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Anche il Gruppo Lista Tosi per il Veneto sottoscrive l'emendamento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Casali.
Parere del relatore favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0015.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. A0016 presentato dai consiglieri Fracasso, Moretti, Ferrari, Azzalin, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni e Zottis, che prevede:
dopo l'articolo 4 è aggiunto il seguente articolo:
"4 ter. Partecipazione pubblica nei lavori pubblici di interesse regionale e nelle opere infrastrutturali per la mobilità.
1. La Regione promuove, ai sensi dell'articolo 9 dello Statuto, la partecipazione dei singoli e delle formazioni sociali ai processi di determinazione delle scelte legislative e amministrative in materia di lavori pubblici di interesse regionale.
2. Nelle more della entrata in vigore di una legge regionale che disciplini la partecipazione di cui al comma 1, la Giunta regionale, entro centoventi giorni dalla entrata in vigore della presente legge, adotta, previo parere della competente commissione consiliare, un regolamento che disciplini i processi partecipativi per le opere infrastrutturali per la mobilità di interesse regionale di importo superiore ai 15 milioni di euro.
3. Il regolamento prevede, in particolare, l'individuazione, i requisiti, i compiti e le procedure di nomina, in conformità alla disciplina in materia di nomine e designazioni a pubblici incarichi di cui alla legge regionale 22 luglio 1997, n. 27 , dell'Autorità di garanzia della partecipazione, quale organo collegiale composto da tre membri scelti tra persone di comprovata esperienza nelle metodologie e pratiche partecipative, nonché i titolari del diritto di partecipazione e le modalità e i tempi per lo svolgimento dei processi partecipativi".
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Con questo emendamento intendiamo introdurre, seppure in forma limitata, questa procedura del dibattito pubblico per le nuove opere ovviamente, non perché si possa fare il dibattito per quelle già approvate o in corso, che sono già in procedimento; demandando alla Giunta di mettere a punto un regolamento che possa normare in maniera sufficiente ed adeguata una procedura di dibattito pubblico per opere il cui importo sia superiore ai 15 milioni. Parliamo effettivamente di opere che abbiano una valenza anche di tipo finanziario rilevante.
Se volete, è una estrapolazione di un disegno di legge un po' più ampio che stiamo preparando sulla partecipazione sul dibattito pubblico, come altre di questo genere sono state approvate in altre Regioni d'Italia e che fanno riferimento un po' al modello francese, che anche il Presidente Zaia ha richiamato nel suo programma di governo, che noi abbiamo letto con molta attenzione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Parere del relatore contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0016.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo agli ordini del giorno.

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Berlato, Valdegamberi, Finco, Riccardo Barbisan, Ciambetti, Coletto, Finozzi, Forcolin, Gidoni, Marcato, Montagnoli, Possamai, Semenzato, Zaia, Rizzotto, Michieletto, Fabiano Barbisan, Boron, Brescacin, Calzavara, Gerolimetto, Lanzarin, Sandonà, Villanova, Barison, Giorgetti, Guadagnini, Brusco, Berti, Scarabel, Baldin e Bartelle relativo a "La Giunta regionale si impegni ad attivare una verifica complessiva su tutti i contratti stipulati in project financing" in occasione dell'esame della proposta di legge relativa a "Modifica alla legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 "Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche" e alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 "Norme per la realizzazione di infrastrutture di trasporto, per la progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a pedaggio regionali e relative disposizioni in materia di finanza di progetto e conferenza di servizi"" (Progetto di legge n. 15/2015) (Deliberazione n. 40/2015)

Il Consiglio regionale del Veneto,
visto l'ordine del giorno relativo a"La Giunta regionale si impegni ad attivare una verifica complessiva su tutti i contratti stipulati in project financing" di cui all'oggetto;
lo approva
nel testo che segue:
"La Giunta regionale del Veneto, su mandato del Consiglio regionale, si impegni ad attivare una verifica complessiva sul modo in cui è stato utilizzato lo strumento del project financing in Veneto.
Si dovrà prioritariamente verificare se lo strumento del project financing è sempre stato utilizzato per garantire servizi adeguati alla collettività o se, a volte, sia stato utilizzato per favorire indebitamente alcuni soggetti privati.
In particolar modo si potrà verificare quanti e quali siano i contratti sottoscritti tra la Regione del Veneto, sia direttamente che tramite le U.L.S.S. o altre realtà collegate alla Regione.
Dalla verifica dovrà emergere quali siano stati e siano i soggetti privati (spesso organizzati in Associazioni temporanee di impresa) che hanno sottoscritto i contratti in project financing con la Regione o con le U.L.S.S. del Veneto.
Dovrà ulteriormente emergere il livello di remunerazione assicurata ai capitali investiti dai privati e il tasso di interesse pagato dalla Regione del Veneto per le rate relative ai project financing.
Nel caso in cui dalla verifica effettuata si dovesse constatare che il tasso di interesse pagato dalla Regione Veneto avesse sforato il livello contemplato dall'articolo 644 del Codice Penale, la Giunta regionale del Veneto si impegna a attivare ogni utile iniziativa per vedere riconosciuto e perseguito il reato di usura anche ai fini di poter recedere o rinegoziare tutti i contratti stipulati dalla Giunta regionale con i privati, liberando le risorse finanziarie impegnate per metterle a disposizione delle imprese e delle famiglie venete".
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
L'ordine del giorno è titolato "La Giunta regionale si impegni ad attivare una verifica complessiva su tutti i contratti stipulati in project financing.
La Giunta regionale del Veneto su mandato del Consiglio regionale si impegna a effettuare una verifica complessiva sul modo in cui è stato utilizzato lo strumento del project financing in Veneto. Si dovrà prioritariamente verificare se lo strumento del project financing è sempre stato utilizzato per garantire servizi adeguati alla collettività o se, a volte, sia stato utilizzato per favorire indebitamente alcuni soggetti privati. In particolare modo si potrà verificare quanti e quali siano i contratti sottoscritti tra la Regione del Veneto, sia direttamente che tramite le U.L.S.S. o altre realtà collegate alla Regione.
Dalla verifica dovrà emergere quali siano stati e siano i soggetti privati spesso organizzati in ATI (Associazioni temporanee di impresa) che hanno sottoscritto i contratti in project financing con la Regione o con le U.L.S.S. del Veneto. Dovrà ulteriormente emergere il livello di remunerazione assicurata ai capitali investiti dai privati e il tasso di interesse pagato dalla Regione del Veneto per le rate relative ai project financing. Nel caso in cui dalla verifica effettuata si dovesse constatare che il tasso di interesse pagato dalla Regione Veneto avesse sforato il livello contemplato dall'articolo 644 del Codice Penale, la Giunta regionale del Veneto si impegna a attivare ogni utile iniziativa per vedere riconosciuto e perseguito il reato di usura anche ai fini di poter recedere o rinegoziare tutti i contratti stipulati dalla Giunta regionale con i privati, liberando le risorse finanziarie impegnate per metterle a disposizione delle imprese e delle famiglie venete".

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
La parola al consigliere Valdegamberi.

Stefano VALDEGAMBERI (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Vorrei aggiungere la mia firma a questo ordine del giorno.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Valdegamberi.
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Sottoscriviamo l'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
La parola al consigliere Silvia Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Il Gruppo Zaia Presidente sottoscrive l'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Silvia Rizzotto.
La parola al consigliere Barison.

Massimiliano BARISON (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
Anche il Gruppo Forza Italia sottoscrive il documento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Barison.
La parola al consigliere Guadagnini.

Antonio GUADAGNINI (Indipendenza Noi Veneto)

Grazie, Presidente.
Il Gruppo Indipendenza Noi Veneto sottoscrive l'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Guadagnini.
La parola al consigliere Brusco.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Anche noi sottoscriviamo questo ordine del giorno.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Brusco.
Pongo in votazione l'ordine del giorno.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Sinigaglia, Moretti, Ferrari, Azzalin, Fracasso, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Zanoni, Zottis, Baldin, Bartelle, Berti, Brusco, Scarabel, Berlato, Rizzotto, Michieletto, Fabiano Barbisan, Boron, Brescacin, Calzavara, Gerolimetto, Lanzarin, Sandonà, Valdegamberi, Villanova, Finco, Riccardo Barbisan, Ciambetti, Coletto, Finozzi, Forcolin, Gidoni, Marcato, Montagnoli, Possamai, Semenzato e Zaia relativo a "La Giunta regionale attivi la spending review sui project financing in sanità" in occasione dell'esame della proposta di legge relativa a "Modifica alla legge regionale 7 novembre 2003, n. 27 "Disposizioni generali in materia di lavori pubblici di interesse regionale e per le costruzioni in zone classificate sismiche" e alla legge regionale 9 agosto 2002, n. 15 "Norme per la realizzazione di infrastrutture di trasporto, per la progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a pedaggio regionali e relative disposizioni in materia di finanza di progetto e conferenza di servizi"" (Progetto di legge n. 15/2015) (Deliberazione n. 41/2015)

"Il Consiglio regionale del Veneto
premesso che:
- la maggior parte della spesa regionale è di natura sanitaria;
- è in atto da alcuni anni un processo di revisione della spesa a livello statale che coinvolge anche le Regioni;
- il Governo Monti al fine di razionalizzare le risorse in ambito sanitario e di conseguire una riduzione della spesa per acquisto di beni e servizi, ha previsto una spending review in sanità riducendo del cinque per cento il costo delle forniture e dei servizi nel 2012 e del dieci per cento a partire dal 2013.
Impegna la Giunta regionale
ad applicare la spending review in tutti i casi in cui gli ospedali siano stati costruiti attraverso lo strumento del project project financing".
Non può essere illustrato perché arrivato fuori tempo massimo quasi e quindi può essere solo posto in votazione.
Ci sono dichiarazioni di voto su questo ordine del giorno?
La parola al consigliere Silvia Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Come Gruppo Zaia Presidente vogliamo sottoscrivere questo ordine del giorno e il nostro voto chiaramente è favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Silvia Rizzotto.
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
A nome del Gruppo sottoscriviamo l'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
Ci sono altre dichiarazioni?
Pongo in votazione l'ordine del giorno.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Siamo alle dichiarazioni di voto sul provvedimento nel suo complesso.
La parola al consigliere Casali.

Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Quando ho fatto l'intervento il Governatore era uscito, quindi ribadisco un concetto. Anche la nostra formazione considera di bassissima politica quelle illazione che vanno a dire che si vuole mettere mano ai project financing per rimescolare le carte e rivalorizzare qualcun altro. Questa è veramente bassissima politica, illazioni che non condividiamo e quindi ha fatto bene il Governatore ad arrabbiarsi, perché chi semina questi tipi di germi è veramente infetto lui stesso.
Per quanto riguarda, invece, la votazione e l'atteggiamento che avremo a breve per questo progetto di legge, annuncio che usciremo dall'Aula, non voteremo. Perché? Perché riteniamo che per questo tipo di attività - l'abbiamo detto, ormai ho stufato i signori e le signore Colleghe - la Giunta non ha bisogno di questa autorizzazione. Abbiamo chiesto in tutti i modi, in tutte le sedi che venisse esplicato questo concetto, che ci fosse data anche una risposta diversa da quella che è la nostra convinzione, ma non c'è stata.
Quindi, insomma, crediamo di aver lavorato non dico inutilmente perché abbiamo parlato di cose interessanti, abbiamo analizzato una tematica che purtroppo è stata negli anni sottovalutata o non approfondita a dovere come sono i project financing nella nostra Regione e le cui ricadute e problematiche sono frequenti anche nelle municipalità della nostra Regione.
Ripeto, come diceva la capogruppo Silvia Rizzotto, probabilmente questa è una indicazione di natura politica, ma non una necessità che la Giunta ha per operare e per svolgere le sue prerogative. Quindi la Lista Tosi per il Veneto e anche la collega Capogruppo Negro, che è già uscita, non parteciperanno al voto e usciranno dall'Aula.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Casali.
La parola al consigliere Barison.

Massimiliano BARISON (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
Il Gruppo di Forza Italia esprime un voto favorevole a questo progetto di legge che definisco con tre parole: un provvedimento coraggioso, tempestivo e necessario per la Regione del Veneto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Barison.
La parola al consigliere Berti.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
A nome del Gruppo Movimento 5 Stelle sottoscriviamo l'intervento del consigliere Casali e anche noi non presenzieremo durante il voto, perché reputiamo, a nostro modo di vedere, che le nostre domande poste nelle Commissioni non hanno avuto le risposte necessarie per riuscire ad esperire a fondo quella che era la questione, quindi ci accodiamo a quanto già detto prima. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berti.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Anche noi avremmo voluto una legge che rivedesse prima di tutto lo schema delle infrastrutture, perché riteniamo che tutto nasca là e da là bisogna ripartire.
Ci abbiamo provato, la maggioranza non ha inteso partire da quella che è la nostra principale competenza e per questo riteniamo che dentro questa legge rimangono degli elementi di confusione tra quello che deve fare il Consiglio, quali sono le responsabilità del Consiglio, quello che deve fare la Giunta e a quali responsabilità deve rispondere la Giunta.
Confidavamo peraltro che anche i pareri dell'Avvocatura piuttosto che altri documenti fossero più chiari in questo senso, rimangono invece grandissime ambiguità proprio su questo e, per l'insieme di questi motivi, anche noi abbiamo deciso di non partecipare al voto finale del provvedimento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli D'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
Pur considerando il provvedimento che è posto in votazione come uno strumento parziale per garantire chiarezza e trasparenza e per correggere gli errori commessi nel passato, abbiamo molto apprezzato l'impegno politico assunto dalla Giunta regionale e dalla maggioranza dell'intera Aula votando l'ordine del giorno che impegna, appunto, la Giunta a rivedere il modo in cui sono stati applicati tutti gli strumenti di project financing e tutti i contratti, sanità per compresa. Per questa ragione il nostro Gruppo vota a favore.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
La parola al consigliere Guadagnini.

Antonio GUADAGNINI (Indipendenza Noi Veneto)

Grazie, Presidente.
A nome del Gruppo Indipendenza Noi Veneto voglio esprimere parere favorevole al progetto di legge presentato dai consiglieri Zaia, Silvia Rizzotto e Finco. Credo sia un atto di indirizzo politico doveroso.
Io spero che invece, a differenza di tutti quelli che mi hanno preceduto, questo atto di indirizzo vada ad incidere anche sullo strumento del project financing perché devo dire in tutta onestà che io non ci vedo nessun elemento favorevole.
Io penso che tutto quello che si può fare attraverso il project si può fare anche attraverso l'intervento pubblico. Abbiamo gli strumenti in Regione per farlo. L'analogia con la Gran Bretagna non c'entra niente con quello che succede in Italia. In Gran Bretagna lo fanno perché hanno la pressione fiscale e per tenerla bassa fanno pagare i pedaggi etc. agli utenti.
Noi abbiamo una pressione fiscale alle stelle e in più usiamo anche il capitale privato per fare le opere pubbliche e secondo me è un controsenso e va nella direzione di assecondare uno Stato che non funziona, che è inefficiente e che i soldi e le tasse li spende non si sa bene come e di conseguenza, siccome non si sa come li spende, noi dobbiamo trovare finanziamenti privati per fare le opere pubbliche.
Io spero che da ora in poi si usi questo strumento con grande parsimonia per non dire che lo si rigetti perché io sinceramente non ci vedo alcun elemento positivo né in salsa veneta né in sala italiana né in salsa europea. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Guadagnini.
Passiamo alla votazione del PDL n. 15 nel suo complesso, come emendato.
Pongo in votazione il PDL n. 15.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
6



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTI, SCARABEL, BALDIN, BARTELLE E BRUSCO RELATIVA A "ATTIVARSI SENZA INDUGIO PRESSO IL GOVERNO NAZIONALE ED IL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA PER OGNI INTERVENTO A SOSTEGNO DEI TERRITORI E DELLE POPOLAZIONI COLPITE DAGLI ECCEZIONALI FENOMENI TEMPORALESCHI DEL GIORNO 8 LUGLIO 2015" (MOZIONE N. 3) (DELIBERAZIONE N. 42/2015)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE come noto, gli eventi atmosferici del 8 luglio 2015 che hanno interessati ampie zone del territorio regionale hanno causato danni ingentissimi alle infrastrutture pubbliche, alle civili abitazioni, alle attività produttive e all'agricoltura principalmente sul territorio di alcuni Comuni del veneziano (Dolo, Mira, Pianiga), dell'Alta Padovana (Cittadellese, Camposampierese, con particolare riferimento ai Comuni di Campodarsego e Cadoneghe), del Vicentino (Comuni di Conco, Schio, Thiene, Valdagno, Zanè) e del Bellunese per forti fenomeni franosi (in particolare nel Comune di Cortina d'Ampezzo) configurandosi per estensione ed intensità in termini di evento calamitoso di rilevanza regionale tale da determinare la esigenza di interventi urgenti per stato di crisi;
ATTESO che il Presidente della Giunta regionale, avvalendosi delle prerogative ad esso spettanti ha operato:
- ai sensi dell'art. 106, comma 1, lett. a), della legge regionale n. 11/2001 , con cui si dispone che, al verificarsi di eventi calamitosi di rilevanza regionale, il Presidente provvede alla dichiarazione dello stato di crisi per calamità ovvero per eccezionali avversità atmosferiche, allo scopo di attivare le componenti utili per interventi di protezione civile;
- ai sensi dell'art. 105, comma 1, della medesima legge regionale n. 11/2001 , con cui si stabilisce che, per interventi urgenti in caso di crisi determinata da eventi calamitosi, si procede anche con opere di pronto intervento, secondo le modalità della legge regionale n. 58/84 e successive modificazioni;
- intervenendo con proprio decreto n. 106 del 9 luglio 2015 con il quale ha disposto che "E' dichiarato lo "Stato di Crisi" a causa degli eccezionali fenomeni temporaleschi di forte intensità del giorno 8 luglio 2015 in alcune aree del territorio regionale, in particolar modo per i Comuni nominati in premessa e di quelli che eventualmente segnaleranno successivamente i rispettivi danni in aggiunta alla richiesta dello stato di crisi per i rispettivi territori" e prevedendo contestualmente che "si fa riserva di trasmettere il presente decreto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri al fine di richiedere la dichiarazione dello "Stato di Emergenza" di cui alla legge n. 225/1992 e successive modificazioni";
VISTO CHE la Giunta regionale con proprio disegno di legge, preso atto della necessità d intervenire per prestare aiuto alla popolazione coinvolta attivando secondo la normativa vigente, tutte le procedure necessarie per fronteggiare l'emergenza al fine dì affrontare con mezzi e risorse adeguate le situazioni di rischio causate dagli eventi calamitosi. ha disposto di dare corso ad una variazione di bilancio al fine di reperire le risorse finanziarie utili alla tempestiva realizzazione degli interventi per fronteggiare l'emergenza e il relativo progetto è stato esaminato e licenziato per l'esame dell'Aula dalla Prima commissione consiliare già nella seduta di mercoledì 15 luglio ed iscritto all'ordine del giorno del Consiglio regionale convocato per lunedì 20 luglio;
CONSIDERATO CHE:
- l'ordinamento nazionale a fronte del verificarsi e reiterarsi sul territorio nazionale di eventi calamitosi di diversa natura ivi compresi eccezionali eventi atmosferici e dei conseguenti interventi necessitati, ha provveduto ad individuare, soluzioni normative volte:
a) sia al sostegno degli enti locali chiamati a farsi carico dei primi interventi emergenziali e di messa in sicurezza delle popolazioni colpite, contemplando anche espresse deroghe al patto di stabilità interno, sia soluzioni per gli interventi urgenti per il ripristino degli edifici e dei servizi pubblici e delle infrastrutture ad uso pubblico nonché per gli interventi sui beni del patrimonio artistico e culturale;
b) sia ad agevolare, a seguire, gli interventi per la ricostruzione, l'assistenza alle popolazioni e la ripresa economica nei territori, vuoi in forma diretta, anche con la creazione nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze di specifici Fondi per interventi per la ricostruzione anche attingendo alle risorse del Fondo europeo di solidarietà dell'Unione europea per il caso di gravi catastrofi naturali, vuoi indiretti, con misure di sospensione dei processi civili, amministrativi e tributari, il rinvio delle udienze e la sospensione dei termini, di comunicazione e notifica di atti, la sospensione dei termini amministrativi, contributi previdenziali ed assistenziali;
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale
1) ad attivarsi presso il Governo e il Parlamento della Repubblica affinché, con riferimento alle popolazioni dei comuni interessati dagli eventi e come individuate con il succitato decreto del Presidente della Giunta regionale n. 106 del 9 luglio 2015:
a) si provveda ad intervenire per la concessione della sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, con riferimento e limitatamente ai soggetti interessati da accertata inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell'azienda;
b) si provveda, al fine di agevolare la ripresa delle attività e consentire la attuazione degli interventi di ricostruzione e di ripristino dei danni causati, affinché gli obbiettivi del patto di stabilità interno dei comuni interessati siano rideterminati in riduzione per l'anno 2015 e 2016, anche a tal fine escludendo dal computo le spese finanziate con erogazioni liberali e donazioni;
c) si provveda a verificare la sussistenza delle condizioni per la azionabilità del Fondo di solidarietà dell'Unione europea di cui al regolamento (CE) n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002 quale strumento di integrazione dei fondi pubblici stanziati dallo Stato membro:
2) a trasmettere il presente atto a tutti i parlamentari e senatori eletti in Veneto."
La parola al consigliere Erika Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Presento la mozione a nome del Movimento 5 Stelle che ha l'obiettivo di impegnare la Giunta ad attivarsi senza indugio presso il Governo e il Parlamento della Repubblica per ogni intervento a sostegno dei territori e delle popolazioni colpite dagli eccezionali fenomeni temporaleschi dell'8 luglio e in particolare impegna la Giunta regionale affinché si provveda ad intervenire per la concessione della sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, con riferimento e limitatamente ai soggetti interessati da accertata inagibilità della casa di abitazione, dello studio professionale o dell'azienda.
Inoltre che si provveda, al fine di agevolare la ripresa delle attività e consentire la attuazione degli interventi di ricostruzione e di ripristino dei danni causati, affinché gli obiettivi del Patto di stabilità interno dei Comuni interessati siano rideterminati in riduzione per l'anno 2015 e 2016, anche a tal fine escludendo dal computo le spese finanziate con erogazioni liberali e donazioni.
Inoltre che si provveda a verificare la sussistenza delle condizioni per la azionabilità del Fondo di solidarietà dell'Unione Europea di cui al regolamento n. 2012/2002 del Consiglio, dell'11 novembre 2002, quale strumento di integrazione dei fondi pubblici stanziati dallo Stato membro.
Infine a trasmettere il presente atto a tutti i Parlamentari e Senatori eletti in Veneto. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Erika Baldin.
La parola al consigliere Silvia Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Anche noi come Gruppo condividiamo il contenuto di questa mozione sperando, appunto, che anche il Governo sia sensibile per questo evento stanziando più di quanto ha finora promesso e soprattutto che faccia anche questi altri interventi indicati.
Quindi esprimo il voto favorevole del nostro Gruppo per questa mozione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Silvia Rizzotto.
La parola al consigliere Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Nell'aderire anche noi al voto favorevole su questa mozione, intendiamo rafforzare quella azione che già per certi versi è iniziata ed è stata recepita solo in parte per il momento dal Governo ritenendo che, per esempio, l'esenzione del Patto di stabilità vada prolungata anche nel 2016 e che ci sia uno sforzo trasversale in modo che la fase di ricostruzione, che sarà quella più lunga e più impegnativa, possa vedere ulteriori risorse a vantaggio di questo territorio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Per annunciare il voto favorevole a questa mozione, però volevo cogliere l'occasione per evidenziare una disparità di trattamento che abbiamo visto in questi giorni a seguito dell'acquazzone accaduto in quel di Firenze.
Abbiamo osservato proprio domenica sera quasi 10 minuti di diretta televisiva sulle televisioni di Stato da parte della RAI con interviste al Sindaco di Firenze, ai cittadini, ai pendolari, ai vacanzieri che erano pure arrabbiati perché sono stati costretti a stare 6 ore nei treni fermi a Firenze. Ovviamente questi sono problemi grossi e sono problemi di carattere nazionale che meritano anche tutta l'attenzione degli organi di stampa di questo Paese.
Adesso però voglio vedere, visto che il Presidente Rossi ha dichiarato lo stato di emergenza, quanti soldi saranno stanziati in quei territori, visto che è la casa del nostro premier, e quanti denari saranno stanziati per la nostra Riviera del Brenta.
Penso che adesso ci divertiremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi a vedere se ci sono dei cittadini di serie A e di serie B oppure se in questo Paese dal nord, al centro e al sud i cittadini sono tutti uguali.
Comunque noi attendiamo fiduciosi la risposta da parte di questo Governo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
La parola al consigliere Dalla Libera.

Pietro Dalla Libera (Veneto Civico)

Grazie, Presidente.
Anche Veneto Civico vota a favore di questa mozione e condivide il suo contenuto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Dalla Libera.
Non ci sono altri interventi.
Pongo in votazione la mozione n. 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
La consigliere Orietta Salemi ha votato. Il segretario lo registri come voto favorevole.
PUNTO
7



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI ZOTTIS, MORETTI, FERRARI, AZZALIN, FRACASSO, GUARDA, PIGOZZO, RUZZANTE, SALEMI, SINIGAGLIA E ZANONI RELATIVA A "ACCOGLIENZA MIGRANTI IN VENETO: ADOTTARE MISURE PER SUPERARE IL CAOS E GARANTIRE UNA GESTIONE EFFICIENTE, A TUTELA DEI DIRITTI DI PACE SOCIALE ED UMANITARI" (MOZIONE N. 4) RESPINTA

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- l'Italia da molti anni, per la sua collocazione geografica, è uno dei principali luoghi-crocevia del fenomeno migratorio a livello mondiale;
- nel corso del 2015 il tema legato alla gestione delle accoglienze e degli smistamenti dei migranti ha assunto un'assoluta rilevanza, richiamando ad un'assunzione di responsabilità e di presa in carico tutti i Paesi facenti parte dell'UE;
- grazie all'impegno del Governo italiano, da alcuni mesi i costi dell'operazione Frontex e della gestione dei richiedenti asilo sono in carico alla comunità europea;
- con l'intesa approvata nella seduta della Conferenza unificata del 10 luglio 2014 le Regioni e gli Enti Locali, compresa la Regione Veneto, hanno sottoscritto con il Governo un Piano di accoglienza che prevede una distribuzione dei migranti per quote proporzionali;
- anche il Veneto non può sottrarsi alle proprie responsabilità e all'impegno assunto e si trova chiamato ad affrontare e gestire il fenomeno;
- nei giorni scorsi, l'arrivo di parte della quota di migranti assegnata alla regione Veneto, circa 5.000, pari allo 0,1% della popolazione del Veneto, ha provocato in diversi Comuni veneti, disagi, proteste dei sindaci e dei residenti oltre a gravi episodi di intolleranza;
- nel condannare ogni atto di violenza così come ogni tentativo di strumentalizzazione politica che punta ad aizzare la rabbia dei cittadini, non si può tuttavia non considerare questi episodi come frutto di una gestione che nel suo complesso appare incredibilmente deficitaria;
- in particolare il presidente della Regione Veneto, a differenza di quanto è accaduto in altre Regioni, quali ad esempio la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, e nonostante gli impegni assunti, invece di prodigarsi a coordinare l'accoglienza diffusa in piccoli e governabili gruppi, ha lasciato che la situazione degenerasse nel caos;
CONSIDERATO CHE:
- di fronte ad un'analoga situazione, nel 2011 il Presidente Zaia si esprimeva così circa la previsione del ministero dell'Interno, allora guidato da Roberto Maroni, secondo la quale in Veneto sarebbe arrivato l'8% del totale dei migranti sbarcati in Italia: "Il Veneto è solidale, ed è a fianco del ministro Maroni e del governo. Noi stiamo chiudendo il nostro piano regionale: li ospiteremo in forme diffuse sul territorio, con concentrazioni molto piccole, addirittura a livello di famiglia. I veneti possono stare tranquilli, sarà un'ospitalità che avrà poco impatto sul territorio...". E ancora: "Quello che sta accadendo è un fenomeno mai visto, un esodo come solo nella Bibbia. E davanti a questo non ha senso prendersela con Maroni; sarebbe come prendersela con Tremonti perché è arrivata la crisi economica mondiale...". (da "La Repubblica" del 12 aprile 2011);
- è indispensabile adottare tutte le misure che consentano di superare questo stato caotico attraverso una gestione efficiente degli accoglimenti in Veneto, con l'obiettivo della difesa della pace sociale e dei diritti umani, a tutela dei residenti e dei migranti;
impegna la Giunta regionale
a farsi parte attiva presso il Governo e il Ministro dell'Interno e a prodigarsi affinché:
- sia intrapresa ogni utile iniziativa sul piano economico, organizzativo ed amministrativo per rendere sostenibile la sistemazione e la distribuzione alloggiativa degli immigrati nel territorio veneto;
- gli immigrati siano gestiti e distribuiti in modo collaborativo e coordinato istituzionalmente sul territorio regionale secondo i criteri e i parametri stabiliti dal piano nazionale di accoglienza approvato nella seduta della Conferenza unificata del 10 luglio 2014 che prevede la distribuzione dei migranti sul territorio nazionale per quote proporzionali, definite a livello prima regionale e poi provinciale dal Tavolo di coordinamento regionale presieduto dal Prefetto del capoluogo di regione, a cui partecipano i rappresentanti di tutte le istituzioni coinvolte;
- sia stabilita una redistribuzione dei profughi nei territori dei comuni veneti secondo il parametro di uno ogni mille abitanti;
- siano accelerati i tempi di esame delle istanze di protezione e del riconoscimento dello status di profughi, aumentando il numero e i componenti delle Commissioni ad hoc costituitesi al fine di rendere temporanea la permanenza dei migranti nelle strutture di accoglienza e di favorire la loro integrazione;
- siano attivate adeguate forme di concertazione tra istituzioni locali e centrali per individuare soluzioni ai problemi logistici, anche attraverso il coinvolgimento della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana, evitando che l'accoglienza si trasformi in un problema di ordine pubblico;
- siano pienamente coinvolte le istituzioni europee per realizzare una strategia di accoglienza e integrazione condivisa attraverso gli strumenti già disponibili;
- venga realizzata una profonda revisione delle disposizioni previste dal Regolamento di Dublino, siglato dal Governo Berlusconi nel 2008, prevedendo una ripartizione equa tra gli Stati membri dell'UE;
- si attuino, anche attraverso il ruolo attivo dei Comuni, rigorose misure di controllo sulle cooperative e sui privati che gestiscono le accoglienze nel Veneto affinché non vi siano fenomeni di speculazione sull'accoglienza e sia assicurata la piena trasparenza;
- si incentivino, senza costi aggiuntivi, i progetti di pubblica utilità in collaborazione in particolare con i Comuni per consentire ai profughi temporaneamente accolti di svolgere attività a vantaggio della comunità locale al fine di dare dignità alla loro provvisoria presenza nel Veneto e di favorire processi di integrazione;
- siano istituiti Centri HUB per una prima accoglienza e qualificazione veloce ed efficiente, così come previsto dall'accordo Stato Regioni del 10 luglio 2014."
La parola al consigliere Francesca Zottis.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Abbiamo deciso di presentare questa mozione convinti che anche questo fenomeno dei migranti, vada comunque gestito e governato in modo razionale e senza eccessi da una parte e neanche dall'altra, consapevoli che comunque lo Stato italiano si trova per collocazione geografica in un punto in cui il fenomeno migratorio lo riceve in via diretta. Nel corso del 2015 questo fenomeno è stato un fenomeno che si è accentuato anche da un punto di vista mediatico e che debba assumere anche maggiore rilevanza sia a livello nazionale e sia a livello di Unione Europea, però vanno anche sottolineati quali sono gli interventi che fino ad oggi, anche se sono solo alcuni passi, sono stati fatti anche grazie all'impegno del Governo italiano.
Da alcuni mesi i costi dell'operazione Frontex e della gestione dei richiedenti asilo sono in carico completo alla Comunità Europea e comunque nell'ultimo accordo è stata anche introdotta la missione navale per quanto riguarda il controllo di quelli che sono gli scafisti.
Siamo anche consapevoli che con l'intesa, comunque approvata nella seduta della Conferenza unificata del 10 luglio 2014, sia le Regioni che gli Enti Locali, compresa la Regione Veneto, hanno sottoscritto con il Governo un Piano di accoglienza che prevede la distribuzione dei migranti per quote proporzionali. Come ho già detto prima, pensiamo che ogni Regione, compresa la Regione Veneto, debba assumersi questa responsabilità condannando tutti gli atteggiamenti che tendono a parcellizzare il fenomeno e che non lo gestiscono nella complessità dal fenomeno dell'accoglienza al fenomeno dell'espulsione e nel condannare quelli che sono tutti gli atti di violenza, ogni tentativo di strumentalizzazione politica che punta ad aizzare la rabbia dei cittadini che non considerano questi episodi come frutto di una gestione che nel suo complesso comunque in questo momento ci appare non adeguata e deficitaria.
In particolare vogliamo ricordare che ci sono altre Regioni, come la Regione Lombardia e la Regione Friuli, che invece continuano a prodigarsi a coordinare il fenomeno dell'accoglienza diffusa in piccoli gruppi. Quindi in gruppi che possono comunque anche non ingenerare successivi caos come è avvenuto invece nella Regione Veneto.
Va anche ricordato che nel 2011 lo stesso Presidente Zaia si era espresso nei confronti del Ministro dell'Interno, che all'epoca era Maroni, con queste parole: "Il Veneto è solidale, ed è a fianco del Ministro Maroni e del Governo. Noi stiamo chiudendo il nostro Piano regionale: li ospiteremo in forme diffuse sul territorio, con concentrazioni molto piccole, addirittura a livello di famiglia. I veneti possono stare tranquilli, sarà un'ospitalità che avrà poco impatto sul territorio..." e continua dicendo: "Quello che sta accadendo è un fenomeno mai visto, un esodo come solo nella Bibbia. E davanti a questo non ha senso prendersela con Maroni; sarebbe come prendersela con Tremonti perché è arrivata la crisi economica mondiale". Questa è una citazione da "La Repubblica" del 12 aprile 2011.
(Interruzione dall'Aula)
L'intervista comunque diceva anche che vanno accentuati i controlli, che bisogna...
(Interruzione dall'Aula)
Dopo arrivo negli impegni che chiediamo alla Giunta e arrivo anche alla distinzione che lei ha appena citato giustamente e correttamente. Per cui c'è tutto, non si preoccupi, Presidente Zaia.
Penso che l'atteggiamento assunto nel 2011 nel tema dell'accoglienza sia, per motivi che poi sicuramente sentiremo, molto diverso da quello che è l'atteggiamento assunto dalla Regione Veneto oggi e anche nell'incontro che c'è stato poche ore fa.
Comunque, pensiamo che sia indispensabile avviare quelle che sono misure di accoglimento in Veneto sia per la difesa dei residenti sia per la difesa dei migranti. Per questo andiamo a chiedere alla Giunta regionale che sia intrapresa ogni utile iniziativa sul piano economico, organizzativo ed amministrativo per rendere sostenibile la sistemazione e la distribuzione alloggiativa dei migranti nel territorio veneto.
Gli immigrati siano gestiti e distribuiti in modo collaborativo e coordinato istituzionalmente sul territorio regionale secondo i criteri e i parametri stabiliti dal Piano nazionale di accoglienza approvato nella seduta della Conferenza.
Crediamo anche che questa distribuzione debba avvenire secondo un parametro indicativo di uno ogni mille abitanti circa e siamo anche convinti che vadano accelerati i tempi di esame per le istanze di protezione e del riconoscimento dello status di profughi proprio per quello che diceva il Presidente già nel 2011.
Siamo convinti che vada attivata la Protezione Civile e la Croce Rossa, che vadano coinvolte tutte le Istituzioni europee anche per far fronte a quelli che possono essere dei fondi sulla cooperazione internazionale; che vada rivisto il Trattato di Dublino siglato dal Governo Berlusconi nel 2008 per un controllo più efficace anche delle partenze e degli arrivi e che comunque ci debba essere un'efficace coinvolgimento e anche l'avvio di quella che era la cabina di regia richiesta anche dallo stesso Prefetto; che vengano avviati i protocolli come è avvenuto in Provincia di Vicenza per effettuare quelli che sono i lavori socialmente utili; che vadano attivati quelli che sono i Centri HUB che comunque possono anche essere previsti dall'accordo Stato-Regioni e che potrebbero essere anche funzionali, con l'attivazione di un presidio di Polizia al meccanismo di identificazione e di espulsione di chi in quel momento ha comunque subito un provvedimento giudiziario di espulsione.
Pensiamo, quindi, che queste richieste non siano richieste faziose o tendenziose ma che siano richieste volte a distinguere da una parte quello che è il fenomeno dei migranti, dei profughi e dall'altra a creare un po' di ordine e anche un sistema di accoglienza che vada bene sia ai residenti e sia a chi arriva qua spesso anche con motivazioni che non sono del tutto sempre nobili ma sicuramente sono motivazioni dettate da guerre nei Paesi da cui queste stesse persone arrivano. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Francesca Zottis.
La parola al consigliere Valdegamberi.

Stefano VALDEGAMBERI (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Dall'intervento sembrerebbe che noi dovremmo avere l'obbligo di attivarci per accogliere anche coloro che, come quelli che sono giunti a Verona in un posto splendido come la località Torricelle e dopo un po' di tempo si sono lamentati. Hanno fatto una manifestazione perché erano troppo lontani dal centro della città, erano isolati nelle colline, una zona residenziale tra le più pregevoli dove tutti noi vorremo avere la fortuna di poter risiedere oppure essere alloggiati.
Uno che esce dalla guerra non esce col tablet, col cellulare e con la pretesa di mangiare bene o con la pretesa di poter avere una casa vicino alla città, vicino al centro per passeggiare, di avere la copertura telefonica. Io vivo in montagna e non ce l'ho nemmeno io che abito là. Abbiamo le reti di telecomunicazione dei servizi che purtroppo mancano, ne ha avuto la prova ieri l'assessore Pan che è venuto in Lessinia, è in un posto isolato.
Io sono il primo ad aiutare i profughi. Abbiamo nostri cittadini che ogni giorno ci chiedono di essere aiutati, bussano alle porte dei Comuni. I Comuni rispondono "non abbiamo soldi" e io posso portarle l'elenco di questi cittadini perché per alcuni ho fatto anche la colletta e dall'altra parte noi spendiamo centinaia di milioni di euro per mantenere persone che al 90% non hanno niente a che vedere con i profughi e sono persone che ne approfittano ma che in altri Stati non metterebbero neanche piede.
Io ho girato per il mondo e sono stato anche in Africa e vi assicuro che se vado in giro senza documenti in Africa mi mettono in galera e buttano le chiavi.
Lei non va in Guinea Bissau, non va in nessun Paese africano senza documenti, anzi se lei è lì per lavoro deve periodicamente andare all'Ambasciata, al Consolato a timbrare e prima di uscire le fanno la verifica se ha delle pendenze penali altrimenti non esce se non lascia lì la cauzione.
Le regole ci sono ovunque nel mondo e c'erano ancora mille anni fa.
I nostri antenati, parlo dei Cimbri, provenivano dalla Germania, erano migranti e anch'io sono figlio di migranti. Mille anni fa venivano dal nord verso il sud, ma venivano con regolare contratto e stipulavano un contratto, non andavano a caso neanche allora. Parlo degli pseudo-cimbri quelli ritenuti cimbri che sono i migranti teutonici che sono scesi nell'alto Medioevo.
Queste persone sono giunte qui con fior fiore di contratti, avevano un'investitura, subito lavoravano e poi venivano regolarizzati e nessuno veniva a caso.
Qui non siamo nel Paese dove tutti possono venire a caso.
Se uno arriva da un luogo di guerra sono il primo a dire che abbiamo il dovere, non solo perché lo prevedono i trattati internazionale ma perché lo prevede la nostra coscienza, di accoglierlo, ospitarlo e poi farlo rientrare nel Paese non appena è tornata la stabilità, la tranquillità e la sicurezza in quel luogo. Qui non si tratta solo di profughi di guerra, qui si tratta nell'80% di persone che colgono l'occasione della guerra e si prestano poi a un traffico di trafficanti di esseri umani con complicità da una parte all'altra del Mediterraneo. Complicità anche da parte nostra che andiamo a stanziargli i soldi, perché più soldi stanzieremo e più ne arriveranno di queste persone.
Dobbiamo avere il coraggio di interrompere questo cordone ombelicale ed eventualmente, se dobbiamo fare un'azione, dobbiamo farla attraverso il supporto della copertura della Comunità internazionale, dell'ONU e dobbiamo andare in Libia e fare la selezione lì sul posto. Dobbiamo avere il coraggio di fare un'azione lì in modo tale da selezionare quelli che hanno diritto ad entrare e quelli che non hanno il diritto.
Questo dovremmo puntare a fare, ma questa non è nostra competenza ma di uno Stato, di un Governo e di una Comunità internazionale.
Quindi falsi pietismi, falsi aiuti di trovare nuove case, nuove soluzioni quando questo non lo abbiamo neanche per i nostri cittadini tra l'altro, significa incrementare ancor di più questo turpe commercio di cui anche noi siamo complici. Invece io sono del parere che meno aiuti si danno meno profughi arriveranno.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Valdegamberi.
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli D'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie Presidente.
Io sinceramente rispetto la coerenza dei firmatari di questa mozione che, in linea con l'approccio che ha il Governo nazionale, propongono delle soluzioni però partendo da un approccio sbagliato.
Noi continuiamo ad avere un approccio a questa tematica pensando di risolvere la questione quando questi disperati, molti di questi lo sono, arrivano sulle nostre coste oppure sui nostri confini considerando che l'80% di queste persone, alcuni sono profughi e altri invece semplicemente dei clandestini, arrivano via terra.
Il problema dove sta? Sta nel fatto che, se noi continuiamo ad affrontare la questione quando queste persone arrivano sui nostri confini, non risolveremo mai questa questione.
Noi dobbiamo invertire completamente il nostro approccio e fare in modo di affrontare la questione impedendo a queste persone di partire dai luoghi di origine o, nella peggiore delle ipotesi, di partire dalle coste del nord Africa.
Noi dobbiamo capire che o attiviamo immediatamente, perché la cosa sta degenerando, un'iniziativa di carattere internazionale per fare in modo di bloccare queste persone sulle coste africane e stabilire là presso le coste africane, libiche in particolar modo, dei centri di raccolta attraverso i quali fare anche un'azione di filtro per capire quante di queste persone effettivamente sono profughi e quante invece sono semplicemente dei clandestini. Il primo effetto sarebbe quello di impedire che continuino a succedere le tragedie dei profughi che annegano in mare. Sarebbe un effetto già meritevole.
Il secondo effetto: se creiamo un filtro nelle coste africane avremo la possibilità, facendo una cernita tra profughi e clandestini, di capire anche chi si può insinuare tra i clandestini rappresentando un pericolo per la nostra collettività e quindi le emanazioni del terrorismo internazionale in particolar modo per l'ISIS. Anche questo è un effetto immediatamente tangibile considerando che di questi migranti 2 su 3 non sono profughi ma sono semplicemente dei clandestini.
Se noi agiamo in quella direzione abbiamo la possibilità di affrontare alla radice il problema e poi con interventi della Comunità internazionale bisogna creare le condizioni per tentare di elevare la qualità della vita in questi Paesi dai quali partono questi disperati. Se questi disperati avessero delle condizioni di vita diverse, migliori nei loro Paesi, non abbandonerebbero mai le loro famiglie, i loro cari, la loro patria per venire a tentare migliore fortuna nel nostro territorio.
Quindi è un approccio che deve essere completamente rivisto. Abbiamo detto e capito che non c'è più possibilità per il nostro Paese di ospitare altri disperati che arrivano dalle altre parti del mondo perché ne abbiamo fin troppi di disperati italiani che non riescono a garantire un'esistenza dignitosa a se stessi e alle proprie famiglie. Noi dobbiamo pensare, non perché siamo insensibili alla disperazione di chi cerca miglior fortuna, ma io ho spesso paragonato il nostro Paese a una nave in mezzo al mare che se vuole salvare il maggior numero possibile di naufraghi lo può fare, ma se sulla nostra nave arrivano 100 persone possiamo in qualche modo tentare di dare loro ospitalità ma se ne arrivano 100.000 o ne arriva 1 milione affonda la nave e con essa anche coloro che volevano garantire ospitalità e salvezza agli altri.
Quindi diventa importante fare capire che chi arriva nel nostro Paese prima di rivendicare diritti deve capire che ha dei doveri e tra questi il dovere di rispettare le nostre leggi, la nostra storia, la nostra cultura, la nostra religione.
Non è tollerabile che qualcuno, per non fare un dispetto a chi magari professa una religione diversa dalla nostra, voglia strappare il crocifisso dalle nostre Aule.
Io già ho parlato in più occasioni: in quest'Aula non c'è il crocifisso che non è solo un pezzo di legno ma è il simbolo delle nostre radici cristiane; quindi io chiedo con forza che in quest'Aula, che rappresenta i cittadini veneti, ci sia il simbolo della nostra cristianità e delle nostre radici venete.
Dopodiché se qualcuno vuole professare un'altra religione lo faccia pure ma tenendo presente che noi rispettiamo il loro Credo ma vogliamo che sia rispettato il nostro Credo e con esso tutti i simboli della nostra cristianità.
Allora la cosa forse potrebbe assumere aspetti completamente diversi.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
Il tema del crocifisso è già oggetto di attenzione dell'Ufficio di Presidenza e tra fine agosto e inizio settembre colmeremo questa lacuna.
La parola al consigliere Orietta Salemi.

Orietta SALEMI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Colleghi, credo che questo sia un argomento e un tema che ci divide, non c'è niente da fare e la divisione nasce perché sono divise le forze politiche, sono divisi i singoli individui, è divisa la chiesa su questa posizione. Questo succede perché probabilmente c'è, forse anche involontariamente, una sorta di pregiudizio ideologico che mina a monte e inquina una riflessione che possa essere anche equilibrata.
Il rischio qual è? Il rischio è quello della semplificazione, perché senza voler usare iperboli, noi ci troviamo di fronte ad una emergenza umanitaria, questo è evidente. Il Presidente Zaia lo sottolineava già nel 2011, parlava di un esodo biblico, ma qui siamo di fronte ad una situazione che non è temporanea purtroppo. E' una situazione ormai strutturale, è una situazione che diventerà endemica. Sono giuste le sollecitazioni che venivano dai Colleghi che mi hanno preceduto. In particolare modo il consigliere Berlato parlava di incrementare la qualità della vita nei paesi di provenienza di queste persone. Non c'è dubbio, ma c'è uno stato di guerra e se c'è uno stato di guerra, purtroppo è provocato probabilmente anche dall'Occidente. C'è una responsabilità anche dell'Occidente. Parlo della Libia, io sono nata in Libia nel '61 e vengo da generazioni che hanno colonizzato la Libia. I miei nonni sono venuti via con il Colpo Stato, o meglio sono stati cacciati via con il colpo di Stato del '69 e quindi so cosa vuol dire essere mandati via da italiani allora. Ho vissuto il dramma della famiglia che si è trovata a non avere notizie di che cosa stava succedendo là. Il dopo Gheddafi ha rappresentato la totale rivoluzione e guerra civile.
Quindi il problema qual è? Certamente, consigliere Valdegamberi, le forze dell'O.N.U. e tutto quello che può essere a livello di organismi internazionali, ma con chi si interloquisce nei paesi in cui c'è la guerra? Non è possibile avere nessun interlocutore affidabile per esempio in Libia, ma parliamo della Libia e parliamo della Siria, evidentemente.
In sostanza, rispetto alla posizione che abbiamo assunto con questa Mozione chiediamo di affrontare questo problema, che è un problema complesso e che è un problema di una società che è plurale, con una pluralità di attenzioni. Ci sono ragioni sia per quanto riguarda i disperati che vengono qui e ci sono le ragioni di chi ospita, che siamo noi, ragioni che valgono altrettanto. Abbiamo da una parte le ragioni di chi scappa dai taglia gole, di chi scappa dalla povertà e dalla fame assoluta e la ragione di chi vuole accogliere, anche il Veneto, con atteggiamenti di ospitalità, ma che è una ospitalità contenuta da che cosa? Dalla paura di poter vedersi lesi i propri diritti di convivenza.
Allora ci deve essere una alleanza, e lo dico al Presidente Zaia, tra le Istituzioni, perché è l'unico modo e quando noi chiediamo una accoglienza capillare è perché riteniamo che sia indispensabile che tutte le Istituzioni, a cominciare evidentemente dal Ministero e dal Governo, non vogliamo sottrarre responsabilità, Colleghi, al Governo e al Ministero, è giusto che si trovino e facciano un fronte comune per affrontare questa emergenza. E là dove non si trova una soluzione tra ragioni che sono entrambe valide c'è una tragedia che si consuma. Il grande poeta tedesco Goethe diceva che là dove esiste un conflitto inconciliabile tra ragioni opposte ma entrambe valide, scoppia la tragedia e questa è la verità. Noi ci troveremo a dover gestire una tragedia quando sarà del tutto consumata.
Credo che lo sforzo debba andare nella direzione certamente della fermezza, certamente nel rispetto delle regole. Nell'emendamento alla Mozione noi chiediamo – e lo dico al consigliere Valdegamberi – che siano istituiti dei centri hub per una prima accoglienza nel quale avviene, attraverso un presidio di Polizia, un controllo efficace dell'identificazione e dell'espulsione di persone che hanno subito provvedimenti giudiziari di espulsione.
Noi non vogliamo essere teneri, vogliamo semplicemente dire, e chiudo Presidente, che in realtà dobbiamo essere capaci di metterci nei panni degli altri e forse essere in grado responsabilmente come amministratori e come rappresentanti delle Istituzioni di assumerci questa responsabilità, condividendola con tutti quelli che vogliono evitare di trovarsi di fronte ad una tragedia che non saremo più in grado di gestire.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Orietta Salemi.
La parola al consigliere Montagnoli.

Alessandro MONTAGNOLI (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Per informare il Consiglio che oggi abbiamo depositato una Mozione a firma di una quindicina di Colleghi, dal tema completamente opposto a quello del PD che dice: "Il Governo deve risolvere l'emergenza profughi. Il Veneto dice basta ai clandestini" in maniera ben chiara.
Perché riteniamo che, al di là di quello che ha detto la collega Orietta Salemi, i cittadini hanno ben chiara la situazione in Veneto, e il Veneto, le amministrazioni, la Regione, il Presidente e i sindaci hanno sempre detto sì all'accoglienza ai profughi ma non ai clandestini. Questo è uno degli esempi più lampanti del fallimento totale della politica del Governo Renzi/Alfano, siamo stati anche noi al Governo e questa non era la situazione, anche i dati che citate voi del 2011 erano completamente altri momenti, erano stati fatti degli accordi e oggi la situazione è esplosiva. È sui territori quotidianamente, perché ci andiamo insieme, viene scaricato il problema sui sindaci, tavoli in tutte le province, nessuno sa nulla, condizioni assolutamente inqualificabili nelle località turistiche, nelle località balneari, il caso di Eraclea l'abbiamo visto, il caso di Quinto, il caso che citava il consigliere Valdegamberi a Verona. È una situazione intollerabile, problemi di ordine pubblico e di delinquenza.
Noi diciamo che, se ci sono delle risorse, prima vanno alla nostra gente, ai nostri cittadini veneti, a chi è in difficoltà, a chi ha perso il posto di lavoro. Chi gli spiega che a chi è arrivato ieri - e l'80% sono clandestini - gli diamo 35 euro al giorno, vitto, alloggio e telefonini? Sono tutti giovani, una bella pancetta, le scarpe da ginnastica, l'Iphone e per i nostri anziani, per nostri disperati che hanno perso il posto di lavoro non ci sono i soldi!? Chi glielo spiega?
Ci sono delle priorità, ci devono essere delle regole, devono essere rivisti anche i trattati di Dublino degli altri, perché facciamo i cattivi e poi vediamo cosa succede a Calais. Cosa fanno i poliziotti francesi? Cosa fa Cameron? Non possiamo accogliere tutta l'Africa in Italia, non ci sta e lo diciamo in maniera chiara! E la mozione che portiamo qui e che andremo a discutere in una prossima seduta del Consiglio regionale mette dei punti fermi. Che gli amministratori siano avvisati di chi arriva nel proprio comune e come vengono gestite le risorse con le cooperative sociali, perché sappiamo che sotto c'è tanta delinquenza e anche altri rischi; di dare mandato alla Giunta, Presidente, di rinegoziare anche a livello parlamentare i trattati di Dublino. E un messaggio forte anche al Governo: riteniamo che il Ministro Alfano sia totalmente incapace e ne chiediamo le dimissioni. Chiediamo davanti ai nostri cittadini, lo diciamo in maniera chiara, che se ci sono delle risorse vadano per la Riviera del Brenta, vadano per chi è in difficoltà, aiutiamo quelli che hanno bisogno: i profughi.
Non accettiamo che qualcuno ci venga qui a dire "o questa minestra o saltate dalla finestra", come abbiamo visto oggi sui giornali; regole e patti chiari a livello europeo e anche qui l'Europa ha in maniera chiara segnato un punto, che il problema viene scaricato sull'Italia e basta, abbiamo un progetto politico di riportarli a casa loro. Ma l'Italia non può contenere tutta l'Africa, aiutiamo chi è in difficoltà e basta, basta clandestini, prima il Veneto e prima la nostra gente. Questo è il messaggio della nostra mozione che porteremo in discussione il prossimo Consiglio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Montagnoli.
La parola al consigliere Guadagnini.

Antonio GUADAGNINI (Indipendenza Noi Veneto)

Grazie, Presidente.
Faccio soltanto un conto come ho fatto prima con il Prefetto. 35 euro al giorno, senza considerare tutte le spese accessorie aggiuntive che ci sono, sanità, ordine pubblico perché bisogna controllarli, etc., con i 7 mila immigrati che ci sono per ora perché, l'ha detto il Prefetto, domani potrebbero essere 8 mila, 9 mila, 10 mila, ovviamente un miliardo di abitanti sono destinati ad aumentare, significano complessivamente circa 100 milioni all'anno solo per il Veneto. Considerando che ci sono 20 Regioni, 2 miliardi di euro all'anno di costi vivi per ospitare una minoranza ristrettissima del popolo africano, messa qui temporaneamente e ai quali non si garantisce lavoro, non si garantisce sussistenza, istruzione per eventuali figli, non si garantisce niente di niente.
Quindi una emergenza che è destinata a durare all'infinito, che non si sa come risolverla e che si spera che il problema si trasferisca in Francia, in Germania, in Irlanda e in Islanda, ma nel frattempo sono qua. Non riusciamo a risolvere nessun problema e spendiamo 2 miliardi di euro all'anno di risorse pubbliche.
Non voglio fare polemica, ma quando abbiamo parlato della Riviera del Brenta avevo ringraziato il Governo, e Renzi in particolare, per la grande generosità dimostrata per i 2 milioni di euro concessi. Mi è stato replicato "no, ma sono i primi, arriveranno valanghe di soldi"; 2 milioni sono e 2 milioni restano e spendiamo 2 miliardi per questi. A quelli della Riviera del Brenta risolveremo i problemi, a questi glieli creiamo e basta, perché una volta che sono arrivati vivi - e molti di loro, come ha ricordato il consigliere Valdegamberi, muoiono in mare – quando sono qua sono un problema anche per loro stessi, perché si rendono conto che qui non hanno la possibilità di lavorare, non hanno la possibilità di radicarsi, etc..
Cosa facciamo, continuiamo così? Ci dobbiamo rendere conto che il problema va risolto lì, i 2 miliardi di euro cominciamo a spenderli lì, ammesso che li troviamo e che decidiamo di spenderli. Ma, se li spendiamo, non spendiamoli qui per tamponare una emergenza, spendiamoli là e cerchiamo con 2 miliardi di euro, non lo so, di irrigare 10 chilometri di terreno. Facciamo qualcosa, ma spendiamo beni questi soldi altrimenti sono buttati via! Non si può fare perbenismo su questa cosa. Bisogna rendersi conto che non è possibile risolvere la faccenda qui, perché l'Italia fisicamente è più piccola dell'Africa, come diceva il consigliere Montagnoli. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Guadagnini.
La parola al consigliere Casali.

Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Anch'io condivido come il collega Berlato sicuramente la sensibilità con cui la Collega ha proposto questa Mozione. Però oggi, come Capigruppo, siamo stati quasi due ore con il Prefetto di Venezia che non ha fatto politica ma ci ha dato dei dati essendo esponente dell'Esecutivo, un esecutore del Governo.
Il dato su cui dobbiamo riflettere, e se sbaglio qualche numero i Colleghi presenti prego che mi correggano, il Prefetto ci diceva che in Veneto sono transitati 15 mila uomini, tra profughi, migranti e clandestini. A fronte di almeno il 60% acclarati come clandestini le espulsioni sono state 10, cioè i rimpatri sono stati 10.
Voi capite che in una situazione del genere vuol dire che qualcosa non funziona, vuol dire che qualcosa crea delle condizioni per cui chi vuole trovare fortuna arriva in Italia e questo è intollerabile perché c'è una carenza, un vulnus di legalità. Ed è questo su cui dobbiamo assolutamente insistere, perché se no diventiamo ridicoli.
Vi racconto un aneddoto. Un mio carissimo amico, che è un artista di livello internazionale, è andato ad esporre a Mosca, quindi con tutti gli onori del caso. Durante il suo soggiorno gli è scaduto il passaporto, lui neanche lo sapeva. Alla mattina sono andati nell'hotel 5 stelle dove era alloggiato, l'hanno portato direttamente all'aeroporto e l'hanno rimpatriato in Italia e per diversi anni non potrà tornare in Russia. Adesso sta facendo delle pratiche per cercare di far capire che non c'era dolosità in questa cosa, però questo crea una situazione di normalità.
Condivido, e concludo davvero, quello che diceva l'amico consigliere Stefano Valdegamberi. Un profugo non si porta il telefonino, non si porta la foto della moglie, non si porta nulla in viaggio, ma una cosa sì: un documento per provare che viene da un territorio martoriato dalla guerra. Il fatto che questi soggetti non abbiano, nella quasi totalità dei casi, il passaporto, vuol dire che non sono profughi, ma sono persone che cercano fortune illegalmente. Quindi, Collega, non voterò a favore della sua Mozione, pur avendo capito l'animo etico e umano con il quale l'ha presentata.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Casali.
La parola al consigliere Cristina Guarda.

Cristina GUARDA (Alessandra Moretti Presidente)

Grazie, Presidente.
Allora, parlo come giovane, parlo come giovane sensibile alle dinamiche sociali, pur comprendendo la vostra posizione e di condivisione partitica, però presento una questione da un punto di vista etico.
Leggiamo con attenzione questa Mozione, per favore, leggetela tutti con attenzione perché la terminologia di cui prima si parlava, distinzione tra profugo e migrante qui è ben definito, si dice che nel hub bisogna distinguerli e si dice che i lavori socialmente utili vanno a destinarsi ai profughi e che gli immigrati devono essere rimpatriati. Non stiamo parlando tanto diversamente in questi termini, pur avendo posizioni differenti.
Questa Mozione è precisa nella terminologia e anche nell'approccio per la risoluzione di una problematica di una situazione che stiamo vivendo adesso. Non si tratta di fermarli adesso, ce li abbiamo. Comprendo la vostra posizione, ma sottolineo che, come già fatto appunto dalla collega Orietta Salemi, noi in qualità di Consiglieri regionali dobbiamo tutelare i nostri sindaci e i nostri cittadini per evitare che si verifichino altri fenomeni stile Eraclea; noi dobbiamo tutelarli per far sì che ci sia una giusta suddivisione e che un sindaco non si ritrovi con 200 persone da gestire.
Spiegatemi, quindi, come facciamo a distinguere i clandestini dai profughi senza controlli regolati anche nel nostro territorio? Spiegatemi come facciamo a controllare le cooperative, se noi non interveniamo in prima persona, ne abbiamo la possibilità, perché non lo facciamo? Perché scarichiamo sempre la colpa sugli altri? Come facciamo a regolare e ad aiutare i nostri sindaci per non farli sentire soli? Come facciamo ad impegnare i profughi in lavori socialmente utili, senza dare una direttiva chiara e indirizzare le nostre amministrazioni?
Credo che, a prescindere dalle posizioni politiche e partitiche che ci sono, ci sia una questione di integrità nei confronti dei nostri concittadini che purtroppo si vedono uno di fianco all'altro comparire queste situazioni a modalità fungo. Noi dobbiamo agire e ne abbiamo la possibilità e con gentilezza vi prego di prendere seriamente queste questioni e non soltanto di farne un inneggio.
Parlo da un punto di vista anche emotivo, parliamo anche di questo. Io ho fatto una esperienza in Sicilia, sono stata a Lampedusa e conosco molti siciliani. Loro sono i primi che si ritrovano ad affrontare questa situazione in misura notevolmente maggiore rispetto a noi. Io ho visto persone, lampedusani, che si ritrovano a dover rinunciare nelle loro risorse, che come sapete sono limitati perché loro hanno dei traffici limitati di cibo, di acqua, e loro rinunciano pur di aiutarli. Ma non perché siano persone molto solidali, lo sono sì, ma perché vedono con i loro occhi che cosa succede. Perché tra le persone che arrivano qua sono convinta che ci siano profughi e clandestini che devono essere rimpatriati, ma le persone che arrivano qua sono uomini sì grandi e grossi, ma che arrivano – li ho visti con i miei occhi – e non sanno neanche tenersi in piedi dalla sete che hanno e dallo stremo, donne che arrivano che sono pluristuprate!
Per cui vi ringrazio dell'attenzione, penso che ci sia la responsabilità di prendere con serietà una Mozione che mi sembra del tutto lineare, con dei principi per ristabilire delle ottiche di approccio corrette di idealità all'interno del nostro territorio, non soltanto per favorire e aiutare i clandestini, quanto gli immigrati, quanto i profughi e dare spazio ai profughi e rimpatriare i clandestini, quanto anche per rispettare i nostri cittadini e dare una giusta ripartizione e una giusta regola per aiutare i nostri sindaci. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Cristina Guarda.
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Non volevo intervenire, volevo semplicemente dire che siamo contrarissimi a questa Mozione, però ci tenevo a fare alcune precisazioni.
In particolar modo voglio ringraziare la consigliere Francesca Zottis e tutti i Colleghi del PD che hanno sottoscritto questa Mozione, perché il prossimo atto ufficiale che il Gruppo del Partito Democratico presenta nella X Legislatura è una Mozione a sostegno dei profughi. Questo testimonia l'attenzione che in primis voi avete avuto nei confronti di quei cittadini che vi pagano lo stipendio, ma soprattutto che vi hanno eletti.
Il primo atto ufficiale che viene in aula è la Mozione a sostegno dei profughi, questa è la vostra linea politica, ovviamente, forse perché dovete difendere le scelte folli che lo Stato sta portando avanti a livello nazionale.
A seguito anche della riunione fatta questa mattina con il Prefetto è giusto evidenziare alcuni dati. Il consigliere Casali ha parlato dei 15 mila arrivi che abbiamo avuto in questo anno e mezzo in Veneto; il Prefetto ci ha anche detto che di questi 15 mila di circa 9 mila persone non sappiamo più nulla, non sappiamo se sono ancora in Veneto, se sono ancora in Italia, se sono ancora in Europa, dove sono andati a finire. Quindi già questo testimonia il fallimento dello Stato italiano, perché uno Stato che fa arrivare 15 mila persone in un territorio regionale, li scarica di fronte dove? I comuni, la sede della Croce Rossa, centri di accoglienza, cooperative e quant'altro e poi non sa più nulla, non sa più controllarli, non ne conosce la provenienza e non sa le condizioni sanitarie di queste persone. Lo Stato non sa assolutamente nulla, ce li mette qua.
Il Prefetto ha detto che su 579 comuni solamente 124 hanno dato disponibilità nell'accogliere queste persone, mentre altri 455 sindaci, immagino tutti della Lega, hanno detto che non sono disponibili ad ospitare un solo profugo all'interno del territorio comunale. Ma, secondo voi, questi 'no' sono dovuti perché questi sindaci sono tutti incoscienti e non hanno una minima sensibilità umana e se ne fregano completamente, o perché forse queste persone, questi amministratori di fronte alle continue richieste da parte dei cittadini del proprio comune, non riuscendo a dare delle proposte concrete, ovviamente dicono no anche agli ultimi arrivati? Perché a questo punto ci dobbiamo anche rendere conto che siamo di fronte veramente ad un paese con cittadini di serie A e cittadini di serie B.
Quando sento citare il Regolamento di Dublino, che l'abbia approvato Berlusconi o il Governo Prodi, o qualsiasi altro Governo a me poco interessa. Però se vado a guardare i dati dei migranti del 2008 sono cifre irrisorie rispetto ai migranti del 2014 e del 2015. Perché se nel 2008-2009 sono arrivati circa 20 mila migranti, oggi stiamo parlando di circa 170-200 mila arrivi all'anno, di persone di cui non conosciamo la provenienza, di cui non conosciamo se sono dei terroristi, che cosa vengano a fare in Italia e che cosa stiano cercando.
E io, visto che il consigliere Cristina Guarda ha detto che dobbiamo leggere con attenzione la Mozione, dovrei sostituirmi come Regione allo Stato creando degli hub regionali per accogliere chi? Spendendo soldi dei veneti, trovando delle intese con le comunità locali, per far fronte a chi? Al fallimento da uno Stato che siccome da 4 anni è incapace di risolvere la questione dell'immigrazione devo farmi carico di questo? Devo spendere i soldi dei miei cittadini per fare cosa? Per dare risposte a chi? Quando abbiamo fuori dai comuni centinaia di persone che sono alla disperazione.
Mi chiedo quale sia il senso da parte di un movimento politico, rappresentato all'interno di un Consiglio regionale, di presentare una Mozione del genere, pur sapendo che la Regione ha competenze molto limitate. Continuate a citare questa storia della Conferenza Regione–Autonomie Locali del 10 luglio 2014: portateci qui un documento scritto dove la Regione Veneto ha detto che è disponibile ad accogliere tot profughi all'interno del proprio territorio, portatecelo. Comunque finitela di presentare queste Mozioni perché da questa parte troverete sempre un muro, non è assolutamente degno di questo Consiglio regionale continuare a parlare di problematiche che non riguardano questo ente e questa Istituzione.
Per quanto riguarda l'hub regionale, l'ha detto anche questa mattina il Prefetto, se non c'è una condivisione politica da parte di tutte le forze politiche creare un hub vuol dire creare nuove tensioni sociali sui territori, sui comuni o dove si deciderà di fare questi centri di prima accoglienza, ma vuol dire veramente dare carta bianca al Governo. Perché se domani mattina dico "faccio il centro hub a Venezia", da domani mattina il Governo inizierà a mandarci flotte e flotte di immigrati, fino a quando? E' una emergenza, è dal 2011 che c'è questa emergenza! Però il Governo non sa trovare una minima risposta a questa emergenza. Cameron la sta trovando, ha detto: chi affitta gli appartamenti agli ultimi arrivati 5 anni di galera. Noi gli diamo il premio, gli diamo anche soldi a chi affitta gli appartamenti ai profughi e migranti!
Questo per capire che forse è un paese che non sta funzionando, ma per farvi capire che ci sono troppe persone che, sulle spalle dei profughi, delle povere donne e dei poveri bambini, ci stanno guadagnando migliaia e migliaia di euro. Questa è la vera vergogna.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
La parola al consigliere Alessandra Moretti.

Alessandra MORETTI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Intanto chiederei che, da parte di chi ha parlato adesso, ci fosse un pochino più di rispetto nei confronti dell'opposizione, perché ognuno fa e gestisce il proprio ruolo secondo coscienza. E le dico anche, collega Finco, che il primo atto del partito Democratico è stato quello di depositare una proposta di legge sul Consiglio delle Autonomie Locali, tanto per farle capire quanto noi teniamo all'autonomia degli enti, a differenza di chi blatera autonomia e in 15 anni non l'ha mai fatta. Quindi si informi prima di dire sciocchezze.
Oggi vorrei elevare un po' il tema, cioè o noi continuiamo a parlarci addosso ed evocare demagogia e populismo, oppure iniziamo ad affrontare serenamente, in maniera responsabile, tutti insieme la questione. Se continuiamo a dire che il tema dei profughi non ci riguarda, significa che sono i sindaci che protestano e i nostri concittadini. Invece il tema dei profughi, dell'immigrazione ci riguarda tutti. Tutti. Maggioranza e opposizione.
Ringrazio il Presidente Ciambetti perché, a fronte di una proposta che è venuta dal Partito Democratico, oggi abbiamo avuto l'opportunità di parlare più di un'ora con il Prefetto Cuttaia e di capire da lui, in maniera approfondita, alcuni aspetti della questione, che è una questione drammatica.
Oggi abbiamo avuto tutti delle informazioni importanti. Io credo e ho la fondata speranza, che con oggi siano state gettate le basi di quanto abbiamo fin da subito auspicato, cioè fare squadra. Nessuno ha la funzione in quest'Aula di fare il capo del popolo, perché facendo così non li risolviamo i problemi. Gettiamo benzina sul fuoco, creiamo un gran casino, però intanto i problemi rimangono là fuori e di questo, soprattutto perché prendiamo lo stipendio, ce ne dobbiamo assumere la responsabilità.
Oggi il Prefetto è venuto a farci una proposta: quella, Presidente Zaia, di istituire una cabina di regia, un tavolo regionale nel quale siedono Regione, ANCI, Sindaci e io dico anche il capo dell'opposizione, i Capigruppo dell'opposizione, perché anche noi ci facciamo carico in quel tavolo di rappresentare le istanze del Veneto e di portarle a Roma. Anche noi che non abbiamo responsabilità di governo in questa Regione vi diciamo che siamo disponibili su questa a trovare insieme delle soluzioni, perché i siti che devono accogliere le quote fissate nella Conferenza Stato–Regioni devono essere siti individuati insieme agli enti locali. E ci facciamo carico anche noi di questa responsabilità.
È per questo che abbiamo voluto depositare questa Mozione, intendendola come un impegno comune sul fronte della gestione del fenomeno migratorio. Una carta che vuole mettere al centro la difesa dei diritti di chi vive in Veneto e anche i diritti umanitari di chi scappa spesso da una vita impossibile fatta di guerre e di dolore. Per cercare fondamentalmente la dignità, cosa che non abbiamo il diritto di negare a nessuno. Noi non abbiamo il diritto di negare la ricerca di una dignità, di una vita migliore a chi scappa da situazioni impossibili. Il nostro dovere semmai è quello di tutelare la dignità del vivere di tutti. Dobbiamo farlo per i nostri cittadini e dobbiamo farlo se siamo donne e uomini seri per chi disperatamente ha bisogno di un appiglio di salvezza. Non dobbiamo alimentare una lotta tra disperati, contro uomini, donne tra di loro.
Il nostro 'basta' alle contrapposizioni si traduce, Presidente Zaia, in un'idea di operatività che rappresenta ed è rappresentata da questo tavolo permanente, da questa cabina di regia. Ripeto: basta contrapposizioni, mettiamoci intorno ad un tavolo e troviamo insieme le soluzioni e noi come opposizione, siccome governiamo il paese ma non la Regione, ci mettiamo a disposizione. Questa, consigliere Finco, credo debba essere la nostra attenzione ma di tutti: di chi ha la responsabilità di governare e di chi ha la responsabilità di governare il paese in un'ottica anche europea.
Pensate davvero, Colleghi, che la soluzione dei problemi possa arrivare da continui e terrorizzanti richiami a scenari apocalittici? Con una narrazione da invasione barbarica? Non serve a niente, se non ad alimentare l'arrabbiatura, la paura e lo spavento dei nostri concittadini. Dobbiamo trovare le soluzioni, questo è il nostro compito.
Anche a patto che abbia un minimo fondamento ciò che paventate, mi chiedo perché non agiate concretamente per evitare l'apocalisse che descrivete. Siccome voi, giustamente, Presidente, sostenete che questi popoli vanno aiutati nei loro paese d'origine - e su questo mi trovate d'accordo - mi chiedo perché, Presidente Zaia, le risorse messe a Bilancio riguardanti le azioni di promozione dei diritti umani e di cooperazione internazionale siano state dimezzate per il 2015 rispetto all'anno precedente. So che ci sono difficoltà, ma se riteniamo, Presidente Ciambetti, che quella è la priorità, cioè aiutarli là, allora dobbiamo essere conseguenti anche nei fatti.
Quindi ribadisco la nostra disponibilità, Presidente Zaia, ad un sì convinto alla proposta che è venuta oggi dal Prefetto Cuttaia, mettendoci noi per primi la faccia, in un dialogo costante tra voi e il Governo nazionale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alessandra Moretti.
Le ricordo, avendo avuto la delega fino a qualche mese fa, che negli ultimi 5 anni con la cooperazione internazionale abbiamo fatto circa 250 interventi nell'Africa Subsahariana nel Medio Oriente.
La parola al Presidente Zaia.

Luca ZAIA (Presidente della Giunta – Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Solo per replicare brevissimamente e anche per esporre la posizione del Governo regionale.
Innanzitutto relativamente a quell'intervista vorrei dire che in quell'intervista ci sono alcuni aspetti che non sono stati citati.
Sicuramente confermo quelle frasi che sono state dette che sono frasi che sono attuali anche oggi per me: nessun veneto rifiuterebbe un pezzo di pane, un aiuto a una persona che scappa dalla fame e dalla morte sicura. Ma in quell'intervista – se lei lo volesse anche magari ricordare ai suoi interlocutori - non ci sono solo le mie dichiarazioni ma ci sono anche quelle degli esponenti dell'allora opposizione del Governo di Sinistra che parlavano di invasione e del fatto che dovevamo fermare questi immigrati, ovvero la condizione era contrapposta, cioè chi rappresentava l'allora opposizione, diceva che il Governo di allora non era in grado di gestire i flussi.
Io la vicenda l'ho seguita, assolutamente con coerenza l'ho affrontata e voglio anche ricordarvi che, in tempi non sospetti, proprio in quel 2011, fui il rappresentante dell'unica Regione che si rifiutò di gestire i flussi migratori. Questo non viene mai ricordato: avevamo un Ministro che era il nostro Ministro Maroni, avevamo un Governo che era il nostro Governo, la Regione Veneto fu l'unica che disse "datela al Prefetto questa partita perché noi non ne vogliamo sapere".
E non ne volevamo sapere perché? Perché anche lì ci fu il problema che abbiamo oggi. Cioè quelli che dovevano essere dei profughi erano rappresentati da tunisini che se ne partivano dalla Tunisia, arrivavano qui con le scarpine da ginnastica, gli occhialoni a mascherone, la borsetta a tracolla con i jeans tutti perfettini e dicevano di essere profughi; tant'è vero che un po' di questi signori sono stati anche rispediti a casa.
Voglio ricordare che oggi io capisco "insieme si vince", facciamo tutte le storie che volete, però la verità è un'altra: voi vivete la difficoltà della rappresentanza di un Governo che ha gestito male questa partita.
Nel 2011 quando arrivarono i primi immigrati in Italia col Governo Berlusconi ne arrivarono esattamente 63.000, quello è il numero esatto. Ma quei 63.000 non arrivarono perché in tutta l'Africa si diffuse la voce che arrivando senza documenti sulle coste del nord Africa e con un po' di fortuna ci si poteva imbarcare ed arrivare in Italia senza documenti e spendendo poco; in quell'occasione arrivarono 63.000 persone perché ci fu la Primavera Araba e quindi da tutto il nord Africa si imbarcarono un sacco di disperati, di persone più o meno disperate che cercarono di raggiungere le nostre coste.
Il Governo intervenne, fece quelli che voi ricordate sempre come campi di prima accoglienza che poi furono ovviamente osteggiati e anche condannati dall'Europa, ma l'anno successivo nel 2012 gli immigrati in Italia furono 13.000, Governo Monti, cioè gli effetti delle scelte del Governo Berlusconi si tradussero in 13.000 immigrati.
Nel 2013 Governo Letta 43.000, nel 2014 Governo Renzi 170.000, 2015 Governo Renzi chiuderemo con circa 200.000 immigrati.
Noi non stiamo oggi difendendo una fase emergenziale ma ci troviamo davanti ormai a un processo che si è innescato che è terribile. Ovvero in Africa si è diffusa la voce che è facilissimo arrivare in Italia e poi in Europa, tant'è vero – qualcuno si scandalizzò per le mie frasi di qualche settimana fa e qualcuno lo ha detto prima "2 su 3 non sono profughi" ma non è mica una partita da poco: vuol dire che comunque noi su 200.000 ne abbiamo almeno 130.000 che non c'entrano nulla con i profughi.
Un discorso è ospitare persone che hanno bisogno e un discorso è ospitare persone che non hanno bisogno, che sono dei clandestini.
La partita viene fuori e qualcuno si è agitato perché ho detto: "ma come si fa a scappare dalla fame e avere tutti quei muscoli?" Ma io ve lo ripeto perché se voi andate in quella scandalosa soluzione di ospitalità che è a Eraclea li vedete lì dai balconi che guardano giù la piazza, vanno in giro per la spiaggia e la quasi totalità sono ragazzi che comunque sono in ottima forma fisica, hanno il loro iPhone con le cuffiette per ascoltarsi la musica e vivono comunque in situazioni che dici: questi non sono scappati da morte e da fame sicura.
Se poi vedi che gettano anche il cibo a terra, ti rendi conto che il rispetto per il cibo e per l'alimentazione, da parte di uno che ha patito la fame, non c'è. I nostri vecchi ripuliscono il piatto tre volte in maniera tale che non resti più niente, invece questi buttano il cibo a terra! Se voi ci venite a chiedere di dare risposta a questa gente vi diciamo di no. Si può essere anche in condizioni contrapposte.
Cercherò di fare veloce ma ci tengo a dirvi questo, quanto al ruolo della Regione all'interno di tutta questa partita noi non abbiamo votato assolutamente il 10 luglio 2014.
Finitela di citare la famosa frase dell'assessore Garavaglia della Regione Lombardia che è a verbale che dice "Anche il Veneto condivide le premesse". A parte il fatto che: 1) se leggete tutto il verbale le premesse erano sul fatto che non c'era copertura finanziaria nel condividere le quote; 2) nella Commissione Stato-Regioni non esiste il voto di delega, cioè Garavaglia non avrebbe mai potuto votare e non può votare nessuna Regione per altra Regione.
Qualcuno potrebbe dire: allora il Veneto ha la colpa di non essere andato ad esprimere la sua posizione.
Sì, non ci siamo andati per evitare di bloccare l'intesa perché il gentleman agreement, cioè accordo tra gentiluomini, prevede che la Regione che è minoritaria, che è da sola e che è per il no, non va a bloccare un provvedimento che va bene per tutti. Questo è quello che accade.
Allora lì si decisero le quote. A noi toccarono 3.966 o giù di lì, quella quota è stata riaggiornata due o tre volte. Quindi finitela di dire che il Veneto non ha accolto i suoi immigrati perché gli immigrati dell'accordo 10 luglio 2014 li abbiamo accolti tutti. Ce li abbiamo tutti.
Oggi stiamo parlando di quote che non sono più neanche oggetto di negoziazione. Stiamo parlando di quote che non sono più oggetto di alcun accordo Stato-Regione. Sfido chiunque a dirmi il contrario.
Siamo qui ad interpretare e poi qualcuno dice "Zaia è andato a Quinto a fomentare", ma a fomentare cosa? Ma che si ringrazi Dio che ci sono andato io a Quinto.
Io sono arrivato il giorno dopo, non avevo mai visto quella gente, dai giornali mi dicono e ai dei cittadini "guarda che lì sta venendo fuori casino" e la prima cosa, quando sono arrivato lì, gli ho detto: se qualcuno ha intenzione di fare casino io mi giro e vado via. Tant'è vero che tutta la partita di Quinto poi è stata gestita in accordo col Ministero, che sia chiaro. Anche il Ministero ha condiviso che lì non ci potevano stare 101 immigrati e che è stata gestita male quella partita.
Allora da un lato abbiamo delle partite gestite male, dall'altro finiamola col dire che "quell'accordo prevede..." perché quell'accordo prevede delle cose chiare: 1) che non c'è l'emergenza di Protezione Civile nazionale quindi il tema lo gestisce il Prefetto, non c'è l'ordinanza di Protezione Civile; 2) che c'è' un tavolo di coordinamento nazionale e uno regionale, quindi sono tavoli di coordinamento; 3) la competenza nella catena decisionale passa dal Ministero, quindi al Governo, al Prefetto.
Il Prefetto in Veneto non trova substrato utile: non sarà mica colpa mia se su 579 Sindaci 5 solo dicono di sì. Se i Sindaci di Centrosinistra sono il 30% della comunità veneta fate intanto dire di sì al vostro 30%, potrebbe essere un bell'apripista. Ovvio che ve lo dico come provocazione perché non sarà mai possibile.
Il coordinatore dei Sindaci del Veneto, dell'ANCI, mi risulta che sia di quell'area politica, però giustamente poi in un territorio antropizzato come il nostro, in un territorio dove in Comune gli abitanti medi sono di quasi 3.000 persone, tu non puoi pensare a dire a tavolino in quei "cavolo" di uffici a Roma che 10-20-30 persone nel mio Comune – che si chiama Godega di Sant'Urbano - non le vede nessuno, perché non è così, noi non siamo abituati a vedere gente che non fa nulla tutto il giorno.
Vi ricordo che in Veneto abbiamo 42.000 immigrati che non hanno lavoro. Se voi voleste fare un Consiglio straordinario facciamolo su quei 42.000 immigrati che ci chiedono lavoro, non ce l'hanno e vediamo se sono integrati? Facciamolo sul fatto che questa Regione è una delle prime quattro in Italia per numero di immigrati. Ne abbiamo 517.000, l'11% della popolazione, diciamo che noi abbiamo già dato.
Qualche anno fa noi protestavamo – e mi scuso per la lunghezza ma chiudo velocemente - perché gli industriali del Veneto, sto parlando di 15 anni fa, volevano come unica intelligente soluzione, rispetto all'ospitalità di loro lavoratori extracomunitari, realizzare i quartieri ghetto cioè prendere dei condomini con delle procedure agevolate, fare qualcosa di edilizia un po' più raffazzonata da pochi soldi perché noi risolviamo il problema ospitalità. Sapete chi ha fatto la battaglia con i Piani regolatori per dire agli industriali che se c'era un lavoratore questo doveva entrare nei condomini insieme agli italiani?
Non abbiamo detto: rimandateli a casa. Abbiamo detto: l'integrazione la si fa sul serio.
Oggi si ringrazi in Veneto perché noi abbiamo detto che non volevamo le città dormitorio, non volevamo le downtown fuori dai nostri paesi perché quello era il modello che qualcuno definiva di grande qualità.
Noi diciamo che come Veneto siamo disposti ad aiutare gli immigrati che scappano dalla morte e dalla fame sicura, vogliamo fare un'espressione di voto su un principio come questo? Tutti diciamo di sì.
Il tema è che oggi 2 su 3 non sono immigrati che scappano da morte e da fame sicura. Noi non abbiamo altro da aggiungere.
La cabina di regia? Ma possiamo fare la cabina di regia, il Prefetto la farà etc., ma è l'ulteriore prova e dimostrazione del fallimento di questa questione, perché uno che sa gestire non ha bisogno di fare la cabina di regia.
Dopo che hai un Comitato nazionale, uno regionale facciamo anche la cabina di regia?!
Peraltro c'è scritto nella lettera del Prefetto, magari vi faccio notare una cosa inutile ma si dice: "Ha proposto la costituzione in Prefettura di una struttura informale di monitoraggio...", troviamoci e capiamo come vanno le cose. Ma questo è il biglietto da visita dello Stato? Cioè: ci troviamo e dopo vediamo se diventiamo una cabina di regia?
Per carità, magari noi saremo sulla strada sbagliata, può anche essere, però siamo convinti delle nostre idee e siamo convinti del fatto che debbano essere aiutati lì.
Il Governo ci troverà sempre al suo fianco quando deciderà. Io l'ho detto un sacco di volte al Presidente del Consiglio e ai Ministri che conosco, l'ho detto anche al Ministro Alfano in un paio di occasioni. Si facciano i campi di prima accoglienza, riconosciamo tutti che l'Italia è stata lasciata sola, riconosciamo a tutti che la comunità internazionale ha avuto un comportamento deplorevole e ci chiediamo a cosa serve l'ONU in queste occasioni, ma campi di prima accoglienza lì, si verifichino le condizioni umanitarie lì cioè se uno scappa dalla morte o dalla fame lì lo censiamo, creiamo dei corridoi umanitari per portarli in terra sicura cioè qui da noi, in Europa etc..
Ma come sta accadendo oggi, come dico sempre io: l'Africa in Italia non ci sta.
Qualcuno dice "Zaia parla di africanizzazione", io non voglio offendere nessuno. Cioè l'africanizzazione è un concetto che non è un concetto di genetica, di razza, è un concetto chiaro, noi non riusciamo ad italianizzare l'Africa perché siamo in pochi ma l'Africa riesce ad africanizzare l'Italia per un ovvio motivo: perché sono molti di più, saranno 1 miliardo di persone.
Allora se qualcuno sta coccolando l'idea che si riesca a svuotare il mare con il secchiello questa è l'operazione giusta: pensare di riuscire a dare una risposta a questi flussi migratori puntando a un'attività di primo soccorso che poi è inutile. Qualcuno prima, forse il consigliere Guadagnini, lo diceva "poi, una volta aiutati, come va a finire?" Va a finire che avremo dei disoccupati, dei diseredati che gireranno per i nostri territori, ai quali non siamo in grado di dare una risposta, risposta che potremmo dare veramente a casa loro.
Quanto ai finanziamenti – ed ho chiuso – non voglio neanche aprire il capitolo di cosa è accaduto nei bilanci degli Enti pubblici in questi anni perché penso sia sotto gli occhi di tutti, dico semplicemente delle due l'una: dovete mettervi d'accordo ma soprattutto guardandovi davanti allo specchio. Il Governo non può dirci prima che noi non ci dobbiamo occupare della politica estera e addirittura mi fate le lettere, perché sono andato una volta a vedere la fiera a Mosca, e dopo ci dite "dovete stanziare soldi per le iniziative umanitarie di evento nazionale", perché obiettivamente grida vendetta questa cosa.
Quindi, guardate, il problema è un problema del Governo, lo ha creato il Governo e lo deve risolvere il Governo.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente Zaia.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Io la ringrazio, Presidente Zaia, per l'intervento e per l'interlocuzione attorno a questi problemi.
Se bastasse il suo intervento per risolvere magicamente i problemi del Veneto e delle comunità venete saremmo a posto. Ma gli immigrati, come giustamente ha ricordato lei, arrivano, arrivano i clandestini, arrivano i profughi e arrivano gli immigrati e si scarica, in assenza di una regia da parte della Regione Veneto, nei confronti delle comunità locali e dei Sindaci che non sono in grado di gestire questo problema e questo fenomeno, né tanto meno – me lo lasci dire - i Prefetti sono in grado di gestire questo fenomeno. Lo saranno sotto il profilo della catena gerarchica, ma non sono in grado di gestirlo perché non conoscono il territorio e non conoscono le nostre comunità.
Il tema dell'aiutarli lì non si risolve attraverso la Libia, Presidente, lei continua a citare la Libia, ma per andare, per entrare in Libia bisogna fare una guerra.
Allora lei deve dire: io sono d'accordo perché si affronti il tema della guerra all'ISIS nei territori della Libia. Chi si occupa meglio di me e meglio di lei delle questioni internazionale, come la Comunità Sant'Egidio, ci spiega per esempio un progetto molto diverso che è quello di affrontare il tema della distinzione tra profughi e clandestini nel Libano e nel Marocco e non certo nella Libia.
Lei e il suo movimento politico continuate a parlare della Libia ma per entrare in Libia, per fare un campo profughi in Libia, come state proponendo e più volte vi sento ripetere questa cosa, non si risolve se non con un conflitto armato.
Più risorse sulla solidarietà internazionale lei sa che quando ha governato queste risorse sono state tolte anche nel Veneto, come giustamente ha ricordato anche il Capogruppo Moretti. Certo non è il Veneto che deve risolvere il problema della solidarietà internazionale ma sicuramente non abbiamo dato il nostro contributo neanche da questo punto di vista.
Il tema vero che noi abbiamo voluto porre con questa mozione, sapendo perfettamente che non l'avreste votata, è che l'assenza di un governo della Regione ha generato un caos in questa Regione a differenza di quello che è avvenuto in altre Regioni che hanno saputo governare meglio della Regione Veneto il fenomeno e il problema della gestione dei profughi si scarica solo su alcuni Sindaci e solo su alcuni Amministratori.
Noi sappiamo perfettamente che circa 5.300 profughi diviso 579 Comuni significa in media una gestione di 10 profughi a Comune; il Comune di Battaglia ha 120 profughi ne dovrebbe ospitare 3 se ci fosse una distribuzione equa, Eraclea 13 ne stanno ospitando 300,Presidente. Lei è Presidente di questa Regione, si porrà il problema del perché ci sono 300 profughi a Eraclea anziché 13, se ci fosse una distribuzione equa in periodo anche estivo?
Lei è il Presidente della Regione con il più alto tasso turistico. Il fatto che lei non affronta questo tema e non affronta questo problema in maniera equa e distribuendolo tra tutti i Comuni, genera che, in una comunità ad alta densità turistica, si scarica il problema di quasi 300 profughi, quando ne potrebbero ospitare in una gestione equa 13.
E poi è inutile ricordarle che l'unica differenza tra il 2011 ad oggi, 70.000 ne sono arrivati nel 2011 e oggi nel 2014 sono arrivati 80.000, quindi siamo a numeri molto simili. Scappavano e fuggivano dai centri della Puglia esattamente come oggi. Non c'è una capacità di gestione, ma l'unica differenza è che allora governava la Lega e oggi no. Questa è l'unica differenza, Presidente!
Non raccontiamoci cose che non sono corrette e se vuole praticare veramente le espulsioni si deve interrogare perché per espellere una persona lei lo sa cosa si deve fare: farsi 800 chilometri con tre poliziotti, raggiungere il primo CIE a disposizione, che solitamente è quello della Puglia che ospita i profughi. Se non pratichiamo le espulsioni è perché lei non si è mai assunto la responsabilità di realizzare un centro adatto alle identificazioni ed alle espulsioni.
Queste sono le cause perché l'Italia non riesce a fare le espulsioni in maniera più efficace, questo è il problema.
Quindi l'assenza di una gestione di governo da parte della sua Giunta ha generato il caos nel quale vivono le comunità venete e i Sindaci delle comunità venete.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
La parola al consigliere Francesca Zottis, per la replica.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente, solo per sottolineare alcuni aspetti. Prima è stata citata giustamente la Sindaca Maria Rosa Pavanello però vorrei ricordare che è una posizione chiara, l'ANCI Veneto, e la Sindaca ne ospita circa una settantina ed è Comune SPRAR. Quindi è uno di quei Sindaci del PD che sta accogliendo comunque fin dall'inizio i profughi. Dopodiché vorrei solo ricordare che all'interno della mozione e anche all'interno della relazione iniziale noi parliamo di controlli, come nella relazione parlavamo comunque di controlli navali, come parliamo di aiutarli lì anche con proposte come quelle che ha citato il consigliere Ruzzante, come parliamo di lavori socialmente utili non a carico comunque dei Comuni o delle risorse pubbliche, come parliamo del controllo delle cooperative che è uno degli aspetti che più ci teniamo anche a sottolineare, anche perché c'è una posizione che però è una posizione personale e io i soldi li darei solo al rendiconto in modo da capire esattamente cosa è stato fatto e cosa non è stato fatto. Perché ci sarebbero degli obblighi di integrazione in termini di percorsi comunque anche di lingue all'interno del nostro Stato quando questi arrivano.
Dopodiché vorrei anche controllare, quando succedono le cose come nel Comune di Eraclea, cosa è realmente successo in quel Comune e soprattutto perché si dice che è colpa del Sindaco, quando il Sindaco lo ha saputo proprio per una mala gestio, perché i Sindaci dovrebbero saperlo prima e su questo siamo perfettamente d'accordo, anche dal Prefetto. Io non le sto dicendo da lei.
Lei è l'unico Presidente di Regione che comunque non si è fatto carico di fare una cabina di regia come hanno fatto tutte le altre Regioni e su questo è inutile che voi alziate la voce.
So che lei non è d'accordo, non è un problema, io la penso così e noi la pensiamo nell'altro modo.
Concludo dicendo che, per quanto riguarda il Partito Democratico, non siamo buonisti perché di controlli e di espulsioni ne parliamo. Parliamo di distinguere e semplicemente chiediamo di affrontare il problema e di non scaricare sui Sindaci quello che non sono in grado di gestire, né in termini informativi né in termini di collaborazione.
Dico solo che il Sindaco di Eraclea l'ha saputo a mezzo stampa che arrivavano e questa - credo che su questo possiamo trovarci concordi - non è assolutamente una cosa che può ancora succedere e da quel Comune, visto come è successo a Quinto, chiediamo di nuovo con forza che vengano trovate delle soluzioni insieme perché da 290 a cui siamo arrivati almeno arrivino a 13. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Francesca Zottis.
Ricordo che esiste un tavolo di coordinamento regionale e il Consiglio territoriale per l'immigrazione che sono istituiti per legge e formalmente che dovrebbero servire, come servono, appunto a gestire queste cose.
La parola al Presidente Zaia, per una breve replica.

Luca ZAIA (Presidente della Giunta – Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
In totale tranquillità, anche nel rispetto di chi è a casa perché magari chi ci ascolta, o meglio vi ascolta, potrebbe pensare che la Regione sia inadempiente rispetto ad alcune incompetenze che ha: andate a leggervi l'accordo del 10 luglio perché non prevede alcuna competenza per la Regione e per i Comuni.
Prevede solo dei tavoli di coordinamento nazionali e regionali, dà tutta la competenza al Prefetto che rappresenta in pieno il Governo nelle decisioni ed è esattamente quello che accade.
Quanto ai Sindaci io non colpevolizzo nessuno ma non venitemi a dire che gli immigrati vanno a Eraclea perché noi non coordiniamo la distribuzione, perché il vero tema è che i Sindaci del Veneto non vogliono gli immigrati.
Ripeto e vi lancio una sfida: su 579 Comuni minimo avete 150 Sindaci, fate una bella lista e scrivete "io ne voglio 3, 2, 1..." e quando avete completato la lista venite qua e ce la date. E allora vi diremo: sì, è vero, sono quei bastardi di Centrodestra che non vogliono gli immigrati e invece quelli di Sinistra sì.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente Zaia.
C'è un emendamento del consigliere Alessandra Moretti che poniamo in votazione prima di passare alle dichiarazioni di voto.
Emendamento n. B0001 presentato dal consigliere Moretti, che prevede:
il dispositivo è così modificato:
le parole: "- sia stabilita una redistribuzione dei profughi nei territori dei comuni veneti secondo il parametro di uno ogni mille abitanti;" sono sostituite dalle parole "- sia stabilita una equa e proporzionale redistribuzione dei profughi nei territori di tutti i comuni veneti secondo un parametro indicativo di uno ogni mille abitanti;".
Nel paragrafo: "- siano accelerati i tempi di esame delle istanze di protezione e del riconoscimento dello status di profughi, aumentando il numero e i componenti delle Commissioni ad hoc costituitesi al fine di rendere temporanea la permanenza dei migranti nelle strutture di accoglienza e di favorire la loro integrazione;" sono eliminate le parole "aumentando il numero e i componenti delle Commissione ad hoc costituitesi".
Dopo le parole: "- venga realizzata una profonda revisione delle disposizioni previste dal Regolamento di Dublino, siglato dal Governo Berlusconi nel 2008, prevedendo una ripartizione equa tra gli Stati membri dell'UE;" sono aggiunte le parole "e un controllo delle partenze e degli arrivi;".
Nella frase: "- si attuino, anche attraverso il ruolo attivo dei Comuni, rigorose misure di controllo", le parole "il ruolo attivo" sono sostituite dalle parole "il coinvolgimento".
Dopo le parole: "- siano istituiti Centri HUB per una prima accoglienza e qualificazione veloce ed efficiente, così come previsto dall'accordo Stato Regioni del 10 luglio 2014." sono agosto giunte le parole ", dotati di un presidio di Polizia e funzionali anche a poter praticare in maniera più efficace l'identificazione e l'espulsione di persone che hanno subito un provvedimento giudiziario di espulsione;".
È aggiunto come ultimo paragrafo il seguente: "- siano resi funzionali e attivi i tavoli di coordinamento tra prefettura, sindaci e Regione al fine di creare una vera cabina di regia."
Pongo in votazione l'emendamento n. B0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Ci sono dichiarazioni di voto sulla Mozione?
La parola al consigliere Alessandra Moretti.

Alessandra MORETTI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Ho ascoltato tutte le considerazioni che sono state fatte e ovviamente ognuno qui rimarrà evidentemente della propria idea, però io ho cercato con il mio intervento di fare un po' un salto di qualità, Presidente Zaia, cioè di verificare, posto che fino adesso le cose non sono funzionate perché se siamo in questa condizione evidentemente qualcosa non è andato, allora siccome ognuno di noi deve farsi carico, chi più chi meno ovviamente, di una parte di responsabilità, perché come lei ha ricordato prima c'è una responsabilità nazionale, c'è una responsabilità europea e c'è una responsabilità anche locale territoriale regionale, sì, perché lei ha ricordato prima che ci sono tavoli nazionali e anche tavoli regionali.
Cerchiamo di guardarci negli occhi e di capire che qua o decidiamo che il problema lo si affronta, oppure continuiamo a fare le battute demagogiche e populiste che non servono a nessuno.
A me non viene da ridere per niente francamente perché mi schiero dalla parte dei cittadini che sono estremamente preoccupati, angosciati, alcuni addolorati, alcuni anche indignati perché il Veneto viene dipinto come una Regione squallida che non accoglie quando siamo la Regione più solidale d'Italia cioè dove c'è il numero più alto di associazioni di volontariato.
Allora possiamo fare insieme un salto di qualità e dire: se il Prefetto ha usato, nella richiesta che le ha avanzato, una terminologia abbastanza vacua, vogliamo aiutarlo noi ad essere più stringente, efficace e produttivo di azioni concrete? Bene.
Noi le chiediamo, Presidente, di attivare questo tavolo, cioè di dare fiducia al Prefetto, di incalzarlo su delle modalità più efficaci. Noi ci stiamo e diamo la disponibilità subito - come lei ha ricordato prima - di dire anche al Governo che bisogna che si faccia un salto in avanti su alcune posizioni. Però a me piacerebbe, indipendentemente dal voto della mozione, che questa sera noi dessimo un messaggio ai veneti di unità e di compattezza.
Il problema dei profughi esiste, nessuno può fare un passo indietro e poi lavarsene le mani, questo è quello che chiedo, diciamo che in quella cabina di regia anche noi che non siamo tenuti ad esserci, ci vogliamo stare e chiediamo da parte sua un'azione di volontà. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alessandra Moretti.
La parola al consigliere Valdegamberi per dichiarazione di voto.

Stefano VALDEGAMBERI (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Voglio solo fare una battuta: solidarietà è diverso da complicità nel seguire dei comportamenti sbagliati.
Il problema è che qui non si fa solidarietà ma si fa solidarietà con chi alimenta questo turpe traffico di uomini.
Io credo che più noi cerchiamo di mettere risorse, buona volontà per favorire l'accoglienza quando il problema sta monte, la politica è sbagliata a monte, tanto più favoriamo questo flusso e tanto più favoriamo chi lucra su questo flusso.
Quindi noi vogliamo essere solidali con chi veramente ha bisogno e non con chi non ne ha bisogno o con chi è clandestino. Questa non è solidarietà, questo significa violazione delle regole che è punita in qualsiasi Paese democratico compreso in Africa, anche in dove le democrazie non ci sono c'è ancora maggiore attenzione nel rispettare l'emigrazione clandestina, è anche lì un reato e anche lì se lei va in vacanza e perde i documenti vedrà che non è così semplice uscirne fuori.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Valdegamberi.
Pongo in votazione la Mozione n. 4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
La Seduta è chiusa.
La convocazione avverrà a domicilio.
Buona serata.

La Seduta termina alle ore 19,30
Il Consigliere segretario
f.to Antonio Guadagnini

Il Presidente
f.to Roberto Ciambetti

Resoconto stenotipico a cura di:
Copisteria Sassaro – Stenotype Transcription Multimedia srl

Revisione e coordinamento testo a cura di:
Giuseppe Migotto

Elaborazione testo a cura di: Elisabetta Fabris

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