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resoconti e verbali [new]

Contenuti: Resoconto n. 30 - 10^ legislatura
Resoconto 30a Seduta pubblica
Mercoledì, 2 marzo 2016
SOMMARIO
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
La Seduta inizia alle ore 14.41

PRESIDENTE

Diamo inizio alla 30a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 5337 del 25 febbraio 2016.
PUNTO
1



APPROVAZIONE VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI.

Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intendono approvati il processo verbale della 26a seduta pubblica di lunedì 8 febbraio 2016, della 27a seduta pubblica di giovedì 11 febbraio 2016, della 28a seduta pubblica di venerdì 12 febbraio 2016 e della 29a seduta pubblica di sabato 13 e domenica 14 febbraio 2016.
PUNTO
2



COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO



Hanno chiesto congedo i consiglieri

Luca COLETTO
Elena DONAZZAN
Luca ZAIA

I congedi sono concessi.

Progetti di legge statale

Sono stati presentati alla Presidenza del Consiglio i seguenti progetti di legge statale:

N. 16 del 19 febbraio 2016
Presentato dal consigliere Berlato
"INTRODUZIONE DEL TEST DI INTEGRITÀ COME MISURA PER CONTRASTARE I FENOMENI DI CORRUZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE"

Progetti di legge regionale

Sono stati presentati alla Presidenza del Consiglio i seguenti progetti di legge:

N. 123 del 12 febbraio 2016
Presentato dal consigliere Possamai
"MISURE PER IL CONTENIMENTO DELLA NUTRIA (MYOCASTOR COYPUS)"

N. 124 del 16 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Berti e altri
"INDIZIONE DI REFERENDUM CONSULTIVO CONCERNENTE L'INIZIATIVA PER L'ATTRIBUZIONE ALLA REGIONE DEL VENETO DI ULTERIORI FORME E CONDIZIONI DI AUTONOMIA, AI SENSI DELL'ARTICOLO 116, TERZO COMMA, DELLA COSTITUZIONE"

N. 125 del 17 febbraio 2016
Presentato dal consigliere Berlato
"LEGGE FORESTALE REGIONALE"

N. 126 del 1° marzo 2016
Presentato dai consiglieri Rizzo, Finco, Bottacin ed altri
"NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI USO DELLA BANDIERA DELLA REGIONE - MODIFICHE E INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 20 MAGGIO 1975, n. 56 "GONFALONE E STEMMA DELLA REGIONE""

Proposta di regolamento

N. 1 del 29 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Villanova ed altri
"REGOLAMENTO SULLE MODALITÀ DI ACCESSO E DI PERMANENZA NELLE SEDI ISTITUZIONALI DELLA REGIONE DEL VENETO, DEGLI ENTI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE, DEGLI ENTI STRUMENTALI E DEGLI ORGANISMI SOTTOPOSTI A CONTROLLO E VIGILANZA DELLA REGIONE"

Interrogazioni

Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti interrogazioni:

a risposta scritta

N. 56 del 27 ottobre 2015
Presentata dai consiglieri Brusco e altri
"FACCIAMO LUCE PROJECT FINANCING PER LA REALIZZAZIONE DELL'AUTOSTRADA MEDIO PADANA VENETA "NOGARA MARE""

N. 58 del 4 novembre 2015
Presentata dai consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco
"A CHE PUNTO È IL RECEPIMENTO DELL'ACCORDO SUGLI INTERVENTI ASSISTITI CON GLI ANIMALI?"

N. 84 del 1 dicembre 2015
Presentata dai consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco
"LA REGIONE FACCIA CHIAREZZA UNA VOLTA PER TUTTE SUGLI INDENNIZZI A FAVORE DEI SOGGETTI DANNEGGIATI DA COMPLICANZE DI TIPO IRREVERSIBILE A CAUSA DI VACCINAZIONI OBBLIGATORIE, TRASFUSIONI E SOMMINISTRAZIONE DI EMODERIVATI"

N. 89 del 2 dicembre 2015
Presentata dal consigliere Conte e altri
"OPERE COMPLEMENTARI ALLA SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA: QUANDO SARANNO REALIZZATE? I COMUNI INTERESSATI SONO STATI COINVOLTI PER LA FASE ESECUTIVA?"

N. 90 del 2 dicembre 2015
Presentata dai consiglieri Conte, Negro, Bassi e Casali
"PIANO REGIONALE DI PREVENZIONE: CHE FINE HANNO FATTO GLI INFORTUNI E LE MALATTIE PROFESSIONALI?"

N. 92 del 3 dicembre 2015
Presentata dai consiglieri Negro, Casali, Bassi e Conte
"AUTOSTRADA NOGARA-MARE ARRIVERÀ MAI A DESTINAZIONE?"

N. 96 del 16 dicembre 2015
Presentata dal consigliere Berlato
"VENETO AGRICOLTURA ED IL PROGETTO SKY FLYWAYS"

N. 97 del 17 dicembre 2015
Presentata dal consigliere Brusco
"PROGETTI DI AMMODERNAMENTO E POTENZIAMENTO DEL SISTEMA INFRASTRUTTURALE DI COLLETTAMENTO E DEPURAZIONE DEL TERRITORIO DEL LAGO DI GARDA"

N. 98 del 17 dicembre 2015
Presentata dai consiglieri Scarabel, Brusco, Berti, Baldin e Bartelle
"COSA INTENDE FARE LA GIUNTA AFFINCHÈ SIA FATTA COMPLETA CHIAREZZA SUI FONDI PUBBLICI EROGATI NELL'AREA DEL PARCO ATTREZZATO "SS ANGELI" NEL COMUNE DI GIAVERA DEL MONTELLO."

N. 145 del 18 febbraio 2016
Presentata dai consiglieri Negro, Casali e Conte
"L'ULSS N. 12 HA VENDUTO ISOLA SANTA MARIA DELLE GRAZIE, LA GIUNTA REGIONALE CONOSCE GLI IMPORTI INCASSATI?"

N. 146 del 18 febbraio 2016
Presentata dai consiglieri Conte, Negro e Casali
"MARGINAMENTI DI PORTO MARGHERA: CI SONO DIRIGENTI DELLA REGIONE VENETO CHE HANNO AVUTO UN RUOLO NELLE COMMISSIONI DI COLLAUDO?"

N. 147 del 19 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Ruzzante
"INCHIESTA SUL "SISTEMA CANEGRATI". IL PRESIDENTE ZAIA PUO' ESCLUDERE IL COINVOLGIMENTO DI CONSIGLIERI REGIONALI LEGHISTI O DI MEMBRI DELLA GIUNTA?"

N. 148 del 19 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Berti
"L'ENNESIMO PROJECT FINANCING CAPESTRO: BUCO MILIONARIO PER L'IMPIANTO INTEGRATO DI FUSINA"

N. 149 del 19 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Berlato
"COPERTURA ASSICURATIVA PER I MEDICI DEL S.S.N. REGIONALE"

N. 150 del 19 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Berti e altri
"COSA SI ASPETTA AD APRIRE IL REPARTO PEDIATRIA E OSTETRICIA-GINECOLOGIA ALL'OSPEDALE S. MARTINO DI BELLUNO INAUGURATO IL 23 NOVEMBRE 2015?"

N. 151 del 22 febbraio 2016
Presentata dalla consigliera Negro e altri
"RISCHIO CHIUSURA DEL PUNTO PRELIEVI PER DONAZIONI EMATICHE PRESSO OSPEDALE DI MALCESINE: LA GIUNTA REGIONALE INTENDE GARANTIRE LA PERMANENZA E L'EVENTUALE INCREMENTO DELLA POSSIBILITÀ DI DONAZIONI?"

N. 152 del 22 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Berti ed altri
"SCANDALO SANITÀ LOMBARDA: IN CHE MODO È COINVOLTO L'ASSESSORE LUCA COLETTO E LA SANITÀ VENETA?"

N. 153 del 23 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Scarabel e altri
"BLOCCO DEL SISTEMA DI GESTIONE DELLE EMERGENZE, PERCHÉ?"

N. 154 del 23 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"DISCARICA ABBANDONATA A MONTECCHIO MAGGIORE, QUANDO PENSA DI INTERVENIRE LA REGIONE VENETO?"

N. 155 del 26 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"PRESENZA DI PFAS NELLE MATRICI ANIMALI E VEGETALI. LA GIUNTA CI SPIEGA COME È LA REALTÀ DELLA SITUAZIONE?"

N. 156 del 26 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"CONTAMINAZIONE DA DIOSSINA, COME INTENDE TUTELARE LA SALUTE PUBBLICA LA GIUNTA REGIONALE?"

N. 157 del 26 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Berti ed altri
"STATO DELL'INSERIMENTO DELL'ULSS 4 NEL REGISTRO TUMORI DEL VENETO"

N. 158 del 29 febbraio 2016
Presentata dai consiglieri Zanoni e Ruzzante
"CONTAMINAZIONE DA PFAS NELLA CATENA ALIMENTARE "NON SOTTO CONTROLLO": COSA STA FACENDO LA REGIONE PER TUTELARE I CITTADINI E I CONSUMATORI? LA REGIONE PORTI IL FASCICOLO PFAS IN PROCURA."

N. 159 del 29 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Ruzzante
"QUANDO SARÀ ADOTTATO IL PIANO REGIONALE DI PREVENZIONE E RIDUZIONE DEI RISCHI CONNESSI ALL'ESPOSIZIONE DI GAS RADON?"

N. 160 del 1° marzo 2016
Presentata dai consiglieri Negro, Bassi e Conte
"COSA SUCCEDE PER LE NOMINE ESU-ARDSU?"

N. 161 del 1 marzo 2016
Presentata dalla consigliera Bartelle
"FITOBIODEPURAZIONE PROGETTO CONSORZIO RSU"

a risposta immediata

N. 132 del 19 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Zanoni
"CASTELFRANCO VENETO (TV): CUMULO DI TERRE E RIFIUTI DEPOSITATO DA SEI ANNI SULLA ROTONDA TRA LA NUOVA STATALE DEL SANTO E LA TANGENZIALE OVEST. QUALE INTERVENTO PER LA RIMOZIONE E LO SMALTIMENTO URGENTE?"

N. 133 del 25 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Sinigaglia
"ATTIVAZIONE DEL CENTRO ORTOPEDICO DELL'OSPEDALE DI CAMPOSAMPIERO (PD): QUANDO SARÀ NOMINATO IL PRIMARIO DI ORTOPEDIA?"

N. 134 del 26 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Guadagnini
"OSPEDALE SAN BORTOLO DI VICENZA, SITUAZIONE INACCETTABILE"

N. 135 del 29 febbraio 2016
Presentata dai consiglieri Barison, Giorgetti
"LA REGIONE SI ATTIVI URGENTEMENTE PER ISTITUIRE UN TAVOLO STRATEGICO PER STABILIRE GLI INTERVENTI INDISPENSABILI ED IMPROROGABILI DI RISTRUTTURAZIONE DELL'ATTUALE SEDE OSPEDALIERA DI PADOVA."

N. 136 del 29 febbraio 2016
Presentato dai consiglieri Barison, Giorgetti
"LA REGIONE SI ATTIVI URGENTEMENTE PER DEFINIRE E PROGRAMMARE GLI INTERVENTI INDISPENSABILI ED IMPROROGABILI DI RISTRUTTURAZIONE DELL'ATTUALE SEDE OSPEDALIERA DI PADOVA."

N. 137 del 29 febbraio 2016
Presentata dalla consigliera Baldin e altri
"PREDISPORRE SUBITO LE LINEE-GUIDA DI CRITERI AMBIENTALI MINIMI DI GARANZIA E PREVENZIONE DAL GLIFOSATO"

con risposta in Commissione

N. 1 dell'11 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Gidoni
"INTENDE LA GIUNTA AUTORIZZARE L'OSPEDALE SAN MARTINO DI BELLUNO A PRESCRIVERE FARMACI DI "SECONDA LINEA" NELLA CURA DELLA SCLEROSI MULTIPLA."

N. 2 del 17 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Gidoni
"PIANO DI CONTROLLO DELLA RINOTRACHEITE BOVINA INFETTIVA (IBR) NEL TERRITORIO DELLA REGIONE DEL VENETO."

Mozioni

Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti mozioni:

N. 105 del 22 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Berti ed altri
"PRESSIONI SUL GOVERNO NAZIONALE AL FINE DI GARANTIRE L'ACCORPAMENTO DEL REFERENDUM SULLE TRIVELLAZIONI ALLA PROSSIMA TORNATA DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2016"

N. 106 del 22 febbraio 2016
Presentata dal consigliere Berti ed altri
"SI ISTITUISCA UNA COMMISSIONE D'INCHIESTA PER FAR LUCE SULLE IMPLICAZIONI DEL VENETO NELLO SCANDALO LOMBARDO"

N. 107 del 26 febbraio 2016
Presentata dai consiglieri Conte, Casali, Bassi e Negro
"LA REGIONE DIA CERTEZZE PER IL NUOVO CENTRO OPERATIVO AUSTOSTRADALE DI PADOVA."
PUNTO
3



INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

Interrogazione a risposta immediata n. 76 presentata il 4 novembre 2015 dai consiglieri Sinigaglia, Moretti, Salemi, Pigozzo e Ferrari "LA GIUNTA REGIONALE INTENDE EROGARE LE RISORSE DESTINATE AL SOSTEGNO DEI MALATI DI SLA E DELLE LORO FAMIGLIE?"

"Premesso che:
- la Sclerosi laterale amiotrofica - SLA è una malattia neurodegenerativa che coinvolge progressivamente i distretti neuromuscolari portando alla disabilità con conseguente impatto psicologico, sociale ed economico;
- si tratta di una malattia devastante per i pazienti e per i familiari, tuttavia la terapia e la presa in carico multidisciplinare possono, in parte, rallentarne la progressione, prolungando la sopravvivenza e, soprattutto, migliorare la qualità della vita, con una riduzione dei ricoveri ospedalieri;
- dai dati del Registro regionale Malattie Rare, al 30 giugno 2014, nel Veneto risultano residenti 528 persone affette da SLA;
- tali pazienti vengono assistiti in gran parte a domicilio dalla famiglia con il supporto dell'assistenza domiciliare e di personale dedicato, usufruendo di contributi regionali quali l'ICDa di cui alla DGR 1338/2013 e i contributi SLA di cui alla DGR 2354/2012;
- i suddetti contributi sono erogati dalle ULSS sulla base delle risorse trasferite dalla Regione del Veneto;
- attualmente le ULSS non sono in grado di erogare i suddetti contributi in quanto le risorse regionali non sono ancora state trasferite nei loro bilanci e per questo motivo stanno ricevendo continui solleciti da parte delle famiglie dei malati di SLA;
- tale ritardo nell'erogazione dei contributi è inaccettabile in quanto genera incertezze, disagi e preoccupazioni nei malati e nei loro familiari che necessitano di un sostegno economico per far fronte alle numerose spese di assistenza.
Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali
chiedono alla Giunta regionale
se e quando intende erogare le risorse destinate al sostegno dei malati di SLA e delle loro famiglie".
La parola al consigliere Sinigaglia.

Claudio SINIGAGLIA (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Molto velocemente per illustrare l'interrogazione.
La SLA è una malattia neurodegenerativa che coinvolge i distretti neuromuscolari portando alla disabilità e ha un grave impatto psicologico, sociale ed economico; è devastante sia per i pazienti che per i familiari.
Dai dati del Registro regionale al 30 giugno 2014 nel nostro Veneto, nella nostra Regione, risultano residenti 528 persone affette da SLA. Gran parte di loro vengono assistiti dalla famiglia con il supporto dell'assistenza domiciliare e di personale dedicato, usufruendo di contributi regionali che vanno sotto la denominazione di "ICDa", che sarebbe l'impegnativa di domiciliarità alta, e i contributi SLA di cui alla DGR 2354/2012. I suddetti contributi sono erogati dalle ULSS sulla base delle risorse trasferite dalla Regione del Veneto.
Quando è stata fatta l'interrogazione le U.L.S.S. non erano in grado di erogare i suddetti contributi per garantire alle famiglie l'assistenza che ho appunto richiamato nelle premesse e l'interrogazione si rivolge alla Giunta e all'Assessore per capire: quando si intendono erogare le risorse destinate al sostegno dei malati di SLA e delle loro famiglie?.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Sinigaglia.
La parola all'assessora Manuela Lanzarin.

Ass.ra Manuela LANZARIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"Con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dell'11 novembre 2011 sono state attribuite alla Regione del Veneto risorse pari a 7.810.000,00 per progetti finalizzati a realizzare e potenziare percorsi assistenziali domiciliari per malati di SLA, per la presa in carico globale della persona affetta ed i suoi famigliari.
Con la successiva DGR n. 2499 del 29 dicembre 2011 la Giunta regionale ha approvato il "Programma regionale attuativo" per gli interventi in tema di SLA, per la ricerca e l'assistenza domiciliare dei soggetti affetti da SLA, approvato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e ha demandato a successivo decreto del Dirigente regionale della Direzione Servizi Sociali la definizione del percorso socioassistenziale integrato nei confronti di soggetti affetti da malattie neurologiche degenerative, con adozione cartella clinica informatizzata, percorsi di formazione per familiari e caregiver, progettazione di nuovi strumenti multimediali e avvio di ricerca finalizzata all'innovazione nelle prassi e nei modelli assistenziali.
Inoltre, con la DGR n. 2354 del 20 novembre 2012 è stato approvato il documento "Atti di indirizzo applicativo" alle Aziende ULSS e la scheda specifica sperimentale per la valutazione della persona affetta da SLA e la successiva DGR n. 1986 del 28 ottobre 2013 con la quale la Giunta regionale ha approvato la rimodulazione delle azioni e del relativo piano economico per gli interventi in tema SLA, individuando in euro 5.632.000,00 la somma finalizzata a dare "Supporto alle famiglie".
Alle Aziende ULSS, con DDR n. 375 del 6 novembre 2012, il DDR n. 254 del 9 luglio 2013 e il DDR n. 52/2014 sono stati assegnati ed erogati complessivamente € 4.233.086,67 sulla base del numero delle persone affette da SLA residenti in Veneto iscritte al Registro Malattie Rare di Padova e sulla base delle graduatorie predisposte dalle stesse Aziende e risultanti dall'applicazione delle indicazioni regionali di cui alla DGR n. 2354 del 20 novembre 2012 e successive modifiche ed integrazioni.
Le Aziende ULSS, sulla base della richiesta della Sezione Non Autosufficienza del Dipartimento Servizi Sociosanitari e Sociali, hanno comunicato il fabbisogno complessivo per l'anno 2015, al fine di procedere con l'assegnazione di risorse per l'anno 2015.
Il Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2015 è stato approvato con legge regionale 27 aprile 2015, n. 7 . L'emanazione del D.Lgs 126/2014 integrativo e correttivo del D.Lgs 118/2011 recante "Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli artt. 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42" ha fissato al 1° gennaio 2015 l'avvio della riforma del sistema contabile, secondo modalità e le tempistiche appositamente definite.
Con deliberazione di Giunta regionale n. 839 del 29 giugno 2015 sono state approvate le direttive per la gestione del Bilancio di previsione 2015 e pluriennale 2015/2017". La circolare regionale "Bilancio previsionale 2015. Avvio operatività ordinaria" prot. n. 225927 del 29 maggio 2015, in applicazione dell'art. 42 del D. Lgs 118/2011, al fine di conseguire il "Pareggio di bilancio" in termini di competenza, ha imposto il divieto di utilizzo delle somme relative ai finanziamenti statali vincolati degli anni precedenti, reiscritte nel bilancio regionale di previsione 2015. Ciò non ha consentito di assumere impegni o reimpegni di spesa di tali fondi fino all'approvazione del rendiconto dell'esercizio finanziario 2014.
Con legge regionale n. 21 del 16 dicembre 2015 è stato approvato il Rendiconto del bilancio della Regione del Veneto per l'esercizio finanziario 2014.
Con decreto n. 39 del 16 dicembre 2015 il competente Dipartimento Servizi Socio Sanitari e Sociali ha provveduto, al fine di garantire la prosecuzione/avvio dei progetti individualizzati a domicilio a favore delle persone con SLA, ad impegnare ed assegnare alle Aziende ULSS le risorse necessarie a soddisfare il fabbisogno 2015."
Poco tempo fa, circa un mese fa, sono stati fatti i nuovi decreti ed è stato già dato mandato alle U.L.S.S. di anticipare i soldi, dove è possibile, in modo di andare incontro, visto che ci sono stati dei problemi tecnici legati alla nuova contabilità, alle esigenze delle persone.
Ho anche incontrato le varie associazioni del comparto e riattiverò il tavolo SLA in modo da capire e uniformare anche per il futuro in maniera più puntuale e precisa l'erogazione di quelle che sono le impegnative di cura domiciliare.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Manuela Lanzarin.
La parola al consigliere Sinigaglia per la replica.

Claudio SINIGAGLIA (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Ringrazio l'Assessore ma non mi dichiaro soddisfatto perché non possiamo trincerarci dietro a difficoltà burocratiche o adempimenti tecnici.
Di fronte a determinati bisogni come questi, che riguardano persone ammalate di SLA e le loro famiglie, a mio giudizio la Regione dovrebbe decidere che di fronte a certi interventi si anticipano le risorse, indipendentemente da quello che la legge prevede e da quello che è la burocrazia.
I soldi c'erano, ci sono, ci saranno, cioè bisogna riuscire a sbloccare questa situazione.
Adesso "se possibile le U.L.S.S. anticiperanno", ma le U.L.S.S. devono anticipare! Non è possibile che chi aspetta i 500 euro o 700 euro per dare un'assistenza dignitosa all'ammalato di SLA che viene trattenuto a casa per avere un'assistenza migliorativa noi diamo i soldi dopo un anno-un anno e mezzo. Non sta in piedi questa cosa.
Chiedo all'Assessore, ma a tutto il Consiglio: di fronte a certe gravità, situazioni gravissime, dobbiamo dare in anticipo i soldi e non dopo un anno o un anno e mezzo, quindi andare in deroga a qualsiasi adempimento burocratico, vincolo di destinazione, perché questo è il richiamo alla dignità delle persone a cui dobbiamo dare una risposta.
Non penso ci siano cose peggiori di fronte a malattie di questo tipo alle quali dobbiamo dare risposta tempestiva, quindi se le U.L.S.S. sono chiamate ad anticipare devono anticipare e devono dare risposta.
Anche questa sarà la valutazione che daremo ai Direttori generali: Direttore generale hai fatto il tuo dovere da questo punto di vista? Ti diamo 10. Non l'hai fatto? Ti diamo 5. Non è pensabile che ci siano famiglie e persone in sofferenza perché noi ci trinceriamo dietro all'esecutività di una legge.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Sinigaglia.

Interrogazione a risposta immediata n. 88 presentata il 19 novembre 2015 dal consigliere Ruzzante "ASSISTENZA SANITARIA PER MUTILATI E INVALIDI DI GUERRA. PERCHÉ LA GIUNTA NON HA COINVOLTO IL CONSIGLIO NORD-ITALIA DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA CIECHI DI GUERRA?"

"Premesso che:
- in data 28 settembre 2015, con delibera n. 1245, la Giunta regionale ha approvato il documento denominato "Linee guida sull'attuazione della legge regionale 26.11.2004, n. 25 recante "Nuove norme regionali in materia d'assistenza sanitaria in favore dei mutilati ed invalidi di guerra, per cause di guerra e per servizio"";
- nel testo della delibera viene riferito che "(...) si è ritenuto opportuno avviare un confronto con i rappresentanti regionali delle associazioni dei beneficiari UNMS (Unione Nazionale Mutilati per Servizio), ANMIG (Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra) e ANVCG (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra) (...)";
- il Consiglio Nord-Italia dell'Associazione Italiana Ciechi di Guerra ha da parte sua comunicato alla Regione la propria sorpresa ed insoddisfazione per la mancata convocazione presso l'Assessorato alla Sanità per esaminare e dare un contributo alle questioni inerenti il provvedimento suddetto;
- in risposta, la dirigente del settore assistenza distrettuale e cure primarie ha precisato che: "trattandosi di una legge regionale ci siamo concentrati sulle rappresentanze solo di rilievo regionale..";
- l'AICG, che si è rivolta direttamente anche al Presidente della Giunta regionale, precisa per contro che "il Consiglio Interregionale Nord Italia opera a tutela di tutti i soci del territorio, incluso, ovviamente, anche quelli del Veneto";
- l'AICG ha sede a Rubano in provincia di Padova e pur facendo riferimento all'interregionale del Nord, ha soci e iscritti provenienti dal Veneto. Poiché il tavolo ha funzioni consultive, è assurdo non consentire a cittadini veneti che tanto hanno dato alla Patria la possibilità di essere presenti al tavolo regionale. È una forma di discriminazione che va superata.
Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere
chiede al Presidente della Giunta regionale
quali sono i motivi che hanno portato all'esclusione di AICG dalle consultazioni che hanno preceduto l'approvazione del suddetto provvedimento."
Per questa interrogazione, come d'accordo col proponente, perché chi doveva rispondere era l'assessore Coletto che però è impegnato a Roma in trattative assolutamente importanti per il Veneto, risponderà l'assessora Elisa De Berti.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
La questione è stata sollevata dall'associazione Italiana Ciechi di Guerra e il tema è questo sostanzialmente: la Giunta regionale, in approvazione di un documento denominato "Linee guida sull'attuazione della legge regionale 25/2004 'Nuove norme regionali in materia di assistenza sanitaria in favore dei mutilati ed invalidi di guerra per cause di guerra e per servizio'", ha convocato le associazioni presenti nel territorio veneto, ha convocato l'Unione Nazionale Mutilati per Servizio, l'Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra e l'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. Invece non ha convocato la IGD che ha sede a Rubano, è un'associazione storica del nostro territorio, ha una organizzazione basata su macro aree quindi è organizzata come area del nord-est ma ovviamente, al suo interno, vede iscritti veneti del nostro territorio, tanto che la sede è proprio collocata nella provincia di Padova a Rubano.
È veramente un peccato perché immagino che coinvolgerli non avrebbe comportato nessun problema ed è chiaro che l'essersi sentiti esclusi in qualche modo ha generato una protesta dell'associazione nei confronti della Giunta che io ho raccolto attraverso questa interrogazione.
Volevo capire: quali sono le motivazioni che hanno portato all'esclusione di questa associazione importante e meritoria del nostro territorio?
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Bruno PIGOZZO

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
La parola all'assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

"In occasione dell'iter di predisposizione della DGR n. 1245 del 28.9.2015, di approvazione delle linee guida in materia di assistenza sanitaria in favore dei mutilati ed invalidi di guerra, per cause di guerra e di servizio, sono state convocate le seguenti associazioni regionali – UNMS (Unione Nazionale Mutilati per Servizio), ANMIG (Associazione Nazionale fra Mutilati e Invalidi di Guerra), ANVCG (Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra) - nella convinzione che rappresentassero le posizioni di tutte le categorie di assistiti interessati.
Trattandosi, infatti, di una legge regionale si riteneva che le suddette associazioni fossero esaustive di tutte le rappresentanze regionali. In occasione degli incontri con le medesime gli interessi dei non vedenti sono stati presi in considerazione, discussi e tutelati.
Non vi è stata da parte della Regione nessun intento di esclusione e di disconoscimento del ruolo di alcuno. Si assicura che la disponibilità del Consiglio Nord-Italia dell'Associazione Italiana Ciechi di Guerra al dialogo e al confronto sarà tenuta in debita considerazione per eventuali rivisitazioni delle disposizioni in materia."
Quindi ampia disposizione al confronto.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.
La parola al consigliere Ruzzante per la replica.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Mi dichiaro soddisfatto ovviamente perché la risposta mi pare che recepisca un po' le problematiche sollevate dalla mia interrogazione.
È importante considerarla come un'associazione del nostro territorio, esattamente come le altre.
Capisco che possa portare fuori strada la denominazione perché si chiama "nord-est", ma è solo la denominazione perché in realtà gli iscritti sono iscritti veneti e quindi va considerata alla stessa stregua delle altre.
Considero come impegno la risposta a questa interrogazione, nelle prossime situazioni in cui si dovesse chiedere un coinvolgimento delle associazioni è importante coinvolgere anche questa associazione storica del nostro territorio.
La ringrazio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.

Interrogazione a risposta immediata n. 94 presentata il 27 novembre 2015 dai consiglieri Pigozzo e Zottis ""VIA DEL MARE A4 - JESOLO": LA GIUNTA REGIONALE ANNULLI DEFINITIVAMENTE IL PROJECT FINANCING E ADOTTI URGENTEMENTE UN NUOVO PROGETTO ALTERNATIVO E RISOLUTIVO"

"Premesso che:
- rendere più sicura e scorrevole la viabilità delle strade che conducono alla fascia litoranea della zona di Jesolo è una delle esigenze più sentite dagli automobilisti e dai cittadini residenti in quell'area, consapevoli dell'assoluta necessità di intervenire, in particolare, su quei 18,6 km tra il casello autostradale di Meolo e la città di balneare;
- è altrettanto vero, però, che data l'importanza dell'opera in oggetto, la stessa dovrà essere realizzata sulla base di un progetto ben strutturato ed efficace nel risolvere alcuni nodi cruciali, quali i costi, le ripercussioni sulla viabilità locale, e sull'ambiente.
Considerato che:
- risale al 9 agosto 2013 un'interrogazione a risposta immediata (n. 907) presentata dal Consigliere Pigozzo alla Giunta regionale con la quale si chiedeva di sospendere, per ragioni di opportunità politica, le procedure di gara allora in corso relative alla realizzazione ed alla gestione della superstrada a pedaggio denominata "Via del Mare A4 - Jesolo e litorali";
- a quel tempo si stava infatti concludendo l'inchiesta giudiziaria sul "Sistema Mo.Se." che ha avuto le note ripercussioni sulla politica e l'imprenditoria veneta, andando a coinvolgere pesantemente anche alcuni singoli soggetti legati al progetto della cosiddetta "Via del Mare" attraverso le società "Adria Infrastrutture SpA", "Strade del Mare SpA" e il consorzio "Via del Mare" che avevano ottenuto dalla Giunta regionale (DGR n. 988/2009) il riconoscimento del pubblico interesse per il loro progetto preliminare sulla "Treviso-Mare", oltre alla qualifica di soggetti promotori con facoltà di esercitare il diritto prelazione.
Rilevato che:
- solamente nel gennaio 2015, a un anno e mezzo di distanza dalla presentazione del suddetto atto ispettivo, e soltanto di fronte agli esiti dell'indagine sul "Sistema Mo.Se." che hanno provato anche il coinvolgimento di imprenditori legati al progetto "Via del Mare", la Giunta regionale ha finalmente deciso di sospendere tutte le procedure collegate al progetto;
- fino ad allora la Regione non aveva mai tenuto nella debita considerazione appelli, ricorsi e richieste di chiarimenti sulle criticità del progetto provenienti dai Sindaci, dai rappresentanti di categoria, da alcune associazioni e dalla stessa Provincia di Treviso;
- non è mai stato chiarito il motivo per cui si fosse optato per un piano così oneroso in termini economici e di impatto ambientale, la cui realizzazione dovesse prevedere la formula del project financing, comportando oltretutto una viabilità a pedaggio;
- non è mai stato pubblicamente dimostrato che il progetto approvato fosse migliore rispetto ad altri depositati, in termini di rapporto costi-benefici; esistono invece studi (come quello condotto dall'associazione "Ferrovie a NordEst") che evidenziano le pesanti criticità insite nel piano di Adria Infrastrutture e altri;
- la privatizzazione di ampi tratti di strada pubblica sarebbe di sicuro causa di pericolose interferenze con la viabilità minore;
- manca inoltre, sorprendentemente, la soluzione per risolvere il nodo del tratto finale dell'opera; infatti, dopo la cosiddetta rotatoria "Frova" di Jesolo, il traffico rimarrebbe comunque pesantemente imbottigliato, andando a vanificare la validità dell'intera opera!
Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri
chiedono alla Giunta regionale
se, viste le pesanti ed irrisolte criticità insite nel progetto per la realizzazione della superstrada a pedaggio "Via del Mare A4 - Jesolo e litorali" di "Adria Infrastrutture SpA", "Strade del Mare SpA" e del consorzio "Via del mare", intenda, con la massima urgenza, annullarlo in via definitiva, avviando nel contempo le procedure di approvazione di un progetto alternativo che risolva realmente la congestione del traffico e l'impatto ambientale, così come chiedono da anni i cittadini, le associazioni e i Sindaci dei Comuni interessati."
La parola al consigliere Pigozzo per la presentazione.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
L'interrogazione era stata sollevata per capire esattamente qual è la determinazione da parte della Giunta.
A seguito di vari passaggi precedenti, non ultime le nostre interrogazioni fatte all'epoca sulla opportunità di sospendere l'iter di questa gara che era stata lanciata per i project financing per la strada A4 Jesolo, abbiamo visto una certa sordità all'inizio della Giunta Zaia e alla fine si sono resi conto che forse era il caso di sospendere.
Alla luce di questo percorso travagliato, ritenendo comunque che questo sia un punto critico della viabilità e che debba trovare soluzione, con l'interrogazione chiediamo all'Assessore se non ritenga opportuno resettare, diciamo così, tutto quel percorso, quel processo di costruzione del project financing con una nuova modalità che tenga conto anche di quegli elementi che non erano stati considerati allora. In particolare il rapporto con il territorio e poi la soluzione finale di quella viabilità che comunque nel progetto, che era stato preparato per il project financing, non risolveva la rotatoria finale e quello che succedeva dopo il convogliamento del traffico in prossimità di Jesolo. Quindi la richiesta è quella di ripartire in maniera diversa e più costruttiva.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
La parola all'assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
"In merito all'interrogazione in oggetto, si rammenta che l'iter per la realizzazione dell'opera denominata "Via del Mare: collegamento A4-Jesolo e litorali" è iniziato nel 2007.
Si tratta di un'opera definita "strategica di preminente interesse statale", ai sensi dell'art. 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443, "con il concorrente interesse regionale", e pertanto ricadente nella disciplina di cui agli artt. 161 e segg. del D. Lgs. n. 163/2006.
Pertanto, il relativo progetto preliminare, oltre ad essere stato esaminato dai competenti organi regionali (NUVV, Commissione regionale VIA), ha ottenuto, a seguito di una complessa istruttoria, il parere favorevole del Ministero Ambiente, per quanto attiene la Valutazione dell'impatto ambientale, e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per gli aspetti di propria competenza, ed è stato, successivamente, approvato dal CIPE con delibera n. 56 del 30.04.2012 (pubblicata sulla GURI n. 193 del 20.08.2012).
Nell'ambito della suddetta procedura di approvazione, ai sensi dell'art. 165, comma 5 del D.Lgs. 163/2006, sono stati, altresì, sentiti i Sindaci dei territori interessati, i quali nella riunione del 28.6.2011, hanno tutti espresso parere favorevole al progetto, ad eccezione del solo comune di Roncade, il cui territorio è, tra l'altro, attraversato dall'opera per circa 60 metri, come risulta dal verbale allegato alla DGR n. 938 del 5.7.2011.
In merito al coinvolgimento del Promotore nell'inchiesta "Sistema Mo.Se." si ritiene utile ricordare che, ai sensi dell'art. 38 del D.Lgs. 163/2006, in caso di reati quali "partecipazione a un'organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio (...)" l'esclusione dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni interviene solamente nei confronti dei soggetti nei cui confronti sia stata pronunciata "sentenza di condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, (...)" e solo qualora "l'impresa non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva dissociazione della condotta penalmente sanzionata".
Tutto ciò premesso, si ritiene che all'epoca dell'avvio della procedura di gara per l'affidamento della concessione di progettazione, esecuzione e gestione, avvenuta con DGR n. 121 dell'11.02.2013, non ci fossero gli estremi per l'esclusione del Promotore o per la sospensione della procedura stessa.
Viceversa, essendo pervenute notizie di un'indagine in corso della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia riguardanti direttamente l'intervento "Via del Mare: collegamento A4-Jesolo e litorali" questa Amministrazione ha ritenuto opportuno sospendere la procedura di gara di tale opera in attesa di approfondire tali notizie per il tramite dell'Avvocatura regionale.
Successivamente, come noto, è stata emanata la Legge Regionale 6 agosto 2015, n. 15 contenente, tra l'altro, alcune disposizioni di modifica della L.R. 15/2002 che disciplina la realizzazione di infrastrutture di trasporto, per la progettazione, realizzazione e gestione di autostrade e strade a pedaggio regionali anche tramite l'istituto della finanza di progetto. La suddetta L.R. 15/2015, oltre a norme generali che potranno trovare applicazione per i bandi di gara da pubblicarsi successivamente all'entrata in vigore della legge medesima, all'articolo 4 detta una norma transitoria, di immediata applicazione, introducendo una procedura di revisione e verifica di sostenibilità per le iniziative in regime di project financing avviate ma che non siano giunte alla fase della contrattualizzazione.
Si tratta di valutare se le modifiche, talvolta rilevanti, intervenute nel tempo trascorso e, in particolare, se le variazioni del contesto socio-economico, non pongano dei dubbi sulla utilità, fattibilità e convenienza della iniziativa. Ciò, ovviamente, per evitare di instaurare – con la firma del contratto – un formale rapporto con l'appaltatore la cui difficile sostenibilità generi contenzioso e connessi pesanti oneri a carico del bilancio regionale Per l'attuazione del complesso procedimento di revisione e verifica disciplinato dalla suddetta norma, la Giunta Regionale, con DGR n. 1149 del 01.09.2015 ha attivato il Comitato scientifico, previsto dall'articolo 5 della L.R. 12/1991 "per lo studio e la soluzione delle questioni giuridiche più complesse riguardanti l'attività regionale e dei casi che possono dar luogo a conflitti di attribuzione tra Stato e Regione", costituito presso la Segreteria Generale della Programmazione con DGR n. 2765 del 16 novembre 2010.
Con DGR n. 1504 del 29.10.2015 sono stati quindi individuati i due interventi infrastrutturali per i quali avviare, in via prioritaria, la procedura di revisione prevista dall'art. 4 della suddetta L.R. 15/2015 e precisamente:
1. Autostrada Regionale Medio Padana Veneta Nogara (VR) – Mare Adriatico e collegamento con la A22 "del Brennero";
2. Via del Mare: collegamento A4-Jesolo e litorali.
Attualmente il Comitato Scientifico sta esaminando il primo intervento ed alla conclusione si dedicherà all'esame dell'intervento "Via del Mare: collegamento A4-Jesolo e litorali".
Ad esito dei lavori del Comitato, l'Amministrazione valuterà il permanere o meno del preponderante pubblico interesse della proposta di project financing e la sostenibilità economica della stessa ponendo in essere gli atti conseguenti."

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.
Volevo fare una raccomandazione all'assessore Caner – ma la faccio al Vicepresidente Forcolin – che le risposte che vengono elaborate devono essere contenute, altrimenti superiamo ogni volta i 5 minuti di tempo e andiamo a sforare anche i tempi di organizzazione dell'attività del Consiglio.
La parola al consigliere Pigozzo per la replica.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Intanto ringrazio l'Assessora per aver accelerato la lettura della risposta per restare nei tempi e quindi il Presidente deve dare atto dello sforzo fatto dall'Assessora. La ringrazio anche per la puntualità delle questioni che sono state inserite nella risposta. Sapevamo che questo intervento è dentro alla cosiddetta lista nera della soggetta revisione in base alla legge del 2015, però resta il fatto che il punto critico della viabilità c'è tutto ancora e tra poco, quando partirà la stagione turistica, sappiamo tutti cosa succede in quell'area lì.
In attesa, ci auguriamo sia rapida, della revisione di questo project financing, credo che ci siano le condizioni per fare una valutazione proprio di merito come dice la legge. Alcuni aspetti di quell'intervento sono molto carenti soprattutto la soluzione finale dove il collegamento viario porta il traffico a imbottigliarsi in una specie di strettoia che dopo non ha sfogo e quindi sposta il problema di qualche chilometro più avanti.
Credo che a partire da questa considerazione che è oggettiva insieme a quello che sarà l'esito della verifica sullo strumento project, immagino che quando sia stata fatta la risposta non ci fosse ancora la notizia di conferma della turbativa che è stata confermata dagli organi inquirenti, mettiamo insieme questi elementi e diciamo: ripartiamo.
Quindi chiederei all'Assessora, ringraziandola ancora per la risposta, di darci appuntamento al più presto, appena avremo il risultato della revisione, per capire insieme anche in Commissione come trovare una soluzione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
Abbiamo chiuso questa interrogazione, vedo la richiesta di parlare dei consiglieri Zanoni e Zorzato.
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
È una questione di Regolamento. Lei ha appena accennato adesso esortando gli Assessori a compiere il loro intervento perché i tempi a disposizione sono 3 minuti, ormai è alcuni mesi che siamo qui e ho visto molti Assessori rispondere, devo dire che se tutti avessero avuto un minuto, massimo due, in più avrebbero potuto rispondere in maniera esauriente in modo da dare delle risposte non solo a noi ma anche ai cittadini che ci stanno guardando.
Quindi l'auspicio è una modifica del Regolamento che dà dei tempi a mio avviso non molto in linea con quelle che sono le risposte perché non si tratta di dare molto tempo in più perché sono al massimo 5-10 interrogazioni alla volta quindi vuol dire in totale 5-10 minuti che possiamo veramente dare, questo per consentire un po' a tutti, ma anche agli Assessori che dietro hanno avuto un lavoro di istruzione della pratica probabilmente anche molto importante, la possibilità di rispondere in maniera esauriente agli interroganti. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.
Lei che ha frequentato le Aule europee, sa che in 3 minuti in Europa si fa tanto.
La parola al consigliere Zorzato.

Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)

Grazie, Presidente.
Un po' sullo stesso argomento. Mi sono permesso perché ho visto che l'assessora Elisa De Berti ha risposto a un'interrogazione sulla viabilità, fra l'altro richiamata perché l'ha fatta un po' lunga ma bastava spaccarla in due.
Mi domando perché un'interrogazione del 13 settembre, di due mesi prima di quella a cui ha risposto sulla Jesolo-Mare, non ha ancora risposta ed è quella che riguarda la statale 10. È sul calendario qua ed è dal 3 settembre che aspetto risposta e due mesi prima, non capisco perché... Fra l'altro lei nella risposta ha detto che tre delle opere sono in esame ma non ha citato la statale 10 tra quelle che state esaminando.
Quello che chiedo è: per cortesia, almeno un po' di ordine senza polemica, semplicemente perché dal 3 settembre ad oggi sono passati cinque mesi.
Aggiungo una cosa: quando si vuole si fa veloce, Presidente e si fa veloce anche a consegnare le delibere di Giunta che noi aspettiamo da due mesi.
Ieri la Giunta ha fatto una delibera, l'ha pubblicata e oggi in Commissione abbiamo dato un parere. Se siamo così veloci che la Giunta riesce a fare il provvedimento martedì mattina e deliberarlo al mercoledì in Consiglio, io mi auguro che anche il resto delle delibere ci arrivi per tempo. È solo per curiosità, non per polemizzare ma per essere veloci. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zorzato.
Penso che la Giunta abbia registrato le istanze del consigliere Zorzato.

Interrogazione a risposta immediata n. 116 presentata il 13 gennaio 2016 dal consigliere Bassi "LA GIUNTA REGIONALE È INFORMATA SULLA REALIZZAZIONE DI UN NUOVO CENTRO COMMERCIALE A CASELLE DI SOMMACAMPAGNA?"

"Premesso che:
- il Comune di Sommacampagna con Deliberazione di Giunta Comunale n. 67 del 16/04/2015 con Oggetto: Atto di indirizzo relativo allo studio di fattibilità e proposta urbanistica dell'ambito territoriale circostante la Corte Palazzina in Caselle - per un rilevante insediamento commerciale, sportivo ed espositivo da parte di società private;
- il Comune di Sommacampagna con Deliberazione di Giunta Comunale n. 117 del 09/07/2015 con Oggetto: Precisazioni all'Atto di indirizzo - D.G.C. 67/2015 - afferente allo studio di fattibilità e proposta urbanistica dell'ambito territoriale circostante la Corte Palazzina in Caselle - integrazione elementi di valutazione per il progetto;
- il Comune di Sommacampagna con Deliberazione di Giunta Comunale n. 191 del 05/11/2015 con Oggetto: Atto di indirizzo - D.G.C. 67/2015 e 117/2015 - afferente allo studio di fattibilità e proposta urbanistica dell'ambito territoriale circostante la Corte Palazzina in Caselle - interruzione di confronto sul progetto di fattibilità per mancato deposito proposte;
- gli atti citati hanno suscitato molte perplessità e molta preoccupazione tra i cittadini dell'intera area, tanto che è nato un Comitato che si oppone a questa realizzazione.
Il sottoscritto Consigliere
interroga la Giunta regionale
per sapere se il Comune di Sommacampagna o altro soggetto privato hanno fatto richieste presso la Regione per dare avvio a procedure di autorizzazione urbanistica/commerciale del centro commerciale di cui in premessa e, in caso affermativo, a quale stadio si sia giunti."
La parola all'assessore Marcato.

Ass.re Roberto MARCATO (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
"Con riferimento all'interrogazione in oggetto indicata, pervenuta alla Sezione Commercio il 20 gennaio 2016, si evidenzia che sulla base delle verifiche effettuate presso le strutture regionali competenti in materia di commercio e urbanistica, ad oggi non risultano avviate presso la Regione procedure di natura commerciale e urbanistica ai fini della realizzazione della struttura di vendita, tipologia centro commerciale, indicata nelle premesse dell'interrogazione."

PRESIDENTE

Grazie, assessore Marcato.
La parola al consigliere Bassi.

Andrea BASSI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Completamente soddisfatto. Chiedo se posso poi averne copia a titolo personale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bassi.

Interrogazione a risposta immediata n. 95 presentata il 27 novembre 2015 dai consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco "SALVAGUARDARE IN PRIMIS LA SALUTE DEI CITTADINI DOPO I FATTI DELLA DISCARICA ABUSIVA DI VERONA"

"Premesso che "Discariche abusive, con prodotti pericolosi, tra cui salme provenienti dai cimiteri interrati senza alcun rispetto della normativa, camion carichi di rifiuti intestati ad una ditta calabrese smaltiti in maniera illecita in Veneto" è un'agenzia Ansa a riferire quanto scoperto dalla Polizia stradale di Verona che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di 19 persone, tutti imprenditori residenti nelle province di Milano e Verona, al sequestro di diverse aziende e di circa 35mila tonnellate di rifiuti.
Considerato che:
- l'indagine della Stradale, iniziata a settembre, aveva portato ad una serie di controlli sui mezzi pesanti adibiti al trasporto di rifiuti speciali, e all'analisi dei flussi riguardante la movimentazione dei rifiuti nel veronese. Le verifiche hanno consentito di scoprire un giro d'affari che andava ben oltre la provincia, coinvolgendo diversi imprenditori;
- sono decine le aree individuate, utilizzate come discariche abusive, dove veniva sversato ogni tipo di rifiuto, comprese centinaia di metri cubi di materiali pericolosi contenenti amianto.
Constatato che:
- al termine di questa prima fase dell'indagine sono state denunciate 19 persone e sequestrate (parzialmente o totalmente) otto aziende, due capannoni adibiti a deposito illecito di rifiuti pericolosi, quattro depositi non autorizzati, 35 mila tonnellate e cinque autocarri, e che sono state disposte, inoltre, sanzioni amministrative per circa 300 mila euro;
- a far scattare i sospetti erano stati i controlli su una ditta di autotrasporti con sede in provincia di Crotone ma operante in Veneto;
- nel corso di ulteriori verifiche, la polizia è riuscita ad individuare un'area di circa 4mila metri quadrati, nel comune di Ronco all'Adige, in cui venivano gestiti in modo illecito anche i rifiuti provenienti dalle attività di esumazione delle salme nei cimiteri.
Visto che:
- «gli indagati sono tutti residenti nelle province di Verona e Milano - ha dichiarato il direttore della Polizia stradale di Verona, Girolamo Lacquaniti - e ciò dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che l'illecito guadagno dato dalla gestione illecita dei rifiuti non fa gola solo alla criminalità organizzata del sud ma anche ad imprenditori che agiscono senza alcuna remora per i gravissimi danni ambientali ed i conseguenti rischi per la salute della popolazione»;
- le indagini non sono ancora concluse dato che i controlli da parte della polizia stradale, anche in altre zone della provincia di Verona, fanno ipotizzare una diffusione particolarmente ampia di questo fenomeno criminale.
Constatato inoltre che gli accertamenti sulla pericolosità dei rifiuti sono stati svolti in collaborazione con personale dell'Arpav di Verona, che sta verificando i danni da inquinamento soprattutto relativamente all'illecito smaltimento di materiali contaminati da amianto e sostanze pericolose.
Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per sapere quali iniziative saranno intraprese per salvaguardare la salute della collettività, che vede all'interno del territorio della provincia di Verona di una vasta area contaminata da materiali pericolosi, in primis l'amianto."
La parola al consigliere Brusco.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Con questa interrogazione, che avevamo presentato in data 27 novembre successivamente al rinvenimento di alcune discariche abusive con prodotti anche pericolosi tra cui salme provenienti da cimiteri e interrati senza alcun rispetto della normativa a seguito della scoperta avvenuta per merito dei lavori della Polizia stradale di Verona, si chiede di sapere – nonostante non sia d'obbligo da parte della Regione Veneto una piena responsabilità per questo accaduto – quali iniziative verranno intraprese dalla Regione Veneto tramite la Giunta per salvaguardare la salute della collettività anche in questi siti all'interno della Provincia di Verona e di cui avevamo discusso in Commissione che si vanno ad aggiungere agli oltre 150 che già sono censiti all'interno della nostra Regione.
Questo soprattutto riguarda un caso nello specifico avvenuto dopo che la Polizia stradale aveva eseguito delle indagini e dei controlli a mezzi pesanti adibiti al trasporto di rifiuti speciali che avevano coinvolto un giro di affari che andava ben oltre la Provincia di Verona. Il caso specifico riguarda un sito all'interno del Comune di Ronco all'Adige in Provincia di Verona di circa 4.000 metri quadrati in cui venivano gestiti in modo illecito e depositati in maniera non autorizzata rifiuti speciali. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Brusco.
La parola all'assessore Bottacin.

Ass.re Gianpaolo Enrico BOTTACIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Gli Uffici sono impegnati a rispondere a interrogazioni, tipo questa, dove la Regione non c'entra niente e mi auguro che gli Uffici possano essere più dedicati a rispondere ai cittadini perché su questa questione – ma è un esempio - come su tante altre la Regione non ha competenze specifiche.
"Al fine di argomentare in modo puntuale ed esaustivo riguardo al contenuto dell'interrogazione che ci occupa, con nota prot. n. 492186 del 02.12.2015, i competenti Uffici regionali hanno richiesto agli Enti interessati (Direzione Generale ARPAV, Provincia di Verona e Comune di Ronco all'Adige) una memoria che delinei i contorni della vicenda, così come tratteggiata dall'interrogante...", chiedere ad altri Enti vuol dire allungare naturalmente i tempi perché non dipende da noi la risposta. Lo sottolineo alla luce di quello che è stato detto prima.
"...Dalle relazioni pervenute è emerso, nella sostanza, che, nei primi giorni di novembre 2015, la Polizia di Stato Sezione Polizia Stradale di Verona, ha effettuato delle attività nel corso delle quali sono stati accertati e contestati illeciti ambientali comportanti l'adozione di misure cautelari, nonché l'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie.
In particolare, alla Bo.F. Srl di Ronco all'Adige (VR) è stata contestata la gestione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in assenza della prescritta autorizzazione provinciale. Il Comune, con ordinanza n. 1100 del 05.11.2015, ha ordinato la presentazione di uno studio di caratterizzazione e di un programma di smaltimento finalizzati alla messa in sicurezza del sito, la rimozione e smaltimento dei rifiuti e ripristino dello stato dei luoghi.
Alla B.M. Rottami Srl di Ronco all'Adige (VR) è stata contestata la gestione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in assenza della prescritta autorizzazione provinciale. Il Comune, con ordinanza n. 1101 del 06.11.2015, ha ordinato la presentazione di uno studio di caratterizzazione e di un programma di smaltimento finalizzati alla messa in sicurezza del sito, la rimozione e smaltimento dei rifiuti e ripristino dello stato dei luoghi.
Alla signora Taddei Lucia, proprietaria della Cava Taddei, area dismessa ad uso agricolo, in Ronco all'Adige (VR), in cui sono stati rinvenuti rifiuti edili, tra cui anche amianto, il Comune, con ordinanza n. 1104 del 02.12.2015, ha ordinato la presentazione di uno studio di caratterizzazione e di un programma di smaltimento finalizzati alla messa in sicurezza del sito, la rimozione e smaltimento dei rifiuti e ripristino dello stato dei luoghi.
Nei confronti della Disconzi Scavi Srl di Arcole (VR), che avrebbe trasportato il materiale di riempimento della cava, è in corso un provvedimento amministrativo per l'emanazione di una diffida da parte della Provincia di Verona.
Da ultimo, in Comune di Vigasio (VR), sono stati sottoposti a sequestro gli immobili di proprietà dei signori Longhini Uberto e Richè Ingrid in quanto sono stati ivi rinvenuti rifiuti pericolosi. Il Comune, quindi, ha emesso ordinanza n. 49/2015 intimando la messa in sicurezza degli immobili, la rimozione dei rifiuti e il ripristino dello stato dei luoghi.
Per completezza di informazione, si rappresenta che gli illeciti ambientali sopra descritti sono configurabili come depositi incontrollati o abbandoni di rifiuti di talché, ai sensi dell'articolo 192 del D. Lgs. n. 152 del 2006, la competenza dei procedimenti finalizzati alla rimozione dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi ricade sui singoli Comuni coinvolti.
La Provincia di Verona, con la conclusione dei procedimenti, raccoglie i formulari di conferimento dei rifiuti ottenuti dai Comuni e, se sussistono i presupposti, redige per la Regione del Veneto il processo verbale di constatazione necessario alla riscossione della cosiddetta ecotassa."
Nulla di più. Questo per dire che non siamo noi i soggetti competenti ma l'interrogazione ha richiesto del tempo perché abbiamo dovuto acquisire tutti questi elementi.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Bottacin.
La parola al consigliere Brusco.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Ringrazio l'Assessore, l'ho citato in premessa che la Regione non ha alcun obbligo di presa di responsabilità per quanto descritto nell'interrogazione.
Però è importante che ci sia la posizione politica dietro queste cose, a questi momenti che sono veramente tanti e purtroppo saranno tanti di più perché ne vengono scoperti tanti di più ogni giorno. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Brusco.

Interrogazione a risposta immediata n. 102 presentata il 10 dicembre 2015 dai consiglieri Bartelle, Baldin, Berti, Scarabel e Brusco "LA REGIONE VENETO INTENDE RIPRISTINARE L'OBBLIGO VACCINALE?"

"Premesso che:
- nella Regione Veneto la vaccinazione è facoltativa e gratuita, come stabilito dall'art. 1 della legge regionale 23 marzo 2007, n. 7 , che dispone sia la sospensione dell'obbligo vaccinale per l'età evolutiva per tutti i nati a partire dal 1° gennaio 2008 che la gratuità della prestazione vaccinale attivamente offerta dalle aziende unità locali socio-sanitarie;
- la facoltatività della vaccinazione si estende anche ai vaccini che nel resto d'Italia sono rimasti obbligatori (contro difterite, poliomielite, tetano e virus HBV);
- tutte le vaccinazioni sono comunque rimaste inserite nel calendario vaccinale dell'età evolutiva, approvato e periodicamente aggiornato dalla Giunta regionale;
- l'art. 4 della citata legge regionale prevede la possibilità di ripristino dell'obbligo vaccinale soltanto "in caso di pericolo per la salute pubblica conseguente al verificarsi di eccezionali e imprevedibili eventi epidemiologici relativi alle malattie per le quali la presente legge ha sospeso l'obbligo vaccinale, ovvero, derivante da una situazione di allarme per quanto attiene i tassi di copertura vaccinale (...)";
- come si evince dai dati regionali del "Report sull'attività vaccinale dell'anno 2014 - copertura vaccinale a 24 mesi (coorte 2012) - e monitoraggio della sospensione dell'obbligo vaccinale al 31/03/2015", attesa la facoltatività delle vaccinazioni, si verifica un calo di tendenza nelle vaccinazioni.
La sottoscritta Consigliera
interroga la Giunta regionale
per sapere se la Regione Veneto ha intenzione di ripristinare l'obbligo vaccinale."
La parola alla consigliera Patrizia Bartelle.

Patrizia BARTELLE (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
L'argomento è stato ampiamente dibattuto in Aula anche in passato con la presentazione di mozioni e qui siamo davanti a un'interrogazione che noi avevamo presentato prima della mozione.
Da fonti giornalistiche, dalla preoccupazione che si coglieva a livello regionale da situazioni pubbliche, coglievamo e cogliamo tuttora la volontà della Regione di derogare alla vaccinazione volontaria. Noi, nonostante questo, siamo qui a chiedervene conto e riportiamo dei dati che provengono da fonti e istituti autorevoli che sono il Portale di Epidemiologia dell'Istituto Superiore della Sanità che ad oggi dà una percentuale di copertura alla vaccinazione complessiva del 95% in Italia.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Patrizia Bartelle.
La parola all'assessora Elisa De Berti, in nome e per conto dell'assessore Coletto.

Ass.ra Elisa DE BERTI

"L'andamento delle coperture vaccinali monitorate nella Regione Veneto è in linea con quanto osservato in quasi tutte le regioni italiane e complessivamente a livello nazionale. Pertanto, tale andamento, in calo per le ultime coorti di nascita, non è correlato alla sospensione dell'obbligo vaccinale ma ad un determinato periodo storico.
Andando a vedere nello specifico i cali sono maggiormente marcati in diverse Aziende U.L.S.S. quasi sempre corrispondenti ai territori dove l'attività dei movimenti antivaccinali è più forte. Tale elemento non si riscontra solo nella nostra regione.
A tale proposito la Regione Veneto si è attivata con: campagne di informazione ad hoc per la popolazione; la creazione di un sito informativo internet vaccinarsinveneto.org; la continua formazione degli operatori delle vaccinazioni e degli operatori delle altre aree, tutte volte ad una corretta diffusione delle informazioni sulle vaccinazioni per un'adesione maggiore e più consapevole della popolazione, nel rispetto del singolo e della collettività.
Va osservato poi che le rilevazioni nel breve periodo evidenziano che per le ultimissime coorti dei nati (2014 e primo semestre 2015), le coperture risultano in ripresa. Pertanto, in previsione del consolidamento a 24 mesi di tali dati, non si rileva la necessità a ricorrere al ripristino dell'obbligo, anzi, si ritiene che ciò sarebbe controproducente perché minerebbe il lavoro finora svolto dai diversi livelli coinvolti nell'attività vaccinale per l'acquisizione di un'adesione consapevole da parte dei genitori."

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.
La parola alla consigliera Patrizia Bartelle.

Patrizia BARTELLE (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Mi ritengo soddisfatta della risposta, staremo qui a monitorare i risultati e saremo qui anche a segnalare come verranno applicate le risultanze di questa ricerca. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Patrizia Bartelle.

Interrogazione a risposta immediata n. 111 presentata il 30 dicembre 2015 dal consigliere Ruzzante "TAGLI BOSCHIVI PARCO COLLI EUGANEI: L'OBBLIGO DI VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE SUGLI INTERVENTI SELVICOLTURALI CREA DISAGIO E AGGRAVIO COSTI. QUALI GLI INTERVENTI CORRETTIVI?"

"Premesso che:
- con la DGR n. 2299 del 9 dicembre 2014 la Regione Veneto ha introdotto le "Nuove disposizioni relative all'attuazione della direttiva comunitaria 92/43/Cee e DPR 357/1997 e ss.mm.ii. Guida metodologica per la valutazione di incidenza. Procedure e modalità operative";
- nel provvedimento si ricorda che "(...) l'articolo 5 del DPR 8 settembre 1997, n. 357 e ss.mm.ii. (di seguito DPR 357/97) stabilisce che ogni piano, progetto o intervento, per il quale sia possibile una incidenza significativa negativa sui siti di rete Natura 2000, debba essere sottoposto a procedura di valutazione di incidenza al fine di individuare e valutare gli effetti degli interventi sui siti, tenuto conto degli obiettivi di conservazione stabiliti per ciascun sito. I siti rispetto ai quali va effettuata la valutazione degli effetti sono i proposti Siti di Importanza Comunitaria (pSIC), i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), le Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS), che costituiscono la rete Natura 2000 e di seguito sono denominati siti della rete Natura 2000 (...)";
- il provvedimento contiene inoltre all'allegato B l'elenco degli interventi che devono essere sottoposti a valutazione di incidenza ambientale. Tra questi vengono contemplati gli interventi selvicolturali.
Considerato che:
- in riferimento all'area del Parco Colli Euganei, fino allo scorso anno, per tagli con superficie inferiore ai 2,5 ha, si richiedeva una semplice domanda di taglio senza nessun costo per il privato. Ora invece, alla luce dell'inserimento nel suddetto allegato B della DGR n. 2299/2014, per qualsiasi intervento di taglio, in quanto non considerato più in automatico come migliorativo del bosco, si richiede una Relazione di incidenza che solo un tecnico abilitato può fare;
- tutto ciò va in senso contrario alla logica del provvedimento della Giunta presentato come strumento che punta alla semplificazione delle procedure e alla riduzione dei costi;
- di fatto si innesca un meccanismo che disincentiva il piccolo proprietario di bosco ad intervenire, tenendo conto del fatto che la legna ottenuta spesso viene utilizzata per uso domestico. Lo stesso Ente Parco colli Euganei avrebbe manifestato alla Regione le proprie perplessità evidenziando la conduzione "familiare" delle utilizzazioni boschive nel Parco Colli;
- nel frattempo, dal 2009, giace nei cassetti il piano di gestione dell'Ente, che la Regione non ha mai approvato.
Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere
chiede al Presidente della Giunta regionale
se e con quali provvedimenti correttivi ha intenzione di intervenire in questa situazione di disagio."
La diamo per presentata.
La parola all'assessore Bottacin.

Ass.re Gianpaolo Enrico BOTTACIN (Zaia Presidente)

"Con DGR 09/12/2014, n. 2299 sono stati rivisitati modalità e criteri applicativi in materia di valutazione di incidenza nella Regione del Veneto, con riferimento a quanto disposto dall'art. 5, comma 5, del DPR n. 357/1997 e s.m.i..
La valenza applicativa della suddetta deliberazione si estende all'intera, ampia casistica di iniziative e di interventi ricadenti nella terminazione territoriale della rete Natura 2000. Inevitabilmente, nel suo insieme, il provvedimento appare maggiormente orientato alla valutazione di iniziative, ovvero interventi di ampio respiro; alquanto strutturati, che si prestano, per caratteristiche proprie, ad un processo analitico di valutazione, articolato e puntuale.
È pertanto comprensibile che a un anno di distanza dalla entrata in vigore della DGR n. 2299/2014 e a fronte dei riscontri derivanti dalla sua applicazione, si sono resi opportuni alcuni chiarimenti in materia, in particolare per quelle azioni, iniziative, ovvero interventi di più ordinaria effettuazione e di più contenuta portata, con particolare riferimento alle tradizionali e consolidate attività di manutenzione e gestione del territorio.
Rientrano in questa fattispecie le ordinarie attività di pianificazione e gestione selvicolturale che, da sempre svolte nella Regione del Veneto secondo i principi e con gli obiettivi della selvicoltura naturalistica, risultano intrinsecamente compatibili e funzionali con le esigenze di conservazione e miglioramento degli habitat e delle specie presenti nei siti della rete Natura 2000, come del resto più volte esplicitato in diverse deliberazioni della Giunta regionale in materia di pianificazione e gestione forestale.
A titolo di esempio può essere utile ricordare che, nella loro ordinarietà, le sole richieste e/o dichiarazioni di taglio, corredate dal rispettivo titolo autorizzativo, in applicazione dell'art. 23 della L.R. n. 52/1978 e delle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, in ambito regionale assommano annualmente a oltre 8.000 istanze. Per tale motivo si è ritenuto di dimensionare in modo opportuno l'applicazione della citata DGR n. 2299/2014, rispetto alla quantità di interventi considerati.
Per tale ragione la Giunta regionale, con deliberazione n. 1854 del 10 dicembre 2015, in via transitoria e comunque fino alla valutazione delle specifiche linee guida in materia di pianificazione e gestione forestale da parte dell'Autorità regionale competente per la valutazione di incidenza, ha disposto la deroga a quanto previsto dalla DGR n. 2299/2014, per quanto attiene alla effettuazione delle attività e pratiche selvicolturali sopra cennate apportando conseguentemente un'azione correttiva orientata verso la semplificazione, con valenza generale su tutto il territorio regionale.
Per quanto concerne l'ultimo punto della premessa dell'interrogazione, si evidenzia che il Piano di gestione della Zona di Protezione Speciale Colli Euganei–Monte Lozzo–Monte Ricco, redatto dall'Ente Parco dei Colli Euganei, è stato ricevuto dalla Regione nel mese di gennaio 2011. Tale Piano, anche se non ancora adottato dall'Ente citato, è stato tuttavia utilizzato come base conoscitiva per la redazione delle Priorità strategiche per Rete Natura 2000 (PAF) e per la predisposizione delle misure di conservazione sitospecifiche, che dovranno essere approvate entro il mese di maggio dell'anno in corso."
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Bruno PIGOZZO

PRESIDENTE

Grazie, assessore Bottacin.
La parola al consigliere Ruzzante, per la replica.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Mi dichiaro soddisfatto perché sicuramente la delibera del dicembre 2015 ha affrontato e risolto il problema.
Mi sarei anche risparmiato un'interrogazione se quella delibera fosse arrivata in tempo utile perché io l'interrogazione l'ho presentata in data 30 novembre.
E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 10 gennaio ed era del 10 dicembre. In realtà, quindi, era già stato risolto il problema e io non lo sapevo. Questo mi ha portato a presentare un'interrogazione.
Questa interrogazione è nata dal Consiglio comunale di Galzignano dove un Consigliere di opposizione aveva sollevato il tema attraverso una interrogazione analoga ed è evidente che la soluzione che è stata data dalla Giunta è di buon senso. Cioè qui si tratta di mantenere i due livelli: da un lato ovviamente il controllo ambientale rispetto a un territorio perché tutto ciò che attiene ai tagli boschivi va comunicato e va autorizzato, però è evidente che il problema andava a scontrarsi con i piccoli tagli boschivi, quelli di carattere più qualitativo dal punto di vista paesaggistico che non dal punto di vista di intervento ambientale.
Credo, quindi, che questa deroga sia una buona soluzione, la verificheremo nel tempo, sono convinto che produrrà i suoi risultati quindi mi dichiaro soddisfatto per l'azione che è stata prodotta.
Invito ancora una volta, anche se abbiamo visto con piacere, assessore Caner, l'invio degli ordini del giorno che è avvenuto in tempo utile, continuiamo in questa direzione è un atto veramente dovuto perché ci consentirebbe di lavorare meglio tutti. La possibilità di avere le delibere in tempo utile è il metodo migliore per questo Consiglio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.

Interrogazione a risposta immediata n. 105 presentata il 14 dicembre 2015 dai consiglieri Brusco e Baldin "SERVIZIO FERROVIARIO: PROROGATO PER OTTO ANNI IL CONTRATTO A TRENITALIA CON POTENZIAMENTO DELLE LINEE. COSA HA INTENZIONE DI FARE LA REGIONE PER POTENZIARE ANCHE LE LINEE AFFIDATE A SISTEMI TERRITORIALI?"

"Premesso che:
- dopo molti annunci nello scorso e nel corrente anno, da parte dell'amministrazione regionale, riguardo la scelta di bandire una gara internazionale per l'affidamento del sistema ferroviario sul territorio veneto, si è invece deciso di prorogare di ben otto anni il contratto in essere. È notizia di oggi, infatti, che la Giunta regionale ha approvato lo schema dell'atto di proroga del contratto tra Regione e Trenitalia SpA fino al 31 dicembre 2023, relativo alla gestione dei servizi ferroviari di interesse regionale e locale;
- come riportato sui principali giornali, la scelta di prolungare l'affidamento all'attuale società deriva, oltre che da avere un tempo maggiore per pianificare i contenuti del bando di gara, da un consistente piano di investimenti che Trenitalia si impegna ad attuare sino al 2021 che dovrebbe - nelle intenzioni - potenziare complessivamente il servizio di trasporto, comprese le aree di maggior criticità;
- nei prossimi cinque anni si prevede la modernizzazione della flotta con ulteriori venti convogli, l'acquisto di otto locomotive diesel di nuova generazione, di quattro complessi Vivalto e di sette treni tipo swing, oltre al potenziamento dei siti manutentivi di Verona e Mestre e ad una valorizzazione del trasporto nel bellunese.
Premesso altresì che:
- con la proroga, la Regione assume un'obbligazione di spesa a favore di Trenitalia stimata in oltre 138 milioni di euro l'anno, per complessivi 1.243 milioni;
- da questo provvedimento sono esclusi i servizi relativi alle tratte ferroviarie Rovigo-Chioggia e Rovigo-Verona, dei quali si occuperà Sistemi Territoriali SpA.
Considerato che:
- Sistemi Territoriali SpA è una società per azioni a partecipazione pubblica controllata dalla Regione del Veneto. Opera come gestore dell'infrastruttura Adria-Mestre ed ad oggi ha ricevuto in affidamento i treni passeggeri circolanti sulla ferrovia Rovigo-Chioggia e una parte dei treni sulla relazione Rovigo-Verona Porta Nuova;
- anche le tratte gestite da Sistemi Territoriali, così come quelle affidate a Trenitalia, sono spessissimo oggetto di segnalazioni e lamentele da parte dei pendolari, dovuti all'infrastruttura ferroviaria carente e materiale rotabile non adeguato, con cancellazione di treni sempre più frequenti, anche e soprattutto nelle fasce di massimo picco d'utenza e spesso senza che vengano predisposti servizi sostitutivi.
I sottoscritti Consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per chiedere cosa intenda fare per potenziare le linee non oggetto di accordo con Trenitalia ma gestite direttamente dalla Regione attraverso Sistemi Territoriali SpA, per migliorare il servizio e far sì che, dopo gli investimenti che Trenitalia dovrà fare in seguito al prolungamento dell'accordo, non ci siano utenti di serie A e utenti di serie B, a seconda di che linea ferroviaria prendano."
La parola al consigliere Brusco.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Questa interrogazione fa riferimento alla proroga del contratto in essere per altri 8 anni con Trenitalia SpA ai fini della gestione dei servizi ferroviari di interesse locale regionale.
La decisione di prorogare questo contratto è avvenuta scartando altre possibilità che erano state paventate dalle discussioni in passato come quella di bandire una gara internazionale, comunque questa continuità probabilmente è volta a permettere a Trenitalia di effettuare un piano di investimenti anche pesante a favore delle forzature ferroviarie e sul materiale rotabile.
Il Piano di investimento prevede infatti l'acquisto di nuovi convogli e il potenziamento dei siti manutentivi di Verona e di Venezia-Mestre. La Regione Veneto per questa operazione si assumerà un impegno di spesa di circa 138 milioni di euro l'anno per un totale di oltre 1.200 milioni di euro.
Da questo provvedimento però sono escluse quelle linee che all'interno della Regione Veneto sono gestite o affidate a Sistemi Territoriali, tra cui gestite come la Adria-Mestre oppure a cui vengono affidati treni passeggeri come sono la Verona-Legnago-Rovigo e la Rovigo-Adria-Chioggia.
Questa interrogazione voleva rivolgersi all'Assessore e alla Giunta per chiedere cosa si intende fare anche per queste linee gestite o affidate a Sistemi Territoriali che sono escluse da questo provvedimento al fine di non creare delle discrepanze dal punto di vista strutturale sul territorio o delle ingiustizie nei confronti dei cittadini veneti in base al loro luogo di residenza. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Brusco.
La parola all'assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
"Con DGR n. 2135 del 30 dicembre 2015 la Giunta Regionale ha approvato lo schema di "Contratto per i servizi ferroviari di interesse regionale e locale sulle linee Adria-Mestre, Rovigo-Chioggia e Rovigo-Verona e la gestione della rete e dei beni della linea Adria – Mestre" da sottoscrivere con Sistemi Territoriali SpA, che prevede lo svolgimento del servizio da parte di detto gestore anche sulle linee Rovigo-Chioggia e Rovigo-Verona sino al 31 dicembre 2019.
Si tratta, nello specifico, di due tratte non elettrificate ed in particolare la Rovigo-Chioggia si interconnette ad Adria con la linea Adria-Mestre, anch'essa in gestione a Sistemi Territoriali SpA.
L'affidamento è stato valutato anche alla luce della dotazione da parte di Sistemi Territoriali SpA, nel deposito di Piove di Sacco, di idonea officina in grado di garantire un pronto intervento manutentivo sui mezzi in esercizio ed una puntuale organizzazione dedicata all'espletamento di detti servizi, nonché della disponibilità ad effettuare investimenti in materiale rotabile adeguandolo ad un diverso e più moderno servizio, posto che attualmente viene svolto con mezzi modello ALN663 e ALN668 aventi età superiore a trent'anni.
Stante detta manifestata disponibilità da parte di Sistemi Territoriali SpA di effettuare nuovi investimenti in materiale rotabile, che dovrà essere oggetto di specifica formalizzazione e approvazione si potrà valutare, quindi, la facoltà di applicare la previsione dettata dal Reg. 1370/2007 all'articolo 4 paragrafo 4, che prevede la proroga di un contratto di servizio pubblico del 50% subordinata al fatto che il contratto stesso obblighi l'operatore ad investire in beni, come per esempio materiale rotabile, strutture per la manutenzione o infrastrutture, tenendo conto dell'ammortamento dei beni."

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.

Interrogazione a risposta immediata n. 108 presentata il 21 dicembre 2015 dal consigliere Scarabel "PER QUALE MOTIVO NON SONO ANCORA INIZIATI I LAVORI PER LA PISTA CICLABILE LUNGO LA SS51 ALEMAGNA?"

"Premesso che:
- con delibera della Giunta regionale n. 58 del 24 marzo 2010, è reso esecutivo l'accordo di programma intervenuto in data 23 marzo 2010 tra Regione Veneto, i Comuni di Colle Umberto, Conegliano, Vittorio Veneto, Provincia di Treviso, Anas SpA e l'Impresa Tonon SpA, per l'attuazione organizzata e coordinata di interventi di sistemazione dei punti critici della viabilità della SS51 di Alemagna e contestuale riqualificazione dell'area ex IPSA in Comune di Colle Umberto;
- l'accordo di programma prevede da parte della Regione Veneto l'impegno a realizzare in cofinanziamento con altri enti la pista ciclabile lungo la SS Alemagna.
Considerato che:
- nello stesso piano è previsto anche il prolungamento della pista ciclabile lungo la provinciale 42 (via Roma in Comune di Colle Umberto) cofinanziata dal comune di Colle Umberto e dalla Provincia di Treviso;
- con delibera di Giunta Comunale di Colle Umberto n. 121 datata 17-12-2014 veniva dato incarico al Comune di Conegliano di individuare tra il proprio organico la figura del Responsabile Unico del Procedimento per l'opera "Pista ciclabile lungo la SS 51 di Alemagna";
- con decreto di Giunta Regionale del 27 gennaio 2015 è stato prorogato al 31 agosto 2016 il termine per l'accesso al contributo regionale di €460.000,00 per la ciclabile del Menarè;
- con delibera di Giunta Comunale di Colle Umberto n. 119 datata 10-12-2014 veniva adottato il piano triennale delle opere pubbliche contenente nell'elenco allegato entrambe le opere sopra citate.
Constatato che:
- dalla stessa delibera della Giunta regionale si riconosce la necessità che il programma, rispondendo al pubblico interesse, trovi attuazione integrale, contestuale e coordinata;
- dalla stessa delibera della Giunta regionale è rilevato che gli obiettivi indicati sono tra loro inscindibilmente connessi, in quanto rispondenti ad un unitario disegno viabilistico e urbanistico.
Visto che anche nel programma elettorale della Giunta, a pag. 97, si legge: "I grandi sistemi integrati di mobilità, in grado di diminuire l'impatto sulla qualità della vita e del territorio, non possono fare a meno anche di una diffusa rete delle piste ciclabili, sulla quale la Regione ha già ampiamento investito e continuerà a investire".
Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere regionale
interroga la Giunta regionale
per sapere i motivi e le responsabilità dei ritardi nell'avvio dei lavori di realizzazione della pista lungo la SS51 e della pista lungo la SP42."
La parola al consigliere Scarabel.

Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Con delibera della Giunta regionale n. 58 del 24 marzo 2010 è stato reso esecutivo l'accordo di programma intervenuto in data 23 marzo 2010 tra Regione Veneto, i Comuni di Colle Umberto, Conegliano, Vittorio Veneto, la Provincia di Treviso, ANAS e l'impresa Tonon SpA per l'attuazione organizzata e coordinata di interventi di sistemazione dei punti critici della viabilità della statale di Alemagna e contestuale riqualificazione dell'area ex IPSA in Comune di Colle Umberto.
In particolare col decreto di Giunta regionale del 27 gennaio 2015 è stato prorogato al 31 agosto 2016 il termine per l'accesso al contributo regionale di 460.000 euro per la realizzazione della pista ciclabile del Menarè.
Questa interrogazione in pratica chiede per quali motivi e se ci sono delle responsabilità dei ritardi sull'avvio dei lavori per la realizzazione di queste piste ciclabili?
Siamo anche convinti del fatto che questo sia un punto che ci accomuna nei nostri programmi elettorali visto che anche nel vostro a pagina 97 si legge che i grandi sistemi integrati di mobilità in grado di determinare l'impatto sulla qualità della vita del territorio non possono fare a meno anche di una diffusa rete delle piste ciclabili sulla quale la Regione ha già ampiamente investito e continuerà ad investire, quindi, ripeto, si vuole conoscere se ci sono motivi e responsabilità di questi ritardi?

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Scarabel.
La parola all'assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
"Con delibera della Giunta Regionale n. 332 del 16.02.2010 si è proceduto all'approvazione dello schema di Accordo Quadro di Programma ai sensi dell'art. 32 della L.R. 29 novembre 2001, n. 35 "Nuove norme sulla Programmazione", finalizzato alla sistemazione di punti critici della viabilità della S.S. 51 "di Alemagna" e contestuale riqualificazione dell'area ex IPSA in Comune di Colle Umberto (TV).
Il successivo decreto del Presidente della Giunta regionale del Veneto n. 58 del 24.03.2010 ha reso esecutivo l'Accordo di Programma sopraccitato, firmato in data 23.03.2010 tra la Regione del Veneto, la Provincia di Treviso, il Comune di Conegliano, il Comune di Colle Umberto, il Comune di Vittorio Veneto, ANAS SpA e l'impresa Tonon SpA.
Il soprarichiamato Accordo di Programma prevede tra gli interventi, la messa in sicurezza della S.S. n. 51 "di Alemagna" attraverso la realizzazione del prolungamento della pista ciclabile nei comuni di Conegliano e Colle Umberto, lungo il lato sinistro secondo la direttrice Colle Umberto-San Vendemiano e la cui progettazione dell'opera è stata posta a carico della Regione del Veneto.
Con decreto dirigenziale della allora Direzione Infrastrutture, ora Sezione, n. 388/45500 del 17.11.2010, a seguito di procedura negoziata, ai sensi dell'art. 91, comma 2 del D.lgs 163/2006, si è proceduto all'affidamento dell'incarico professionale per la progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dell'intervento, dando quindi attuazione a quanto previsto nel richiamato Accordo di Programma.
Durante le varie fasi progettuali dell'opera si è provveduto ad effettuare vari incontri e riunioni con gli Enti interessati e in data 14.10.2013, con nota prot. n. 422426 la Direzione Infrastrutture, ora Sezione, trasmetteva il progetto esecutivo ai rispettivi Comuni interessati, assolvendo conseguentemente agli impegni previsti nel richiamato Accordo di Programma del 23.03.2010..." (quindi la Regione quello che doveva fare lo ha fatto).
"...A riguardo con D.G.R. n. 3943 del 22.12.2009 la Regione ha altresì assegnato un contributo di € 460.000,00 al fine di dare materiale attuazione a quanto in argomento.
Oggi la materiale esecuzione dell'opera sulla S.S. n. 51, la cui progettazione era stata posta a carico della Regione del Veneto – che ribadisco la Regione ha attuato – e l'intervento per il prolungamento della pista ciclabile lungo S.P. 42, il cui livello di progettazione, sentito per le vie brevi il Comune di Colle Umberto (TV), è esecutivo, risultano a carico della richiamata Amministrazione comunale, con stazione appaltante la Provincia di Treviso, in qualità di "centrale di committenza" di cui all'art. 3 del D.lgs 163/2006."

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.
La parola al consigliere Scarabel.

Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Mi ritengo soddisfatto della risposta. Proprio ieri è uscito un articolo sulla stampa della Provincia di Treviso dove si diceva che quello che mancava era un parere, un accordo con l'ANAS che sarebbe arrivato in questi giorni.
Mi auguro quindi che, superato questo ostacolo, si dia piena e rapida esecuzione a quest'opera. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Scarabel.

Interrogazione a risposta immediata n. 119 presentata il 14 gennaio 2016 dai consiglieri Casali, Conte, Negro e Bassi "LO STATO SBLOCCA OLTRE UN MILIARDO DI CASSA DAL BILANCIO REGIONALE: FINALMENTE UNA PARTE DEGLI ENTI PUBBLICI, CHE HANNO FATTO DA BANCOMAT ALLA REGIONE, SARANNO RIMBORSATI. COSA SUCCEDERÀ A TUTTI GLI ALTRI SOGGETTI PUBBLICI CHE NON RICEVERANNO DENARI?"

"Premesso che:
- la legge di stabilità 2016 finalmente prevede il superamento del limite imposto dal patto di stabilità per le Regioni e gli enti locali, liberando preziose risorse;
- dai primi dati risulta che, questa nuova modifica normativa, libererà risorse per un importo di circa 1,1 miliardi di euro alla Regione Veneto;
- nelle varie audizioni dei tecnici regionali responsabili del bilancio, in commissione consigliare, è emerso che la Regione ha debiti nei confronti di enti vari, associazioni, consorzi, etc. per oltre 2 miliardi di euro;
- è ormai intollerabile che la nostra Regione non versi il denaro dovuto agli enti pubblici, entro termini commerciali, scaricando il costo del debito e degli oneri finanziari su quest'ultimi soggetti;
- anche liberando tutte le risorse disponibili dal bilancio regionale del 2016 risulterebbero onorati il 50% circa dei debiti nei confronti di enti pubblici.
I sottoscritti Consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per sapere quali strumenti ed azioni intende attivare per pagare i debiti residui degli enti pubblici che non saranno liquidati con le risorse generate dallo sblocco del patto di stabilità."
La parola al consigliere Casali.

Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
La dò per letta e attendo la risposta dell'Assessore.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Casali.
La parola all'assessore Forcolin.

Ass.re Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta-Lega Nord)

"Durante varie sedute in Consiglio Regionale svoltesi nel corso dell'ultima parte del 2015, in particolare durante la seduta straordinaria sui pagamenti del 15/09/2015, è stato ribadito che la Regione del Veneto potrà disporre di circa 1 miliardo e 100 milioni di euro di avanzo di cassa e di entrate correnti pertinenti all'esercizio corrente 2016 prevedibili in un importo compreso tra 1 miliardo e 700 milioni e 1 miliardo e 900 milioni di euro al netto dei flussi sanitari.
In tali occasioni, è stato specificato inoltre che oltre a queste disponibilità di copertura di cassa sussiste anche la possibilità di contrarre, nel corso del corrente esercizio, mutui per copertura disavanzo fino a circa 2 miliardi e 200 milioni di euro. Pertanto, sommando i gruppi di entrate sopra delineate è di tutta evidenza che il pagamento dei debiti residui compresi quelli verso Enti Pubblici potrà essere assicurato nella sua totalità già nel corso del 2016."
Aggiungo, ho avuto un dato che riassume il totale delle entrate - sono 1,1 miliardi di cassa e 1,9 miliardi circa le entrate a libera destinazione, sommano 3 miliardi. Con 2,2 miliardi la possibilità di contrarre indebitamento per pagare questo tipo di debiti vuol dire oltre 5 miliardi di euro. I residui al 31.12.2015 si attestano attorno ai 4 miliardi di euro.
Dal punto di vista finanziario la Regione Veneto può coprire abbondantemente tutti i residui passivi che vi sono al 31.12 dello scorso esercizio. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Forcolin.
La parola al consigliere Casali.

Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Ringrazio l'Assessore per le rassicurazioni e fiduciosi aspettiamo questi pagamenti così come li aspettano molte associazioni, cittadini e realtà che molto fanno per il nostro territorio.
Mi dichiaro soddisfatto e ottimista per quanto sarà il futuro. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Casali.
Rimane ancora l'interrogazione n. 115 del collega Scarabel alla quale doveva rispondere l'assessora Elena Donazzan che non è presente perché in congedo per impegni istituzionali quindi viene rinviata la risposta alla prossima seduta.

Interpellanza n. 5 presentata il 21 dicembre 2015 dal consigliere Guadagnini "150° ANNIVERSARIO DELL'ANNESSIONE DEL VENETO ALL'ITALIA, OCCASIONE PER LA SOLITA RETORICA PATRIOTTARDA O PER UNA ATTENTA ANALISI CRITICA?"

"Premesso che,
tramite un plebiscito-truffa del 21-22 ottobre 1866 il Veneto fu annesso al Regno d'Italia.
Nell'anno prossimo ricorrerà quindi il 150° anniversario di quello che fu, nel bene e nel male, un momento fondamentale per il nostro popolo.
Sono trascorsi cinque anni da quel 2011 nel quale sono stati festeggiati i 150 anni della cosiddetta "unità d'Italia" durante il quale, soprattutto in Italia, per la verità, abbiamo assistito a una serie impressionante di manifestazioni improntate alla più sfrenata retorica patriottarda, con costi esorbitanti e senza un minimo di rilettura critica del risorgimento.
Auspico che almeno nel nostro Veneto ci sia la volontà politica e culturale di rileggere e ristudiare come il Veneto è stato annesso al regno d'Italia e le ricadute sociali, politiche, economiche che investirono la nostra Terra dopo l'arrivo dei Savoia, a partire dalla grande emigrazione veneta che si sviluppò immediatamente dopo.
Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere
interpella la Giunta regionale
per sapere quali iniziative intenda intraprendere al fine di rileggere, ristudiare, approfondire l'annessione del Veneto all'Italia."
La parola al consigliere Guadagnini.

Antonio GUADAGNINI (Indipendenza Noi Veneto)

Grazie, Presidente.
Io ho fatto questa interpellanza perché nel 1866 c'è stata l'annessione del Veneto all'Italia, visto che abbiamo festeggiato i 150 anni della nascita dello Stato italiano nel 1861 con un po' di anticipo adesso, giunti i 160 anni dell'effettiva annessione del Veneto all'Italia, chiedo cosa intenda fare la Giunta per riportare un po' di chiarezza rispetto ai fatti che si sono svolti in quel periodo, tra l'altro non in una accezione totalmente negativa perché almeno i Savoia in quella ricorrenza hanno avuto la bontà di chiedere ai veneti – per carità, con i loro metodi ma sempre hanno chiesto - se avessero piacere di essere annessi allo Stato italiano, ovvero hanno usato lo strumento del referendum per eseguire quella operazione politica di annessione di un territorio e di uno Stato sovrano ad uno Stato sovrano nascente.
Questo dimostra la sensibilità che avevano i Savoia rispetto alle popolazioni che stavano per annettere ma anche il fatto che quella era una monarchia che si è avvalsa di un istituto democratico come è quello che era stato definito "plebiscito" e noi adesso lo chiamiamo referendum, auspicando che la Regione Veneto possa fare presente questa cosa e 150 anni dopo possa difendere la posizione di chi dice: se è stato fatto con la monarchia sabauda, a maggior ragione lo possiamo fare con la democrazia repubblicana italiana. Grazie.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Guadagnini.
La parola all'assessora Elisa De Berti, che risponde per l'assessore Corazzari.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
"L'annessione del Veneto all'Italia rappresenta un evento storico meritevole di essere approfondito e pertanto la Giunta regionale, compatibilmente con le risorse allocate nel Bilancio di previsione 2106-2018 che verrà approvato dal Consiglio regionale, avvierà iniziative di approfondimento anche in un'ottica di revisione storica in merito e sostenendo con il proprio patrocinio eventuali attività proposte da soggetti del territorio."

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.
Il collega Guadagnini mi sembra soddisfatto.
Abbiamo concluso il punto 3 all'ordine del giorno.
PUNTO
4



CONFERIMENTO DELL'INCARICO DI SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO REGIONALE AL DOTT. ROBERTO VALENTE (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 19) (DELIBERAZIONE N. 70/2016)

Relazione della Prima Commissione consiliare.
"Signor Presidente, Colleghi Consiglieri,
la Prima Commissione consiliare ha esaminato in data 17 febbraio 2016, la proposta presentata dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale relativa all'affidamento dell' incarico di Segretario generale del Consiglio al dott. Roberto Valente.
La Commissione, preso atto del curriculum presentato dal candidato, ne ha verificato la conformità ai disposti di legge.
La Prima Commissione ha approvato tale proposta all'unanimità con i voti favorevoli dei rappresentanti dei gruppi consiliari Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente, Forza Italia, Indipendenza Noi Veneto, Partito Democratico, il Veneto del Fare-Lista Tosi, Lista Tosi per il Veneto, Area Popolare Veneto, Movimento Cinque Stelle."
La parola al consigliere Finozzi.

Marino FINOZZI (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Anche con un po' di emozione mi accingo a relazionare in merito alla proposta che arriva dall'Ufficio di Presidenza di questo Consiglio per quanto concerne il conferimento dell'incarico di Segretario generale del Consiglio regionale.
La proposta che arriva dall'Ufficio di Presidenza e votata all'unanimità da parte della Prima Commissione è sul nome del dottor Roberto Valente.
Credo che la proposta dell'Ufficio di Presidenza sia frutto di una attenta valutazione, e mi congratulo per questa proposta, prima di tutto perché propone sicuramente una persona di grande esperienza, che conosce la vita, la storia e le regole di questo Consiglio regionale e anche perché la scelta di individuare una figura così importante come quella del Segretario generale del Consiglio regionale in un dirigente di questo Consiglio credo sia altrettanto meritevole.
Quindi la proposta, ripeto, è sul nome del dottor Roberto Valente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finozzi.
La parola alla consigliera Alessandra Moretti.

Alessandra MORETTI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
A nome del Gruppo del Partito Democratico volevo valorizzare questo momento intanto, un momento importante in cui il Consiglio regionale si assume la responsabilità di individuare una figura come Segretario generale del Consiglio regionale e apprezziamo che sia stata in maniera condivisa scelta una figura interna al Consiglio. Una figura che ha competenza, professionalità, esperienza e che nel corso di questi mesi ha già dimostrato di avere, di assumere e di garantire quel ruolo di terzietà che la sua funzione certamente richiede.
È una figura interna che conosce già la macchina ovviamente complessa quale quella del Consiglio regionale e che quindi ci può consentire di partire subito a lavorare, come peraltro è già stato fatto in questi mesi.
L'elezione del Segretario generale da parte di questa Assemblea a mio avviso rafforza il ruolo di garante che il Segretario generale dovrà avere all'interno del Consiglio il quale non risponderà ovviamente al Presidente del Consiglio o all'Ufficio di Presidenza ma risponderà cercando di rappresentare tutti i Consiglieri regionali.
Siamo certi che il dottor Valente saprà interpretare questo ruolo di garanzia nel migliore dei modi, saprà rispettare le singole sensibilità evidentemente che tutti i Consiglieri di maggioranza e di minoranza hanno e credo che questo modo di operare dovrà essere proprio di tutte le strutture a servizio dei Consiglieri. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Alessandra Moretti.
La parola al consigliere Berti.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Due parole al volo solamente per fare un grandissimo in bocca al lupo al dottor Valente, ringraziarlo per il lavoro che come facente funzioni ha fatto in questi mesi che è stato un lavoro di garanzia per tutto il Gruppo e di beneficio ovviamente per tutti i Consiglieri. Quindi è solamente per rinnovare una fiducia che è già grande da parte nostra nei confronti di questa persona ricordando che, essendo ancora l'unico Consiglio regionale che elegge il Segretario generale, questo è una garanzia in più della condivisione di questa persona e di questa figura all'interno del Consiglio e per tutti i Consiglieri. Grazie mille.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berti.
La parola alla consigliera Silvia Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
A nome del nostro Gruppo, richiamando quanto ha detto nella presentazione dell'argomento il consigliere Finozzi, Presidente della Prima Commissione, anche noi riconosciamo nel dottor Valente questa esperienza, professionalità e competenza che ha dimostrato in questi mesi anche a diversi di noi che siamo nuovi Consiglieri.
Quindi augurando buon lavoro, anche da parte del nostro Gruppo Zaia Presidente, esprimiamo chiaramente il nostro voto favorevole soprattutto perché frutto di una condivisione. Perché il ruolo – come è stato detto da chi mi ha preceduto e anche dalla consigliera Alessandra Moretti – deve essere un ruolo super partes, garante di tutti e quindi è anche un compiacimento che in questa sede ci ritroviamo tutti d'accordo con questa nomina. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Silvia Rizzotto.
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli D'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
Per esprimere, caro Presidente e cari Colleghi, la nostra piena condivisione sulla scelta di una persona di grande equilibrio che si è guadagnato i gradi sul campo di battaglia in tutti questi anni avendo dimostrato non solo equilibrio ma grande conoscenza della macchina. Sarà sicuramente una persona che garantirà le prerogative di ogni singolo Consigliere, indipendentemente che sia collocato in maggioranza o opposizione.
Ha già dato dimostrazione di essere punto di riferimento e di garanzia anche per tutta la struttura del Consiglio regionale e io sono sicuro che questa è la miglior scelta che potevamo fare.
Non possiamo, come Gruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale-Movimento per la cultura rurale, che votare convintamente questa proposta perché riteniamo sia un investimento per l'intero Consiglio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
La parola al consigliere Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)

Grazie, Presidente.
Anch'io, come Veneto Civico, esprimo condivisione sulla proposta formulata dalla Prima Commissione.
Il nome del dottor Valente è senz'altro un nome importante, qualificato, ha dato dimostrazione di come opera in questi mesi e quindi credo sia proprio la persona adatta sia per competenze, sia per modo di comportarsi, sia per equilibrio e sia terzietà.
Quindi massima condivisione e voto favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Dalla Libera.
La parola alla consigliera Patrizia Bartelle.

Patrizia BARTELLE (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Sono contenta di parlare dopo tutte queste attestazioni di stima che sono state rivolte nei confronti del dottor Valente soprattutto perché l'abbiamo già espresse con il mio Capogruppo, però io voto contraria alla nomina del Segretario generale del Consiglio regionale della Regione Veneto.
Si badi che non sia intesa come riserve personali, anzi nei confronti del dottor Valente, dal punto di vista della sua professionalità, della preparazione, delle relazioni interpersonali e della disponibilità dimostrate nel corso di questi 9 mesi di mandato, non è emersa assolutamente nessuna criticità, ma il problema risiede sia nelle modalità previste dalla legge che nella tempistica abnorme con cui si è giunti alla nomina del Segretario generale.
Sono passati infatti oltre 9 mesi dall'insediamento del Consiglio regionale e la maggioranza non è stata in grado in tutto questo tempo di raccogliersi attorno a un nome; 9 mesi di vacatio e di incertezza sono un tempo sterminato e la macchina amministrativa non ha potuto non risentire di questa incapacità della politica di farsi carico delle proprie responsabilità.
Però a ben vedere se la macchina amministrativa non funziona a dovere a rimetterci sono sempre i cittadini su cui inevitabilmente si scaricano le inefficienze, le lungaggini e le carenze della politica.
Tutta la ragione di questa infinita attesa non risiede solo nell'inefficienza della maggioranza politica che governa il Veneto, praticamente un monocolore della Lega Nord, ma anche in una legge regionale sbagliata o mal congegnata. Infatti l'articolo 58 dello Statuto del Veneto del 2012 informa i principi dell'organizzazione regionale alla distinzione fra indirizzo e controllo propri degli organi politici ed attuazione e gestione propri dei dirigenti, per cui i dirigenti operano nel rispetto degli indirizzi e delle direttive degli organi regionali.
La legge regionale 53/2012 che disciplina l'autonomia del Consiglio regionale, ha quindi previsto che alla Segreteria generale sia preposto un dirigente nominato dal Consiglio regionale. Qui risiede il problema, perché la legge regionale 53 attribuisce all'Ufficio di Presidenza la sola proposta di nomina al Consiglio regionale del Segretario generale, con la conseguente erronea applicazione del principio di distinzione fra indirizzo e gestione, dato che costituisce quanto meno un'anomalia alla previsione in campo al Consiglio regionale e non all'Ufficio di Presidenza della nomina del proprio Segretario generale.
Infatti se spetta all'Ufficio di Presidenza l'adozione degli indirizzi politico-amministrativi e la verifica della rispondenza dell'attività amministrativa a quegli indirizzi, non si comprende perché debba spettare al Consiglio regionale e non ripetersi all'Ufficio di Presidenza la nomina del Segretario generale.
Se è corretto che l'Ufficio di Presidenza sia eletto dal Consiglio regionale, questi 9 mesi stanno a dimostrare, oltre all'inettitudine della maggioranza di questa Regione a farsi realmente carico dei problemi della gente, che la legge va urgentemente e radicalmente cambiata.
Sotto il profilo dell'opportunità - e mi avvio a concludere - concorre alla scelta politica del Movimento 5 Stelle anche la necessità di evitare che il Segretario generale del Consiglio regionale finisca per diventare un funzionario sostanzialmente inamovibile, data la difficoltà, ove ne ricorresse l'esigenza, di coagulare nuovamente per un'eventuale revoca la maggioranza prescritta dalla norma per la nomina.
Se ci avete messo 9 mesi a nominare il Segretario generale, non oso immaginare quanto ci vorrebbe per rimuoverlo; probabilmente non sarebbe sufficiente tutto il tempo mancante da qui alla fine della Legislatura. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Patrizia Bartelle.
Mi permetto alcune precisazioni. Premesso che purtroppo io frequento quest'Aula dal 2005 e ho visto anche altri due inizi di Legislatura, le posso assicurare che non c'è stata nessuna mancanza, da giugno ad oggi, nell'organizzazione e nell'operatività di questo Consiglio. Quindi nulla è venuto a mancare per far funzionare bene quest'Aula e questo Consiglio e, anche grazie a tutti i Consiglieri, l'attività fatta in questi mesi è stata molto più intensa rispetto ad altre esperienze.
Mi permetto poi un'altra cosa. Penso che la votazione del Segretario generale all'interno di questa Assemblea che, come ha già detto qualcuno che mi ha preceduto, è comunque una figura che deve garantire tutti i Consiglieri, sia invece un valore aggiunto.
Quindi dal mio punto di vista modificare la legge, che peraltro ha anche dei richiami allo Statuto, è una proposta di legge che lei può fare però poi vedremo e capiremo durante i lavori in Commissione quanta necessità o effettiva importanza abbia magari questa modifica rispetto a cose che i veneti aspettano o attendono in maniera più pregnante e più impellente.
La parola al consigliere Ferrari.

Franco FERRARI (Alessandra Moretti Presidente)

Grazie, Presidente.
Io sono d'accordo con tutto il Consiglio per questa nomina al dottor Valente, forse perché è la persona che ho incontrato per primo quando sono entrato qua dentro che mi accompagnato dentro la porta.
Posso solo dire che in questi 8-9 mesi che sono qua, previa la mia inesperienza di Consigliere, ho trovato veramente una persona capace, preparata, che dà indicazioni e che se può cerca di aiutarti.
Al contrario di quello che dice la collega Patrizia Bartelle, credo che sia una persona alla quale vada il massimo rispetto e l'impegno di tutti noi a dargli una mano perché noi siamo i primi a dover aiutare il dottor Valente, per cui il nostro Gruppo Alessandra Moretti Presidente vota molto fermamente questa persona e gli auguriamo anche un in bocca al lupo. Grazie a tutti voi.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ferrari.
La parola al consigliere Casali.

Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Già in Prima Commissione ci eravamo espressi a favore di questa nomina. In Italia gli "FF" - i facenti funzione - sono moltissimi e durano molti anni, in questo caso credo che si è trattato solamente di pochi mesi.
Ci sono uffici pubblici anche molto sensibili e importanti dove effettivamente quello che dice la Collega del Movimento 5 Stelle è vero. Credo che, in questo caso, non ci sia stato nessun vulnus per l'operatività del Consiglio regionale anzi forse questi mesi di prova ci hanno anche fornito un utile contribuito per votare con coscienza, coerenza e convinzione questa nomina. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Casali.
La parola al consigliere Barison.

Massimiliano BARISON (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
Anche il Gruppo di Forza Italia, così come già espresso nella Prima Commissione, esprime un giudizio positivo per la proposta di nominare il dottor Valente in quanto persona di grande esperienza, grande professionalità e soprattutto aggiungo anche di grande disponibilità.
In questo periodo di inizio di X Legislatura è sempre stato di grande aiuto per i lavori del Consiglio e siamo tutti convinti che lo sarà anche per il prosieguo della Legislatura.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Barison.
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Molto brevemente. Anch'io a nome del Gruppo Lega Nord esprimo la massima fiducia e stima nella figura del dottor Valente, figura che abbiamo potuto valutare per la competenza e l'operosità in questi anni, anche in questi mesi della X Legislatura. L'appello che vorrei fare al dottor Valente è di dare una mano, a noi organi politici, nel difendere l'istituzione del Consiglio regionale.
Purtroppo negli ultimi anni le Istituzioni, in particolar modo come i Consigli regionali, sono stati oggetto di attacco da parte di diversi organi e ritengo che l'Istituzione regionale sia ancora uno dei livelli più alti e più nobili per fare politica ma sia anche uno dei livelli che dà più risposte al nostro territorio e alla nostra popolazione.
In un periodo dove le autonomie locali sono fortemente sotto attacco, chi rappresenta l'Istituzione del Consiglio regionale anche sotto un profilo istituzionale e dirigenziale ha il dovere di difendere, sotto tutti gli aspetti, questa forma di autonomia che ancora rappresenta una delle migliori forme di Amministrazione locale.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
La parola al consigliere Zorzato.

Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)

Grazie, Presidente.
Il mio è un augurio preventivo al nuovo Segretario generale della Regione per la nomina che faremo fra poco, credo che già il fatto che c'è stata unanimità in Commissione la dice lunga sul giudizio che non ripeto.
Quindi un augurio e un invito alla collega Patrizia Bartelle, che ha chiesto di parlare dopo di me: forse tutto sommato, anche con qualche difficoltà, se fosse un voto unanime sarebbe un bene per tutti. È un invito, però nella libertà di ognuno di noi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zorzato.
La parola alla consigliera Patrizia Bartelle per dichiarazione di voto.

Patrizia BARTELLE (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Volevo distinguere una cosa. Mi spiace che il collega Ferrari abbia interpretato che è un fatto personale che io sto votando negativamente contro il dottor Valente. Assolutamente no! Sto votando in maniera contraria, al fatto che sono occorsi 9 mesi per segnalare una persona. Tutto qua.
Un altro Collega ha usato il termine "dopo mesi di prova siamo qui a rinfrancare e a dare il nostro sì a Valente, un valente professionista", ma non siamo qui a dare l'okay a una persona dopo mesi di prova perché era ed è una persona capace. Voglio ribadire questo.
Nessun motivo di diniego o del mio assenso nei confronti della persona e del professionista Valente ma sto bocciando la maniera politica che ha portato ad attendere 9 mesi per avere un Segretario generale.
Benissimo che non sia stato leso nessun diritto dei cittadini, ci fa onore e fa onore a questa Assemblea, ma ritengo di portare l'attenzione sul fatto che ci abbiamo messo 9 mesi.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Patrizia Bartelle.
Ho già risposto prima e ripeto che il facente funzioni, dottor Valente, non ha assolutamente fatto mancare nulla all'operatività di questa Assemblea.
Veniamo al punto.
Vi verranno consegnate delle schede recanti la seguente dicitura "Scheda di votazione per il conferimento dell'incarico di Segretario generale del Consiglio regionale". Con questa scheda viene sottoposta al Consiglio regionale la votazione di una proposta nominativa e quindi la scheda reca il "sì" ed il "no".
La proposta si intende approvata se è raggiunta la maggioranza dei votanti.
Si procede alla distribuzione delle schede e alle chiamate.
La parola al consigliere Segretario Guadagnini per la chiamata.

Antonio GUADAGNINI (Indipendenza Noi Veneto)

Grazie Presidente.

BARTELLE Patrizia Ha votato
BASSI Andrea Ha votato
BERLATO Sergio Ha votato
BERTI Jacopo Ha votato
BORON Fabrizio Ha votato
BOTTACIN Gianpaolo Enrico Ha votato
BRESCACIN Sonia Ha votato
BRUSCO Manuel Ha votato
CALZAVARA Francesco Ha votato
CASALI Stefano Ha votato
CIAMBETTI Roberto Ha votato
CONTE Maurizio Assente
DALLA LIBERA Pietro Ha votato
FERRARI Franco Ha votato
FINCO Nicola Ignazio Ha votato
FINOZZI Marino Ha votato
FORCOLIN Gianluca Ha votato
FRACASSO Stefano Ha votato
GEROLIMETTO Nazzareno Ha votato
GIDONI Franco Ha votato
GIORGETTI Massimo Ha votato
GUADAGNINI Antonio Ha votato
GUARDA Cristina Ha votato
LANZARIN Manuela Ha votato
MARCATO Roberto Ha votato
MICHIELETTO Gabriele Ha votato
MONTAGNOLI Alessandro Ha votato
MORETTI Alessandra Ha votato
NEGRO Giovanna Ha votato
PIGOZZO Bruno Ha votato
POSSAMAI Gianpietro Ha votato
RIZZOTTO Silvia Ha votato
RUZZANTE Piero Ha votato
SALEMI Orietta Ha votato
SANDONÀ Luciano Ha votato
SCARABEL Simone Ha votato
SEMENZATO Alberto Ha votato
SINIGAGLIA Claudio Ha votato
VALDEGAMBERI Stefano Ha votato
VILLANOVA Alberto Ha votato
ZANONI Andrea Ha votato
ZORZATO Marino Ha votato
ZOTTIS Francesca Ha votato
AZZALIN Graziano Ha votato
BALDIN Erika Ha votato
BARBISAN Fabiano Ha votato
BARBISAN Riccardo Ha votato
BARISON Massimiliano Ha votato

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Segretario Guadagnini.
È chiusa la votazione.
Passiamo allo spoglio.
Facciamo 5 minuti di sospensione in attesa dello scrutinio.
La Seduta è sospesa alle ore 16.07
La Seduta riprende alle ore 16.12

PRESIDENTE

Proclamo l'esito della votazione:
presenti: 48
votanti: 48
schede bianche: 2
schede nulle:
Ha ottenuto voti:
SÌ: 43
NO: 3
Risulta nominato quale Segretario generale del Consiglio regionale:
VALENTE Roberto.
Vi chiedo 5 minuti di sospensione perché come Ufficio di Presidenza dobbiamo riunirci e fare una delibera per la continuità operativa del Consiglio.
Ci rivediamo qui in Aula fra 5 minuti.
La Seduta è sospesa alle ore 16.13
La Seduta riprende alle ore 16.19

PRESIDENTE

In maniera informale, cedo la parola al neo eletto Segretario generale del Consiglio regionale.
La parola al dottor Valente.

Dott. Roberto VALENTE (Segretario generale Consiglio regionale)

Grazie, Presidente.
Come ha detto il Presidente, è molto informale che il Segretario generale parli in Aula perché l'Aula è vostra, il Segretario generale è un suggeritore, è un servitore del Consiglio quindi non parla, però io volevo innanzitutto dirvi che sono rimasto molto commosso e colpito dalle parole che avete espresso in Aula e in questi giorni che veramente rappresentano per me la parte più bella di questa Assemblea legislativa di questa X Legislatura.
A questo proposito vorrei ringraziare innanzitutto il Presidente della Regione, l'Onorevole Luca Zaia, il Presidente del Consiglio regionale Ciambetti, la Giunta regionale, l'Ufficio di Presidenza e tutti i Consiglieri che hanno permesso questa nomina.
Mi preme anche dire due pensieri.
Un primo pensiero affettuoso ai miei maestri che oggi hanno atteso con me questo risultato che sono gli ex Segretari generali, quello che mi ha accolto nel 1990 che è stato il mio primo maestro che è il dottor Martorana e il secondo mio maestro è stato l'avvocato Zanchin che ho voluto fossero accanto a me proprio perché mi accompagnassero a questa soglia, perché sono stati veramente maestri non solo di lavoro ma anche di vita.
Un altro pensiero, e qui va un ringraziamento veramente sentito, a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici del Consiglio regionale per la dedizione, la lealtà e il sostegno di questi otto mesi. È vero, sono stati 8 mesi, ma senza di loro veramente credo che anche il mio successo non sarebbe arrivato proprio perché c'è stato uno spirito di squadra, parlo dei dirigenti, dei dipendenti, dei dipendenti dei Gruppi ma anche dei semplici lavoratori che ci sono qui in questo Palazzo che molte volte dimentichiamo però sono parti importanti perché questa macchina amministrativa funzioni, quindi a loro va la mia riconoscenza per questo.
Soprattutto va il mio orgoglio di essere il primo servitore di questa importante e prestigiosa Assemblea legislativa. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Segretario generale.
Riprendiamo i lavori previsti per oggi.
PUNTO
5 e 6



PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTI, SCARABEL, BALDIN, BARTELLE E BRUSCO RELATIVA A "RICHIESTA DI REFERENDUM ABROGATIVO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 75 DELLA COSTITUZIONE E DELL'ARTICOLO 29 DELLA LEGGE 25 MAGGIO 1970, N. 352 "NORME SUI REFERENDUM PREVISTI DALLA COSTITUZIONE E SULLA INIZIATIVA POPOLARE" DELL'ARTICOLO 37 DEL DECRETO LEGGE 12 SETTEMBRE 2014, N. 133 RECANTE "MISURE URGENTI PER L'APERTURA DEI CANTIERI, LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE, LA DIGITALIZZAZIONE DEL PAESE, LA SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA, L'EMERGENZA DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO E PER LA RIPRESA DELLE ATTIVITà PRODUTTIVE" CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 11 NOVEMBRE 2014, N. 164". RINVIO IN COMMISSIONE (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N.9) (DELIBERAZIONE N. 71/2016)
E
PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERTI, SCARABEL, BALDIN, BARTELLE E BRUSCO RELATIVA A "RICHIESTA DI REFERENDUM ABROGATIVO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 75 DELLA COSTITUZIONE E DELL'ARTICOLO 29 DELLA LEGGE 25 MAGGIO 1970, N. 352 "NORME SUI REFERENDUM PREVISTI DALLA COSTITUZIONE E SULLA INIZIATIVA POPOLARE" DELL'ARTICOLO 35 DEL DECRETO LEGGE 12 SETTEMBRE 2014, N. 133 RECANTE "MISURE URGENTI PER L'APERTURA DEI CANTIERI, LA REALIZZAZIONE DELLE OPERE PUBBLICHE, LA DIGITALIZZAZIONE DEL PAESE, LA SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA, L'EMERGENZA DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO E PER LA RIPRESA DELLE ATTIVITà PRODUTTIVE" CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI, DALLA LEGGE 11 NOVEMBRE 2014, N. 164". RINVIO IN COMMISSIONE (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N.10) (DELIBERAZIONE N. 72/2016)

Presentiamo i punti 5 e 6 all'ordine del giorno in maniera coordinata.
Sono due punti che abbiamo trattato lo scorso mese di settembre e che riguardano sempre le modifiche ai cosiddetti decreti Sblocca Italia che hanno leso le prerogative delle Regioni e che dal punto di vista ambientale possono creare dei problemi al nostro territorio. Però questi due quesiti non hanno trovato la condivisione con altre realtà regionali rispetto a quelli che conosciamo, hanno già avuto il vaglio della Corte costituzionale e quindi, anche con l'accordo del proponente, l'idea era di toglierli dall'ordine del giorno del Consiglio per rimandarli in Commissione per vedere gli sviluppi anche del referendum che invece vedrà impegnato il Paese Italia per il 17 aprile.
Siamo quindi sul rinvio in Commissione dei punti 5 e 6 all'ordine del giorno, proposte di deliberazione amministrativa n. 9 e n. 10.
La parola al consigliere Scarabel che relaziona sui punti in oggetto.

Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Come lei ha già anticipato, queste due proposte di delibera amministrativa erano state depositate in tempo record. Mi ricordo quel giorno le peripezie che tutti abbiamo fatto, in primis il neo eletto nominato Segretario generale Valente, per riuscire a protocollare in tempo questi due provvedimenti che sono riusciti ad arrivare in Commissione in tempo utile per poter essere iscritti anche loro assieme agli altri quesiti referendari che però, come già lei ha anticipato, non hanno trovato la condivisione in altri Consigli regionali perché ne servono minimo cinque per poter indire un referendum.
Il primo dei due provvedimenti era per ridare alla Regione l'autonomia per le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi anche a terra per la realizzazione di oleodotti e gasdotti, ora classificati come di interesse strategico e di pubblica utilità ed indifferibili dall'articolo 37 del 12 settembre 2014 n. 133; il secondo era per ridare alla Regione l'autonomia concernente gli impianti di recupero energetico da rifiuti, i cosiddetti inceneritori che, con l'articolo 35 del decreto legge n. 133, elide ogni competenza regionale in materia di programmazione e pianificazione del ciclo dei rifiuti.
Queste due proposte, al di là dei due quesiti che vi ho appena esposto, avevano anche un'altra valenza e cioè riuscire ad attirare al voto tutti quei cittadini che vivono nelle Regioni che non hanno lo sbocco al mare, perché, appunto, andavano ad impegnare anche quei cittadini che magari non si sentono così direttamente toccati dal referendum che andremo tra meno di un mese a votare.
Quindi spetta a noi, anche senza queste due ulteriori proposte di referendum, fare la pressione in quelle Regioni - ad esempio in Piemonte, Lombardia, Lazio e Campania - che non hanno sottoscritto questi referendum, affinché sia noi, come Consiglieri che i nostri Gruppi, si possa riuscire ad attirare quelle Regioni che saranno determinanti per il raggiungimento del quorum il prossimo 17 aprile. Nonostante il duro colpo inferto alla democrazia da Renzi e Mattarella che hanno negato l'Election Day e che ci costerà la modica cifra di 160 milioni di euro, modica per questi due signori forse ma non certo per la maggioranza dei Consiglieri che siedono in questo Consiglio.
Nonostante questo, noi siamo sicuri che la maggioranza degli italiani il 17 aprile andrà a votare e voterà convintamente sì perché siamo tutti concordi che vogliamo uno sviluppo sostenibile, che non distrugga l'ambiente, la salute, il territorio e siamo per un'economia che si basa soprattutto sull'agricoltura e sul turismo.
Per questo invitiamo ancora una volta tutti i cittadini a votare sì il 17 aprile.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Scarabel.
Condivido molto del suo intervento, consigliere Scarabel, ripeto che è un voto per rinviare in Commissione questi due punti ma non è una bocciatura sui temi proposti ma è proprio per non averli sempre all'ordine del giorno come temi licenziati dalla Commissione.
Li rimandiamo in Commissione per capire e vedere cosa avverrà anche per gli altri quesiti referendari.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Intervengo perché io, in Prima Commissione, avevo espresso una posizione rispetto a queste due proposte, in particolare la prima cioè la PDA n. 9, che, ricordo ai Colleghi, è quella che chiede un referendum abrogativo di quanto previsto dal cosiddetto Sblocca Italia relativamente alle infrastrutture per la fornitura del gas e avevo detto al consigliere Scarabel, primo firmatario, che proprio in chiave di politica energetica ritengo che non sia opportuno che si vada ad intervenire su questa materia quando contemporaneamente si svolge un referendum sulle trivellazioni.
Nel senso che se possiamo sostenere, come facciamo, che c'è un elemento di rilievo ambientale che riguarda il Veneto e non solo il Veneto, mi riferisco al fatto della subsidenza e quindi l'impatto che le trivellazioni possono avere sull'equilibrio proprio geologico e strutturale del Veneto e di alcune parti del Veneto, non possiamo nello stesso tempo dire che andiamo anche a chiedere l'abrogazione di quella norma che considera le infrastrutture del trasporto del gas, che sono infrastrutture sovranazionali, quindi dire che non vogliamo neanche quelle, perché entriamo in una contraddizione.
Se riteniamo che non sia opportuno estrarre il gas qui non è che possiamo in assoluto ritenere che non possa essere estratto in altri luoghi e trasferito anche al nostro Paese. Non solo, ma ritengo che nell'ambito delle politiche di riduzione dell'emissione del CO2 sia comunque migliore l'utilizzo del gas metano rispetto ad altri combustibili fossili come il carbone.
È pur vero che è ancora migliore la politica che investe sulle rinnovabili e che quindi supera le fossili, ma se le mettiamo in una classifica di costo-beneficio in termini ambientali sicuramente in questo momento è meglio ricorrere al gas che non al carbone. Quindi possiamo legittimamente sostenere la nostra posizione sulle trivellazioni se riconosciamo che l'approvvigionamento di gas deve venire da altri Paesi e che quindi queste infrastrutture sono per necessità infrastrutture ad interesse nazionale.
Questo era il motivo per il quale avevo fatto questa osservazione in Commissione e ho piacere di ribadirla qui in Aula.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Siccome parliamo di quesiti referendari e di referendum, come è stato ricordato, ce ne sarà uno e sarà fra pochissimi giorni, al 17 aprile, credo che debbano essere messe in atto da parte della Regione ma anche del Consiglio tutte quelle strategie utili per informare i cittadini - so che ci sono anche dei fondi destinati a questo scopo - perché ci sia un voto consapevole ma soprattutto perché sappiamo che domenica 17 aprile ci sarà questa chiamata al voto per un referendum richiesto in questo caso dalle Regioni affinché ci sia una cosa, un obiettivo importante che è quello di raggiungere il quorum.
È un'opportunità importantissima per i cittadini, un sistema di democrazia diretta, un'occasione che i cittadini non possono farsi sfuggire. Spesso i cittadini si lamentano della classe politica perché non riesce a rappresentarli, in questo caso possono decidere direttamente e quindi trovo anche giusto informali che hanno questa opportunità perché immagino, pensando anche ai dati dei referendum passati, che uno dei problemi principali sarà proprio quello del quorum, cioè di portare gli elettori a votare, ad esprimersi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.
Condivido pienamente il suo intervento. Come Consiglio regionale stiamo anche aspettando dall'AGCOM un chiarimento su una proposta deliberativa che rendeva silenti, mute le Regioni ed è assurdo che in un referendum promosso dalle Regioni venga messo il bavaglio alle Regioni. Anche domani a Roma avremo una riunione proprio per capire con AGCOM come rivedere questo parere.
Ritorniamo sui due punti che, ripeto, non sono contrari allo spirito ma che vanno riportati in Commissione proprio per non averli all'ordine del giorno come punti in sospeso. Quindi adesso metto in votazione il rinvio in Commissione del punto n. 5 all'ordine del giorno proposta di deliberazione amministrativa n. 9.
Chi è favorevole al rinvio in Commissione vota sì.
Pongo in votazione la richiesta di rinvio in Commissione della PDA n. 9
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Anche per il punto 6 all'ordine del giorno, la proposta di deliberazione amministrativa n. 10, la proposta è di rinvio in Commissione.
Pongo in votazione la richiesta di rinvio in Commissione della PDA n. 10
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Tutti e due i punti vengono rinviati in Commissione.
Faccio distribuire gli emendamenti al punto 9 all'ordine del giorno "Piano Strategico regionale per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione 2016-2018" e do mezz'ora di tempo per la presentazione di eventuali subemendamenti.
Viene distribuito anche l'unico emendamento al punto n. 10 all'ordine del giorno e anche in questo caso diamo mezz'ora per gli eventuali subemendamenti.
PUNTO
7



PIANO AMBIENTALE DEL PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI - VARIANTE GENERALE N. 15 (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 3) (DELIBERAZIONE N 73/2016)

Relazione della Seconda Commissione consiliare.
"Il Parco Regionale dei Colli Euganei, istituito con L.R. n. 38 del 1998 è dotato di un Piano Ambientale approvato con deliberazione del Consiglio regionale, n. 74 del 7 ottobre 1998.
Nel tempo il piano ambientale è stato oggetto di numerose modifiche alcune delle quali sono soggette all'approvazione del Consiglio regionale mentre altre, che la legge regionale 38 del 1999 considera minori (articolo 7, comma 3), concludono il loro iter con un provvedimento della Giunta regionale.
L'odierna variante riguarda il territorio del comune di Teolo (PD), in particolare la località nota come "Castelnuovo", e interessa un area di complessivi 2.200 mq, situati lungo la S.P. 43 in corrispondenza dell'albergo-ristorante "Turretta", attualmente classificata dal piano ambientale zona di riserva naturale orientata (art. 13 delle norme di attuazione). La modifica proposta prevede che detta area sia riclassificata, per un estensione di circa mq 1.200 a zona di urbanizzazione controllata e, per circa 1.000 mq, zona di protezione agro forestale, normate rispettivamente dagli articoli 16 e 14 delle norme del Piano ambientale.
La variante è stata richiesta dall'Ente Parco Colli ai sensi dell'art. 131 del Regolamento del Parco che recita: "Nel caso in cui esistano difformità tra il P.R.G. adottato dal Comune ed il P.A. l'invio presso l'Ente del P.R.G. o di sue varianti, viene considerata a tutti gli effetti come richiesta di variante al P.A...", quindi per rendere possibile l'approvazione di una variante al piano regolatore finalizzata all'estensione di un'area edificabile, consentendo pertanto di eliminare le incongruenze presenti tra gli strumenti urbanistici e lo stato dei luoghi.
La Seconda Commissione, al termine dell'istruttoria sul provvedimento, ha espresso a maggioranza (favorevoli il presidente Calzavara -con delega del consigliere Rizzotto- e il consigliere Michieletto del Gruppo consiliare Zaia Presidente, il consigliere Montagnoli del gruppo consiliare Liga Veneta-Lega Nord, i consiglieri Zanoni -con delega del consigliere Ruzzante- e il consigliere Fracasso del Gruppo consiliare Partito Democratico; astenuti il consigliere Brusco del Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle e il consigliere Bassi del Gruppo consiliare Lista Tosi per il Veneto) parere favorevole alla sua approvazione."
La parola al consigliere Calzavara.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Si tratta della variante al Piano ambientale dei Colli Euganei, è una variante richiesta dall'Ente Parco e che riguarda il Comune di Teolo, in particolar modo la località Castelnuovo e l'albergo-ristorante Turetta.
È un'area di 2.200 metri quadri: 1.200 che andranno a una nuova destinazione a urbanizzazione controllata, e 1.000 metri quadri a protezione agroforestale.
È un Piano che è rispettoso delle norme 14 e 16 del Piano ambientale dei Colli Euganei approvato nel 1998 e per questo riteniamo che sia approvabile da parte del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Calzavara.
La parola al consigliere correlatore Brusco per la relazione di minoranza.

Manuel BRUSCO (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Il mio intervento da correlatore sarà nel senso di chiedere il respingimento dell'approvazione di questa variante urbanistica oggetto del PDA, perché, da come si evince dagli elaborati allegati integranti la proposta di deliberazione amministrativa e dal tavolo di progetto, la variante in oggetto non tiene conto degli aspetti paesaggistici, anche quelli indicati dal PTRC del 2013.
Si rileva anche che la caratteristica primaria del Parco dei Colli Euganei è data proprio dalle particolarità paesaggistiche che sono tuttavia richiamate anche nel PTCP approvato, il Piano provinciale, e tuttavia non analizzato negli elaborati di analisi ambientale prodotti per la variante al Piano Ambientale dei Colli Euganei.
Si rileva altresì che la modifica delle aree interessate, quindi oggetto della variante, riduce la naturalità all'interno di un SIC, la riduzione di vegetazione permessa dalla variante si incunea nello stesso SIC presente in quell'area e in aree di forte naturalità producendo effetti diretti all'inquinamento della vegetazione la quale rappresenta un importante valore del luogo laddove invece, al fine della realizzazione di questa variante, subisce uno sminuimento di aspetti paesaggistici.
È importante inoltre per sostenere la nostra causa che per questa trasformazione era già stato richiesto un parere all'Ente Parco Colli, come si evince dalla relazione tecnica. Lo stesso Ente in data 27 marzo 2007 si esprimeva con parere contrario e indicava la trasformazione non compatibile col sistema Parco.
Si vuole quindi in parte sanare le trasformazioni comunque già avvenute e in parte bypassare il parere dell'Ente suddetto al fine di permettere le trasformazioni previste attraverso l'approvazione di questa variante urbanistica. Non si vuole, con la contrarietà o l'approvazione di questa variante oggetto della PDA che stiamo discutendo, impedire lo sviluppo della possibilità di fare impresa anche in questi territori ed è da sottolineare che nella relazione, infatti, è indicato che l'attività economica richiedente la variante viene descritta come lavorante a pieno regime per cui ben inserita all'interno del contesto ambientale in cui si colloca.
Il nostro voto quindi sarà contrario.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Brusco.
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Fatte alcune verifiche in merito a questa variante e considerata la portata minima abbiamo deciso di astenerci.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.
Pongo in votazione il PDA n. 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
8



PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DEI CONSIGLIERI FINCO, CIAMBETTI, FINOZZI, GIDONI, SEMENZATO, VILLANOVA, POSSAMAI E ZORZATO RELATIVA A "PROMOZIONE DELLA COMUNICAZIONE E FORMAZIONE DEGLI OPERATORI IN MATERIA DI DONAZIONE DI ORGANI E TESSUTI" (PROGETTO DI LEGGE N. 34/2015) APPROVATO

Relazione della Quinta Commissione consiliare.
La parola al consigliere relatore Boron.

Fabrizio BORON (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"Signor Presidente, Colleghi Consiglieri,
La normativa nazionale vigente consente ad ogni persona in vita, che abbia capacità d'agire, di poter esprimersi a favore o contro la donazione dei propri organi e tessuti dopo la morte a scopo di trapianto.
Le modalità con cui ogni soggetto può manifestare il proprio consenso o diniego sono regolate dalla legge 91/1999 e dal successivo decreto del Ministero della Sanità dell'8 aprile 2000.
Attualmente le modalità per dichiarare il proprio consenso o diniego alla donazione degli organi sono le seguenti:
1. Compilando e firmando la tessera regionale del donatore o le tessere delle Associazioni di donatori;
2. Scrivendo su un foglio libero la propria volontà unitamente ai propri dati anagrafici e ricordando sempre di custodirlo con sé;
3. Compilando il tesserino blu che il Ministero della Salute ha inviato a tutti i cittadini italiani nel 2000;
4. Compilando e sottoscrivendo un modulo di Dichiarazione di volontà predisposto dal Ministero della Salute da richiedere presso la propria ASL;
5. Firmando l'atto olografo dell'Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO).
L'articolo 4 della legge 91/1999 introduce anche il principio del silenzio assenso, secondo il quale tutti i cittadini sono tenuti ad effettuare la dichiarazione di volontà in ordine alla donazione degli organi post mortem. Se tale dichiarazione di volontà non dovesse essere effettuata, il silenzio dovrà intendersi quale assenso alla donazione. Tale principio non è mai stato applicato e a tutt'oggi si procede al prelievo degli organi e tessuti da soggetto di cui sia stata accertata la morte solo in caso di un assenso esplicito, manifestato dallo stesso in vita. Nel caso tale assenso non venisse manifestato, per procedere al prelievo degli organi e dei tessuti sarà necessario acquisire il consenso della famiglia del deceduto che dovrà, appunto, sottoscrivere la non opposizione o meno alla donazione.
Il decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194 convertito in legge 26 febbraio 2010, n. 25 (cosiddetto "Milleproroghe") stabilisce, poi, che la carta di identità possa contenere la dichiarazione di volontà o meno del cittadino a donare i propri organi.
Nel rispetto di tale normativa, l'articolo 2, prevede come obiettivo, una maggiore sensibilizzazione della cittadinanza alla donazione degli organi e tessuti fornendo indicazioni utili all'effettuazione della scelta sulla donazione.
A tale scopo, il progetto di legge in oggetto, infatti, prevede, all'articolo 3, la possibilità per la stessa Regione di erogare contributi a favore dei Comuni del territorio regionale o delle associazioni riconosciute statutariamente operanti in materia di donazione di organi e tessuti nel territorio regionale per la promozione di campagne volte all'informazione e sensibilizzazione in materia di donazione di organi e tessuti.
L'articolo 4 del presente progetto di legge prevede inoltre la realizzazione di corsi di formazione per gli operatori comunali. Tramite i suddetti corsi, agli operatori dell'ufficio anagrafe verranno illustrate sia tutte le nuove procedure per consentire al cittadino maggiorenne di esprimere il proprio consenso o diniego in materia di donazione di organi e tessuti in sede di rilascio o rinnovo del documento di identità e sia le procedure relative all'utilizzo dei software abilitati alla trasmissione al Sistema Informativo Trapianti (SIT) dell'assenso o diniego del cittadino maggiorenne e alla donazione degli organi e tessuti.
Va sottolineato che lo svolgimento dei corsi di formazione risulta rilevante alla luce del fatto che l'Ufficiale dell'anagrafe ha la necessità di incrementare le sue conoscenze riguardo alla materia della donazione degli organi e tessuti per poter prontamente rispondere alle giuste istanze di maggiori informazioni dei cittadini.
La realizzazione di tali corsi di formazione potrà svolgersi adeguatamente anche in collaborazione con il Centro Regionale Trapianti, che svolge funzioni simili anche nelle scuole.
Si prevede che la Giunta regionale, in collaborazione con il Centro Regionale Trapianti, con ANCI Veneto, con Federsanità e con le associazioni riconosciute statutariamente operanti nella Regione Veneto in materia di donazione di organi e tessuti, promuova iniziative per garantire la massima diffusione e l'omogenea applicazione delle recenti Linee Guida Interministeriali (Circolare Ministero della Salute e Ministero dell'Interno del 29 luglio 2015) per la dichiarazione di volontà sulla donazione oggetto della presente legge.
Sotto il profilo della copertura finanziaria si prevede, per il biennio 2016-2017, la spesa di euro 30.000,00 per l'erogazione di contributi a favore dei Comuni del territorio regionale o delle associazioni riconosciute statutariamente operanti in materia di donazione di organi e tessuti per svolgere campagne di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema della donazione degli organi e dei tessuti.
Sempre per gli anni 2016 e 2017 si prevede inoltre uno stanziamento di euro 70.000,00 per la promozione, la formazione e l'aggiornamento degli operatori comunali.
La Prima Commissione consiliare nella seduta del 9 dicembre 2015 ha esaminato il progetto di legge nel testo redatto dalla Quinta Commissione, esprimendo parere favorevole, riformulando contestualmente la norma finanziaria.
La Quinta Commissione consiliare nella seduta del 17 dicembre 2015 ha licenziato, a maggioranza il progetto di legge in oggetto.
Hanno espresso voto favorevole: il Presidente Boron e i Consiglieri Brescacin, Barbisan F e Villanova (Zaia Presidente), Gidoni, Barbisan R. e Semenzato (Liga Veneta – Lega Nord), Pigozzo (Partito Democratico), Bartelle e Berti (Movimento 5 Stelle), Barison (Forza Italia), Bassi (Lista Tosi per il Veneto), Ferrari (Alessandra Moretti Presidente) e Negro (Il Veneto del Fare – Flavio Tosi).
Ha espresso voto di astensione il consigliere Sinigaglia (Partito Democratico)".

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Boron.
Relazione di minoranza.
"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
con il progetto di legge n. 34 si è inteso avvalorare la donazione di organi e di tessuti che rappresenta un importante atto di solidarietà verso il prossimo, un segno di grande civiltà e di rispetto per la vita oltre che un'efficace terapia per alcune gravi malattie e spesso unica possibilità di guarigione per alcune patologie altrimenti non curabili.
Grazie al progresso della medicina e all'esperienza acquisita negli ultimi decenni, il trapianto consente al paziente ricevente di tornare ad una qualità di vita normale e a una buona aspettativa di vita.
In Italia si è raggiunto un ottimo livello di professionalità nell'ambito dei trapianti di organi in termini di interventi realizzati, qualità dei risultati e sicurezza delle procedure.
L'impianto organizzativo della rete trapiantologica disegnato dalla legge 1° aprile 1999, n. 91 affida al Sistema Informativo Trapianti (SIT) il compito di raccogliere le dichiarazioni di volontà dei cittadini in quanto strumento accessibile ai coordinamenti locali per la verifica in modalità sicura e in regime di H24 della dichiarazione di volontà di ogni potenziale donatore.
Le procedure predisposte per l'inserimento delle dichiarazioni di volontà nel Sistema Informativo Trapianti (SIT) dal DM 8 aprile 2000 hanno consentito però la registrazione solo di un milione e trecentotrentamila circa espressioni di volontà. La registrazione della volontà alla donazione di organi e tessuti nel Sistema Informativo Trapianti rappresenta uno strumento di garanzia e tutela della libera scelta di ogni cittadino maggiorenne ed è una delle modalità previste dalla Legge n. 91/1999 a cui si aggiungono quelle stabilite dal DM 8 aprile 2000 e dal DM 11 marzo 2008. Ciononostante, la criticità principale resta la disponibilità degli organi utilizzabili per il trapianto.
L'articolo 3, comma 3, Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 così come modificato dall'articolo 3, comma 8-bis, D.L. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla L. 26 febbraio 2010, n. 25 e dall'articolo 43, comma 1, del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98 dispone che "la carta d'identità può altresì contenere l'indicazione del consenso ovvero del diniego della persona cui si riferisce a donare gli organi in caso di morte. I comuni trasmettono i dati relativi al consenso o al diniego alla donazione degli organi al Sistema Informativo Trapianti, di cui all'articolo 7, comma 2, della legge 1 aprile 1999, n. 91". La carta d'identità è un documento di riconoscimento strettamente personale dove sono contenuti i dati anagrafici e altri elementi utili ad identificare la persona a cui tale documento si riferisce e che tutti i cittadini sono tenuti ad avere.
La raccolta e l'inserimento delle dichiarazioni di volontà alla donazione degli organi e tessuti al momento del rilascio o rinnovo del documento di identità rappresenta un'opportunità per aumentare il numero delle dichiarazioni e, pertanto, incrementare in modo graduale il bacino dei soggetti potenzialmente donatori.
Recentemente il Garante della Privacy si è espresso favorevolmente in merito alla possibilità di inserire sulla carta di identità il consenso o il diniego alla donazione di organi o di tessuti in caso di morte, la cui disciplina è contenuta nello schema di Linee Guida predisposte dal Ministero della Salute e dal Ministero dell'Interno.
Ogni cittadino ha quindi la facoltà di esprimere la propria scelta sulla carta di identità al momento della richiesta o del rinnovo del documento presso il comune di residenza. La dichiarazione sarà poi registrata dall'ufficiale dell'anagrafe e inviata alla banca dati unica del Sistema Informativo Trapianti (SIT), consultata 24 ore su 24 dai centri per i trapianti. Per modificare la propria volontà il cittadino potrà recarsi, in ogni momento, presso le Aziende ospedaliere, le Ulss, gli ambulatori dei medici di base, i Centri regionali per i trapianti o, in occasione del rinnovo della carta d'identità, presso i comuni.
Il cittadino, che deve aver compiuto la maggiore età, qualora desideri esprimere, all'atto del rilascio o rinnovo della carta d'identità, il consenso o diniego a donare organi e tessuti, dovrà formalizzare tale volontà presso il competente ufficio comunale, sottoscrivendo la relativa dichiarazione espressa nel modulo. Tale dichiarazione deve essere resa in doppia copia, in quanto una copia sarà conservata agli atti di archivio, un'altra sarà consegnata al dichiarante come ricevuta e non deve necessariamente accompagnare la carta d'identità.
L'ufficiale d'anagrafe dovrà riportare l'informazione fornita dal cittadino all'interno del quadro dei dati utilizzati nella procedura per l'emissione o rinnovo della carta d'identità. Il dato così acquisito è inviato direttamente in modalità telematica al SIT unitamente ai dati anagrafici del dichiarante e agli estremi del documento d'identità al fine di consentire l'immediata consultazione del dato da parte dei Centri di coordinamento regionale dei trapianti. Solo su espressa richiesta del cittadino il dato può essere anche riportato sul documento di identificazione.
Nel caso in cui il cittadino intenda modificare la propria volontà registrata nel SIT, si dovrà recare presso la propria Ulss di appartenenza oppure – limitatamente al momento di rinnovo del documento d'identità – potrà farlo anche presso l'ufficio d'anagrafe del comune, ricompilando l'apposito modulo per la successiva trasmissione del dato al SIT.
In tal modo i Centri di coordinamento regionale dei trapianti hanno la certezza di poter consultare nel SIT sempre l'ultima volontà espressa dal cittadino. Ai fini della modifica della volontà resa restano valide tutte le altre modalità di dichiarazione previste dalla legge.
Data la delicatezza del tema della donazione di organi e tessuti e la rilevanza della scelta del singolo individuo per la possibilità di cura dei pazienti in lista di attesa per il trapianto, il progetto di legge in esame vuole supportare l'avvio di nuove modalità con una campagna informativa diretta ai cittadini e in modo particolare alla popolazione scolastica, attivando le associazioni e i comuni.
Inoltre, il Centro Nazionale Trapianti, in collaborazione con i Centri regionali per i trapianti e le associazioni di settore cureranno la formazione degli operatori dell'ufficio anagrafe con incontri formativi, supportati da appositi materiali didattici.
Per i motivi sopra riportati esprimiamo con convinzione un voto favorevole al progetto di legge".
La parola al consigliere correlatore Sinigaglia.

Claudio SINIGAGLIA (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Intervengo perché il provvedimento che stiamo prendendo in esame è di particolare significato ed è importante che lo facciamo nella piena consapevolezza.
Il progetto di legge parla di donazione di organi e di tessuti e questo è un atto di solidarietà verso il prossimo, un segno di grande civiltà e di rispetto per la vita.
Fra le altre cose il trapianto di organi rappresenta un'efficace terapia per alcune gravi malattie e l'unica soluzione terapeutica per alcune patologie altrimenti non curabili.
Sicuramente grazie al progresso della medicina, dell'esperienza acquisita in questi ultimi decenni il trapianto rappresenta la soluzione terapeutica in grado di garantire al paziente ricevente il ritorno ad una qualità della vita normale e una buona aspettativa di vita.
Sono dati molto importanti i trapianti di cuore, di fegato, di rene e il ritorno ad una vita normale attiva che va dal 70 al 85-90%. Questo è il significato della legge che abbiamo di fronte perché mira ad incrementare il numero dei donatori.
Ad oggi, dati 2014, il numero delle persone disponibili alla donazione di organi che hanno esplicitato la volontà, l'assenso alla donazione di organi è 1,3 milioni legato al lavoro delle associazioni - sicuramente tutti conosciamo la AIDO e l'ADMO, associazioni che si occupano di questi interventi - 140.000 circa sono legati alla volontà espressa attraverso le Aziende sanitarie del Paese e 140.000 circa espresse attraverso il lavoro dei Comuni, che con questa legge siamo chiamati ad incrementare. Ci rivolgiamo soprattutto ad una azione specifica che è quella di formare gli addetti all'Ufficio Anagrafico dei nostri Comuni perché nel momento del rilascio o del rinnovo della carta d'identità sappiano dire all'interlocutore: guarda che c'è questa possibilità, la inseriamo nella carta d'identità? Vuoi esplicitare questa volontà al tuo assenso alla donazione?
Può anche esplicitare il suo diniego, ma chiaramente noi formiamo gli ufficiali dell'Anagrafe dei nostri Comuni perché ci sia la possibilità di informare correttamente il cittadino dell'importanza, che ho richiamato prima, di solidarietà, di dignità, di civiltà, per cui è possibile donare e donando, appunto, si attiva quel circuito virtuoso che ho detto prima.
Questo è il significato della legge che abbiamo di fronte.
Chiaramente assieme alla formazione degli addetti dell'Ufficio Anagrafe abbiamo anche il coinvolgimento, previsto dalla legge, di tutte le associazioni che si occupano di questo tema in modo tale che ci sia una forte sensibilizzazione.
Ho presentato alcuni emendamenti ma sono solo di tipo lessicale, il contenuto rimane identico rispetto alla volontà che la legge ha espresso, però è un passo in avanti fondamentale.
Uno degli emendamenti - vedo però che coincide tra i banchi della maggioranza e minoranza - riguarda la norma finanziaria che dice: non preleviamo i 100 mila euro dal Fondo di riserva etc. ma lo preliavamo o indichiamo che sia una missione legata a chi gestisce i trapianti, quindi chi gestisce il Fondo sanitario regionale. Perché? Perché la formazione e sensibilizzazione sarà a carico del coordinamento regionale dei trapianti. È questo che deve fare questa operazione assieme alla rete delle associazioni che si occupano di questo argomento.
Volevo solo sottolineare come ci sia l'esigenza di donatori di organi e di tessuti, tutte e due le cose. Vi dico alcuni dati sempre riferiti al 2014.
In Italia nel 2014 ci sono stati 226 trapianti di cuore, forse si sarebbe potuto fare il doppio e forse tutti quanti noi conosciamo qualche persona che è in aspettativa sei mesi, un anno per alcuni trapianti, perché manca il donatore, manca appunto l'organo di chi lo mette a disposizione post mortem oppure in alcuni casi, come i tessuti, alcuni organi si possono donare anche in vita, ad esempio il rene è uno di questi.
Nel 2014 1.586 trapianti di rene, 1.056 trapianti di fegato, 126 di polmone, 43 di pancreas, 194 di valvole cardiache, 5.4986 di cornea, 2.336 di cute, 836 di membrana amniotica, 219 di midollo osseo. Questi sono i dati significativi ma potremo sicuramente raddoppiare questi numeri se ci fosse la disponibilità di donatori di organo.
È una legge importante che abbiamo di fronte, il nostro chiaramente è un parere positivo.
Sulla norma finanziaria ho lasciato la discrezionalità alla maggioranza di indicare la cifra. Quindi se la maggioranza indica come cifra 100 mila euro va benissimo perché quello che ci interessava era orientare le modalità della spesa: verso un capitolo legato ai fondi di riserva oppure ad un altro capitolo legato a settori diversi rispetto a quello della sanità, perché se ne deve occupare, per formazione e sensibilizzazione, il Centro Regionale Trapianti. Quindi è giusto che ci sia un riferimento nella spesa legato al Fondo regionale della Sanità.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Sinigaglia.
La parola alla consigliera Orietta Salemi.

Orietta SALEMI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Ne avevamo discusso in Commissione, ci eravamo confrontati, avevamo trovato che questo era un atto di estrema attenzione e di estrema civiltà, come diceva il consigliere Sinigaglia.
Credo che una cosa importante sia evidentemente fare il passo successivo perché quello di sensibilizzare i responsabili comunali dell'Anagrafe nella informazione del soggetto che accede al documento di identità è il primo passo, ma poi l'altro passo importante per arrivare ad aumentare i numeri, le cifre di cui parlava prima il Collega, è quello di intervenire sulle scuole.
Credo sia importante, così come per esempio avviene per l'AVIS, che la FISAS attivi delle campagne di sensibilizzazione importanti nelle scuole, parlo soprattutto delle scuole secondarie superiori dove c'è già un livello di attenzione da parte dei ragazzi a questi temi della solidarietà e della donazione. Ebbene la FIDAS e l'AVIS si impegnano in queste campagne di attenzione e di sensibilizzazione. Credo che sia importante che queste associazioni, come l'ADMO e l'AIDO, facciano altrettanto e la legge in questo senso potrà aiutare a legittimare evidentemente interventi anche massicci negli istituti specie quelli di secondo grado. L'attenzione che i ragazzi, soprattutto adolescenti, ripongono a questi temi è un'attenzione altissima, il che vuol dire che noi abbiamo un terreno fertile su cui poter intervenire.
Non so se mi è sfuggito ma mi pare non ci siano indicazioni in questo senso, potremo anche pensare che si accompagni un impegno oltre al voto in Aula che è quello di sensibilizzare in questo senso, come conseguenza più naturale dell'approvazione di questa legge.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Orietta Salemi.
La parola alla consigliera Patrizia Bartelle.

Patrizia BARTELLE (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Volevo solo aggiungere una cosa, che l'osservazione che hanno fatto i colleghi Orietta Salemi e Sinigaglia sono perfette nel senso che serve assolutamente un impegno da parte degli organi istituzionali della Regione Veneto perché si raggiunga in maniera massiccia la popolazione perché questo diventi una cultura.
Purtroppo io ho in mente la campagna mediatica che sta facendo la RAI televisione per il pagamento del canone: ci sta martellando con questa informazione che pagheremo il canone all'interno della bolletta dell'ENEL, ce lo dicono non so quante volte al giorno, nei momenti cruciali della giornata. Sarebbe da pensare di cambiare questi messaggi e che veramente portino alla cultura del dono. Troviamo la maniera per martellare anche noi la società affinché non sia più un tabù parlare di donazione degli organi e soprattutto lavoriamo con le scuole perché è da lì che cambiamo la cultura e la mentalità delle popolazioni del futuro.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Patrizia Bartelle.
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Sarò molto breve in quanto l'argomento avevamo iniziato a discuterlo ancora nella passata Legislatura perché questo è un progetto di legge che come Gruppo avevamo già presentato.
Oggi, grazie al lavoro del Presidente Boron, ma anche dei componenti della Quinta Commissione, siamo riusciti a portare in Aula questo provvedimento. È un provvedimento di per sé semplice ma dall'importante valore sociale, culturale, un valore soprattutto umano.
Consideriamo che il Veneto è la Regione capofila per la donazione degli organi, circa 10 trapianti su 100 arrivano grazie a dei donatori provenienti da questa Regione e fare un progetto di legge che va incontro anche a dei provvedimenti che già molti Comuni hanno adottato cioè nella formazione del personale dei Comuni in modo che quando un cittadino va a rinnovarsi la carta d'identità possa anche già decidere cosa fare un domani della sua persona rappresenta un qualcosa di importante.
Rappresenta una speranza soprattutto per quei molti cittadini veneti che sono in attesa di un trapianto. Ricordiamoci che in Veneto abbiamo liste di attesa di circa 2 anni e ricordiamoci però che il Veneto è l'unica Regione dove circa il 40% dei pazienti che sono in attesa di un trappano entro 1 anno riescono ad avere questa operazione, quindi una speranza in più di vita.
Mi auguro che questo sia un provvedimento che venga votato all'unanimità perché darà sicuramente un segnale importante soprattutto alle numerose associazioni che lavorano per la formazione e l'informazione della donazione degli organi.
Per quello che riguarda invece il messaggio di formare i nostri ragazzi adesso io non vedo l'assessore Elena Donazzan, ma secondo me all'interno delle nostre scuole, soprattutto le scuole primarie e secondarie, potremo lanciare un progetto grazie anche ai molti alpini che sono iscritti all'Associazione Italiana Donatori di Sangue piuttosto che donatori di organi per fare delle giornate di approfondimento all'interno dei nostri istituti. Penso anche in forma volontaria visto che abbiamo un capitale umano che possiamo tranquillamente valorizzare e che sicuramente può dare un insegnamento intelligente alle nuove generazioni che spesso e volentieri non sono sensibili alla donazione degli organi, però hanno un valore umano molto importante. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Desidero ringraziare i membri della Quinta Commissione. È evidente, già dall'intervento del collega Sinigaglia, che la nostra astensione è stata puramente strategica per il relatore di minoranza, ma noi condividiamo fino in fondo questa proposta ed è un bene che sia stata condivisa sostanzialmente all'unanimità da quest'Aula.
Voglio ricordarlo perché tanti anni fa non era così, trent'anni fa c'erano molti pregiudizi rispetto alla donazione. Mi piace rammentare qui in occasione dell'approvazione di questa legge un episodio che mi riguarda. Ero Segretario di un movimento giovanile, la Federazione Giovanile Comunisti Italiana di Padova, e purtroppo morì una nostra iscritta a 17 anni in attesa di un trapianto di fegato. Scegliemmo tutti, come reazione a questo fatto di una ragazza di 17 anni che non aveva avuto la possibilità di proseguire la sua vita, di iscriverci tutti all'AIDO. Facemmo una riunione proprio per deliberare questa scelta, in risposta rispetto ad una cultura della donazione che in questi 30 anni devo dire ha fatto molta molta strada. Mi portai dentro questa esperienza quando da Parlamentare fui uno dei firmatari di quella legge citata anche nella relazione introduttiva del collega Boron, la legge 91/1999, che cambiò completamente la cultura sull'aspetto della donazione degli organi perché introdusse il criterio del silenzio-assenso che è un criterio assolutamente fondamentale per una legge di questo tipo e per una cultura, quella legata alla donazione degli organi e credo che questa legge, questa proposta a livello regionale, vada assolutamente in questa direzione.
Siamo anche d'accordo su alcuni emendamenti, credo sia stato già fatto un certo lavoro di sintesi compresa la proposta che prima ricordava la collega Orietta Salemi, perché la cultura deve partire proprio dalle scuole, partire dai ragazzi più giovani, è lì che formiamo una cultura della donazione, perché quando uno comprende la donazione degli organi comprende anche la donazione del sangue e comprende tutte le altre forme di donazione che sono utili a dare l'idea di una società più solidale.
Guardate, la pensiamo diversamente su molti temi e molti argomenti, ma su questo, quando sei in attesa di un trapianto e ti arriva un fegato, non chiedi qual è la persona che ha fatto quella donazione perché badi alla vita come elemento centrale. Lo ricordo perché purtroppo queste donazioni sono fatte a tutti i livelli, in tutte le situazioni e sono nel momento in cui qualcuno perde la vita per dare la speranza di vita a un'altra persona, quindi è una cultura che se introdotta a partire dalle scuole può far diventare migliore veramente questa società.
Quindi siamo assolutamente d'accordo quando vengono proposte queste cose, è il segno di una buona discussione del Consiglio regionale e del segno di una Assemblea che sa essere viva, come ci richiamava il Segretario generale nel suo saluto all'Aula; è il momento in cui questa Assemblea dà il meglio di sé e all'esterno questo si percepisce e capisce quando ci sono azioni positive come quella proposta da questa legge che voterò convintamente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
Concordo con lei che il tema che stiamo discutendo ha sicuramente una valenza importante anche da spiegare poi ai cittadini veneti.
In questo momento è in fase di distribuzione un emendamento del correlatore. Dò 20 minuti di tempo da questo momento per eventuali subemendamenti.
La parola al consigliere Zorzato.

Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)

Grazie, Presidente.
Solo per non ripetere gli interventi, che faccio miei, di tutti i colleghi e per dire che ci sono dei momenti in cui ti rendi conto che sei utile. Credo che questo provvedimento, questo voto rispetto ad altri momenti, è un momento in cui rendiamo conto di essere utili.
Un altro messaggio che dò alla Presidenza è o in Commissione o da intraprendere qualsiasi altra iniziativa che possa essere utile a creare in Veneto condizioni ancora migliori di quelle che ci sono. È un argomento troppo sensibile per non avere da parte nostra preventivamente l'assenso su ogni iniziativa che vada in questa direzione.
Grazie, Presidente, e grazie all'Aula per questo ottimo lavoro.

PRESIDENTE

Grazie, Consigliere Zorzato.
È finita la discussione generale.
Adesso dobbiamo interrompere i nostri lavori per almeno 10 minuti perché la Quinta Commissione deve dare i pareri sugli emendamenti che sono sette.
Dieci minuti di interruzione e riprendiamo alle ore 17.15.
La Seduta è sospesa alle ore 17.06
La Seduta riprende alle ore 17.19

PRESIDENTE

Riprendiamo i lavori.
Passiamo alla discussione e votazione degli emendamenti depositati.
Partiamo con l'articolato.
Articolo 1.
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 2.
Ci sono degli emendamenti.
Emendamento n. C0002 presentato dal consigliere Sinigaglia, che prevede:
l'articolo 2, comma 2, è così modificato:
"Sostituire le parole 'l'erogazione di contributi a favore dei Comuni del territorio regionale o delle' con le seguenti parole: 'il sostegno ai Comuni e alle'"
Su questo emendamento c'è il parere favorevole del Presidente della Commissione e del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. C0002.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. C0007 presentato dal consigliere Sinigaglia, che prevede:
l'articolo 2, comma 2, è così modificato:
"dopo 'sensibilizzazione della cittadinanza,' aggiungere 'in particolare la popolazione scolastica'"
Anche su questo c'è il parere favorevole del relatore.
Non ci sono interventi.
Pongo in votazione l'emendamento n. C0007.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
L'emendamento n. C0005 viene ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 2, come emendato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 4.
Emendamento n. C0003 presentato dal consigliere Sinigaglia, che prevede:
l'articolo 4, comma 1, è così modificato:
"Sostituire le parole 'mediante il finanziamento' con le seguenti parole 'mediante l'attivazione e il sostegno'"
Parere favorevole del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. C0003.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Siamo all'emendamento n. C0006.
La parola alla consigliera Patrizia Bartelle.

Patrizia BARTELLE (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Viene ritirato.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Patrizia Bartelle.
Bene, viene ritirato l'emendamento n. C0006.
Non vedo emendamenti all'articolo 4 che metto in votazione.
Pongo in votazione l'articolo 4, come emendato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 5 - Norma finanziaria.
Siamo all'emendamento n. C0004 presentato dal consigliere Sinigaglia.
La parola al consigliere Sinigaglia.

Claudio SINIGAGLIA (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
L'obiettivo era quello di inserire nella missione "Tutela della salute" il programma 01 "Servizio sanitario" il finanziamento delle azioni previste dalla legge. La stessa cosa promuove anche l'emendamento successivo a firma di Finco.
Per quello che riguarda l'importo mi adeguo alle indicazioni date dall'emendamento di Finco e quindi ritiro il mio emendamento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Sinigaglia.
Ritirato l'emendamento n. C0004 e rimane l'emendamento n. C0001 del consigliere Finco.
Emendamento n. C0001 presentato dal consigliere Finco, che prevede:
l'articolo 5, è così sostituito:
"Art. 5 – Norma finanziaria.
1. Agli oneri di natura corrente derivanti dall'applicazione della presente legge, quantificati in euro 100.000,00 per l'esercizio 2016, si fa fronte con le risorse allocate nella Missione 13 'Tutela della Salute' – Programma 01 'Servizio sanitario regionale-finanziamento ordinario corrente per la garanzia dei LEA' – Titolo I 'Spese correnti', mediante contestuale riduzione di quelle afferenti il finanziamento della legge regionale 14 settembre 1994, n. 55 'Norme sull'assetto programmatorio, contabile, gestionale e di controllo delle unità locali socio-sanitarie e delle aziende ospedaliere in attuazione del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 'Riordino della disciplina in materia sanitaria, così come modificato dal decreto legislativo 7 dicembre 1993, n. 517' del Bilancio di previsione 2016-2018.
2. Per gli esercizi successivi si provvede nei limiti degli stanziamenti annualmente autorizzati dalle rispettive leggi di Bilancio, ai sensi di quanto disposto dall'art. 4, legge regionale 29 novembre 2001, n. 39 'Ordinamento del Bilancio e della contabilità della Regione'."
Parere favorevole del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. C0001 sostitutivo articolo 5.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 6 - Entrata in vigore della legge.
Non ci sono interventi.
Pongo in votazione l'articolo 6.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Non ci sono altri articoli.
La parola al consigliere Barison per dichiarazione di voto.

Massimiliano BARISON (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
Molto rapidamente, il Gruppo di Forza Italia esprime un giudizio positivo su questa legge che è stata largamente condivisa, perché la donazione di organi e tessuti rappresenta un dono per la vita e con questa legge il Veneto si porta ai livelli dei Paesi europei più evoluti in termini di donazione di organi e tessuti.
Inoltre con questa legge possiamo dire che diamo una speranza ai cittadini che sono in attesa di donazioni e concludo facendo una raccomandazione su quella che dovrà essere la formazione verso gli operatori, gli impiegati comunali, perché riteniamo che questa legge raggiungerà tanto più l'obiettivo quanto migliore sarà l'informazione che gli operatori comunali sapranno dare ai cittadini.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Barison.
La parola al consigliere Sinigaglia.

Claudio SINIGAGLIA (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Molto brevemente per ribadire quanto già espresso nella relazione introduttiva che accompagnerà il progetto di legge.
È un atto importante che il Consiglio oggi sta promuovendo e quindi ribadiamo il nostro assenso a questa proposta di legge che ha recepito anche l'esito un po' di questa discussione, cioè una particolare attenzione alla sensibilizzazione della popolazione scolastica. Quindi esprimiamo parere favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Sinigaglia.
Non vedo altri interventi.
Pongo in votazione il PDL n. 34.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
9



PIANO STRATEGICO REGIONALE PER LA RICERCA SCIENTIFICA, LO SVILUPPO TECNOLOGICO E L'INNOVAZIONE 2016–2018. (ARTICOLO 11, LEGGE REGIONALE 18 MAGGIO 2007, n. 9 ) (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 14) (DELIBERAZIONE N. 74/2016)

Relazione della Terza Commissione consiliare.
Relatore il consigliere Sandonà; correlatore la consigliera Francesca Zottis.
La parola al consigliere Sandonà.

Luciano SANDONÀ (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"La Legge Regionale 18 maggio 2007, n. 9 "Norme per la promozione ed il coordinamento della ricerca scientifica, dello sviluppo economico e dell'innovazione nel sistema produttivo regionale" individua il percorso che la Regione intende seguire al fine di garantire la crescita economica e lo sviluppo sostenibile del modello socio-economico regionale e definisce, ai sensi degli articolo 1 e 2, una strategia complessiva in grado di favorire l'innovazione e il trasferimento delle conoscenze, sostenere e coordinare la ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico nonché favorire l'interazione fra i saperi ed il loro utilizzo per lo sviluppo economico e sociale. La Giunta Regionale, per il conseguimento delle finalità e degli obiettivi previsti dalla normativa in questione, ai sensi dell'articolo 11, ha predisposto il Piano Strategico Regionale per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione, di durata triennale, e lo ha trasmesso al Consiglio regionale per l'approvazione con propria deliberazione.
Il Piano strategico, in coerenza con gli indirizzi formulati dai programmi comunitari e nazionali in materia di ricerca e innovazione, è finalizzato all'identificazione degli obiettivi generali e rappresenta uno dei fondamentali strumenti di attuazione della normativa regionale di riferimento i cui contenuti sono alla base delle attività di programmazione della Regione in materia di ricerca e innovazione. Invero, il Piano si inserisce in un contesto sinergico tra gli altri strumenti normativi e di programmazione quali: la Strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente, RIS3Veneto, che definisce le traiettorie e le modalità strategiche della ricerca e innovazione nella Regione Veneto, il POR, parte FESR, 2014-2020 e la Legge Regionale 30 maggio 2014, n. 13 , a favore dei distretti industriali, delle reti innovative regionali e delle aggregazioni di imprese.
Alla luce dei più recenti orientamenti comunitari e nazionali in tema di ricerca e innovazione, il Piano presenta l'analisi delle performance del sistema Veneto in cui sono individuati i punti di forza e di debolezza, nonché le minacce e le opportunità che caratterizzano il sistema economico regionale. E' questa la base sulla quale è stato costruito il nuovo percorso costituito da obiettivi strategici, dai relativi obiettivi specifici e da azioni destinate principalmente a stimolare e rafforzare un ambiente collaborativo tra istituzioni, sistemi della ricerca, dell'impresa e della finanza. Il Piano definisce altresì gli indirizzi e i criteri generali connessi sia alla produzione e allo sviluppo che ai processi di innovazione, funzionali al sistema regionale dell'innovazione con particolare riferimento ai settori e ai temi strategici, alle tipologie di soggetti, alle tipologie di funzionamento, ai criteri di valutazione e alle misure della premialità nonché alle risorse disponibili con l'obiettivo di fornire un quadro unitario delle strategie e delle priorità della Regione per la programmazione e attuazione delle politiche di sviluppo regionale in linea con la tempistica della programmazione comunitaria 2014-2020. In definitiva, quindi, un Piano che consenta alla Regione di svolgere un ruolo propulsivo e determinante quanto alle politiche di ricerca e sviluppo da attuarsi nell'ambito del proprio territorio, favorendo l'integrazione e il sostegno di azioni che coniugano ricerca, innovazione tecnologica ed alta formazione nell'ambito dei settori ritenuti strategici.
Il Piano strategico regionale per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione copre il periodo di programmazione 2016-2018 e costituisce altresì l'approdo di un percorso di consultazione e validazione degli obiettivi perseguiti con le realtà imprenditoriali ed economiche del territorio. Il documento è stato oggetto di confronto con i componenti sia del Comitato di indirizzo regionale per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione che dell'Osservatorio regionale per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione, in esecuzione della normativa regionale di cui trattasi, articoli 5 e 7, da ultimo in occasione dell'incontro congiunto Comitato – Osservatorio del 30 novembre 2015 nel quale sono stati validati sia il Piano strategico regionale per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione 2016-2018 che il documento RIS3 a chiusura del percorso di scoperta imprenditoriale, così come richiesto dalla Commissione europea in fase di approvazione della programmazione comunitaria 2014 – 2020.
Il confronto con i principali organi di governance garantisce un processo continuo ed inclusivo, in attuazione di quanto previsto dalla Strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente e un opportuno sistema di monitoraggio degli obiettivi fissati. A tal fine la partecipazione del territorio costituisce l'elemento fondante da governare per il tramite di una struttura multilivello, composta da uno Steering Group e da un Management Team. Lo Steering Group si compone dai citati organi consultivi "Comitato di indirizzo" e "Osservatorio", mentre il Management Team è costituito dalla Sezione Ricerca e Innovazione e da Veneto Innovazione, società in house, che ha come obiettivo la promozione e lo sviluppo della ricerca applicata e l'innovazione all'interno del sistema produttivo veneto ai sensi dell'articolo 10 della legge di cui trattasi. Peraltro, il Piano potrà essere suscettibile di modifiche in relazione a sopravvenute osservazioni degli organi di governance attraverso l'adozione di provvedimenti annuali di attuazione. Il Piano strategico regionale, quindi, attraverso i suoi strumenti operativi, contribuisce a rafforzare questo processo di condivisione, con l'obiettivo di generare un impatto diffuso e rilevante nel sistema produttivo regionale e con la volontà di mantenere un percorso di definizione aperto a nuovi input e a successive modifiche, in virtù dei mutamenti nel contesto economico e sociale regionale che potrebbero manifestarsi nel tempo.
Si sottolinea, infine, che contemporaneamente alla stesura del documento, è stato avviato un confronto con il tavolo del credito, istituito presso la finanziaria regionale Veneto Sviluppo, il 5 ottobre 2015, al fine di verificare la disponibilità del sistema a condividere e supportare finanziariamente le iniziative regionali integrando la strumentazione tradizionale o prevedendo altre e nuove forme di finanziamento a supporto della ricerca, dell'innovazione e del trasferimento tecnologico.
La Terza Commissione, nella seduta del 27 gennaio 2016, ha approvato a maggioranza la proposta del Piano strategico regionale per la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione 2016-2018.
Hanno votato a favore i rappresentanti dei gruppi: Fdl-AN-Movimento per la cultura rurale (Berlato), Zaia Presidente (Gerolimetto, Sandonà), Liga Veneta – Lega Nord (Finco, Finozzi, Possamai), Indipendenza noi Veneto (Guadagnini). Si sono astenuti i rappresentanti dei gruppi: Partito democratico (Zottis con delega Azzalin), Alessandra Moretti Presidente (Ferrari, Guarda), Movimento 5 Stelle (Baldin, Scarabel), Veneto Civico (Dalla Libera)".

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Sandonà.
La parola alla consigliera Francesca Zottis, che svolge la relazione di minoranza.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
"Cari colleghi,
nell'esprimere complessivamente parere favorevole per quanto proposto dalla Giunta nel Piano Strategico Regionale per la Ricerca Scientifica e lo Sviluppo Tecnologico e l'Innovazione 2016 – 2018 e ricordando che dal rapporto Istat 2015 la Regione Veneto appare tra le regioni italiane più dinamiche, crediamo sia doveroso evidenziare alcuni aspetti.
Si tratta di uno strumento che potenzialmente può dare un grande slancio alla Regione in termini sociali ed economici, mettendo le realtà produttive della conoscenza e della ricerca nelle condizioni di essere al centro delle eccellenze scientifiche.
La Comunità Europea mette a disposizione strumenti importanti per migliorare la competitività del nostro territorio, elemento basilare per un aumento di posti di lavoro, e di standard di vita per tutti i nostri cittadini.
Centrale sono elementi come formazione, conoscenza, competenza e rete.
Per fare tutto ciò è necessario un sostegno economico e finanziario continuativo nella consapevolezza che i finanziamenti pubblici servono per creare propulsione ed incoraggiare gli investimenti, ma non bastano se non c'è un processo di costruzione di reti diffuse ed internazionali.
Alcune sfide legate al mondo dell'innovazione e della ricerca che l'Europa ci lancia sono:
- salute, cambiamento demografico;
- sicurezza alimentare, agricoltura e silvicultura sostenibile, ricerca marina e marittima e della acque interne e bioeconomia;
- energia sicura, pulita ed efficiente;
- trasporto intelligente, verde ed integrato;
- azione per il clima, ambiente, efficienza delle risorse e materie prime;
- l'Europa in un mondo che cambia – società inclusive, innovative e riflessive;
- società sicure (Horizon 2020 Commissione Europea).
Il piano strategico affronta molti di questi temi, ma ciò che ci interessa sottolineare è la necessità di creare una reale guida strategica che metta in rete le diverse realtà venete, nazionali ed estere e che i Parchi Scientifici debbano essere messi nelle condizioni di lavorare in sinergia. La Regione deve agire perché ci sia una reale aggregazione tra i Parchi. E' necessario che nei parchi ci sia una politica inclusiva per le start up al fine di garantire una reale dinamicità.
Ciò che vogliamo sottolineare è l'importanza di creare un reale sistema competitivo in termini di innovazione di prodotto, di processo e di servizio nei vari settori e che questo sia possibile se viene ridotta l'attuale frammentazione e la duplicazione di attività dal punto di vista scientifico e formativo, ad esempio creando una maggiore sinergia tra Università, Veneto innovazione e dipartimenti regionali.
Si tratta di essere realmente Sistema Veneto che veda una forte rete tra competenze e conoscenze trasversali e che si guardi ad un sistema di conoscenze caratterizzato dal concetto di "contaminazione scientifica".
E' doveroso il sostegno ai Nanofab, ma speriamo che in questo ci sia continuità perché rappresentano un potenziale altissimo. Non avendo in passato riscontrato costanza negli aiuti ed essendo realtà già inserite in reti transnazionali, si tratterebbe di opportunità concrete per un aumento della competitività del sistema Veneto.
Pensiamo che si debba con maggiore forza puntare ad un collegamento tra le realtà di ricerca venete e quelle presenti sul territorio nazionale ed europeo.
Crediamo che per essere sistema debbano essere valorizzate tutte le realtà produttive ed istituzionali della Regione Veneto e che un ruolo strategico per quanto riguarda la Programmazione Europea di Horizon 2020 possano averla i Comuni e la Città Metropolitana se adeguatamente sostenute in termini di deleghe e processi di condivisione, accompagnamento, conoscenze e competenze.
La Regione come incubatore in grado di creare ricchezza diffusa e dare spazio ad innovazioni che hanno un costo di avvio molto alti, ma che possono riversare benefici rilevanti in termini di crescita economica e benessere sociale.
Il Veneto fatto da Piccole e Medie imprese ed industrie ricche di idee e processi innovativi che spesso hanno solo bisogno di essere inserite all'interno di un sistema complesso e un sostegno continuativo per avanzare nel sistema della ricerca in termini di investimenti. Promuovere, inoltre reti tra PMI, mondo universitario ed industrie diventa focale per parlare di sistema competitivo.
Nell'analizzare potenzialità e criticità rimangono alcune ferite aperte e speranze per il futuro.
Nanotech poteva essere una realtà di eccellenza se guidata e controllata con maggiore attenzione e se la Regione avesse assunto un reale ruolo di governo e controllo, poteva rappresentare un Polo di Aggregazione di competenze sul Trasferimento Tecnologico, ma ad oggi sembra che questo patrimonio sia stato dissipato.
Evidenziamo inoltre che non si evincono i criteri con cui sono stati scelti i 4 Cluster Tecnologici Nazionali (Chimica Verde, Fabbrica Intelligente, Scienze della Vita, tecnologie per le Smart Communites) rispetto ai 9 definiti dal MIUR (Chimica verde, Agrifood, Tecnologie per gli ambienti di vita, Scienze della Vita, Tecnologie per le Smart Communities, Mezzi e sistemi per la mobilità di superficie terrestre e marina, Aerospazio, Energia, Fabbrica intelligente). In particolar modo crediamo che non sia coerente non partecipare al Cluster Agrifood quando questo ambito di investimento viene inserito nelle Smart Specialization Strategy. Inoltre è singolare che il Distretto Nanotecnologie Padova sia stato soppresso, ma appaia nel sito di ASI come un sito di rilevante importanza.
Si sottolinea inoltre che è prioritario dare ampio spazio al tema delle reti, della collaborazione pubblico privato, delle collaborazioni con le Università e delle sinergie con i poli di ricerca nazionali ed internazionali. Il Veneto deve rafforzare la propria competitività non tanto a livello nazionale quanto a livello europeo, ma può farlo solo se è in grado di sfruttare anche le reti esterne alla Regione stessa.
Crediamo, inoltre, che si debbano verificare nel confronto con le altri stati membri e con le altre regioni la validità degli strumenti individuati e delle loro modalità di applicazione.
Facciamo riferimento per esempio ai modelli di stage formativo per studenti delle scuole superiori presso Centri di Ricerca applicata di Trasferimento tecnologico come strumento di integrazione con il mondo del lavoro come succede nei Fraunhofer Tedeschi.
Inoltre si pensa che ci dovrà essere un approfondimento su altri strumenti di sostegno alle PMI messi a disposizione dalla Comunità Europea come lo SME Instrument – specificatamente destinato alle PMI (articolo 22 del regolamento (UE) n. 1291/2013) per sostenere le attività di ricerca e di innovazione e le capacità delle PMI nel corso delle varie fasi del ciclo di innovazione.
In sintesi, ci auguriamo che la parola processi decisionali, governo, reti ed investimenti si traducano in fatti concreti e che il Veneto possa essere una guida certa per i numerosi mondi Veneti che investono giornalmente nella ricerca e sviluppo. Ricerca, Sviluppo ed Innovazione come pilastri della nostra economia come ricordato anche dal Premier Renzi che in data 2 marzo 2016 è andato in visita a Pomezia presso il laboratorio che ha isolato il virus dell'Ebola ha dichiarato che verranno investiti 2,5 miliardi di euro per il Piano della Ricerca. Infine, ringraziamo la struttura per l'impegno messo nella costruzione di questo documento."
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Massimo GIORGETTI

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Francesca Zottis.
La parola alla consigliera Erika Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Anch'io vorrei fare delle considerazioni relativamente al merito del Piano, sottoponendo all'Aula alcuni dubbi, alcune perplessità e alcune domande.
La riclassificazione del bilancio regionale, secondo il decreto legislativo 118, ha come obiettivo la comparabilità tra i bilanci delle pubbliche amministrazioni e la sua assoluta trasparenza in relazione agli impegni. Però, in questo caso, la Regione sembra orientata a rendere poco comprensibile lo stesso e soprattutto in ritardo. Ci ritroviamo con un Bilancio con voci macro e gli stessi uffici hanno delle difficoltà a ottenere le singole voci. Quindi, ci ritroviamo con un Bilancio che all'allegato 17 tagliava ben 8,3 milioni di euro dalla Missione 14, Programma 03, relativamente all'innovazione e alla ricerca. Non si rileva, dunque, coerenza tra quanto indicato e la realtà fattiva delle azioni da parte della Giunta regionale.
Il ruolo della Regione non è solo quello di passacarte e passa fondi comunitari, ma dovrebbe esprimere una vera e propria anima, specialmente per una Regione come il Veneto che ha bisogno di fare una importante transizione mettendo a valore la propria capacità imprenditoriale e manifatturiera, proiettandola nelle nuove tecnologie e nella digitalizzazione a tutti i livelli dei processi produttivi. Dov'è il valore aggiunto della Regione Veneto relativamente ai finanziamenti comunitari e nazionali? Prima domanda.
Il documento è una rassegna e un insieme di rimandi a documenti precedenti, quasi non sembra un Piano. Quali sono gli interventi e le scadenze? Sembra mancare il rispetto per il ruolo istituzionale delle Commissioni e del Consiglio regionale, che dovrebbe avere elementi concreti grazie ai quali verificare l'efficacia della strategia individuata e non solo essere un organo di ratifica formale. Vorrei ricordare che il Piano è passato in Commissione per la discussione, esame e parere in un'unica giornata.
La strategia regionale non si vede. Su quali elementi di innovazione intende far leva la Giunta regionale? Su quali linee tipicamente adatte alle imprese venete si farà riferimento? Quali le specificità culturali che consentiranno al Veneto di dare maggiore efficacia ai percorsi di innovazione? Quali, poi, gli elementi infrastrutturali che verranno messi in gioco?
Altra nota importante che dal Piano risulta mancante e per la quale ho fatto un emendamento apposito per aggiungere questo particolare. È ben nota la particolare capacità delle nostre imprese nella manifattura, tra le specializzazioni viene citata la smart manufacturing, che sarebbe una linea da perseguire con energia nella nostra Regione, ma questo impegno non si vede, appunto. Per esempio, dov'è la manifattura 4.0? In altre Regioni, per esempio Lombarda e Toscana, vi sono linee di finanziamento e leggi regionali ad hoc. Il Veneto ha una fortissima necessità di innovare il proprio sistema produttivo per mantenere e consolidare le proprie abilità manifatturiere e l'iniezione di digitale della manifattura 4.0 è ciò che servirebbe. Perché nel Piano è assente? Altro punto fondamentale, le ICT sono ormai uno strumento di fortissima competitività nella nostra Regione che avrebbero una ulteriore spinta.
La scala più opportuna per incentivare il digitale nelle imprese è la scala regionale, l'aggancio con le smart cities consente di agganciarsi a linee di sviluppo della pubblica amministrazione locali e europee. Dov'è questo intento nel Piano? Quali sono gli interventi previsti dalla Giunta regionale a sostegno del digitale?
Altro punto fondamentale: la green economy. Spinti dalla necessità, l'emergenza CO2, l'inquinamento e il riscaldamento climatico, siamo in piena rivoluzione green in tutto il mondo, le aziende stanno imparando a recuperare, riusare calore e energia; il fossile cede il passo al rinnovabile; le reti energetiche diventano intelligenti, le cosiddette smart grid. E la Regione Veneto cosa sta facendo? Quali sono gli interventi per agganciare le nostre imprese a questo treno dell'innovazione green? O vogliamo sempre stare all'inseguimento? Quali sono, quindi, gli interventi? Quali sono le nuove infrastrutture per la rivoluzione green?
Si citano continuamente i parchi scientifici e tecnologici come il Vega, Galileo, Star e altri, quando in realtà i parchi non hanno dimostrato di essere i pilastri dell'innovazione che avrebbero dovuto essere, quando dopo vent'anni abbiamo solo creato enormi passivi, scaricato costi elevatissimi per le imprese insediate, perseguita una riduzione costante della scientificità dei parchi, oramai divenuti veri e propri condomini di imprese a innovazione media e bassa.
Star up, spin off e imprese innovative vengono continuamente citate, ma la realtà è che le prestazioni in questo senso sono scarsissime e dall'esito molto discutibile. Rileviamo positivamente i finanziamenti in tal senso, ma sono evidentemente assenti strutture di supporto che avrebbero dovuto essere i parchi, Veneto Innovazioni e le aziende di trasferimento tecnologico. I parchi, in particolare, dovrebbero facilitare l'insediamento delle imprese innovative e non salassarle con affitti fuori mercato. Dovrebbero facilitare le occasioni di incontro, dovrebbero organizzare eventi a vantaggio delle imprese insediate e non, per esempio, farsi sostenere da grosse aziende interessate perché magari sponsorizzano gli eventi per promuovere i propri prodotti - vedi il caso Microsoft – e dovrebbero essere continuamente al servizio delle imprese innovative. Il paradosso è che strutture private riescano a condurre con efficacia questo compito traendone profitto, mentre le strutture pubbliche, pur con fondi e altri vantaggi, non sono riusciti a farlo. Forse perché, talvolta, abbiamo parcheggiato nei parchi amici della politica e gratificati con stipendi stellari?
Tra le tecnologie abilitanti sono indicate ricerca sui materiali avanzati, la nanotecnologia, la fotonica, le biotecnologie. Qual è la coerenza di queste indicazioni nel momento in cui sono stati gettati al vento più di 40 milioni di euro chiudendo Veneto Nanotech, dopo dieci anni di attività e numerose ricerche condotte? Facciamo il confronto con il belga Imec, pure sostenuto inizialmente da fondi regionali e ora con migliaia di dipendenti qualificati e centinaia di milioni di entrate esterne, oppure come Minatec di Grenoble e vari altri.
Come mai Veneto Nanotech non è stata gestita in riorganizzazione come Veneto Agricoltura, ridotta però preservata? Come mai, invece, si aprono tranquillamente altre strutture similari disperdendo il denaro pubblico su azioni nuove in Puglia e in Toscana con ulteriori spese e investimenti, quando una è già operativa in Veneto da oltre dieci anni? Come è stato possibile, se questo è l'esito, lasciare come direttore alla guida di una partecipata sempre la stessa persona, che, probabilmente, era inadatta fin dal primo giorno? E come mai sono stati consentiti al suo direttore e ai consulenti stipendi di questa dimensione? Parliamo di cifre di circa 500 mila euro all'anno, per una partecipata di dimensioni contenute! C'è una vera strategia o tutte le operazioni della ricerca hanno solo una funzione comunicativa e quando la comunicazione è completata poi finisce ogni cosa?
Focus su Veneto Nanotech: tre laboratori in tre diverse città, Padova, Venezia e Rovigo, con relativa moltiplicazione dei costi; contratti sovrastimati; affitti esosi da pagare, soprattutto al Vega; una sproporzione tra personale addetto alla ricerca e impiegati nei servizi; costi direzionali intorno ai 500 mila euro all'anno per una struttura tutto sommato piccola e con una sede a parte a Padova per 60 mila euro all'anno. Tra i 50 e i 60 milioni di euro investiti dalla sua fondazione dal 2003 a oggi con fondi pubblici e comunitari che dovevano servire a innovare, generare posti di lavoro a elevata qualificazione, riconversione di Porto Marghera.
Per finire, il Vega. Come mai la denominazione di Vega rimane Parco scientifico e tecnologico quando ormai non vi sono più elementi per una tale qualificazione? Lo si potrebbe chiamare più appropriatamente centro direzionale e produttivo o più semplicemente condominio, vista la sua reale natura.
Che fine hanno fatto tutte le risorse assorbite da Vega a Nanotech e a tutti gli altri affittuari? Come è stato possibile da parte dei soci pubblici di Vega consentire stipendi e spese direzionali faraoniche per una struttura con un perimetro così limitato? Come è stato consentito a Vega di tradire il proprio compito di sostegno all'innovazione, quando invece viste le elevatissime tariffe di affitto, non solo per Veneto Nanotech, e il di fatto disincentivo nei confronti delle aziende innovative nell'insediarsi?
A tutte queste domande gradirei avere risposta e mi attiverò anche per fare delle interrogazioni in merito, qualora non dovessi ottenerle oggi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Erika Baldin.
Comunico che è stato depositato l'emendamento n. D0020 da parte del correlatore consigliere Francesca Zottis, 5 minuti per la presentazione dei subemendamenti.
La parola al consigliere Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Aggiungo un paio di elementi a quanto ho sentito negli interventi che mi hanno preceduto. Con le ultime osservazioni e considerazioni della collega Erika Baldin, mi sembrava di essere tornato indietro di un paio d'anni, nel senso che in quest'Aula sono già risuonate e continuano a risuonare queste critiche e queste domande. Ricordo di averne fatte alcune di queste nella prima Seduta di insediamento chiedendo alla Giunta di rispondere, ma non ho avuto grandi risultati.
Credo che in un Piano della ricerca e dell'innovazione per essere strategici bisogna essere anche pratici e non possiamo non considerare il fatto che mentre oggi l'approccio corretto è quello di basare sui quattro pilastri del manifatturiero avanzato, made in Italy, con le cosiddette tecnologie abilitanti chiave, KET come acronimo. In questo ambito ci sono le nanotecnologie, i nuovi materiali che spiccano come modalità di applicazione. Di fatto, su queste tecnologie è successo che qualche mese fa è stato chiuso il laboratorio di Nanofab, di Veneto Nanotech, che si occupava proprio di questo. Quindi la contraddizione è palese.
Proviamo a concentrarci, quindi, su quello che è il cuore della strategia, cioè il trasferimento tecnologico. Un trasferimento che deve avvenire con le modalità più pratiche e operative possibili e che si innerva dentro il tessuto imprenditoriale. Bisogna aumentare le risorse. Nel triennio dal Piano di risorse sono previsti 104 milioni. Il Governo, abbiamo sentito, sta ulteriormente investendo con altre risorse, il punto è che dobbiamo essere efficienti e efficaci nell'azione di strategia e di governo.
Vengono citati nel documento attori che possono collaborare a questo trasferimento come le Università, che però, sappiamo, ha come compito primario la ricerca di base non la ricerca applicata. Spesso i laboratori universitari si fermano a quell'indice che si chiama TRL, cioè il grado di maturazione della preparazione tecnologica che è di livello 4, la scala va da 1 a 9. Le università si fermano al massimo al quarto grado, che è il grado cosiddetto di validazione di laboratorio che non è ancora pronto, diciamo così, per arrivare al trasferimento tecnologico. Quindi c'è bisogno di recuperare questo gap intermedio e fare in modo che tutti i vari soggetti possano collaborare a questo scopo.
Vengono citati nel documento i Parchi scientifici, quelli che sono attivi oggi in Veneto mi pare che non stiano navigando in buone acque, sono spesso in difficoltà. Addirittura spesso sono senza la parte di laboratorio e quindi come facciamo a parlare di trasferimento tecnologico se mancano le basi, i presupposti? Poi ci sono i centri per l'innovazione e trasferimento tecnologico. Allora, se andiamo anche in rete vediamo che in Toscana è stato istituito un centro internazionale per il trasferimento tecnologico e le energie rinnovabili che ha lo scopo di aggregare, di mettere in rete un po' tutti i soggetti. In Veneto, con l'operazione di Innoveneto, se non sbaglio, già negli anni 2005 è stata fatta una ricognizione e all'epoca erano 34 i centri per l'innovazione e trasferimento tecnologico. Poi sono aumentati, sono diventati 88 – questa è l'ultima rilevazione che ho trovato nel 2008 -, oggi probabilmente sono di più; ma è un pullulare individuale di soggetti che non ha regia, che non ha un coordinamento, una collaborazione. Forse è il caso che anche noi ci poniamo come obiettivo, e tra le righe un po' è scritto anche nel documento, di cominciare a fare massa critica e aggregazione di questi vari centri attualmente dispersi e autoreferenziali.
Ancora, per fare trasferimento tecnologico c'è bisogno di passare dalla fase di validazione di laboratorio alla fase, il cosiddetto livello 8, dove abbiamo un prototipo pronto a essere applicato nella produzione aziendale e pronto poi a essere commercializzato. Le cosiddette pre-serie che vengono testate nella produzione, alla catena produttiva, e poi diventano commercializzabili nel mercato. È da lì che comincia a salire la convenienza economica e quindi avere il ritorno economico di questo trasferimento tecnologico. Finora, purtroppo, ci siamo fermati solo alle prime fasi, timidi tentativi si sono fermati alle prime fasi.
Secondo noi, sarebbe necessario e opportuno, abbiamo presentato anche un emendamento a questo scopo che poi verrà illustrato, fare in modo che ci sia un sistema che dà al tessuto imprenditoriale del Veneto, che come sappiamo è costituito prevalentemente da piccola e media impresa, delle indicazioni già testate, cioè queste pre-serie già pronte a essere utilizzate nella catena produttiva. Può essere un materiale, una tecnologia, un manufatto, un qualcosa che è pronto per l'utilizzo in azienda e poi accompagnare l'azienda nel processo di commercializzazione.
Quindi, suggeriamo una specie di modulo operativo, che è dotato di figure tecnico scientifiche, che hanno le mani in pasta, una struttura agile che non ha un costo esorbitante che però entra subito praticamente nel merito del trasferimento. Quindi, oltre a quanto viene detto nel documento, e cioè una assistenza alle aziende per indicare dove andare a svilupparsi, magari all'estero, con quali strumenti di finanza agevolata poter essere assistiti e incentivati, ma fare anche una attività molto pratica: per esempio, dire all'azienda x o y "guarda che quel tessuto va trattato in questa maniera e potrai avere un beneficio produttivo notevole", oppure come migliorare la produzione di un certo polimero in modo tale che l'efficienza di utilizzo sia esaltata e così via.
Tra l'altro, questa modalità è già attiva in quel modello che viene preso a riferimento e anche nel documento viene citato, i cosiddetti Fraunhofer della Germania; stanno operando in questo modo e gli effetti sono oggettivamente positivi.
La stima di costo di un modulo operativo di questo tipo si aggira, dipende poi dalla voglia di investimento, insomma, da 500 mila euro a 3 milioni, quindi credo che nel monte di 104 milioni una cifra di questo tipo potrebbe essere concretamente accessibile, anche perché è un investimento.
La cosa che fa specie è che questo tipo di attività, che stava cominciando a nascere, purtroppo, è stato detto prima, è stata chiusa, era il modello Nanofab che lavorava in questa ottica e che cominciava a avere l'aggancio con le imprese. Questo modello va assolutamente ripreso e rilanciato con investimenti che possono coinvolgere anche i privati. Sappiamo che i privati danno maggiore garanzia di finanziamento e anche di funzionamento a livello aziendale. C'è bisogno di affiancare questo modello con una sorta di certificazione per evitare i cosiddetti squali o battitori liberi. E questo marchio, questa certificazione di soggetti non può che essere in capo alla Regione; Regione che deve fare da capofila, per esempio, all'interno del sistema delle reti innovative fissando alcuni parametri entro i quali deve rientrare il centro di ricerca operativo, parametri entro i quali si muove questo modulo operativo per il trasferimento tecnologico.
A proposito di investimenti leggevo un dato, che deriva dall'esperienza di Veneto Nanotech, che non è tutta negativa ci sono anche delle cose positive: un euro di investimento da parte della Regione sui progetti Nanofab ha avuto come effetto moltiplicatore un valore di 2,7, cioè un euro ha messo la Regione, 2,7 l'hanno messo le aziende, quindi c'è stato un investimento in questa ottica. Poi sappiamo che le aziende incentivate a innovare continuano, fanno produzione, pagano le tasse, danno lavoro e quindi fanno girare il volano dell'economia.
Noi crediamo che questa proposta, che è molto semplice e operativa, possa utilmente integrare il Piano strategico che oggi viene sottoposto all'approvazione dell'Aula; ritenendo che bisogna fare tesoro di quello che abbiamo costruito e purtroppo chiuso, ma comunque le competenze, le professionalità ci sono, guardando con fiducia a questa nuova ripartenza. Speriamo che sia la volta buona, speriamo che effettivamente ci sia la cooperazione di tutti i vari soggetti, come è stato ricordato prima, e ritenendo che i soldi impiegati per questo tipo di attività sono un investimento che poi ha un ritorno. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Mi rivolgo all'Assessore, alla Giunta, pensando che non capita ogni anno di avere l'opportunità di dare avvio a un programma di queste dimensioni, che si intreccia con la programmazione 2014–2020 e ne utilizza, giustamente, parte importante, consistente delle risorse. Quindi è una opportunità che va colta al cento per cento, anzi di più.
Lo faccio dicendo: cerchiamo di evitare gli errori del passato. Gli errori del passato, a mio avviso, alcune cose sono state dette e quelle non le ripeterò, che riguardano i Parchi scientifici, insomma qual è stato il raccordo con alcune società anche regionali; ma ne ricordo un altro ed è stata la eccessiva dispersione delle risorse in una logica molto distributiva che dire a pioggia forse è riduttivo, era a goccia a goccia. Alla fine di questi programmi anche in sede di Commissione, nel tentativo di fare delle valutazioni, era effettivamente difficile capire quale fosse stata la reale ricaduta di questi fondi come di altri – ma adesso parliamo di questi – nell'insieme del sistema di ricerca e innovazione e trasferimento tecnologico del Veneto. Poi, i dati che vengono dai rapporti europei sull'indice di competitività piuttosto che altri, già dicono che noi partiamo da un livello di spesa in incidenza del PIL più basso per mille ragioni che sappiamo: le nostre imprese sono più piccole e quindi hanno strutture che non permettono loro di incardinare all'interno sistemi di ricerca, ma devono ricorrere all'esterno.
Allora, prima cosa, c'è un documento che trovo comunque più definito negli indirizzi di quelli del passato. L'altro passaggio, Assessore, è la gestione. Perché, fissati gli indirizzi riferiti a specializzazione intelligente, quindi delimitando meglio i campi, e, ripeto, facendo in modo di essere selettivi, molto selettivi e di concentrare le risorse dove l'effetto volano possa essere il massimo, molto dipende dalla gestione, dalla regia, dal manico. Quindi molto dipende dal ruolo che l'Assessorato, la struttura, i dirigenti, insomma tutto il team, giocherà nell'interfacciarsi con le tantissime imprese, con le università, con i distretti e con tutti quei soggetti, ripeto, che hanno estrema necessità in Veneto, partendo noi con un certo handicap, di recuperare questo ritardo.
Questa mattina nella rassegna stampa ci sono diversi articoli su questo rapporto che Banca Intesa San Paolo dedica ogni anno ai sistemi distrettuali e anche quest'anno segnala come in Veneto ci sono una quindicina di sistemi distrettuali di assoluto rilievo, dove, tra l'altro, si registra una crescita del fatturato e una crescita degli occupati che è maggiore se confrontata con altri settori economici non organizzati in sistemi distrettuali. Ovviamente, ci sono le materie plastiche, la meccanica strumentale, l'occhialeria, si parla del prosecco, della concia, insomma, conosciamo. C'è una legge regionale sui distretti recente, ci sono delle misure per i distretti. Insisto perché anche su questo ci sia una pretesa alta, cioè che la Regione voglia nei confronti di questi sistemi obiettivi alti, un sistema di indicatori chiaro e trasparente, che permetta di misurare le performance rispetto all'impiego di questi fondi e che ci sia altrettanta facilità di relazione e di messa a regime di queste risorse.
Anche qui, la storia veneta ci insegna di una precedente legge sui distretti che non ha dato quei risultati che avremmo voluto. Anche perché quella legge nasceva in un altro contesto e con altre cose. Quindi, e concludo su questo, veramente la raccomandazione che faccio è in una regia regionale forte, competente, che tenga l'asticella alta. Perché se non la teniamo alta quando si parte, mano a mano, anche con i soggetti che possono, devono e spero facciano ricorso a questo Piano e a queste risorse, finiscono per disperderle e questo sarebbe veramente una disdetta.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
L'assessore Marcato dà delle informazione e anche delle repliche su alcune cose dette.
La parola all'assessore Marcato.

Ass.re Roberto MARCATO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Due aspetti che voglio sottolineare: il primo è che questo Piano non è il Piano dell'assessore Marcato che si è messo lì da solo e ha pensato a delle esigenze particolari e poi ne ha declinato una modalità operativa. Questo è un Piano che nasce innanzitutto sulla scorta di finanziamenti e indirizzi europei precisi, a cui noi ci dobbiamo attenere per avere una congruità con quelle indicazioni. Quindi, ricordo che il 17 agosto 2015 è stato approvato in Commissione Europea il documento preliminare al POR: noi abbiamo fatto questa proposta e la Commissione Europea la ha recepita. Noi a quel documento ci dobbiamo strettamente attenere, altrimenti se cambiamo anche di poco la struttura portante del Piano dobbiamo ritornare indietro e ripartire da zero.
Non solo, ma questo ha avuto anche la condivisione territoriale dell'Osservatorio della ricerca, del Comitato e del Processo di scoperta imprenditoriale. Abbiamo raccolto le esigenze di questi tre strumenti e le abbiamo trasformate nel Piano che voi oggi avete in mano.
Ha avuto il passaggio in Commissione, dove, tra l'altro, lo voglio ricordare, non ha avuto un voto di contrarietà e questo mi fa molto piacere, perché evidentemente questo è un Piano che assorbe territorio, scientificità, assorbe volontà europee, è una sintesi rigorosa delle esigenze.
Ho visto anche gli emendamenti, alcuni sono ricevibili, alcuni non sono ricevibili perché mettono in discussione la struttura portante del Piano e quindi non possono essere integrati.
L'altro aspetto che volevo sottolineare è: attenzione, non diamo a questo Piano il potere salvifico che non ha, nel senso che non è che possiamo mettere all'interno del Piano la ristrutturazione di tutte le partecipate della Regione, la rivisitazione dei Parchi scientifici, di Veneto Nanotech, etc., perché questo è un Piano che ha una sua declinazione, un suo obiettivo e delle strategie proprie. Tutto il resto sono cose interessanti, ma che non sono attinenti al Piano.
Credo in realtà che la vera innovazione non sia tanto nel Piano, che è uno strumento tecnico, ma sia nella nostra testa: noi dovremmo dare un colpo di reni e dare un giro di volta alle modalità operative che abbiamo avuto fin d'ora. Sarà molto difficile che venga proposto da parte mia la costruzione di una nuova società, di una nuova partecipata, di un nuovo parco scientifico. Credo invece che serva un atteggiamento diverso e io l'ho detto anche ai miei dirigenti e anche agli uffici: io mi sarei un po' stancato di convegni, studi, consulenti, consulenze, carotaggi, dibattiti, tavoli tecnici, tavoli politici, sono tutte cose straordinariamente interessanti per perdere tempo e per far guadagnare qualcuno che ha poco a che fare poi con il decisore finale.
Ho sentito prima parlare di start up, vi sfido, andate a vedere negli ultimi anni i convegni e i dibattiti che sono stati fatti sulle start up dove ci siamo detti come fare start up e andate a vedere quante start up vere sono state fatte. Allora, invece di dirci come fare le start up non sarebbe meglio farle? Invece noi facciamo i convegni per dirci come fare le start up. Questo è il mio atteggiamento e su questo sarò molto rigoroso.
Ho sentito critiche fortissime sulle partecipate che fanno innovazione e le condivido; però dovremo essere molto fermi, perché se siamo tutti d'accordo che così non funziona non è che quando si prende una decisione, che inevitabilmente avrà delle ripercussione negative sui dipendenti, facciamo tutti marcia indietro. Se una cosa non serve, mi dispiace, ma non serve, che ci sia un dipendente o che non ci sia un dipendente. Io non posso mantenere strutture che non fanno ricerca e innovazione solo perché ci sono 5, 10, 15, 20 dipendenti. Non è possibile. Oppure ci crediamo e allora ci mettiamo risorse, impegno e passione e le facciamo decollare, perché la mezza via, giusto perché un sindacato, un partito, un movimento, la lobby... basta, dobbiamo avere il coraggio di tirare una linea.
Quindi, da parte mia questo è l'atteggiamento che ho avuto e che avrò. Pertanto dobbiamo essere molto decisi nelle decisioni e la vera innovazione non è in questo Piano, ma è nel nostro cervello che qualche volta è un po' vecchiotto. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Marcato.
Grazie per la consueta chiarezza.
Sospendiamo 10 minuti perché l'Ufficio di Presidenza della Terza Commissione deve dare il parere sui 14 emendamenti depositati. Riprendiamo alle 18.25.
La Seduta è sospesa alle ore 18.15
La Seduta riprende alle ore 18.54

PRESIDENTE

Riprendiamo e nostri lavori.
Sono in distribuzione gli emendamenti concordati durante l'Ufficio di Presidenza della Terza Commissione. Sono emendamenti riassuntivi che fanno un po' di ordine anche in qualche istanza presentata dai Consiglieri.
Per questi emendamenti, in maniera approfondita già analizzati in Terza Commissione, dò 3 minuti per gli eventuali subemendamenti, quindi fino alle 18.57.
Iniziamo con le votazioni. Partiamo con l'emendamento n. D0002.
Emendamento n. D0002 presentato dalla consigliera correlatore Zottis.
L'emendamento n. D0002 è ritirato.
Emendamento n. D0022 presentato dalla Giunta regionale, che prevede:
il paragrafo 3 è così modificato:
dopo il punto "5. Semplificare i procedimenti amministrativi" aggiungere e il seguente punto: "5 bis. Valorizzare il concetto di contaminazione scientifica"
Pongo in votazione l'emendamento n. D0022.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Emendamento n. D0003 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 3 è così modificato:
"Paragrafo 3 - Percorsi e strumenti di innovazione per lo sviluppo economico del Veneto
Nella seconda riga del punto 4. Promuovere le eccellenze del territorio, migliorando l'organizzazione e la dotazione tecnologiche delle filiere tradizionali, dopo le parole "delle filiere produttive" inserire le parole "e reti collegate".
Parere contrario del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0003.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. D0004 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 3 è così modificato:
"Paragrafo 3 - Percorsi e strumenti di innovazione per lo sviluppo economico del Veneto
Alla fine del punto 7. Stimolare l'incontro tra domanda e offerta di innovazione, orientando i centri di ricerca alle necessità del mercato.
Dopo le parole "Catalogo regionale della Ricerca" inserire le parole "che preveda da subito i potenziali collegamenti con realtà e centri di eccellenza non veneti presenti sul territorio regionale".
Parere contrario del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0004.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. D0005 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 3 è così modificato:
"Paragrafo 3 - Percorsi e strumenti di innovazione per lo sviluppo economico del Veneto
Alla fine del punto 8. Potenziare l'offerta infrastrutturale del sistema ricerca Veneto e facilitare i collegamenti alle reti delle infrastrutture della ricerca europea e internazionale.
Dopo le parole "accademica e non" inserire le parole "e tra contesto regionale, nazionale e internazionale. I Nanofab rappresentano un potenziale importantissimo che ha bisogno di strumenti innovativi e sono già inseriti nel contesto internazionale".
La parola alla consigliera Francesca Zottis.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Su questo emendamento ho compreso le motivazione per cui non viene accettato, però penso che all'interno del Piano ci dovesse essere un riferimento un po' più evidente alla questione dei Nanofab e la correlazione che questi hanno da sempre anche con le reti internazionali.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Francesca Zottis.
Parere del relatore contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0005.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio non approva.
Emendamento n. D0006 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 3 è così modificato:
"Paragrafo 3 - Percorsi e strumenti di innovazione per lo sviluppo economico del Veneto
Alla prima riga del punto 3. 1 La strumentazione normativa
Dopo le parole "ricerca e innovazione" aggiungere le parole "e del sistema della conoscenza".
Parere favorevole del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0006.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Emendamento n. D0007 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 3 è così modificato:
"Paragrafo 3 - Percorsi e strumenti di innovazione per lo sviluppo economico del Veneto
3.1 La strumentazione normativa
I Cluster tecnologici nazionali
Dopo il punto 4 inserire il seguente punto:
"4 bis. Prevedere la possibilità di una revisione degli Accordi di Prozione sopraccitati e l'inserimento degli altri cluster previsti dal MIUR con particolare attenzione a Agrifood, tema previsto nelle Smart specialization Strategy e Aerospazio.".
La parola alla consigliera Francesca Zottis.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Con questo emendamento si fa riferimento a due cluster che sono quello di Agrifood e alla questione aerospaziale, che non sono stati per ora inseriti. So che viene bocciato perché questo prevederebbe un cambiamento rispetto agli accordi di programma con il Ministero, però ritengo di lasciarlo perché l'auspicio è quello comunque che, in previsione di accordi futuri che possono esserci tra il 2016 e il 2018, vengano ripresi in considerazione; soprattutto perché nel caso di Agrifood è previsto nell'altra linea di finanziamento dentro il programma, quindi c'è un po' una distonia tra queste linee e le altre. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Francesca Zottis.
Parere del relatore contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0007.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. D0008 presentato dalla consigliera correlatore Zottis è ritirato.
Emendamento n. D0009 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 4 è così modificato:
"Paragrafo 4 – Principi informatori della programmazione regionale per l'innovazione, linee e azioni
4.1 Tematiche di ricerca veneta secondo la Ris3 Veneto
alla fine del punto Creative Industries inserire il seguente periodo:
"Per incentivare la crescita dell'industria creativa è indispensabile la collaborazione con il settore dell'istruzione, la promozione e il collegamento con le realtà presenti sia sul territorio nazionale che internazionale".
La parola alla consigliera Francesca Zottis.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Lo lascio a questo punto ai posteri: che per quanto riguarda la parte di industria creativa ci sia un maggior peso per quello che riguarda il collegamento con il sistema dell'istruzione e della promozione. Perché altrimenti rimane solo la parte tecnologica e questo non permette spesso né di avviare delle start up in questo settore, né poi di farle anche conoscere. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Francesca Zottis.
Parere contrario del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0009.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. D0010 presentato dalla consigliera correlatore Zottis è ritirato.
Emendamento n. D0011 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 5 è così modificato:
"Paragrafo 5 – Indirizzi destinati a qualificare il ruolo dei parchi scientifici e tecnologici e dei centri delle strutture a essi collegati
alla fine del quinto paragrafo dopo la parola "filiera" inserire le parole "e reti".
La parola al consigliere Sandonà.

Luciano SANDONÀ (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Bisogna mettere al plurale le due parole: filiere e reti. Parere favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Sandonà.
Parere favorevole del relatore, con un coordinamento tecnico perché l'italiano si presti alla scrittura.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0011.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Emendamento n. D0012 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 5 è così modificato:
"Paragrafo 5 – Indirizzi destinati a qualificare il ruolo dei parchi scientifici e tecnologici e dei centri delle strutture ad essi collegati
aggiungere il seguente punto:
"- Favorire la rete con laboratori e realtà presenti sul territorio nazionale e internazionale".
La parola alla consigliera Francesca Zottis.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Questo emendamento è solo per dare maggiore spazio alle realtà venete sul piano internazionale, in modo che ci sia un collegamento un po' più esplicito anche con le realtà che non sono sul sito Veneto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Francesca Zottis.
Parere favorevole del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0012.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
L'emendamento n. D0013 presentato dalla consigliera correlatore Zottis è ritirato.
Emendamento n. D0020 presentato dalla consigliera correlatore Zottis.
La parola al consigliere Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Su questo emendamento nell'intervento iniziale, in discussione, avevo un po' puntato sul tema del trasferimento tecnologico e che serve una struttura operativa che praticamente accompagni il processo di attuazione della modalità di innovazione tecnologica a livello aziendale. Mi viene detto nella discussione in Ufficio di Presidenza che questo esce dalla mission, diciamo così, di Veneto Innovazione, nel senso che non può svolgere azioni di questo tipo, bisognerebbe andare a modificare la legge istitutiva di Veneto Innovazione.
A questo punto, credo che l'Assessore abbia colto il significato di questa motivazione dell'emendamento, propongo alla collega Francesca Zottis di ritirarlo. Comunque ci impegniamo, magari insieme anche alla struttura, di trovare una formulazione che possa rimediare a questo vuoto di segmento nella filiera del trasferimento, perché è essenziale e strategico.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
La parola alla consigliera Francesca Zottis.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Lo ritiro con l'auspicio che ci possa essere un intervento futuro, perché questo è un gap che sta creando parecchi problemi.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Francesca Zottis.
L'emendamento n. D0020 è ritirato.
Emendamento n. D0014 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 7 è così modificato:
"Paragrafo 7 – Il progetto di innovazione e gli investimenti a favore delle infrastrutture di ricerca
dopo il punto SPES (Selettive production of exotic species) aggiungere i seguenti punti:
"- Cito Proplast – consorzio Piemontese legato alla tecnologia del mondo della plastica composto da 12 soci accademici, 96 soci aziendali, 7 associazioni di categoria e 3 fondazioni e enti pubblici.
- CETMA organizzazione di ricerca e tecnologia (RTO) con sede a Brindisi, che si occupa di ricerca applicata, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico nel settore dei materiali avanzati (compositi, polimeri, materiali bio-based e da riciclo), l'ICT (sviluppo di software specialistici per applicazione innovative nell'ingegneria, nella produzione e nei servizi) e dello sviluppo di prodotto.
- Pont-Tech, consorzio all'innovazione attivo nel favorire l'integrazione fra ricerca, impresa e mercato che promuove attivamente l'innovazione e l'assistenza alla nascita e al consolidamento di nuove realtà hi – tech e lo sviluppo di servizi innovativi di supporto gestionale, strategico e tecnologico.
- ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile attività finalizzate" alla ricerca e all'innovazione tecnologica nonché alla prestazione di servizi avanzati nei settori dell'energia, con particolare riguardo al settore nucleare e dello sviluppo economico sostenibile".
- Polo PUMAS (Umbria) – aggregazione di imprese, start up innovatrici, piccole, medie e grandi imprese e organismi di ricerca attivi nei settori della chimica, dell'edilizia, della ricerca e della formazione destinati a stimolare l'attività innovative
- Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) – fondazione di diritto privato – Attualmente la rete è composta da 11 laboratori in Italia situati presso alcune delle principali università italiane (Università di Trento, Politecnici di Milano e Torino, scuola normale superiore in Pisa, Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, Sapienza di Roma, Università Federico II di Napoli, Università del Salento di Lecce, Università di Parma, Ifom- IEO di Milano) e di 2 centri negli USA in collaborazione con il MIT e Harvard. L'attività scientifica nel corso degli anni precedenti (2009–2011 e 2012–2014) si è articolata in 7 differenti piattaforme di ricerca tutte strettamente correlate fra loro, in una logica di complementarietà dei saperi e delle discipline scientifiche: robotica, energia, nuovi materiali, ambiente, neuroscienze, scoperta e sviluppo di nuovi farmaci e computazione multiscala.
- KET Lab- laboratorio di circa 2000 metri quadrati all'interno della sede dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) a Roma che si occupa di innovazione scientifica, interdisciplinarietà e trasferimento di tecnologie aerospaziali all'attività di ricerca e sviluppo delle medie e piccole aziende.".
La parola alla consigliera Francesca Zottis.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
All'interno dell'emendamento vengono inseriti altri laboratori sulla struttura nazionale che ci sembravano laboratori che possono essere importanti per le caratteristiche riguardo, per esempio, all'ICT. Non viene accettato perché modificherebbe in modo strutturale il Piano, però speriamo che magari in concerto anche con le Università e con le strutture di ricerca presenti in Regione possano essere ripresi in considerazione. Non viene ritirato.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Francesca Zottis.
Parere del relatore contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0014.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio non approva.
L'emendamento n. D0015 presentato dalla consigliera correlatore Zottis è ritirato perché è stato coordinato con l'emendamento n. D0023 Presentato dalla Giunta.
Emendamento n. D0023 presentato dalla Giunta, che prevede:
il paragrafo 9 è così modificato:
"Paragrafo 9 – Il sistema degli indicatori per l'assunzione e la valutazione delle decisioni
Alla fine del punto b) Attività delle imprese aggiungere i seguenti indicatori:
"- PMI che innovano collaborando con i laboratori di ricerca
- PMI che innovano collaborando con il sistema universitario."
Al punto c) Risultati, nel primo indicatore inserire alla fine "o di servizio".
Parere favorevole del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0023.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
L'emendamento n. D0016 presentato dalla consigliera correlatore Zottis è ritirato, perché è stato presentato l'emendamento n. D0021 della Giunta.
Emendamento n. D0021 presentato dalla Giunta regionale, che prevede:
il paragrafo 9 è così modificato:
"Paragrafo 9 – Il sistema degli indicatori per l'assunzione e la valutazione delle decisioni
alla lettera c) dopo il punto "- idoneità degli interventi a attrarre nuovi investimenti ad alto tasso innovativo nel territorio regionale" aggiungere le seguenti parole ", anche con il coinvolgimento di realtà nazionali e internazionali".
Parere favorevole del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0021.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Gli emendamenti n. D0017 e n. D0018, presentati dalla consigliera correlatore Zottis, sono ritirati.
L'emendamento n. D0019 presentato dalla consigliera correlatore Zottis, che prevede:
il paragrafo 10 è così modificato:
"Paragrafo 10 – Criteri e misure per la premialità
nel terzo periodo dopo la parola "competenze" inserire le parole" e conoscenze".
Parere favorevole del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. D0019.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Emendamento n. D0001 presentato dalla consigliera Erika Baldin.
La parola alla consigliera Erika Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Ritiro l'emendamento, in considerazione del fatto che gli uffici hanno assicurato che queste due linee sono già ricomprese in altre diciture.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Erika Baldin.
L'emendamento n. D0001 è ritirato.
Non ci sono altri emendamenti sul provvedimento, quindi passerei alla votazione del Piano come l'abbiamo modificato con gli emendamenti approvati. È un'unica votazione.
Pongo in votazione il PDA n. 14.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Come concordato in Conferenza dei Capigruppo, terminiamo qui i lavori. Verrete convocati a domicilio mercoledì 9 alle ore 14.00. Ai Presidenti di Commissione per martedì 8 consiglio di arrivare presto a Palazzo Ferro-Fini, perché c'è la concomitanza del vertice Italia–Francia che comporterà problemi per arrivare, per manifestazioni collaterali. Quindi attenzione alle convocazioni per martedì 8.
Buona serata.
La Seduta termina alle ore 19.12

Il Consigliere segretario
f.to Antonio Guadagnini

Il Presidente
f.to Roberto Ciambetti

Resoconto stenotipico a cura di:
Copisteria Sassaro – Stenotype Transcription Multimedia srl

Revisione e coordinamento testo a cura di:
Giuseppe Migotto

Elaborazione testo a cura di:
Davide Benettelli; Elisabetta Fabris.

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