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resoconti e verbali [new]

Contenuti: Resoconto n. 85 - 10^ legislatura
Resoconto 85a Seduta pubblica
Martedì, 8 novembre 2016
SOMMARIO

Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
La Seduta inizia alle ore 10.46

PRESIDENTE

Diamo inizio alla 85a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 24754 del 27 ottobre 2016 e del prot. n. 25400 del 3 novembre 2016.

PUNTO
1



APPROVAZIONE VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI

Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intendono approvati il processo verbale della 59a seduta pubblica di mercoledì 27 luglio 2016, il processo verbale della 60a seduta pubblica di giovedì 28 luglio 2016, il processo verbale della 61a seduta pubblica di venerdì 29 luglio 2016, il processo verbale della 62a seduta pubblica di martedì 2 agosto 2016, il processo verbale della 63a seduta pubblica di mercoledì 3 agosto 2016, il processo verbale della 64a seduta pubblica di giovedì 4 agosto 2016, il processo verbale della 65a seduta pubblica di martedì 30 agosto 2016, il processo verbale della 66a seduta pubblica di mercoledì 31 agosto 2016, il processo verbale della 67a seduta pubblica di giovedì 1° settembre 2016, il processo verbale della 68a seduta pubblica di mercoledì 7 settembre 2016, il processo verbale della 69a seduta pubblica di giovedì 8 settembre 2016, il processo verbale della 70a seduta pubblica di venerdì 9 settembre 2016, il processo verbale della 71a seduta pubblica di mercoledì 14 settembre 2016, il processo verbale della 72a seduta pubblica di giovedì 15 settembre 2016, il processo verbale della 73a seduta pubblica di martedì 20 settembre 2016, il processo verbale della 74a seduta pubblica di giovedì 22 settembre 2016, il processo verbale della 75a seduta pubblica di mercoledì 28 settembre 2016, il processo verbale della 76a seduta pubblica di giovedì 29 settembre 2016, il processo verbale della 77a seduta pubblica di venerdì 30 settembre 2016, il processo verbale della 78a seduta pubblica di martedì 4 ottobre 2016, il processo verbale della 79a seduta pubblica di mercoledì 5 ottobre 2016, il processo verbale della 80a seduta pubblica di giovedì 6 ottobre 2016, il processo verbale della 81a seduta pubblica di martedì 11 ottobre 2016, il processo verbale della 82a seduta pubblica di mercoledì 12 ottobre 2016, il processo verbale della 83a seduta pubblica di martedì 18 ottobre 2016 e il processo verbale della 84a seduta pubblica di mercoledì 19 e giovedì 20 ottobre 2016.

PUNTO
2



COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO



Hanno comunicato congedo i consiglieri:

Marino FINOZZI
Luca ZAIA

I congedi sono concessi.

Progetti di legge regionale

Sono stati presentati alla Presidenza del Consiglio i seguenti progetti di legge:

N. 189 del 20 ottobre 2016
Disegno di legge recante:
"DISEGNO DI LEGGE DI MODIFICA DELL'ART. 11 DELLA LEGGE REGIONALE 23 FEBBRAIO 2016, n. 7 "LEGGE DI STABILITÀ 2016 RECANTE "INTERVENTI PER L'ASSISTENZA LEGALE DESTINATI AI CITTADINI VENETI DANNEGGIATI DALLE BANCHE OPERANTI NEL TERRITORIO DELLA REGIONE DEL VENETO""

N. 190 del 20 ottobre 2016
Disegno di legge recante:
"PROPOSTA DI DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA DELLA GIUNTA REGIONALE. RICONOSCIMENTO DELLA LEGITTIMITÀ DEL DEBITO FUORI BILANCIO DERIVANTE DALLE PRESTAZIONI ESEGUITE DALLA POMILIO BLUMM SRL PER LA GESTIONE DELLE CAMPAGNE INFORMATIVE "CONTROCONSUMO" E "SMARTFOOD" SULLE TEMATICHE DELL'EXPO 2015 PRESSO GLI ISTITUTI SCOLASTICI DEL VENETO DI PRIMO E SECONDO GRADO. DGR N. 2000/2014" (21/DDL)"

N. 191 del 20 ottobre 2016
Disegno di legge recante:
"DISPOSIZIONI REGIONALI PER IL TURISMO EQUESTRE (22/DDL)"

N. 192 del 21 ottobre 2016
Disegno di legge relativo a:
"MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 19 GIUGNO 2014, n. 15 "REFERENDUM CONSULTIVO SULL'AUTONOMIA DEL VENETO" (19/DDL)"

N. 193 del 28 ottobre 2016
Presentato dal consigliere Berlato
"NORME REGIONALI PER UNA CORRETTA GESTIONE DEL PATRIMONIO FAUNISTICO, AMBIENTALE E PRODUTTIVO DEL SETTORE AGRICOLO, ITTICO E ZOOTECNICO DEL VENETO"

Interrogazioni

Sono state presentate alla Presidenza del Consiglio le seguenti interrogazioni:

a risposta scritta

N. 117 del 22 gennaio 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"MONITORAGGIO AMBIENTALE DEL FRATTA-GORZONE: RAPPORTO ARPAV 2014"

N. 264 del 14 luglio 2016
Presentata dai consiglieri Bartelle, Scarabel, Baldin, Berti e Brusco
"OGM IN VENETO – TUTELARE L'AGRICOLTURA VENETA, LA QUALITA' DEI PRODOTTI AGRICOLI E DENUNCIA ALLA MONSANTO"

N. 293 del 2 settembre 2016
Presentata dai consiglieri Bartelle, Scarabel, Baldin, Berti e Brusco
"PESTICIDI USATI DAI COMUNI E IN AGRICULTURA IN VENETO PROVOCANO DANNI BIOLOGICI A CELLULE UMANE FETALI, QUALI MISURE CAUTELATIVE ADOTTA LA GIUNTA?"

N. 294 del 2 settembre 2016
Presentata dal consigliere Berti
"FUSIONE TRA CONSORZIO ZIP (ZONA INDUSTRIALE DI PADOVA) E INTERPORTO DI PADOVA SPA: LA GIUNTA VERIFICHE IL POSSIBILE DANNO ERARIALE E TUTELI I DIPENDENTI."

N. 229 del 6 maggio 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"PROBLEMI TECNICI BARRIERA IDRAULICA MITENI. LA GIUNTA REGIONALE È A CONOSCENZA DELLE RISULTANZE ANALITICHE RELATIVE AI CAROTAGGI E ALLA CONTAMINAZIONE DELLE ACQUE A VALLE DELLO STABILIMENTO?"

N. 266 del 15 luglio 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"QUALI SONO I LIMITI AI PFAS CHE LA REGIONE HA CONCESSO ALLO SCARICO DEL TUBONE A.RI.CA.?"

N. 179 del 21 marzo 2016
Presentata dal consigliere Scarabel
"SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA. ESISTE UNA GRAVE SITUAZIONE EMERGENZIALE TALE DA DETERMINARE UN CONCRETO PERICOLO PER LA SALUTE FISICA E PSICHICA DEI CITTADINI?"

N. 298 del 8 settembre 2016
Presentata dal consigliere Berlato
"LA GIUNTA REGIONALE VERIFICHI L'IDONEITÀ E LA PREPARAZIONE DI TUTTE LE GUARDIE VOLONTARIE CHE ESERCITANO LA LORO ATTIVITÀ NEI SETTORI DELLA CACCIA E DELLA PESCA."

N. 164 del 3 marzo 2016
Presentata dai consiglieri Negro, Casali, Bassi e Conte
"A QUANDO LE RUSPE PER LA VARIANTE SP 10 DELLA VAL D'ILLASI?"

N. 329 del 19 ottobre 2016
Presentata dalla consigliera Bartelle
"FIUME PO, ISOLA DI BOTTRIGHE RISCHIO IDRAULICO. C.I.PO INCARICATA DELLA RIMOZIONE NEL 2015, COM'È LO STATO DI AVANZAMENTO LAVORI?"

N. 330 del 20 ottobre 2016
Presentata dal consigliere Bassi
"AUTOMEDICA DI CAPRINO: QUALE FUTURO?"

N. 331 del 21 ottobre 2016
Presentata dalla consigliera Bartelle
"VACCINAZIONE - UNA SCELTA INFORMATA, NON UN TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO E DISCRIMINANTE ALL'ACCESSO DE SERVIZI PUBBLICI."

N. 332 del 21 ottobre 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"COSA FA LA GIUNTA SULL'ATTIVITÀ DI CONTRASTO AI FURTI E SULLA SICUREZZA NEL TERRITORIO REGIONALE?"

N. 333 del 25 ottobre 2016
Presentata dalla consigliera Bartelle
"CANNABINOIDI AD USO TERAPEUTICO, IN COMMISSIONE SI APPROVA UNA RELAZIONE PRIVA DI CONTENUTI"

N. 334 del 26 ottobre 2016
Presentata dalla consigliera Negro ed altri
"LA GIUNTA REGIONALE INTENDE ASSOGGETTARE A PROCEDURA V.A.S. IL P.U.A. AGRIVILLAGE?"

N. 335 del 27 ottobre 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"LA REGIONE INTENDE METTERE IN SICUREZZA L'INCROCIO DEL "BOTTEGHINO" A MOTTA DI COSTABISSARA (VI)?"

N. 336 del 27 ottobre 2016
Presentata dal consigliere Villanova
"PONTE DI VIDOR (TV): LA REGIONE STANZI LE RISORSE NECESSARIE PER LA REALIZZAZIONE DEL NUOVO PONTE"

N. 337 del 27 ottobre 2016
Presentata dal consigliere Possamai
"AREA DI SERVIZIO AUTOSTRADALE - MANCATA EROGAZIONE CARBURANTI PRESSO L'AREA DI SERVIZIO "PIAVE OVEST""

N. 338 del 3 novembre 2016
Presentata dai consiglieri Baldin e Scarabel
"QUALI TUTELE PER I LAVORATORI VENETI DELLA BERCO SPA?"

N. 339 del 3 novembre 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"TAV: NODO DI VERONA INGRESSO OVEST - COME LA REGIONE DEL VENETO VALUTA LE SCELTE DI RFI?"

N. 340 del 31 ottobre 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"LA REGIONE SI AFFRETTI A TUTELARE IL PLATANO DEI 100 BERSAGLIERI IN LOCALITÀ PLATANO DI CAPRINO VERONESE."

N. 341 del 3 novembre 2016
Presentata dal consigliere Brusco
"TAV: SONO STATE RISPETTATE A PIENO TUTTE LE PROCEDURE?"

N. 342 del 7 novembre 2016
Presentata dal consigliere Conte e altri
"COSTI APPLICATI DALLE ULSS AI CITTADINI VENETI NEGLI OSPEDALI DI COMUNITÀ: LA GIUNTA È AL CORRENTE DELLE DISPARITÀ DI TRATTAMENTO ECONOMICO?"

a risposta immediata

N. 256 DEL 20 OTTOBRE 2016
PRESENTATA DAL CONSIGLIERE ZANONI ED ALTRI
PROLUNGAMENTO DELLA CICLOPISTA DEL BRENTA: LA REGIONE INTENDE APPROFONDIRE LA VALUTAZIONE SULLA QUALITÀ DEL PROGETTO PROMOSSO DALL'UNIONE MONTANA VALBRENTA ALLA LUCE DELLE CRITICITÀ EVIDENZIATE DAL COMITATO DEI CITTADINI "SALVIAMO IL SENTIERO DEL BRENTA" E DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE LOCALI?

N. 257 DEL 21 OTTOBRE 2016
PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA GUARDA ED ALTRI
FONDI POR-FESR: I DISSERVIZI NEL CLICK DAY DEL 19 OTTOBRE HANNO PENALIZZATO NUMEROSE AZIENDE. COME RIMEDIARE?

N. 258 DEL 27 OTTOBRE 2016
PRESENTATA DAL CONSIGLIERE ZANONI ED ALTRI
DIGA DI FALZÈ DI PIAVE: PERCHÈ LA GIUNTA REGIONALE NON TIENE CONTO DEGLI INTERVENTI PREVISTI NEL PIANO STRALCIO PER LA SICUREZZA IDRAULICA DEL MEDIO E BASSO CORSO DEL PIAVE?

N. 259 DEL 31 OTTOBRE 2016
PRESENTATA DAL CONSIGLIERE AZZALIN
PARCO INTERREGIONALE DEL DELTA DEL PO: ASSESSORE CORAZZARI E COMMISSARIO STRAORDINARIO PARTECIPANO AD INIZIATIVA DI PARTITO. A QUANDO UN TAVOLO ISTITUZIONALE E NON PARTITICO PER IL COINVOLGIMENTO DEI TERRITORI?

N. 260 DEL 3 NOVEMBRE 2016
PRESENTATA DAL CONSIGLIERE RUZZANTE
UNIFICAZIONE SALE PARTO DELLA CLINICA E DELLA DIVISIONE OSTETRICA DELL'AZIENDA OSPEDALIERA DI PADOVA: SOLUZIONE DISAGEVOLE. VERRÀ GARANTITA UN'ALTERNATIVA PER OTTENERE LA PIENA EFFICIENZA?

N. 261 DEL 3 NOVEMBRE 2016
PRESENTATA DAL CONSIGLIERE SINIGAGLIA
MAMMOGRAFIE A CITTADELLA: PERCHÈ PRESSO L'ULSS 15 NON SI RISPETTANO I TEMPI D'ATTESA.

a risposta orale

N. 3 del 26 ottobre 2016
Presentata dai consiglieri Zanoni, Guarda, Ruzzante
"BANDO DI GARA PER L'ALIENAZIONE DELL'EX ALBERGO SAN MARCO NEL COMUNE DI TAMBRE (BL): PERCHÉ LA GIUNTA REGIONALE NON HA DATO SEGUITO IN MODO MOTIVATO ALLA RICHIESTA DI APPROFONDIMENTI DELLA PRIMA COMMISSIONE CONSILIARE?"

Mozioni

È stata presentata alla Presidenza del Consiglio la seguente mozione:

N. 185 del 3 novembre 2016
Presentata dal consigliere Berlato
"LA REGIONE DEL VENETO CONTRO L'ISTITUZIONE DEL NUOVO PARCO NAZIONALE DEL DELTA DEL PO"

Risoluzioni

È stata presentata alla Presidenza del Consiglio la seguente Risoluzione:

N. 237 del 24 ottobre 2016
Presentata dal consigliere Guadagnini
"PIENO SOSTEGNO ALL'AZIONE UNILATERALE DEL PARLAMENTO CATALANO FINALIZZATA ALL'APPLICAZIONE DEL DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE."

PUNTO
3



INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE


Iniziamo la Seduta odierna con le risposte alle interrogazioni.

Interrogazione a risposta immediata n. 220 presentata il 21 luglio 2016 dai consiglieri Pigozzo, Zottis, Moretti, Azzalin, Dalla Libera, Fracasso, Guarda, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia e Zanoni ""CRAC" DI VENETO NANOTECH: I NODI SONO ARRIVATI AL PETTINE. COME INTENDE USCIRNE LA GIUNTA REGIONALE?"

"Premesso che:
- la società consortile per azioni "Veneto Nanotech SCPA", costituita nell'anno 2003 e partecipata della Regione Veneto per il 76,6 per cento, ha come oggetto "l'istituzione di una organizzazione comune fra i partecipanti finalizzata al coordinamento, alla promozione e allo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo nel settore delle nanotecnologie e delle attività connesse e funzionali alle applicazioni industriali di tali tecnologie";
- ad una fase iniziale che ha dato ottimi risultati in coerenza con gli obiettivi sopra prefissati, ne è seguita una seconda in cui la società è andata con il passare del tempo sempre più in difficoltà fino a giungere alla situazione denunciata in queste ore negli organi di stampa che parlano di vero e proprio "crac" e possibile fallimento della società, azzardando la previsione di un possibile "buco" di 10/12 milioni di euro nel caso non si raggiungesse un'intesa nella procedura di liquidazione e di concordato preventivo in corso presso il Tribunale di Padova;
- a fronte dei numerosi segnali di allarme sollevati da più parti che le cose non andavano nella direzione giusta, la Giunta ha continuato ad essere sorda circa la necessità di un radicale riassetto e ristrutturazione della società per renderla più competitiva a fronte del fatto che la stessa rappresentava un'eccellenza veneta del settore della ricerca e dell'innovazione tecnologica;
- sempre secondo gli organi di informazione, allo stato delle cose potrebbe prefigurarsi la possibilità che i creditori si rivalgano sulla Regione stessa per il recupero dei crediti mediante un' azione di responsabilità motivata dal fatto che la Regione risulta Ente di controllo di Veneto Nanotech, che ha compiuto atti che hanno causato l'attuale crisi.
Considerato che oltre al problema economico rimane in evidenza, come più volte segnalato in passato, il tema mai affrontato e risolto dei posti di lavoro.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri
chiedono alla Giunta regionale
come intende affrontare il grave problema venutosi a creare nella società partecipata regionale "Veneto Nanotech SCPA" che rischia di diventare un vero e proprio salasso per le finanze regionali."
La parola al consigliere Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Questa interrogazione, che era stata formulata il 21 luglio 2016, probabilmente adesso la risposta è fuori tempo massimo, però era interessante capire l'evoluzione di quella vicenda e la realtà di Veneto Nanotech a che punto è. C'erano dei contenziosi citati nell'interrogazione che destavano una serie di preoccupazioni per un prosieguo oneroso anche nei confronti della Regione per quanto riguarda la soluzione di quel contenzioso. Quindi sono ansioso di capire, dalla risposta del Vicepresidente Forcolin, a che punto siamo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
La parola all'assessore Forcolin.

Ass.re Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
"Interpellata sulla questione la Veneto Nanotech s.c.p.a. in liquidazione, la stessa ha fornito un riscontro sulla base del quale viene di seguito riportato quanto enunciato:
1) il 12 febbraio 2015 l'Assemblea dei Soci di Veneto Nanotech S.c.p.a. deliberava:
a) di ripianare integralmente le perdite sino a quel momento maturate, per complessivi Euro 3.496.820,00, che al netto del capitale e delle riserve già esistenti, ammontavano ad euro 2.776.713,00, nonché di procedere alla ricostituzione del capitale sociale ad Euro 50.000,00, attraverso un aumento di capitale offerto in sottoscrizione ai soci in proporzione alle rispettive partecipazioni sociali e, per la parte del medesimo rimasta inoptata, da collocarsi presso terzi investitori alle medesime condizioni;
b) di stabilire che, nella denegata ipotesi di assenza di integrale sottoscrizione (in quanto l'aumento fu deliberato come "inscindibile"), l'Amministratore Unico, constatato il persistere dello stato di scioglimento della Società, depositasse la relativa dichiarazione di presa d'atto e convocasse nuovamente l'assemblea dei soci affinché deliberasse la messa in liquidazione della Società.
La quasi totalità dei soci, ivi compreso il Socio Regione del Veneto, decideva di non eseguire l'aumento di capitale (non esercitava il diritto d'opzione, né sottoscriveva la propria quota di ripianamento delle perdite e ricostituzione del capitale). Solo il socio MBN Nanomaterialia S.p.A, peraltro portatore di sole n. 145 azioni (pari a circa lo 0,29% del capitale sociale) esercitava nel termine del 6 aprile 2015 il proprio diritto d'opzione, sottoscrivendo la propria quota di ripianamento delle perdite e ricostituzione del capitale. Ciò non produceva gli esiti sperati, in quanto, essendo rimaste inoptate dai soci e dai terzi le restanti azioni, entro il termine fissato del giorno 31 maggio 2015, l'aumento, inclusa la copertura perdite, si dava per "non eseguito";
2) l'Amministratore Unico della Società assumeva in data 03/06/2015 la determina, ai sensi dell'art. 152 della legge fallimentare, di proporre avanti al Tribunale di Padova una domanda di concordato preventivo c.d. "prenotativo", con riserva di presentare il piano, la proposta e relativa documentazione, ex art. 161, sesto comma, della legge fallimentare;
3) la Società quindi presentava in data 30 giugno 2015, il ricorso ai sensi dell'art. 161, sesto comma, della legge fallimentare;
4) l'Assemblea dei soci deliberava, in data 6 luglio 2015, la messa in liquidazione della società;
5) il Liquidatore Unico assumeva quindi una nuova determina, in data 4 dicembre 2015, ai sensi dell'art. 152, della legge fallimentare, per la proposizione della domanda di concordato preventivo (c.d. "pieno"), secondo il piano e la proposta depositati presso il Tribunale di Padova in data 7 dicembre 2015;
6) il Tribunale di Padova, con provvedimento del 15 gennaio 2016 ammetteva la Società al beneficio del concordato preventivo, fissando l'adunanza dei creditori per il giorno 27 maggio 2016, ore 12.00, poi rinviata al giorno 13 luglio 2016, ore 11.00.
7) In data 13 luglio 2016 si teneva l'adunanza dei creditori; il Commissario Giudiziale esponeva la propria Relazione ex art. 172 L.F., nella quale pur dando conto delle diverse problematicità incontrate..." citate anche dal consigliere Pigozzo "...evidenziava la correttezza delle appostazioni della Società nella proposta concordataria; successivamente, trascorsi i 20 gg di legge, il Commissario in data 4/8/2016 dava evidenza di come la votazione si fosse conclusa con un esito positivo per il concordato", quindi vi è stato un esito assolutamente positivo.
Allo stato attuale, pertanto, la Società attende di conseguire, successivamente alla votazione favorevole da parte dei creditori, l'omologa da parte del Tribunale, al fine di ottenere il via libera definitivo alla prosecuzione della procedura concordataria.
Con riferimento alla paventata ipotesi che i creditori della Società possano instaurare eventuali azioni legali di rivalsa – si era letto anche nella stampa in quel periodo – nei confronti della Regione Veneto, non si ritiene che gli stessi possano fondatamente rivalersi su detto socio, trattandosi di società consortile per azioni, quindi con una responsabilità patrimoniale di ciascun socio limitata alla quota di capitale sociale sottoscritta, e non rientrante tra le Società "in house" del medesimo Ente ed, inoltre, non ritenendo applicabili al caso in esame altri istituti di responsabilità. Si evidenzia infine che la Regione non ha mai espresso neppure la maggioranza del consiglio di amministrazione della Società.
In merito alla richiesta di informazioni relativamente ai posti di lavoro, la Veneto Nanotech S.c.p.a. in liquidazione ha riferito che la società che ha rilevato i rami d'azienda ha assunto n. 5 ex dipendenti di Veneto Nanotech che operano nei laboratori ECSIN di Rovigo ed ha in atto una collaborazione con n. 3 ex ricercatori di Veneto Nanotech impegnati presso il laboratorio LANN di Padova."
Questo era un po' per rassicurare anche le richieste e le uscite sui media che avevano evidenziato possibili questioni, dal punto di vista di esborsi milionari, perché si parlava di 10-12 milioni di euro. Nulla di tutto questo e ci risulta che l'esito del concordato sia positivo, pertanto non sono arrivate altre relazioni in merito alla questione.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Forcolin.
La parola al consigliere Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
La risposta giunge alla fine di un percorso che ha visto Veneto Nanotech avere una parabola ascendente fino a un certo punto e poi una picchiata vertiginosa verso la scomparsa.
Se da una parte l'esito del concordato citato adesso dall'assessore, sembra positivo, però certamente sono rimaste delle macerie pesanti per quanto riguarda le competenze maturate in questa esperienza di ambito di ricerca che in buona parte non sono state riassorbite nel percorso di incentivazione del settore della ricerca che questa Regione dovrebbe portare avanti.
Fortunatamente anche in Veneto è stato costituito quell'Hub della ricerca 4.0, che ha visto anche l'assessore Marcato partecipare a questa conferma. Quindi ci auguriamo tutti che almeno in extremis, almeno a babbo morto purtroppo, le competenze maturate possano venire utilizzate e sfruttate sia nell'ambito della ricerca universitaria e parauniversitaria e sia soprattutto – ed è un punto che abbiamo discusso qui in Aula più volte e che non vediamo ancora recepito – nel trasferimento tecnologico, che è la chiave di volta dell'innovazione diretta allo sviluppo e al sostegno delle imprese, delle industrie che si sono attestate fino ad oggi nella ricerca e nell'innovazione.
Ci auguriamo che da parte dell'assessore Marcato questa sensibilità venga portata avanti in accordo con l'Università evitando ulteriori contenziosi ma soprattutto sfruttando questa opportunità che il Governo ultimamente ha confermato. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.

Interrogazione a risposta immediata n. 114 presentata l'11 gennaio 2016 dalla consigliera Baldin "LA REGIONE DEL VENETO SI FACCIA PROMOTRICE PER IL COMPLETAMENTO DELLA STRADA PROVINCIALE "ARZERON" E DELLE ISTANZE DI ADEGUAMENTO DELLA ROMEA PRESSO IL GOVERNO NAZIONALE"

"Premesso che:
- la strada provinciale Arzeron, unica alternativa alla Romea, molto usata tutto l'anno dai pendolari ma soprattutto durante la stagione estiva dai cosiddetti "pendolari del mare" e turisti balneari è stata oggetto di importanti lavori di ampiamento della carreggiata che però non sono ancora stati conclusi, mancando infatti l'ultimo tratto, tra Valli di Chioggia e Santa Margherita di Codevigo;
- il mancato completamento dei lavori di fatto vanifica i benefici dei lavori già realizzati: la scorsa estate si sono verificate continue ed estenuanti code per tutta la stagione, con anche diversi incidenti stradali di rilevante entità a causa della conformazione della strada nel tratto finale con un'unica corsia per entrambi i sensi di marcia;
- oltre alla conclusione dei lavori di ampliamento della carreggiata per l'ultimo pezzo oggetto di stralcio è necessario intervenire sulla segnaletica, migliorandola, sistemare gli incroci, anche con la realizzazione di una rotatoria al posto del semaforo sul ponte di Codevigo e rifare i guardrail, aumentando così la sicurezza complessiva;
- il completamento della Arzeron era prescritto, quale opera complementare, all'autostrada Orte-Mestre, progetto non ritenuto più strategica dal Governo nazionale.
Considerato che:
- non solo la strada provinciale Arzeron necessita di interventi urgenti: nello scorso mese di maggio le Giunte comunali dei Comuni di Codevigo, Campagna Lupia e Mira hanno deliberato un documento di intesa tra Comuni per richiedere a Anas e Regione Veneto una serie di interventi per la messa in sicurezza della Romea, nel tratto Mestre–Chioggia. Ormai da troppi anni la Romea ha il triste primato di essere una delle strade più pericolose d'Italia: si verificano una media di cinque incidenti al giorno, con un indice di mortalità doppio rispetto alle altre strade statali;
- le Amministrazioni intendono mettere - una volta di più - a conoscenza di Anas e della Regione del Veneto le criticità del territorio e le aspettative dei cittadini, chiedendo nello stesso tempo uno studio di fattibilità sulla base delle esigenze di sicurezza ma anche di compatibilità con il territorio: fermate dei bus, mobilità lenta, attenzione alla rete viaria locale. Non ultima la possibilità di dare una connotazione paesaggistica con interventi di mitigazione ambientale che valorizzino i caratteri di green way anche turistica di questa arteria. Un approccio quindi interdisciplinare che chiede attenzione anche alla sicurezza idraulica dei territori posti ad ovest della Romea.
Il programma prevede una decina di interventi, in parte comuni e in parte individuati dalle Amministrazioni per rispondere alle criticità nello specifico del proprio territorio, realizzabili su un arco pluriennale di 7-8 anni con risorse distribuite nel tempo e mantenendo la funzionalità della strada.
Considerato altresì che, non da ultimo, il 22 dicembre si è verificato un incidente, nei pressi dello svincolo per Codevigo, che ha coinvolto quattro mezzi, tra cui un tir ed un autobus di linea ACTV, creando rallentamenti e code per circa tre ore.
La sottoscritta Consigliera regionale
interroga la Giunta regionale
per sapere cosa intenda fare, per quanto di sua competenza, per farsi promotrice presso ANAS e il Governo della Repubblica per far sì che la strada provinciale Arzeron e la messa in sicurezza e l'adeguamento del tratto veneto della statale E55-Romea vengano completate."
La parola all'assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
"La strada provinciale denominata "Arzeron" è stata oggetto di numerosi interventi di riqualificazione viaria, conclusi nel 2008, ed eseguiti in sinergia tra le diverse Amministrazioni comunali, regionali e provinciali, nonché anche con il contributo dell'ex Magistrato alle Acque.
La realizzazione dell'ultimo tratto mancante di tale viabilità, consentirebbe di decongestionare il traffico nei pressi di Chioggia permettendo, tra l'altro, un più agevole accesso alla spiaggia di Sottomarina, oltre che rappresentando potenzialmente una viabilità alternativa alla S.S. "Romea" in caso di forte traffico, coda o incidenti.
Regione del Veneto, ha provveduto a dichiarare l'importanza di tale tratto mancante inserendola nel parere di compatibilità ambientale favorevole espresso con D.G.R. n. 4062 del 29/12/2009, quale opera complementare all'intervento previsto nel Programma Infrastrutture Strategiche denominato "Corridoio viabilità autostradale Civitavecchia-Orte-Mestre. Collegamento Autostradale E45-E 55 Orte–Mestre."
Successivamente, ne ha ulteriormente sottolineato la significatività, includendola nel Piano Triennale degli interventi per l'adeguamento della rete viaria 2009-2011 integrativo, approvato con Deliberazione di Consiglio regionale n. 115 del 19 settembre 2012, al n. 833 in area di priorità, con la denominazione "Strada "Arzeron" terzo stralcio - messa in sicurezza e adeguamento funzionale in comune di Chioggia".
Tale opera, prevede un costo indicativo di circa 25 M€, rispetto ai quali il Piano Triennale non riserva risorse, dal momento che se ne ipotizzava la realizzazione nell'ambito delle disponibilità economiche di cui al progetto "Orte-Mestre".
Per quanto riguarda la S.S. 309 "Romea" sono in corso da alcuni mesi diversi contatti con la società ANAS, Compartimento della viabilità del Veneto, in quanto la stessa società, nel premettere che è in via di predisposizione un Piano di potenziamento e riqualificazione dell'intero itinerario E45/E55 compreso tra Orte e Mestre, nell'ambito del Piano pluriennale ANAS 2015-2019, ha comunicato il programma d'azione previsto sull'itinerario E55, nel quale è ricompresa anche la S.S. 309 "Romea". Tale programma prevede sia interventi di manutenzione e riqualificazione, con impatto ridotto sul territorio ed immediatamente eseguibili, sia opere più rilevanti, che richiedono maggiore approfondimento progettuale e processi autorizzativi.
La stessa ANAS ha comunicato che la realizzazione degli interventi sopradescritti sulla E55, prevede un costo stimato in 600 milioni di €, ed è prevista nell'orizzonte temporale 2016-2019, con attivazione immediata.
Preme sottolineare che la questione relativa alla pericolosità in cui versa la strada 309 "Romea" è stata manifestata anche in occasione di un recente incontro tenutosi a Roma, presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il 24 giugno scorso, ad oggetto l'opera compresa nel Programma Infrastrutture Strategiche denominata "Corridoio viabilità autostradale Civitavecchia-Orte-Mestre. Collegamento Autostradale E45-E 55 Orte – Mestre Progetto preliminare".
In tale sede, è stata formalmente depositata una nota a verbale, nella quale, si sottolinea che, nell'attesa dell'evoluzione della situazione relativa al project financing "Civitavecchia-Orte-Mestre", si ritiene assolutamente necessario e prioritario intervenire con la massima urgenza alla riqualificazione e messa in sicurezza del tratto veneto della S.S. 309 "Romea".
Si è infatti evidenziato che l'arteria stradale versa in condizioni critiche sia per i volumi di traffico, ed in particolare per il notevole numero di mezzi pesanti transitanti, sia per la numerosità degli incidenti, e nel complesso per la sicurezza degli utenti.
L'amministrazione regionale, tramite gli uffici competenti, assicura che manterrà monitorata l'evoluzione e lo sviluppo del Piano di interventi previsto lungo la citata S.S. 309, attraverso la stretta collaborazione con il Compartimento ANAS della viabilità per il Veneto."

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.
La parola alla consigliera Erika Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Assessore, volevo ringraziarla anche per la disponibilità che sta dimostrando nei confronti dei cittadini dei Comuni interessati da questo problema.
Vorrei aggiungere che siamo arrivati a un punto cruciale, una svolta che dà finalmente la possibilità di mettere davvero in sicurezza il tracciato della Romea attuale prevedendo anche di sistemare quelle zone con maggior tasso di incidentalità e mortalità per le quali credo si debba fare gli interventi maggiori, proprio dovuti al fatto che lì vi sono gli incidenti e le morti in numero maggiore rispetto ad altre parti.
Spero che questo principio possa essere preso in considerazione anche dall'Amministrazione regionale affinché si faccia portavoce presso il Ministero e naturalmente presso ANAS. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Erika Baldin.

Interrogazione a risposta immediata n. 177 presentata il 18 maggio 2016 dal consigliere Ruzzante "PASS ZTL PER DISABILI: LA GIUNTA REGIONALE INTERVERRÀ PER INTRODURRE UN'UNICA AUTORIZZAZIONE, VALIDA PER TUTTE LE CITTÀ DEL VENETO?"

"Premesso che:
- è giunta al sottoscritto la segnalazione di una cittadina disabile che ha esposto un problema legato all'ottenimento del pass ZTL;
- la cittadina riferisce di aver fatto richiesta e di aver presentato tutti i documenti al Comune di Padova per l'ottenimento del suddetto pass;
- l'esito della richiesta è stato positivo, ma il problema è sorto nel momento in cui la cittadina ha avuto necessità di recarsi con l'automobile in una zone ZTL di un'altra città, ovvero Vicenza;
- come riferito nella suddetta segnalazione, gli uffici comunali vicentini hanno chiesto alla cittadina di inoltrare la medesima documentazione già presentata al Comune di Padova;
- la cittadina lamenta quindi una situazione di forte limitazione nelle sue possibilità di spostamento. "Un disabile infatti - osserva - per entrare nelle diverse città della nostra regione dovrebbe pianificare i suoi spostamenti giorni prima in modo da poter fornire tutti i dati necessari ai diversi comuni".
Considerato che:
- è doveroso compito delle amministrazioni pubbliche garantire alle persone disabili un sistema burocratico che riduca al minimo i disagi e tuteli pienamente il loro diritto alla mobilità;
- introdurre un sistema unificato di trasmissione dati potrebbe consentire alle persone disabili di ottenere con una sola richiesta, un pass ZTL valido per tutte le città del Veneto.
Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere
chiede al Presidente della Giunta regionale
se interverrà sulla vicenda facendo in modo che i cittadini disabili ottengano un pass ZTL valido per tutte le città del Veneto, al fine di evitare loro disagi e per facilitare gli spostamenti di questa fascia di persone già ampiamente penalizzate."
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
La questione mi è stata posta da diverse associazioni e da parte di alcuni titolari di pass relativi al parcheggio disabili.
È sicuramente noto all'Assessore che il pass per i disabili viene rilasciato dall'autorità comunale. Il problema è che un disabile non è costretto a stare all'interno di un territorio. Ad esempio adesso a seguito dell'approvazione della proposta di legge sull'Azienda Zero e sull'unificazione delle U.L.S.S., la semplificazione che abbiamo fatto porta e comporterà alcuni rapporti a livello provinciale.
Quindi la questione non è banale perché significa impedire la mobilità, la possibilità di accedere a rapporti con il territorio o a servizi del territorio per i disabili.
Mi domandavo se vi era la possibilità, come mi hanno detto e sono state fatte delle sperimentazioni su livelli provinciali o addirittura su livelli regionali, che ci sia un accordo. Non mi riferisco ai pass individuali. Molti posteggi sono individualizzati per i disabili. Parlo di quelli generali che consentano l'accesso nei posti riservati ai disabili o l'accesso in alcune aree non accessibili a tutti i veicoli privati. Era questa la richiesta.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
La parola all'assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
"Al fine di dare riscontro all'interrogazione in oggetto, si evidenzia che la Regione del Veneto, in attuazione del processo di semplificazione amministrativa attuato con D.G.R. n. 1599 dell'11.10.2011, ha istituito sin dal 2013 gruppi di lavoro tematici con il compito di valutare le varie istanze presentate dai cittadini e/o associazioni portatrici di interessi collettivi e proporre delle fattive soluzioni.
In particolare, tenuto conto delle competenze attribuite ai Comuni dal Nuovo Codice della Strada, con D.G.R. n. 197 del 26.02.2013 si è proceduto all'approvazione di un Protocollo d'intesa, sottoscritto in data 19.07.2013 tra la Regione del Veneto, l'ANCI Veneto e i Comuni capoluogo di provincia, con l'obiettivo di semplificare e uniformare le modalità di accesso alle Zone a Traffico Limitato (ZTL).
Dai lavori del tavolo tecnico appositamente istituito è emersa una situazione di disomogeneità, sia avuto riguardo alle disposizioni contenute nelle varie ordinanze e regolamenti comunali, sia con riferimento alla strumentazione tecnologica ed informatica utilizzata per il controllo/monitoraggio degli accessi alle ZTL.
La situazione sopradescritta ha evidenziato il bisogno di un maggior coordinamento e scambio delle informazioni, peraltro già in possesso delle singole amministrazioni comunali, necessarie al rilascio delle autorizzazioni per l'accesso alle ZTL, al fine di agevolare l'operato svolto dagli uffici stessi e conseguentemente un miglioramento dei servizi resi all'utenza.
Per tale motivo la Direzione Infrastrutture Trasporti e Logistica (ex Sezione Mobilità) e la Direzione ICT e Agenda digitale (ex Sezione Sistemi Informativi) hanno realizzato una piattaforma informatica di cooperazione applicativa denominata "ZTL Network" che consente il mutuo scambio delle targhe dei veicoli autorizzati tra tutti i soggetti coinvolti.
Il progetto nasce con lo scopo di regolamentare gli accessi nelle zone a traffico limitato con diversi obiettivi:
- consentire il libero transito alle aree ZTL di tutti i Comuni del Veneto ai titolari dei veicoli adibiti ai servizi di trasporto non di linea, quali taxi e noleggio con conducente (NCC), e ai cittadini portatori di handicap;
- abbattere totalmente gli oneri burocratici a carico di cittadini e imprese. La realizzazione del Network solleva il portatore di handicap e l'operatore economico (taxi e NCC ) dall'obbligo di dover comunicare preventivamente il transito nell'area ZTL di altre città. Il cittadino non dovrà quindi più farsi carico di tale incombenza;
- limitare, se non eliminare, l'emissione di contravvenzioni errate evitando al cittadino di dover avviare una lunga e faticosa azione di ricorso con relativa perdita di tempo e denaro;
- rendere efficiente l'azione della PA, all'esterno e all'interno, promuovendo la circolarità del dato.
In sintesi con il circuito ZTL Network la Regione del Veneto realizza il sistema federato delle white-list di tutti i Comuni del Veneto.
Il modello sfrutta totalmente il paradigma della cooperazione applicativa ed è stato disegnato al fine di non creare repliche delle basi-dati esistenti.
Il circuito prevede che ogni Comune capoluogo di provincia organizzi, coordini e raccolga le targhe delle autovetture autorizzate dai Comuni di una determinata area geografica, di solito a livello provinciale.
Regione del Veneto assume l'onere di detenere l'indice, non l'informazione dettagliata, di tutte le targhe presenti nelle white-list "provinciali".
Prima di emettere una sanzione l'Ente aderente al circuito ora può consultare il registro regionale e recuperare direttamente dal Comune che ha emesso l'autorizzazione le informazioni complete riguardanti una determinata targa e conseguentemente decidere se procedere o meno con la contravvenzione.
Oggi l'infrastruttura tecnologica è completamente realizzata e dispiegata sul territorio quindi tutti i centri provinciali sono attivi e abilitati ad erogare il servizio.
Con la realizzazione del circuito il Veneto è la prima Regione ad aver attivato il servizio integrato di cooperazione applicativa (quindi senza replica del dato) su scala regionale coinvolgendo potenzialmente il 100% degli enti.
Il progetto ha ottenuto una menzione speciale, nell'ambito della XI manifestazione dedicata alla PA Digitale "Premio Egov 2015", in occasione dello SMAU 2015 di Milano, per la categoria "Servizi digitali per una cittadinanza connessa". Nella motivazione viene sottolineato che il progetto rappresenta un "brillante esempio di cooperazione applicativa a regia regionale a più livelli, tra municipalità diverse che scambiando i dati sugli accessi e le relative autorizzazioni ZTL, rendono di fatto il sistema integrato di circolazione per gli automobilisti un esempio da emulare".
A ciò è seguita la predisposizione di una bozza di Accordo di Adesione per l'esercizio coordinato nel Veneto dei veicoli autorizzati ad accedere alle Zone a Traffico Limitato (ZTL) che sarà oggetto di futura volontaria sottoscrizione da parte degli enti locali.
Per tale motivo con nota prot. n. 187367 del 12.05.2016 è stata trasmessa ai Comuni capoluogo del Veneto e all'ANCI Veneto copia del succitato accordo, sul quale gli Enti sono stati invitati a fornire il proprio parere.
Una volta ottenuto il parere favorevole degli Enti, verrà sottoposto all'approvazione della Giunta Regionale il provvedimento regionale che approva il modello di circuito regionale e le linee guida per la gestione dei permessi di accesso alle ZTL nell'ambito del progetto "ZTL Network".
Si conferma, pertanto, l'impegno della Giunta Regionale a far si che vi sia una maggiore omogeneità nell'operato delle singole Amministrazioni Comunali al fine di facilitare gli spostamenti delle persone con disabilità sull'intero territorio regionale, ed in particolare nell'ambito delle zone ZTL delle città del Veneto."

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Ringrazio l'Assessore per la risposta, che ovviamente leggerò puntualmente. Non ho capito se questa azione, perché mi ha parlato del 2013, ancora non ha prodotto un risultato finale, quindi stiamo lavorando in questa direzione. Ho capito bene la risposta dell'Assessore?
Sì.
Allora è bene che si vada in questa direzione, non c'è ombra di dubbio, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
Sicuramente porrò la questione ancora e la porrò finché non vedrò che le persone e le associazioni mi diranno che effettivamente quel servizio è stato attuato. Tra l'altro lei ha aggiunto un altro tema che è assolutamente corretto. Non c'è solo l'aspetto burocratico nel poter accedere in un Comune all'interno delle ZTL ma c'è il problema che, se per caso mi capita di accedere, prendo la multa, devo fare un ricorso al Prefetto. Anche quelli sono costi, sono oneri burocratici per i disabili che mi sembra ne abbiano già sufficientemente di problemi per non aggiungergli anche questi.
Quindi mi leggerò il Protocollo d'intesa che sta per essere attuato, vigilerò perché questo si verifichi e magari in sede di Bilancio approveremo un ordine dei lavori unitario di tutto il Consiglio per rafforzare la spinta verso la Giunta perché questa cosa si faccia. È una scelta di civiltà che un disabile non abbia limitazioni territoriali e comunali rispetto soprattutto all'accesso ai servizi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.

Interrogazione a risposta orale n. 2 presentata il 13 luglio 2016 dal consigliere Semenzato "IL TRASPORTO PUBBLICO E' DI TUTTI: LOTTA AI FURBETTI DEL BIGLIETTO. LA REGIONE PREM1 LE AZIENDE CHE EFFETTUANO MAGGIORI CONTROLLI E RECUPERANO RISORSE PER PENDOLARI"

"APPRESO a mezzo stampa dell'ennesima presenza di passeggeri extracomunitari senza biglietto dell'autobus della linea 80 che da Sottomarina porta a Venezia e che grazie alle proteste di alcuni passeggeri pendolari veneti sono stati fatti scendere dal bus;
CONSIDERATO che
- nonostante negli ultimi mesi l'azienda comunale di trasporto pubblico, in accordo con AVM e Comune di Venezia abbia elaborato un complesso piano di contrasto all'evasione, i "furbetti" del biglietto sono in aumento, soprattutto tra gli extracomunitari;
- l'aumento dell'evasione sui mezzi pubblici è legato direttamente al fattore dell' impunibilità a tutto svantaggio di chi paga regolarmente l'abbonamento;
- da un'indagine svolta dai vertici dell'azienda di trasporti veneziana ha evidenziato un tasso di evasione che oscilla tra i 3,5 e il 4,3% nel settore navale e tra il 4,6% e il 6.3% nel settore automobilistico, mentre nel settore extraurbano le percentuali sono molto più alte circa il 9,8%;
CONSTATATO che
- malgrado siano stati introdotti i tornelli sugli imbarcaderi dell'ACTV, molti passeggeri, in particolare gruppi di extracomunitari, entrano per l'uscita dei pontili creando tensioni tra coloro che sono in attesa di salire sui mezzi di trasporto;
- numerose sono le segnalazioni da parte di utenti ACTV, soprattutto in terraferma, indignati dell'elevatissimo numero di extracomunitari che utilizzano ogni giorno i mezzi pubblici in questione senza "validare" biglietto con il nuovo dispositivo IMOB,
RITENUTO che sarebbe opportuno predisporre azioni più efficaci e severe verso coloro che fanno i furbi utilizzando i servizi pubblici senza pagare:
tutto ciò premesso,
interroga la Giunta regionale
1) come intende intervenire presso i comuni e per loro tramite presso le aziende di trasporto pubblico affinché siano aumentati i controlli sui mezzi di trasporto urbano ed extraurbano anche attraverso apposite convenzioni con le associazioni degli ex appartenenti alle Forze dell'ordine;
2) per sapere se intende rivedere i criteri di assegnazione del fondo per il TPL attraverso apposite premialità per le aziende di trasporto che mettano in atto azioni di contrasto all'evasione del pagamento del biglietto di viaggio, recuperando risorse finanziarie da destinare al miglioramento dei servizi o a sconti per i pendolari."
Il consigliere Semenzato la dà per illustrata.
La parola all'assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
"Premesso che, ai sensi della legge regionale 25/1998, è compito degli enti affidanti e dei soggetti affidatari dei servizi di trasporto pubblico locale (TPL) promuovere iniziative volte a prevenire e disincentivare i fenomeni di evasione tariffaria, lo stesso testo normativo già prevede la possibilità per l'accertamento delle violazioni commesse dagli utenti dei servizi di TPL, di impiegare, oltre al personale dipendente delle aziende di trasporto in possesso della apposita autorizzazione, anche guardie particolari giurate allo scopo autorizzate. Ciò al fine di corroborare la presenza di agenti accertatori sui mezzi di trasporto.
Con riferimento, poi, ai criteri di assegnazione del fondo per il TPL, in ossequio alle disposizioni contenute all'articolo 20 e 32 della richiamata legge regionale 25/1998, questi sono definiti dalla Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare.
Gli attuali criteri sono finalizzati a premiare le aziende che perseguono l'efficientamento del servizio e il miglioramento della qualità dell'offerta all'utenza."

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.
La parola al consigliere Semenzato.

Alberto SEMENZATO (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Sono soddisfatto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Semenzato.

Interrogazione a risposta immediata n. 213 presentata il 15 luglio 2016 dai consiglieri Zanoni, Azzalin, Moretti, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zottis e Fracasso "MAIS OGM IN PROVINCIA DI ROVIGO: QUALI CONTROLLI LA REGIONE DEL VENETO STA ATTIVANDO SUL TERRITORIO REGIONALE?"

"Premesso che:
- il Corpo Forestale del Veneto ha recentemente disposto il sequestro e la distruzione di una piantagione di mais transgenico situata nel Comune di Guarda Veneta in provincia di Rovigo;
- le analisi eseguite dal laboratorio dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche hanno rilevato la presenza in quest'area di "Mon810", la più nota delle varietà OGM, prodotta dalla multinazionale Monsanto;
- il Corpo forestale ricorda che "Gli organismi geneticamente modificati sono esseri viventi il cui patrimonio genetico è stato artificialmente alterato tramite aggiunta o modifica di elementi genici, al fine di ottenere determinate caratteristiche nel nuovo organismo e a tale riguardo l'agricoltura è uno dei settori più sensibili";
- Legambiente, nell'evidenziare la gravità della vicenda, fa presente che "(...) La coesistenza tra produzioni transgeniche e convenzionali è rischiosa perché non si può escludere il rischio di inquinamento genetico e, quindi, il danno economico per i produttori non OGM e la perdita di biodiversità (...)". Secondo l'associazione ambientalista è indispensabile attivare ulteriori accertamenti per escludere ogni possibile contaminazione dei terreni coltivati confinanti con quello sequestrato e per verificare che si tratti di un caso isolato e non di una rete illecita di commercio di sementi e granaglie geneticamente modificati;
- la Coldiretti polesana ha sottolineato come la contaminazione da OGM dovuta anche alla propagazione di transgeni attraverso il polline possa mettere in serio pericolo la biodiversità e le produzioni tipiche locali.
Tenuto conto che:
- con il decreto interministeriale del 13 luglio 2013, il Governo italiano, ai sensi dell'articolo 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 e dell'articolo 34 del regolamento (CE) n. 1829/2003, ha stabilito il divieto per diciotto mesi di ogni coltivazione OGM in tutto il territorio nazionale;
- con un successivo decreto interministeriale, approvato agli inizi di gennaio 2015, il suddetto divieto è stato prorogato per ulteriori diciotto mesi, anticipando di fatto il previsto recepimento della nuova direttiva europea in materia di OGM approvata dal Parlamento europeo il 13 gennaio 2015, che sancisce il diritto degli Stati membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale;
- il divieto è stato ribadito dal Consiglio di Stato che lo scorso anno ha bocciato il ricorso di un imprenditore friulano, il cui processo è al momento sospeso e i relativi atti sono stati inviati alla Corte di giustizia dell'Unione europea.
Tenuto conto altresì che:
- l'agricoltura di qualità ed ecosostenibile rappresenta un importante alleato per affrontare le attuali sfide ambientali e per favorire lo sviluppo dell'economia verde;
- anche l'agricoltura veneta può diventare realmente competitiva attraverso un incremento delle produzioni di qualità, rispettose dell'ambiente e della biodiversità;
- la suddetta vicenda ha messo in luce un serio problema che non può essere sottovalutato e l'importanza di un'attenta e costante vigilanza sul territorio regionale per contrastare ogni forma di illegalità ambientale.
Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali
interrogano la Giunta regionale
per sapere quali azioni amministrative, di monitoraggio e di vigilanza intende attivare sul territorio regionale per individuare eventuali altre coltivazioni illegali di OGM al fine di disporne la distruzione, evitando possibili contaminazioni ambientali nelle colture tradizionali e biologiche."
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
A luglio del 2016 ho inoltrato questa interrogazione perché il Corpo Forestale del Veneto ha sequestrato, nel Comune di Guarda Veneta in provincia di Rovigo, una piantagione di mais transgenico.
Successivamente sono state fatte delle analisi da parte dell'Istituto Zooprofilattico ed è stato rilevato che questo tipo di mais era il: mais "Mon810", famoso mais transgenico messo in commercio dalla Monsanto.
La coesistenza tra produzioni transgeniche convenzionali è rischiosa perché non può escludere il rischio di inquinamento genetico e quindi il danno economico per i produttori, che non coltivano mais geneticamente modificato, ma anche per la perdita di biodiversità.
La stessa Coldiretti polesana ha sottolineato come la contaminazione da mais OGM, dovuta anche alla propagazione di transgeni attraverso il polline, possa mettere in serio pericolo la biodiversità e le produzioni tipiche locali.
Il Ministero con un decreto interministeriale del 13 luglio 2013, in attuazione di un articolo di un regolamento europeo sulla materia delle produzioni geneticamente modificate aveva stabilito il divieto di coltivazione per 18 mesi di questo tipo di mais in tutto il territorio nazionale.
Successivamente, a gennaio 2015, questo divieto è stato reiterato per ulteriori 18 mesi.
Tra l'altro il divieto è stato riconsiderato dal Consiglio di Stato.
Quindi vorrei sapere: quali azioni amministrative di monitoraggio e di vigilanza la Regione intende attivare?

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.
La parola all'assessore Pan.

Ass.re Giuseppe PAN

Grazie, Presidente.
"La materia relativa agli Organismi geneticamente modificati (Ogm) è disciplinata a livello europeo dalla Direttiva 2001/18/CE e dai Regolamenti (CE) del Consiglio 1829 e 1830 del 22 settembre 2003.
- La Direttiva Comunitaria 2001/18/CE sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati ha lo scopo di ravvicinare le legislazioni degli Stati membri istituendo un regime autorizzativo preventivo all'immissione deliberata nell'ambiente di Ogm.
- Il Regolamento (CE) 1829/2003, istituisce una procedura comunitaria atta alla valutazione della sicurezza degli stessi Ogm prima dell'immissione sul mercato comunitario al fine di proteggere la salute umana e animale dagli eventuali effetti negativi causati dagli alimenti e dai mangimi che contengono organismi geneticamente modificati o sono costituiti o prodotti a partire da tali organismi.
- Il Reg 1830/2003 infine norma la tracciabilità e l'etichettatura di alimenti e mangimi ottenuti da organismi geneticamente modificati.
Altra normativa di riferimento, che deve essere considerata, per poter avere un quadro completo sull'impiego degli Ogm è quella in materia di produzione delle sementi e dei materiali di moltiplicazione agricoli, la Direttiva 2002/53/CE del Consiglio del 13 giugno 2002 relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole da cui discende che:
- le sementi e le piante alle quali si applica la presente direttiva possano essere commercializzate liberamente all'interno della Comunità dal momento della loro inserzione nel catalogo comune;
- che i cereali devono rientrare in questo catalogo comune e che lo stesso, catalogo, viene compilato in base ai cataloghi nazionali degli Stati membri;
- che gli Stati membri vigilino affinché, le sementi delle varietà ammesse, ai sensi della direttiva, non siano soggette ad alcuna restrizione di mercato per quanto concerne la varietà;
- che la registrazione sul catalogo delle varietà avvenga indicando anche l'eventuale evento Ogm che contraddistingue la varietà.
In Italia, come del resto in altri paesi della Comunità, la coltivazione di sementi Ogm da molto tempo è preclusa e inizialmente regolamentata attraverso strumenti normativi (articolo 1 del decreto legislativo n. 212, del 24 aprile 2001) che imponevano un'autorizzazione, rilasciata dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, alla coltivazione delle varietà Ogm. Tale strumento normativo del resto non ha trovato riconoscimento da parte della Corte di Giustizia Europea in quanto (Ordinanza della Corte (Nona Sezione) 8 maggio 2013) la messa in coltura di organismi geneticamente modificati, quali le varietà del mais MON 810, non può essere assoggettata a una procedura nazionale in quanto in contrasto con:
- l'autorizzazione che tali varietà hanno ottenuto ai sensi dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003;
- l' iscrizione di tali varietà nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole previsto dalla direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002;
- l'articolo 26 bis della direttiva 2001/18/CE che non consente a uno Stato membro di opporsi alla coltivazione sul proprio territorio di detti organismi geneticamente modificati per il fatto che un'autorizzazione nazionale costituirebbe una misura di coesistenza volta a evitare la presenza involontaria di organismi geneticamente modificati in altre colture.
Al fine comunque di regolamentare la coltivazione di sementi Ogm nel territorio italiano è stato impiegato quanto disposto agli articoli 53 e 54 del Regolamento del Parlamento e del Consiglio del 28 gennaio 2002 n 178 secondo cui lo Stato Membro quando informi ufficialmente la Commissione circa la necessità di adottare misure urgenti (di carattere sanitario, ambientale) e qualora la Commissione non abbia agito in conformità a determinate disposizioni, lo Stato membro può adottare misure cautelari provvisorie informandone immediatamente gli altri Stati membri e la Commissione e mantenendo in vigore le proprie misure cautelari provvisorie fino all'adozione delle misure comunitarie.
Con il decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 144 del 24 giugno 2014), coordinato con la legge di conversione 11 agosto 2014, n. 116 all'articolo 4 comma 8 è stato disposto che "i divieti di coltivazione introdotti con atti adottati, anche in via cautelare, ai sensi degli articoli 53 e 54 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002, è punito con la multa da euro 25.000 a euro 50.000." In particolare il primo divieto alla coltivazione di sementi Ogm adottato con misure cautelari provvisorie, per diciotto mesi, è stato imposto con Decreto Interministeriale a firma congiunta del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministro della Salute del 12 luglio 2013 e successivamente prorogato di altri 18 mesi con il Decreto Interministeriale del 22 gennaio 2015.
Da ultimo con la Direttiva 2015/412 del 11 marzo 2015 che modifica la Direttiva comunitaria 2001/18/CE, recepita a livello nazionale con Legge 29/07/2015 n 115, viene sancito il diritto degli Stati membri di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo. Più precisamente gli Stati membri contrari alla coltivazione di un nuovo Ogm sul proprio territorio potranno comunicare la propria opposizione già durante la fase di autorizzazione comunitaria, chiedendo, secondo una data procedura, di modificarne il campo di applicazione geografico. Il 1° ottobre 2015 l'Italia ha notificato alla Commissione europea, in base alla direttiva sopra citata, la richiesta di adeguamento dell'ambito geografico di coltivazione, in modo da escludere totalmente il territorio italiano, per 8 eventi Ogm autorizzati a livello europeo.
Con la Legge 29/07/2015 n 115 è stato pertanto stabilito il divieto di coltivazione di sementi contenenti eventi Ogm di cui è stato ottenuto l'adeguamento dell'ambito geografico, il cui mancato rispetto è sanzionato con multa da euro 25.000 a euro 50.000 e con l'obbligo di rimuovere, cura e spese del trasgressore, le coltivazioni di sementi vietate.
Al quadro normativo illustrato, per una esaustiva trattazione dell'argomento, deve aggiungersi il quadro dei controlli amministrativi ai quali sono soggetti le sementi, gli alimenti e i mangimi contenenti e/o derivati da organismi Ogm. Tali controlli, con l'obiettivo di verificare la rispondenza di tali prodotti alla normativa comunitaria, sono attribuiti alle Amministrazioni regionali attraverso le Unità Locali Socio Sanitarie (ULSS), all'interno del Piano nazionale alimenti animali (PNAA) e all'Amministrazione statale attraverso l'Ispettorato Centrale per la Qualità e la Repressione delle Frodi (ICQRF) e il Corpo Forestale dello Stato (CFS). In dettaglio: - alle ULSS è assegnata l'attività di controllo relativamente la rispondenza dei mangimi e degli alimenti al regolamento 1830/03 e alla conformità degli eventi Ogm riscontrati a quelli di cui ne è stata autorizzata l'immissione deliberata nell'ambiente nel territorio comunitario, ai sensi della Direttiva 2001/18/CE e del Regolamento (CE) 1829/03. agli organi statali direttamente coordinati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sono assegnate
- all'ICQRF, la verifica dell'etichettatura delle sementi e la rispondenza degli eventi Ogm riscontrati a quelli di cui ne è stata autorizzata l'immissione deliberata nell'ambiente nel territorio comunitario, ai sensi della Direttiva 2001/18/CE e del Regolamento (CE) 1829/03;
- al CFS l'attività di controllo sul divieto di coltivazione di varietà Ogm imposto dalla normativa statale vigente.
Pertanto, con riferimento ai quesiti formulati dagli interroganti, si comunica quanto segue:
1) quali azioni amministrative, di monitoraggio e di vigilanza intende attivare sul territorio regionale per individuare eventuali altre coltivazioni illegali di OGM al fine di disporne la distruzione, evitando possibili contaminazioni ambientali nelle colture tradizionali e biologiche
Per quanto esposto in premessa risulta evidente come il quadro normativo di riferimento permetta esclusivamente, accanto all'attività di controllo prevista dalla normativa comunitaria, quella a carico del Corpo Forestale dello Stato sul rispetto del divieto imposto ai sensi dell'articolo 20 della Legge 29/07/2015 n. 115. Si evidenzia come solo attraverso uno strumento normativo con cui definire competenze, attività e risorse finanziarie e umane sarebbe possibile operare un'attività di controllo efficace. Da considerare inoltre che in attuazione della Direttiva (UE) 2015/412 è in via di approvazione (attualmente all'esame delle Regioni e delle Provincie autonome) un decreto legislativo con il quale si definisce a livello nazionale il quadro di riferimento legislativo entro cui potrebbe essere inserita una attività regionale da istituire."
Il consigliere Zanoni ha citato alcuni decreti e vado alla legge del 29.7.2015 n. 115 che ha stabilito il divieto di coltivazione di sementi contenenti OGM e il cui mancato rispetto è sanzionato con una multa da 25.000 a 50.000 euro con l'obbligo di rimuovere, a cure e a spese del trasgressore, la coltivazione di queste sementi vietate.
Al quadro normativo illustrato deve aggiungersi il quadro dei controlli amministrativi, che forse è quello che interessa di più in questo frangente per quello che è avvenuto in Provincia di Rovigo. Se il Corpo forestale dello Stato è arrivato vuol dire che questi controlli sono stati e sono efficaci e naturalmente hanno portato alla ribalta questo problema.
Tali controlli hanno l'obiettivo di verificare la rispondenza di tali normative comunitarie e sono attribuiti alle Amministrazioni regionali attraverso le Unità locali socio-sanitarie, quindi alle U.L.S.S., all'interno del Piano nazionale alimenti animali, e all'Amministrazione statale attraverso l'Ispettorato Centrale per la Qualità e la Repressione delle Frodi (ICQRF) e il Corpo Forestale dello Stato che in dettaglio ha fatto questo controllo.
Alle ULSS è assegnata l'attività di controllo relativamente la rispondenza dei mangimi e degli alimenti al regolamento 1830/03 e alla conformità degli eventi OGM riscontrati e a quelli di cui ne è stata autorizzata l'immissione deliberata nell'ambiente nel territorio comunitario, ai sensi della Direttiva 2001/18 della Comunità Europea e del Regolamento 1829/03.
Agli organi statali direttamente coordinati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali sono assegnate:
- all'ICQRF, la verifica dell'etichettatura delle sementi e la rispondenza degli eventi OGM riscontrati a quelli di cui ne è stata autorizzata l'immissione deliberata nell'ambiente nel territorio comunitario, ai sensi della Direttiva 2001/18/CE e del Regolamento 1829/03;
- al Corpo forestale dello Stato l'attività di controllo sul divieto di coltivazione di varietà OGM imposto dalla normativa statale vigente; quindi solo il Corpo forestale dello Stato può fare questi controlli direttamente in campo e poi programmare la distruzione di queste piantagioni che sono proibite. Grazie.
Quindi solo il Corpo forestale può fare questi controlli di queste piantagioni.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Pan.
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Volevo capire più in dettaglio. Oltre al fatto del Corpo forestale che è demandato a fare questi controlli, se la Regione, magari attraverso le associazioni di categoria, aveva iniziato o messo in campo qualche iniziativa preventiva di monitoraggio del territorio, per capire se effettivamente, anche per tutelare il buon nome delle nostre produzioni agricole col marchio "Made in Veneto", era possibile mettere in campo autonomamente ulteriori controlli a livello locale cioè sfruttando quella rete di aziende serie ma anche associazioni di categoria che operano nel territorio proprio per cercare non solo di controllare e pizzicare chi semina questo mais ma cercare anche di fare prevenzione nel bene o nel male quello che accade in agricoltura per quanto riguarda gli addetti ai lavori è sempre un qualcosa che si viene a sapere, è difficile che venga fatto di nascosto.
Non so come siano avvenuti questi fatti, ma molto presumibilmente ci sarà stata la soffiata di qualcuno che conosceva la cosa e che ha chiamato il Corpo forestale.
La ringrazio per la risposta che leggerò sicuramente con molto interesse ma la questione che volevo porre era se è possibile mettere in campo delle azioni preventive per evitare di trovarsi in situazioni come questa. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.

Interrogazione a risposta immediata n. 49 presentata il 5 ottobre 2015 dai Consiglieri Barison e Giorgetti "LA GIUNTA REGIONALE RISOLVA IL PROBLEMA DELLA GRAVE SITUAZIONE LEGATA ALLA CARENZA DEI POSTI IN ORGANICO DI FATTO DEL PERSONALE DOCENTE PER L'ANNO SCOLASTICO 2015-2016"

"Premesso che:
- in questa fase di attesa per l'attuazione, da un lato, del nuovo Titolo V in materia d'Istruzione, dall'altro del federalismo fiscale, la ripartizione delle competenze fra Stato, Regioni e Comuni continua a far riferimento alle disposizioni del cosiddetto federalismo amministrativo, emanate in applicazione della legge n. 59 del 1997, del decreto legislativo n. 112 del 1998 e delle altre disposizioni vigenti in materia che assegnano il ruolo operativo nella gestione del personale agli Uffici Scolastici Regionali (USR) del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR);
- il DPR 81/2009 - "norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell'art. 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133" vincola legittimamente le Regioni esclusivamente al rispetto del comma 2 dell'art. 1 che recita: "Dall'attuazione del dimensionamento della rete scolastica e dei punti di erogazione del servizio, con particolare riferimento alla riduzione di quelli sottodimensionanti rispetto ai parametri previsti ai sensi dei decreti del Ministro della pubblica istruzione in data 15 marzo 1997, n. 176, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 209 dell'8 settembre 1997, e in data 24 luglio 1998, n. 331, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 264 dell'11 novembre 1998, e del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 1998, n. 233, rilevati per l'anno scolastico 2008/2009, deve conseguire una economia di spesa non inferiore a 85 ml di euro entro l'anno scolastico 2011/2012";
- con nota MIUR prot. n. 19646 del 6.7.2015 è stato assegnato all'Ufficio Scolastico per il Veneto (USRV), per l'organico di fatto a.s.2015/16, un numero di 47.882 posti e che tale contingente, a detta dello stesso USRV, si è rilevato insufficiente a rispondere alle esigenze insopprimibili di funzionalità minima del servizio, necessitando oltre ai citati 47.882 già assegnati, almeno ulteriori 200 posti;
- attualmente alla regione del Veneto sono stati riconosciuti come organico aggiuntivo ulteriori 150 unità.
Considerato che:
- attualmente dai dati acquisiti all'Anagrafe nazionale degli alunni SIDI MIUR, la popolazione scolastica iscritta e frequentante le scuole paritarie del Veneto è di complessivi 114.099 alunni, corrispondente al 15,81% dell'intera popolazione scolastica di età compresa tra i 3 e i 18 anni (formata complessivamente da 721.568 alunni; di questi, 606.375 frequentano la scuola statale e 114.099 la scuola paritaria);
- la maggioranza degli alunni iscritti alla scuola paritaria si trova nelle scuole dell'infanzia (86.601 alunni pari al 64,37%) e che lo Stato in questo caso è sollevato da un impegno finanziario gravoso ma pur sempre doveroso nei confronti dei cittadini della nostra Regione;
- nonostante quanto sopra esposto il MIUR ha destinato alle scuole del Veneto soltanto di 150 posti nell'organico di fatto del personale docente per a.s. 2015/16, mentre all'Emila Romagna ne sono stati assegnati 716, al Piemonte 500 e alla Toscana 320; tutte regioni queste che per abitanti e popolazione scolastica non presentano differenze sostanziali con il Veneto.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri regionali
interrogano la Giunta regionale
affinché prenda posizione e si attivi con il MIUR per risolvere il problema, imponendo una ridefinizione del contingente insegnanti assegnati al Veneto al fine di contenere l'allarme sociale e le proteste dei genitori, insegnanti e amministratori locali."
Viene data per illustrata.
La parola all'assessora Elena Donazzan.

Ass.ra Elena DONAZZAN (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
"Le competenze delle Regioni nell'ambito dell'istruzione riguardano: la programmazione dell'offerta formativa, la programmazione della rete scolastica, la fissazione del calendario scolastico e l'erogazione di contributi a scuole non statali.
Non esiste quindi un potere programmatorio regionale.." aggiungo purtroppo "...riguardo all'organico del personale docente. Attualmente la dotazione organica del personale scolastico, ai sensi del DPR n. 81 del 20 marzo 2009, recante "Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133", viene definita dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR) attraverso gli Uffici Scolastici Regionali, ai quali la normativa vigente attribuisce la competenza esclusiva, almeno fino al momento in cui verrà pienamente attuata la riforma del Titolo V della Costituzione che trasferirà tali funzioni agli enti territoriali".
"Il MIUR con nota n. 19400 del 3 luglio 2015 forniva, per l'Anno Scolastico 2015-2016, istruzioni e indicazioni in materia di adeguamento delle consistenze degli organici di diritto alle situazioni di fatto.
L'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto (USRV) preso atto del contingente organico del personale docente assegnato, che risultava insufficiente a coprire il fabbisogno delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, con nota MIUR/AOODRVE/Uff. III/8157/C21 del 7 luglio u.s. (e integrazione del giorno successivo) e nota MIUR/AOODRVE/Uff. III/8682/C21 del 17 luglio u.s., provvedeva a segnalare al MIUR la necessità di incrementare il contingente di posti aggiuntivi per l'adeguamento dell'organico docente alla situazione di fatto.
L'Assessore regionale all'Istruzione, alla Formazione, al Lavoro e Pari Opportunità, nei limiti delle competenze regionali, con note prot. n. 288700 del 13 luglio u.s. e prot. n. 304281 del 23 luglio u.s., sosteneva la richiesta dell'USRV specificando anche che la pubblicazione dei dati relativi all'organico aggiuntivo previsto dal MIUR (150 unità) risultava del tutto impropria alle necessità del territorio.
Di seguito, con nota prot. n. 318528 del 4 agosto 2015 del Direttore del Dipartimento Formazione, Istruzione e Lavoro della Regione del Veneto si chiedeva, ai sensi della Legge n. 241/1990 e ss.mm., di avere copia del provvedimento con il quale il MIUR aveva disposto l'assegnazione alle Regioni del contingente aggiuntivo per valutare le eventuali iniziative ad azioni da mettere in atto. Tali istanze non hanno ancora avuto riscontro da parte del Ministero di riferimento..." intendo dire che la Regione Veneto è dovuta intervenire con una richiesta di accesso agli atti per vedere le differenti azioni fatte nei confronti delle singole Regioni perché si riscontrava una difformità di trattamento "..., tanto che anche il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Dott. Sergio Chiamparino, si è fatto promotore, nei confronti del Ministro Giannini, perché venga data una risposta in merito alle reiterate lamentele della Regione del Veneto circa il mancato riscontro sulle richieste succitate (nota prot. 4454/C9ISTR del 7 ottobre 2015)" quindi diverse lettere dell'assessore e nota del dirigente.
"Questa diatriba sorta con il Ministero competente, legata alla preoccupazione di assicurare ai nostri studenti un compiuto diritto allo studio, si è nel frattempo acuita avendo la Regione proposto un ricorso per la declaratoria di illegittimità costituzionale di varie disposizioni della Legge 13 luglio 2015 n. 107, recante "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti" ritenendo tale legge lesiva, in alcune sue parti, dell'autonomia amministrativa regionale in materia di istruzione e formazione professionale nonché del canone di leale collaborazione.
Al fine però di dare un quadro esaustivo della situazione in cui versa la scuola della nostra Regione si evidenzia anche il problema legato alla prevista diminuzione a livello nazionale della dotazione del personale amministrativo tecnico ausiliario (ATA) pari a 2020 unità.
In sede di Conferenza Unificata la Regione, preoccupata delle ricadute che tale diminuzione poteva avere sul buon andamento dell'attività scolastica, dava parere sfavorevole sulla proposta di Decreto interministeriale riguardante le dotazioni organiche personale ATA per l'anno scolastico in corso, lamentando l'assenza del necessario confronto tra il MIUR e le Regioni sul tema e la mancanza del dettaglio regionale dei tagli proposti a livello nazionale.
Per l'Anno Scolastico 2016-2017 la situazione che si sta delineando è analoga a quella sin qui descritta e per questo l'Assessore regionale all'Istruzione, alla Formazione, al Lavoro e Pari Opportunità, al fine di definire una strategia comune volta a risolvere la grave situazione oggetto dell'interrogazione, ha incontrato nei giorni scorsi il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, l'Unione delle Province Italiane, l'ANCI veneto ed i Segretari Generali regionali delle sindacali FLC-CGIL, CISL-SCUOLA, UIL-SCUOLA, SNALS-CONFSAL E FGU-GILDAUNANMS."
L'interrogazione del Capogruppo di Forza Italia era legata ai due anni scolastici 2016-2017. La situazione è stata analoga a quella descritta, pertanto siamo intervenuti con un ulteriore atto formale coinvolgendo l'Ufficio scolastico regionale per il Veneto, quindi il Ministero, di cui condividiamo preoccupazioni e numeri, l'UPI-Unione delle Province, l'ANCI, i segretari generali delle sigle sindacali CGIL, CISL, UIL, SNALS, Gilda, tutte del settore scuola.
Questo per dire che – lo dico in aggiornamento alla Seduta di oggi - sulla grave mancanza di organico: noi siamo alla seconda settimana di novembre e non vi è ancora l'organico totale previsto per le scuole del Veneto.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elena Donazzan.
La parola al consigliere Barison.

Massimiliano BARISON (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore e soprattutto la ringrazio per l'impegno e per gli atti che ha fatto verso il Governo in modo da raggiungere l'obiettivo di risolvere il problema degli insegnanti nella nostra Regione. Mi dispiace che dall'altra parte il Governo non abbia fatto la sua parte.
Ancora una volta trascura uno dei servizi fondamentali come quello della scuola e soprattutto non dà delle risposte al Veneto, ai cittadini e ai nostri figli. Penso che questo sia un qualcosa di inaccettabile.
Mi auguro che ci siano altre sollecitazioni anche da parte delle altre Regioni perché non è assolutamente corretto e giusto che la scuola sia maltrattata in questo modo da questo Governo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Barison.

Interrogazione a risposta immediata n. 198 presentata il 28 giugno 2016 dal Consigliere Ruzzante "VERRÀ GARANTITA, CON L'ASSESTAMENTO DI BILANCIO 2016, L'EROGAZIONE DELLE RISORSE PER LO SPORTELLO GESTITO DALLA "ASSOCIAZIONE CONTROMOBBING" DI VENEZIA?"

"Premesso che:
- da alcuni anni la "Associazione Contromobbing" di Venezia gestisce presso la sede del Municipio di Mestre un servizio di sostegno a lavoratori o persone licenziate che rientra nel progetto denominato "Sportello assistenza e ascolto prevenzione e aiuto contro ogni disagio lavorativo";
- il suddetto progetto rientra nell'ambito degli interventi previsti dalla legge regionale n. 8/2010 "Prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing e tutela della salute psico-sociale della persona sul luogo di lavoro";
- nell'ultimo quadriennio sono state 827 le persone che hanno iniziato ad usufruire dei servizi offerti dallo sportello per la prima volta. A queste vanno aggiunti coloro i quali avevano iniziato ad essere aiutate negli anni precedenti e che negli ultimi anni hanno continuato ad effettuare colloqui con lo staff (composto da operatrici dell'associazione, uno psicologo, un sociologo, un medico legale e un avvocato), per un totale di circa 2.000 persone;
- in tutti questi anni la Regione Veneto, attraverso il Comune di Venezia, ha finanziato le attività del suddetto sportello;
- per l'annualità 2015 tuttavia la Regione non ha erogato il budget previsto di 50.000 euro;
- il mantenimento delle attività, malgrado stiano proseguendo grazie alla buona volontà di operatori che non ricevono compensi o rimborsi spese, è fortemente a rischio se nel giro di poco tempo non verranno erogati i finanziamenti regionali.
Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere
chiede al Presidente della Giunta regionale
se, in occasione del prossimo bilancio di assestamento 2016, verrà garantita l'erogazione delle risorse necessarie per il mantenimento delle suddette attività di assistenza svolte dalla "Associazione Contromobbing" di Venezia."
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Anche questa mi è stata segnalata. Lo ricordo perché sicuramente il Presidente del Consiglio si ricorderà – nel suo ruolo di Assessore al Bilancio nella passata Legislatura – che più volte abbiamo utilizzato uno Sportello unico, che fa servizio per tutto il Veneto e non solo per il Veneto, situato nel Comune, ma gestito da una associazione di volontariato perché tale è questo sportello di assistenza, ascolto e prevenzione di aiuto contro il disagio lavorativo in particolar modo legato ai fenomeni di mobbing e tutela della salute psicosociale della persona sul luogo di lavoro.
Sono circa 2 mila le persone che si sono rivolte a questo Sportello. Non sempre si tratta di casi di mobbing effettivo però hanno trovato un punto di riferimento, di aiuto, di sostegno, di ascolto anche di carattere psicologico.
Per anni abbiamo finanziato questa attività che veniva svolta all'interno del Comune di Venezia per tutta la Regione e non solo. Chiedo se è intenzione da parte della Giunta di proseguire questa attività che ritengo comunque utile e importante. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
La parola all'assessora Elena Donazzan.

Ass.ra Elena DONAZZAN (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
"Con l'articolo 71 della Legge regionale 16 febbraio 2010, n. 11 (Legge finanziaria per l'esercizio finanziario 2010), la Regione del Veneto ha inteso promuovere sperimentazioni ed azioni pilota nell'ambito del contrasto dei fenomeni di mobbing e di tutela della salute psico-sociale delle persone sui luoghi di lavoro, autorizzando la Giunta regionale a concedere un contributo straordinario al Comune di Venezia, stanziando per l'esercizio 2010, una somma di € 25.000,00.
L'Amministrazione comunale di Venezia, beneficiaria del contributo regionale, con il progetto "Sportello Assistenza e ascolto prevenzione e aiuto contro il mobbing ed ogni disagio lavorativo" ha inteso sostenere le azioni intraprese dall'Associazione Contromobbing di Mestre (VE), da anni operativa nel settore, favorendo l'istituzione di uno sportello denominato "Stop Mobbing point", quale punto di accoglienza a favore dell'utenza in situazioni di disagio lavorativo (stress, mobbing, inattività lavorativa, disoccupazione), ubicato presso la sede Municipale di Mestre, in via Palazzo, 1.
L'apertura al pubblico dello Sportello è stata gestita dalle operatrici e operatori dell'Associazione Contromobbing, che hanno garantito un orario d'apertura pomeridiana di almeno 30 ore settimanali. Il servizio offerto ha comportato la presa in carico dei singoli casi, la gestione degli incontri con le parti interessate (aziende, enti, ecc.) allo scopo di acquisire ogni informazione utile a prevenire o a rimuovere le cause del disagio, il coordinamento delle attività dei professionisti che collaborano con lo sportello (psicologo, avvocato, psichiatra, psicologo del lavoro, sociologo), il supporto all'utenza nell'espletare le pratiche burocratiche richieste per accedere a servizi di assistenza sociale e contributiva.
È stata effettuata altresì, attività di monitoraggio attraverso apposite schede di rilevazione delle presenze e degli accessi allo Sportello, per la successiva analisi e valutazione del fenomeno.
A sostegno dell'iniziativa, negli esercizi successivi, sono stati stanziati e assegnati al Comune di Venezia contributi nella misura di € 50.000,00 per l'anno 2011, € 25.000,00 per l'anno 2012, € 25.000,00 per l'anno 2013 ed € 50.000,00 per l'anno 2014, per un totale complessivo nelle 5 annualità di € 175.000,00, che sono stati utilizzati per il proseguimento dell'attività di Sportello antimobbing gestito dalla predetta Associazione Contromobbing di Mestre (VE).
Per quanto riguarda gli esercizi successivi, il Bilancio di previsione 2015 e il Bilancio pluriennale 2016-2018 non hanno previsto ulteriori stanziamenti a favore dell'intervento, per le seguenti motivazioni:
- contrazione complessiva delle risorse finanziarie disponibili che ha interessato tutti i settori di competenza regionale, incluso il settore dei servizi sociali;
- carattere straordinario del contributo riconosciuto al Comune di Venezia e all'iniziativa da esso promossa;
- necessità di ricondurre la tematica, di cui si riconosce la valenza e nel contempo la complessità, ad una visione sistemica e coordinata della materia che includa anche il carattere ordinario, e non straordinario, delle risorse finanziarie ad essa destinate."

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elena Donazzan.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
È tutto vero quello che l'assessore ha detto ed è anche vero che non è che possiamo, una volta avviato un finanziamento, mantenerlo costante nel tempo per sempre. Su questo non c'è ombra di dubbio, però alle tre questioni che pone lei gliene pongo tre io:
1) visto che abbiamo erogato un finanziamento a questa associazione, credo sia sempre cosa buona e giusta farsi dare dalle associazioni alle quali eroghiamo un servizio - un riscontro dell'attività? A me pare di sì.
2) Il fenomeno del mobbing lavorativo oggi per la sua esperienza è un fenomeno che è in crescita o che è in diminuzione? Cioè i diritti sul mercato del lavoro e sul mondo del lavoro e i lavoratori sono più protetti o meno protetti, quindi hanno bisogno di un supporto dal punto di vista sociale? Io non ho dubbi – e sono sicuro neanche lei - a dare una risposta a questa domanda.
3) È vero che non possiamo sempre erogare i 50 mila euro previsti, però credo che una cifra che consenta la prosecuzione di questa esperienza, magari nel prossimo Bilancio, e che consenta in qualche modo di dare una risposta a queste esigenze la possiamo trovare. Non stiamo parlando di cifre di milioni di euro e ne diamo di cifre di queste dimensioni ad altre esperienze associative, glielo assicuro. Ricavare un contributo che sia paragonabile ai primi anni, cioè ai 25 mila o ai 30 mila euro, secondo me sarebbe cosa giusta per tentare di mantenere questo supporto nei confronti del mondo del lavoro e mercato del lavoro in una fase particolarmente delicata.
Ricordo che è all'interno del Comune di Venezia ma dà un servizio per tutto il territorio della Regione.
Quindi mi dichiaro parzialmente soddisfatto e mi dichiarerò soddisfatto dopo l'approvazione del Bilancio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.

Interrogazione a risposta immediata n. 98 presentata il 2 dicembre 2015 dai consiglieri Semenzato e Michieletto: "INTRAPRENDERE PROVVEDIMENTI URGENTI NEI CONFRONTI DELL'INSEGNANTE "SGRAMMATICATA" PER GARANTIRE AI BAMBINI DI PRIMA ELEMENTARE LA FORMAZIONE ADEGUATA E NECESSARIA DI CUI HANNO BISOGNO"

"Premesso che:
- la Scuola primaria "Papa G.M. Sarto" di Veternigo, a settembre 2015, conta 178 alunni distribuiti in 9 classi;
- l'Istituto è un punto di riferimento da generazioni per tutti i cittadini della frazione di Veternigo, a Santa Maria di Sala in provincia di Venezia, e per tutti i suoi bambini.
Appreso a mezzo stampa che:
- i genitori dei 38 alunni che frequentano le classi prime dell'Istituto Papa Sarto hanno deciso di tenere i propri figli a casa in segno di protesta nei confronti di una insegnante ritenuta, a dir loro, inadeguata al ruolo;
- tutti i genitori hanno riscontrato nei primi mesi di lezioni gravi lacune nei bambini attestando una difformità di preparazione rispetto ai loro pari età che frequentano altri istituti. Hanno, inoltre, rilevato che nei quaderni erano presenti errori grossolani assimilati da tutti i piccoli alunni dopo averli copiati alla lavagna;
- l'insegnante in questione era già stata contestata in passato nella scuola di Sant'Angelo.
Constatato che:
- la docente è sotto esame da parte della direzione regionale e che l'ispezione sarebbe dovuta terminare a ottobre, ma che è ancora in corso e potrebbe finire a dicembre;
- la dirigente scolastica, ad oggi, non ha ancora attuato provvedimenti nei confronti della maestra, tanto meno un momentaneo ed immediato cambio di mansioni.
Appurato che i genitori degli alunni stanno minacciando lo spostamento in blocco dei bambini ad altri istituti, lasciando Veternigo senza classi prime e, di conseguenza negli anni a seguire, di classi seconde, terze, quarte e quinte.
I sottoscritti Consiglieri regionali
interrogano la Giunta regionale
per sapere quali azioni intende intraprendere per garantire e consentire anche nella scuola primaria "Papa Sarto" di Veternigo un corretto e qualificato percorso formativo, scongiurando così il trasferimento in blocco dei 38 bambini in altri plessi della zona."
Viene data per illustrata.
La parola all'assessora Elena Donazzan.

Ass.ra Elena DONAZZAN (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
"Le competenze delle Regioni nell'ambito dell'istruzione riguardano: la programmazione dell'offerta formativa, la programmazione della rete scolastica, la fissazione del calendario scolastico e l'erogazione di contributi a scuole non statali. Non esiste quindi un potere programmatorio regionale riguardo all'organico del personale docente.
Attualmente l'attribuzione della dotazione organica del personale scolastico, ai sensi del DPR n. 81 del 20 marzo 2009, recante "Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133", viene definita dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca attraverso gli Uffici Scolastici Regionali, ai quali la normativa vigente attribuisce la competenza esclusiva, almeno fino al momento in cui verrà pienamente attuata la riforma del Titolo V della Costituzione che trasferirà tali funzioni agli enti territoriali.
Si comprende pertanto la profonda preoccupazione dei genitori circa il percorso scolastico che i loro figli stanno percorrendo nella realtà, per loro nuova, della scuola primaria, ma si deve anche evidenziare che quanto richiesto a questa Giunta non può trovare risposta presso le strutture regionali poiché in proposito la Regione non ha una competenza propria come precedentemente evidenziato."
Aggiungo che nell'autonomia scolastica prevista dalla normativa attuale è anche compito del dirigente scolastico quello di intervenire nello specifico di problematiche sollevate dai genitori. Il mio consiglio è che i genitori si attivino nei confronti del dirigente scolastico.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elena Donazzan.
La parola al consigliere Semenzato.

Alberto SEMENZATO (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Sono soddisfatto della risposta dell'assessora Donazzan, che ringrazio, però penso che nel prossimo periodo di questi casi ce ne saranno molti altri a causa della buona scuola di Renzi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Semenzato.

Interrogazione a risposta immediata n. 210 presentata il 14 luglio 2016 dal consigliere Ruzzante: "QUALI INTERVENTI PER SCONGIURARE LA CHIUSURA DEI CENTRI PER L'IMPIEGO DI ESTE E MOMTAGNANA (PD)?"

"Premesso che:
- i Centri per l'Impiego rappresentano un servizio essenziale sui territori per contrastare la disoccupazione e favorire l'inserimento e l'integrazione nel mercato del lavoro delle persone con disabilità e degli altri soggetti aventi diritto al collocamento obbligatorio;
- da tempo, nella provincia di Padova, viene evidenziata alla Regione Veneto una situazione allarmante. In questo senso, lo scorso 16 marzo la presidente della Commissione Provinciale del Lavoro, Elisa Venturini, aveva inviato all'assessore regionale Elena Donazzan, e ai dipartimenti competenti in materia, una lettera con la quale la suddetta Commissione sollecitava "(...) la tempestiva adozione dei più opportuni provvedimenti organizzativi, all'interno dell'ampia rete dei soggetti erogatori di servizi per il lavoro, che comprendano, in via preliminare, l'adeguamento dell'organico ed una tempestiva decisione sulla destinazione e sulla collocazione del personale addetto ai Servizi per l'impiego provinciali (...)";
- con lettera di risposta datata 24 marzo 2016, l'assessore Donazzan scriveva che "(...) la situazione attuale di criticità dei Servizi pubblici per l'impiego è conosciuta ed è oggetto della massima attenzione da parte della Regione. Proprio per questo motivo, è quanto mai urgente addivenire alla stipula della convenzione ex art. 5 della legge regionale n. 19/2015 , convenzione che deve regolare nel biennio 2015 e 2016 i rapporti tra la Regione e le Amministrazioni Provinciali nel settore del mercato del lavoro (...)";
- nella succitata lettera di risposta, l'assessore Donazzan evidenziava inoltre che "Questo atto consentirà non solo di dare concretezza alla gestione dei Servizi per l'impiego, che stanno attraversando un periodo di grande trasformazione, ma anche e soprattutto di attuare al più presto, una volta valutate le disfunzioni esistenti, intervento di potenziamento dei Servizi stessi utilizzando le risorse del Fondo Sociale Europeo" ed annunciava che "Proprio per addivenire alla stipula della convenzione ex art. 5, il cui testo è già stato condiviso in sede tecnica con le amministrazioni provinciali sempre nel dicembre scorso, ho convocato un incontro con i Presidenti delle Province e della Città Metropolitana il 31 marzo p.v.";
- lo scorso 23 giugno sempre l'assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, ha annunciato lo stanziamento di 5,5 milioni di euro alla copertura degli oneri del personale dei centri per l'impiego, precisando che "Ora le Province hanno certezza di risorse, da parte della Regione, per poter siglare la convenzione con il Ministero del lavoro che assicura continuità ai Centri per l'impiego. Da parte nostra abbiamo tenuto fede agli impegni garantendo un terzo dell'impegno finanziario previsto. Spetta ora al ministero mantenere la parola data e assicurare i restanti due terzi, come prevede il protocollo siglato a Venezia con il ministro Poletti".
Considerato che:
- allo stato attuale, appare di particolare emergenza la situazione in cui versano i Centri per l'Impiego della bassa padovana, ovvero quelli Este e Montagnana: dalla Commissione Provinciale infatti è arrivato l'annuncio che queste due sedi chiuderanno nei mesi estivi e non verranno riaperte a settembre, mentre la sede di Abano è già chiusa;
- gli accessi al CPI di Este nel 2015 sono stati 17.287 mentre a Montagnana sono stati 8.388, a testimonianza del notevole flusso di utenza che si rivolge a questo servizio nell'area della bassa padovana.
Tutto ciò premesso il sottoscritto Consigliere
chiede al Presidente della Giunta regionale
come interverrà per scongiurare la chiusura dei Centri per l'Impiego di Este e Montagnana, assicurando così la continuità di un servizio di essenziale importanza per il territorio della bassa padovana."
Viene data per illustrata.
La parola all'assessora Elena Donazzan.

Ass.ra Elena DONAZZAN (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
"Fin dal conferimento dallo Stato alle Regioni e Province delle competenze in materia di lavoro, avvenuto con D.lgs 469/1997, il personale impiegato nei Centri per l'Impiego della Provincia di Padova è sempre stato, proporzionalmente alla popolazione residente, minore rispetto a quello delle altre Province del Veneto, con una media degli operatori presenti per ogni Centro per l'Impiego inferiore a quella degli altri centri allocati nelle altre Province.
Ad oggi nel Centro per l'Impiego di Montagnana, dove fino a pochi mesi fa operavano 4 dipendenti, è impiegato un solo dipendente, mentre, nel vicino Centro per l'Impiego di Este, attualmente sono impiegati due dipendenti, oltre al responsabile del Centro, il quale ricopre anche l'incarico di responsabile del Centro per l'Impiego di Monselice.
A fronte di tale situazione organizzativa, la Provincia di Padova, al fine di garantire, durante il periodo estivo, l'attività continuativa del Centro per l'Impiego di Este e non potendo distaccare personale da altri Centri per l'Impiego presso quello di Montagnana, ha optato per la chiusura temporanea dello stesso, destinando l'unica unità operativa impiegata a Montagnana a supporto dello staff del contiguo Centro per l'Impiego di Este. Tale soluzione, oltre a scongiurare la chiusura del Centro ha, inoltre, consentito ai dipendenti di Este di poter fruire dei periodi di ferie spettanti durante i mesi estivi.
Si precisa che l'attività svolta dai Centri per l'Impiego, a seguito della Legge 7 aprile 2014 n. 56, (Legge del Rio), non fa più parte delle funzioni fondamentali dell'ente Provincia e in base al D.lgs 24 settembre 2015 n. 150, uno dei decreti attuativi del Jobs act, i Centri per l'Impiego sono definiti uffici regionali. Tuttavia, al fine di assicurare i livelli essenziali delle prestazioni in materia di lavoro, nonché la continuità di funzionamento dei Centri per l'Impiego, è stata definita una fase di transizione per gli anni 2015 e 2016, che potrebbe essere prorogata anche per il 2017..." aggiungo, aggiornando la risposta, che è stata già aggiornata al 2017 secondo gli intendimenti del Governo "...dove è previsto che le Province conservino la responsabilità organizzativa e amministrativa della gestione dei Centri per l'Impiego e del relativo personale. La Regione, pertanto, nel presente momento storico, non può intervenire per evitare la chiusura temporanea del Centro per l'Impiego di Montagnana. Quando..." se e quando "...i Centri per l'Impiego saranno affidati e dipenderanno pienamente dalla Regione, si potrà valutare l'opportunità di una riorganizzazione degli stessi e la realizzazione di un piano di rafforzamento del servizio pubblico per l'impiego."
Aggiungo qualche cosa a questa risposta. Aggiunto che come è noto in legge finanziaria della Regione Veneto abbiamo dovuto anche sopperire ai costi dei Centri per l'impiego che oggi gravano quasi interamente sulle Regioni. Con un accordo con il Ministero del Lavoro che tratta le materie del lavoro in maniera differenziata rispetto alla complessità delle dipendenze della Provincia e dei costi sulle Province. Noi oggi ci accolliamo un terzo dei costi per i dipendenti dei Centri per l'impiego e non abbiamo alcuna possibilità di riorganizzare.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elena Donazzan.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Lei sa, Assessore, che proprio su questo tema quest'Aula si è espressa al di là dei colori politici e dal di là della posizione che si è espressa rispetto al Jobs Act. Per la questione dei Centri per l'impiego non c'è solo l'aspetto occupazionale di chi ci lavora dentro ma c'è anche l'aspetto del servizio e della funzione che svolgono.
In un territorio come quello della Bassa Padovana è grave ridurre questo servizio, perché non parliamo di aree che sono a un livello occupazionale ai tassi più elevati d'Europa ma parliamo di una delle zone problematiche del Veneto. Quindi se si dovranno riorganizzare, mi auguro che questo lo si possa fare molto presto.
Credo che si debba decidere che questa materia del lavoro diventi di competenza di chi è più vicino al territorio perché poi ci sono delle specificità del territori alle quali si deve rispondere. I problemi della Sardegna non sono i problemi del Veneto, i problemi della Valle d'Aosta non sono i problemi del nostro territorio.
Riorganizziamo ma a partire dai livelli e dai tassi di disoccupazione di quel territorio, perché di solito si fa l'errore di accentrare questi servizi nelle città. Tutti i dati dell'Europa ci spiegano che invece i livelli occupazionali sono più garantiti perché c'è una molteplicità di servizi e di attività che vengono svolte in quel territorio.
Io credo invece che proprio questi servizi, che non rappresentano solo una risposta al lavoro ma rappresentano anche una vicinanza al giovane disoccupato, vadano decentrati a partire da dove ci sono dati sulla disoccupazione più elevati e quindi saremo a disposizione per questo obiettivo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.

Interrogazione a risposta immediata n. 219 presentata il 21 luglio 2016 dai consiglieri Negro, Casali, Conte e Bassi "LA REGIONE SI ATTIVI SUBITO PER BLOCCARE ESUBERI E LICENZIAMENTI ALLA FERROLI"

"Premesso che si è recentemente appresa la notizia che alla ditta Ferroli di San Bonifacio in Provincia di Verona risulterebbero 536 possibili esuberi nel nuovo organigramma aziendale.
Considerato che:
- il colosso del calore veronese si trova in crisi finanziaria da anni;
- ad aprile 2015 il governatore uscente e poi riconfermato, Luca Zaia, aveva dichiarato nel periodo di campagna elettorale che, in merito alle difficoltà che stava attraversando la Ferroli "Al tavolo con le banche la Regione farà da garante" facendo visita al presidio permanente dei dipendenti, a San Bonifacio, e affermando: "Il nostro obiettivo non è la mobilità ma dare a voi e alle famiglie un nuovo futuro";
- già lo scorso anno si ventilavano esuberi e licenziamenti aziendali e Zaia, accompagnato da una decina di compagni di partito, alleati di governo e candidati al Consiglio regionale, aveva dichiarato ai dipendenti e a Paola Ferroli, allora neo presidente dell'azienda, la disponibilità ad aprire un tavolo con "Veneto Sviluppo" per risolvere i problemi, definendo gli ammortizzatori sociali "una battaglia d'ufficio" e annunciando l'attivazione di un piano industriale attraverso la finanziaria "Veneto Sviluppo";
- ad oggi la situazione non è ancora stata risolta ma anzi si prospettano 536 possibili esuberi senza che alcun intervento concreto sia stato realizzato da parte della Regione e della maggioranza che la governa.
Ritenuto che sia quanto mai necessario e urgente avviare un tavolo di lavoro con le istituzioni del territorio, della giunta regionale e del governo nazionale per scongiurare l'ipotesi degli oltre 500 esuberi e licenziamenti, eventualità drammatica per molte famiglie veronesi.
I sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per sapere se intenda attivarsi con i vertici aziendali e gli enti territoriali ed istituzionali per bloccare e rivedere l'ipotesi degli oltre 500 esuberi."
La consigliera Giovanna Negro la dà per illustrata.
La parola all'assessora Elena Donazzan.

Ass.ra Elena DONAZZAN (Forza Italia)

Grazie, Presidente
"L'attenzione della Regione del Veneto per la vicenda riguardante Ferroli S.p.A. è costante da diverso tempo, in particolare attraverso la propria Unità di Crisi. Nel 2015 è stata garantita collaborazione al Ministero dello Sviluppo Economico, partecipando ai vari tavoli ministeriali che sono stati convocati; è stato sensibilizzato Veneto Sviluppo al fine di un coinvolgimento per valutare eventuali forme di supporto economico al Gruppo Ferroli. La Regione ha quindi dato la propria disponibilità ad attivare gli strumenti di politica attiva in favore dei lavoratori (percorsi di potenziamento delle competenze dei lavoratori ed eventuali percorsi di outplacement), che sono stati espressamente previsti nell'accordo per la Cassa Integrazioni Guadagni Straordinaria del 9 dicembre 2015. Vi è stata un'attività di raccordo costante e continuo con il Gruppo e le Organizzazioni Sindacali finalizzata al monitoraggio della situazione e alla calendarizzazione degli incontri per l'attivazione degli strumenti regionali disponibili. Si è svolta anche un'attività di raccordo con le istituzioni locali, in particolare con la costituzione, a ottobre 2015, del Consiglio di Sorveglianza Socio Istituzionale del Gruppo Ferroli (Alano di Piave), secondo un modello che sarà ora proposto anche ai comuni del veronese per la gestione della crisi che si è aperta a luglio 2016 con la presentazione di un piano industriale che prevede un consistente numero di esuberi. Infine, per settembre 2016, la Regione convocherà il Tavolo regionale sulla crisi di Ferroli. La vicenda è seguita con la massima attenzione."
Aggiorno i Colleghi firmatari perché questa è una risposta portata in Giunta il 29 agosto. Gli aggiornamenti sono: questa mattina c'è stato un incontro dell'Unità di Crisi con Veneto Sviluppo e l'amministrazione di Ferroli. Un incontro riservato ma per garantire la massima conoscenza delle informazioni e delle scelte.
Aggiorno che su Alano di Piave la scelta è stata di chiudere definitivamente lo stabilimento. La Regione del Veneto ha finanziato in parte il piano di outplacement, a cui hanno già dato adesione 70 lavoratori su 120; di questi 120 quasi una ventina, 18 nello specifico, sono formalmente dentro la procedura di Ferroli ma stanno lavorando in un'altra realtà produttiva.
Verona è la realtà che ci preoccupa di più, cioè San Bonifacio. L'Amministrazione sta riorganizzando e sta tenendo costantemente informate le organizzazioni sindacali e questa mattina abbiamo ragionato di come poter essere utili. Quindi, Alano di Piano seguirà la sua strada e per San Bonifacio attiveremo il medesimo Comitato di sorveglianza; nel frattempo abbiamo fatto una riunione plenaria a settembre con tutte le parti.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elena Donazzan.
La parola alla consigliera Giovanna Negro.

Giovanna NEGRO (Il Veneto del Fare)

Grazie, Presidente.
Grazie Assessore.
Questa interrogazione l'ho fatta qualche anno fa quindi è datata, capisco anche la risposta e mi dichiaro soddisfatta.
Ritengo opportuno fare un inciso: si parla di 400 esuberi su San Bonifacio. È un numero veramente importante per la nostra zona anche per la qualità delle persone che sono coinvolte. Hanno una istruzione molto spesso limitata alla terza media e pertanto di difficile ricollocazione. Il fatto di aver intrapreso dei corsi di formazione sicuramente è uno strumento che condivido appieno. Ritengo doveroso attivare questo tavolo per confrontarsi caso per caso, in quanto avremo anche molti casi sociali da coinvolgere. Quindi ci sarà un lavoro del sociale anche importante. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Giovanna Negro.

Interrogazione a risposta immediata n. 170 presentata il 5 maggio 2016 dal consigliere Ruzzante: "QUANDO VERRANNO EROGATI I CONTRIBUTI REGIONALI PER GARANTIRE LA REGOLARE PROSECUZIONE DEI SERVIZI NEGLI ASILI NIDO 'PAOLO DE NICOLA' DI CITTADELLA (PD) E 'ARCOBALENO' DI TOMBOLO (PD)?"

"Premesso che:
- l'associazione "Arcobaleno" gestisce due asili nido presenti sul territorio padovano: si tratta del 'Paolo De Nicola' di Cittadella e del 'Arcobaleno' di Onara di Tombolo;
- per tale attività la suddetta associazione attende dalla Regione Veneto lo sblocco di contributi già assegnati;
- per l'asilo 'Paolo De Nicola' devono ancora essere liquidati 38.713,19 euro per l'anno 2014 (come stabilito con DDR n. 166 del 02.12.2014) oltre a 25.674,05 per l'anno 2015 (come stabilito con DGR n. 2012 del 23.12.2015). Per l'asilo 'Arcobaleno' invece devono ancora essere liquidati 18.077,40 euro per l'anno 2015 (come stabilito con DGR n. 2012 del 23.12.2015);
- complessivamente le mancate erogazioni di fonte regionale ammontano a 82.464,64 euro. Oltre a queste, l'associazione Arcobaleno attende lo stanziamento di contributi da fondi statali per altri 13.762,49 euro;
- in totale l'associazione deve ancora ricevere risorse pari a 96.227,13 euro.
Considerato che l'esposizione economica in cui si trova la suddetta associazione rischia di metterne in discussione la sopravvivenza e ha già portato ad un ritardo di due mensilità nel pagamento degli stipendi al personale qualificato dei due asili nido. E' evidente che, a cascata e nel prolungarsi delle mancate erogazioni, a risentirne negativamente sia il servizio. Il tutto, penalizzando ingiustamente i piccoli ospiti delle strutture e le loro famiglie.
Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere regionale
chiede alla Giunta regionale
quando verranno erogati i contributi di competenza regionale all'associazione Arcobaleno, in modo da garantire sia la regolare prosecuzione dei servizi nei due asili nido sopracitati sia il pagamento degli stipendi al personale qualificato."
Il consigliere Ruzzante la dà per illustrata.
La parola all'assessore Manuela Lanzarin.

Ass.ra Manuela LANZARIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"Con DDR n. 166 del 2.12.2014 sono stati assegnati al Comune di Cittadella (PD) per l'asilo nido "Paolo de Nicola" € 38.713,19, di cui già erogato un anticipo di € 15.143,79 con mandato di pagamento n. 635 del 16.2.2016.
Con DDR n. 2 del 30.12.2015 sono stati assegnati € 25.674,05, già erogati con mandato di pagamento n. 4246 del 11.5.2016.
Con successivo DDR n. 56 del 30.12.2015 sono stati assegnati ulteriori € 8.071,58, già erogati con mandato di pagamento n. 6040 del 27.5.2016.
Relativamente alla Parrocchia S. Biagio di Onara di Tombolo, per il nido integrato "Arcobaleno" sono stati assegnati con DDR n. 166 del 2.12.2014 € 28.474,44, di cui erogato un anticipo di € 11.138,53 con mandato di pagamento n. 649 del 17.2.2016.
Con DDR n. 2 del 30.12.2015 sono stati assegnati € 18.077,40, già erogati con mandato di pagamento n. 4734 del 13.5.2016.
Con successivo DDR n. 56 del 30.12 2015 sono stati poi assegnati ulteriori € 5.690,91, già erogati con mandato di pagamento n. 6484 del 3.6.2016.
Per quanto riguarda il saldo del DDR n. 166 del 2014, si è provveduto con DDR n. 50 del 31.08.2016."
Rispetto all'interrogazione sappiamo che c'è stato un po' di concausa anche in Consiglio regionale per cui non abbiamo dato pronta risposta. Comunque ad oggi tutti i contributi relativi ai nidi 2015 e quello che mancava del 2014 sono stati liquidati, quindi siamo andati a pareggio. Poi do anche il resoconto con il mandato, il riferimento temporale e l'importo.
Siamo andati a pareggio per quanto riguarda l'erogazione 2015 e 2014, stiamo iniziando quella relativa al 2016. Sono già stati presentati i decreti e quant'altro. Dovremo tornare in linea, perché sappiamo che il 2015, causa decreto 118, causa un po' riorganizzazione della struttura, ha subito dei ritardi.
Ora dovremo tornare in linea come erano le erogazioni negli anni precedenti.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Manuela Lanzarin.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Questa interrogazione è stata fatta il 5 maggio 2016 quando il problema era di queste dimensioni. Il problema non è che si è del tutto risolto ancora oggi. È vero che sono stati erogati quei fondi a cui facevo riferimento nell'interrogazione, però adesso si sono accumulati i ritardi del 2016.
Mi auguro che quanto è stato detto e preannunciato delle risorse che possano essere utilizzate per i pagamenti, in particolar modo nel campo del sociale e della sanità, possano in qualche modo risolvere il problema. Non possiamo pagare, come avveniva fino a pochissimo tempo fa, a 36 mesi o a 30 mesi o a 26 mesi o a 24 mesi. Stiamo parlando di servizi alla persona che devono essere erogati con una puntualità estrema e che devono essere erogati mese per mese.
Un conto è una azienda che fa dei lavori pubblici, ha un giro d'affari e di risorse dentro le quali programma i ritardi dei pagamenti della Pubblica Amministrazione e comunque abbiamo tentato di ridurre anche quei tempi di pagamento; altra cosa è il servizio individuale alla persona. Non è che il ritardo può riverberarsi addosso alle persone, in questo caso ai bambini addirittura di due asili nido. Quelli a cui facevo riferimento erano il Paolo De Nicola di Cittadella e l'Arcobaleno di Tombolo.
Mi auguro di non dover più fare interrogazioni di questo tipo. Il pagamento nei confronti di questi servizi deve avvenire in tempi saggi, in tempi giusti. Non è che si pretende che venga pagato il giorno prima dell'erogazione del servizio, però non possono trascorrere mesi. Io ho fatto l'interrogazione il 5 maggio 2016 su contributi di gennaio 2014. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.

Interrogazione a interrogazione immediatamente n. 234 presentata il 14 settembre 2016 dal consigliere Dalla Libera "PERCHÉ LA REGIONE NON LIQUIDA IL SALDO DEL CONTRIBUTO CONCESSO NEL 2014 ALL'ENTE DENOMINATO MICRONIDO SCARABOCCHIANDO CON SEDE IN ODERZO (TV)?"

"Premesso che:
- con decreto n. 166 del 02/12/2014, la Regione Veneto ha concesso all'ente denominato Micronido Scarabocchiando con sede in Oderzo (TV) € 17.933,13 per l'attività ordinaria 2014;
- di quel contributo la Regione Veneto ha disposto con DGR N. 2157 del 18.11.2014 a favore del suddetto ente il pagamento della somma di € 7.015,02 lordi, con ritenute di euro 280,60 per un netto di euro 6.734,42 (Avviso emissione mandato N. 0000595/0000005 esercizio 2016) con la seguente causale: "Assegnazione dei contributi in conto gestione per l'anno 2014 a favore dei servizi per la prima infanzia riconosciuti dalla Regione del Veneto, ai sensi della L.R. n. 32/1990 , L.R. n. 2/2006 e la L.R. n. 22/2002 ";
- considerato che a tutt'oggi il saldo dell'attività dell'anno 2014 di € 10.918,11 non è stato erogato all'ente Micronido Scarabocchiando.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale
chiede al Presidente della Giunta regionale
quali azioni urgenti intenda adottare per liquidare al più presto la pratica non ancora evasa, erogando il contributo già concesso."
La parola al consigliere Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)

Grazie, Presidente.
Mi riporto all'interrogazione, la richiesta era un sollecito per il versamento di questo contributo a questa associazione che ne ha bisogno. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Dalla Libera.
La parola all'assessora Lanzarin.

Ass.ra Manuela LANZARIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"Con DDR n. 166 del 2.12.2014 è stato assegnato alla società "I colori di Betty and Claire", quali gestori del Micronido Scarabocchiando di Oderzo (TV), un contributo pari ad € 17.933,13, di cui già erogato un anticipo di € 7.015,02 con mandato di pagamento n. 595 del 15.2.2016.
Per quanto riguarda il restante saldo pari ad € 10.918,11, si è provveduto con liquidazione di spesa n. 12488 del 14.9.2016."
A questa struttura è stato dato il primo acconto e adesso è stato saldato anche il secondo accanto, perché si parlava di fondi 2014 che erano stati accantonati per le motivazioni che ho detto prima.
Ricollegandomi a quello che ha detto il collega Ruzzante, condivido, nel senso che sicuramente non possiamo permetterci quello che è successo a cavallo 2014-2015, quindi con le ripercussioni nel 2016. Io ho trovato anche una modalità troppo farraginosa perché c'è un rimpallo tra i servizi sociali, la ragioneria, etc.. Adesso c'è anche la nuova organizzazione. Cerchiamo di alleggerire l'istruttoria della singola domanda e stiamo valutando, anche se non è facile, di trovare qualche altro modo di erogazione che sia più snello rispetto a quella che può essere in capo alla struttura regionale. Stiamo facendo i ragionamenti proprio per ovviare a tutti i problemi che si sono verificati.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Manuela Lanzarin.
La parola al consigliere Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)

Grazie, Presidente.
Grazie per la risposta e grazie per avere provveduto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Dalla Libera.

Interrogazione a risposta immediata n. 156 presentata Il 14 aprile 2016 dal consigliere Ruzzante "IL PROGETTO MOLINO ROSSETTO È DAVVERO UTILE PER I CITTADINI E PER IL TERRITORIO DEL COMUNE DI PONTELONGO (PD)?"

"Premesso che:
- nel marzo 2015 la Giunta comunale di Pontelongo (PD) ha sottoscritto un "preaccordo" con la famiglia proprietaria del Molino Rossetto Spa per l'avvio di un progetto di recupero e riqualificazione dell'area in cui ha sede lo stabilimento dell'azienda. Il progetto prevede lo spostamento dell'attività artigianale in un'altra zona e la conversione della cubatura esistente in residenziale, previa bonifica dell'area;
- per la famiglia Rossetto, proprietaria dell'azienda da cinque generazioni, l'accordo rappresenta una scelta strategica per un rinnovamento della produzione con nuove tecnologie, realizzabile solo attraverso un ampliamento dello stabilimento;
- per il Comune di Pontelongo il progetto risolverebbe i problemi del traffico pesante e delle emissioni inquinanti derivanti dalle attività dell'azienda.
Considerato che:
- il progetto prevede la realizzazione di uno stabilimento molto più ampio a circa duecento metri dall'attuale e in un'area residenziale in cui sono presenti numerose abitazioni civili. Di conseguenza i livelli acustici e le emissioni di sostanze inquinanti, che da anni arrecano notevoli disagi e problemi ai residenti, non subiranno alcuna riduzione. Anche il volume del traffico pesante resterà inalterato senza i necessari interventi sulla viabilità del territorio interessato;
- numerosi cittadini del Comune di Pontelongo esprimono preoccupazione e perplessità in ordine al suddetto progetto e chiedono un intervento delle istituzioni pubbliche affinché sia sospesa ogni decisione nel merito.
Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere regionale
chiede alla Giunta regionale
se non ritenga opportuno intervenire nelle sedi competenti affinché sia sospesa ogni decisione in merito al progetto Molino Rossetto, le cui criticità e incongruenze rischiano di danneggiare i cittadini e il territorio del Comune di Pontelongo."
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Mi rendo conto che fare interrogazioni su questi temi è sempre delicato perché trattasi di attività lavorative e in una fase delicata come questa bisogna sempre in qualche modo promuoverle. Il problema è la collocazione. Stiamo discutendo all'interno della Seconda Commissione Ambiente il tema del consumo zero di territorio, è fondamentale che le attività di impresa non vadano in contrasto con i diritti di una popolazione.
Qui stiamo parlando di un territorio come quello di Pontelongo, che è in aperta campagna, ci sono distese infinite di territorio che possono essere utili anche alle attività imprenditoriali; siamo invece a proporre o a riproporre una ipotesi di allargamento di una attività produttiva nel centro di Pontelongo, erano collocazioni antiche, vecchie, che avevano un senso 30, 40, 50 anni fa. Oggi, onestamente, bisogna pensare che queste attività non vadano in contrasto con i diritti della popolazione dal punto di vista ambientale, dal punto di vista delle emissioni acustiche o delle emissioni di sostanze inquinanti. Quindi credo che si possano contemplare tutti e due i diritti: i diritti all'attività di impresa, ma anche il diritto alla popolazione di non vedersi nei centri storici dei paesi e dei comuni attività che rischiano di andare in contrasto con i diritti dei cittadini.
Me l'hanno sollevata più volte i cittadini del Comune di Pontelongo, mi auguro che la Giunta dia un segnale in questa direzione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
La parola all'assessore Corazzari.

Ass.re Cristiano CORAZZARI

Grazie, Presidente.
"In relazione alla sopracitata interrogazione n. 156/2016 si rileva che, da informazioni assunte presso l'Ufficio Tecnico Comunale di Pontelongo (PD) risulta che con deliberazione della Giunta comunale di Pontelongo n. 19 del 10 marzo 2015 "Approvazione preaccordo con "Molino Rossetto S.P.A e direttive al responsabile dell'area di posizione "LLPP. Manutenzioni ed edilizia privata" sono stati disciplinati gli incontri e le trattative che potranno essere avviate tra il Comune e la Ditta "Molino Rossetto S.P.A" che in data 22 dicembre 2004 ha presentato un'istanza volta ad attivare uno studio di accordo di programma ai sensi degli artt. 6-7 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 .
Il succitato preaccordo è stato firmato in data 31 marzo 2015. Successivamente al Comune di Pontelongo (PD) è pervenuta una proposta di accordo procedimentale attualmente ancora in fase di valutazione.
L'accordo verrà successivamente esaminato con la Provincia di Padova quale Ente competente alla gestione della pianificazione urbanistica.
Va rammentato infatti che con deliberazione 29 dicembre 2009 n. 4234, ai sensi dell'art. 23 della l.r. n. 11/2004 , la Giunta regionale ha approvato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P.) della Provincia di Padova e, per effetto di tale provvedimento, le competenze urbanistiche sono state trasferite alla stessa a partire dalla sopraccitata data di approvazione, per cui Consigliere interrogante potrà rivolgersi, per eventuali ulteriori informazioni e/o osservazioni, alla Provincia di Padova."
Quindi c'è l'accordo del Comune e ora la questione urbanistica è in capo alla provincia di Padova.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Corazzari.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Ovviamente, Assessore, non mi sfugge che le competenze dal punto di vista urbanistico spettano alla provincia di Padova, però lei dovrebbe spiegarmi perché stiamo discutendo un provvedimento, su proposta addirittura del Presidente della Giunta regionale, per il consumo zero di suolo? Perché se le competenze sono delle province dovremo discuterlo nelle sette province del Veneto.
È evidente che c'è un atto di indirizzo urbanistico che spetta ancora, per fortuna, alla Giunta regionale. Lo vedremo alla fine di quell'iter, ma sono abbastanza fiducioso, cioè sono convinto che si possa arrivare ad una discreta, buona, legge che impedisca il continuo consumo di territorio.
Tra l'altro abbiamo anche degli strumenti per poter andare a fare una verifica: l'ARPAV, per esempio, che io ho più volte sollecitato su questo caso specifico per andare a verificare.
A volte non sempre i cittadini o i comitati hanno ragione, qualche volta esagerano la situazione. Siccome ritengo che in questo a caso a Pontelongo non stiano esagerando, forse una misurazione dell'ARPAV dei rumori, delle polveri e degli agenti inquinanti su quel territorio credo sarebbe una cosa utile. Poi discuteremo con il Comune di Pontelongo e con la provincia di Padova l'autorizzazione a questo eventuale allargamento dell'attività produttiva.
Non mi dichiaro per nulla soddisfatto della sua risposta, mi dispiace, ma ci sono degli strumenti che la Regioni può mettere in campo per regolamentare le attività produttive e per regolamentare il consumo di suolo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.

Interrogazione a risposta immediata n. 176 presentata il 13 maggio 2016 dai consiglieri Zanoni, Zottis, Ruzzante e Guarda "SOSTANZE PERFLUOROALCHILICHE PFAS: LA GIUNTA REGIONALE QUANDO INTENDE DEFINIRE I VALORI LIMITE DI EMISSIONE COME PREVISTO DALLA NORMATIVA STATALE?"

"Premesso che
la Regione del Veneto, sulla base dell'articolo 101 del decreto legislativo Il. 152/2006 e nell'esercizio della sua autonomia, può definire valori limite di emissione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) diversi da quelli indicati nell'allegato 5 della parte terza del suddetto provvedimento. In particolare, tenendo conto dei carichi massimi ammissibili e delle migliori tecniche disponibili, può stabilire valori limite per ogni sostanza inquinante e per gruppi o famiglie di sostanze affini sia in concentrazione massima ammissibile, sia in quantità massima per unità di tempo;
- con il decreto legislativo n. 172/2015 il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) ha recepito la direttiva europea nei termini previsti e ha fissato gli standard di qualità ambientale nei corpi idrici superficiali anche per quanto riguarda la presenza delle sostanze PFAS;
- la Regione del Veneto sulla base delle succitate disposizioni è nelle condizioni di definire i valori limite di emissione delle sostanze perfluroalchiliche per garantire il raggiungimento degli obiettivi di qualità nei corpi idrici regionali;
Tenuto conto che:
- il MATTM, con nota prot. 2309 del 19 febbraio 2015, aveva già dato indicazioni alla Regione del Veneto affinché una volta definiti gli standard di qualità ambientali per i PFAS potesse definire autonomamente i limiti di emissione in applicazione dell'articolo 101 del D.Lgs n. 152/2006;
- lo schema di decreto ministeriale di recepimento della Direttiva 2014/80/UE, che modifica la Direttiva 2006/118/CE sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento, ha definito i valori soglia sui PFAS;
- tale schema di provvedimento è stato inviato, con nota prot. n. 6538 dell'il aprile 2016, al Ministero dello Sviluppo economico e al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La conclusione dell'iter legislativo è prevista entro la scadenza stabilita dalla citata direttiva (luglio 2016).
Tutto ciò premesso
i sottoscritti consiglieri regionali interrogano la Giunta regionale
per sapere quando definirà finalmente senza ulteriori ritardi i valori limite di emissione delle sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) come previsto dalla normativa statale."
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Si tratta di sostanze perfluoroalchiliche. Questa è una interrogazione datata maggio 2016. Da maggio 2016 a novembre sono intercorsi dei provvedimenti. L'interrogazione chiedeva alla Regione Veneto, in base a determinate disposizioni del Ministero dell'ambiente, se è nelle condizioni di definire valori limite di emissione di sostanze perfluoroalchiliche e attuare questi provvedimenti.
Lo stesso Ministro dell'ambiente con una nota del 19 febbraio aveva dato indicazione alla Regione Veneto affinché una volta definiti gli standard di qualità ambientale per i PFAS – sostanze perfluoroalchiliche - venissero definitivamente stabiliti in modo autonomo i limiti di emissione in applicazione dell'articolo 101 del decreto legislativo 152.
C'era anche uno schema di decreto ministeriale. Questo schema era stato inviato alla Regione nell'aprile del 2016; nel frattempo, però, sono intervenuti i Ministeri competenti e anche gli uffici della Regione Veneto che hanno provveduto ad adottare alcune limitazioni prevedendo alcuni limiti per quanto riguarda queste sostanze perfluoroalchiliche. Limiti che sono stati anche considerati di manica larga da più di qualcuno. Nonostante ciò sono stati oggetto, per quanto riguarda i documenti che li hanno istituiti, di interventi da parte della stessa azienda che è nell'occhio del ciclone, cioè la Miteni, e anche da altre sono stati oggetto di ricorsi al TAR e quindi la situazione si è evoluta.
La domanda non è più attuale perché era: questi limiti verranno previsti dalla Regione Veneto? Adesso sarebbe utile sentire il responso di questi tribunali.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.
La parola all'assessore Bottacin.

Ass.re Gianpaolo Enrico BOTTACIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"La questione afferisce al problema della presenza di sostanze alchiliche perfluorate (PFAS) e derivati con composizione chimica simile, nelle acque superficiali e sotterranee, in parte anche destinate al consumo umano, in particolare nell'area della Provincia di Vicenza, del distretto industriale di Valdagno e della Valle del Chiampo, nonché di una serie di Comuni limitrofi appartenenti alle Province di Padova e Verona.
A tale proposito va evidenziato, come già più volte ribadito in molteplici occasioni in risposta a precedenti interrogazioni consiliari in materia che, in seguito alle segnalazioni pervenute con la documentazione dei risultati della prima ricerca esposta dall'IRSA-CNR nel 2013, la Giunta regionale si è immediatamente attivata per avviare le opportune indagini nei territori interessati, coinvolgendo con tempestività innanzitutto l'ARPAV. L'Agenzia regionale si è quindi prontamente adoperata per effettuare le necessarie analisi territoriali ed approfondire la conoscenza del fenomeno, nonché per organizzare un'efficace azione di monitoraggio delle falde acquifere, con particolare riferimento ai punti di utilizzo della risorsa idrica a fini potabili. Va segnalato che ARPAV ha sollecitamente ricercato e messo a disposizione anche un'adeguata metodica analitica per la ricerca di tali composti, altrimenti non disponibili – in Italia non disponibili dal Ministero - ed è subito stato messo in sicurezza il Servizio Idrico Integrato mediante interventi impiantistici atti a garantire la qualità dell'acqua potabile erogata. – Sottolineo che questa problematica dei PFAS riguarda anche moltissime altre Regioni d'Italia che a oggi non si sono attivate minimamente, per esempio la Toscana. -
Con tali premesse, i cui elementi conoscitivi sono già stati più volte esposti negli atti della Giunta regionale, relativamente ai quesiti posti con l'interrogazione in oggetto, si evidenzia quanto segue:
- Ai sensi dell'art. 101 comma 2 del D.Lgs. 152/2006, le Regioni possono stabilire valori limite di emissione diversi, in senso più restrittivo, da quelli di cui all'allegato 5 alla parte III del decreto stesso, mentre la competenza per l'individuazione di limiti per sostanze diverse da quelle elencate nel succitato allegato 5 è di competenza del MATTM (Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare) e la loro applicazione andrebbe necessariamente riferita all'ambito nazionale. A conferma del fatto che la fissazione dei limiti compete al Governo, il MATTM, a seguito di numerosi solleciti da parte della Regione del Veneto, ha modificato con il DM n. 172 del 13/10/2015, pubblicato nella G.U. il 27/10/15, che di conseguenza è in vigore dal 11/11/15, l'allegato 1 alla parte terza del D.Lgs. 152/06, definendo nuovi SQA (standard di qualità ambientale) o modificando i valori di riferimento per quelli precedentemente individuati. Il decreto però considera solo 6 sostanze della famiglia PFAS: PFBA, PFPeA, PFHxA, PFBS, PFOA (tab 1/B: Standard di qualità ambientale sostanze non appartenenti all'elenco di priorità) e PFOS (tab 1/A Standard di qualità ambientale per le sostanze pericolose prioritarie): mancano quindi all'appello tutte le altre sostanze della famiglia dei PFAS, inoltre si riferisce alle sole acque superficiali, quindi non si applica alle acque sotterranee. Il decreto in parola non stabilisce i limiti allo scarico finalizzati al conseguimento degli SQA.
- Pur avendo fissato il MATTM solamente gli SQA per le sostanze PFAS, da ritenersi esclusivamente prodromici alla fissazione di valori limite ai singoli scarichi, il Direttore dell'Area Tutela e Sviluppo del Territorio della Regione Veneto, con Decreto n. 5 del 22/07/2016 ha provveduto a stabilire nuovi limiti allo scarico per il collettore A.Ri.C.A. analoghi a quelli proposti dall'ISS (Istituto Superiore di Sanità) con nota prot. 0009818 del 06/04/2016, come imposto dal MATTM con nota prot. n. 0013824 del 20/07/2016.
Si evidenzia quindi che la Regione Veneto ha provveduto, per l'autorizzazione allo scarico di propria diretta competenza, a fissare limiti di emissione specifici per tutte le sostanze PFAS.
Con riguardo alle previsioni normative nazionali, che hanno prodotto il DM 172/15 ed il successivo DM 06/07/2016, si ricorda quanto segue:
- La nota del MATTM prot. n. 2309 del 19/02/15 non poteva riferirsi al DM 172/2015, posteriore di quasi 8 mesi;
- Sia il DM 172/15, che fissa gli SQA per alcune sostanze PFAS nelle acque superficiali, che il DM 06/07/16 che fissa gli SQA per alcune sostanze PFAS nelle acque sotterranee e di transizione/costiere, sottendono la disciplina generale, che prevede un percorso preventivo di monitoraggio della durata di 12 mesi seguito dalla analisi specifica delle fonti di pressione, cui può far seguito, qualora necessario, la fissazione di limiti specifici per ciascun corpo idrico. Tale attività è in corso con la collaborazione di ARPAV.
Si evidenzia infine come il MATTM, che ha avuto notizia dell'inquinamento da PFAS ben prima della Regione Veneto, negli ultimi tre anni non abbia mai ritenuto necessario fissare limiti allo scarico per le sostanze PFAS."
Ribadisco per la centocinquantesima volta che come dice il decreto legislativo è il Governo che deve mettere i limiti e noi l'abbiamo chiesto fin da subito. Lo chiedeva perfino l'ex assessore Conte!

PRESIDENTE

Grazie, assessore Bottacin.
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Assessore, ho seguito l'evolversi della vicenda e i successivi atti che sono intercorsi sia da parte del Ministero sia da parte della Regione. Adesso sarebbe comunque utile da parte della Regione difendere quegli atti perché ci sono più ricorsi, mi pare addirittura siano 5. Ce ne sono al Magistrato superiore alle Acque, al TAR del Veneto e addirittura anche un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Tutti contro queste misure.
Tanto per puntualizzare. Anche in altre Regioni ci sono problemi e non ci sono stati provvedimenti tempestivi per quanto riguarda i limiti. Purtroppo il caso Veneto è il caso più eclatante per quanto riguarda la vastità, l'entità e anche le percentuali di concentrazione, perché nelle altre Regioni sono casi più puntuali. Nel nostro, purtroppo, abbiamo il coinvolgimento di decine di comuni e addirittura in un'area con un plume inquinante della falda acquifera che investe addirittura tre province: Vicenza, Verona e Padova.
Sarà interessante se potrà aggiornarci sull'esito di tutti questi ricorsi contro questi atti che hanno messo questi primi limiti. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.

Interrogazione a risposta immediata n. 194 presentata il 23 giugno 2016 dal consigliere Dalla Libera "PERCHÉ LA REGIONE NON LIQUIDA IL CONTRIBUTO SPETTANTE AL COMUNE ODERZO (TV) - GRUPPO COMUNALE DI PROTEZIONE CIVILE?"

"Premesso che:
- con DGR n. 2415 del 16/12/2013 e n. 2809 del 29/12/2014: "Protezione Civile. Concessione di contributi per il potenziamento delle attività di Protezione Civile sul territorio regionale", è stato approvato il piano di potenziamento del Sistema Regionale di Protezione Civile ed è stata approvata la graduatoria di merito e il finanziamento dei progetti;
- il Comune di Oderzo (TV) - Gruppo Comunale di Protezione Civile è tra gli Enti beneficiari della succitata graduatoria;
- con DGR n. 104 del 24/09/2015, la Regione Veneto ha approvato di liquidare la somma di € 11.979,01 quale primo acconto pari al 50% del contributo assegnato.
Considerato che a tutt'oggi la somma non è stata erogata.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale
chiede al Presidente della Giunta regionale
quali misure urgenti intenda adottare per erogare il contributo suddetto già concesso."
La parola al consigliere Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)

Grazie, Presidente.
Mi richiamo all'interrogazione e sono a ribadire la richiesta.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Dalla Libera.
La parola all'assessore Bottacin.

Ass.re Gianpaolo Enrico BOTTACIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"Con Deliberazione di Giunta regionale n. 2415 del 16 dicembre 2013 è stato approvato un bando per l'assegnazione di contributi alle Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile iscrittesi all'Albo regionale dei gruppi volontari di Protezione Civile tra il 01.01.2011 e il 31.12.2013 per la realizzazione di progetti finalizzati al potenziamento e incremento delle dotazioni ad uso di emergenza.
Con Deliberazione di Giunta Regionale n. 2809 del 29 dicembre 2014 è stata approvata la graduatoria di merito ed il finanziamento dei progetti, presentati dalle Organizzazioni di Volontariato, per un totale complessivo di € 1.030.382,23.
Alla posizione n. 19 è risultato il Comune di Oderzo (TV) - Gruppo Comunale di Protezione Civile, con un contributo di € 23.958,02.
Con Decreto del Direttore della Sezione Protezione Civile n. 104 del 24 settembre 2015 è stata disposta la liquidazione del primo acconto del 50% per un importo di € 11.979,01.
La liquidazione è stata disposta con n. 23352 del 20 novembre 2015 e, appena avuta la disponibilità di cassa, si è proceduto con il mandato di pagamento n. 8730 del 23 giugno 2016.
Al Comune di Oderzo ne è stata data ufficiale comunicazione con nota regionale prot. n. 255136 del 30 giugno 2016."

PRESIDENTE

Grazie, assessore Bottacin.
La parola al consigliere Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)

Grazie, Presidente.
Assessore, volevo chiedere: sono state pagate tutte e due le rate?
La prima e anche la seconda, o solo la prima?
Appena c'è la disponibilità di cassa ci sarà la seconda. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Dalla Libera.

Interrogazione a risposta immediata n. 211 presentata il 14 luglio 2016 dal consigliere Dalla Libera " LA REGIONE HA PROVVEDUTO A VERSARE LE SOMME PREVISTE ALLE COMUNITÀ DEL VENEZIANO COLPITE DAL TORNADO L'8 LUGLIO 2015?"

"Premesso che:
- l'8 luglio 2015 si è abbattuta una tromba d'aria con venti a 300 km l'ora in Riviera del Brenta che ha colpito le zone di Dolo, Pianiga, Mira, Arino, Sambruson, Cazzago e altre provocando devastazione, danni ingentissimi, feriti e una vittima;
- la Regione Veneto ha stanziato diversi milioni di euro per far fronte agli enormi danni derivati ai Cittadini, all'apparato produttivo ed economico della Riviera e al patrimonio delle ville venete.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale
chiede al Presidente della Giunta regionale
se ha provveduto a versare le somme previste a sostegno delle comunità del veneziano colpite dal tornado e in caso negativo indichi quali misure urgenti intenda promuovere per provvedere a un tempestivo versamento."
La parola al consigliere Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)

Grazie, Presidente.
La questione è nota, è il tornado del luglio 2015. Volevo chiedere a che punto era l'erogazione dei contributi e degli aiuti alle popolazioni coinvolte.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Dalla Libera.
La parola all'assessore Bottacin.

Ass.re Gianpaolo Enrico BOTTACIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"Come noto l'8 luglio 2015 si sono verificati eventi atmosferici eccezionali di notevole intensità che hanno colpito il Veneto e principalmente il territorio dei Comuni di Dolo, Mira e Pianiga, causando ingenti danni alle infrastrutture pubbliche, alle civili abitazioni, ai beni mobili, alle attività produttive ed all'agricoltura.
In prima risposta alla suddetta situazione di emergenza sono state rimborsate spese per interventi di prima emergenza a favore dei Comuni colpiti, per la somma di €. 971.593,94, a valere sulle risorse stanziate dal bilancio regionale, capitolo 102110 "Fondo regionale di protezione civile, trasferimenti correnti" di cui alla deliberazione di giunta regionale n. 845 del 9 luglio 2015.
Con la Legge Regionale n. 13 del 22 luglio 2015 sono state destinate, altresì, risorse per € 3.000.000,00 al fine di consentire la realizzazione degli interventi necessari a fronteggiare l'emergenza, con priorità agli interventi di ricostruzione e di ristrutturazione degli immobili privati ubicati nei Comuni della Riviera del Brenta colpiti da tali eventi; le suddette risorse sono state successivamente allocate nel capitolo di spesa n. 102449 denominato "interventi per fronteggiare l'emergenza causata dagli eccezionali eventi meteorologici del giorno 8 luglio 2015".
Con deliberazione della Giunta Regionale n. 1858 del 16 dicembre 2015, sono stati definiti i criteri e le modalità procedurali per l'erogazione dei contributi regionali a favore di privati finalizzati al ripristino dei danni causati dagli eventi in argomento, coerentemente con le finalità fissate dalla Legge Regionale n. 4/97 e smi.
In particolare, per quanto attiene al riparto dei fondi regionali di cui alla L.R. n. 13/2015 , la citata DGR n. 1858/2015 e relativo Allegato A definisce i seguenti criteri: a) abitazione non principale nella percentuale del 10% del danno come determinato dalla medesima DGR, entro il limite massimo di € 77.461,00; b) abitazione principale nella percentuale stimata in prima istanza del 15.66% del danno come determinato dalla medesima DGR, entro il limite massimo di € 77.461,00, per singola abitazione, la cui determinazione definitiva è demandata al Direttore della Sezione Sicurezza e Qualità, all'esito della precisa quantificazione, da parte dei Comuni di Mira, Dolo e Pianiga, della stima dei danni rapportata alle spese ritenute ammissibili in base ai citati criteri di cui alla DGR medesima.
Successivamente con Decreto n. 54/2015 del Direttore della sezione Sicurezza e Qualità in, incaricato dell'attuazione, si è proceduto alla definizione della percentuale di 15,689886% per i contributi a favore di abitazioni principali di privati e alla conferma della percentuale del 10% per i contributi a favore di abitazioni non principali, nonché, al riparto tra i Comuni, Dolo, Mira e Pianiga della somma di € 3.000.000,00 ed al contestuale impegno e liquidazione delle somme. In particolare, nel dicembre del 2015, con specifiche liquidazioni a valere sul capitolo di bilancio sopra citato, sono state erogate, per i successivi pagamenti a favore dei soggetti beneficiari con le modalità di cui alla DGR, le seguenti somme:
- € 2.007.956,52 a favore del Comune di Dolo;
- € 110.898,89 a favore del Comune di Mira;
- € 881.144,59 a favore del Comune di Pianiga.
La citata DGR n. 1858/2015, stabilisce inoltre, conformemente alla L.R. n. 4/97, i criteri per l'assegnazione di eventuali ulteriori contributi, da destinare ai beni mobili registrati di privati distrutti o danneggiati in modo da non poter essere più utilizzati, nella misura massima del 50% del danno e con il limite di € 7.747,00.
La determinazione dell'importo massimo delle obbligazioni di spesa è stato demandato al dirigente regionale competente per materia sulla base delle effettive disponibilità di bilancio.
Con L.R. n. 7 del 23 febbraio 2016, art. 17, sono state stanziate ulteriori risorse finanziarie, per € 600.000,00, da destinare prioritariamente agli interventi di riparazione e sostituzione dei beni mobili registrati danneggiati dagli eventi eccezionali verificatisi l'8 luglio 2015 nei Comuni della Riviera del Brenta, iscritte nel primo semestre 2016, sul capitolo n 102449 del bilancio regionale, esercizio finanziario 2016.
Conseguentemente con note n. 233441, n. 233355 e n. 233413 del 15/06/216 è stato richiesto ai Comuni interessati di Dolo Mira e Pianiga informazioni integrative sui danni subiti dai soggetti privati ai beni mobili registrati al fine di poter disporre apposito provvedimento di riparto della somma disponibile. La citata ricognizione si è conclusa il 28/07/2016 ed attualmente è in corso l'esame dei dati per la predisposizione del citato provvedimento di riparto, secondo i criteri definiti con la sopracitata DGR n. 1858/2015, nonché di contestuale impegno delle somme e liquidazione a favore dei Comuni interessati."

PRESIDENTE

Grazie, assessore Bottacin.
La parola al consigliere Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)

Grazie, Presidente.
Sono abbastanza soddisfatto e naturalmente chiedo che continui l'erogazione dei contributi alle popolazioni colpite. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Dalla Libera.

Interrogazione a risposta immediata n. 200 presentata il 1 luglio 2016 dal consigliere Pigozzo "Medici di medicina generale. Perché in Provincia di Belluno non vengono erogati i contributi aggiuntivi previsti per i medici che operano nelle zone disagiate?"

"Premesso che la legge regionale 26 ottobre 2007, n. 30 ("Interventi regionali a favore dei comuni ricadenti nelle aree svantaggiate di montagna e nell'area del Veneto orientale"), all'articolo 4 prevede che "(...) la Giunta regionale, sentita la competente Commissione consiliare, individua tutti gli strumenti atti a garantire che nelle unità locali socio-sanitarie (ULSS) il cui ambito territoriale insiste su territori dei comuni di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) (...)" (comuni ubicati in area montana, con priorità per quelli con popolazione non superiore ai cinquemila abitanti o frazioni di comuni ubicati in area montana con meno di cinquecento abitanti che presentano situazioni di disagio socio-economico) "(...) sia garantita la capillare copertura nei territori dei comuni medesimi, dei medici di medicina generale.(...)".
Considerato che:
- un articolo di stampa pubblicato in data odierna dà eco all'allarme lanciato dal presidente dell'Ordine dei Medici di Belluno, Umberto Rossa, dal fiduciario di categoria, Fabio Bortot, e dal direttore del Distretto Sanitario dell'Ulss n. 1, Sandro De Col, in merito all'emergenza che scatterà entro i prossimi 5-6 anni in quel territorio, quando la metà dei medici di famiglia andrà in quiescenza e non sarà facile sostituirli;
- attualmente in provincia di Belluno esercitano la loro professione 87 medici di medicina generale (con un bacino di utenza di 111.221 pazienti) e 11 pediatri di libera scelta (con un bacino di utenza di 9.160 pazienti);
- il presidente dell'Ordine dei Medici ed il fiduciario di categoria ricordano che, mentre un tempo il numero dei pazienti per ogni medico non superava le 1.500 unità, adesso ben l'80% dei M.M.G. supera abbondantemente tale quota, perciò il loro lavoro è diventato sempre più arduo e difficoltoso;
- i tre rappresentanti di categoria segnalano il fatto che molti dei medici che arrivano da fuori provincia in breve tempo decidono di andarsene perché "(...) l'Ulss 1 e l'Ulss 2 non hanno mai voluto applicare una norma regionale del 2000 che prevede contributi aggiuntivi per chi lavora in zone disagiate (...)";
- nell'articolo di cui sopra, Rossa e Bortot fanno infatti notare come "(...) effettuare il lavoro tra i monti (...)" sia molto "più oneroso dal punti di vista dell'impegno e dei costi. (...)" E spiegano che "(...) qui da noi si è sempre rinviato da una Direzione generale all'altra. In un primo momento c'è stato un rimpallo di responsabilità tra Ulss e Regione su chi dovesse pagare, poi Venezia ha deciso che fosse l'Azienda a pagare dal suo budget. E siccome i conti sono sempre più risicati non si applicherà mai. (...)";
- sempre nel medesimo articolo Rossa e Bortot fanno notare che il territorio bellunese dovrà fare i conti anche con la diminuzione dei medici disponibili nelle case di riposo, "dato che il lavoro è pesante e richiede una disponibilità di 12 ore al giorno (...)"; "(...) quello che un medico riceve come compenso all'ora per l'attività, è fermo da 15 anni ed ammonta a 0.15 euro. Una cifra irrisoria che al mese equivale a 45 euro. Ma in molti continuano ancora a farlo per spirito di servizio. (...)".
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere
chiede alla Giunta regionale
per quale motivo nei territori di riferimento delle Aziende Sanitarie n. 1 e 2 ancora non viene applicata la normativa regionale che prevede contributi aggiuntivi per i Medici di Medicina Generale che operano nelle zone disagiate."
La parola al consigliere Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Ne abbiamo parlato nelle settimane di discussione del PDL 23 della particolarità della situazione dei servizi di territorio in montagna ma c'era stato segnalato questo problema, quindi ritenevamo opportuno capire se effettivamente si tratta di una negligenza, o se ci sono altre motivazioni alla base di questa disfunzione che c'è stata segnalata. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
La parola all'assessore Coletto.

Ass.re Luca COLETTO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
"In relazione all'oggetto, è stato chiesto all'AULSS n. 1 di Belluno e all'AULSS n. 2 di Feltre di relazionare sulla situazione in essere ed eventuali criticità.
L'AULSS 1 di Belluno in data 27.9.2016 ha rappresentato la seguente situazione:
- presso l'Azienda operano 82 medici di assistenza primaria (dei quali 3 con incarico provvisorio) e 12 pediatri (tutti con incarico definitivo);
- le zone carenti in corso di assegnazione e da pubblicare al 1° semestre 2016 per l'assistenza primaria sono pari a 12, mentre per la pediatria vi è solo una zona carente;
- gli assistiti in carico ai medici di assistenza primaria sono 109.557 (media: 1.336 assistiti per medico, a fronte del massimale individuale di 1.500 previsto dalla normativa vigente, derogabile fino a 1.800 assistiti), gli assistiti in carico ai pediatri sono 9.497 (media: 791 assistiti per medico, a fronte del massimale di 800 pazienti di cui alla normativa di settore, anch'esso derogabile ex ACN);
- nel prossimo quinquennio cesseranno la propria attività per raggiungimento del limite massimo di 70 anni 7 medici di assistenza primaria, mentre non è prevista a tale titolo la cessazione di alcun pediatra;
- relativamente all'assistenza programmata presso le strutture residenziali extra ospedaliere non si segnalano criticità particolari; la regolamentazione applicata è quella contenuta nelle vigenti disposizioni regionali che stabiliscono sia il compenso spettante ai medici sia la frequenza giornaliera ed il numero di ore di presenza nelle strutture in base al numero degli ospiti assegnati.
L'AULSS 2 in data 27.9.2016 ha rappresentato la seguente situazione:
- presso l'Azienda operano n. 53 medici di assistenza primaria e n. 10 pediatri di libera scelta, tutti titolari;
- le zone carenti richieste per il 1° semestre 2016 sono 2 per l'assistenza primaria e nessuna per la pediatria (la richiesta di fatto ha anticipato 2 presunti prossimi pensionamenti, al fine di garantire maggiore continuità dell'assistenza senza ricorrere a sostituzioni);
- gli assistiti in carico ai medici di assistenza primaria sono 72.730 (media: 1.372 utenti per medico), quelli in carico ai pediatri sono 8.414 (media: 841 pazienti per medico);
- l'età media dei medici di medicina generale e dei pediatri è di 57 anni e 10 mesi; nel prossimo quinquennio cesseranno la propria attività per il raggiungimento del limite massimo di 70 anni, n. 5 medici di assistenza primaria e nessun pediatra;
- relativamente all'attività di assistenza programmata nelle "case di riposo" non si evidenziano particolari criticità nell'attribuire incarichi presso suddette strutture, infatti la graduatoria aziendale presenta n. 21 medici di medicina generale disponibili (pari al 40% del totale) e di questi n. 5 medici non hanno ancora alcun incarico.
Per quanto riguarda le zone disagiate e disagiatissime, le Aziende hanno infine precisato che nel corso degli anni si è riunito più volte il Tavolo paritetico provinciale costituito tra le AULSS n. 1 di Belluno e 2 di Feltre, ma non si è giunti all'individuazione di una iniziativa condivisa.
E' attualmente in fase di definizione una nuova proposta che le Aziende prevedono di presentare alle Organizzazioni sindacali verso la fine di ottobre p.v."

PRESIDENTE

Grazie, assessore Coletto.
La parola al consigliere Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Grazie all'Assessore per la risposta puntuale e documentata con tanto di ricognizione per quanto riguarda il numero di medici, sia di medicina generale sia pediatri e anche assistiti.
Nell'ultima parte della sua risposta, in effetti, il problema ritorna, nel senso che quello che era stato sollevato dall'interrogazione era proprio questa difficoltà di trovare una strategia condivisa attraverso questo tavolo paritetico. L'interrogazione ha colto nel segno. Ci auguriamo che questa iniziativa, che era stata avviata, possa arrivare a determinare un percorso concreto di attivazione di tutto il territorio montano, in questo caso delle due U.L.S.S. 1 e per 2 e che saranno l'U.L.S.S. Montana dal primo gennaio 2017, per far sì che non ci siano discrepanze in questo territorio particolarmente disagiato dovuto alla dispersione abitativa e alla distanza fisica nei vari luoghi dove portare l'assistenza territoriale.
Quindi parzialmente soddisfatto, manca ancora quest'ultimo passaggio, ci auguriamo che arrivi presto. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.

Interrogazione a risposta immediata n. 193 presentata il 21 giugno 2016 presentata dal consigliere Ruzzante "INCENDIO CENTRO COMMERCIALE A SANT'ANGELO DI PIOVE DI SACCO, IL PRESIDENTE ZAIA INTENDE ACQUISIRE OGNI INFORMAZIONE UTILE A FARE CHIAREZZA SU QUESTA GRAVE ED EMBLEMATICA VICENDA?"

"Premesso che:
- nella notte del 9 giugno, si è verificato un incendio di vaste proporzioni presso un centro commerciale a Sant'Angelo di Piove di Sacco, lungo la strada statale Piovese. La struttura ospita un punto vendita della catena di abbigliamento "Sorelle Ramonda", oltre ad un bar, un centro estetico ed un supermarket;
- i danni risultano ingenti e dai primi rilievi è emersa come causa più probabile dell'incendio quella dell'esplosione di una bombola di gas lasciata aperta.
Considerato che se la suddetta ipotesi venisse confermata, ci troveremmo di fronte ad un caso di dolo. Diventerebbero quindi leciti e doverosi gli interrogativi sulla matrice dell'azione dolosa e, in particolare, se vi sia o meno la mano delle organizzazioni criminali, da anni impegnate ad estendere le loro ramificazioni nel tessuto economico ed industriale delle regioni del Nord, tra cui, naturalmente, anche il Veneto.
Ritenuto che la legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 , "Misure per l'attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, della corruzione, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile", non ha finora trovato piena applicazione, vanificando così l'impianto su cui si regge l'intera legge.
Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere
Chiede al Presidente della Giunta regionale
Se è sua intenzione acquisire, presso gli uffici competenti, ogni informazione utile a fare chiarezza sulla suddetta grave vicenda."
Il consigliere Ruzzante la dà per illustrata.
La parola all'assessore Corazzari.

Ass.re Cristiano CORAZZARI

Grazie, Presidente.
"Va qui riportato quanto già precisato in guisa di premessa alla risposta fornita ad altro atto di sindacato ispettivo su tema del tutto analogo, e precisamente la interrogazione a risposta immediata n. 92 del 25 novembre 2015 - presentata dal consigliere Zanoni –, nella parte in cui è chiarito che "[...] va anzitutto dedotto che le competenze nello specifico contesto di politica di sicurezza sono costituzionalmente attribuite allo Stato e sono attuate dal Governo e si inseriscono, nel solco di un'azione che è certamente, e necessariamente, trasversale rispetto alle materie costituzionalmente attribuite alla Regione; tuttavia, l'assetto delle materie, così come costituzionalmente delineato, esclude che si possa immaginare una competenza diretta delle regioni tutte in ordine al contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso, non essendo annoverabile un ruolo immediato e diretto delle stesse come ricavabile dal complesso delle molteplici fonti del sistema di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso. In sostanza, il ruolo della Regione non è, e non può essere, quello di svolgere attività preventive, investigative e repressive proprie degli apparati di polizia e dell'Autorità giudiziaria; essa, infatti, può esclusivamente svolgere azioni di prevenzione e contrasto in quanto intese come alcunché di diverso rispetto a quelle esercitate degli attori summenzionati; in sostanza, il ruolo regionale, così come positivizzato dalla Legge regionale n. 48/2012 , è finalizzato a integrare le azioni e far interagire i diversi attori istituzionali, inclusa la società civile, sul piano della sensibilizzazione, della formazione, della condivisione di buone pratiche amministrative, al fine di creare una barriera difensiva che consta, appunto, di attività di prevenzione sociale di carattere complementare, utile nel creare corpi sociali di resistenza, una vasta alleanza tra soggettività e un'integrazione tra attori istituzionali e società civile, per svolgere il concreto ruolo di antimafia sociale in guisa da eliminare o comunque ridurre sensibilmente i fattori sui quali le mafie possono trovare appiglio, anche in territorio veneto: da qui, ad esempio, la partecipazione concreta e fattiva della Regione ad Avviso pubblico – Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie.
Posto che non possono non destare perplessità la semplicistica inferenza circa la pretesa origine dolosa dell'incendio (eventualmente, la bombola lasciata aperta, come segnalato nell'interrogazione, può esserlo stato a causa di mera negligenza) e l'intravisto collegamento di tale ipotetica causalità alla presenza della criminalità organizzata, va ribadito che le verifiche del caso sono di competenza dell'Autorità giudiziaria, e, come anzidetto, esula dal ruolo della regione la richiesta di informazioni su vicende e fatti sui quali, oltretutto, si attesta il segreto istruttorio; né, d'altronde, tali poteri di richiesta possono essere fatti discendere alla invocata legge regionale 28 dicembre 2012, n. 48 ."

PRESIDENTE

Grazie, assessore Corazzari.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Mi dispiace, oggi l'assessore Corazzari per me non ne becca una.
Assessore, capiamoci su questo: questo Consiglio regionale ha approvato la legge 48/2012 sul contrasto al crimine mafioso. In questa Regione ci sono stati 43 roghi alle aziende che si occupano dei rifiuti e lei mi dice che non è competenza della Regione?! Ma quando mettevate 24 milioni sulla sicurezza per che cosa li mettevate, scusi?!
Fino al 2009 si mettevano 24 milioni, da quando è arrivato Zaia sono crollati i soldi per la sicurezza.
Forse davate più attenzione ai temi della sicurezza, perché la risposta dell'assessore Corazzari va in una direzione diametralmente opposta.
Le rispondo alla mia interrogazione. Questo caso non è connesso, perché l'interrogazione l'ho fatta il 21 giugno e le Autorità giudiziarie hanno dimostrato che questo caso non è connesso, ma i 43 roghi nelle aziende che si occupano di rifiuti forse sì. Direi di sì e direi che la Giunta regionale dovrebbe occuparsi di queste cose. Tra l'altro, se apro il DEFR c'è un intero capitolo sui temi della sicurezza, sulla collaborazione tra Regione e forze di Polizia.
È bene che vi occupiate di questo tema perché è un tema con il quale dobbiamo fare i conti, perché i 43 roghi nelle aziende che si occupano dei rifiuti è un tema che riguarda il Veneto, non può non riguardare il Veneto e riguarda la Giunta regionale del Veneto.
(Interruzione dall'Aula)
Si rilegga la risposta, assessore Bottacin, la risposta del suo collega, perché questa risposta lei l'ha votata in Giunta! Lei l'ha votata questa risposta, la rilegga!

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.

Interrogazione a risposta immediata n. 233 presentata il 14 settembre 2016 dai consiglieri Zottis, Pigozzo e Azzalin "IL PASSAGGIO DI COMPETENZE DAI COMUNI ALLE PROVINCE E ALLA CITTÀ METROPOLITANA HA VELOCIZZATO L'ACQUISIZIONE E MIGLIORATO LA PRECISIONE DEI DATI STATISTICI SUL TURISMO?"

"Premesso che:
- il Veneto è la prima regione italiana per flussi turistici;
- il settore del turismo rappresenta per il Veneto un patrimonio inestimabile sul piano economico, sociale e culturale.
Visto che:
- il comma 2 dell'articolo 27 bis della l.r. n. 11/2013 , come modificato dalla l.r. n. 18/2016 , recita: "Coloro che intendono locare gli alloggi , sono tenuti a comunicare alla Città metropolitana di Venezia o alla provincia competente per territorio e non più ai Comuni nel quale l'alloggio è situato, secondo le procedure definite dalla Giunta regionale: a) il periodo durante il quale si intende locare l'alloggio, il numero di camere e di posti letto; b) gli arrivi e le presenze turistiche, per provenienza".
Considerato che:
- la stagione estiva volge al termine e la tempestiva disponibilità di precisi dati statistici sul turismo è indispensabile per avviare la pianificazione degli investimenti nel settore, sia da parte della Regione, che degli altri enti preposti e, soprattutto, delle imprese;
- è altresì importante disporre di informazioni statistiche ricorrenti ed esaustive anche per meglio contrastare i fenomeni di concorrenza sleale che si vanno diffondendo nel settore, mortificando l'impegno dei numerosi operatori del turismo veneto;
- la pubblicizzazione dei dati sul turismo è una prerogativa di democrazia economica messa a dura prova dallo strapotere delle grandi organizzazioni di prenotazioni ricettive (ad es. Booking.com) o da quelle della moneta elettronica, che invece possono disporre in ogni momento di enormi flussi di dati per utilizzi esclusivi.
Tutto ciò premesso e considerato i sottoscritti consiglieri regionali
chiedono alla Giunta regionale
quale efficacia abbia avuto la modifica normativa di cui al comma 2 dell'articolo 27 bis della l.r. n. 11/2013 , in termini di precisione e di velocità di acquisizione dei dati statistici sul turismo."
La consigliera Francesca Zottis la dà per letta.
La parola all'assessore Caner.

Ass.re Federico CANER

Grazie, Presidente.
"L'organizzazione regionale in materia di anagrafe delle imprese del turismo e di rilevazione dei dati statistici prevede l'utilizzo di due procedure informatiche realizzate dalla Regione e continuamente aggiornate, per rispondere all'esigenza della Regione stessa e delle imprese turistiche di poter conoscere e programmare le attività promozionali e comunicative nei mercati internazionali.
Dal punto di vista organizzativo, l'attività complessiva si articola in sette nodi provinciali che provvedono alla costituzione ed aggiornamento dell'anagrafe regionale delle imprese del turismo e il nodo centrale regionale, che monitora ed elabora le informazioni al sistema imprenditoriale veneto. Su tale procedura poggia la rilevazione dei dati dei flussi turistici che prevede che tutti gli operatori, titolari di struttura ricettiva classificata a norma della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto", inviino "on line" i dati relativi alle presenze e arrivi di turisti, italiani e stranieri, utilizzando esclusivamente la rete internet, mediante una procedura messa a disposizione dalla Regione, senza, quindi, alcun invio di documentazione cartacea.
Una procedura specifica riguarda invece le locazioni turistiche di cui alla 9 dicembre 1998, n. 431, per le quali la Regione è intervenuta con l'articolo 27 bis, modificato da ultimo dalla legge n. 18/2016, prevedendo una specifica disciplina per le procedure di comunicazione di taluni dati, tra cui gli arrivi e le presenze turistiche, per provenienza.
Il passaggio di competenze in materia di comunicazione di dati sulle locazioni turistiche dai Comuni alle Province/Città metropolitana ha mantenuto la stessa tipologia di dati da trasmettere e quindi lo stesso livello di precisione, prevedendo la costituzione di una specifica anagrafica regionale delle strutture locate e l'utilizzo, da parte dei locatari, della procedura informatica di comunicazione alla Regione dei dati di arrivi e presenze turistiche, per provenienza.
A seguito della legge regionale 27 giugno 2016, n. 18 , articolo 17, per uniformità di trattamento delle informazioni statistiche, e di omogeneità dei flussi informativi, è stato previsto che anche i dati sulle locazioni turistiche siano direttamente inviati alle Province/Città metropolitana di Venezia, eliminando pertanto il tempo di attesa nell'inoltro della comunicazione di locazione dal Comune alla Provincia/Città metropolitana.
Si ritiene, pertanto, che tale semplificazione velocizzi l'acquisizione dei dati, consenta una migliore organizzazione delle informazioni ora concentrate nei nodi provinciali, e più in generale a livello regionale, favorisca una speditezza nella gestione delle attività, fermo restando quanto previsto dall'articolo 35, comma 7 della legge regionale n. 11/2013 circa lo scambio reciproco fra Province/Città metropolitana e comuni delle informazioni acquisite nell'esercizio delle rispettive funzioni.
Di converso non si può non evidenziare che tale nuova favorevole disposizione operativa impatta con l'attuazione della legge regionale 29 ottobre 2015, n. 19 in materia di riordino delle funzioni amministrative provinciali, per le quali le province e la città Metropolitana di Venezia hanno determinato delle difficoltà esecutive, rallentando di fatto l'ordinaria operatività e impedendo alla Regione e alle imprese turistiche di usufruire, in maniera completa e tempestiva, dei dati sui flussi turistici."

PRESIDENTE

Grazie, assessore Caner.
La parola alla consigliera Francesca Zottis.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Mi ritengo parzialmente soddisfatta, nel senso che sicuramente la procedura è quella che lei mi ha illustrato e le difficoltà sono quelle che lei ha indicato. Segnalo che ulteriori difficoltà stanno anche nella tipologia dei dati e anche nella disaggregazione dei dati stessi, che alle volte risultano forse macroaggregati e questo non facilita una lettura in termini di decisioni di investimenti da parte, per esempio, di albergatori o degli operatori stessi nell'ambito turistico. Quindi, forse, una analisi più dettagliata della tipologia dei dati sarebbe opportuna. E dopo un augurio di trovare la modalità per avere tempistiche ancora migliori di quelle che c'erano in precedenza. Questa è una difficoltà che ritorna direttamente su quelle che sono le scelte degli operatori privati, anche se la stagione è stata parzialmente positiva rispetto agli anni precedenti.
Quindi, parzialmente soddisfatta per questi due motivi: per la tipologia dei dati e per la tempistica, augurandomi che ci sia una velocizzazione e una attenzione maggiore verso alcune richieste che sono pervenute. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Francesca Zottis.

Interrogazione a risposta immediata n. 227 presentata il 22 agosto 2016 dal consigliere Zanoni "Centraline idroelettriche. È opportuna la partecipazione societaria di Veneto Sviluppo in E.Z.M. idro srl?"

"Premesso che:
- tra le nuove domande di derivazione idrica per scopi idroelettrici in territorio bellunese, due risultano essere state presentate dal proponente E.Z.M. Idro Srl di Padova;
- la suddetta società vede tra i tre soci fondatori la Enrive Spa, partecipata al 50% dalla società finanziaria della Regione, Veneto Sviluppo, e l'Impresa di Costruzioni ing. G. Mantovani Spa.
Considerato che lo sfruttamento delle risorse idriche è un fenomeno che la Regione ha il dovere di controllare e limitare e non di incoraggiare attraverso partecipazioni societarie con soggetti imprenditoriali che investono nel settore delle centraline idroelettriche.
Tutto ciò premesso il sottoscritto consigliere
chiede al Presidente della Giunta regionale
se, alla luce della situazione sopra descritta non ritenga politicamente ed eticamente inopportuna la partecipazione societaria della finanziaria Veneto Sviluppo in E.Z.M. Idro Srl."
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Tra le varie domande di derivazione idrica – e ce ne sono sempre di più - per scopi idroelettrici in territorio bellunese, due risultano essere state presentate dal proponente EZM Idro S.r.l. di Padova. Questa società vede tra i soci fondatori la Enrive S.p.A., partecipata al 50% dalla società finanziaria della Regione Veneto Sviluppo, e l'Impresa di Costruzioni ing. Mantovani S.p.A..
Considerato che lo sfruttamento delle risorse idriche è un fenomeno che la Regione ha il dovere di controllare ed eventualmente limitare, se in contrasto con le esigenze di tutela ambientale, e non di incoraggiare attraverso partecipazioni societarie con soggetti imprenditoriali che investono nel settore delle centrali idroelettrici, si chiede se alla luce della situazione sopra descritta se non si ritenga politicamente e eticamente inopportuna questa partecipazione societarie della finanziaria Veneto Sviluppo in EZM Idro S.r.l..
A tutto questo va aggiunto il fatto che per quanto riguarda la realizzazione di queste centrali idroelettriche ci sono delle pre-procedure di infrazione che attualmente mi risultano ancora aperte, cioè i cosiddetti EU-Pilot, che proprio hanno sollevato la legittimità sia di determinati progetti ma soprattutto di determinate procedure utili ad arrivare da parte degli enti amministratori locali italiani a concedere queste autorizzazioni, che hanno portato ad una situazione di massimo sfruttamento dei nostri corsi d'acqua, soprattutto per quanto riguarda la provincia di Belluno.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.
La parola all'assessore Forcolin.

Ass.re Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Sull'opportunità di intervenire ci sarebbero tante cose da dire. Magari nelle cronache di queste giorni, il Consigliere magari su richieste particolari dovrebbe fare anche delle riflessioni personali.
Rientrando sulla questione dell'interrogazione e tralasciando le premesse, riferisco che sulla base di quanto rappresentato da Veneto Sviluppo, allo stato attuale la EZM IDRO S.r.l. ha avviato il processo per ottenere le dovute licenze ed autorizzazioni per costruzione di impianto; poiché lo stesso non è stato completato, la società non risulta al momento operativa.
Infine, si ricorda che Veneto Sviluppo, nell'esercizio della propria attività di impresa, opera in completa autonomia gestionale dalla Regione Veneto, che non interviene quindi nelle singole decisioni di investimento della società. Nella valutazione di ogni progetto di investimento, le strutture di Veneto Sviluppo seguono un iter di analisi che passa attraverso una formale istruttoria codificata da procedure e regolamenti interni, fino all'approvazione finale dei propri organi deliberativi e nel rispetto delle leggi vigenti.
"In data 14/05/2015 Enrive S.p.A, società costituita in controllo congiunto da Veneto Sviluppo S.p.A. e Sinloc S.p.A., ha costituito una newco denominata EZM Idro S.r.l. dedicata alla progettazione, autorizzazione, costruzione di impianti idroelettrici. Tale newco presenta la seguente compagine sociale: ENRIVE SPA 33,3%; ZOLLET INGEGNERIA SRL 33,3%; IMPRESA DI COSTRUZIONI ING. E. MANTOVANI SPA 33,3%.
EZM Idro S.r.l. nasce dalla visione di codeste tre società di unire la propria professionalità ed esperienza in modo sinergico e finalizzato alla individuazione, sviluppo, progettazione, realizzazione e gestione di impianti di piccola dimensione.
La società presenta un capitale sociale pari a € 300.000, di cui versati € 75.000, ha sede a Padova in via Gaspare Gozzi 2/g, ed è attiva dal 27/10/2015.
L'oggetto sociale di EZM Idro S.r.l. è rappresentato da quanto segue:
a) progettazione, autorizzazione, realizzazione e gestione, anche attraverso la partecipazione in società veicolo aventi detto oggetto sociale, di impianti elettrici. La società potrà esercitare anche l'attività propria delle "ESCo" e potrà altresì agire come prestatore di servizi di ricerca, selezione e sviluppo delle iniziative fino al reperimento di tutti i fondi per il finanziamento di ciascuna opera a favore di società veicolo (SPV), aventi per scopo sociale la realizzazione e la gestione dei singoli progetti;
b) attività di ricerca, studiare, promuovere e diffusione di interventi relativi a impianti di produzione energetica, interventi nel campo del risparmio energetico, della tutela dell'ambiente;
c) approvvigionamento, produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica e termica a soggetti della filiera diversi dagli utenti finali, ai sensi delle disposizioni vigenti in materia;
d) attività post-contatore, ivi incluse a titolo esemplificativo e non esaustivo le attività di gestione calore, servizi energia.
L'ingresso di Enrive Spa è riconducibile alla sua mission di promotore e partner finanziario e tecnico al fine di sviluppare progetti e iniziative nel settore delle energie rinnovabili, dell'efficienza e del risparmio energetico nel territorio veneto con un focus sulla realizzazione di impianti industriali e centrali elettriche di medie dimensioni anche nell'ambito del mini-idroelettrico e idroelettrico.
Sulla base di quanto rappresentato da Veneto Sviluppo, allo stato attuale la EZM IDRO S.r.l. ha avviato il processo per ottenere le dovute licenze ed autorizzazioni per costruzione di impianto; poiché lo stesso non è stato completato, la società non risulta al momento operativa.
Infine, si ricorda che Veneto Sviluppo, nell'esercizio della propria attività di impresa, opera in completa autonomia gestionale dalla Regione Veneto, che non interviene quindi nelle singole decisioni di investimento della società. Nella valutazione di ogni progetto di investimento, le strutture di Veneto Sviluppo seguono un iter di analisi che passa attraverso una formale istruttoria codificata da procedure e regolamenti interni, fino all'approvazione finale dei propri organi deliberativi e nel rispetto delle leggi vigenti."
La risposta credo sia chiara nell'autonomia gestionale di Veneto Sviluppo.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Forcolin.
La parola al consigliere Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
A mio avviso restano le perplessità, Assessore. In ogni caso è una questione delicata e a mio avviso l'opportunità di partecipare a queste società effettivamente andrebbe valutata. A maggior ragione, le dico, perché il nostro è un ruolo anche di controllo di queste attività e quindi possono nascere anche dei conflitti di interesse tra controllato e controllore, che possono in qualche modo anche coincidere.
Tra l'altro, in una situazione dove purtroppo, come capita in tanti altri settori in particolare dell'ambiente, siamo sotto il mirino dell'Unione Europea e mi pare siano aperti addirittura due procedimenti eu-pilot per la violazione delle normative comunitarie sullo sfruttamento dei corsi d'acqua, credo sarebbe opportuno valutare più attentamente. La notizia che mi dà è abbastanza confortante perché mi dice che il progetto non è andato avanti. Effettivamente una attenzione in più rispetto ad un settore come questo che ha creato tanti malumori anche a livello territoriale per la tutela dei nostri fiumi e dei nostri corsi d'acqua, e considerando il fatto che siamo sotto sorveglianza da parte dell'Unione Europea per la violazione di queste norme porterebbe a fare scelte diverse.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zanoni.

Interrogazione a risposta immediata n. 205 presentata il 7 luglio 2016 dai consiglieri Berti e Ruzzante "IL SINDACO BITONCI "TAGLIA LA LINGUA" AI GIORNALISTI"?

"Premesso che:
- il sindaco di Padova Massimo Bitonci in data 30 giugno 2016 ha firmato una delibera comunale, che non ha precedenti a Padova, che va a regolamentare l'ingresso dei giornalisti, fotoreporter e operatori televisivi in Municipio;
- la delibera disciplina che i giornalisti entrino in Municipio solo con un badge che viene dato in portineria su consegna di documento di identità. L'accesso dei giornalisti viene coordinato dall'Ufficio Stampa del Comune che comunica un calendario di conferenze stampa al termine della Giunta, in più come terzo punto non viene consentito l'accesso né la sosta all'interno del Palazzo Comunale fuori dagli orari fissati per le conferenze stampa. Di fatto il Municipio è proibito ai giornalisti di radio, tv e carta stampata.
Constatato che:
- Padova è conosciuta come una città di libertà, di cultura, di intelligenza;
- Palazzo Moroni non è proprietà privata di Bitonci, ma innanzitutto la Casa dei padovani, è la Casa Comune non privata e da molto prima che l'ex sindaco di Cittadella la occupasse;
- Palazzo Moroni dovrebbe essere una casa di vetro, la casa della trasparenza, che garantisce l'accesso agli atti pubblici da parte di tutti i cittadini compresi i giornalisti;
- ora è toccato ai giornalisti e domani a chi toccherà il divieto di varcare la soglia del Municipio? Questo è un chiaro metodo di governare la città, che forse si accorge essergli sfuggita di mano, con il terrore;
- nemmeno durante gli anni di piombo in città è stata fatta una scelta del genere, mentre oggi con proclami e delibere di stampo terroristico si tende a governare Padova con una censura degna del califfato.
Considerato che il presidente della Regione, Luca Zaia, da sempre attento e rispettoso della libertà di stampa non si è espresso minimamente sulla scelta del suo Sindaco che ha deciso di consentire la libertà di cronaca soltanto "su invito" e nel corso delle conferenze stampa.
Visto che:
- la notizia ha ottenuto un enorme clamore mediatico, che ha portato a uno scontro durissimo fra il Sindaco e i giornalisti padovani di tutte le testate;
- questo scontro ha avuto una "vita parallela" sui social, dove i giornalisti e i cittadini hanno parlato a lungo e in modo molto critico di questa scelta.
Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri regionali
interrogano la Giunta regionale
per sapere cosa intende fare il Presidente Luca Zaia contro un atto di tale violazione delle libertà."
La parola all'assessore Caner.

Ass.re Federico CANER

Grazie, Presidente.
"Nell'ambito del Comune di Padova, l'accesso dei giornalisti viene coordinato dall'Ufficio stampa che comunica il calendario delle conferenze stampa.
Con Deliberazione della Giunta comunale di Padova del 30 giugno 2016 si è disposto che l'accesso ai giornalisti nel Municipio fosse consentito solo con badge consegnato in portineria previa presentazione di documento di identità.
Sul punto, si deve peraltro rilevare che rientra nell' autonomia delle Amministrazioni locali, sancita non solo dalla Costituzione, ma anche dal Testo unico degli Enti Locali di cui al Decreto Legislativo n. 267/2000, la possibilità di regolamentare l'accesso alle sedi istituzionali attraverso le forme ritenute più idonee per garantire la sicurezza e la continuità dell'azione amministrativa.
Conseguentemente, il Presidente della Giunta regionale non può intervenire in questioni che non rientrano nella sua competenza istituzionale.
Va comunque precisato che, a seguito della pressione dell'opinione pubblica, dei principali organi di stampa, e dello stesso ordine dei giornalisti, l' Amministrazione comunale di Padova ha adottato il 4 luglio 2016 una Deliberazione che ha modificato il disciplinare pubblicato cinque giorni prima, con l'istituzione di un badge personalizzato per i giornalisti e la realizzazione di una nuova sala stampa per i cronisti all'interno di Palazzo Moroni."

PRESIDENTE

Grazie, assessore Caner.
Il consigliere Berti è soddisfatto della risposta.

Interrogazione a risposta immediata n. 195 presentata il 23 giugno 2016 dal consigliere Dalla Libera "PERCHÉ LA REGIONE NON LIQUIDA IL CONTRIBUTO SPETTANTE AL COMUNE DI ODERZO (TREVISO)?"

"Premesso che:
- il Comune di Oderzo ha vinto il bando regionale "Programma integrato per la rivitalizzazione del centro storico e urbano e la riqualificazione delle attività commerciali del Comune di Oderzo" - DGR n. 2741 del 24 dicembre 2012;
- la rendicontazione finale è stata trasmessa dal Comune di Oderzo il 26.01.2016 Prot. n. 0002233/2016 ed è stata acquisita agli atti dalla Regione il 28/01/2016 al Protocollo generale n. 332131;
- l'importo del contributo rideterminato a fronte della minor spesa di investimento sostenuta, è pari a € 108.275,45;
- il contributo erogato al Comune di Oderzo sarà così ripartito: € 71.355,45 al Comune di Oderzo; € 27.120,00 all'Associazione Forò; € 9.800,00 alla Fondazione Oderzo Cultura.
Considerato che a tutt'oggi le somme non sono state erogate.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale
chiede al Presidente della Giunta regionale
quali azioni urgenti intenda adottare per erogare il contributo suddetto già concesso."
La parola al consigliere Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneto Civico)

Grazie, Presidente.
Mi riporto all'interrogazione e aspetto la risposta dal simpatico Assessore.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Dalla Libera.
La parola all'assessore Marcato.

Ass.re Roberto MARCATO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
"Con DDR della Sezione Commercio n. 146 del 26/11/2013 è stato assegnato al Comune di Oderzo un contributo pari ad euro 119.377,52 per un investimento previsto di euro 257.215,04 finalizzato alla realizzazione del programma integrato di rivitalizzazione del centro storico ed urbano e alla riqualificazione delle attività commerciali, di cui al bando approvato con DGR n. 2741 del 24/12/2012.
In data 28/10/2015 prot. n. 404578 il Comune presentava la rendicontazione intermedia e con successiva nota prot. n. 526606 del 28/12/2015 provvedeva ad integrare tale documentazione che risultava essere incompleta ai fini dell'erogazione dell'acconto pari al 50% del contributo concesso.
La rendicontazione finale veniva trasmessa dal Comune di Oderzo con nota acquisita al prot. generale n. 332131 in data 28/01/2016.
L'ufficio competente, conclusa l'istruttoria relativa alla rendicontazione complessiva del progetto, comunicava al Comune di Oderzo, con nota prot. n. 80412 del 29/02/2016, le risultanze istruttorie sulla base delle quali, a seguito della minor spesa di investimento sostenuta, l'importo del contributo veniva rideterminato in euro 108.275,45.
Successivamente, non riscontrando osservazioni in merito da parte del Comune, l'ufficio competente provvedeva:
- in data 6/4/2016 con DDR della Sezione Commercio n. 19 a liquidare l'importo di acconto pari ad euro 59.688,76 - liquidazione n. 1764 del 7/4/2016 – mandato n. 005477 emesso il 20/05/2016;
- in data 5/5/2016 con DDR della Sezione Commercio n. 49 a liquidare il saldo corrispondente ad euro 48.586,69 – liquidazione n. 4399 del 5/5/2016 - ricevuta in ragioneria in data 12/05/2016.
Pertanto risulta già erogato al Comune di Oderzo l'importo di € 59.688,76 in data 20/05/2016 e attualmente liquidata ed in fase di erogazione, da parte degli uffici della ragioneria, la rimanente somma di € 48.586,69."
Faccio un invito ai Consiglieri: per quanto riguarda queste richieste, senza fare interrogazioni che hanno un decorso temporale lungo, gli uffici sono a disposizione dei Comuni per dare risposte immediate sui termini delle liquidazioni. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Marcato.

Interrogazione a risposta immediata n. 123 presentata il 22 gennaio 2016 dal consigliere Finco "ACCERTARE LE RESPONSABILITÀ DELL'INCAUTO ACQUISTO DELL'AUTOMEZZO DA ADIBIRE A SOCCORSO PUBBLICO NELL'ALTO VICENTINO"

"Visto:
- l'interrogazione a risposta orale n. 5 del 16 aprile 2013 (che si allega in copia) con la quale lo scrivente consigliere aveva interrogato la giunta regionale sulla problematica inerente all'acquisto di un automezzo adibito a soccorso pubblico;
- la deliberazione della Giunta regionale n. 176/IIM del 4 novembre 2013 di risposta alla richiamata interrogazione.
Appreso dal Comandante dei VV.FF. provinciale di Vicenza, ancora in un incontro di un anno fa, che avrebbe provveduto a sostituire il mezzo con uno più idoneo da utilizzare solo nel distaccamento di Schio, considerato che tale territorio conta un centinaio di contrade collegate da strade strette e tortuose difficili da raggiungere in caso di necessità.
Constatato che a tutt'oggi il mezzo in questione per le sue dimensioni fuori misura viene usato raramente per altre esigenze in diverse aeree della provincia di Vicenza, ma non allo scopo cui doveva essere destinato; nonostante un contratto di comodato d'uso tra Ministero dell'Interno e Dipartimento dei Vigili del fuoco ne vincoli l'impiego solo al territorio di Schio.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale interroga la Giunta regionale per sapere quali iniziative intende intraprendere al fine di verificare le responsabilità dell'inutile acquisto del mezzo di soccorso pubblico il cui costo ha costituito uno spreco di denaro pubblico senza poter destinare tali preziose risorse al territorio scledense."
Il consigliere Finco la dà per illustrata.
La parola all'assessore Bottacin.

Ass.re Gianpaolo Enrico BOTTACIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"Con Deliberazione di Giunta regionale n. 3559 del 24 novembre 2009 è stato assegnato un contributo straordinario a favore dell'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari - Sezione Provinciale di Vicenza - Delegazione di Schio, destinato all'acquisto di un automezzo di soccorso a trazione integrale attrezzato ad autopompa a serbatoio.
In relazione alle esigenze presentate dall'Associazione e considerato che il territorio vicentino era già dotato di piccoli automezzi in grado di intervenire nella zona di principale competenza, la scelta di un automezzo APS MAN 13.290 4x4 è stata fatta nell'intento di accrescere le risorse idriche ed antincendio dell'area.
Riguardo l'impiego solo nel territorio di Schio si evidenzia che il punto VI. dell'art. 9) "Modalità di utilizzo delle dotazioni" del Disciplinare approvato con il relativo Decreto di impegno di spesa del Dirigente Regionale dell'Unità di Progetto Protezione Civile n. 162 del 21 dicembre 2009, dispone: "La Regione, per il tramite della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco, può richiedere l'intervento delle dotazioni assegnate, con il relativo personale addetto, in caso di emergenza o di esercitazione di protezione civile, anche al di fuori dell'ambito di appartenenza territoriale dell'Organizzazione stessa, compatibilmente con quanto previsto dai compiti istituzionali e dalle direttive impartite dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco".
Il contratto di comodato d'uso citato nell'interrogazione a risposta immediata n. 123 tra la Delegazione di Schio dell'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Vicenza non vincola l'impiego al solo territorio di Schio bensì stabilisce al punto "4) Dislocazione: Il Comodatario (Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Vicenza) si impegna a mettere in uso il bene presso la sede concordata preventivamente con il Comodante (Delegazione di Schio dell'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari). Tale sede viene fissata presso il Distaccamento Vigili del fuoco di Schio. Eventuali modifiche della dislocazione potranno essere preventivamente ed esplicitamente autorizzate dal Comodante". Si precisa che per dislocazione si intende la collocazione del mezzo, ovvero dove questo è ricoverato quando non utilizzato in attività di soccorso, e non già dove il mezzo debba essere impiegato durante le attività di soccorso tecnico urgente.
Con nota prot. n. 11057 del 17.06.2016, acquisita agli atti del protocollo regionale al n. 238240 del 20.06.2016, la Direzione Interregionale Veneto e Trentino Alto Adige del Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile del Ministero dell'Interno informa che il mezzo è stato impiegato in circa 1.200 interventi, con una percorrenza di circa 26.000 km, evidenziandone il costante utilizzo e l'utilità dello stesso nel garantire il servizio di soccorso tecnico a supporto delle attività nell'intera provincia di Vicenza, dunque non certo nel territorio scledense.
Tutto ciò premesso, non si ritiene che l'acquisizione del mezzo sia stata incauta e inutile."

PRESIDENTE

Grazie, assessore Bottacin.
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Grazie Assessore.
Ovviamente non voglio scaricare la colpa su di lei perché questa è una vecchia storia che risale ancora al 2009-2010, quindi sono passati ben 2 Assessori prima di lei. Sta di fatto che il problema rimane. Sono stati spesi 300 mila euro che dovevano servire per risolvere il problema dell'Alto Vicentino di raggiungere le zone più impervie con mezzi adeguati, però ad oggi ci troviamo che questo mezzo viene scaricato da una parte all'altra della provincia di Vicenza perché a detta di chi lo utilizza quotidianamente è un mezzo scomodo, che non ha alcuna utilità e quindi per far vedere che viene utilizzato viene scaricato da Vicenza a Bassano, da Bassano a Schio e da Schio ad Arzignano. Sta di fatto che, a mio parere, abbiamo sprecato 300 mila euro che dovevano servire a ristorare una zona con contrade in località raggiungibili con mezzi più adeguati di quello acquistato. Probabilmente qua è stata fatta una scelta folle e assolutamente sbagliata. Quello che più dispiace è che queste scelte vengono fatte e poi nessuno ne paga le conseguenze. Comunque ne prendiamo atto, non mi ritengo soddisfatto della risposta, però la risposta non è assolutamente dell'assessore Bottacin, ma di chi nel 2009 ha autorizzato questo acquisto folle.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
Abbiamo terminato le interrogazioni poste oggi all'ordine del giorno.
Adesso dobbiamo passare all'elenco dei progetti di legge di iniziativa popolare iscritti ai sensi dell'articolo 20 dello Statuto. In pratica, dobbiamo rinviare in Commissione questi testi di progetti di legge che sono all'ordine del giorno delle Commissioni e che hanno dei termini, in teoria, per la valutazione e l'approvazione. È un problema di Regolamento che abbiamo già detto anche in sede di Capigruppo. Vedo delle cose che avevo visto per la prima volta nel 2005 all'interno di questa Aula che rimangono non affrontate. probabilmente perché hanno perso anche di attualità e significato.
Se i Presidenti di Commissione e anche i Vicepresidenti, avessero sotto mano l'elenco non sarebbe male. Comunque vi leggo i titoli dei vari progetti di legge. Dobbiamo fare una votazione per ogni progetto di legge da rinviare in Commissione.
PUNTO
4



PROGETTI DI LEGGE ISCRITTI AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO
RINVIO ALLA SECONDA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE RELATIVA A "ISTITUZIONE DEL PARCO DELLA LAGUNA DI VENEZIA" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 1) (DELIBERAZIONE N. 133/2016)

La parola al consigliere Calzavara, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Chiedo il rinvio in Commissione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Calzavara.
Dovete comunicare i tempi!
Se non si comunica nessuna data, è per default 180 giorni. Se è meno, il Presidente della Commissione lo comunica.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 180 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

RINVIO ALLA TERZA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE RELATIVA A "TUTELE REGIONALI IN MATERIA DI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 2) (DELIBERAZIONE N. 134/2016)

La parola al consigliere Sergio Antonio Berlato, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli D'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
Chiedo il rinvio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 180 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

RINVIO ALLA PRIMA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE RELATIVA A "COMUNITà DEL DELTA DEL PO" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 3) (DELIBERAZIONE N. 135/2016)

La parola al consigliere Stefano Fracasso, Vicepresidente della Prima Commissione consiliare.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Chiedo il rinvio in Commissione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 180 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

RINVIO ALLA SECONDA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE RELATIVA A "NORME PER L'ISTITUZIONE DEL PARCO REGIONALE DELLA VALPOLICELLA" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 4) (DELIBERAZIONE N. 136/2016)

La parola al consigliere Francesco Calzavara, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Chiedo il rinvio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Calzavara.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 180 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

RINVIO ALLA SECONDA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE RELATIVA A "NORME PER L'ISTITUZIONE DEL PARCO REGIONALE DEL GARDA VENETO E DELLE COLLINE MORENICHE" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 5) (DELIBERAZIONE N. 137/2016)

La parola al consigliere Francesco Calzavara, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Chiedo il rinvio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Calzavara.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 180 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

RINVIO ALLA SECONDA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE RELATIVA A "MODIFICHE DELLA LEGGE REGIONALE 8 MAGGIO 2009, n. 12 "NUOVE NORME PER LA BONIFICA E LA TUTELA DEL TERRITORIO"" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 6) (DELIBERAZIONE N. 138/2016)

La parola al consigliere Francesco Calzavara, Presidente della Seconda Commissione consiliare.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Chiedo il rinvio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Calzavara.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 180 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

RINVIO ALLA PRIMA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE RELATIVA A "ZERO PRIVILEGI. RIMODULAZIONE DELLE INDENNITà DEI CONSIGLIERI REGIONALI, ABOLIZIONE DELLA DIARIA, DELL'ASSEGNO VITALIZIO, DELL'ASSEGNO DI REVERSIBILITà, DELL'ASSEGNO DI FINE MANDATO, VENDITA DEL PARCO AUTO E NATANTI E MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE 30 GENNAIO 1997, n. 5 "TRATTAMENTO INDENNITARIO DEI CONSIGLIERI REGIONALI", E DELLA LEGGE REGIONALE 13 GENNAIO 2012, n. 4 "ABOLIZIONE DELL'ISTITUTO DELL'ASSEGNO VITALIZIO, RIDUZIONE E SEMPLIFICAZIONE DEL TRATTAMENTO INDENNITARIO DEI CONSIGLIERI REGIONALI"" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 7) (DELIBERAZIONE N. 139/2016)

La parola al consigliere Berti.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Volevo chiedere se, votando contrario, c'è la possibilità di discutere immediatamente la proposta di legge, invece di rimandarla in Commissione?

PRESIDENTE

Lei è a favore della discussione immediata? Vuole motivare questa cosa? Tre minuti di tempo.
La parola al consigliere Berti.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
La motivazione è che: prima si dà voce ai cittadini e meglio è.
Sono anni che è bloccata nel rimpallo tra Commissione e ordine del giorno. È una raccolta di firme che è avvenuta da moltissimo tempo e quindi troviamo sia doveroso discuterla in Aula.
Un progetto di legge è stato presentato dal Movimento 5 Stelle, uno è stato presentato anche dal PD. Il Governatore Zaia ci ricordiamo che in campagna elettorale ci ha fatto una testa così sull'abolizione dei vitalizi, riduzione dei costi della politica etc. etc., adesso è il momento di discuterla.
Addirittura questa è una legge scevra da qualsiasi indicazione politica perché è una legge di iniziativa popolare, quindi direi che è doveroso, essendo noi rappresentanti dei cittadini di tutto il Veneto, andare a discutere quelle che sono le richieste che arrivano da loro. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berti.
La parola al consigliere Fracasso, Vicepresidente della Prima Commissione consiliare.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
A questo punto io come Vicepresidente devo chiedere comunque il rinvio in Commissione e rimettermi alla decisione dell'Aula.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
È un rinvio dal punto di vista tecnico perché penso che, anche un argomento del genere, affrontarlo senza il lavoro fatto in Commissione sarebbe per lo meno discutibile.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 180 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Per richiamo al Regolamento.
Semplicemente per chiarire e perché resti agli atti dell'Aula. Il collega Fracasso, in assenza del Presidente della Prima Commissione, ha espresso il parere a nome della Prima Commissione e aveva indicazione di dire: rinvio all'Aula.
Il Gruppo del Partito Democratico ha votato a favore della proposta del collega Berti.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.

RINVIO ALLA TERZA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE RELATIVA A "L'ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE INIZIALE NEL SISTEMA REGIONALE VENETO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 51) (DELIBERAZIONE N. 140/2016)

La parola al consigliere Berlato, Presidente della Terza Commissione consiliare.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli D'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
Chiedo il rinvio in Commissione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 180 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Voto favorevole di Riccardo Barbisan.

RINVIO ALLA PRIMA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLI COMUNALI DI ESTE E OSPEDALETTO EUGANEO RELATIVA A "ISTITUZIONE DEL NUOVO COMUNE DI ESTE MEDIANTE FUSIONE DEI COMUNI DI ESTE E OSPEDALETTO EUGANEO DELLA PROVINCIA DI PADOVA" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 80) (DELIBERAZIONE N. 141/2016)

La parola al consigliere Fracasso, Vicepresidente della Prima Commissione consiliare.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Chiedo il rinvio in Commissione. Questo è quello già discusso ampiamente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 180 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

RINVIO ALLA PRIMA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CHIOGGIA RELATIVA A "INTERVENTO DECENNALE SPECIALE A FAVORE DI CHIOGGIA PER LO SVILUPPO DELL'AREA METROPOLITANA CON PADOVA E VENEZIA. REALIZZAZIONE DEI COLLEGAMENTI FERROVIARI. FONDAZIONE A TUTELA DEI FIUMI E DEL LITORALE. QUALITà DELLA SANITà E DEI SERVIZI SOCIALI" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 84) (DELIBERAZIONE N. 142/2016)

La parola alla consigliera Erika Baldin.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Questa è una proposta di legge che arriva dal Comune in cui risiedo, quindi gradirei venisse presa in considerazione da tutti.
Nel caso in cui non si potesse farlo, gradirei che si stabilissero dei tempi certi per la discussione in Commissione. Mi dispiace che oggi non sia presente il consigliere Finozzi, glielo riferirò.
Questa è una proposta, vorrei ricordarlo, che va ad agganciarsi anche al discorso che si faceva prima nella mia interrogazione all'assessora Elisa De Berti per quanto riguarda la messa in sicurezza della Romea. Questa proposta contiene appunto l'ampliamento e la messa in sicurezza della strada provinciale Arzeron. Quindi chiedo cortesemente che mi si dia una risposta in merito in tempi brevi o qui o in Commissione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Erika Baldin.
Comprendo la sua sensibilità sul tema e la conosco, faccio solo una precisazione: manca la scheda finanziaria in accompagnamento alla legge e quindi sarebbe difficile affrontarla oggi in Aula.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Torno a chiarire che intervengo a nome del Presidente della Prima Commissione, quindi non a nome del mio Gruppo.
In questo caso, e lo anticipo anche per il punto successivo, non posso che chiedere il rinvio in Commissione di 90 giorni.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Pongo in votazione la proposta di rinvio di 90 giorni per i lavori di Commissione.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

RINVIO ALLA PRIMA COMMISSIONE CONSILIARE DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA DEI CONSIGLI COMUNALI DI RESANA, GRANTORTO, SEGUSINO E SANTA LUCIA DI PIAVE RELATIVA A "APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE QUADRO PER LA PROTEZIONE DELLE MINORANZE NAZIONALI" ISCRITTA ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 20 DELLO STATUTO (PROGETTO DI LEGGE N. 116) (DELIBERAZIONE N. 143/2016)

Il Vicepresidente Fracasso ha già chiesto prima il rinvio.
A nome del collega Finozzi - che mi ha raccomandato di farlo in questa votazione - questo progetto di legge n. 116 verrà esaminato e penso votato nella prossima Seduta di Prima Commissione consiliare.
La parola al consigliere Conte.

Maurizio CONTE (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Con questa assicurazione, chiedo quindi di mettere 30 giorni come termine così rientra in maniera completa in quello che è il percorso della legge.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Conte.
È d'accordo il Vicepresidente sui 30 giorni?... Mi pare di sì.
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli D'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
Colleghi, il mio intervento riguarda questo ma tutti gli altri provvedimenti che abbiamo affrontato di iniziativa popolare che periodicamente ci tornano all'ordine del giorno del Consiglio. C'è una oggettiva possibilità di verificare che alcuni di questi provvedimenti ritornano all'ordine del giorno del Consiglio presentati anche nella passata Legislatura ma sono largamente superati dagli eventi. C'è uno strumento tecnico per evitare che il Consiglio sia periodicamente interessato a questa vicenda: basta che le Commissioni votino il non passaggio agli articoli, laddove si ritenesse opportuno farlo proprio per il superamento del provvedimento e del senso stesso del provvedimento che è stato presentato.
Se le Commissioni votano il non passaggio agli articoli non ci ritroveremo qui sistematicamente a portarci dietro iniziative che sono o datate o decisamente superate.
Quindi propongo ai Presidenti di tutte le Commissioni di valutare la giacenza di tutte queste iniziative e liberare definitivamente il Consiglio da queste incombenze che altrimenti periodicamente ci ritroviamo a dover affrontare.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione di 30 giorni.
È aperta la votazione.
(votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Sospendo la Seduta e ci ritroviamo con la ripresa dei lavori alle 14.30.
Alle 14.25 Capigruppo in Sala del Leone. Grazie.
La Seduta è sospesa alle ore 12.56
La Seduta riprende alle ore 15.12

PRESIDENTE

Riprendiamo i lavori.
La parola alla consigliera Alessandra Moretti.

Alessandra MORETTI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Intervengo sull'ordine dei lavori. Ne ho accennato nel corso della Conferenza dei Capigruppo chiedendo l'inserimento all'ordine dei lavori di oggi della mozione sull'intitolazione a Valeria Solesin di una sala del Consiglio regionale di Palazzo Ferro-Fini.
Valeria Solesin è morta uccisa il 13 novembre 2015 per mano dei terroristi, abbiamo celebrato insieme – eravamo in tanti - i funerali di Stato di questa ragazza.
Il 13 novembre 2015 è morta ammazzata questa giovane ricercatrice veneziana e abbiamo votato tutti insieme all'unanimità una mozione con cui il Consiglio regionale si impegnava a ricordarla. Ci sono stati i funerali di Stato di questa ragazza a San Marco e ricordo ai Colleghi che sono stati dei funerali di Stato imponenti che hanno visto tantissimi anni prima quelli di Daniele Manin.
Signor Presidente, data l'importanza ma data anche l'urgenza, visto che un anno dalla tragedia del Bataclan ricorre appunto il prossimo 13 novembre, credo che questo Consiglio possa certamente trovare 5 minuti per votare all'unanimità questa mozione.
Vorrei anche ricordare ai Colleghi che questa mozione è sì stata presentata dal Partito Democratico ma, come più volte ho chiesto a tutti i Colleghi e a tutte le forze politiche, questa mozione può essere la mozione di tutti noi. Il ricordo di Valeria Solesin non è il ricordo di qualcuno ma è il ricordo di tutti, e noi abbiamo anche il dovere di ricordare questa ragazza all'interno di questo Palazzo affinché la sua memoria possa essere tramandata anche alle future generazioni di Consiglieri regionali che avranno il compito e l'onore di stare e di discutere in queste aule.
Quindi proprio in ragione del fatto che nessuno qui vuole mettere il cappello sopra questa mozione ma c'è proprio una richiesta di farla propria da parte di tutti, credo che sia doveroso da parte nostra che questa mozione venga inserita subito. Troviamo 5 minuti che precedano l'ordine dei lavori da lei indicato, votiamo questa mozione e ci assicuriamo che il 13 novembre il Consiglio regionale abbia offerto alla memoria di questa ragazza un riconoscimento importante e significativo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Alessandra Moretti.
Comprendo la sua richiesta però, come spiegato già in Conferenza dei Capigruppo e mi dispiace che vengano ripetute le stesse cose, adesso partiamo con il PDL n. 185 che è il Rendiconto e col PDL n. 186 che è la variazione generale di Bilancio di previsione.
Iniziamo adesso con questi punti all'ordine del giorno.
La parola al consigliere Zorzato.

Marino ZORZATO (Area Popolare Veneto)

Grazie, Presidente.
Devo dire che la riunione dei Capigruppo di oggi l'ho capita poco perché una richiesta banale che garantiva tempi certi per approvare una mozione mi sembrava il minimo da concedere a un voto probabilmente unanime.
1) Vorrei capire anche il Gruppo della Lega che cosa ne pensa sull'argomento. Se anche il Gruppo della Lega è d'accordo con noi sul voto unanime non riesco a capire perché 5 minuti, per fare una cosa che è opportuna, non si debbano fare.
2) Le chiederei, visto che in Conferenza dei Capigruppo non ho visto questa risposta, di capire come lavoreremo oggi e domani?
Perché questa domanda? Ho ricevuto un invito dal Presidente Zaia di partecipare a una manifestazione, quindi mi deve dire come posso organizzarmi.
Non è polemica. Poi uno se vuole ci va altrimenti fa a meno, ma le due cose assieme non ci stanno e non è che uno lo sa stasera alle 22.00 sulla base di come è andata oggi.
L'ordine dei nostri lavori è una regola che va al di là di maggioranza e opposizione. Quindi chiedo: a) domani mattina si lavora o no? b) chiedo al Capogruppo della Lega, rispetto alla proposta del PD, che diventerebbe proposta d'Aula, ha obiezioni?
Se questo Consiglio non ha obiezioni, non vedo dov'è il problema di fare in 5 minuti un atto che, se non facciamo oggi e lo facciamo lunedì prossimo, siamo volutamente tardivi e volutamente omissivi.
Se non si vuole fare lo si dica. Se si vuole fare in ritardo lo si dica.
Non è un problema tecnico, Presidente, ma è un problema politico il sapere se si vuole o no in 5 minuti approvare una mozione.
È un problema politico sapere come lavoriamo oggi e domani.
Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Zorzato.
La parola al consigliere Scarabel.

Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Non vorrei creare polemiche anche su questo argomento.
Non ero presente alla Conferenza dei Capigruppo però ero presente il giorno dei funerali di Stato, insieme a tantissimi di voi se non quasi tutti. Credo che sarebbe importante arrivare, prima dell'anniversario di questo triste evento, con questo provvedimento che impiega veramente 5 minuti.
Credo che 5 minuti del nostro tempo siano veramente poca cosa e ne abbiamo occupati già di più cercando di spiegare le motivazioni.
Se si può arrivare prima del 13 novembre sarebbe un bel gesto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Scarabel.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Richiamo al Regolamento.
È evidente che la Conferenza dei Capigruppo non si è conclusa con un giudizio unanime per quello che riguarda l'ordine del giorno e soprattutto il cambio dell'ordine del giorno. Lei ha proposto una modifica dell'ordine del giorno che era stato inviato a tutti i Consiglieri ed è altrettanto evidente che per modificare quell'ordine del giorno è necessaria un'unanimità a questo punto, perché siamo a Consiglio convocato.
Noi non l'abbiamo posta sul piano del ricatto. Abbiamo compreso fino in fondo la richiesta della maggioranza di anticipare il Bilancio. Anche se la pausa molto lunga che è stata fatta dimostri che c'è qualche difficoltà nell'affrontare la questione delle nomine da parte della maggioranza. Abbiamo ricordato, come proposto dalla Capigruppo Alessandra Moretti – che c'è una scadenza alla quale tutti noi veneti dovremmo guardare, lei per primo Presidente Ciambetti. Questo Consiglio regionale aveva impegnato lei e la Giunta regionale a ricordare degnamente a un anno di distanza i fatti che sono avvenuti a Parigi e in particolar modo una nostra concittadina che era a fare la ricercatrice a Parigi e che non può essere dopo un anno già dimenticata da questa Giunta e da questo Consiglio.
La richiesta che abbiamo avanzato è quella di ricordarla per sempre in questo Palazzo, esattamente quello che ha fatto la città di Venezia perché a 150 anni di distanza dalla morte di Daniele Manin l'ha voluta ricordare nella sua piazza più importante, che è Piazza San Marco, non per sminuire altre ipotesi o altre proposte, direi che 150 anni di distanza per ricordare una persona dimostrano il valore della proposta di intitolare una Sala di questo Palazzo a Valeria Solesin anche a monito delle future generazioni per quello che è successo, perché siamo rimasti colpiti tutti. E' un atto di fatto bellico a distanza di 70 anni dalla fine della guerra.
Credo, da questo punto di vista, che questo Consiglio abbia il dovere di votare prima di domenica che è il primo anniversario.
Credo che vi offriamo una possibilità unanime.
Non vuole essere la mozione del Partito Democratico ma vuole essere una mozione dell'intero Consiglio firmata da tutti i Capigruppo e votata all'unanimità, poi il prossimo Consiglio si potranno votare altre cose all'unanimità ma questa va fatta entro il giorno 13.
Siccome nessuna garanzia è stata posta nella Conferenza dei Capigruppo, chiedo che si convochi la Conferenza dei Capigruppo - questo è il mio richiamo al Regolamento - per inserire al primo punto all'ordine del giorno la mozione che dedichi una Sala del Consiglio regionale a Valeria Solesin.
Credo che non fare questo sarebbe un'offesa alla storia e alla memoria.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
Mi pare che la polemica innescata non faccia bene sicuramente al nome di Valeria Solesin.
Questa Giunta e questo Consiglio non hanno assolutamente dimenticato quello che hanno votato quasi un anno fa.
La parola all'assessora Manuela Lanzarin.

Ass.ra Manuela LANZARIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Siccome anche la Giunta è stata chiamata in causa, intervengo proprio per sottolineare che, rispetto a quello che è successo e rispetto agli impegni che avevamo preso, noi non ci siamo dimenticati.
I contatti con la famiglia Solesin li ho tenuti io. Si parlava di un contributo poi da specificare come investirlo e proprio la settimana scorsa l'abbiamo un po' definito con la famiglia Solesin e con i rappresentanti di Emergency, che ha realizzato e ultimato l'ospedale materno-infantile in Afghanistan. Il contributo regionale sarà dato per attrezzature nel reparto materno-infantile - quindi in linea con quello che è stato il percorso educativo e formativo di Valeria Solesin – e probabilmente sull'acquisto, lo stiamo valutando adesso, di materiale per bambini specifico come possono essere attrezzature proprio in quel reparto.
Lo stiamo completando con la famiglia Solesin e con il gruppo di Emergency ed è stato in parte anche recepito – lo abbiamo visto in Prima Commissione – nel Piano per la Cooperazione internazionale, che arriverà in Consiglio, dove all'interno c'è anche la parte nel ricordo di Valeria Solesin.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Manuela Lanzarin.
La Conferenza dei Capigruppo la abbiamo appena chiusa dove ho spiegato, come peraltro già preannunciato giovedì sera che la priorità nei lavori d'Aula di oggi era data al Rendiconto e alla variazione di Bilancio. Quindi iniziamo col PDL n. 185, proseguiamo col PDL n. 186 e, ripeto, valuteremo oggi durante i lavori d'Aula cosa faremo domani, dove arriveremo.
Adesso iniziamo con i PDL n. 185 e PDL n. 186.
PUNTO
13.1



DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2015" (PROGETTO DI LEGGE N. 185/2016) APPROVATO

Relazione di maggioranza della Prima Commissione consiliare
"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
il Rendiconto generale è uno strumento imprescindibile, attraverso cui il Consiglio regionale può conoscere e valutare l'attività svolta dall'esecutivo nei dodici mesi trascorsi.
Quello relativo all'esercizio 2015, oggetto del disegno di legge oggi alla nostra attenzione, consta di ben sei volumi ricchi di dati ed informazioni: vi troviamo, tra l'altro, un'esauriente relazione tecnico-contabile, il conto del bilancio (a sua volta composto dal quadro generale riassuntivo, dal conto consuntivo dell'entrata e della spesa), il conto generale del patrimonio con molti allegati estremamente importanti e l'elenco dei beni suscettibili di utilizzazione economica (con specifica della consistenza al 31 dicembre dei beni immobili relativi al demanio regionale, al patrimonio disponibile e al patrimonio indisponibile).
Le poste finali evidenziate dal Rendiconto dell'esercizio 2015 sono le seguenti:
- il fondo cassa risulta pari a 1.470 milioni (erano 1.067,7 l'anno precedente);
- i residui attivi sono determinati in 5.934,2 milioni (erano 6.113,3);
- i residui passivi sono determinati in 7.220,9 milioni (erano 7.858,5);
- il fondo pluriennale vincolato per spese correnti ammonta a complessivi 499,9 milioni (di cui 129,5 per spese correnti e 370,4 per spese in conto capitale): fornisce copertura ad altrettanti impegni assunti, per esigibilità differita, negli esercizi 2015 e successivi e nasce dall'esigenza di applicare il principio della competenza finanziaria cosiddetta "potenziata", rendendo evidente la distanza temporale che intercorre tra l'acquisizione dei finanziamenti e l'effettivo impiego di tali risorse;
- il risultato di amministrazione, determinato sommando il fondo cassa con i residui attivi e sottraendo le altre voci, è negativo per 316,5 milioni.
Considerando che al 31/12/2014 il saldo in questione era negativo per 677,3 milioni – antecedentemente al riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi, effettuato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1853/2015 (ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del d.lgs. n. 118/2011) – si evidenzia un significativo miglioramento del risultato di gestione.
Detto del risultato di amministrazione 2015, occorre tener conto delle poste finanziarie accantonate e di quelle vincolate per legge.
La quota accantonata è pari a 1.989,6 milioni, di cui:
- il fondo anticipazioni di liquidità ammonta a 1.571,2 milioni: tale quota rappresenta le anticipazioni ricevute, ai sensi del decreto legge n. 35/2013, da parte dello Stato nel 2013 e nel 2014 al netto della quota rimborsata nell'esercizio 2014, destinate al pagamenti dei debiti del Servizio Sanitario Regionale (come previsto dall'articolo 1, commi 692-700, della legge n. 208/2015);
- il fondo crediti di dubbia esigibilità ammonta ad 87,3 milioni: un paragrafo specifico della relazione tecnica (vedasi il Volume 1) provvede a dettagliarne la quantificazione;
- il fondo residui radiati a finanziamento regionale ammonta a 62,5 milioni ed è pari al 100% dell'importo dei residui stessi, così come rideterminato in occasione del riaccertamento ordinario; è importante sapere che l'operazione in questione va effettuata annualmente (in base a quanto previsto dal d.lgs. n. 118/2011) in vista dell'approvazione del Rendiconto; nel caso dell'esercizio 2015, la Giunta ha preso atto del riaccertamento effettuato dalle sue strutture con deliberazione n. 967 del 29/6/2016, dopo aver acquisito il parere del Collegio dei Revisori dei conti;
- il fondo rischi legali ammonta a 6,4 milioni ed è frutto di una valutazione effettuata dall'Avvocatura regionale sulla base di criteri prudenziali, fondati sull'esperienza storica maturata attraverso l'ammontare dei pagamenti effettuati, connessi a condanne subite;
- le garanzie fideiussorie concesse dalla Regione assommano 1,1 milioni;
- la tassa automobilistica da restituire allo Stato (ex legge n. 296/2006, art. 1) ammonta a 261 milioni.
La quota vincolata per legge è pari a 878 milioni, di cui:
- 92,8 milioni per vincoli fissati da leggi e da principi contabili;
- 757,8 milioni derivanti da trasferimenti;
- 27,3 milioni per vincoli formalmente attribuiti dall'ente.
Pertanto il disavanzo finanziario al 31/12/2015 risulta determinato in 3.184,2 milioni.
Al netto della contabilizzazione del citato fondo anticipazioni di liquidità, il disavanzo è pari a 1.612,9 milioni, in netto miglioramento rispetto a quello al 31/12/2014 che ammontava a 2.039,3 milioni.
Come riportato anche nella relazione del Collegio dei Revisori dei conti - che, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge regionale n. 47/2012 , ha esaminato il disegno di legge relativo al Rendiconto 2015 trasmessogli dalla Giunta - tale disavanzo è riconducibile a mutui autorizzati e non contratti, e non è quindi imputabile a disavanzo di gestione.
Con la suddetta relazione, datata 5 ottobre 2016, il Collegio ha inoltre attestato la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione finanziaria, esprimendosi favorevolmente circa la sua approvazione.
Al tempo stesso ha formulato alcune, puntuali, osservazioni circa il fondo perdite societarie, i rapporti di debito e credito con gli organismi partecipati, nonché la ricognizione degli agenti contabili esterni (raccomandando che essa trovi completa definizione in una puntuale elencazione delle varie fattispecie); ha auspicato inoltre che l'Avvocatura regionale adotti rapidamente un sistema informatico di monitoraggio dei rischi legali.
Da ultimo, il 26 ottobre scorso la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti si è espressa sul Rendiconto 2015 attraverso il giudizio di parificazione, istituto tipico dell'ordinamento statale e delle regioni a statuto speciale, introdotto dal decreto legge n. 174/2012.
Il giudizio può ritenersi lusinghiero, pur constatando che sono state segnalate alcune criticità, tra cui quella relativa al conto del patrimonio: l'amministrazione regionale dovrà, di qui in avanti, impegnarsi a completare la ricognizione dei beni regionali per determinarne l'effettiva valorizzazione e rilevare la dimensione economico-patrimoniale dei fatti gestionali.
Il Collegio dei Revisori, da parte sua, verificherà lo stato di avanzamento dell'applicazione delle misure nella direzione indicata dalla Corte, relazionando periodicamente all'esecutivo.
Nel precisare che, anche con riferimento all'esercizio 2015, la Regione del Veneto ha raggiunto l'obiettivo di finanza pubblica fissato dalla legge statale, chiudo auspicando che il Rendiconto 2015 possa essere approvato celermente, per consentire l'adozione di successivi provvedimenti la cui mancata approvazione in tempi ristretti si rivelerebbe dannosa per l'amministrazione.
La Prima Commissione consiliare, nella seduta di giovedì 3 novembre 2016, ha concluso i propri lavori in ordine al progetto di legge approvandolo a maggioranza. Hanno espresso voto favorevole i rappresentanti dei gruppi consiliari Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente e Forza Italia; hanno espresso voto contrario i rappresentanti dei gruppi consiliari Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle."
La parola al consigliere Montagnoli.

Alessandro MONTAGNOLI (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Presidente e Colleghi, con questo PDL n. 185 andiamo ad analizzare il Rendiconto di gestione della Regione dell'anno 2015.
Innanzitutto alcuni numeri.
Le entrate accertate nel 2015 sono state di 13 miliardi e 799 milioni delle quali riscosse 10,832 milioni e da riscuotere 2,967 miliardi.
Le spese invece sono state di 13,452 miliardi: 9,776 miliardi pagate e 3,675 ancora ad pagare.
Da questo deriva i valore dei residui attivi che alla data del 2015 corrispondono a 5,934 miliardi e un totale di residui passivi di 7,220 miliardi.
La situazione di cassa, che unitamente ai residui ci dà poi il saldo del Bilancio 2015, partivamo da 1 miliardo e 67 milioni a fine 2014, chiudiamo il fondo cassa a fine anno 2015 con 1 miliardo e 470 milioni di euro. Sicuramente è una somma considerevole.
Da questi dati la prima cosa che appare agli occhi rispetto al dato 2014 è come si chiude il Bilancio 2015, penso positivo, tenendo conto che noi lo valutiamo da quando siamo in carica con l'attuale Consiglio e soprattutto l'attuale Giunta, e ci ritroviamo un risultato finale di 316 milioni come risultato di amministrazione in netto miglioramento rispetto all'esercizio precedente. Questo penso sia il primo dato positivo che consegniamo ai veneti perché nel 2014 avevamo più di 600 milioni di risultato negativo e chiudiamo il 2015 con un miglioramento sicuramente notevole.
Questo porta a un disavanzo finanziario a fine 2015 di 3 miliardi e 184 milioni, chiarendo però che è composto di due voci principali dovute non a responsabilità del Veneto ma a una norma nazionale. Noi abbiamo dimostrato che i soldi in cassa li abbiamo, per cui questi 3,100 miliardi sono frutto di 1 miliardo e 575 del Fondo anticipazione liquidità sulla sanità. L'altra parte cioè 1 miliardo e 612 è l'ammontare dei debiti autorizzati ma non concessi. Questa è una valutazione per capire, soprattutto in momenti in cui si discute di referendum e di togliere competenze alle Regioni per passarle a Roma, se tutte le Regioni d'Italia hanno la possibilità come noi di fare dei debiti e poi di non attuarli pur avendo i soldi in cassa, attraverso la gestione di Bilancio.
Questo significa Regione virtuosa e questa sarebbe una delle cose da mettere nel cappello delle riforme costituzionali: premiare i virtuosi. Noi abbiamo un disavanzo contabile di 3,100 miliardi ma frutto di due cose che con il Veneto qui c'entra poco.
Comunque, nonostante questi dati, sicuramente il risultato è positivo rispetto all'anno precedente.
Sono stati rispettati tutti i 6 parametri, lo sapete sono cassa e competenza, nelle varie funzionalità.
Il parere è favorevole del Collegio dei Revisori dei conti.
Tra le voci principali che abbiamo nel Rendiconto, anche queste dovute alla nuova normativa, ci sono: il fondo crediti di dubbia esigibilità che corrisponde di 87 milioni; il fondo residui radiati al 31.12.2015 di 62 milioni di euro; il fondo rischi legali per 6,414 milioni; 1 milione e 105 sono le garanzie fideiussorie concesse dalla Regione. A Bilancio ci sono 261 milioni della tassa automobilistica che dobbiamo ritornare allo Stato centrale. Un indice positivo sicuramente è quello della tempestività dei pagamenti perché vede nell'intero Bilancio il dato medio di 22,46 giorni di tempestività dei pagamenti.
Sicuramente siamo all'interno di tutti i valori relativi al contenimento della spesa ad incarichi su studi, consulenze e anche su quello della relazione pubblica.
I Revisori si soffermano anche sulla questione dei derivati che tanto ci hanno occupato nell'esame del Bilancio l'anno scorso, ricordo anche con attacchi che non dovevano essere fatti alla Giunta regionale. Oggi noi abbiamo due derivati, Regione Veneto 2003 e 2005 fatti anni fa. Qui prendo spunto non tanto dalle parole mie ma da quello che ha detto il Presidente del Collegio dei Revisori: oggi noi siamo nell'impossibilità di rinegoziare questi contratti dei derivati.
L'assessore Forcolin si sta impegnando a livello nazionale per far passare un concetto di premiare gli Enti virtuosi. Sono stati fatti anni fa ma chi è sotto un certo tasso non può andare a rinegoziarli. Chiediamo, insieme col sostegno anche dall'opposizione che governa a livello nazionale, che si possa consentire alle realtà virtuose di essere messe nelle stesse situazioni delle altre realtà che hanno usufruito in maniera molto più pesante di quelli che sono questi strumenti. È il Governo nazionale che ha fatto queste iniziative sullo spunto di alcune lobby che adesso sostengono il referendum per il sì. Magari qualche domandina ce la potremmo fare.
È un Bilancio consultivo che è frutto anche del riaccertamento straordinario dei residui.
Rispettiamo tutti i dati sul pareggio di Bilancio, il vincolo sulle spese del Patto di stabilità, il tetto dell'indebitamento.
La situazione a fine 2015 prevede un indebitamento della nostra Regione di 1 miliardo e 125 milioni con la quota rimborsata di 68 milioni nel 2015.
Si sa – e questo è stato rilevato dai Revisori dei Conti ma anche dalla Corte dei Conti - che la Giunta anche con mandato del Consiglio sta operando celermente sia sulle società a partecipazione regionale che sugli Enti strumentali con l'elenco della situazione ad oggi.
Per quanto riguarda i costi del personale sono in diminuzione. Il personale della Regione Veneto a fine 2015 è 2.532 Giunta e Consiglio con una spesa annua di 136 milioni, è in diminuzione del 12% rispetto all'anno precedente.
Ricordo quando anch'io ero in Parlamento che il Governo Berlusconi è caduto nel novembre 2011 con un debito pubblico di 1.771 milioni e oggi ne abbiamo più o meno 2.200. Se tutte le Regioni d'Italia e soprattutto lo Stato avessero applicato in questi anni i sistemi di virtuosità della nostra Regione, dove è calato l'indebitamento, dove sono calati i costi del personale, dove è stata messa in moto l'attività sulle partecipazioni e sulle controllate, dove c'è un saldo di cassa importante 1 miliardo e 470, penso che questo Paese non sarebbe messo così male.
Tra l'altro sappiamo che il Veneto, anche dai dati e dalle verifiche che si fanno, sta subendo la situazione a livello nazionale per quanto riguarda la quantificazione e la qualificazione del proprio debito.
Le voci principali di Bilancio sono 63 milioni di impegno sugli organi istituzionali, 23 milioni le relazioni istituzionali, 2,726 milioni sulla solidarietà, 140 mila euro sulla sicurezza e ordine pubblico – e mi auguro che riusciremo nel tempo a mettere un po' più di risorse sulla sicurezza, anche se sappiamo che la competenza nostra è molto limitata -, poi 183 milioni le risorse umane e strumentali, 80 milioni agricoltura e sviluppo rurale, 22 milioni e mezzo lo sviluppo di sistema produttivo delle piccole e medie imprese, 9,331 milioni sul lavoro, 7,920 milioni energia, 1 milione e 384 il commercio, 2,917 il turismo, 32 milioni la tutela del territorio, circa 30 milioni per le politiche per l'energia.
La voce principale evidentemente è quella della sanità con un impegno di 8,421 miliardi con pagamenti di 7,957.
Avete visto che la Giunta ha depositato un emendamento che sistema alcuni numeri di Bilancio. Non c'è dubbio che questa maggioranza e questa Giunta, che è in carica da giugno 2015, può presentare ai veneti un Bilancio sano che ha migliorato notevolmente la situazione rispetto al 2014. Questo è certificato anche dalla parifica della Corte dei Conti che ha sollevato ancora alcune criticità sul patrimonio e su alcuni limiti sull'indebitamento, però abbiamo un saldo cassa importante di residui attivi e passivi ridotti rispetto all'anno precedente, l'indebitamento di costi del personale assolutamente dentro la norma.
Penso che possiamo con orgoglio dire che siamo virtuosi e chiederemo di poter spendere le nostre risorse tenendo conto che a questo Bilancio di 13 miliardi e 700 milioni dovremmo aggiungere un qualcosa che il Presidente Luca Zaia mai ha voluto fare che è stato nominato con "Veneto Tax Free", cioè quel 1 miliardo e 194 milioni frutto della non applicazione dell'addizionale regionale. Quelle tasse che la Regione ha deciso di non far applicare, rimangono nelle tasche dei cittadini. Questo penso sia un altro segnale di buona gestione e buona virtuosità.
Il disavanzo contabile che appare è frutto solo di operazioni di finanza pubblica ma il fatto che noi abbiamo 1 miliardo e 600 milioni di mutui autorizzati non contratti per il fatto che con la gestione ottimale del Bilancio riusciamo annualmente, come vedete dal 2011, a calare la quota di indebitamento, penso sia assolutamente un segnale importante.
È evidente che se avessimo quei famosi 21 miliardi di tasse, penso che tante e tante altre risposte con questa gestione potremo darle ai nostri cittadini veneti.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Montagnoli.
Relazione di minoranza della Prima Commissione consiliare.

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,

iniziamo con la relazione che riguarda il rendiconto sui dati quantitativi.
Il relatore di maggioranza vi si è ampiamente soffermato, quindi li toccheremo in maniera più rapida, sottolineando qualche dato qualitativo di questa relazione e di questo Rendiconto. Iniziamo dagli effetti positivi in termini di leggibilità dei conti e di comparazione tra i conti del Veneto con quelli delle altre Regioni, che l'introduzione del decreto 118/2011 sta portando.
Il primo elemento che sottolineo qui ai Colleghi riguarda il tema dei residui passivi: c'è una riduzione dei residui passivi, anche per effetto appunto del nuovo sistema di contabilità.
La relazione dei Revisori dice che dei residui del 2014 il 50 per cento è stato smaltito, sappiamo qual era la difficoltà dei pagamenti a fronte del fatto che il Patto di stabilità fino all'anno scorso prevedeva praticamente i 6 parametri, ciononostante rimangono 3 miliardi e mezzo di euro sul 2014 e 3,6 miliardi sul 2015, per un totale di 7 miliardi di euro che sono comunque una somma importante a residuo passivo che - lo metto come elemento oggettivo non tanto di giudizio politico - vuol dire che ci sono creditori che aspettano. Probabilmente in questa prima parte del 2016 qualcosa è stato anche smaltito, ma teniamo presente che abbiamo questo arretrato importante da affrontare.
Il secondo elemento riguarda l'insieme di quei fondi che il 118 ha introdotto e che, in previsione, un po' ingessano il Bilancio aumentando tuttavia anche le garanzie e quindi dobbiamo sempre tenerne conto: le anticipazioni di liquidità sono 1 miliardo e mezzo, poi ci sono i crediti di dubbia esigibilità.
Ci soffermiamo sul fondo per i rischi legali, perché nella relazione del Collegio dei Revisori non abbiamo visto nessun accenno al contenzioso aperto sulla realizzazione del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale. È un contenzioso che è già costato diversi milioni di euro al Veneto, che avremmo preferito fossero spesi per fare appunto le rotaie, le stazioni e quello che c'era da fare.
Sappiamo che la partita non è chiusa, in audizione l'assessore Elisa De Berti qualche mese fa diceva su questo punto: "finché non si chiude il lodo io non prendo delle iniziative in senso di attuazione di quella che era la previsione".
E lo stesso Collegio nella relazione dice: "manca un sistema puntuale di monitoraggio dei rischi legali".
Intanto, qui non si faccia menzione di questo rischio che crediamo sia quantitativamente rilevante, un po' quello che abbiamo pagato e un po' quello che pagheremo, inoltre è il caso di tenere ben presente questa faccenda sia per quello che comporta in termini di esborso per le casse della Regione, che preferiremmo fosse sul lato degli investimenti ferroviari, sia perché di fatto ha completamente bloccato tutta l'attuazione dell'SFMR. Abbiamo proposto, in tempi non sospetti, che fosse meglio non parlare più di SFMR, perché credo che a questo punto riprendere quel progetto con gli impegni di 20 anni fa, sia molto complicato.
Detto questo, possiamo affermare che i tempi di pagamento medi di 22 giorni appaiono soddisfacenti, una nota positiva altresì certificata dal Collegio dei Revisori: effettivamente 22 giorni per un Ente pubblico regionale è assolutamente di rispetto.
L'altra nota del Collegio è quella relativamente ai tempi di approvazione dei documenti di Bilancio di programmazione e in relazione, nello specifico, alla contrattazione integrativa.
Il Collegio dice: se vengono fissati gli obiettivi per i dirigenti con tanto di riconoscimento legittimo della premialità, ma poi i documenti di programmazione che quegli obiettivi descrivono - quindi ai quali i dirigenti sarebbero tenuti a corrispondere - arrivano quando si è già a metà anno, è chiaro che non c'è corrispondenza tra premialità sulla produttività dei dirigenti e quello che fa il Consiglio.
Quest'anno ci troviamo in una situazione diversa rispetto all'anno scorso, il Bilancio è stato presentato alle Commissioni venerdì, peraltro noi abbiamo sempre chiesto che la presentazione e anche l'approvazione del Bilancio avvenga entro il 31 dicembre in modo che dal 1° gennaio ci sia la piena operatività e anche in questo senso gli obiettivi che vengono assegnati ai dirigenti possano essere chiari fin dall'inizio: dunque questi sono gli obiettivi, se li raggiungete entro l'anno seguente avrete anche il riconoscimento della contrattazione integrativa, altrimenti non è nemmeno corretto che ci siano.
Gli strumenti di finanza derivata, pur nei vincoli, hanno comportato una fuoriuscita di un flusso di circa 10 milioni nel corso del 2015. È comunque un flusso importante in uscita, sappiamo quando sono nati, sul tema siamo intervenuti più volte e anche oggi interverremo con delle proposte a quest'Aula.
Poi nel corso del 2015 c'è stato il riaccertamento straordinario che ha portato a una revisione dei residui attivi da 6,1 miliardi a 5,4 miliardi, (c'è stata una certa pulizia), e dei residui passivi da 7,8 miliardi a 6,8 miliardi.
Di questo riaccertamento segnalo che c'è una prevalenza della difficoltà sui residui attivi perché di questa diminuzione da 6,1 miliardi a 5,4 poco meno della metà sui residui attivi eliminati, 274 milioni sono stati eliminati e 364 reimputati ad esercizi successivi, cosa vuol dire? Una difficoltà a incassare rispetto alla montagna di residui attivi che sono stati sottoposti all'accertamento straordinario, mentre su quelli passivi la quantità eliminata è molto più bassa, quindi vuol dire che sappiamo bene e meglio chi sono i creditori di quanti non siano i debitori rispetto alla Regione in base a questa operazione fatta nel 2015.
Sul pareggio di Bilancio si è già espresso il collega Montagnoli, in particolare su competenza, cassa, entrate e spese finali, entrate e spese correnti, effettivamente un meccanismo che bisogna ammettere essere infernale, da cui pare che siamo comunque usciti bene.
Già nel Bilancio del 2016 c'è solo l'elemento di competenza, questo permette sia di ridurre i tempi di pagamento e quindi di avere anche una maggiore agilità, sia di attivare quel patto verticale che viene anche segnalato e che deve essere uno strumento che probabilmente nei confronti dei Comuni viene anche reso maggiormente funzionale.
Un'altra nota che invece io considero non positiva di questo Rendiconto riguarda le società partecipate, perché la legge sul riordino delle società partecipate è del luglio 2011, sono passati cinque anni e il risultato a Rendiconto è questo: tre sono state dismesse, 22 sono ancora da dismettere, 13 da concludere la liquidazione, 7 hanno in corso procedure concorsuali e 24 sono quelle da mantenere.
Allora, tolte quelle da mantenere, in cinque anni l'azione di riordino delle società partecipate ai sensi della legge del 2011 devo dire che ha dato dei risultati molto limitati, tant'è vero che il contenimento della spesa è stato di 1 milione e 69 mila euro. Voglio dire che, rispetto a quello che si discusse nel 2011, l'effetto e l'azione sono assolutamente minimi. Ancora oggi ci troviamo alle prese con delle situazioni complicatissime, penso a Veneto Agricoltura senza contare la fine di Veneto Nanotech etc., quindi da questo punto di vista mi pare che il consuntivo tiri una linea negativa rispetto all'attività dell'esecutivo.
Poi tutto ciò che riguarda i commissariamenti: sono stati commissariati due Enti Parco, gli ESU, le ATER, per un certo periodo ARPAV, Veneto Agricoltura, persino le ULSS anche se per motivi diversi perché eravamo in discussione del progetto di legge.
Lo strumento del commissariamento è uno strumento straordinario, se possiamo immaginare o comprendere che nel caso delle ULSS ci fossero delle proposte di legge in discussione e il Presidente avesse inteso di commissariare fino a che la legge non fosse arrivata ad approvazione, in altri casi non sussisteva nessuna motivazione di straordinarietà.
Per esempio nel caso delle ATER la legge di riforma è già stata fatta, ARPAV ha superato il commissariamento 15 giorni fa quando abbiamo votato il direttore in quest'Aula, sulla situazione dei Parchi mi pare difficile sostenere che ci sia una legge in approvazione, insomma sembra che la situazione si trascini da molto tempo e quindi da questo punto di vista non sussistono i motivi di straordinarietà per un uso così estensivo del commissariamento.
La valutazione del patrimonio è elemento di non parifica della Corte dei Conti, comunque nel corso del 2015 c'è stata una rivisitazione dei criteri, per esempio utilizzando il patrimonio netto invece del valore nominale per le società partecipate che ha portato a una riduzione del patrimonio di 221 milioni.
Per concludere, evidenziando i punti che collimano tra la relazione del Collegio dei Revisori e le note di non parifica della Corte dei Conti, pare che siano sostanzialmente riconducibili sia alla corretta valutazione del patrimonio, sia agli accantonamenti dei fondi per le perdite societarie.
Nonostante in Commissione il Presidente del Collegio dei Revisori abbia affermato che i dati che loro hanno a disposizione siano stati acquisiti solo successivamente, questi dati darebbero un esito migliore della situazione sia sulla perdita delle società partecipate sia sul sistema di monitoraggio dei rischi e delle cause legali, a cui abbiamo già fatto riferimento, in particolare per la situazione del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale.";
La parola al consigliere Fracasso, correlatore.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Presidente, l'illustrazione sulla parte di variazione poi ci sono altri temi proprio di dibattito che affronteremo, quindi io inizio con la relazione che riguarda il Rendiconto sui dati quantitativi.
Il collega Montagnoli si è ampiamente soffermato quindi io li toccherò ma in maniera più rapida sottolineando qualche dato qualitativo di questa relazione e di questo Rendiconto. Inizio proprio dagli effetti che l'introduzione del 118/2011 sta portando. È scritto anche nella relazione del Collegio dei Revisori che effettivamente questa modifica dei sistemi di contabilità, pur con delle difficoltà iniziali, a mio avviso sta dando dei risultati positivi in termini di leggibilità innanzitutto dei conti e anche di comparazione tra i conti del Veneto con quelli delle altre Regioni, sia in termini di consultivo che di Bilancio di previsione.
Il primo elemento che sottolineo qui ai Colleghi riguarda il tema dei residui passivi.
Diceva il Collega che c'è una riduzione dei residui passivi e questo è vero, anche per effetto appunto del nuovo sistema di contabilità.
La relazione dei Revisori dice che dei residui del 2014 il 50% sono stati smaltiti. Sappiamo qual era la difficoltà dei pagamenti a fronte del fatto che il Patto di stabilità fino all'anno scorso prevedeva praticamente 6 parametri. Ci rendiamo conto di questo. Ciononostante rimangono 3 miliardi e mezzo sul 2014 e 3,6 milioni sul 2015, fanno 7 miliardi che è comunque una somma importante a residuo passivo che vuol dire che ci sono creditori che aspettano. Probabilmente in questa prima parte del 2016 qualcosa è stato anche smaltito, ma teniamo presente che abbiamo questo arretrato importante da affrontare.
Il secondo elemento riguarda l'insieme di quei fondi che il decreto 118 ha introdotto che, in previsione, un po' ingessano anche il Bilancio aumentando tuttavia anche le garanzie. Quindi dobbiamo sempre tenerne conto: le anticipazioni di liquidità sono 1 miliardo e mezzo, i crediti di dubbia esigibilità...
Io mi soffermo sul fondo per i rischi legali. Nella relazione – mi riferisco alla relazione del Collegio dei Revisori – non ho visto nessun accenno al contenzioso aperto sulla realizzazione del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale. È un contenzioso che è già costato diversi milioni al Veneto, che avremmo preferito fossero spesi per fare appunto le rotaie, le stazioni e quello che c'era da fare.
Sappiamo che non è chiusa la partita. Mi ricordo in audizione che l'assessora Elisa De Berti qualche mese fa diceva su questo punto: "finché non si chiude il lodo io non prendo delle iniziative in senso di attuazione di quella che era la previsione".
Nella relazione il Collegio stesso dice: "manca un sistema puntuale di monitoraggio dei rischi legali".
Qui non si fa menzione di questo rischio che c'è, esiste, e credo sia un rischio anche quantitativamente rilevante direi che è il caso di tenere ben presente questa faccenda sia per quello che comporta l'esborso per le casse della Regione, sia perché di fatto ha completamente bloccato tutta l'attuazione dell'SFMR. Io ho proposto, in tempi non sospetti, che addirittura era meglio cambiargli nome e non parlare di SFMR, parliamo di un'altra cosa. Credo che a questo punto riprendere quel progetto con quegli impegni com'era nato, ormai 20 anni fa, sia molto complicato.
Secondo rilievo. Sui tempi di pagamento medi devo dire che 22 giorni mi pare un tempo buono. Questo è contenuto nella relazione. È una nota positiva da sottolineare certificata dal Collegio dei Revisori: effettivamente 22 giorni per un Ente pubblico regionale è assolutamente di rispetto.
L'altra nota del Collegio è quella relativamente ai tempi di approvazione dei documenti di Bilancio di programmazione e in relazione, nello specifico, alla contrattazione integrativa.
Il Collegio dice: se vengono fissati gli obiettivi per i dirigenti con tanto di riconoscimento legittimo della premialità, ma poi i documenti di programmazione che quegli obiettivi descrivono - quindi ai quali i dirigenti sarebbero tenuti a corrispondere - arrivano quando si è già a metà anno, è chiaro che non c'è corrispondenza tra premialità sulla produttività dei dirigenti e quello che fa il Consiglio.
Quest'anno ci troviamo in una situazione diversa rispetto all'anno scorso. Il Bilancio è stato presentato alle Commissioni venerdì, peraltro noi abbiamo sempre chiesto che la presentazione e anche l'approvazione del Bilancio avvenga entro il 31 dicembre in modo che dal 1° gennaio ci sia la piena operatività. In questo senso gli obiettivi che vengono assegnati ai dirigenti possano essere chiari fin dall'inizio: questi sono gli obiettivi, se li raggiungete entro l'anno seguente avrete anche il riconoscimento della contrattazione integrativa, altrimenti non è nemmeno corretto che ci siano.
Gli strumenti di finanza derivata, pur nei vincoli, hanno comportato una fuoriuscita di un flusso di circa 10 milioni nel corso del 2015. È comunque un flusso importante in uscita, sappiamo quando sono nati. Sul tema siamo intervenuti più volte e anche oggi interverremo con delle proposte a quest'Aula.
Poi nel corso del 2015 c'è stato il riaccertamento straordinario che ha portato a una revisione dei residui attivi da 6,100 miliardi a 5,4 miliardi e dei residui passivi a 7,8 miliardi a 6,8 miliardi.
Di questo riaccertamento segnalo che c'è una prevalenza della difficoltà sui residui attivi. Di questa diminuzione da 6,100 miliardi a 5,4 poco meno della metà, 274 milioni sono stati eliminati e 364 reimputati ad esercizi successivi, cosa vuol dire? Una difficoltà a incassare rispetto alla montagna di residui attivi che sono stati sottoposti all'accertamento straordinario, mentre su quelli passivi la quantità eliminata è molto più bassa. Quindi vuol dire che sappiamo bene e meglio chi sono i creditori di quanti non siano i debitori rispetto alla Regione in base a questa operazione fatta nel 2015.
Sul pareggio di Bilancio ha già detto il collega Montagnoli, competenza cassa entrate e spese finali, entrate e spese correnti, effettivamente un meccanismo che bisogna ammettere è infernale, comunque siamo usciti bene da queste forche caudine.
Già nel Bilancio del 2016 c'è solo l'elemento di competenza. Questo permette sia di ridurre i tempi di pagamento e quindi di avere anche una maggiore agilità e di attivare quel patto verticale che viene anche segnalato e che deve essere uno strumento che probabilmente nei confronti dei Comuni viene anche reso maggiormente funzionale.
Un'altra nota che invece io considero non positiva di questo Rendiconto riguarda le società partecipate. La legge sul riordino delle società partecipate è del luglio 2011, sono passati cinque anni e il risultato a Rendiconto è questo: tre sono state dismesse, 22 sono ancora da dismettere, 13 da concludere la liquidazione, 7 hanno in corso procedure concorsuali e 24 sono quelle da mantenere.
Tolte quelle da mantenere, in cinque anni l'azione di riordino delle società partecipate ai sensi della legge del 2011 devo dire ha dato dei risultati molto ma molto limitati, tant'è vero che il contenimento della spesa è stato di 1 milioni e 69 mila euro. Voglio dire che, rispetto a quello che si discusse nel 2011, l'effetto e l'azione è assolutamente minimo. Ancora oggi ci troviamo alle prese con delle situazioni complicatissime, penso a Veneto Agricoltura senza contare la fine di Veneto Nanotech etc.. Quindi da questo punto di vista mi pare che il consuntivo tiri una linea negativa rispetto all'attività dell'esecutivo.
Poi tutta la partita che riguarda i commissariamenti: sono stati commissariati due Enti Parco, gli ESU, le ATER, per un certo periodo ARPAV, Veneto Agricoltura, anche le U.L.S.S. ma per motivi diversi perché eravamo in discussione del progetto di legge.
Lo strumento del commissariamento è uno strumento straordinario. Se possiamo immaginare o comprendere che nel caso delle U.L.S.S. c'erano delle proposte di legge in discussione, il Presidente ha inteso che fino a che la legge, comunque fosse, non arrivasse ad approvazione di commissariare, in altri casi a mio avviso non c'è nessuna motivazione di straordinarietà.
Per esempio nel caso delle ATER la legge di riforma è già stata fatta, ARPAV ha superato il commissariamento 15 giorni fa quando abbiamo nominato il direttore in quest'Aula. Sulla situazione dei Parchi mi pare difficile sostenere che c'è una legge in approvazione. Mi pare una situazione che si trascina da molto tempo e quindi da questo punto di vista non trovo i motivi di straordinarietà per un uso così estensivo del commissariamento.
Sulla valutazione del patrimonio. Questo è elemento anche di non parifica della Corte dei Conti. Nel corso del 2015 c'è stata una rivisitazione dei criteri per la valutazione del patrimonio per esempio utilizzando il patrimonio netto invece del valore nominale per le società partecipate che ha portato a una riduzione del patrimonio di 221 milioni.
Detto questo e tornando sui punti che collimano tra la relazione del Collegio dei Revisori e anche le note di non parifica della Corte dei Conti, mi pare che sia sostanzialmente riconducibile sia la questione del patrimonio, cioè della corretta valutazione del patrimonio, sia degli accantonamenti dei fondi per le perdite societarie seppure in Commissione il Presidente del Collegio dei Revisori ha detto che i dati, che loro hanno a disposizione sono dati non portati in relazione ma che hanno acquisito successivamente, darebbero un esito migliore della situazione della perdite società partecipate e sia sul sistema di monitoraggio dei rischi e delle cause legali di cui ho già fatto riferimento in particolare per la situazione del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Siamo sul Rendiconto, c'è un emendamento della Giunta.
Emendamento n. B0001 presentato dalla Giunta, che prevede:
dopo l'articolo 10 è inserito il seguente:
"Art. 10 bis – Rendiconto consolidato.
1. Ai sensi dei commi 8 e 9 dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 "Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi conta bili e degli schemi di Bilancio delle Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42" è approvato l'allegato "Rendiconto consolidato comprendente i risultati della gestione del Consiglio regionale per l'esercizio finanziario 2015".
La parola all'assessore Forcolin.

Ass.re Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Sarò brevissimo.
Ha già illustrato in modo esaustivo il collega Montagnoli i temi del Bilancio ed è entrato in alcune dinamiche il collega Fracasso.
Come previsto dal decreto legislativo 118, la Giunta ha predisposto e depositato stamattina un emendamento che è corposo ma in realtà è la sommatoria comprendente i risultati del Bilancio regionale assieme al Rendiconto del Consiglio regionale per l'esercizio 2015.
Credo che la prassi voglia che ci sia un passaggio in Prima Commissione prima di rientrare in Aula e poi votare il provvedimento.
Sulle altre considerazioni mi rimetto all'esaustivo intervento del collega Montagnoli, che ringrazio.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Forcolin.
È stato depositato l'emendamento che va ad inglobare il Bilancio del Consiglio nel Rendiconto generale.
Serve che l'Ufficio di Presidenza della Prima Commissione si riunisca per dare il parere per poi votarlo in Aula, quindi sospendo la Seduta.
Riprendiamo alle ore 16.00.
La Seduta è sospesa alle ore 15.57
La Seduta riprende alle ore 16.20

PRESIDENTE

Il Consiglio riprende alle 16.30.
La Seduta è sospesa alle ore 16.20
La Seduta riprende alle ore 16.48

PRESIDENTE

Signori, riprendiamo la Seduta.
Sull'emendamento presentato dalla Giunta do un minuto di tempo per eventuali subemendamenti.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Presidente, sul Rendiconto non presentiamo emendamenti ma presentiamo tre ordini del giorno che riprendono sostanzialmente ciò che la Corte dei Conti ci ha detto in sede di valutazione del Rendiconto del Consiglio regionale. Non sono né più né meno quello che abbiamo fatto anche l'anno scorso.
Fra l'altro ci tengo a far notare che l'aver recepito, lo dico in senso positivo, ciò che la Corte dei Conti aveva segnalato in maniera molto corposa lo scorso anno ci ha consentito in qualche modo quest'anno nel Rendiconto di avere meno osservazioni da parte della Corte dei Conti a riconoscimento di un percorso che è stato avviato, che è stato fatto non su tutto ma almeno su alcuni punti e su alcuni elementi.
Quindi questi tre ordini del giorno non fanno altro che recepire quanto la Corte dei Conti ci ha segnalato.
Il primo ordine del giorno è quello relativo al patrimonio. Voi sapete che nell'osservazione della Corte dei Conti non è stato firmato il patrimonio. Noi chiediamo che si riporti il patrimonio all'interno del Regolamento dell'Unione Europea come richiesto nella requisitoria del 26 ottobre 2016 da parte del procuratore regionale della Corte dei Conti.
Quindi impegniamo la Giunta, tra l'altro già un certo tipo di lavoro è stato fatto nel corso di questi mesi, si è addirittura – almeno secondo quello che è stato detto dalla Corte dei Conti - moltiplicato per 2 il patrimonio. Nella rivalutazione del patrimonio della Regione Veneto questa rivalutazione ha generato un aumento del conto patrimoniale per quello che riguarda i valori del patrimonio della Regione. Quindi crediamo sia stata fatta un'azione positiva, perciò invitiamo la Giunta ad andare in questa direzione.
Il secondo in ordine del giorno è quello relativo alle corrette rilevazioni contabili dei flussi finanziari tra la Regione e le società partecipate. Anche qui prevediamo quanto la Corte dei Conti in qualche modo ci ha indirizzato e indicato cioè: a registrare, tra le spese correnti del Bilancio regionale, gli importi riconosciuti alle società partecipate o controllate a titolo di corrispettivo per i servizi da queste ultime erogati alla Regione stessa e direttamente trattenuti dai fondi trasferiti, le somme introitate per conto della Regione dalle società partecipate o controllate a titolo di canoni, tariffe, pedaggi e non riversate; affinché questi siano elementi da un lato di trasparenza e dall'altro di correttezza dei conti e dei rilievi finanziari della Regione soprattutto nel rapporto dei flussi finanziari tra la Regione e le società partecipate.
Il terzo ordine del giorno è una vecchia questione che abbiamo più volte posto, cioè quella relativa ai derivati. È una stipula che è stata fatta a cavallo tra il 2005 e il 2006. Anche quest'anno per i due collar noi paghiamo un tasso di interesse decisamente superiore perché siamo assolutamente fuori da qualsiasi logica di mercato. Per l'esercizio 2015 gli oneri derivanti dai flussi differenziali di interessi per i derivati sono pari a 10 milioni e 357 mila euro che buttiamo fuori dalla finestra, regaliamo al sistema bancario. Oltretutto non sono neanche banche del nostro territorio, quindi li regaliamo proprio fuori da ogni logica.
Con questo ordine del giorno noi impegniamo la Giunta regionale a rinegoziare le condizioni contrattuali dei contratti collar al fine di ridurre gli effetti negativi sul Bilancio regionale.
Poi può darsi che non ci si riesca, può darsi che le situazioni siano talmente capestro che diventano negative, ma il non tentarci secondo me è un errore gravissimo.
Io credo che sia giunta l'ora di smetterla di regalare soldi ogni anno del Bilancio della Regione alle banche: 10 milioni e passa di euro quest'anno. Ogni anno nel Bilancio di previsione sono un po' meno perché prevedete 8-9 milioni che poi diventano 9 e mezzo, poi diventano 10. Il risultato è che ogni anno c'è un flusso di risorse. Pensate quante cose potremo fare con 10 milioni e mezzo di euro anziché regalarli alle banche che non ne hanno assolutamente bisogno.
Abbiamo presentato questi tre ordini del giorno, chiediamo su questo di poter votare e mi auguro ci sia anche un parere favorevole da parte della Giunta o comunque un impegno ad andare nella direzione auspicata anche dalla Corte dei Conti. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
La parola all'assessore Forcolin.

Ass.re Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Ringrazio per l'esiguo numero di ordini del giorno che sono stati presentati e per la responsabilità con la quale abbiamo lavorato in Commissione e in quest'Aula per il Rendiconto.
Sul primo ordine del giorno che parla del patrimonio, quindi dei beni del patrimonio, siamo assolutamente favorevoli quindi preannuncio già, con il collega relatore Montagnoli, il voto favorevole.
Il secondo ordine del giorno se fosse un po' più chiaro perché nell'"impegna la Giunta a registrare tra le spese correnti del Bilancio regionale gli importi riconosciuti alle società partecipate o controllate a titolo di corrispettivo per i servizi da queste ultime erogati alla Regione stessa e direttamente trattenuti dai fondi trasferiti" non vi sono problemi, ma se il secondo passaggio potesse essere chiarito maggiormente perché non riusciamo a capire cosa vorrebbe intendere. Sull'ultimo passaggio dell'ordine del giorno n. 2 "a garantire la corretta rilevazione" ovviamente favorevole.
Ordine del giorno n. 3 siamo favorevoli a "rilevare correttamente gli strumenti finanziari". È il decreto 118 che ci chiede questo pertanto anche la Corte dei Conti. "A rinegoziare le condizioni contrattuali" abbiamo detto in Commissione che ad oggi è difficile perché la partita ha un costo rilevante, ma stiamo trattando a livello di tavolo romano perché vi ricordo che il fondo nazionale oggi prevede solo la chiusura per quelle Regioni che hanno una somma superiore ai 250 milioni di euro, che suona tanto come una beffa perché la Regione Veneto è Regione virtuosa e al di sotto di questa soglia ma oggi non può attingere a questo fondo nazionale.
Per cui sarà compito di tutti – lo estendo anche alla parte di opposizione a questo Consiglio – lavorare nelle Commissioni Affari finanziari del Governo affinché questa soglia possa essere determinata o gestita anche sotto i 250 milioni di euro. Lo stiamo vedendo con una proposta che va dai 50 ai 250 proprio per tenere quel range che oggi la Regione Veneto ha e non viene premiata, mentre vengono premiate quelle Regioni che hanno speso molto di più, quindi sopra soglia, sopra i 250 milioni di euro.
Questa è la nostra posizione, pertanto il passaggio di rinegoziare ad oggi è assolutamente difficile se non interviene una norma nazionale che ci consente di stemperare e allineare questo tipo di esborso che la Regione Veneto avrebbe e che oggi non è premiato da un fondo che premia solo chi ha un esborso superiore ai 250 milioni e non sotto, come la Regione Veneto.
Quindi la prima parte è okay, sulla seconda parte non siamo favorevoli.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Forcolin.
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Accolgo la proposta del Vicepresidente Forcolin. Sul primo è favorevole e non ci sono problemi; sul secondo ordine del giorno possiamo espungere dal testo il secondo capoverso, manteniamo il primo e il terzo.
Il secondo impegno, dalle parole "le somme introiettate" fino a "non riversate" lo possiamo togliere. Accolgo la proposta che mi ha fatto l'assessore Forcolin, anche per velocizzare i tempi.
Sul terzo ho capito il senso dell'intervento, lo manteniamo, ci sarà parere contrario. Abbiamo accolto la parte positiva del primo punto, ma lo manteniamo così com'è perché per noi questa è una battaglia culturale politica.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
Mi pare che siamo arrivati ad una condivisione dell'ordine del giorno.
Non ci sono agli interventi sul rendiconto.
Siamo all'emendamento n. B0001, che è l'inserimento del Bilancio del Consiglio nel Rendiconto.
La parola al consigliere Pigozzo, che in Ufficio di Presidenza si occupa del Bilancio del Consiglio.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Solo per rendere edotta tutta l'Aula rispetto al motivo tecnico dell'inserimento di questo emendamento che integra il Rendiconto generale della Regione con il Rendiconto del risultato di gestione del Consiglio regionale che abbiamo votato, dopo il PDL 23 ed è stato votato all'unanimità quella sera dall'Aula.
Quindi, l'inserimento voluto dal decreto 118 dentro al Bilancio della Regione del Rendiconto del Consiglio è il motivo tecnico di questo Emendamento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
Dichiaro chiusa la discussione generale sul Rendiconto, passiamo alla votazione degli articoli.
Articolo 1.
Pongo in votazione l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 2.
Pongo in votazione l'articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
Pongo in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 4.
Pongo in votazione l'articolo 4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 5.
Pongo in votazione l'articolo 5.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 6.
Pongo in votazione l'articolo 6.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 7.
Pongo in votazione l'articolo 7.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 8.
Pongo in votazione l'articolo 8.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 9.
Pongo in votazione l'articolo 9.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 10.
Pongo in votazione l'articolo 10.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Siamo sull'emendamento n. B0001.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Per dichiarazione di voto sull'emendamento. Il nostro sarà un voto di astensione perché sappiamo di avere votato il Rendiconto del Consiglio, tuttavia c'è un voto che è politico sul Rendiconto complessivo del Bilancio e quindi su questo emendamento il nostro sarà un voto di astensione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Parere favorevole del relatore.
Pongo in votazione l'emendamento n. B0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 11.
Pongo in votazione l'articolo 11.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
A questo punto ci sono più ordini del giorno.

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Fracasso, Moretti, Azzalin, Dalla Libera, Ferrari, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni e Zottis relativo a "La Giunta regionale rediga correttamente il conto del patrimonio secondo il regolamento dell'Unione Europea" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2015" (Progetto di legge n. 185/2016) (Deliberazione n. 144/2016)

"IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
Premesso che il Procuratore regionale della Corte dei Conti nella sua requisitoria del 26 ottobre 2016, in sede di giudizio di parificazione sul Rendiconto generale della Regione Veneto per l'esercizio finanziario 2015, ha rilevato in merito al Conto patrimoniale che: "rimane ancora molto lavoro da far e (...) per completare la ricognizione del complesso dei beni regionali e determinare l'effettiva valorizzazione degli stessi o meglio, nell'ottica della contabilità economica recepita con il nuovo sistema contabile armonizzato, per rilevare la dimensione economica-patrimoniale dei fatti gestionali ".
Premesso che la Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per il Veneto il 26 ottobre 2016 in sede di giudizio di parificazione sul Rendiconto generale della Regione Veneto per l'esercizio finanziario 2015 ha rilevato che: "Allo stato, non può dirsi che la Regione operi una corretta rilevazione dei beni patrimoniali, la quale non può prescindere dalla conoscenza della consistenza del patrimonio immobiliare. E ciò è tanto più grave in presenza dì un patrimonio immobiliare complesso e articolato come quello in esame (...). "(...) Le carenze evidenziate presentano ancora oggi una indubbia gravità, atteso che il patrimonio immobiliare, oltre a costituire un elemento fondamentale ai fini economico-finanziari, infatti, presenta particolari ricadute sull'intera attività di un ente territoriale, in quanto la piena valorizzazione del patrimonio può concorrere a finanziare politiche di investimento, senza l'obbligo di ricorso all'indebitamento bancario o come leva per diminuirne il costo; l'utilizzo e la valorizzazione del patrimonio di proprietà può favorire l'attivazione di interventi e politiche di sviluppo e, infine, una efficiente gestione del patrimonio di proprietà permette un incremento delle entrate correnti e la riduzione complessiva della spesa (...). "Quanto ai punti concernenti le "Poste finanziarie del Conto Patrimonio ", in riferimento alle quali sono state evidenziate criticità, la Regione non ha fornito alcuna giustificazione o chiarimento
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a effettuare un'identificazione analitica dei beni del patrimonio regionale e definirne il reale valore di mercato nonché i costi manutentivi da sostenere, al fine di consentire una efficace razionalizzazione dell'uso delle risorse pubbliche e realizzare un'oculata pianificazione strategica di medio periodo;
ad adottare per il conto del patrimonio i criteri di classificazione e valutazione previsti dal regolamento UE (sistema SEC 2010) vincolante per il nostro ordinamento."
Parere favorevole del relatore.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. B0002.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Fracasso, Moretti, Azzalin, Dalla Libera, Ferrari, Guarda, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni e Zottis relativo a "La Giunta regionale provveda ad una corretta rilevazione contabile dei flussi finanziari tra la Regione e le società partecipate" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2015" (Progetto di legge n. 185/2016) (Deliberazione n. 145/2016)

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
Premesso che la Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per il Veneto il 26 ottobre 2016 in sede di giudizio di parificazione sul Rendiconto generale della Regione Veneto per l'esercizio finanziario 2015 ha rilevato che "L'analisi dei rapporti finanziari tra Regione e partecipate ha fatto emergere il permanere delle irregolarità già riscontrate in merito alla corretta qualificazione di alcuni flussi finanziari ci si riferisce, in particolare ai ricavi derivanti da canoni e affitti di varia natura per l'utilizzo dei beni demaniali (rete viaria in gestione alla società) introitati da Veneto Strade s.p.a., destinati poi agli interventi sulla rete viaria (regionale e provinciale) in gestione. Questi generano un flusso che non trova riscontro nel bilancio regionale, come invece dovrebbe essere, considerato che la società medesima svolge un 'attività dì riscossione in relazione ad una funzione delegata dalla Regione nonché ai contributi in conto funzionamento in favore sempre dì Veneto Strade s.p.a., ma anche della Sistemi Territoriali s.p.a., sostanzialmente riconducibili ad una forma di finanziamento. Analoghe considerazioni in ordine alla mancata rilevazione dei flussi, con il conseguente impatto sul bilancio regionale, sono state formulate con riferimento ai canoni, pedaggi e tariffe inerenti l'esercizio delle attività dì gestione delle vie navigabili che la Sistemi Territoriali s.p.a., in base a quanto previsto dal contratto dì servizio (art. 6), riscuote, non riversandoli agli enti proprietari (Regioni e Province) e contabilizzandoli come "proventi" da impiegare per lo svolgimento delle attività previste dal predetto contratto, nonostante gli stessi concorrano a determinare il corrispettivo del servizio e corrispondano, quindi, dal lato Regione, ad una spesa. In altri casi, il flusso costituisce una forma dì assunzione di indebitamento della società, come nel caso dì Veneto Acque s.p.a., di Veneto Sviluppo s.p.a. e di Sistemi territoriali s.p.a.. Ancora; in altri casi (Veneto Sviluppo s.p.a.) il corrispettivo dell'attività svolta (c.d commissione per la gestione dei fondi di rotazione affidati alla società) non produce un flusso in uscita dal bilancio regionale né un costo per la medesima, in palese contrasto con la stessa natura dei fondi, quali dotazioni di liquidità messi a disposizione per il raggiungimento dì determinali scopi. Ma vi è di più. Sul piano contabile, infatti, la gestione di tali fondi si configura come una gestione fuori bilancio, in quanto gli stessi sono utilizzati per attività di finanziamento agevolato, concessioni di garanzie e controgaranzie, concessioni di contributi a fondo perduto su incarico e secondo le indicazioni operative della Regione per l'attuazione di politiche regionali. Infatti, le relative risorse si collocano al di fuori del sistema gestionale diretto della Regione, con immaginabili conseguenze anche sotto il profilo della garanzia del mantenimento del vincolo dì destinazione che le assiste. Sempre sul piano contabile, sono state rilevate carenze sotto il profilo della rendicontazione quanto mai necessaria, atteso che la società gestisce risorse pubbliche secondo lo schema del mandato con rappresentanza. Come già osservato lo scorso amo, la mancata e/o corretta rilevazione contabile dei flussi da e verso la Regione influisce sul bilancio regionale concretizzandosi nella mancata registrazione di entrate e di spese. Sempre sotto il profilo dei rapporti finanziarie sono state riscontrate rilevanti criticità anche in ordine agli affidamenti diretti in favore dì alcune società
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a registrare tra le spese correnti del bilancio regionale gli importi riconosciuti alle Società partecipate o controllate a titolo di corrispettivo per i servizi da queste ultime erogati alla Regione stessa, e direttamente trattenuti dai fondi trasferiti;
a garantire una corretta rilevazione contabile dei flussi finanziari tra la Regione e le società partecipate, assicurando la doverosa trasparenza sul mantenimento del vincolo di destinazione delle risorse."
Parere favorevole del relatore, con la modifica che l'assessore Forcolin e il consigliere Ruzzante hanno prima concordato.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. B0003.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Ruzzante, Moretti, Azzalin, Dalla Libera, Ferrari, Fracasso, Guarda, Pigozzo, Salemi, Sinigaglia, Zanoni e Zottis relativo a "La Giunta regionale si attivi per la riduzione degli oneri prodotti dagli strumenti finanziari derivati" (Progetto di legge n. 185/2016) RESPINTO

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
Premesso che la Corte dei Conti - Sezione regionale di controllo per il Veneto il 26 ottobre 2016 in sede di giudizio di parificazione sul Rendiconto generale della Regione Veneto per l'esercizio finanziario 2015 ha rilevato, con riferimento agli strumenti finanziari derivati, incompletezza della nota informativa allegata al bilancio dì previsione 2015, per la parte destinata a rappresentare gli oneri e gli impegni finanziari stimati e stanziati in bilancio, che lascia intravedere carenze sul piano della programmazione e della valutazione rispetto ad una componente (i flussi negativi prodotti dai due derivati in essere) dì non scarsa rilevanza
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a rilevare correttamente gli strumenti finanziari derivati nel Conto del Patrimonio, così come previsto dalle norme internazionali contabili;
a rinegoziare le condizioni contrattuali dei contratti derivati del tipo collar al fine di ridurne gli effetti negativi sul bilancio regionale."
La parola al consigliere Berti.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Per chiedere la sottoscrizione come Gruppo al primo firmatario dell'ordine del giorno ed inoltre per dire che al secondo punto noi voteremo favorevole. È corretto quello che ha detto l'Assessore dicendo che serve una norma nazionale per permettere che sia però lo Stato a pagare i danni, però questo confligge con la tanto sbandierata autonomia che reclama il Veneto. Il Veneto va in giro a dire "ci arrangiamo da soli, siamo autonomi, fateci fare quello che vogliamo". Questa cosa se l'è firmata la Regione Veneto, è fatto tutta da sola la Regione Veneto e poi corre a Roma a piangere per avere i soldi.
È una cosa che ha fatto la Regione Veneto in autonomia, Roma non c'entra niente. Nel momento in cui c'è da togliersi dalle peste un vero autonomista dice "io mi arrangio da solo, soprattutto quando le cose me le sono fatte da solo". Mi aspetto quantomeno una presa di posizione e una volontà forte di risolvere il problema, non di correre a Roma a chiedere i soldi con il cappello in mano perché è una cosa quantomeno avvilente. Se uno è un vero autonomista spero che porti avanti con forza e convinzione dicendo "è stato fatto un errore, ci abbiamo ripensato, noi l'abbiamo fatto e noi lo risolviamo". Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berti.
La parola all'assessore Forcolin.

Ass.re Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Il collega Berti merita una risposta veloce. L'abbiamo visto espertissimo in derivati e poco esperto in tutt'altro rispetto alla massa complessiva del Bilancio regionale. Il Fondo nazionale è un fondo che ha permesso a diverse Regioni che avevano una soglia superiore ai 250 milioni di euro di ripianare con questi contributi le Regioni sprecone.
Noi siamo sotto soglia, quindi chiediamo che anche le Regioni virtuose possano avere una sorta di contributo e lei, invece, la chiama una forma di non autonomia? Le ricordo che i 21 miliardi di euro di residuo fiscali per il momento li ha ancora Roma, quando torneranno a casa in Veneto non avremo bisogno di nessuno.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Forcolin.
Parere contrario del relatore.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. B0004.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio non approva.
Ci sono dichiarazioni di voto?
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Per annunciare il voto negativo sul Rendiconto del Gruppo del Partito Democratico. Le motivazioni sono già state illustrate nel mio intervento da controrelatore e le riassumo brevemente. Specificatamente, riguardano la qualità del Rendiconto non tanto i termini quantitativi e sottolineo particolarmente quello che va riconosciuto come un fallimento rispetto alla razionalizzazione delle società partecipate approvate in quest'Aula nel 2011. Ad oggi il Rendiconto ci dice che solo 3 di quelle oltre 20 società sono state effettivamente razionalizzate, il resto è tutto rimasto come era. Questa era l'azione politica vera dell'Esecutivo e della Giunta che è venuta a mancare.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
La parola al consigliere Conte.

Maurizio CONTE (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Una dichiarazione di voto che ci vedrà contrari.
Volevo far presente al collega Zorzato, che si è astenuto in tutte le votazioni, che non era il nostro bilancio. Per far passare il nostro bilancio, che ci ha imposto all'epoca l'ex Assessore al Bilancio, le ricordo quella famosa operazione di 50 milioni, abbiamo rinunciato a risorse fondamentali per quanto riguarda le nostre materie.
Se avessero ripristinato quei capitoli sarei d'accordo a votare a favore di questo Rendiconto, ma visto che avevano destinato risorse che poi non hanno impegnato e non hanno garantito quelle che erano e sono le necessarie risorse per certi settori - parlo soprattutto della parte ambientale -, ritengo che è impossibile da parte nostra riconoscere in quello una nostra compartecipazione. Inoltre, successivamente alle ultime elezioni, la maggioranza ha fatto una scelta: ha tagliato quelle famose risorse che non erano marchette, perché vedo che ora nelle delibere che stanno arrivando qualche impegno di spesa relativo ad alcune di quelle previsioni ci sono. Forse non tutte allora erano marchette, forse solo quelle riguardanti un Comune come quello di San Martino di Lupari. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Conte.
La parola al consigliere Montagnoli.

Alessandro MONTAGNOLI (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Per dire a nome della maggioranza che esprimiamo voto favorevole. A seguito dell'emendamento della Giunta il dato finale del Bilancio 2015 varia, perché è stato aggiunto anche l'utile del Consiglio regionale come risparmio di spesa: il conto chiude con un miliardo 498 milioni in cassa e bisognerebbe vedere se tutte le Regioni di questo paese hanno questi soldi in cassa. Migliora anche il disavanzo che da 316 va a 304 milioni e conseguentemente il disavanzo complessivo scende a 3 miliardi 173, ma sappiamo frutto di quelle due operazioni.
Quindi, sicuramente un bilancio positivo, frutto anche dell'attività di questa Amministrazione e di questa Giunta che, seguendo anche i rilievi della Corte dei Conti, dalla seconda metà del giugno 2015 ha messo in moto una serie di virtuosità che verranno non cancellate dal referendum nazionale, ma implementate con l'autonomia sperando che quei 20 miliardi restino qua in maniera autonoma adesso e un domani indipendente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Montagnoli.
Non ci sono altri interventi.
Pongo in votazione il PDL 185.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Sospendiamo la Seduta per una Conferenza dei Capigruppo per spiegare l'emendamento che riguarda la variazione di bilancio e per il proseguo dei lavori dopo l'approvazione del PDL 186. Riprendiamo alle ore 17.25.
La Seduta è sospesa alle ore 17.16
La Seduta riprende alle ore 18.10
PUNTO
13.4



DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "VARIAZIONE GENERALE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2016 - 2018 DELLA REGIONE DEL VENETO" (PROGETTO DI LEGGE N. 186/2016) APPROVATO

PRESIDENTE

Riprendiamo i nostri lavori dal PDL 186: "Variazione generale al bilancio di previsione 2016 – 2018 della Regione del Veneto".
Relazione di maggioranza.

"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
il disegno di legge che ci apprestiamo ad esaminare apporta al bilancio di previsione 2016-2018 (legge regionale 24 febbraio 2016, n. 8 ) alcune variazioni negli stanziamenti di spesa ritenute opportune in relazione all'andamento delle politiche regionali. Con riferimento allo stato di previsione delle entrate non si rilevano variazioni; da registrare la sola modifica riclassificatoria di un capitolo di entrata (n. 100793 "Recupero da Veneto Sviluppo spa di risorse del fondo di rotazione di cui all'art. 101 della legge regionale 04/11/2002, n. 33") mediante la contestuale istituzione di un nuovo capitolo di entrata (n. 100900 "Trasferimenti da Veneto Sviluppo spa per il recupero delle risorse relative al fondo di rotazione di cui all'art. 101 della legge regionale 33/2002"); ciò ai fini di quanto previsto dal decreto legislativo 118/2011.
Con riferimento allo stato di previsione delle spese, i principali incrementi agli stanziamenti del bilancio di previsione 2016 riguardano le seguenti Missioni:
- n. 4 "Istruzione e diritto allo studio", per 2,4 milioni di euro;
- n. 5 "Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali", per 1,1 milioni;
- n. 9 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente", per 4,7 milioni;
- n. 10 "Trasporti e diritto alla mobilità", per 5,8 milioni;
- n. 12 "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia", per 0,2 milioni;
- n. 16 "Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca", per 3,7 milioni;
- n. 18 "Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali", per 1,2 milioni.
In compensazione, le principali riduzioni agli stanziamenti del bilancio di previsione 2016 riguardano le seguenti Missioni:
- n. 1 "Servizi istituzionali, generali e di gestione", per 1,1 milioni;
- n. 15 "Politiche per il lavoro e la formazione professionale", per 6,3 milioni;
- n. 20 "Fondi e accantonamenti", per 11 milioni.
Il disegno di legge si compone di 3 articoli, oltre alla dichiarazione d'urgenza, che fissa l'entrata in vigore della legge al giorno successivo alla sua pubblicazione.
I passaggi successivi all'approvazione saranno rappresentati dalla variazione, con appositi provvedimenti amministrativi, sia del Documento Tecnico di Accompagnamento al Bilancio di previsione 2016-2018, sia del Bilancio Finanziario Gestionale 2016-2018.
La Prima Commissione consiliare, nella seduta di giovedì 3 novembre 2016 ha concluso i propri lavori in ordine al progetto di legge approvandolo a maggioranza. Hanno espresso voto favorevole i rappresentanti dei gruppi consiliari LV-LN, Zaia Presidente, Forza Italia, Siamo Veneto e il voto contrario dei rappresentanti dei gruppi consiliari Partito Democratico, Lista Tosi per il Veneto, Il Veneto del Fare-Lista Tosi e Movimento Cinque stelle."
La parola al consigliere Montagnoli, per l'illustrazione.

Alessandro MONTAGNOLI (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
È una variazione di bilancio, ne avevamo già parlato con i Colleghi, fatta dalla Giunta per poter spendere entro quest'anno e dare le risposte a quanto le strutture hanno segnalato.
È una variazione di circa una decina di milioni suddivisa tra i vari capitoli: "Istruzione e diritto allo studio" 2 milioni e 4 milioni; "Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali" un milione e 100; "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente" 4 milioni e 7; "Trasporti e diritto alla mobilità" 5 milioni e 8; "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia" 200 mila euro; "Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca" 3 milioni e 7; "Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali" 1 milione e 2; a cui farà seguito una proposta emendativa da parte del Vicepresidente.
La volontà è quella di approvarlo per far sì che vengano impegnati e spesi i soldi nel territorio velocemente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Montagnoli.
Sono stati depositati emendamenti sia da parte della Giunta che da parte del correlatore, do 5 minuti di tempo per eventuali subemendamenti.
Relazione di minoranza.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
"La proposta di variazione, che comprendiamo essere molto legata anche alla tempestività della possibilità dell'impegno delle cifre, interviene per circa 18 milioni, al netto di variazioni in diminuzione e in aumento, mi pare. Peraltro, su alcune voci viene anche incontro ad istanze che noi avevamo sollevato già in sede di Bilancio di previsione: penso all'incremento di un milione e 100 sui fondi della cultura, che era stata un po' la battaglia che avevamo fatto in sede di Bilancio di previsione 2016; sul diritto allo studio e sulla mobilità, in particolare la mobilità ferroviaria l'avevamo segnalata tra le più gravi, secondo noi, mancanze di quel Bilancio, riguardava tutta la missione della mobilità e del trasporto locale. Invece, tra le voci che ci hanno preoccupato sia in sede di esame nelle Commissioni e che torniamo a sollevare qui ci sono quelle che riguardano la missione politiche per il lavoro e formazione professionale che vede una riduzione di 6 milioni e 3.
A fronte di questo, abbiamo già presentato meno di una decina di emendamenti che invece insistono su temi che riteniamo urgenti, a partire da alcuni come il terremoto in centro Italia che ha risollevato tutta l'attenzione che riguarda la sicurezza delle strutture pubbliche. Noi torniamo a chiedere un maggiore impegno su questo fronte con un emendamento che riguarda uno stanziamento per l'edilizia scolastica.
Poi, sempre in termini di scuola, chiediamo la copertura dell'intero fabbisogno dei fondi per le scuole primarie e gli asili nido, paritarie e nidi. Anche su questo c'è un nostro emendamento.
Sulla cultura ritorniamo a segnalare le difficoltà della Fondazione Teatro Fenice di Venezia e Arena di Verona; ma nell'incontro che abbiamo avuto con l'Assessore su questo versante ci sono anche delle notizie positive che vengono dalla Giunta.
Poi sottolineiamo la situazione di difficoltà di Veneto Strade, anche le notizie di stampa di questi giorni che paventano una possibile soluzione non più veneta nella gestione delle strade ci preoccupa e sappiamo essere legata ad una difficoltà finanziaria della società per la gestione delle strade regionali e di quelle provinciali trasferite, per questo portiamo un emendamento per incrementare i fondi a Veneto Strade.
Tutto il tema dei Consorzi di Bonifica, delle opere fatte dai Consorzi di Bonifica per conto della Regione, su questo, peraltro, l'incontro di prima invece ha dato delle aperture positive su questa nostra richiesta.
Infine, due emendamenti di importo minore che riguardano i Contratti di fiume. Sui Contratti di fiume avevamo fatto delle richieste ancora in Bilancio di previsione che, a nostro avviso, sono state disattese in fase di attuazione.
Non ultimo un emendamento della collega Cristina Guarda relativo allo stanziamento sui cosiddetti grandi eventi. È stata anche costituita una commissione che deve valutare, programmare e selezionare i grandi eventi di questa Regione, ma ad oggi su quel capitolo non ci sono stanziamenti.
Questo per illustrare , ripeto, con molta brevità gli emendamenti che abbiamo presentato. È in arrivo l'emendamento della Giunta, dopo che l'Assessore l'avrà presentato mi riservo di fare ulteriori valutazioni."

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
Mi pare che l'invito del correlatore sia stato colto e quindi l'Assessore illustra quanto ha appena depositato.
La parola al all'assessore Forcolin.

Ass.re Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
L'emendamento presentato prima ai Capigruppo riguarda un impegno di 12 milioni e 100 mila euro e si riferisce, sostanzialmente, al PDL Zaia per l'indizione del referendum nell'annualità 2016. Se ricordate, nel Bilancio di previsione erano stati imputati i primi 2 milioni e con il PDL Zaia era stato poi rimpinguato di 12 milioni portandolo a 14 milioni.
Ad oggi il Presidente non ha ancora firmato il decreto liberando pertanto questa somma per il 2016, anche se avete avuto già modo di vedere, nella presentazione di venerdì scorso in Commissione, che questa cifra è stata inserita nel Bilancio di 2017, pertanto il tema non è accantonato ma diventa di attualità nel 2017. Questo importo di 12 milioni e 100, quindi, viene riutilizzato come è stato detto dal relatore consigliere Montagnoli, con il provvedimento di variazione del bilancio; quindi non Assestamento tecnico, operativo post parifica, post DEFR, che sarebbe arrivato in Aula tardi rispetto agli impegni e alle liquidazioni di fine anno. Questa variazione di bilancio, insieme a questo sostanziale e sostanzioso emendamento, va a mettere le strutture nelle condizioni di poter impegnare e liquidare delle somme entro il corrente anno.
I 12 milioni e 100 sono così distribuiti: per quanto riguarda le politiche giovanili, Missione 6 "Sport e tempo libero": un milione 460, sono disposizioni generali in materia di sport e tempo libero, ovvero per un bando che aveva fatto per piccole opere per i Comuni e con questo milione 460 si scorrerebbe tutta la graduatoria del bando.
Missione 5 "Tutela e valorizzazione dei beni delle attività culturale": 400 mila euro, stiamo parlando del settore partecipazione della Regione alle fondazioni di diritto privato l'Arena di Verona e la Fenice di Venezia.
Missione 9 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente", 3 milioni e 900 mila euro, diviso in due voci: 3 milioni 426 per i Consorzi di Bonifica, 500 mila euro "Servizio idrico integrato", legge di stabilità legge, legge n. 7. Stiamo parlando dell'emungimento delle acque per quei Comuni che hanno in casa queste risorse. Quindi nel Bilancio di previsione avevamo erogato 500 mila euro, in variazione mettiamo altri 500 mila per gli impegni che ci eravamo presi nei confronti di questi Sindaci che avevano altre richieste più importanti negli scorsi anni, ma che quest'anno trovano ristoro un milione, 500 più 500.
Missione 10 "Trasporto e diritto alla mobilità", trasporto ferroviario": 6 milioni 314 mila euro, legati alla questione del lodo Not Ingeneering che va a chiudersi con questi fondi che vengono accantonati dai 12 milioni e 100 che dicevo prima. Pertanto, la sommatoria dei 400 mila "Valorizzazione dei beni e delle attività culturali", 1 milione 640 "Sport giovani", 3 milioni e 9 Consorzi di Bonifica ed emungimento e 6 milioni e 3 Net Ingeneering, quindi programma n. 1 missione 10 "Trasporto e diritto alla mobilità", danno un totale di 12 milioni e 100 che sono quelli oggetto dell'emendamento presentato ai Capigruppo e che ora viene presentato all'intero Consiglio.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Forcolin.
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
L'Assessore ha illustrato l'emendamento di Giunta e proprio in previsione di questo non abbiamo depositato due emendamenti, quello che chiedeva i fondi per la bonifica e sulla Fenice, mentre confermiamo il deposito degli altri cinque.
Dell'intera manovra quello che ci lascia con l'amaro in bocca sono questi 6 milioni e 300 mila del lodo SFMR. Una storia lunghissima che inizia nel 1990, Piano dei trasporti della Regione Veneto, dove si dice che bisogna risolvere il congestionamento delle strade, si fa la metropolitana di superficie e da lì parte. Contratto nel '95, se non vado errato, 630 miliardi di allora, Lo Stato si impegna a mettere il 50% e arriviamo al 2016. Una storia lunghissima che ha portato nell'Assestamento 2014 allo stanziamento di 40 milioni per chiudere i primi 3 lodi. Quaranta milioni non per mettere giù i binari, le traversine e le pensiline del servizio ferroviario, ma per pagare le spese legali: 30 milioni e mezzo a Net Ingeneering e 9 milioni e mezzo ad Astaldi.
Poi c'era il quarto lodo. Mi ricordo che già all'inizio del 2015 era annunciato il quarto lodo per 6 milioni, quindi immagino - ma chiedo anche all'Assessore competente - che questi 6 milioni siano per chiudere il quarto lodo. Con questo siamo a 46 milioni e rotti di spese legali di un sistema ferroviario metropolitano regionale che è stato un completo fallimento. Anche con la perdita dei 180 milioni circa che erano stati messi dallo Stato, e sono andati ovviamente su per il camino.
Quindi, ripeto, un fallimento che dovrebbe indurre ad una revisione a mio avviso radicale di quel progetto. Tra l'altro, affidato da Metropolitana S.p.A. ad una società costituita dalla Regione credo nel '95–'96 nemmeno tramite gara, ma con affidamento diretto a Net Ingeneering, quindi una sorta di concessionario unico.
Buttati via 46 milioni. Adesso vorrei capire come si risolve il rapporto contrattuale, se si ha intenzione di risolverlo, con Net Ingeneering o, se si continua con Net Ingeneering come si procede. Perché molte delle opere sono nell'elenco delle incompiute nel rapporto sui lavori pubblici regionali degli ultimi tre anni.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
La parola all'assessora De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
Sicuramente, la questione di Net Ingeneering credo sia molto più nota al consigliere Fracasso che da anni ne sente parlare che non alla sottoscritta e sicuramente è una questione non ingarbugliata di più e effettivamente è una problematica da risolvere.
Sapete benissimo che sulla questione treni ho sempre dimostrato una particolare sensibilità e c'è assolutamente la necessità di sbloccare e migliorare anche l'efficienza del trasporto ferroviario in Veneto. Tutto questo negli ultimi anni è stato rallentato dalla problematica dei vari lodi, e confermo che questo è sostanzialmente il pagamento delle spese legali del quarto lodo che si è chiuso a giugno, che era in merito al pagamento per la direzione lavori e l'acquisto di materiale rotabile a Net Ingeneering dei 22 treni Stadler in uso a Sistemi territoriali. Posto che abbiamo perso il quarto lodo il contratto Net Ingeneering rimane ad oggi tutt'ora vigente.
Tenete presente che in questo momento, con la riorganizzazione delle strutture, i miei dirigenti sono stati cambiati. Con l'Avvocatura aspettavamo l'esito del lodo perché nell'attesa della sentenza non era possibile intervenire. È stata emessa la sentenza per il quarto lodo e abbiamo perso. La situazione era critica, cioè quattro lodi, quattro condanne non è sicuramente semplice, però stiamo facendo un tavolo riunioni per cercare di trovare una soluzione perché così sicuramente non si può andare avanti e non si può neanche temporeggiare. Spero nell'arco di breve tempo di riuscire a portare in Consiglio regionale buone notizie e dirvi che la situazione Net Ingeneering viene risolta. Vi chiedo un po' di tempo per fare gli ulteriori approfondimenti giuridici e tecnici della questione, perché la situazione è veramente complicata.
Consigliere Fracasso, confermo che con i 6 milioni e 3 paghiamo le spese legali del quarto lotto lodo ed è l'ultimo.

PRESIDENTE

Grazie, assessora De Berti.
La parola al consigliere Sinigaglia.

Claudio SINIGAGLIA (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Volevo solo un chiarimento su un emendamento proposto dalla Giunta che riguarda il bando sport di recente istituzione. Se non mi sbaglio scadeva il 10 o il 20 ottobre, siccome i soldi che impegniamo sono legati alla rendicontazione e quindi all'erogazione entro fine anno, volevo capire se c'è la certezza che questo percorso verrà realizzato. Se non mi sbaglio, non sono riuscito a trovare il bando, c'è la necessità di rendicontare entro il 20 dicembre. Quindi non so se c'è la certezza che questo milione e 4 andrà a buon termine; oppure se ci sono delle deroghe previste in modo da tranquillizzare chi ha fatto la richiesta per l'impiantistica sportiva.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Sinigaglia.
La parola all'assessore Corazzari.

Ass.re Cristiano CORAZZARI

Grazie, Presidente.
Questo bando, che vedeva 790 mila euro impegnati, prevedeva tra i requisiti la rendicontazione dei lavori entro il 20 dicembre. Ricordiamo che si tratta di piccoli lavori di manutenzione, quindi anche se si tratta di spese di investimento si tratta di interventi che hanno una dimensione molto limitata; tanto che la stessa premialità del bando era impostata sulla base di dare maggiori punteggi ai più piccoli interventi, quindi rinnovamento dell'impiantistica elettrica, termoidraulica e quant'altro riguardasse gli impianti sportivi.
Le domande che abbiamo ricevuto avevano tra i requisiti di ammissibilità tutta quella documentazione che prevedeva per i Comuni di adempiere al termine prescritto del 20 dicembre per la rendicontazione, a fronte della quale, poi, per noi rendere esigibile l'impegno di spese e fare tutto il lavoro relativo all'impegno entro l'anno in corso secondo quella che è la normativa fiscale.
La problematica dei tempi ristretti era a noi ben nota. Abbiamo cercato di strutturare il bando proprio in modo tale da poter dare la possibilità a quei Comuni che già avevano realizzato interventi, o che avevano in corso di realizzazione interventi di questo tipo di potervi partecipare. Quindi sulla base anche di un approfondimento che abbiamo svolto sia con gli uffici nella parte dei lavori pubblici, sia per quanto riguarda la parte di Bilancio, abbiamo certezza di poter ultimare quello che è tutto il lavoro di istruttoria e di impegno dei fondi entro la fine dell'anno come da normativa.
Certamente, qualora il Comune adduca delle motivazioni che fondino la possibilità di richiedere la proroga è altresì previsto nel bando la possibilità di poter prorogare questi termini. Qualora ciò però sia motivato e fondato sulla base dell'impossibilità del rispetto del termine del 20 dicembre. Quindi anche questa rientra tra le condizioni che permetterebbero comunque di impegnare le somme che qui vengono destinate.
Aggiungo il fatto che la tematica in oggetto sarebbe stata comunque per la dotazione base, che erano i 790 milioni euro, così come un milione e 390 mila euro che vengono destinati oggi. Quindi questa tematica è una tematica che avevamo ben presente fin dall'inizio.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Corazzari.
La parola alla consigliera Patrizia Bartelle.

Patrizia BARTELLE (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
La disciplina normativa in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, decreto legislativo 118/2011, fissa al 30 aprile ed al 31 luglio i termini per l'approvazione del Rendiconto per l'esercizio finanziario da parte della Giunta e del Consiglio regionale. La Corte dei Conti segnala, pertanto, il considerevole ritardo con il quale la Giunta regionale ha approvato il DDL sul Rendiconto generale.
Visto che se ne è parlato in questa sede, riporto inoltre il giudizio sugli strumenti di finanza derivata in cui si rileva l'incompletezza della nota informativa allegata al Bilancio di previsione per la parte destinata a rappresentare gli oneri e gli impegni finanziari stimati stanziati in bilancio, che lascia intravedere carenze sul piano della programmazione e della valutazione rispetto ad una componente: i flussi negativi prodotti dai due derivati in essere di non scarsa rilevanza.
Per quanto attiene la gestione finanziaria del settore sanitario, la Giunta regionale avrebbe dovuto approvare i bilanci preventivi ed economici annuali degli enti del sistema sanitario regionale e della gestione sanitaria accentrata, nonché il bilancio preventivo economico annuale e consolidato entro il 31 dicembre dell'anno precedente e quello di riferimento, nonché pubblicarli entro 60 giorni dalla data di approvazione sul sito internet della Regione.
In riferimento al patrimonio regionale, si nota come l'aggiornamento degli inventari sia un elemento necessario al fine di operare le correrete rilevazioni degli elementi del conto del patrimonio. Tuttavia permangono carenze di indubbia gravità. È necessario avere a disposizione informazioni complete ed adeguate emergenti dai documenti contabili nei quali avvengono le registrazioni di tutti i fatti di gestione del bene, gli inventari appunto.
Essendo la spesa sanitaria circa l'84% del bilancio regionale, parrebbe logico accludere ai bilanci che ci apprestiamo a votare anche gli inventari delle U.L.S.S.. Infine, l'esigenza di individuare soluzioni che assicurano al settore sanitario stabili e continuative fonti di finanziamento, si allinea con la mia richiesta di mettere a frutto il patrimonio immobiliare delle U.L.S.S. non svendendolo, ma gestendolo con logiche di mercato.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Patrizia Bartelle.
La parola al consigliere Azzalin.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Arriviamo con un'aria un po' stanca alla discussione su questa variazione di bilancio. Forse non ci fa bene trattenerci troppo a lungo su singole discussioni, quasi a dire: facciamo in fretta perché dobbiamo andare avanti. Forse c'è del vero in questo, nel senso che probabilmente avremo modo di ricaricarci nella discussione sul Documento di Economia e Finanza e nel Bilancio prossimo. Credo che nelle prossime settimane la tensione deve essere altra e credo anche che dovremmo approfondire meglio alcune questioni.
Il mio voto è contrario. Devo dire che è carente la posizione e l'illustrazione della Giunta perché fa un po' di necessità virtù. Ci sono alcune cose non approfondite con dettaglio e con quella che dovrebbe essere l'accuratezza amministrativa e soprattutto politica. Da un lato abbiamo 15 milioni non spesi e dall'altro 25 milioni di richieste. Giustamente, l'Assessore al Bilancio dice "questi soldi vanno spesi subito, per cui sulla base delle richieste noi finanziamo e quindi risolviamo questa cosa". Oggettivamente, presa così, perché essere contrari?
L'elemento di principale perplessità e di incompletezza nell'informazione è: perché non sono stati spesi questi soldi? Abbiamo fatto una analisi? L'anno scorso l'abbiamo fatta. Quest'anno non è che ci abbiamo messo tanto a fare il bilancio, cos'è che non ha funzionato nella macchina amministrativa? La previsione di quegli interventi o l'efficienza a dare risposte e metterle in pratica e cioè spenderli? Questo è un nodo che rimane sospeso e quindi dovremo cercare di entrare nel merito.
Per quanto riguarda le richieste, nulla da dire, c'è solo l'imbarazzo della scelta si potrebbe dire. Per esempio, sulla bonifica. Noi avevamo preparato un emendamento, l'avevamo pensato ma non lo presenteremo per un semplice motivo: c'è già un impegno di spesa sostanzioso, diceva il mio collega Fracasso, ed è presente nel maxi emendamento della Giunta di 3 milioni e 4 ma per pagamenti di lavori effettuati per conto della Regione dai Consorzi e non pagati. Questa era una cosa che avevamo sollevato a tempo debito e avevamo detto: qual è l'attenzione della Giunta rispetto a questo? Perché si danno degli incarichi e poi non si mantengono gli impegni? Si fa in modo di avere una esposizione bancaria da parte dei Consorzi che li espone ad una situazione anche debitoria. Non ho il quadro complessivo, ma credo che questi 3 milioni e 4 siano veramente una boccata d'ossigeno, almeno in alcune situazioni.
Dovremo fare attenzione e predisporre e pensare di avere una priorità nel bilancio futuro. Rispetto agli stanziamenti normali, correnti nel corso dell'anno futuro dovremo mettere a disposizione dei Consorzi i soldi non solo per pagare i debiti ma anche per quelle che sono le cose che bisognerà fare. L'altro giorno è stato organizzato e io ho partecipato il convegno di celebrazione del 50esimo dell'alluvione nel punto laddove c'è stata la rottura del mare che ha invaso l'Isola della Donzella. Per tre mesi ci sono stati migliaia e migliaia di sfollati, centinaia e centinaia di milioni di danni e quant'altro.
Lì è stata fatta una disamina, so che interessa poco, ma vi tedierò a tempo debito di nuovo su queste cose perché repetita iuvant, è bene non perdere la memoria, si fanno apposta quei convegni e si fanno apposta anche determinati interventi per cercare di ribadirne l'importanza e di fare in maniera che l'attenzione della politica sia tale e non solamente finzione, o quanto meno solidarietà pelosa che non si sbilancia e non stabilisce delle priorità.
In quel convegno è stata detta una cosa molto semplice: le prime difese a mare sono le lagune, il sistema lagunare. Dopo c'è la prima difesa, il primo argine di difesa subito dopo le lagune, poi ce n'è un altro nell'entroterra. Oggi in quella terra - laddove il territorio è a rischio alluvioni, inondazioni - gli unici rischi che possono arrivare arriveranno dal mare e allora bisogna pensare ad una protezione continua.
Colleghi, questa non è una cosa che possiamo snobbare, però è dal 2010 che non viene spesa una lira da parte della Regione sulla vivificazione delle lagune e gli scanni si stanno interrando. Ed è inutile parlare, collega Corazzari, della bocca a mare del Porto di Pila se la laguna di Barbamarco vede soppressi i provvedimenti scanni! Da questo punto di vista non facciamo un interesse, non guardiamo con lungimiranza agli interessi né di quei pescatori, né della sicurezza delle case dei cittadini che abitano nel Delta del Po e nel Polesine. Quindi facciamo un ragionamento di prevenzione a 360 gradi!
Queste cose le sappiamo e lo sa benissimo l'Assessore perché è informato adeguatamente, si è ampiamente documentato. La manutenzione è un fatto esiziale per quei luoghi e se manca non andiamo da nessuna parte, i problemi si acuiranno negli anni. Questo è il punto.
Quindi, su questa cosa della bonifica non ve la potete cavare solo dicendo "abbiamo pagato i debiti, abbiamo già dato". Metto le mani avanti perché dobbiamo tornarci sul bilancio e su questo un ragionamento politico di priorità lo dobbiamo fare.
Collega Finco, lei ha fatto una strenua lotta per avere l'U.L.S.S. nella sua zona. Quindi, lei consentirà che a nostra volta faremo una strenua lotta perché quel territorio sia tutelato e soprattutto sia parimenti da un punto di vista considerato. Detto questo archiviamo questa cosa per adesso.
L'altra questione: Net Ingeneering. Già diceva il consigliere Fracasso però è bene ricordarlo: certamente non può essere annoverato come esempio di efficiente amministrazione da parte delle Giunte di Centro–Destra.
È derubricata dal punto di vista mediatico questa cosa, perché ormai tutto brucia e le notizie vengono... ma sono milioni e milioni che potevano essere risparmiati da parte della Regione. Adesso si mette la parola "fine", anche se c'è qualche coda mi sembra di capire dal punto di vista formale rimane, come ha detto l'Assessore, però la cosa quantomeno si archivia e non genererà altri debiti per i cittadini veneti, che già hanno sofferto di queste inefficienze amministrative.
L'altro punto è il referendum. Qui si apre una prateria, potremo iniziare e finire domani e poi riprendere e lo faremo nel bilancio. Lo faremo perché quei 14 milioni dovremo andare a vedere dove si possono spendere meglio per risolvere i problemi dei veneti. Milione per milione vi dimostreremo come quei soldi possono essere spesi più proficuamente.
Una volta tanto facciamo dell'Amministrazione un qualcosa di meno propagandistico: questa storia del referendum ci terrà a lungo impegnati dialetticamente sul piano del confronto politico, però nella fase di bilancio non lasceremo da parte questa questione, perché non è una questione che non c'entra, perché chiedere all'oste: è buono il tuo vino? Ma chi volete che ci dica che non vuole autonomia? Vuoi tu più autonomia? Ma ci prendiamo in giro?! Ritorniamo alle origini di questa cosa, non stiamo sul fatto formale "mettiamo i soldi per una consultazione popolare"! Andiamo alle origine, andiamo a vedere ed entriamo nel merito di come vengono spesi questi soldi! Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Azzalin.
La parola all'assessore Corazzari.

Ass.re Cristiano CORAZZARI

Grazie, Presidente.
Mi ricordava il collega Forcolin che, nell'ambito di questo provvedimento, ci sarà un'ulteriore sensibilità per il territorio del Delta che è data dal supporto che diamo per la questione dei ponti di barche, pertanto un voto contrario mi stupirebbe molto da parte del consigliere Azzalin.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Corazzari.
La parola al consigliere Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Visto che è rientrata l'assessora Elisa De Berti, c'era una questione che il collega Fracasso, nel presentare alcuni emendamenti, aveva sollevato cioè la questione Veneto Strade.
Ne abbiamo parlato anche in Commissione e sappiamo che questo è un punto critico nel sistema regionale perché questo tipo di realtà, che era stata pensata con un'ottica anche innovativa a suo tempo, negli ultimi anni sta navigando in acque abbastanza travagliate. Visto anche la presentazione del DEFR dove su questo punto non abbiamo riscontrato alcuna indicazione, volevamo capire – e l'emendamento che abbiamo presentato aveva anche questo significato cioè di portare all'attenzione dell'Aula – il destino di questa struttura regionale dove effettivamente le ricadute dei malfunzionamenti della insufficiente disponibilità finanziaria economica di questo Ente trovano poi un riscontro immediato nella scarsa manutenzione della rete stradale, in particolare quella più soggetta ad alterazione come le aree di montagna piuttosto che le manutenzioni di alcune grandi arterie del nostro territorio.
Su questa richiesta di inserire 1 milione come ulteriore finanziamento probabilmente l'Assessore risponderà che da qui a fine anno non riusciremo a spenderli e quindi non è tecnicamente è fattibile, però volevamo capire dall'assessora Elisa De Berti: su questo punto, attualmente ancora nebbioso, quali saranno le prospettive da qui al prossimo anno? Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
La parola all'assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Grazie, Presidente.
Prima faccio una piccola premessa, perché temo di non essermi spiegata bene prima.
Quando si parlava dei 6,3 milioni della sentenza del lodo, ho detto: sì, è la sentenza di condanna del lodo. Ma dei 6,3 milioni, 120 mila euro sono per spese legali, il resto sono praticamente il pagamento delle fatture con interessi ed IVA. Non sono 6,3 milioni di interessi legali. Chiusa parantesi.
Per quanto riguarda Veneto Strade. Al di là del fatto che confermo comunque sempre la strategicità della società, siamo praticamente l'unica Regione che ha una società che si occupa della manutenzione delle strade, della rete viaria. Credo che sia un valore aggiunto assolutamente fare in modo di tenerla, però c'è il dato di fatto che già sapete. Se fino ad oggi le Province avessero onorato come avrebbero dovuto le convenzioni che sono state stipulate con Veneto Strade, fino al 2016 Veneto Strade non avrebbe assolutamente avuto problemi e avrebbe continuato ad investire come ha sempre investito. Vi ricordo che è molto polverizzata la società Veneto Strade perché ci sono le Province con il 50%, il 20% quattro autostrade e il 30% è della Regione.
Se le Province avessero rispettato e non avessero negli anni sempre calato gli importi delle convenzioni, 25-26 milioni dovevano darli le Province, circa 15 milioni li metteva la Regione, comunque la manutenzione sia della rete regionale che della rete provinciale Veneto Strade l'avrebbe tranquillamente fatta senza nessun problema.
L'anno scorso è scaduta la convenzione con la Provincia di Verona che aveva manifestato la volontà di valutare comunque un'eventuale proroga per il 2016 per andare a scadenza con tutte le altre Province, tranne la Provincia di Belluno che scade nel 2025. Quest'anno scadono tutte le convenzioni, rimane in piedi solo quella di Belluno che comunque comporta circa 14 milioni di euro.
La Provincia di Belluno quest'anno ha messo qualche milione, per il 2017 dobbiamo fare adesso un incontro con le Province perché la Provincia di Belluno è quella che alla fine costa di più. Tenete presente i problemi di neve che ci sono stati l'anno scorso, c'erano i fine settimana dove lo sgombro della neve sulle strade anche provinciali costava dai 300 ai 400 mila euro, quindi con la neve c'erano delle manutenzioni da sostenere. Però non è pensabile che Veneto Strade continui a fare la manutenzione sia delle strade regionali che delle strade provinciali e paga solo la Regione. Le Province non tirano fuori un soldo consapevoli che la Regione non ha le risorse da tirare fuori.
Comunque non mi sembra mai neanche di aver visto i Presidenti di Provincia che battono i pugni o vanno al Ministero per rappresentare la problematicità della manutenzione delle strade provinciali.
In questo momento stiamo facendo degli approfondimenti per cercare di trovare una soluzione che comunque sia nella direzione di mantenere la vitalità della società, anche perché stiamo parlando di 269 dipendenti di cui un centinaio di dipendenti sono arrivati solo dalla Provincia di Belluno.
Faccio un passo indietro. A giugno la Provincia di Belluno mi aveva consegnato, senza nessun approfondimento prima, una convenzione dove, non si sa il perché, loro - Ministero, ANAS, Provincia di Belluno e teoricamente Veneto Strade, che nemmeno si era seduta al tavolo per la redazione di questa convenzione – sostanzialmente stabilivano che tutte le strade regionali e provinciali ex ANAS della Provincia di Belluno andavano praticamente tutte in gestione ad ANAS.
Al di là del fatto dell'approfondimento di questa convenzione che era comunque non sottoscrivibile da parte della Regione perché nelle premesse, al di là che diceva che ANAS ha le competenze, le capacità ed è più brava di Veneto Strade nella manutenzione e nel compito per cui è preposta, non teneva conto né delle convenzioni in essere e neppure della legge che istituisce Veneto Strade.
Fatto un approfondimento con ANAS, sostanzialmente ne è emerso praticamente che non si riusciva più a capire questa convenzione da chi fosse stata promossa. Non aveva più un padre putativo. Era stata definita irricevibile anche dalla Provincia di Belluno, quindi sostanzialmente quella convenzione è stata presa e messa in un cassetto.
Adesso facciamo le cose serie, cioè gli approfondimenti vanno fatti con gli Enti interessati e non si può pensare che la Provincia di Belluno si attivi presso ANAS per decidere per la Regione Veneto.
Sicuramente una soluzione deve essere trovata.
Comunque stiamo facendo gli approfondimenti per arrivare ad una soluzione che sia definitiva.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elisa De Berti.
Non vedo altri interventi, quindi è chiusa la discussione generale del PDL n. 186.
L'Ufficio di Presidenza della Prima Commissione ha bisogno di ritrovarsi per dare un parere sugli emendamenti. Sono le ore 18.57, la Commissione ha tempo fino alle ore 19.05 per dare un parere sugli stessi.
Invito l'assessore Forcolin, il Vicepresidente Fracasso e il relatore Montagnoli di andare in Sala Giunta.
Invece i Capigruppo in Sala del Leone per i lavori della prossima settimana.
La Seduta è sospesa alle ore 18.57
La Seduta riprende alle ore 19.13

PRESIDENTE

La Prima Commissione ha dato i pareri sugli emendamenti. Io chiederò al relatore i pareri sugli emendamenti.
Siamo sugli emendamenti così come distribuiti.
Articolo 1
Su questo articolo insistono degli emendamenti.
Emendamento n. A0008 presentato dalla Giunta regionale, che prevede:
l'articolo 1, comma 2, allegato 2, è così modificato:
"All'allegato n. 2 si apportano le allegate variazioni compensative:
SPESA
MISSIONE 05 – TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
Cassa 2016: +400.000,00
Competenza 2016 : +400.000,00
PROGRAMMA 02 – ATTIVITÀ CULTURALI E INTERVENTI DIVERSI NEL SETTORE CULTURALE
Cassa 2016: +400.000,00
Competenza 2016: +400.000,00
SPESE CORRENTI:
Cassa 2016: +400.000,00
Competenza 2016: +400.000,00
L.R. 1999, N. 20 – ART. 3 – PARTECIPAZIONE DELLA REGIONE ALLE FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO "ARENA" DI VERONA E "LA FENICE" DI VENEZIA:
Cassa 2016: (+400.000,00)
Competenza 2016: (+400.000,00)
MISSIONE 06 – POLITICHE GIOVANILI, SPORT E TEMPO LIBERO
Cassa 2016: +1.460.000,00
Competenza 2016: +1.460.000,00
PROGRAMMA 01 – SPORT E TEMPO LIBERO
Cassa 2016: +1.460.000,00
Competenza 2016: +1.460.000,00
SPESE CORRENTI:
Cassa 2016: (+100.000,00)
Competenza 2016: (+100.000,00)
L.R. 2015 N. 8 – ART. 13 – DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI ATTIVITÀ MOTORIA E SPORTIVA:
Cassa 2016: (+100.000,00)
Competenza 2016: (+100.000,00)
SPESE IN CONTO CAPITALE:
Cassa 2016: (+1.360.000,00)
Competenza 2016: (+1.360.000,00)
L.R. 2015, N. 8 – ART. 11 – DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI ATTIVITÀ MOTORIA E SPORTIVA:
Cassa 2016: (+1.360.000,00)
Competenza 2016: (+1.360.000,00)
MISSIONE 09 – SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'ABIENTE:
Cassa 2016: +3.926.000,00
Competenza 2016: +3.926.000,00
PROGRAMMA 01 – DIFESA DEL SUOLO:
Cassa 2016: +3.426.000,00
Competenza 2016: +3.426.000,00
SPESE CORRENTI:
Cassa 2016: (+2.091.000,00)
Competenza 2016: (+2.091.000,00)
L.R. 2009, N. 12 – ART. 32 – NUOVE NORME PER LA BONIFICA DEL TERRITORIO:
Cassa 2016: (+2.091.000,00)
Competenza 2016: (+2.091.000,00)
SPESE IN CONTO CAPITALE:
Cassa 2016: (+1.335.000,00)
Competenza 2016: (+1.335.000,00)
L.R. 2003, N. 27 – ART. 2 – DISPOSIZIONI GENERALI IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI DI INTERESSE REGIONALE E PER LE COSTRUZIONI IN ZONE CLASSIFICATE SISMICHE:
Cassa 2016: (+1.000.000,00)
Competenza 2016: (+1.000.000,00)
L.R. 2003, N. 3 – ART. 17 – LEGGE FINANZIARIA REGIONALE PER L'ESERCIZIO 2003 – INTERVENTI STRUTTURALI SULLA RETE IDROGRAFICA NON PRINCIPALE:
Cassa 2016: (+335.000,00)
Competenza 2016: (+335.000,00)
PROGRAMMA 04 – SERVIZIO IDRICO INTEGRATO
Cassa 2016: +500.000,00
Competenza 2016: +500.000,00
SPESE CORRENTI:
Cassa 2016: (+500.000,00)
Competenza 2016: (+500.000,00)
L.R. N. 2016, N. 7 – ART. 2 – LEGGE DI STABILITÀ REGIONALE 2016:
Cassa 2016: (+500.000,00)
Competenza 2016: (+500.000,00)
MISSIONE 10 – TRASPORTI E DIRITTO ALLA MOBILITÀ
Cassa 2016: +6.314.000,00
Competenza 2016: +6.314.000,00
PROGRAMMA 01 – TRASPORTO FERROVIARIO
Cassa 2016: +6.314.000,00
Competenza 2016: +6.314.000,00
SPESE CORRENTI:
Cassa 2016: (+664.000,00)
Competenza 2016: (+664.000,00)
NOTE: L.R. 2008, N. 1 ART. 45 – REALIZZAZIONE DEL SECONDO STRALCIO DEL SISTEMA FERROVIARIO METROPOLITANO REGIONALE (SFMR):
Cassa 2016: (+664.000,00)
Competenza 2016: (+664.000,00)
SPESE IN CONTO CAPITALE:
Cassa 2016: (+5.650.000,00)
Competenza 2016: (+5.650.000,00)
NOTE: L.R. 2008, N. 1 – ART. 45 – REALIZZAZIONE DEL SECONDO STRALCIO DEL SISTEMA FERROVIARIO METROPOLITANO REGIONALE (SFMR):
Cassa 2016: (+5.650.000,00)
Competenza 2016: (+5.650.000,00)
MISSIONE 20 – FONDI E ACCANTONAMENTI
Cassa 2016: -12.100.000,00
Competenza 2016: -12.100.000,00
PROGRAMMA 03 – ALTRI FONDI
Cassa 2016: -12.100.000,00
Competenza 2016: -12.100.000,00
SPESE CORRENTI:
Cassa 2016: (-12.100.000,00)
Competenza 2016: (-12.100.000,00)
D.LGS. 2011, N. 118 – ART. 46 – DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE DEI SISTEMI CONTABILI E DEGLI SCHEMI DI BILANCIO DELLE REGIONI, DEGLI ENTI LOCALI E DEI LORO ORGANISMI, A NORMA DEGLI ARTICOLI 1 E 2 DELLA LEGGE 5 MAGGIO 2009, N. 42:
Cassa 2016: (-12.100.000,00)
Competenza 2016: (-12.100.000,00)
TOT SPESA:
Cassa 2016: 0,00
Competenza 2016: 0,00"
Questo emendamento è proposto dalla Giunta regionale ed è stato già illustrato abbondantemente in fase di discussione generale da parte dell'Assessore.
Ci sono interventi su questo emendamento?
Non ci sono interventi.
Parere del relatore favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0008.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
L'emendamento n. A0003 è precluso, perché non ci sono più i soldi nel fondo di riserva.
Quindi l'emendamento n. A0003 è precluso perché non c'è più la capienza sul capitolo indicato.
Anche gli emendamenti n. A0004, n. A0005, n. A0006, n. A0007 e n. A0001 sono preclusi per la stessa motivazione: mancanza di capienza sul capitolo indicato.
Pongo in votazione l'articolo 1, come emendato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 2
Non ci sono emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
C'è un emendamento.
Emendamento n. A0002 presentato dalla consigliera Guarda, che prevede:
l'articolo 3, comma 2, è così modificato:
"Scheda finanziaria relativa alla proposta di variazione
Legge regionale di spesa
MISSIONE 05 - TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
Programma 0502 Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale - L.R. n. 4/2006 "Interventi regionali per le celebrazioni speciali in occasione della commemorazione di eventi storici di grande rilevanza o di personalità venete di prestigio nazionale o internazionale":
Variazione proposta anno 2016: +50.000,00
MISSIONE 05 - TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
Programma 0502 Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale - L.R. n. 70/1975 Contributi e spese per l'organizzazione di mostre, manifestazioni e convegni di interesse:
variazione proposta 2016: -50.000,00
SALDO:
variazione proposta 2016: 0,00."
La parola alla consigliera Cristina Guarda.

Cristina GUARDA (Alessandra Moretti Presidente)

Grazie, Presidente.
Questo emendamento era volto a spostare delle risorse pari a 50 mila euro dalla legge regionale per i contributi e spese per organizzazione di mostre, manifestazioni e convegni di interesse, scelti a discrezione da parte della Giunta e dall'Assessore alla Cultura, nella legge 4/2016 che riguarda la realizzazione di un aiuto nel finanziamento per interventi regionali per celebrazioni speciali in occasione della commemorazione di eventi storici di grande rilevanza o di personalità venete di prestigio nazionale e internazionale.
È una legge che sicuramente va nella dimensione di una valorizzazione di quello che è il patrimonio culturale del nostro Veneto ed entro il 31 marzo di ogni anno le associazioni culturali, i cittadini, i Comuni possono presentare all'Assessorato alla Cultura una serie di progetti per l'anno successivo volti a commemorazioni e grandi eventi commemorativi.
All'interno di questi progetti ad esempio proprio quest'anno sono stati presentati diversi programmi molto interessanti dall'Università di Padova piuttosto che da altri Enti territoriali, Comuni, associazioni culturali, che vanno proprio a valorizzare quello che è un sistema culturale veneto. Questa legge non è più stata finanziata e quest'anno nel Bilancio, nel momento in cui c'era la possibilità di inserire delle risorse per fare una programmazione per l'anno successivo, questi soldi non sono stati inseriti.
Queste persone hanno speso tempo, denari ed energie per presentare progetti interessanti di valore culturale nel nostro territorio e ad oggi non hanno avuto nessuna risposta per capire se davvero questi progetti verranno valutati dalla Commissione tecnica, di cui io insieme al consigliere Barbisan facciamo parte.
Di conseguenza la mia domanda è: in Bilancio questa legge funziona ancora oppure no?
C'è bisogno di dare delle risposte comunque a chi si impegna per portare avanti dei progetti culturali, quindi domando che queste risorse vengano prese in considerazione.
Capisco che ormai siamo allo scadere del 2016 per cui è difficile dare esito a quella che è la realizzazione della legge 4, però annuncio già fin da ora l'impegno nel Bilancio di previsione di inserire risorse proprio per andare incontro a questi programmi/progetti, altrimenti si faccia chiarezza e si indichino strade alternative ai cittadini che si impegnano per valorizzare la cultura nel Veneto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Cristina Guarda.
La parola all'assessore Corazzari.

Ass.re Cristiano CORAZZARI

Grazie, Presidente.
Relativamente alla richiesta formulata con questo emendamento sottolineo come sia assolutamente lo strumento dato dalla legge 4/2006, uno strumento importante che purtroppo non è stato dotato di adeguato finanziamento nel Bilancio del 2016 e anche in quello del 2015 a causa delle ben note contrazioni in termini di risorse finanziarie che hanno interessato tutti i nostri capitoli di Bilancio.
Devo anche sottolineare come, seppur in linea di principio, questa richiesta sia assolutamente condivisibile, proprio per la natura stessa di questa legge e per i procedimenti sottesi a questa legge. Il fatto di dare una dotazione in questo momento impedirebbe, essendo che le progettualità devono essere costruite su una programmazione e vagliate da una apposita Commissione, di poterle impegnare entro l'anno in corso.
Invece qualora ci siano progettualità di rilievo che possono essere oggetto non solo della legge 4/2006 ma anche di altre norme del nostro impianto normativo relativo alla cultura, queste possono comunque essere prese in considerazione. A tal proposito sottolineo come la legge 49/1975 possa essere lo strumento adeguato.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Corazzari.
Parere del relatore contrario.
Pongo in votazione l'emendamento n. A0002.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Passiamo alla votazione dell'articolo.
Pongo in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 4.
Pongo in votazione l'articolo 4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Ci sono dichiarazioni di voto?
La parola al consigliere Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Mettere 6 milioni per questo interminabile lodo – e speriamo veramente che sia l'ultimo - che sommandosi ai 40 precedenti fanno 46, è la certificazione del fallimento dell'operazione SFMR.
Anche se l'ex Presidente Galan aveva proclamato più volte "parte l'SFMR" non è mai partita. Sono partiti i ricorsi e ci troviamo anche con queste variazioni. Neanche la precedente Giunta Zaia, da questo punto di vista, è riuscita a raddrizzare questi binari del Servizio Ferroviario Metropolitano Regionale.
Per noi questo è più che sufficiente per esprimere ovviamente un voto contrario a queste variazioni.
Abbiamo presentato una serie di emendamenti che riprenderemo nel confronto che riguarda il Bilancio a partire dal fabbisogno per le scuole paritarie del Veneto che rimangono sotto finanziate e per le quali credo si debba e si possa fare di più.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Fracasso.
La parola al consigliere Conte.

Maurizio CONTE (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Nell'anticipare quello che è il voto contrario solamente per quella che è una valutazione di questa variazione di Bilancio che non vede nuovi investimenti, non vede nuovi impegni, non vede una progressione di quello che deve essere garantito rispetto a quelle che sono le necessità in base alle esigenze dei vari capitoli di spesa.
Guardo ancora una volta a quelle che erano le esigenze soprattutto ad esempio della sicurezza idraulica. Spero che nell'ambito del Bilancio di previsione si possa ragionare in maniera consapevole dopo le emergenze, dopo le criticità, dopo un momento di attenzione che c'è stato, mi sembra che si sta un po' allentando quella che è l'attenzione su certi settori.
Quindi soprattutto a livello finanziario, Assessore - se lei non ha risorse sicuramente non può fare opere.
Lei aveva 20 milioni l'anno scorso nella variazioni ma non li ha impegnati. Nella variazione aveva recuperato 20 milioni e non li ha impegnati.
È colpa mia se siete arrivati in ritardo? No!
Questa è una variazione che va solamente a risolvere dei ritardi di pagamento, a risolvere degli impegni che non erano stati garantiti con le risorse necessarie.
Spero che il prossimo Bilancio di previsione possa prevedere veramente anche un piano di impegni effettivi da parte di questa Amministrazione per quelle che devono essere delle priorità.
Le risorse sono poche ma le priorità le potete scegliere sulla base di quelle che sono le reali necessità che possa vedere inaugurazioni a completamento di opere che partono da questa nuova Amministrazione.
È quello che sto attendendo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Conte.
Non vedo altri interventi.
La parola all'assessore Forcolin.

Ass.re Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta-Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Devo ringraziare i Colleghi di questo Consiglio per il lavoro che è stato fatto in modo assolutamente puntuale nelle Commissioni e anche oggi in Consiglio sui temi importanti come quelli che sono stati espressi nel maxiemendamento della Giunta e nell'aver recepito anche l'esigenza e l'urgenza di mettere queste somme nel circuito veneto affinché le strutture possano impegnare e liquidare queste risorse.
Sui temi sui quali si è dibattuto, posso dire che sicuramente ci sarà nel Bilancio di previsione motivo, modo e tempo per discutere su temi quali ad esempio i nostri giovani, le scuole paritarie, 0-6 anni, la questione della formazione.
Però debbo dire, con altrettanto orgoglio a questa maggioranza che lavora in Giunta ma anche a tutta la maggioranza di questo Consiglio regionale, che noi abbiamo comunque fatto uno sforzo notevole nel 2016 e lo riproponiamo nel 2017 con 31 milioni di euro per quanto riguarda la fascia 0-6 anni. Assieme al lavoro fatto nelle Commissioni a Roma dalla collega Manuela Lanzarin ulteriori 5 milioni sono arrivati nel Bilancio regionale e abbiamo portato comunque a 36 milioni di euro che è una cifra assolutamente importante rispetto a quello che è l'impianto nazionale per conto delle scuole paritarie. Sappiamo che il Veneto è una Regione particolare dal punto di vista delle paritarie per cui quella sensibilità romana è un po' lontana da quello che è invece l'impianto paritario dei quasi 100 mila bambini che frequentano le nostre scuole paritarie con quasi il 70% dai 3 ai 6 anni.
Altrettanto importante è il lavoro della collega Elena Donazzan. Sto parlando della formazione quindi dell'aspetto dei nostri ragazzi. Attraverso un Bilancio di previsione ha sviluppato un modello che portato a girare 90 milioni di euro e che ha avuto modo di creare questo tipo di volano. Ma ha messo anche nelle condizioni di poter ottenere 11 milioni come prima tranche e altri 11 milioni nella seconda tranche dal Ministero, ossia 22 milioni di euro.
Quindi 112 milioni di euro messi per la formazione con il sistema dei fondi e dall'altra parte col sistema duale e con i 36 milioni per la fascia 0-6 anni, credo abbiano un impatto importante in questo Bilancio e ci vede soddisfatti del lavoro fin qui svolto.
Vogliamo rilanciarlo, vogliamo mantenerlo, però il rapporto è fondamentale anche nelle Commissioni romane perché altrimenti la battaglia non può essere solo ed esclusivamente veneta.
Con questo messaggio che è anche quello di apertura per un dialogo proficuo sul prossimo Bilancio di previsione, mi corre l'obbligo di ringraziare per il Rendiconto la struttura del Bilancio per il lavoro fatto anche nel rispetto e nella collaborazione con la Corte dei Conti che quest'anno ha parificato il Bilancio in modo sicuramente egregio rispetto a quello dello scorso anno con qualche eccezione ma sul quale abbiamo lavorato in modo importante.
Ringrazio chi ha proceduto al lavoro, fatto prima dal dottor Masullo e dal dottor Trapani e oggi fatto dal dottor Masullo, dal dottor Vignotto e da tutta la struttura, per il supporto e l'egregio lavoro che ha portato ad approvare questo provvedimento di Rendiconto e la variazione di Bilancio. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Forcolin.
Siamo sulla votazione del provvedimento nel suo testo complessivo.
Pongo in votazione il PDL n. 186.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica).
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Come deciso in Conferenza dei Capigruppo, adesso anticipiamo il punto 13 che è la Risoluzione n. 23 della collega Alessandra Moretti ed altri, per intitolare una sala di Palazzo Ferro-Fini a Valeria Solesin.
PUNTO
13



RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MORETTI, DALLA LIBERA, FERRARI, AZZALIN, FRACASSO, GUARDA, PIGOZZO, RUZZANTE, SALEMI, SINIGAGLIA, ZANONI E ZOTTIS RELATIVA A "IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO INTITOLI UNA SALA DI PALAZZO FERRO FINI A VALERIA SOLESIN, VITTIMA DEL TERRORISMO" (RISOLUZIONE N. 23) (DELIBERAZIONE N. 146/2016) TITOLO COME MODIFICATO

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- il periodo storico che stiamo vivendo è drammaticamente segnato e condizionato dal fenomeno del terrorismo internazionale di matrice fondamentalista, che con sempre maggiore frequenza e cieca violenza colpisce in tutto il mondo;
- i cittadini europei e l'Europa stessa sono divenuti bersaglio e scenario di attacchi stragisti, attuati con l'obiettivo di destabilizzare un assetto democratico che dal secondo dopoguerra sta garantendo al continente il più lungo periodo di pace della sua storia;
- è dovere di tutte le istituzioni democratiche contrastare con il massimo sforzo e ad ogni livello la vile strategia terroristica;
- la costante memoria delle vittime e l'affermazione dei valori di pace, di convivenza e solidarietà tra popoli, razze, religioni e culture, sono da considerarsi a pieno titolo come strumenti irrinunciabili nella lotta al terrorismo;
CONSIDERATO CHE:
- lo scorso 13 novembre, nel corso degli attentati terroristici che si sono verificati a Parigi, è stata assassinata la cittadina europea, italiana, veneta e veneziana Valeria Solesin;
- Valeria Solesin, giovane ricercatrice di soli 28 anni, era testimone di quell'impegno e di quella visione sociale, aperta e solidale, che devono continuare a rappresentare elementi fondamentali di spinta nella costruzione di un futuro di pace;
- il Consiglio regionale del Veneto ha il dovere morale ed istituzionale di farsi custode attivo della memoria di Valeria Solesin;
- all'interno della sede istituzionale del Consiglio regionale del Veneto, l'attuale sala denominata "Cuoi" rappresenta un luogo simbolo dell'ospitalità, delle discussioni e delle riflessioni pubbliche dedicate a questioni sociali, culturali, politiche ed economiche;
- intitolare questa sala a Valeria Solesin significherebbe conservare e valorizzare la sua memoria, legandola a doppio filo con uno spazio vivo, luogo di incontro, partecipazione e visita dei cittadini veneti, italiani, europei e del mondo;
impegna l'Ufficio di Presidenza
ad intitolare a Valeria Solesin la sala attualmente denominata "Cuoi" all'interno di Palazzo Ferro Fini, sede istituzionale del Consiglio regionale del Veneto."
La parola al consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Il contenuto della Risoluzione è già noto ai Colleghi, è già stato illustrato questa mattina all'inizio dei lavori dell'Aula. Ringrazio i colleghi Capigruppo per aver consentito l'inserimento del punto all'ordine del giorno.
Ci ricordiamo tutti, perché è passato circa un anno, questa tragedia che ha colpito l'Europa intera e che ha colpito anche la città di Venezia attraverso la figura di Valeria Solesin...
Credo che quest'Aula sia sufficientemente matura per poter esprimere oggi un voto in occasione di una scadenza che riguarda tutto il Veneto.
Credo che vada portato rispetto per la presentazione di una Risoluzione che riguarda una persona che è mancata un anno fa e che è stata ricordata con i funerali solenni in Piazza San Marco. Lo abbiamo già ricordato oggi, era dai tempi di Daniele Manin che non veniva ricordata una persona in Piazza San Marco.
Credo che Valeria Solesin vada ricordata a nome dei tanti italiani che sono all'estero. Ogni anno se ne aggiungono circa 10 mila che se ne vanno dalla nostra Regione, cittadini veneti che trovano lavoro all'estero e soprattutto in Europa. In particolar modo Londra e Parigi sono due tra le realtà che ospitano il maggiore numero di italiani.
Credo che sia un bel gesto. Ho ascoltato anche le parole dell'assessora Manuela Lanzarin dove ha ricordato alcuni degli impegni che erano stati assunti da una mozione votata all'unanimità da questo Consiglio e che la Giunta ha deciso di dare seguito a quegli impegni con alcune iniziative di solidarietà. Credo sia una cosa bella se oggi, mi auguro all'unanimità, decidiamo di ricordare per sempre il ruolo di una ricercatrice veneta, ma soprattutto le condizioni nelle quali è avvenuto quello che io definisco con tutta tranquillità un atto di guerra che è avvenuto nella città di Parigi e che ha colpito non solo i parigini. Non ha colpito solo i francesi, ma ha colpito persone che arrivavano da tutto il mondo. Quindi credo sia un atto importante e giusto quello di ricordare Valeria Solesin attraverso la dedica di una sala di questo Consiglio, affinché resti nella memoria e come monito anche rispetto al futuro.
Sono state tante le vittime venete in giro per il mondo: ricordo i lavoratori, ricordo i minatori, veneti morti nelle stragi in tanti luoghi di lavoro. Quindi credo sia bello ricordare attraverso Valeria Solesin tutti i lavoratori veneti che hanno perso la vita all'estero. C'è un di più in quella morte perché è rappresentata non solo nell'ambito di una attività lavorativa che lei svolgeva a Parigi, ma nell'ambito di un atto di terrorismo.
Credo che qualsiasi polemica che sporchi questa giornata e questa votazione sia assolutamente ingiustificabile. Credo ci siano mille cose che si possono fare. Ma qui c'è un elemento che riguarda il rispetto istituzionale che noi dobbiamo avere. Gli scontri politici li facciamo su mille altri argomenti, ma qui c'è solo una questione: quella di rispettare la vita di una persona, quella di rispettare il moto popolare che si è visto in Piazza San Marco. Sarebbe bello che lo stesso clima si potesse ripetere oggi in quest'Aula attraverso la votazione di questa Risoluzione. Un ricordo duraturo nel tempo che possa consentirci di ricordare per sempre Valeria Solesin e l'atto terroristico e criminale che l'ha condannata alla morte ad un'età in cui si dovrebbe fare tutt'altro fuorché morire.
Mi auguro che quest'Aula voglia votare all'unanimità questa Risoluzione. Ovviamente resta la disponibilità da parte del Gruppo del Partito Democratico a una condivisione di questa Risoluzione con la firme anche degli altri Capigruppo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ruzzante.
La parola al consigliere Barison.

Massimiliano BARISON (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
Sul tema posto da questa Risoluzione come Gruppo di Forza Italia riteniamo che sia opportuno evitare una divisione politica. È un tema a tutti caro il fatto di ricordare una giovane ricercatrice veneziana che è mancata, vittima del terrorismo islamista, e che merita sicuramente di trovare l'intitolazione di un'Aula di una struttura pubblica della Regione del Veneto.
Proprio per evitare divisioni politiche all'interno di quest'Aula, noi riteniamo che sia opportuno evitare di scrivere all'interno di questa Risoluzione quale deve essere il luogo cui intitolare a Valeria Solesin.
Quindi facciamo la proposta ai proponenti di emendare quanto inserito in questa Risoluzione, dando mandato all'Ufficio di Presidenza di stabilire quale debba essere la struttura o l'Aula di rappresentanza da intitolare. Chiaramente, come Forza Italia facciamo una nostra proposta, e la faremo qualora ci sia la possibilità di accettare l'emendamento che chiediamo, in quanto riteniamo che sia migliore, sia più appropriato individuare come sede, come struttura, come aula da intitolare una proprietà dell'ESU di Venezia in quanto, come voi sapete, ente strumentale che sostiene il diritto allo studio universitario. Trattandosi di una giovane ricercatrice questa può essere la soluzione e la proposta più appropriata per mantenere viva la memoria di Valeria.
Per cui proponiamo ai sottoscrittori e ai proponenti di modificare questa Risoluzione dando mandato all'Ufficio di Presidenza l'individuazione della struttura, della sala di rappresentanza da intitolare a Valeria, dove ciascuno di noi, ciascun Gruppo potrà fare una propria proposta. Dal nostro punto di vista, questo rappresenta un modo per condividere e soprattutto per evitare che ci sia una divisione politica all'interno di quest'Aula su un tema, su una proposta che invece, dal nostro punto di vista, deve trovare una larga condivisione che debba essere addirittura unanime.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Barison.
La parola all'assessora Elena Donazzan.

Ass.ra Elena DONAZZAN (Forza Italia)

Grazie, Presidente.
Ringrazio il mio Capogruppo di avere proposto questo emendamento per due ragioni, sostanzialmente, ed intervengo a sostegno in qualità di Assessore all'istruzione con delega all'università.
Non sto a ripetere quanto sia stato emozionante per tutti noi dover intervenire in quella celebrazione laica. È per quello che si usò la Piazza di San Marco. Ma non è questo il tema. Oggi rischiamo di aprire un dibattito che non avrebbe alcun senso rispetto a voler intitolare una sala di questo Palazzo, che non ha un precedente, eppure ci sono stati nella storia diversi momenti e diverse riflessioni ma che non ha avuto mai l'esigenza di vedere intitolata un'Aula alle tante personalità che pure ci sono nella storia della nostra Regione e alle tante vittime. Se ricordiamo il tema del terrorismo la memoria deve andare al Caporal Maggiore dei lagunari Matteo Vanzan o al Caporal Maggiore del VII Reggimento Alpini Matteo Miotto. Se di terrorismo dobbiamo parlare parliamo del terrorismo degli anni '80, sono 11 le vittime di questa terra veneta, partendo dai due militanti del Movimento Sociale Mazzola e Giraluci nel '74, Niedda, Battagliarin, Sabbadin, un commerciante nel '79, Albanese un ispettore capo, Gori, un dirigente industriale di Venezia, i Carabinieri Maronese e Condotto nell'81, Taliercio dirigente di Venezia, Furlan nell'82 a Rovigo . Era terrorismo anche questo ed è terrorismo accaduto in Veneto.
Se parliamo di donne che hanno sacrificato la loro vita ne avremmo altrettante: la prima donna laureata della storia che dovrebbe diventare un simbolo e quindi diventare un monito anche per una luogo della politica e della cultura veneta che si vuole elevare a riflessioni, come è stata Elena Lucrezia Corner. Oppure ricordare ancora più recente il poliziotto Giazzon che nel '93 fu vittima di una criminalità cruenta che poi ha fatto tante vittime perché si trattò della Mala del Brenta.
Mi chiedo: le epoche storiche passano e lasciano dei segni indelebili e noi dovremo cercare di contestualizzarli e di pensare che qui è il luogo che non può avere connotazione di alcun genere se non diventare l'assemblea del confronto e della sintesi. Concordo con il mio Capogruppo con convinzione, Valeria Solesin era una ricercatrice, universitaria, dal percorso accademico iniziato qui e proseguito e fermatosi in quel di Parigi, fermato da un terrorismo islamico, o islamista, che noi dobbiamo con forza condannare. Se questo episodio lo contestualizziamo e vogliamo che resti, forse dovremo pensare di rivolgerci non tanto a questa Assemblea legislativa o a questo Palazzo, ma ai luoghi dove i giovani trovano quella formazione e quella cultura. Se noi riteniamo che Valeria Solesin debba essere inscindibilmente legata a Venezia non è la sede del Palazzo del Consiglio regionale il suo luogo, ma qualche cosa che ha a fare con la più alta formazione accademica e quindi all'università dovremo legare quel nome.
Noi abbiamo residenze che sono istituzioni regionali, le residenze dell'ESU, abbiamo luoghi dell'università che sono della Regione del Veneto, a cui penso si possa ben offrire anche con un maggiore risultato in termini di cultura e di riflessione a quei giovani che devono determinare una società diversa da quella che abbiamo visto a Parigi. Sono quei giovani che molto spesso depositano le loro speranze all'interno della ricerca e che questa nazione non riesce a offrire e sono costretti ad andare fuori. Ecco perché attorno a questo caso, noi dovremo riuscire a trovare un risultato che non sia politico. Condivido la proposta del mio Capogruppo e la sua riflessione. Non è partitico/politico questo, questo dovrebbe essere educativo/formativo e allora vi chiedo di sostenere la proposta di modificare la Risoluzione e di individuare invece una sede che abbia a che fare con l'università e con i giovani principalmente della Regione e quindi all'interno delle residenze o dell'Università.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Elena Donazzan.
La parola al consigliere Guadagnini.

Antonio GUADAGNINI (Siamo Veneto)

Grazie, Presidente.
Voglio anch'io dire la mia senza che questa sembri una polemica, perché rivendico il diritto di dire la mia opinione.
Valeria Solesin era una ragazza straordinaria, splendida, figlia perfetta, studentessa modello che ha avuto la sventura di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato; come è capitato a tantissime altre persone molte delle quali sono state ricordate anche dall'assessora Elena Donazzan.
Il fatto che abbia subito, suo malgrado un processo di beatificazione dopo l'attentato non ne fa una persona diversa da quella che è stata. Io credo che il fatto di voler portare avanti questa iniziativa non faccia del bene neanche a lei, perché si pone proprio la sua figura al centro di inevitabili punti di vista che fatalmente possono non convergere. Di conseguenza non credo sia stata una bella operazione quella di presentare questa risoluzione. Onestamente non ne voglio fare una questione di principio e quindi voterò tranquillamente la Risoluzione, così o emendata, secondo me ha poca importanza. Il problema di fondo è che ci sono tante persone qui nel Veneto che hanno dato la loro vita magari con la volontà di farlo, mentre Valeria Solesin si è trovata per caso in quel posto. Se fosse stata in un altro posto in quella serata sarebbe rimasta nell'anonimato e nessuno ne avrebbe parlato.
Allora, l'idea di voler - magari mi sbaglio - sacralizzare questa persona che ha avuto la sfortuna di trovarsi in quel posto nel momento sbagliato, secondo me non fa del bene neanche a lei stessa. Io non vorrei che diventasse, come nel caso di Regeni che, tra l'altro, era in quel posto perché voleva portare diritti e libertà a delle persone, quindi sapeva il rischio che correva e quindi in una situazione ancora più importante di quella di Valeria Solesin, una questione politica perché sono due giovani straordinari, etc., Non voglio dilungarmi e ripetere cose già dette.
Ripeto, secondo me l'operazione di presentare questa Risoluzione ha creato più danni rispetto agli effetti positivi che ha avuto. Io mi adeguerò, ma non sono tanto contento di quello che è stato fatto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Guadagnini.
La parola al consigliere Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Questa proposta, che fino a qualche minuto fa sembrava condivisa dall'Assemblea nel senso che sentendo anche le opinioni, i pareri in Conferenza dei Capigruppo, non erano state sollevate obiezioni di sorta. Quindi mi sembrava che con gli aggiustamenti previsti dall'emendamento che avete sottomano, dove si allargano le possibilità demandando all'Ufficio di Presidenza di individuare una sede del Consiglio adatta allo scopo, si potesse trovare un punto di incontro uniforme che portasse ad una votazione unanime. Tra l'altro, ricordo che è stata unanime la votazione di quel documento che unitamente al Comune di Venezia ci siamo assunti come Consiglio regionale all'indomani dei funerali, forse anche il giorno prima del funerali in Piazza San Marco l'anno scorso.
Credo che abbiamo un dovere di chiarezza, coerenza e tranquillità istituzionale nell'adottare questo tipo di scelta. Quindi mi pare che adesso trovare ulteriori obiezioni o modifiche possa solamente, come accennava adesso il collega Guadagnini, creare più difficoltà che tranquillità. Quindi mi appello al buon senso e alla responsabilità dei Colleghi per poter portare avanti la votazione di questa Risoluzione così come emendata.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pigozzo.
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
Trovo strano l'intervento del consigliere Pigozzo, eccessivamente pessimista, mi sembra. Perché mi sembra che tutti abbiamo convenuto sull'opportunità di riservare questo atto di giustizia, di riconoscimento nei confronti di Valeria Solesin.
Semplicemente, come abbiamo previsto anche con l'altra risoluzione che affronteremo dopo, affidiamo all'Ufficio di Presidenza il compito di stabilire quale possa essere la sede più adatta da intitolare a Valeria Solesin, senza specificarlo nella Risoluzione, come dopo lo faremo con Oriana Fallaci.
L'Ufficio di Presidenza del Consiglio vede rappresentata sia la maggioranza che l'opposizione, quindi sarei dell'avviso di dare questo compito all'Ufficio di Presidenza senza creare ulteriori ed inutili specificazioni in modo tale che poi sarà l'Ufficio nella sua autorevolezza a stabilire quale può essere la scelta migliore.
Quindi sono dell'avviso di votare a favore di questa Risoluzione. Credo sia un atto importante però lasciando all'Ufficio di Presidenza il compito di individuare la sede più adatta. Quindi il mio voto sarà sicuramente favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
La parola al consigliere Conte.

Maurizio CONTE (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Visto che l'emendamento proposto dalla consigliera Alessandra Moretti nella sede istituzionale del Consiglio regionale del Veneto, c'è anche la biblioteca che è sicuramente uno spazio più legato alla cultura e a quella che è la formazione.
Penso che sia una opportunità che possiamo avere nell'ambito di una approvazione di un testo come questo che dà libertà all'Ufficio di Presidenza di valutare.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Conte.
La parola al consigliere Montagnoli.

Alessandro MONTAGNOLI (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Quando si parla di persone decedute, in questo caso vittime del terrorismo islamico, sono cose talmente difficili e personali che penso tocchino tutti come è successo l'anno scorso e come è capitato in tanti casi.
È una Risoluzione presentata dalla collega Alessandra Moretti che ha fatto un giro a Venezia, ha fatto un giro con la stampa e adesso se ne è andata via. Già questo starebbe a significare tante cose, ma valutiamo Valeria Solesin.
Tecnicamente può l'Aula emendare, penso che la proposta del collega Barison possa essere molto intelligente, la proposta di una persona che in Aula non c'è più, che ha fatto toccata e fuga? Mi sembra assurdo. Chiedo se tecnicamente è possibile fare questo visto che la presentatrice non c'è.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Montagnoli.
Il problema che si sta affrontando è proprio questo: tecnicamente il presentatore non c'è e quindi non è semplice proporre delle modifiche senza l'assenso del primo firmatario del provvedimento.
La parola al consigliere Casali.

Stefano CASALI (Lista Tosi per il Veneto)

Grazie, Presidente.
Pochissime e brevi riflessioni. Credo che intitolare una sede della Regione dovunque sia a Valeria Solesin, oltre che riconoscere il lutto e la partecipazione nei confronti di questo dramma, vuole essere un segnale forte contro l'attuale forma di terrorismo che oggi sta colpendo il mondo. L'assessora Elena Donazzan ha ricordato gli anni di piombo, la Mala del Brenta e quant'altro; oggi purtroppo il mondo e l'Occidente è vittima del terrorismo islamico, il maledetto, vigliacco, bastardo terrorismo islamico. Credo quindi che una risposta e un segnale contro questo fenomeno barbaro e vile debba essere dato.
Credo anche che la proposta fatta dal Capogruppo Barison sia intelligente. Il messaggio più importante dobbiamo darlo ai giovani, agli studenti, a chi si mette in gioco. Quindi andare a pensare di individuare in una sede della Regione dove si fa istruzione, quindi è stato detto l'ESU o altro, è qualcosa di assolutamente intelligente; per dare coraggio e dare un esempio di partecipazione a quelle centinaia e migliaia di giovani che magari vogliono, come Valeria Solesin, andare in giro per il mondo a portare un contributo.
Credo sia distonico pensare ad una sede del Palazzo Ferro-Fini che è una sede legislativa. Questo messaggio va dato ai giovani, va dato all'esterno e quindi condivido con convinzione l'ipotesi che è stata ventilata e proposta dal collega Capogruppo di Forza Italia. Questo mio intervento ha anche il senso di tenere presente che politicamente il Gruppo da me rappresentato accoglie la proposta del Capogruppo di Forza Italia.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Casali.
La parola alla consigliera Orietta Salemi.

Orietta SALEMI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Mi pare che la piega che sta prendendo la discussione ci porta su una memoria che invece di unirci ci divide. Ci divide sui distinguo: dove è meglio e dove è peggio. Credo che là dove c'è una memoria sia più corretto veramente affidarsi al buon senso.
Siamo tutti concordi nel pensare che è stata falciata una giovane vita. Gli antichi dicevano: muore giovane chi è caro agli Dei, ahimè. Cosa vuol dire questo? Che evidentemente la vita di Valeria Solesin, come di tutti quei giovani che si spendono per un ideale, è una vita che ha fecondato in qualche modo una speranza, che ha fecondato lo spirito di libertà, il senso anche del valore di un ideale. Credo che noi dovremo guardare a questo più che a decidere a dividerci su che cosa intitolare.
Dico questo perché Valeria Solesin deve essere un esempio e un modello per le generazioni future e c'è la borsa di studio che attesta anche questo impegno da parte della Regione rispetto all'intento che noi vogliamo affermare, cioè un segnale per le nuove generazioni. È anche vero, però, che se vogliamo dare un segnale al terrorismo islamista, e la risposta la devono dare le Istituzioni. Allora, quale può essere il luogo più adatto per dare un segnale da parte delle Istituzioni rispetto al terrorismo che non ha regole e che non rispetta regole? Credo che il segnale più giusto che possa dare una Assemblea come la nostra sia quello di fare in modo che il luogo dell'Istituzione risponde con un segnale di memoria, un segnale di pace, un segnale di rispetto nei confronti di chi invece non ha né regole, né rispetto della vita e tantomeno evidentemente anche della cultura e della società nei confronti della quale si pone.
Chiudo come diceva il collega Berlato che poi ci sarà l'intitolazione anche ad un'altra donna, sono due donne e una memoria. Stiamo attenti a non confondere queste cose e a non fare in modo che questa memoria venga oltraggiata anche dai nostri particolarismi e da questa visione così ristretta che non ci spinge ad andare ad un voto che sia unanime.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Orietta Salemi.
La parola al consigliere Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta - Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Per il nostro Gruppo ha già parlato il consigliere Montagnoli e voglio aggiungere ben poco. Ma visto che questo è un argomento molto delicato, ci sono diverse sensibilità e non vorrei mai che da quest'Aula ne uscisse un messaggio distorto e non corrispondente a ciò che l'Aula vuole testimoniare con questa Risoluzione.
Visto che l'opposizione ha fatto una proposta e la maggioranza ha chiesto alcune modifiche però la proponente non è qui presente, le chiederei di sospendere il punto in modo da trovarci la prossima settimana e insieme alla proponente, la prima firmataria, vedere se c'è la possibilità di trovare un'intesa in modo da uscire in maniera unitaria da quest'Aula senza divisioni. Penso che un argomento come questo non meriti strumentalizzazioni politiche, né tantomeno battaglie politiche su argomenti così delicati.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Finco.
La parola alla consigliera Silvia Rizzotto.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Mi unisco a quanto detto dal Capogruppo Finco e quanto hanno detto anche altri Capigruppo. Penso che delle proposte di buon senso siano state espresse, spiace che non possano essere valutate e condivise proprio perché manca la proponente della Risoluzione. Però proprio perché si vuole arrivare ad una Risoluzione che sia il più possibile condivisa e darne un significato che non venga strumentalizzato e che questa memoria non venga oltraggiata dai nostri particolarismi, vi chiedo di poter sospendere, rifletterci e arrivare a condividerla.
Il nostro intento è quello di trovare condivisione e non è possibile perché mancano le condizioni in questa sede, quindi propongo una sospensione in questo senso e riaprire questo argomento quando ci saranno le condizioni per poter condividere questa Risoluzione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Silvia Rizzotto.
Sospendo la seduta.
La Seduta è sospesa alle ore 20.06
La seduta riprende alle ore 20.18

PRESIDENTE

Proseguiamo i nostri lavori.
La riunione fatta è servita a chiarire i dubbi e ad evitare fraintendimenti, quindi sarà compito dell'Ufficio di Presidenza di trovare la soluzione più adeguata per ricordare Valeria Solesin.
Passerei alla votazione della Risoluzione che prevede prima l'emendamento n. C0001 presentato dalla collega Alessandra Moretti che tutti avete.
Emendamento n. C0001 presentato dalla consigliera Moretti, che prevede:
alla Risoluzione sono apportate le seguenti modifiche:
a) il Quarto considerato è così costituito:
- le sale della sede istituzionale del Consiglio regionale del Veneto sono luoghi simbolo dell'ospitalità, delle discussioni e delle riflessioni pubblicate dedicate a questioni sociali, cultural, politiche e economiche;
conseguentemente
al quinto considerato le "questa sala" sono sostituite con le parole "una sala"
b) impegna l'Ufficio di Presidenza
a intitolare a Valeria Solesin una sala nella sede istit istituzionale del Consiglio regionale del Veneto
e conseguentemente è così modificato l'oggetto
Il Consiglio regionale del Veneto intitoli una sala di Palazzo Ferro–Fini a Valeria Solesin, vittima del terrorismo"."
Pongo in votazione l'emendamento n. C0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione la Risoluzione n. 23, come modificata.
"IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
PREMESSO CHE:
-il periodo storico che stiamo vivendo è drammaticamente segnato e condizionato dal fenomeno del terrorismo internazionale di matrice fondamentalista, che con sempre maggiore frequenza e cieca violenza colpisce in tutto il mondo;
-i cittadini europei e l'Europa stessa sono divenuti bersaglio e scenario di attacchi stragisti, attuati con l'obiettivo di destabilizzare un assetto democratico che dal secondo dopoguerra sta garantendo al continente il più lungo periodo di pace della sua storia;
-è dovere di tutte le istituzioni democratiche contrastare con il massimo sforzo e ad ogni livello la vile strategia terroristica;
-la costante memoria delle vittime e l'affermazione dei valori di pace, di convivenza e solidarietà tra popoli, razze, religioni e culture, sono da considerarsi a pieno titolo come strumenti irrinunciabili nella lotta al terrorismo;
CONSIDERATO CHE:
-lo scorso 13 novembre, nel corso degli attentati terroristici che si sono verificati a Parigi, è stata assassinata la cittadina europea, italiana, veneta e veneziana Valeria Solesin;
-Valeria Solesin, giovane ricercatrice di soli 28 anni, era testimone di quell'impegno e di quella visione sociale, aperta e solidale, che devono continuare a rappresentare elementi fondamentali di spinta nella costruzione di un futuro di pace;
-il Consiglio regionale del Veneto ha il dovere morale ed istituzionale di farsi custode attivo della memoria di Valeria Solesin;
-le sale della sede istituzionale del Consiglio regionale del Veneto sono luoghi simbolo dell'ospitalità, delle discussioni e delle riflessioni pubbliche dedicate a questioni sociali, culturali, politiche ed economiche;
-intitolare una sala a Valeria Solesin significherebbe conservare e valorizzare la sua memoria, legandola a doppio filo con uno spazio vivo, luogo di incontro, partecipazione e visita dei cittadini veneti, italiani, europei e del mondo;
IMPEGNA L'UFFICIO DI PRESIDENZA
ad intitolare a Valeria Solesin una sala nella sede istituzionale del Consiglio regionale del Veneto."
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Come concordato in Conferenza dei Capigruppo, quindi utilizzando l'articolo 122, alla Risoluzione n. 8 proposta dal collega Berlato.
PUNTO
AGGIUNTIVO ALL'ORDINE DEL GIORNO


RISOLUZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERLATO E BASSI RELATIVA A "IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO INTITOLI UNA SALA DI PALAZZO FERRO FINI AD ORIANA FALLACI" (RISOLUZIONE N. 8) (DELIBERAZIONE N. 147/2016)

"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- la scrittrice Oriana Fallaci viene ricordata sia per il Suo impegno nell'attività di giornalista che per essere stata la prima donna italiana ad andare in molti scenari bellici di tutto il mondo come inviata speciale;
- le sue numerose opere letterarie ed i suoi articoli pubblicati dalle più importanti testate giornalistiche nazionali ed internazionali hanno suscitato, al di là di qualche sporadica critica strumentale, diffuse valutazioni di apprezzamento;
- le prese di posizione di Oriana Fallaci hanno spesso suscitato un acceso dibattito in merito all'atteggiamento da tenersi nei confronti del fondamentalismo islamico, anche alla luce degli attentati dell'11 settembre 2001 verificatisi a New York dove lei ha per lungo tempo vissuto;
CONSIDERATO CHE:
- Oriana Fallaci è stata tardivamente rivalutata per avere ampiamente previsto, in modo più lucido rispetto a chiunque altro, che la civiltà e la cultura dell'Europa sarebbero state drammaticamente minacciate dalla crescente avanzata del fondamentalismo islamico;
- pur dichiarandosi atea Oriana Fallaci, negli ultimi anni della sua esistenza terrena, si era riavvicinata alla Chiesa cattolica, difendendo i simboli cristiani in quanto simboli della civiltà europea;
- la scrittrice veniva definita come una vera e propria bandiera della cultura Italiana nel mondo per le sue numerose produzioni letterarie e per la testimonianza del suo alto impegno letterario, civile e culturale;
- il 4 dicembre del 2005 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito ad Oriana Fallaci la medaglia d'oro quale benemerita della cultura;
si impegna
ad intitolare ad Oriana Fallaci una delle prestigiose sale della sede del Consiglio regionale del Veneto presso il Palazzo Ferro-Fini per onorarne la memoria e l'alto impegno civile e culturale."
Il consigliere Berlato la dà per letta.
Pongo in votazione la Risoluzione n. 8.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
PUNTO
13.2



Disegno di legge relativo a "Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti dalle prestazioni eseguite dalla Regione Liguria nel corso degli anni 2008 e 2009 per la gestione della tassa automobilistica" (Progetto di legge n. 148/2016) APPROVATO

Relazione della Prima Commissione consiliare.
"Con il presente DDL si propone al Consiglio Regionale il riconoscimento di un debito fuori bilancio di complessivi 664.800,00 euro relativi ad attività svolte nel corso del 2008 e 2009 dalla Regione Liguria, per il tramite della propria società informatica Datasiel SpA, a favore della Regione Veneto relativamente alla gestione degli applicativi riguardanti la tassa automobilistica regionale.
In particolare si descrive quanto segue.
Nell'ambito dell'accordo quadro con la Regione Liguria ed altre, annualmente la ex-Direzione Ragioneria e Tributi approvava con proprio decreto il piano di attuazione delle attività concordate (PAT) proposto dalla Regione Liguria impegnando complessivamente l' importo a copertura del corrispettivo per le attività che la società Datasiel S.p.A. (società in house di Regione Liguria) si impegnava a svolgere per conto della Regione Liguria in favore della Regione del Veneto.
Con decreto n. 185 del 27 ottobre 2008 è stata approvata la proposta di PAT per l'anno 2008 e si è impegnata la somma di 506.400,00 euro, iva compresa, a favore della Regione Liguria sul capitolo 5210 "Spese per l'accertamento e la riscossione dei tributi e per i programmi di evoluzione, sviluppo e aggiornamento delle attività gestionali regionali in materia contabile-tributaria-fiscale" (impegno n. 4878/2008) mentre con decreto n. 153 del 28 luglio 2009, sul medesimo capitolo, è stata impegnata la somma 264.000,00 euro a copertura di quanto dovuto per le attività ricomprese nel PAT relativo all'anno 2009 (impegno n. 3379/2009).
A valere su detti impegni risulta essere stato regolarmente pagato il solo acconto per le attività concordate per l'anno 2009.
Dalla Regione Liguria non risulta agli atti essere mai pervenuta alcuna richiesta di pagamento né trasmessa alcuna fattura per le attività commissionate ed effettivamente svolte dalla società Datasiel.
In data 14 maggio 2015, ns. prot. 204439, è pervenuta, in occasione del riaccertamento straordinario dei residui, la richiesta di pagamento da parte di Regione Liguria delle prestazioni effettuate a favore di Regione Veneto nell'anno 2008 per l'importo a loro risultante di 506.400,00 euro. Su richiesta della Regione del Veneto è stata poi effettuata una più accurata verifica da parte della Regione Liguria che ha appurato anche l'esistenza tra i residui di un ulteriore credito, mai richiesto in pagamento, relativo all'annualità 2009, pari a 158.400,00 euro (nota in data 16 giugno 2015, ns. prot. 239052). A corredo di tali richieste la Regione Liguria ha trasmesso anche la documentazione necessaria alle verifiche anche da parte di Regione Veneto.
Le attività ricomprese nel PAT 2008 e 2009 del contratto sottoscritto tra Regione Veneto e Regione Liguria, dalle verifiche del Settore Tributi, risultano effettivamente svolte consentendo senza problematiche la gestione e accertamento della tassa automobilistica negli anni 2008 e 2009. Per le verifiche più prettamente contabili, la Sezione Risorse Finanziarie e Tributi si è rivolta alla Sezione Ragioneria che, con nota in data 16 novembre 2015, ha riepilogato le registrazioni contabili risultanti dalla contabilità confermando l'assunzione degli impegni citati sopra e la registrazione di economia di spesa su esercizio 2010 e 2011 rispettivamente per l'impegno n. 4878/2008 e n. 3379/2009 su disposizione del Direttore della ex-Direzione Ragioneria e Tributi in sede di operazioni contabili di chiusura.
A fronte delle verifiche è ora necessario procedere con il riconoscimento del debito che risulta quindi, per quanto sopra esposto, fuori bilancio, verso la Regione Liguria, al fine di impegnare e liquidare quanto ancora dovuto.
L'impegno totale di 664.800,00 euro sarà imputato al capitolo 5210 "Spese per l'accertamento e la riscossione dei tributi e per i programmi di evoluzione, sviluppo e aggiornamento delle attività gestionali regionali in materia contabile-tributaria-fiscale" – piano finanziario U.1.03.02.16.999 - art. 21 "Servizi Amministrativi", missione 01 "Servizi istituzionali, generali e di gestione" Programma 04 "Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali"- Titolo 01 "Spese correnti" del bilancio di previsione 2016-2018, esercizio 2016.
La Prima commissione nella seduta n. 54 del 21 settembre 2015 ha approvato il provvedimento a maggioranza con il voto favorevole dei rappresentanti dei gruppi consiliari Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente, Forza Italia e con il voto di astensione dei rappresentanti del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle."
Il relatore la dà per letta.
Passiamo all'articolato.
Articolo 1.
Pongo in votazione l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 2.
Pongo in votazione l'articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
Pongo in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Se non ci sono dichiarazioni di voto passo alla votazione del PDL 148.
Pongo in votazione il PDL 148.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
PUNTO
5



PIANO DEGLI INTERVENTI A FAVORE DEI VENETI NEL MONDO DA PERSEGUIRE NEL TRIENNIO 2016-2018. TRASMISSIONE DELLA RELAZIONE SULL'ATTIVITà SVOLTA NEL TRIENNIO 2013-2015 (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 27) (DELIBERAZIONE N. 148/2016)

Relazione della Terza Commissione consiliare.
Relatore in Aula il consigliere Sandonà.
"Con Deliberazione n. 87 del 29 ottobre 2013, il Consiglio regionale ha approvato il Piano triennale 2013- 2015 relativo agli interventi regionali in materia di emigrazione, individuando, ai sensi dell'articolo 14, comma 1°, della L.R. 9 gennaio 2003, n. 2 , "Nuove norme a favore dei veneti nel mondo e agevolazioni per il loro rientro", modificata con L.R. 7 giugno 2013, n. 10 , gli indirizzi, gli obiettivi e le priorità da perseguire nell'arco temporale di riferimento, per il raggiungimento delle finalità stabilite dalla citata legge regionale.
Concluso ormai il triennio 2013-2015, occorre provvedere alla nuova programmazione triennale delle iniziative volte a garantire, nei confronti delle collettività venete all'estero, il mantenimento della identità veneta e a migliorare la conoscenza della cultura di origine.
La nuova pianificazione degli interventi a favore dei veneti nel mondo, è stata definita in ossequio a quanto disposto dall'art. 16 della nominata legge regionale di settore, tenendo conto delle proposte dei componenti la Consulta regionale dei veneti nel mondo, massimo organismo rappresentativo del mondo dell'emigrazione, i quali sulla stessa hanno espresso il proprio parere positivo. Tale nuova pianificazione, pur non discostandosi dalle linee strategiche già individuate nel precedente arco temporale, cerca di rispondere alle rinnovate esigenze e alle principali necessità espresse dalle collettività venete nel mondo e, in generale, dal mondo dell'emigrazione, anche alla luce dell'attuale situazione economica.
Infatti, la grave e profonda crisi economica che da anni sta colpendo a livello mondiale, nazionale e locale, ha ridotto anche le risorse pubbliche di modo che la Regione, come tutte le altre Pubbliche Amministrazioni, è ora chiamata a programmare la propria attività individuando gioco forza degli interventi prioritari da perseguire. E' quindi necessario, anche nell'ambito delle politiche migratorie, operare delle scelte basate sulla valutazione di quei settori che, più di altri, necessitano di sostegno.
Con riferimento alla materia dell'emigrazione, la Regione ritiene quindi che nei prossimi tre anni sia opportuno garantire innanzitutto la sopravvivenza del mondo associazionistico, che sta vivendo un momento di difficoltà economica e di carenza di mezzi. Sono proprio le nostre collettività venete nel mondo e le associazioni di emigrazione in Veneto infatti, che con il proprio lavoro volontaristico, mantengono vivo il legame tra il Veneto e i numerosi corregionali che vivono all'estero, un connubio questo che costituisce un elemento senz'altro utile per promuovere nel mondo il "Sistema Veneto" e creare le basi per lo sviluppo di future relazioni commerciali tra la nostra Regione e i Paesi di maggiore emigrazione.
Tra le priorità da perseguire nei prossimi anni, rientra senza dubbio anche l'organizzazione annuale degli eventi istituzionali, previsti dalla normativa di settore, quali la riunione della Consulta dei veneti nel mondo e l'organizzazione del Meeting del Coordinamento dei giovani veneti ed oriundi veneti, al fine di favorire al massimo occasioni di incontro e di confronto tra i veneti e i veneti nel mondo, anche per calibrare efficaci politiche a favore delle collettività venete che operano all'estero.
Altri obiettivi importanti delineati per i prossimi tre anni sono, inoltre, quelli legati alla valorizzazione della cultura veneta nel mondo, alla conoscenza e alla promozione del territorio regionale e delle sue eccellenze, alle iniziative a favore delle migliori intelligenze giovanili, promuovendo percorsi formativi che sappiano coinvolgere i giovani veneti ed oriundi nei settori più strategici anche al fine di favorire lo sviluppo di relazioni commerciali in grado di avere, nei prossimi anni, concrete ricadute positive sullo sviluppo del territorio regionale.
Si ritiene quindi opportuno favorire anche scambi culturali tra giovani veneti ed oriundi, nonché collaborazioni sinergiche tra imprenditori veneti e imprenditori di origine veneta che lavorano all'estero, per aumentare la conoscenza reciproca e ridurre le distanze, avvicinando il Veneto ai Paesi di maggiore emigrazione e favorendo così auspicabili intese, innanzitutto commerciali.
Alla luce di quanto evidenziato, si propone di approvare il nuovo Piano triennale 2016- 2018 degli interventi a favore dei veneti nel mondo, di cui all'Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente atto.
Si propone, altresì, di prendere atto della relazione sull'attività svolta a favore dei veneti nel mondo nel triennio 2013- 2015, di cui all'Allegato B, parte integrante e sostanziale del presente atto.
La Terza Commissione, nella seduta del 20 luglio 2016, ha approvato all'unanimità il nuovo Piano triennale 2016- 2018 degli interventi a favore dei veneti nel mondo (Allegato A), nonché la presa d'atto della relazione sull'attività svolta a favore dei veneti nel mondo nel triennio 2013- 2015 (Allegato B) che vengono ora sottoposti all'esame dell'Assemblea consiliare.
Hanno votato i rappresentanti dei gruppi: Fratelli d'Italia-AN- Movimento per la cultura rurale (Berlato); Liga Veneta-Lega Nord (Possamai con delega Finco, Finozzi); Zaia Presidente (Gerolimetto, Sandonà); Partito Democratico (Azzalin, Zottis); Alessandra Moretti Presidente (Guarda con delega Ferrari); Veneto Civico (Dalla Libera); Movimento 5 Stelle (Scarabel con delega Baldin)."
C'è un emendamento presentato dal consigliere Sandonà, un minuto di tempo per eventuali subemendamenti.
La parola all'assessora Manuela Lanzarin.

Ass.ra Manuela LANZARIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
L'emendamento relativamente al discorso della prosecuzione dei lavori del sito GlobalVen era stato concordato in Commissione.
Le risorse sono quelle che ci sono, non ce ne sono di aggiuntive.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Manuela Lanzarin.
Emendamento n. D0001 presentato dal consigliere Sandonà, che prevede:
Il paragrafo 6.3.1 è così sostituito:
"6.3.1 Valorizzazione degli strumenti di comunicazione telematica e del sito web "Veneti nel mondo"
Le moderne tecnologie consentono di veicolare le notizie praticamente in tempo reale e rappresentano quindi uno strumento imprescindibile per rafforzare il legame e la vicinanza tra il Veneto e le proprie comunità all'estero. La Regione, anche al fine di creare una rete di rapporti fra i nostri corregionali all'estero, le imprese estere e le imprese venete, sostiene le finalità del progetto GlobalVen, già realizzato con il contributo della Regione e nato con lo scopo di creare una rete di conoscenza dei talenti veneti nel mondo per stabilire nuovi contatti professionali e imprenditoriali e ampliare le relazioni tra persone che hanno in comune l'origine veneta, si propone ora di promuovere la diffusione e l'ampliamento della banca dati con l'obiettivo di facilitare la conoscenza dei professionisti e ultime imprese venete nel mondo e stimolare lo sviluppo di rapporti e di scambi tra chi lavora in Veneto e chi è di origine veneta e lavora all'estero, oltre a potenziare la rete del contatti con i veneti nel mondo per favorire l'ideazione e realizzazione di progetti comuni di natura economica e imprenditoriale.
Di conseguenza, la Regione continuerà nel prossimo triennio a garantire lo sviluppo della banca dati in argomento."
Pongo in votazione l'emendamento n. D0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
La parola al consigliere Azzalin.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Noi siamo d'accordo e voteremo a favore.
Io seguo questo punto a nome del Gruppo del Partito Democratico e ho intenzione di fare un intervento come farò su quello successivo. Questi sono piani importanti e non sono piani per fare una rimpatriata ogni anno con un po' di amici che stanno oltre oceano, credo che vadano valutati pienamente. Ho partecipato anche ai ritrovi dei veneti nel mondo e credo sia un fatto importante e qua ci sono scritte tutte le ragioni. Io non voglio fare la morale a nessuno, però voglio solo dire una cosa: sapete che nell'arco di 100 anni sono 3 milioni e 300 mila gli italiani emigrati all'estero e di questi 3 milioni e 300 mila gran parte sono veneti.
Vi leggo due righe, perché bisognerebbe leggerli bene i Piani: "Chi lascia il proprio paese non lo fa a cuor leggero, ma perché è costretto a farlo lasciando, quindi, i propri affetti e il proprio contesto sociale per trovare quel lavoro e quelle prospettive di crescita che qui non trova". Hanno un senso queste parole, eh! Quindi sappiamo il motivo di quelle emigrazioni.
Andiamo avanti. L'altra cosa è questa: c'è una consulta che è fatta dal Presidente o suo delegato, dal Presidente della Commissione o suo delegato, dall'Assessore o suo delegato; chiedo all'Assessore a nome della Giunta che questa consulta sia integrata come lo è l'altra, quella dello sport, l'immigrazione e quant'altro, almeno da un componente della minoranza. Prevedete di integrare questa con una apposita Commissione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Azzalin.
Pongo in votazione la PDA n. 27, come modificata.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
PUNTO
6



PIANO TRIENNALE DI MASSIMA 2016-2018 DEGLI INTERVENTI NEL SETTORE DELL'IMMIGRAZIONE (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 21) (DELIBERAZIONE N. 149/2016)

Relazione della Terza Commissione consiliare.
Relatore il consigliere Nicola Ignazio Finco
"La proposta di Piano Triennale di massima 2016-2018 di iniziative ed interventi nel settore dell'immigrazione, è uno strumento di programmazione fondamentale, previsto dalla Legge Regionale 9/1990, nell'ambito del quale vengono delineate le linee di azione regionale volte a realizzare un ampio ed organico piano atto a promuovere il consolidamento di un sistema regionale di attività e servizi di accoglienza, integrazione, protezione e controllo.
In continuità con la precedente programmazione, l'obiettivo generale del Piano Triennale 2016-2018 è quello di promuovere la coesione e lo sviluppo della comunità regionale residente, debellando ogni forma di discriminazione e realizzando politiche di accoglienza, integrazione e rimpatrio volontario efficaci, rispettose dei diritti umani, sensibili alle condizioni di svantaggio e fragilità dei gruppi beneficiari, sinergiche rispetto alle esigenze e coerenti rispetto ai valori condivisi dalla popolazione ospitante.
La Consulta Regionale per l'Immigrazione, organismo consultivo che riunisce le rappresentanze del mondo economico, sociale, delle istituzioni oltre che dell'associazionismo di settore e dell'immigrazione, condividendo l'obiettivo indicato, ha espresso parere favorevole all'unanimità relativamente alla proposta oggi in esame.
Nel definire gli obiettivi generali e le linee di indirizzo finalizzate a garantire la piena integrazione sociale e lavorativa dei cittadini stranieri presenti sul territorio regionale veneto, si intende consolidare il pluriennale percorso intrapreso assieme agli attori del territorio, andando a rafforzare e mettere a sistema le esperienze di maggiore successo, favorendone il trasferimento a livello territoriale attraverso pratiche di mutuo apprendimento e miglioramento.
La Regione del Veneto, negli ultimi anni, ha sviluppato e consolidato interventi, progetti e metodologie efficaci ed innovative. Ciò anche attraverso l'attivazione di significative risorse provenienti dai livelli di regolazione centrale ed europea, destinate al finanziamento di azioni di sistema e di misure sperimentali. Sempre più la programmazione strategica diventa momento cruciale per l'integrazione verticale di interessi ed obiettivi. In una logica plurifondo, la gestione multi-livello della politica poggia sulla capacità di mettere a fattor comune le visioni strategiche della filiera istituzionale e di attivare strategie che sappiano comporre in modo unitario i diversi sforzi promossi dagli attori e dalle loro reti.
Pertanto, il presente Piano poggia su due assunti metodologici:
1. la governance degli interventi attuativi deve avvalersi di un ampio partenariato locale nel quale trovino aggregazione attori espressione di tutti i settori (pubblico e privato economico e sociale);
2. l'individuazione dei Piani Annuali di interventi dovrà favorire l'integrazione con gli strumenti di finanziamento e di programmazione europei e nazionali, privilegiando l'addizionalità alla duplicazione.
Uno dei principi di fondo del Piano Triennale 2016-2018 rimane quindi il rafforzamento delle reti di governance. In particolare la Consulta Regionale per l'Immigrazione viene ulteriormente confermata quale organismo partecipativo essenziale del territorio alle politiche regionali.
I Tavoli Territoriali di Coordinamento, composti da rappresentanti di Regione, Conferenze dei Sindaci e/o Comuni capoluogo, Ufficio Scolastico Regionale e Prefetture rimangono lo strumento operativo principale di attuazione e realizzazione degli interventi previsti dalla Programmazione di settore.
Per ciò che concerne l'integrazione plurifondo delle risorse per l'attuazione del Piano, assume centralità strategica e finanziaria il nuovo Fondo dell'Unione Europea denominato Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI), la cui Autorità Responsabile a livello nazionale è il Ministero dell'Interno.
La presente strategia sarà attuata per tramite dell'implementazione dei Piani Annuali, che saranno attivati compatibilmente con le risorse disponibili.
Gli ambiti di intervento individuati sono:
- Formazione linguistico-civica e inserimento scolastico;
- Sostegno all'occupabilità dei cittadini stranieri;
- Prevenzione e contrasto alle discriminazioni su base etnica o razziale;
- Supporto per la piena integrazione dei soggetti deboli;
- Incentivazione delle forme produttive di rientro volontario assistito;
- Integrazione dei titolari di protezione internazionale;
- Promozione delle attività di ricerca e analisi del fenomeno migratorio e consolidamento del coordinamento informativo.
La Terza Commissione consiliare nella seduta del 18 ottobre 2016 ha espresso, a maggioranza, parere favorevole.
Hanno votato a favore oltre al presidente Berlato del gruppo Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale, i rappresentanti dei seguenti gruppi: Zaia Presidente (Sandonà, Gerolimetto), Liga Veneta-Lega Nord (Possamai, Finozzi, Finco), Partito Democratico (Zottis, Azzalin), Alessandra Moretti Presidente (Guarda), Forza Italia (Giorgetti) e Veneto Civico (Dalla Libera); si è astenuto il rappresentante del gruppo Lista Tosi per il Veneto (Casali)."
La parola all'assessora Manuela Lanzarin.

Ass.ra Manuela LANZARIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Volevo solo dire che è già stata approvata dalla Consulta e anche in Commissione, quindi condiviso sia dalla Consulta che dalla Commissione.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Manuela Lanzarin.
La parola al consigliere Azzalin.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Avrei gradito che il relatore Finco leggesse in Aula la relazione, perché ci sono delle cose importanti che parlano di integrazione; spiegano cos'è l'integrazione, su quali pilastri deve poggiare il problema di gestione del fenomeno immigratorio, di quanti sono e di come questo si intreccia con i richiedenti asilo ovvero a chi è riconosciuto e ha lo status di richiedente asilo nel nostro paese e quindi deve godere di queste cose.
Su queste cose non voglio fare la polemica ed esemplifico per comodità di ragionamento. Esistono due Zaia, lo Zaia che firma e sottoscrive questi Piani dicendo che bisogna affrontare il problema e noi a piace, piace moltissimo, perché rappresenta la Regione; e poi esiste lo Zaia barricadero che dice che è giusto fare le barricate perché in casa nostra decidiamo noi. Comunque su questo è bene che facciamo mente locale. Se vogliamo strumentalizzare le questioni possiamo farlo; se vogliamo affrontare i problemi come fate qua e li risolvete o tentate di risolverli, bene. Questo Piano è andato all'ordine del giorno su richiesta nostra e io sto qua, Presidente, fino all'ultimo secondo per approvarlo perché è giusto che vengano utilizzati i soldi del FAMI e si facciano quegli interventi di gestione. Mi auguro che si esca dal facile propagandismo e strumentalizzazione di un fenomeno complesso che va oltre di noi, per affrontarlo in maniera seria come qui c'è scritto. Credo che questo per analogia e per coerenza si dovrebbe intrecciare rispetto a quelle che sono le altre questioni. Tutti citano il Papa, perfino Libero ha il coraggio e la spudoratezza di citare il Papa. Il Papa ha detto che è ora di sconfiggere e di mettere da parte questa atrofia morale che caratterizza le persone nell'affrontare questa questione. Questo è il punto e siccome oltre il Papa c'è solo qualcun altro mi limito a dire che voterò sì. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Azzalin.
Mi permetto di correggerla: questo punto è stato iscritto perché l'ha chiesto l'assessora Manuela Lanzarin attraverso lettera scritta
Ho spiegato questo in Conferenza dei Capigruppo quando ho fatto l'ordine del giorno.
La parola all'assessora Manuela Lanzarin.

Ass.ra Manuela LANZARIN (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Credo che bisogna essere onesti e seri in quest'Aula. Il Piano immigrazione è un piano che poggia su quelle che sono le linee regionali per quanto riguarda l'integrazione e l'inclusione dell'immigrazione regolare, che non ha nulla a che fare con il discorso dei profughi e l'emergenza che stiamo vivendo. Quindi credo sia forma di serietà e non ha nulla a che fare con la discussione in atto oggi, che è relativa a un fenomeno non controllato. Il Veneto ha sempre fatto la sua parte per quanto riguarda l'immigrazione regolare, l'integrazione dei soggetti più deboli come le donne e i bambini. Inseriamo anche i profughi che hanno lo stato di profugo già conclamato perché esulano ed escono dalla gestione ministeriale.
Quindi dire che dovremo imparare da questo Piano che l'abbiamo fatto e che ripete le linee guida non mi sembra corretto. Se vogliamo fare gli show in Aula li facciamo, però sono due cose diametralmente opposte.

PRESIDENTE

Grazie, assessora Manuela Lanzarin.
La parola al consigliere Berlato.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia-AN-Movimento per la cultura rurale)

Grazie, Presidente.
Propongo di votare il provvedimento.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Berlato.
Pongo in votazione la PDA n. 21.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione
Il Consiglio approva.
Come comunicato in Conferenza dei Capigruppo, la Seduta di domani viene revocata e ci rivedremo con l'ordine del giorno concordato in Conferenza dei Capigruppo lunedì mattina. Buonasera.
La Seduta termina alle ore 20.35


Il Consigliere segretario
f.to Maurizio Conte

Il Presidente
f.to Roberto Ciambetti

Resoconto stenotipico a cura di:
Copisteria Sassaro – Stenotype Transcription Multimedia srl

Revisione e coordinamento testo a cura di:
Giuseppe Migotto

Elaborazione testo a cura di: Elisabetta Fabris

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