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resoconti e verbali [new]

Contenuti: Resoconto n. 214 - 10^ legislatura
Resoconto 214a Seduta pubblica
Martedì, 11 giugno 2019
SOMMARIO
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI
La Seduta inizia alle ore 10.42

PRESIDENTE

Signori, buongiorno, se ci accomodiamo iniziamo la seduta.
Chiedo ai Consiglieri di ricomporsi, ne vedo due o tre in abbigliamento non consono all'Aula. Grazie.
Diamo inizio alla 214a Seduta pubblica del Consiglio regionale. I lavori si svolgono sulla base dell'ordine del giorno prot. n. 8193 del 6 giugno 2019.
PUNTO
1



APPROVAZIONE DEI VERBALI DELLE SEDUTE PRECEDENTI

Il PRESIDENTE, poiché nessun Consigliere chiede di fare osservazioni, dichiara che si intende approvato il processo verbale della 213a seduta pubblica di martedì 28 maggio 2019.
PUNTO
2



COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO


Ha comunicato congedo

Luca ZAIA

Il congedo è concesso.

PRESIDENTE

Comunico l'assenza di Elena Donazzan e Cristina Guarda.
PUNTO
3



INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

Ai sensi dell'art. 114, comma 4 del Regolamento l'elenco delle interrogazioni e delle interpellanze, allegato alla Convocazione, è dato per letto.
PUNTO
4



RISPOSTE DELLA GIUNTA REGIONALE ALLE INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE

PRESIDENTE

Le interrogazioni di oggi, sia quelle di Corazzari che della Lanzarin, sono affidate all'Assessore Gianpaolo Bottacin.

Interrogazione a risposta immediata n. 765 del 13 maggio 2019 presentata dai consiglieri Ruzzante, Bartelle e Guarda relativa a "LA GIUNTA REGIONALE INTENDE INTERVENIRE PER GARANTIRE IL REGOLARE FUNZIONAMENTO DEL MERCATO LOCALE DEGLI SPETTACOLI DAL VIVO?"

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto dell'interrogazione)
"Premesso che il 20 settembre 2018 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in Italia ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di TicketOne e della sua controllante CTS Eventim "per possibile violazione dell'articolo 102 TFUE nel mercato dei servizi di ticketing per eventi di musica live, ipotizzando che mediante la condotta consistente nel vincolare contrattualmente in esclusiva i principali promoter per la fornitura dei servizi di ticketing per gli eventi di musica live TicketOne abbia posto in essere una strategia escludente" (provvedimento n. 27331). Questa condotta potrebbe configurare un abuso di posizione dominante dei servizi di ticketing per eventi di musica live ed inoltre appare suscettibile di arrecare un pregiudizio economico ai consumatori finali.
Appreso che il 23 gennaio 2019 l'Autorità ha deliberato l'estensione oggettiva e soggettiva dal momento che è emerso che il disegno escludente del gruppo CTS Eventim "potrebbe comprendere anche il rafforzamento della prassi di diniego sistematico delle deroghe all'esclusiva" (Provvedimento n. 27509).
Rilevato che nelle ultime settimane, inchieste televisive a livello nazionale hanno documentato le diverse azioni di ritorsione e boicottaggio nei confronti di ZED (ovvero le denuncianti all'Autorità ZED Entertainment's World S.r.l. e Sol Eventi S.r.l.) e probabilmente anche verso altri soggetti operanti a livello nazionale che non hanno il coraggio di denunciare i soprusi.
Considerato che:
- il Consiglio regionale ha recentemente approvato la Legge per la cultura, il cui articolo 2, comma 1, assume tra i principi cardine del sistema culturale veneto, tra gli altri, anche il riconoscimento della cultura come risorsa fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico della comunità;
- se i fatti oggetto di verifica nell'ambito del procedimento attivato da parte dell'Autorità garante dovessero poi trovare conferma ci troveremmo di fronte al riconoscimento di una grave deviazione dalle regole del mercato a detrimento di un elemento che oltre a rappresentare un indotto economico di rilevante entità per il Veneto, costituisce, ancor prima, uno degli snodi fondamentali del sistema delle relazioni umane, il cui sviluppo, appunto, è accresciuto dalla fruizione delle risorse culturali, che per tale via, invece, verrebbero fortemente limitate.
I sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per conoscere, rispetto alla problematica di cui in premessa, quali interventi intende mettere in campo al fine di garantire il regolare funzionamento del mercato locale degli spettacoli dal vivo.".

PRESIDENTE

Prego, collega Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente.
È questione sicuramente non centrale nelle attività della Giunta regionale, però siccome ho visto su questa materia intervenire anche l'assessore Marcato ho presentato un'interrogazione, perché è una denuncia effettuata da un'azienda di Padova, la Zed Entertainment's World S.r.l. e Sol Eventi S.r.l., che hanno denunciato una situazione sostanzialmente di monopolio e di controllo del mercato della vendita dei biglietti on line.
È un tema molto importante perché moltissimi cittadini ormai acquistano on line i biglietti per gli eventi e, tra l'altro, anche dall'estero, quando vengono in Italia, e questo elemento di assenza di un regolare controllo, di liberalizzazione del mercato della vendita di questi biglietti, ha generato delle situazioni molto negative, cioè la rottura di contratti di artisti che erano legati a doppia mandata alla titolare unica della vendita dei biglietti on line, che è anche produttrice di grandi eventi musicali.
Ecco, si chiede se la Giunta ha intenzione di intervenire rispetto a questa problematica per garantire il regolare funzionamento del mercato locale degli spettacoli dal vivo.
Questa azienda è una delle più grandi del nostro territorio e credo sia giusto in qualche modo denunciare questa situazione.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Bruno PIGOZZO

PRESIDENTE

Grazie.
La parola all'Assessore Bottacin, che risponde in vece dell'Assessore Corazzari.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della risposta della Giunta regionale)
"La Regione del Veneto ha sempre posto grande l'attenzione al sostegno, promozione e diffusione delle discipline attinenti lo spettacolo dal vivo, considerate strumento di crescita culturale, nonché risorsa per lo sviluppo sociale ed economico della comunità, come confermato dai contenuti della nuova Legge regionale quadro per la cultura, recentemente approvata. Tale attenzione si è concretizzata e consolidata negli anni, anche mediante un sostegno finanziario, attraverso la partecipazione a Enti ed Istituzioni di spettacolo di grande rilevanza a livello regionale, nazionale ed internazionale, la stipula di accordi e convenzioni con Enti locali e con Associazioni private senza finalità di lucro operanti nel nostro territorio, nonché tramite la partecipazione diretta a progettualità di particolare rilevanza presentate dai summenzionati soggetti che hanno sempre dimostrato notevole competenza ed affidabilità.
La Giunta regionale, relativamente al regolare funzionamento dell'attività commerciale del mercato locale degli spettacoli dal vivo, non ha tuttavia specifica e diretta competenza. Spetta infatti alle competenti Autorità di garanzia, nella loro attività di controllo finalizzato alla prevenzione, verificare ed approfondire eventuali distorsioni di tale mercato, in particolare per ciò che attiene il servizio di ticketing, che possano configurarsi ipoteticamente quali abusi di posizione dominante delle imprese operanti in quest'ambito, ed intraprendere eventuali iniziative sanzionatorie.".

Ass.re Gianpaolo BOTTACIN (Zaia Presidente)

La Regione del Veneto ha sempre posto grande attenzione al sostegno, promozione e diffusione delle discipline attinenti lo spettacolo dal vivo, considerate strumento di crescita culturale, nonché risorsa per lo sviluppo sociale ed economico della comunità, come confermato dai contenuti della nuova legge regionale quadro per la cultura recentemente approvata.
Tale attenzione si è concretizzata e consolidata negli anni anche mediante un sostegno finanziario attraverso la partecipazione a Enti ed Istituzioni di spettacolo di grande rilevanza a livello regionale, nazionale ed internazionale, la stipula di accordi e convenzioni con enti locali e con associazioni private senza finalità di lucro, operanti nel nostro territorio, nonché tramite la partecipazione diretta a progettualità di particolare rilevanza presentate dai summenzionati soggetti, che hanno sempre dimostrato notevole competenza ed affidabilità.
La Giunta regionale, relativamente al regolare funzionamento dell'attività commerciale del mercato locale degli spettacoli dal vivo, non ha tuttavia specifica e diretta competenza; spetta, infatti, alle competenti autorità di garanzia, nella loro attività di controllo finalizzato alla prevenzione, verificare ed approfondire eventuali distorsioni di tale mercato in particolare per ciò che attiene i servizi di ticketing, che possono configurarsi ipoteticamente quali abusi di posizione dominante delle imprese operanti in questo ambito, e di intraprendere di conseguenza eventuali iniziative sanzionatorie.
PRESIDENTE
Grazie.
La parola al collega Ruzzante per la replica.
Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)
Grazie. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta. È ovvio, non pensavo che la Giunta aveva la possibilità di risolvere questo problema, però ho sentito nelle parole dell'Assessore un'attenzione rispetto a un mercato che deve essere in qualche modo libero e non può essere fonte di monopolio.
Raccomando in particolar modo alla Giunta, vista la presa di posizione dell'Assessore Marcato, pubblica, sui giornali, e anche del collega Consigliere Berti, siamo intervenuti da più parti attorno a questa denuncia, che è stata fatta anche a mezzo televisivo, in una trasmissione importante, molto vista, quindi la questione ormai è di dominio pubblico, di tenere sotto controllo la correlazione tra vendita di biglietti e realizzazione di spettacoli, perché lei capisce che, se non passo attraverso la catena che ha il controllo monopolistico della vendita dei biglietti, mi sfugge la possibilità di tenere alcuni concerti di alcuni artisti. Capisce che questa diventa anche una privazione della libertà artistica, della libertà musicale, ma anche della libertà imprenditoriale all'interno di un territorio. Quindi io credo che sia una cosa che va assolutamente stigmatizzata.
Ringrazio comunque per la risposta.

Interrogazione a risposta immediata n. 767 del 14 maggio 2019 presentata dai consiglieri Ruzzante, Bartelle e Guarda relativa a ""I NEGRI NON SI SIEDONO QUI", BULLISMO SURREALE SU UNO SCUOLABUS A TREVISO. CON QUALI INTERVENTI LA GIUNTA REGIONALE INTENDE FAR FRONTE ALL'ONDATA DI DISCRIMINAZIONI?"

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto dell'interrogazione)
"Premesso che mercoledì 8 maggio, a bordo di uno scuolabus in servizio nel territorio della provincia di Treviso, un ragazzino italo-senegalese di 11 anni è stato vittima di un grave episodio di bullismo e discriminazione da parte di due compagne più grandi, che l'hanno malmenato intimandogli di sedersi nei posti davanti affermando che "i negri si siedono davanti, i bianchi dietro".
Considerato che:
- tale episodio di bullismo e discriminazione fondata sul colore della pelle, peraltro non isolato ma inserito all'interno di una casistica sempre più frequente in Italia e nel territorio regionale, desta e dovrebbe destare particolare preoccupazione in quanto campanello d'allarme che non deve essere sottovalutato, costituendo episodio d'odio che può portare ad altre non meno gravi conseguenze;
- è compito delle istituzioni far fronte a simili episodi ed intervenire al fine di garantire la pari dignità sociale di tutti i cittadini, senza distinzione alcuna; da parte di tutti i rappresentanti istituzionali della Regione Veneto è dunque necessaria una pronta risposta, che non si limiti alla ferma condanna dell'episodio sopra rappresentato e di ogni altro episodio di discriminazione che si verifichi all'interno del territorio veneto, ma che si concretizzi in veri e propri interventi di prevenzione e contrasto di questi fenomeni.
Richiamata la Risoluzione n. 113 "Il Consiglio regionale del Veneto esprime solidarietà al giovane calciatore discriminato e condanna tutti i comportamenti discriminatori assunti durante l'attività sportiva", presentata il 27 marzo 2019 dagli interroganti.
Visto l'art. 42 (Disposizioni in materia di prevenzione, contrasto e riduzione del rischio di bullismo e cyberbullismo) del Collegato alla legge di stabilità regionale per il 2018.
I sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per sapere come intenda intervenire rispetto a quanto sopra rappresentato al fine di contrastare le discriminazioni razziali intervenendo, anche attraverso il congruo sostegno alle agenzie di socializzazione, sui fattori in grado di determinarle.".

PRESIDENTE

La parola al collega Ruzzante per la presentazione.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Quando ho letto questa notizia sono veramente trasalito, perché pensavo che fossero cose legate a un passato che avevo studiato nei libri di storia. Allora, in quei libri di storia i negri – uso questa parola, ovviamente, per come veniva utilizzata a quell'epoca – dovevano sedersi in fondo negli autobus, perché c'erano i posti solo per i neri, perché la parte iniziale degli autobus erano riservati ai bianchi, finché una donna, Rosa Parks, decise di rompere questo meccanismo e si sedette dove cavolo gli pareva. Rosa Parks è stata una delle motrici fondamentali del movimento e della marcia di liberazione dei neri rispetto alle forme di razzismo che ancora sussistevano negli Stati Uniti d'America, insieme a Malcolm X, insieme ad altri personaggi fondamentali che hanno portato alla liberazione finalmente dei posti negli autobus.
Quando ho visto la notizia che in un autobus di Treviso hanno usato le stesse identiche affermazioni, cioè "i negri siedono davanti e i bianchi dietro" e cose di questo tipo, ho ritenuto opportuno scriverlo in un'interrogazione, perché credo che sarebbe sbagliato che quest'Aula non si occupasse di questo aspetto, di questo fenomeno. Certo, sarà stato un episodio di bullismo dei bambini, dei ragazzi, però è una cosa veramente inaccettabile e credo che dobbiamo porci il tema di come evitare che accadano queste discriminazioni.

PRESIDENTE

Grazie.
Per la risposta, sempre l'Assessore Bottacin, in luogo dell'Assessora Lanzarin.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della risposta della Giunta regionale)
"La Regione del Veneto nel proprio Statuto e in diverse leggi regionali ha costantemente affermato il proprio impegno per i principi e i valori fondamentali della Repubblica e della Costituzione italiana, nonché del diritto europeo ed internazionale, che includono il riconoscimento dei diritti umani e delle libertà democratiche e la promozione di attività per favorire la loro affermazione, tutela e diffusione.
Princìpi che hanno avuto, tra l'altro, concreta e specifica attuazione anche nel sostegno della Regione ad innumerevoli progetti di enti ed organismi veneti, per la promozione e tutela della cultura della pace e dei diritti e libertà fondamentali, realizzati sul territorio regionale ma anche nazionale e all'estero.
Tali progetti hanno spesso coinvolto le scuole del Veneto, di ogni ordine e grado.
In particolare, attraverso lo strumento dei "Voucher educativi", la Regione del Veneto sta promuovendo, con un finanziamento pari a Euro 70.000,00, la realizzazione di percorsi in tutte le province e in ogni ordine e grado delle scuole del territorio regionale, pubbliche e paritarie, su tematiche dei diritti umani che includono anche la prevenzione dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo.
Detti percorsi vengono realizzati da enti del terzo settore con competenza specifica in materia di diritti umani e che mettono a disposizione degli insegnanti e degli studenti, la propria professionalità nell'affrontare tali argomenti e renderli interessanti e coinvolgenti per la popolazione studentesca.
Gli studenti delle istituzioni scolastiche del Veneto sono inoltre destinatari di ulteriori iniziative, di cui sono titolari le Aziende Ulss del Veneto in collaborazione con le Amministrazioni comunali, le Forze dell'Ordine, gli Uffici Scolastici Territoriali e gli enti del terzo settore con competenza specifica nel campo del disagio sociale, del sostegno alla famiglia e alla genitorialità nonché nel campo del disagio minorile, per un finanziamento complessivo di Euro 200.000,00.
Tali iniziative, che perseguono ugualmente il fine della prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e cyberbullismo, sono articolate con modalità specifiche e differenziate nei territori afferenti le singole Aziende Ulss e prevedono, ad esempio, incontri degli esperti in materia con le classi, attività di peer-education, incontri delle classi con i rappresentanti delle forze dell'ordine, punti di ascolto e consulenza per gli insegnanti, incontri con i genitori.
L'attenzione da parte della Regione del Veneto alla tematica è confermata altresì dall'aver costituito il Tavolo regionale di lavoro finalizzato al coordinamento degli interventi di prevenzione, contrasto e riduzione del fenomeno del bullismo e cyberbullismo e del suo monitoraggio a livello regionale. Del Tavolo regionale fanno parte, tra gli altri, l'Assessore regionale ai Servizi Sociali, il Garante regionale per i diritti alla persona, il Direttore generale dell'USR Veneto, rappresentanti delle Prefetture del Veneto, del Tribunale per i Minorenni di Venezia, delle Forze dell'Ordine, delle singole Aziende Ulss del Veneto e degli enti del terzo settore operanti in materia.
La Regione del Veneto è pertanto attivamente impegnata affinché l'educazione delle giovani generazioni rappresenti la strada maestra da seguire ai fini della creazione di una cittadinanza consapevole dei propri diritti e del valore del rispetto dei diritti e della dignità altrui, senza alcuna distinzione e discriminazione, non dimenticando peraltro che tale educazione è responsabilità comune e condivisa della collettività.".

Ass.re Gianpaolo BOTTACIN (Zaia Presidente)

La Regione del Veneto, nel proprio Statuto e in diverse leggi regionali, ha costantemente affermato il proprio impegno per i princìpi e i valori fondamentali della Repubblica e della Costituzione italiana, nonché del diritto europeo ed internazionale, che includono il riconoscimento dei diritti umani e delle libertà democratiche e la promozione di attività per favorire la loro affermazione, tutela e diffusione, princìpi che hanno avuto, tra l'altro, concreta e specifica attuazione anche nel sostegno della Regione ad innumerevoli progetti di enti e organismi veneti per la promozione e tutela della cultura della pace e dei diritti e libertà fondamentali, realizzati sul territorio regionale, ma anche nazionale e all'estero.
Tali progetti hanno spesso coinvolto le scuole del Veneto di ogni ordine e grado: in particolare attraverso lo strumento dei voucher educativi la Regione del Veneto sta promuovendo, con un finanziamento pari a euro 70.000, la realizzazione di percorsi in tutte le province e in ogni ordine e grado delle scuole del territorio regionale, pubbliche e paritarie, su tematiche dei diritti umani che includono anche la prevenzione dei fenomeni del bullismo.
Detti percorsi vengono realizzati da enti del terzo settore con competenza specifica in materia di diritti umani e che mettono a disposizione degli insegnanti e degli studenti la propria professionalità nell'affrontare tali argomenti e renderli interessanti e coinvolgenti per la popolazione studentesca. Gli studenti delle istituzioni scolastiche del Veneto sono, inoltre, destinatari di ulteriori iniziative, di cui sono titolari le aziende ULSS del Veneto in collaborazione con le Amministrazioni comunali, le Forze dell'Ordine, gli Uffici scolastici territoriali e gli enti del terzo settore con competenza specifica nel campo del disagio sociale, di sostegno alla famiglia e alla genitorialità, nonché nel campo del disagio minorile, per un finanziamento complessivo di euro 200.000.
Tali iniziative, che perseguono ugualmente il fine della prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e cyberbullismo, sono articolate con modalità specifiche e differenziate nei territori afferenti le singole aziende ULSS e prevedono, ad esempio, incontri degli esperti in materia con le classi attività di peer education, incontri delle classi con i rappresentanti delle Forze dell'Ordine, punti di ascolto, consulenza per gli insegnanti e incontri con i genitori.
L'attenzione da parte della Regione del Veneto alla tematica è confermata, altresì, dall'aver costituito il tavolo regionale di lavoro finalizzato al coordinamento degli interventi di prevenzione, contrasto e riduzione del fenomeno del bullismo e cyber bullismo e del monitoraggio a livello regionale. Del tavolo regionale fanno parte, tra gli altri, l'Assessore regionale ai Servizi sociali, il Garante regionale per i diritti alla persona, il Direttore generale dell'USR Veneto, rappresentanti delle Prefetture del Veneto, del Tribunale per i Minorenni di Venezia, delle Forze dell'Ordine, delle singole aziende ULSS del Veneto e degli enti del terzo settore operanti in materia.
La Regione del Veneto è, pertanto, attivamente impegnato affinché l'educazione delle giovani generazioni rappresenti la strada maestra da seguire ai fini della creazione di una cittadinanza consapevole dei propri diritti e del valore e del rispetto dei diritti e della dignità altrui, senza alcuna distinzione e discriminazione, non dimenticando, peraltro, che tale educazione è responsabilità comune e condivisa dalla collettività.

PRESIDENTE

Grazie.
La parola al consigliere Ruzzante per la replica.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente.
Mi dichiaro soddisfatto della risposta, che è sicuramente in linea con le cose che vorrei sentirmi rispondere a un'interrogazione come quella che ho qui presentato, ma è importante che a quella risposta poi conseguano comportamenti che siano altrettanto educativi da parte degli adulti e, in particolar modo, degli adulti che rappresentano Istituzioni pubbliche nei confronti dei minori, nei confronti dei più giovani. E' chiaro che, se c'è uno spirito emulativo, se parole vengono utilizzate in maniera non sempre consona nei confronti delle persone immigrate – ma questo era un ragazzino italiano, cioè stiamo parlando di un ragazzino italo-senegalese, che quindi ha la cittadinanza italiana – è importante che alle parole, alle buone azioni e alle buone pratiche seguano e conseguano anche atteggiamenti che siano in linea con quello che è stato testimoniato.
Mi auguro veramente di non dover più fare interrogazioni di questo tipo. Ho ricordato all'inizio Rosa Parks e non potevo che ricordare in conclusione Martin Luther King che, a seguito anche di quell'episodio in cui Rosa Parks tentò di sedersi nei posti dei bianchi, venne organizzata una grande marcia a Washington, dove Martin Luther King pronunciò quel grandioso discorso, forse uno dei più bei discorsi politici di tutti i tempi: "I have a dream", e quel sogno, che allora appariva come un sogno di pochi, è poi diventato e si è tradotto in realtà. In fondo, se c'è stato un Presidente degli Stati Uniti d'America di colore, Barack Obama, credo che lo debbano a quella marcia, a quella manifestazione, a quel sogno di pochi che è diventato la speranza di molti.

PRESIDENTE

Grazie.
Passiamo adesso alle interrogazioni a risposta scritta.
PUNTO
5



INTERROGAZIONI A RISPOSTA SCRITTA ISCRITTE ALL'ORDINE DEL GIORNO AI SENSI DELL'ARTICOLO 111, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO

PRESIDENTE

La numero 588 del Consigliere Berti, che però non vedo in Aula, quindi gli verrà recapitata direttamente dall'Ufficio.
Punto 5.9) all'ordine del giorno.

Interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere ruzzante relativa a "CITTADELLA SOCIO SANITARIA DI CAVARZERE (VE): LA GIUNTA REGIONALE COME INTENDE AGIRE PER GARANTIRE LA CONTINUITÀ E L'IMPLEMENTAZIONE DEI SERVIZI?" (Interrogazione a risposta scritta n. 699)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto dell'interrogazione)
"Premesso che:
- l'articolo 2 della legge regionale 22 ottobre 2014, n. 33 , come modificato dall'articolo 33 della legge regionale 29 dicembre 2017, n. 45 , detta "Disposizioni in ordine alla sperimentazione gestionale di Cavarzere", prevedendo tra l'altro che l'Azienda ULSS n. 3 Serenissima provveda, entro il 31 dicembre 2018, alla chiusura dell'attività di sperimentazione gestionale di Cavarzere ed acquisti, entro il medesimo termine, le quote del capitale sociale della Società denominata "Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere S.r.l.";
- il citato articolo prevede inoltre che la Giunta regionale autorizzi l'Azienda ULSS n. 3 Serenissima ad alienare, mediante procedimento ad evidenza pubblica, la Società "Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere S.r.l.", unitamente al complesso immobiliare di proprietà della Azienda ULSS n. 3 dove si svolgono anche le attività di specialistica ambulatoriale e di residenzialità protetta per disabili;
- la DGR n. 2122 del 19 novembre 2013 ha previsto 12 posti letto di ospedale di comunità da attivare presso la Struttura di Cavarzere, che non risultano ad oggi attivati;
- all'interno dei locali destinati all'alienazione è insediata anche la Medicina di Gruppo Integrata che da sei anni svolge una preziosa attività, rispondendo e assorbendo la domanda di medicina di base per 12 h al giorno, in un territorio geograficamente e socialmente complesso.
Considerato che:
- si riscontra che l'Azienda Ulss 3 Serenissima ha provveduto agli adempimenti previsti ai commi 1 e 2 del succitato articolo 2 della legge regionale 22 ottobre 2014, n. 33 ;
- non risulta emanato, ad oggi, alcun provvedimento della Giunta regionale volto ad autorizzare l'Azienda ULSS n. 3 Serenissima all'alienazione della Società "Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere S.r.l.", secondo quanto previsto dal comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 22 ottobre 2014, n. 33 .
Evidenziato che il 21 dicembre 2017 il Consiglio regionale del Veneto approvava all'unanimità dell'ordine del giorno presentato dai consiglieri Ruzzante, Pigozzo, Baldin, Azzalin, Ferrari e Zanoni relativo a "sia garantita la continuità dei servizi resi alla popolazione dalla Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Collegato alla Legge di Stabilità regionale 2018", impegnando la Giunta regionale "a garantire la continuità e l'implementazione dei servizi finora resi alla popolazione dal programma di sperimentazione gestionale denominato "Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere srl", mantenendone inalterate qualità e quantità e salvaguardando l'aspetto occupazionale anche in considerazione delle specificità del territorio cavarzerano".
Il sottoscritto consigliere
interroga la Giunta regionale
per sapere:
1) entro quale termine intenda intervenire al fine di autorizzare l'Azienda ULSS n. 3 Serenissima ad alienare la Società "Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere S.r.l.", secondo quanto previsto dall'art. 2 comma 3 della legge regionale 22 ottobre 2014, n. 33 ;
2) se intenda mantenere la previsione dei posti letto di ospedale di comunità presso la Struttura di Cavarzere;
3) quali provvedimenti esecutivi intende adottare per ottemperare all'ordine del giorno sopra richiamato;
4) se intenda mantenere la collocazione della Medicina di Gruppo Integrata (MGI) all'interno dell'area dell'ex ospedale di Cavarzere.".

PRESIDENTE

La parola al collega Ruzzante.
La dà per illustrata.
Quindi l'Assessore Bottacin per la risposta, prego.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della risposta della Giunta regionale)
"La società "Cittadella Socio - Sanitaria di Cavarzere S.r.l." è stata costituita con Delibera della Giunta Regionale n. 880 del 26 marzo 2004 come progetto sperimentale di società mista, a capitale pubblico-privato, per l'esercizio di attività sanitarie e socio sanitarie.
La sperimentazione gestionale della Cittadella è stata prorogata con diversi provvedimenti tra cui la DGR n. 3610/2007, la DGR n. 532/2010, la legge regionale n. 33/2014 , la DGR n. 78/2015 e la DGR n. 1676/2017.
Con legge regionale n. 45 del 29 dicembre 2017 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2018" sono state fornite ulteriori disposizioni in merito alla sperimentazione gestionale di Cavarzere, tra cui la chiusura delle attività entro il 31 dicembre 2018, previo acquisto da parte dell'Azienda Ulss 3 Serenissima di tutte le quote del capitale sociale e la successiva alienazione mediante procedimento ad evidenza pubblica.
La legge regionale n. 45/2017 ha disposto altresì che, con apposito provvedimento e previa acquisizione del parere della Commissione Consiliare competente, la Giunta fornisca disposizioni in ordine ai servizi erogati dalla struttura di Cavarzere, mantenendo comunque i servizi sanitari e socio sanitari previsti dagli atti della programmazione regionale.
In adempimento ai precetti regionali, l'Azienda Ulss 3 Serenissima ha chiesto al Comune di Cavarzere, quale socio della Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere s.r.l., di acquistare le relative quote e con Delibera del Consiglio comunale n. 30 del 30 luglio 2018 ha ricevuto il parere favorevole.
In data 12 ottobre 2018, l'Azienda sanitaria ha acquistato tutte le quote del capitale sociale, ponendo termine alla compartecipazione mista del capitale pubblico e privato della società.
Con successiva Delibera n. 2422 del 28 dicembre 2018, il Direttore Generale dell'Azienda Ulss 3 Serenissima ha predisposto un bando pubblico per alienare l'intera partecipazione della società Cittadella Socio-Sanitaria di Cavarzere s.r.l. nonché i relativi immobili.
Il bando di gara è stato poi trasmesso con Delibera n. 27/CR del 2 aprile 2019 alla competente Commissione Consiliare per l'acquisizione del relativo parere.
Nelle more dell'approvazione, l'Azienda si è espressamente impegnata a garantire la continuità dei servizi sanitari e socio sanitari nel territorio di Cavarzere, nel rispetto della programmazione regionale.
A tale proposito, si precisa che con Delibera della Giunta regionale n. 614 del 14 maggio 2019 sono state approvate le nuove schede di dotazione delle strutture ospedaliere e delle strutture sanitarie di cure intermedie delle Aziende Ulss, che contemplano espressamente dei posti letto di Ospedale di Comunità nel territorio veneziano, da attivarsi a cura dell'Ulss 3 Serenissima.
Per quanto riguarda la Medicina di Gruppo Integrata (MGI), con Delibera n. 476 del 23 aprile 2019 la Giunta Regionale ha approvato i Piani aziendali di sviluppo delle Cure primarie per il biennio 2019-2020, per cui le singole Aziende sanitarie dovranno procedere con l'attivazione e/o adeguamento delle forme associative, nel rispetto delle disposizioni contenute nei Piani approvati.".

Ass.re Gianpaolo BOTTACIN (Zaia Presidente)

Con riferimento all'interrogazione a risposta scritta di cui all'oggetto, si forniscono le seguenti precisazioni.
La società Cittadella socio-sanitaria di Cavarzere S.r.l. è stata costituita con delibera di Giunta regionale numero 880 del 2004, come progetto sperimentale di società mista a capitale pubblico-privato per l'esercizio di attività sanitaria e sociosanitaria. La sperimentazione gestionale della Cittadella è stata prorogata con diversi provvedimenti, tra cui la DGR n. 3610/2007, la DGR 532/2010, la legge regionale 33/2014, la DGR 78/2015 e la DGR 1676/2017.
Con legge regionale n. 45/2017 , collegata alla legge di stabilità regionale 2018, sono state fornite ulteriori disposizioni in merito alla sperimentazione gestionale di Cavarzere, tra cui la chiusura delle attività entro il 31 dicembre 2018, previo acquisto da parte dell'azienda ULSS 3 Serenissima di tutte le quote del capitale sociale e la successiva alienazione mediante procedimento ad evidenza pubblica.
La legge regionale n. 45/2017 ha disposto altresì che, con apposito provvedimento e previa acquisizione del parere della Commissione consiliare competente, la Giunta fornisca disposizioni in ordine ai servizi erogati dalla struttura di Cavarzere, mantenendo comunque i servizi sanitari e sociosanitari previsti dagli atti della programmazione regionale.
In adempimento ai precetti regionali, l'azienda ULSS 3 Serenissima ha chiesto al Comune di Cavarzere, quale socio della Cittadella socio-sanitaria di Cavarzere S.r.l., di acquistare le relative quote e, con delibera del Consiglio comunale n. 30 del 30 luglio 2018, ha ricevuto il parere favorevole. In data 12 ottobre 2018, l'Azienda sanitaria ha acquistato tutte le quote del capitale sociale, ponendo termine alla compartecipazione mista del capitale pubblico e privato della società.
Con successiva delibera n. 2422 del 28 dicembre 2018, il Direttore Generale dell'Azienda ULSS 3 Serenissima ha predisposto un bando pubblico per alienare l'intera partecipazione della società Cittadella socio-sanitaria di Cavarzere S.r.l., nonché i relativi immobili. Il bando di gara è stato poi trasmesso con delibera n. 27 C.R. del 2 aprile 2019 alla competente Commissione consiliare per l'acquisizione del relativo parere. Nelle more dell'approvazione, l'Azienda si è espressamente impegnata a garantire la continuità dei servizi sanitari e socio-sanitari nel territorio di Cavarzere, nel rispetto della programmazione regionale.
A tale proposito, si precisa che, con delibera della Giunta regionale n. 614 del 14 maggio 2019, sono state approvate le nuove schede di dotazione delle strutture ospedaliere e delle strutture sanitarie di cure intermedie delle Aziende ULSS, che contemplano espressamente dei posti letto di ospedale di comunità nel territorio veneziano, da attivarsi a cura dell'ULSS 3 Serenissima.
Per quanto riguarda la Medicina di gruppo integrata, con delibera n. 476 del 23 aprile 2019 la Giunta regionale ha approvato i piani aziendali di sviluppo delle cure primarie per il biennio 2019-2020, per cui le singole Aziende sanitarie dovranno procedere con l'attivazione e/o adeguamento delle forme associative, nel rispetto delle disposizioni contenute nei piani approvati.

PRESIDENTE

Grazie.
La parola a Piero Ruzzante per la replica.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente.
Ringrazio per la risposta, la leggerò con attenzione perché ci sono una serie di riferimenti tecnici.
Volevo solo ricordare che quest'Aula si è espressa circa la situazione della Cittadella socio-sanitaria di Cavarzere, attraverso un ordine del giorno del 21 dicembre 2017, firmato dal sottoscritto e dai consiglieri Pigozzo, Baldin, Azzalin, Ferrari, Zanoni e votato all'unanimità dall'Aula, dove si chiedeva di garantire la continuità all'implementazione dei servizi finora resi alla popolazione dal programma di sperimentazione gestionale denominato "Cittadella socio-sanitaria di Cavarzere S.r.l.".
Mi pare di aver capito dalla risposta dell'Assessore che almeno parzialmente queste cose siano state realizzate, adesso verificherò con attenzione il contenuto della risposta e non mancherò eventualmente di ritornare sull'argomento per richiedere che questa continuità dei servizi sia in qualche modo garantita, non solo per ottemperare l'ordine del giorno sopra richiamato, ma per ottemperare anche agli impegni che l'ULSS 3 aveva in qualche modo assunto nei confronti della popolazione di Cavarzere.
Quindi mi riservo di ritornare eventualmente sull'argomento. Grazie.
Punto 5.11) all'ordine del giorno.

interrogazione a risposta scritta presentata dai consiglieri ruzzante e bartelle relativa a "LA GIUNTA REGIONALE FACCIA CHIAREZZA RISPETTO AL FUTURO DEL SERVIZIO SANITARIO NEI COMUNI DI MARCON E DI QUARTO D'ALTINO" (Interrogazione a risposta scritta n. 711)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto dell'interrogazione)
"Premesso che:
- risulta da articoli apparsi sulla stampa locale nel settembre e nell'ottobre scorso che il Vice Presidente della Regione Veneto abbia in più occasioni adombrato l'ipotesi di un trasferimento dei Comuni di Marcon e di Quarto d'Altino dall'Ulss 3 Serenissima all'Ulss 4 Veneto Orientale;
- nel mese di febbraio si apprendeva nuovamente da articoli apparsi sulla stampa locale della possibilità del passaggio dei Comuni di Marcon e di Quarto d'Altino dall'Ulss 3 Serenissima all'Ulss 4 Veneto Orientale, possibilità rispetto alla quale il sindaco del Comune di Marcon esprimeva un parere favorevole e chiedeva all'amministrazione di Quarto d'Altino di esprimersi al più presto sul punto;
- la proposta di trasferire Marcon e Quarto d'Altino all'Ulss 4 Veneto Orientale appare sussidiaria alla realizzazione del nuovo ospedale unico del Veneto Orientale, in quanto sarebbe funzionale al raggiungimento della soglia minima di popolazione prevista per legge ai fini della collocazione tra Musile di Piave e Jesolo più volte paventata in via informale da esponenti della Giunta regionale e dallo stesso Sindaco di Marcon;
- sempre nel mese di febbraio il Sindaco di Marcon dava notizia tramite il suo profilo presso un noto social network di un suo incontro con il Direttore generale della Ulss 4 Veneto Orientale ed il Sindaco di Musile di Piave avvenuto nell'ambito di un'iniziativa di partito presso Musile di Piave; il Sindaco di Marcon, pubblicando una fotografia che lo ritraeva in compagnia dei suoi due interlocutori, ringraziava "il padrone di casa Forcolin Gianluca per il gradito invito" ed aggiungeva che "Anche in queste serate si pianifica il futuro del nostro territorio".
Considerato che desta e deve destare forti perplessità la natura di questo incontro informale, in particolare alla luce della dichiarazione resa dal Sindaco di Marcon che non può che risultare allusiva ad attività che andrebbero definite nelle opportune sedi istituzionali e non nell'ambito di iniziative di partito.
Evidenziato del resto che ad oggi non risulta presentata in Consiglio regionale alcuna proposta di ridefinizione dei confini delle Ulss e non vi è dunque alcun riscontro istituzionale alle proposte ed allusioni del Sindaco di Marcon e di altri soggetti sopra richiamati.
Considerato infine che:
- nei giorni scorsi i consiglieri comunali di minoranza del Comune di Marcon hanno promosso una petizione avente ad oggetto "Considerato che da qualche tempo, ciclicamente, appaiono sulla stampa locale dichiarazioni controverse sulla possibile migrazione del territorio di Marcon e dei suoi cittadini dall'Azienda ULSS 3 "Serenissima" all'Azienda ULSS 4 "Veneto Orientale", i sottoscritti cittadini marconesi chiedono all'Amministrazione Comunale che in ogni occasione sia necessario, la stessa si esprima fermamente perché il territorio di Marcon ed i suoi cittadini rimangano della attuale ULSS 3 "Serenissima" al fine di preservare il lavoro svolto negli anni in campo socio sanitario anche con i comuni di Venezia e Quarto d'Altino, nonché perché si vuole che in materia sanitaria il riferimento per Marcon, oltre ad i servizi territoriali, continui ad essere l'ospedale dell'Angelo di Mestre";
- tale petizione è stata sottoscritta in poche ore da circa 800 cittadini, tra questi il Sindaco di Marcon ed i consiglieri comunali di maggioranza.
I sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per conoscere come intenda intervenire in merito a quanto sopra rappresentato, con particolare riferimento alla paventata ipotesi di nuova definizione dei confini delle Ulss in parola".

PRESIDENTE

Prego, collega.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Sarò rapidissimo perché ci siamo tornati più volte dopo che avevo presentato l'interrogazione, però ho voluto presentarla in modo tale da avere una risposta scritta, una volta per tutte scritta, su questa questione, su questo argomento.
Il tema è sostanzialmente questo: era apparsa sui quotidiani locali l'ipotesi di un trasferimento ai Comuni di Marcon e di Quarto d'Altino dall'ULSS 3 Serenissima all'ULSS 4 Veneto Orientale; l'obiettivo era quello di aumentare la popolazione nell'ULSS 4 del Veneto Orientale, probabilmente finalizzata alla realizzazione di servizi, ospedali e quant'altro.
Di questa cosa la popolazione dei due Comuni, ma anche i Consigli comunali dei due Comuni non sono mai stati coinvolti. È stata un'affermazione, una dichiarazione legata a mezzo stampa, che coinvolgeva in qualche modo il Direttore generale dell'ULSS 4, alcuni Sindaci del territorio (Musile di Piave e Marcon) e si parlava del rapporto di questa ipotesi anche con il Vicepresidente della Giunta regionale.
Quindi l'interrogazione serve solo a chiarire se esiste una proposta in tal senso, visto che neanche la Regione, che è quella che dovrebbe deliberare, cioè il Consiglio regionale, che dovrebbe essere il soggetto che delibera circa i confini delle ULSS, è mai stato coinvolto.
Quindi se, per favore, mi può dare la parola fine a questa vicenda, che ha visto, tra l'altro, una reazione immediata da parte della popolazione, perché sono state raccolte centinaia e centinaia di firme, al punto che persino l'Amministrazione di Marcon ha voluto firmare la petizione dell'opposizione contro l'ipotesi di trasferimento all'ULSS 4. E' una vittoria già nei fatti il fatto che l'avversario politico firmi la petizione dell'opposizione, però io credo che sia sempre utile avere il punto di vista originario e quindi quello dell'Amministrazione regionale e della Giunta.
Quindi la ringrazio per la risposta.

PRESIDENTE

Grazie.
La parola, quindi, all'Assessore Bottacin.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della risposta della Giunta regionale)
"Con riferimento all'interrogazione a risposta scritta di cui all'oggetto, si forniscono le seguenti precisazioni. L'art. 2 del decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502, nell'individuare le competenze in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera spettanti alle Regioni, ha riservato a queste ultime l'articolazione del territorio regionale in Unità Sanitarie Locali.
In adempimento a tale disposizione, prima con legge regionale 14 settembre 1994, n. 56 e successivamente con legge regionale 25 ottobre 2016, n. 19 , sono stati definiti gli ambiti territoriali delle Aziende Ulss del Veneto, individuando le dimensioni ottimali per migliorare la qualità e l'efficienza nella gestione dei servizi resi in un'ottica di razionalizzazione e riduzione dei costi.
Per quanto riguarda gli ambiti comunali di Marcon e di Quarto d'Altino, allocati fino all'anno 2016 nell'Ulss n. 12 Veneziana, a seguito dell'approvazione della legge regionale n. 19/2016 sono stati assegnati alla competenza dell'Azienda Ulss n. 3 "Serenissima", risultante dall'incorporazione delle soppresse Ulss n. 12, Ulss n. 13 e Ulss n. 14. Nessuna variazione è quindi intervenuta rispetto al passato.
Inoltre, ad oggi non risultano richieste di modifica degli ambiti territoriali per i Comuni di Marcon e Quarto d'Altino.
Si ricorda, infine, che ogni proposta di modifica territoriale rientra nell'esclusiva competenza del Consiglio regionale che deve approvarla con apposita legge.".

Ass.re Gianpaolo BOTTACIN (Zaia Presidente)

Con riferimento all'interrogazione a risposta scritta di cui all'oggetto, si forniscono le seguenti precisazioni.
L'articolo 2 del Decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502, nell'individuare le competenze in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera, spettanti alle Regioni, ha riservato a queste ultime l'articolazione del territorio regionale in Unità Sanitarie Locali. In adempimento a tale disposizione, prima con legge regionale 14 settembre del 1994, n. 56 e successivamente con legge regionale 25 ottobre 2016, n. 19 , sono stati definiti gli ambiti territoriali delle Aziende ULSS del Veneto, individuando le dimensioni ottimali per migliorare la qualità e l'efficienza nella gestione dei servizi resi, in un'ottica di razionalizzazione e riduzione dei costi.
Per quanto riguarda gli ambiti comunali di Marcon e di Quarto d'Altino, allocati fino all'anno 2016 nell'ULSS 12 veneziana, a seguito dell'approvazione della legge regionale numero 19/2016, sono stati assegnati alla competenza dell'Azienda ULSS 3 Serenissima, risultante dall'incorporazione delle soppresse ULSS 12, 13 e 14. Nessuna variazione è quindi intervenuta rispetto al passato. Inoltre, ad oggi non risultano richieste di modifiche degli ambiti territoriali per i Comuni di Marcon e Quarto d'Altino.
Si ricorda, infine, che ogni proposta di modifica territoriale rientra nell'esclusiva competenza del Consiglio regionale, che deve approvarla con apposita legge.
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

Grazie.
Per la replica la parola al Consigliere Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

La replica è semplicissima. Ringrazio per la risposta, mi dichiaro soddisfatto della risposta. Non risulta alcuna ipotesi di trasferimento dei due Comuni citati, quindi si chiude definitivamente una vicenda che più volte è stata affrontata anche in Consiglio, però questa è la parola chiave, in qualche modo. Trasmetterò alla popolazione, che tanto si era allarmata e che tanto si era mobilitata, la parola chiave da parte della Giunta: non esiste alcuna ipotesi di trasferimento dei due Comuni.
Punto 5.13) all'ordine del giorno.

Interrogazione a risposta scritta presentata dai consiglieri Ruzzante e Bartelle relativa a "ASSETTO DELLE CURE DOMICILIARI PRESSO L'AULSS 6: LA GIUNTA REGIONALE INTENDE DAVVERO CONSENTIRE CHE SI PROSEGUA SULLA LINEA TRACCIATA DALLA DGR N. 1075 DEL 2017?" (Interrogazione a risposta scritta n. 722)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto dell'interrogazione)
"Premesso che il Piano Socio Sanitario 2019-2023 prevede che: "Confermando l'obiettivo qualitativamente e culturalmente rilevante di favorire il mantenimento della persona nel proprio ambiente di vita e nel proprio domicilio, diventa strategico favorire uno sviluppo pianificato ed omogeneo delle cure domiciliari su tutto il territorio regionale, attraverso un'organizzazione che garantisca la continuità dell'assistenza, consolidando le esperienze di ammissione e dimissione protetta. Per questo ogni team dovrà garantire anche l'assistenza al domicilio del paziente, sia in modo programmato che non. In particolare dovrà essere garantita la copertura 7 giorni su 7, con una pianificazione degli accessi domiciliari sviluppata nell'arco dell'intera settimana".
Rilevato che:
- attualmente presso la AULSS 6 Euganea il servizio di Assistenza domiciliare infermieristica (da qui in poi, nel testo: ADI) è garantito da personale che svolge la propria attività con il seguente orario: dalle 7.30 alle 13.30 e dalle 13.30 alle 19.30, dopo le 19.30 subentra la pronta disponibilità notturna fino alle 7.30 del mattino seguente. Il servizio è articolato sette giorni su sette a favore di tutti i pazienti, seguiti in ADI e non, su chiamata del medico di guardia medica o della COT (Centrale Operativa Territoriale). In tal senso, la pronta disponibilità è un servizio che evita l'attivazione del 118 e il ricorso al pronto soccorso di pazienti fragili;
- con Dgr n. 1075 del 13 luglio 2017 si propone di: esternalizzare l'attività dei prelievi ematici; eliminare la pronta disponibilità notturna; cambiare gli orari e trasformarli dalle ore 7 alle ore e dalle ore 14 alle ore 21, con una turnistica assolutamente non nota al personale. In tal senso, va peraltro evidenziato che lasciando scoperte le ore notturne si perderà la continuità assistenziale con il rischio di eseguire solo mere puntiformi prestazioni e non più la presa in carico con progetto per il paziente e la famiglia, inclusa l'attività di assistenza nelle 24 ore ai pazienti terminali in cure palliative, in un'ottica che, all'evidenza, pare essere più quella di prodotto che di cura.
Considerato che:
- per cambiare i turni vi sarà la necessità di incrementare la dotazione di personale e senza pronta disponibilità ci saranno più accessi impropri al pronto soccorso. Non solo. Le prospettive derivanti dalla ipotizzata turnazione sembrano tali da poter creare estremo disagio ai lavoratori, il cui equilibrio, difficoltosamente raggiunto, nella gestione e conciliazione dei ritmi lavoro-tempo libero verrebbe certamente compromesso, e tanto è vero che taluni avrebbero già pensato - e pare che qualcuno lo abbia già fatto - di presentare le proprie dimissioni nel caso in cui la AULSS 6 dovesse arrivare in fondo con la paventata ipotesi di nuova turnazione;
- genera ulteriore perplessità, poi, la razionalità, anche economica, alla base della prevista esternalizzazione del servizio di prelievo ematico, servizio che è già contemplato nelle attività dell'ADI: in tal senso, occorre rilevare che l'AULSS 6 ha già investito sulla formazione professionale del personale addetto e dunque non si comprende se tali standard professionali ormai raggiunti saranno poi garantiti dal personale degli affidatari del servizio;
- deve poi considerarsi che i nuovi orari di turnazione potrebbero arrecare disagi alla popolazione servita, che non desidera avere a domicilio personale dopo le ore 18.30; non si comprende, poi, quali attività possano essere seriamente programmate in tali orari serali, tenuto conto, peraltro, che di fatto le attività del personale partono dopo le ore 9 (orario di arrivo dopo avere svolto i prelievi ematici) perché prima di tale orario i pazienti sono impegnati nelle attività di igiene personale;
- non risulta che i familiari e gli stessi pazienti assistiti siano stati sentiti rispetto alla decisione di mutare l'organizzazione del servizio nel senso sopra contrassegnato.
I sottoscritti consiglieri
interrogano la Giunta regionale
per sapere con riferimento alla prevista e imminente riorganizzazione dell'ADI presso l'AULSS 6 Euganea:
1) se essa sia o meno correttamente declinata rispetto all'obiettivo qualitativamente e culturalmente rilevante di favorire il mantenimento della persona nel proprio ambiente di vita e nel proprio domicilio;
2) se essa sia tale o meno da garantire la limitazione degli accessi impropri al Pronto Soccorso;
3) se la prevista riorganizzazione della turnazione sia tale o meno da garantire la continuità assistenziale e ciò anche in ragione delle estreme difficoltà nella conciliazione dei ritmi-lavoro tempo che verrebbero a ricadere sul personale attualmente impiegato;
4) se la prevista esternalizzazione del servizio di prelievo ematico sia tale o meno da garantire i medesimi livelli degli standard professionali ormai raggiunti, stante l'intervenuta formazione effettuata dall'AULSS 6, dal personale attualmente addetto a tale servizio.".

PRESIDENTE

Prego, Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente.
La questione che ho sollevato con questa interrogazione riguarda il tema delle cure domiciliari presso la ULSS 6 e, connessa a questa, le linee tracciate dalla DGR 1075/2017. Io ho voluto sollevare questa cosa su indicazione di alcune organizzazioni sindacali.

PRESIDENTE

Se il collega Valdegamberi, per favore, abbassa il tono, forse è meglio.
Prego, Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Ho voluto sollevare questa questione, su indicazione di alcune organizzazioni sindacali, perché la pianificazione deve essere comunque garantita attraverso la copertura sette giorni su sette, con una pianificazione degli accessi domiciliari sviluppata nell'arco dell'intera settimana. Attualmente, presso la ULSS 6 Euganea il servizio di assistenza domiciliare infermieristica è garantito da personale che svolge la propria attività con il seguente orario: dalle 7:30 alle 13:30 e dalle 13:30 alle 19:30; dopo le 19:30 subentra la pronta disponibilità notturna, fino alle 7:30 del mattino seguente.
È un servizio importantissimo questo, soprattutto per le persone anziane che sono a casa, e che hanno quindi cure domiciliari, rappresenta una possibilità di sostituzione di cateteri, di soluzione di situazioni molto delicate, che vanno seguite in maniera molto attenta, anche perché, se non sono seguite in questi termini, rischiano di essere ospedalizzazioni; se sono ospedalizzazioni, il costo sociale e il costo economico sarebbe decisamente superiore. Quindi, il servizio domiciliare di assistenza rappresenta un'alternativa all'ospedalizzazione, dovremmo tutti quanti tenerlo come un fiore all'occhiello; evita l'attivazione del 118, evita l'attivazione di ricorsi a pronti soccorsi di pazienti che sono già fragili di per sé.
Qual è il problema? Il problema è che sono stati cambiati alcuni turni di lavoro e soprattutto c'è il rischio che venga ipotizzata una gestione di parte di questi servizi in forma privatistica, esterna, alle competenze che sono state fin qui svolte dal personale della cura in qualche modo dell'assistenza domiciliare infermieristica.
Quindi io ho interrogato la Giunta regionale per sapere, con riferimento alla prevista imminente riorganizzazione dell'assistenza domiciliare infermieristica presso la ULSS 6 Euganea, se essa sia o meno correttamente declinata rispetto all'obiettivo qualitativamente e culturalmente rilevante di favorire il mantenimento della persona nel proprio ambiente di vita e nel proprio domicilio - questa dovrebbe essere una cosa sottolineata sette volte, perché quella persona, se resta nel proprio domicilio, se resta nel proprio ambiente di vita, è una persona che vive meglio -, se sia garantita la riorganizzazione per limitare gli accessi impropri al pronto soccorso, se la prevista riorganizzazione della turnazione possa garantire da un lato la continuità assistenziale, dall'altro che questa riorganizzazione non venga a ricadere sul personale attualmente impiegato; infine, se l'ipotetica prevista esternalizzazione del servizio di prelievo ematico sia tale o meno da garantire i medesimi livelli degli standard professionali ormai raggiunti dal personale attualmente addetto a tale servizio.
Quindi sono diverse le questioni, ma per un servizio che ritengo importantissimo per la qualità dell'assistenza alle persone che sono in difficoltà.

PRESIDENTE

Per la risposta ancora l'Assessore Bottacin, prego.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della risposta della Giunta regionale)
"In relazione all'oggetto, in base agli approfondimenti svolti e dopo aver contattato l'Azienda di riferimento per assumere le informazioni del caso, si rappresenta quanto segue.
Rispetto al primo quesito in ordine alla declinazione della riorganizzazione dell'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) rispetto all'obiettivo qualitativamente e culturalmente rilevante di favorire il mantenimento della persona nel proprio ambiente di vita e nel proprio domicilio, l'Azienda ULSS 6 Euganea ha rappresentato di aver intrapreso già dal 2017 un percorso di riorganizzazione tendente ad uniformare i livelli di assistenza nei Distretti allo scopo di garantire il mantenimento della persona nel proprio ambiente di vita e nel proprio domicilio.
Detto percorso si è sviluppato attraverso le seguenti fasi:
- definizione dei Punti Unici di Accesso Domiciliare (PUAD) Centrali ADI in tutti i Distretti con attivazione numero telefonico unico attivato h 24;
- riorganizzazione delle ex Centrali Operative Territoriali in Nuclei di Continuità delle Cure e costituzione della Centrale Operativa Territoriali Unica per l'Azienda ULSS 6 Euganea;
- estensione dei Nuclei Continuità delle Cure per garantire le dimissioni protette alle persone "fragili" e alle loro famiglie/caregiver in tutti i presidi ospedalieri (Ospedale di Cittadella, Ospedale di Camposampiero e Ospedale Riuniti Madre Teresa di Calcutta di Schiavonia), secondo un modello già adottato e sperimentato dal 2016 (Ospedale Sant'Antonio e Ospedale di Piove di Sacco).
Rispetto al secondo quesito si conferma che la riorganizzazione dell'attività ADI, oltre a garantire il mantenimento a domicilio delle persone, consente altresì la riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso dato che l'ampliamento della presenza infermieristica 7/7 gg dalle 7.00 alle 21.00 con programmazione degli accessi a domicilio, assicura la presa in carico degli utenti a maggior complessità clinico – assistenziale.
Rispetto al terzo quesito concernente la turnazione si specifica che l'inizio della nuova articolazione oraria del servizio ADI, come da DGR n. 1075 del 13.07.2017, è stato programmato entro 30 giorni dall'esternalizzazione dei prelievi domiciliari, grazie al recupero del tempo lavoro del personale infermieristico oltre all'inserimento di nuove risorse (previste in numero di 13 unità).
Con riferimento al livello qualitativo offerto all'utenza rispetto al nuovo orario di lavoro, il modello consente di garantire l'apertura e la chiusura del servizio negli orari definiti dalla DGR, mantenendo tuttavia una maggiore presenza infermieristica nelle fasce orarie preesistenti (tendenzialmente 07.30 – 19.30), conciliando i ritmi tempo-lavoro del personale attualmente impiegato nel pieno rispetto della normativa europea ed italiana in materia. Peraltro, per i pazienti in Cure Palliative ed in situazioni di particolare "fragilità" è garantita la Pronta Disponibilità medica ed Infermieristica sulle 24 ore.
Il progetto di riorganizzazione è stato inoltre condiviso con le OO.SS. nell'incontro aziendale conclusivo del percorso in data 7 febbraio u.s. Successivamente, a seguito dell'incontro del 18 febbraio 2019 tenutosi a livello regionale con le OO.SS. medesime, in cui ciascuna Azienda ULSS alla presenza delle OO.SS. ha illustrato la proposta di riorganizzazione dell'ADI ai sensi della DGR 1075/2017 nonché la stima del fabbisogno aggiuntivo di personale infermieristico, è stata autorizzata l'acquisizione a titolo di extra turn over, di personale infermieristico nella misura di 13 unità a tempo pieno equivalente, ai fini dell'adeguamento al modello organizzativo.
Rispetto al quarto quesito inerente l'esternalizzazione del servizio di prelievo ematico in relazione alla necessità di garantire i livelli degli standard professionali ormai raggiunti, stante l'intervenuta formazione, dal personale attualmente addetto a tale servizio, l'Azienda ULSS 6 Euganea ha precisato i seguenti aspetti:
- gli infermieri dei Punti Unici di Accesso Domiciliare/Centrali ADI monitoreranno quotidianamente il piano di lavoro depennando dall'elenco dei pazienti in carico alla Ditta esterna gli assistiti con prelievi da dispositivi venosi centrali (cateteri Port, CVC, ecc.) in modo da evitare il doppio accesso a domicilio e garantire, nel contempo, la presa in carico ed il mantenimento dell'infermiere referente per questi pazienti aventi necessità specifiche;
- per garantire la sicurezza e scongiurare truffe, soprattutto nei confronti di persone anziane, si è concordato che l'operatore esterno sia dotato di badge identificativo, stabilendo inoltre la seguente modalità operativa: la persona assistita a domicilio riceve al primo accesso dall'infermiere delle Cure Domiciliari la brochure informativa con logo della Ditta e Azienda ULSS 6 Euganea, dove vengono descritti orari e modalità operative per la richiesta ed effettuazione del prelievo a domicilio (disponibile anche nel sito aziendale). Il giorno precedente l'effettuazione del prelievo l'operatore della Ditta deve contattare telefonicamente l'assistito/famiglia per confermare l'accesso a domicilio, dando se richiesto, le generalità della persona che effettuerà il prelievo. Il nuovo modello organizzativo continuerà a prevedere la figura dell'infermiere referente;
- infine, in ordine ad alcune criticità riscontrate nell'esecuzione del servizio, rispetto a quanto previsto dai documenti di gara e dal progetto tecnico, sono state intraprese le iniziative opportune con l'ATI, Consorzio Vision snc e Croce Verde Servizi scs, affinché provvedano al più presto a risolvere le problematiche riscontrate, adempiendo al contratto sottoscritto.".

Ass.re Gianpaolo BOTTACIN (Zaia Presidente)

In relazione all'oggetto e in base agli approfondimenti svolti, dopo aver contattato l'azienda di riferimento per assumere le informazioni del caso, si rappresenta quanto segue.
Rispetto al primo quesito in ordine alla declinazione della riorganizzazione dell'assistenza domiciliare integrata, rispetto all'obiettivo qualitativamente e culturalmente rilevante di favorire il mantenimento della persona nel proprio ambiente di vita e nel proprio domicilio, l'azienda ULSS 6 Euganea ha rappresentato di aver intrapreso, già dal 2017, un percorso di riorganizzazione tendente ad uniformare i livelli di assistenza nei distretti, allo scopo di garantire il mantenimento della persona nel proprio ambiente di vita e nel proprio domicilio.
Detto percorso si è sviluppato attraverso le seguenti fasi: definizione dei punti unici di accesso domiciliare (centrali ADI) in tutti i distretti con attivazione di numero telefonico unico attivo h 24, riorganizzazione delle ex centrali operative territoriali in nuclei di continuità delle cure e costituzione della centrale operativa territoriale unica per l'azienda ULSS 6 Euganea, estensione dei nuclei di continuità delle cure per garantire le dimissioni protette delle persone fragili e alle loro famiglie in tutti i presìdi ospedalieri (Ospedale di Cittadella, Ospedale di Camposampiero, Ospedali Riuniti Maria Teresa di Calcutta di Schiavonia) secondo un modello già adottato e sperimentato dal 2016 (Ospedale Sant'Antonio e Ospedale di Piove di Sacco).
Rispetto al secondo quesito, si conferma che la riorganizzazione dell'attività ADI, oltre a garantire il mantenimento a domicilio delle persone, consente altresì la riduzione degli accessi impropri al pronto soccorso, dato che l'ampliamento della presenza infermieristica sette giorni su sette, dalle 7 alle 21, con programmazione degli accessi a domicilio, assicura la presa in carico degli utenti a maggior complessità clinico-assistenziale.
Rispetto al terzo quesito, concernente la turnazione, si specifica che l'inizio della nuova articolazione oraria del servizio ADI, come da DGR 1075 del 2017, è stato programmato entro 30 giorni dall'esternalizzazione dei prelievi domiciliari, grazie al recupero del tempo lavoro del personale infermieristico oltre all'inserimento di nuove risorse previste in aumento di 13 unità.
Con riferimento al livello qualitativo offerto all'utenza rispetto al nuovo orario di lavoro, il modello consente di garantire l'apertura e la chiusura del servizio negli orari definiti dalla delibera della Giunta regionale, mantenendo tuttavia una maggior presenza infermieristica nelle fasce orarie preesistenti (tendenzialmente 7:30-19:30) conciliando i ritmi lavoro/tempo del personale attualmente impiegato nel pieno rispetto della normativa europea ed italiana in materia. Peraltro, per i pazienti in cure palliative ed in situazioni di particolare fragilità, è garantita la pronta disponibilità medica ed infermieristica sulle 24 ore. Il progetto di riorganizzazione è stato, inoltre, condiviso con le organizzazioni sindacali nell'incontro aziendale conclusivo del percorso in data 7 febbraio ultimo scorso.
Successivamente a seguito dell'incontro del 18 febbraio 2019, tenutosi a livello regionale con le organizzazioni sindacali medesime, in cui ciascuna azienda ULSS, alla presenza delle organizzazioni sindacali, ha illustrato la proposta di riorganizzazione dell'ADI, ai sensi della delibera della Giunta regionale 1075/2017, nonché la stima del fabbisogno aggiuntivo di personale infermieristico, è stata autorizzata l'acquisizione a titolo di extra-turnover di personale infermieristico nella misura di 13 unità a tempo pieno equivalente, per l'adeguamento al modello organizzativo.
Rispetto al quarto quesito inerente l'esternalizzazione del servizio di prelievo ematico, in relazione alla necessità di garantire i livelli degli standard professionali ormai raggiunti, stante l'intervenuta formazione del personale attualmente addetto a tale servizio, l'azienda ULSS 6 Euganea ha precisato i seguenti aspetti: gli infermieri dei punti unici di accesso domiciliare, centrali ADI, monitoreranno quotidianamente il piano di lavoro, depennando dall'elenco dei pazienti in carico alla ditta esterna gli assistiti con prelievi da dispositivi venosi centrali, in modo da evitare il doppio accesso a domicilio e garantire nel contempo la presa in carico e il mantenimento dell'infermiere referente per questi pazienti aventi necessità specifiche.
Per garantire la sicurezza e scongiurare truffe, soprattutto nei confronti di persone anziane, si è concordato che l'operatore esterno sia dotato di badge identificativo, stabilendo inoltre la seguente modalità operativa: la persona assistita a domicilio riceve, al primo accesso dell'infermiere delle cure domiciliari, la brochure informativa con logo della ditta e azienda ULSS 6 Euganea, dove vengono descritti orari e modalità operative per la richiesta e l'effettuazione dei prelievi a domicilio, disponibile anche nel sito aziendale; il giorno precedente l'effettuazione del prelievo, l'operatore della ditta deve contattare telefonicamente l'assistito o la famiglia per confermare l'accesso a domicilio, dando, se richieste, le generalità della persona che effettuerà il prelievo. Il nuovo modello organizzativo continuerà a prevedere la figura dell'infermiere referente.
Infine, in ordine ad alcune criticità riscontrate nell'esecuzione del servizio, rispetto a quanto previsto dai documenti di gara e dal progetto tecnico sono state intraprese le iniziative opportune con l'ATI Consorzio Vision e Croce Verde Servizi SCS, affinché provvedano al più presto a risolvere le problematiche riscontrate, adempiendo al contratto sottoscritto.

PRESIDENTE

Grazie.
La parola per la replica al collega Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Anche in questo caso – la faccio abbastanza rapida – non mi dichiaro soddisfatto. Non sono d'accordo soprattutto sul quarto punto, cioè la presenza di soggetti esterni e quindi privatizzati per l'esternalizzazione del servizio di prelievo ematico, ma leggerò con attenzione tutti gli altri punti e verificherò poi nel territorio se, effettivamente, l'aumento di 13 unità di lavoratori ha contemplato una riduzione del carico di lavoro tale da consentire una turnazione che garantisca la continuità assistenziale.
Quindi gli altri punti li verificherò. Mantengo le mie perplessità circa l'esternalizzazione per un servizio così delicato. Non stiamo parlando di pazienti proprio semplici da gestire, che quindi necessitano della massima professionalità. Però questa è una mia posizione personale. Capisco che la ULSS abbia agito in maniera diversa, però mantengo le mie perplessità circa l'affidamento ad esterni di questo servizio.
La ringrazio per la risposta.

PRESIDENTE

Adesso passiamo alle risposte ai sensi dell'articolo 111. Abbiamo parecchie risposte, si vede che è cambiato... Allora, abbiamo la 701. Stavo spiegando che si è cambiato passo in Giunta e che stanno arrivando molte più risposte rispetto a prima. Okay, Segretario? Grazie.
Punto 5.10) all'ordine del giorno.

Interrogazione a risposta scritta presentata dal consigliere Ruzzante relativa a "SISTEMA PRATO DELLA VALLE E RINEGOZIAZIONE DELL'OGGETTO E DELLE CONDIZIONI DELLA CONCESSIONE ORIGINARIA: LA GIUNTA REGIONALE HA MAI ATTIVATO SPECIFICHE SEGNALAZIONI ALL'ANAC?" (Interrogazione a risposta scritta n. 701)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto dell'interrogazione)
"Premesso che in virtù del Piano particolareggiato relativo all'area dell'ex Foro Boario, del Velodromo Monti e del Campo Appiani adottato con deliberazione della Giunta Comunale n. 2009/0197 del 12/3/2009 ed approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 2009/0079 del 22/4/2009 il Comune di Padova, a seguito di procedura ad evidenza pubblica, ai sensi dell'art.155 del D.Lgs. n. 163/2006, aggiudicava all'ATI, costituita da Parcheggi Italia S.p.A., Cavagnis Costruzioni s.r.l. e Fratelli Gallo s.r.l., la concessione di progettazione definitiva ed esecutiva, coordinamento per la sicurezza nella fase di progettazione e di esecuzione dei lavori, direzione lavori, costruzione e gestione in diritto di superficie di un parcheggio sotterraneo a due piani in Piazza Rabin (600 posti auto), di un parcheggio in superficie per autocorriere sempre in Piazza Rabin (40 posti) ed il recupero dell'avancorpo dell'ex Foro Boario.
Precisato che:
- con deliberazione della Giunta comunale n. 2015/0863 del 17/12/2015 avente ad oggetto "PIANO PARTICOLAREGGIATO RELATIVO ALL'AREA DELL'EX FORO BOARIO, DEL VELODROMO MONTI E DEL CAMPO APPIANI, INQUADRATO NEL "SISTEMA PRATO DELLA VALLE". REVOCA" il Comune di Padova disponeva la revoca del Piano particolareggiato di cui in premessa;
- con deliberazione della Giunta comunale n. 2015/0864 del 17/12/2015, avente ad oggetto "PROJECT FINANCING: PARCHEGGIO INTERRATO, RECUPERO FUNZIONALE AVANCORPO EX FORO BOARIO, PARCHEGGIO AUTOCORRIERE E SISTEMAZIONE FUNZIONALE PIAZZA RABIN. APPROVAZIONE IN LINEA TECNICA DEL PROGETTO ESECUTIVO INERENTE LA REALIZZAZIONE DI UN PARCHEGGIO DI SUPERFICIE.", la medesima amministrazione comunale, premettendo che "il concessionario ha presentato il progetto esecutivo composto dagli elaborati di cui all'elenco allegato. Tale progetto tiene conto delle indicazioni dell'Amministrazione Comunale relative all'abbandono dell'ipotesi di realizzazione del park interrato (vedi revoca del Piano Particolareggiato esistente disposta con delibera numero 863 del 17.12.2015) e del permanere dell'interesse per il restauro/ristrutturazione e correlata gestione dell'Avancorpo dell'ex Foro Boario, della riqualificazione dell'intera area di Piazza Rabin e dei relativi parcheggi di superficie per auto e per pullman, nonché della loro gestione", disponeva l'approvazione del "progetto esecutivo predisposto dal concessionario relativo al parcheggio di superficie, recupero funzionale Avancorpo ex foro Boario, parcheggio autocorriere e sistemazione funzionale di Piazza Rabin in premessa descritto";
- con deliberazione della Giunta comunale n. 2016/0187 del 19/04/2016 il predetto ente adottava un nuovo piano particolareggiato relativo all'area in questione e precisava "che il Piano Particolareggiato prevede complessivamente la realizzazione di un volume di circa mc 5000, come intervento di ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell'edificio su Prato della Valle ed infrastrutture dell'area a parcheggio, escludendo la realizzazione di un'autorimessa interrata".
Rilevato che:
- dagli atti indicati in premessa parrebbe emerge uno specifico profilo di deviazione dalla disciplina allora vigente in materia di appalti pubblici, tenuto conto di quella che parrebbe esser stata una rinegoziazione con gli originari affidatari dell'oggetto e delle condizioni dell'originario affidamento in concessione senza previo espletamento di una nuova procedura di evidenza pubblica, con conseguente sostanziale squilibrio delle prestazioni a danno dell'amministrazione comunale;
- "Le Amministrazioni appaltanti non possono rinegoziare con il soggetto prescelto come contraente alcune condizioni di esecuzione dei contratti aggiudicati in esito a procedure concorsuali" (cfr. Cons. Stato Sez. V, 18/01/2006, n. 126).
Considerato che con l'art. 55 e seguenti della legge regionale 7 novembre 2003, n. 27  , la Regione del Veneto ha istituito l'Osservatorio regionale degli appalti e delle concessioni di lavori, forniture e servizi, tra i cui compiti, come declinati dall'art. 56 della legge regionale in questione, vi è quello di "collaborare, mediante la sottoscrizione di specifici protocolli d'intesa con i soggetti istituzionali e, in particolare, con l'Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici" (oggi ANAC, N.d.r.).
Tutto ciò premesso, il sottoscritto consigliere regionale
interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere se rispetto ai fatti in premessa abbia attivato specifiche segnalazioni all'ANAC in virtù delle attività collaborative previste dall'art. 56 della legge regionale n. 27 del 2003.".

PRESIDENTE

Il Consigliere Ruzzante la dà per letta.
Assessore Bottacin, grazie.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della risposta della Giunta regionale)
"Con riguardo all'oggetto dell'interrogazione, si informa che l'ANAC, già Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP), ha fra i propri compiti istituzionali quello di vigilare "sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, di lavori, servizi e forniture" (art. 213 comma 3 lett. a, D.lgs. 50/2016).
L'Osservatorio regionale degli appalti e delle concessioni di lavori, forniture e servizi, della Regione Veneto, è stato istituito dalla L.R. n. 27/2003 con il compito di garantire, tra le altre cose, la trasparenza delle procedure di appalto, in particolare con l'attivazione di sistemi di raccolta dati sulla programmazione e sugli appalti di interesse regionale, atti di indirizzo, pubblicità, pareri sulla normativa, nonché collaborando "mediante la sottoscrizione di specifici protocolli d'intesa con i soggetti istituzionali e, in particolare, con l'Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici".
In adempimento alla sopra citata normativa, come anche sottolineato nell'interrogazione in parola, la Regione Veneto ha sottoscritto nel corso degli anni alcuni protocolli d'intesa con i soggetti istituzionali a vario titolo coinvolti, ed in particolare, nel caso specifico, si richiama quello sottoscritto con l'ex AVCP in data 5 novembre 2009, con cui è stata definita l'attribuzione di funzioni all'Osservatorio regionale e le modalità di collaborazione del medesimo con l'AVCP. Nello specifico, tali attività conferite all'Osservatorio regionale hanno riguardo non già a compiti di vigilanza come sopra specificato (che la legge attribuisce come evidenziato all'ANAC), bensì all'acquisizione e "verifica di conformità delle comunicazioni obbligatorie afferenti ai contratti pubblici di interesse regionale, provinciale e comunale", alla "condivisione dei dati" e segnalazione all'ANAC dei "casi di mancato adempimento da parte delle stazioni appaltanti agli obblighi informativi", con compiti altresì di "assistenza e supporto" ai "soggetti obbligati all'invio dei dati" (cfr. artt. 2-3 del Protocollo d'intesa del 05/11/2009).
È del caso inoltre precisare che non risulterebbero agli atti dell'Osservatorio specifiche comunicazioni.
Per concludere, in merito alla richiesta espressa nell'interrogazione, che rileverebbe "uno specifico profilo di deviazione dalla disciplina allora vigente in materia di contratti pubblici", l'Osservatorio regionale, sia pure non in adempimento di specifici doveri di vigilanza evidentemente in capo all'ANAC, potrà comunque farsi parte attiva nella trasmissione dell'interrogazione medesima al suddetto organo di vigilanza per l'effettuazione delle verifiche di competenza, sempre che la segnalazione non sia già stata inoltrata dal sottoscrittore dell'interrogazione come consentito dalla disciplina vigente (si rinvia a tal proposito al "Regolamento sull'esercizio dell'attività di vigilanza in materia di contratti pubblici", adottato dall'ANAC in data 04/07/2018 al fine di disciplinare l'attività di vigilanza attribuita alla sua competenza).".

Ass.re Gianpaolo BOTTACIN (Zaia Presidente)

Con riguardo all'oggetto dell'interrogazione, si informa che l'ANAC, già Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP), ha fra i propri compiti istituzionali quello di vigilare sui contratti pubblici anche di interesse regionale, di lavori, servizi e forniture.
L'Osservatorio regionale degli appalti e delle concessioni di lavori, forniture e servizi della Regione Veneto è stato istituito dalla legge regionale n. 27 del 2003, con il compito di garantire, tra le altre cose, la trasparenza delle procedure di appalto, in particolare con l'attivazione di sistemi di raccolta dati sulla programmazione e sugli appalti di interesse regionale (atti di indirizzo, pubblicità, pareri sulla normativa), nonché collaborando mediante la sottoscrizione di specifici protocolli d'intesa con i soggetti istituzionali, in particolare con l'Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici.
In adempimento alla sopracitata normativa, come anche sottolineato nell'interrogazione in parola, la Regione Veneto ha sottoscritto, nel corso degli anni, alcuni protocolli d'intesa con i soggetti istituzionali a vario titolo coinvolti ed in particolare nel caso specifico si richiama quello sottoscritto con l'ex AVCP in data 5 novembre 2009, con cui è stata definita l'attribuzione di funzioni all'Osservatorio regionale e le modalità di collaborazione del medesimo con l'AVCP.
Nello specifico tali attività conferite all'Osservatorio regionale hanno riguardato non già compiti di vigilanza, come sopra specificato, che la legge attribuisce come evidenziato all'ANAC, bensì l'acquisizione e verifica di conformità delle comunicazioni obbligatorie afferenti i contratti pubblici di interesse regionale, provinciale e comunale, la condivisione dei dati e segnalazioni all'ANAC dei casi di mancato adempimento da parte delle stazioni appaltanti agli obblighi informativi, con compiti altresì di assistenza e supporto ai soggetti obbligati all'invio dei dati.
E' del caso, inoltre, precisare che non risulterebbero agli atti dell'Osservatorio specifiche comunicazioni.
Per concludere, in merito alla richiesta espressa nell'interrogazione, che rivelerebbe uno specifico profilo di deviazione dalla disciplina allora vigente in materia di contratti pubblici, l'Osservatorio regionale, sia pure non in adempimento di specifici doveri di vigilanza evidentemente in capo all'ANAC, potrà comunque farsi parte attiva nella trasmissione dell'interrogazione medesima al suddetto organo di vigilanza per l'effettuazione delle verifiche di competenza, sempre che la segnalazione non sia già stata inoltrata dal sottoscrittore dell'interrogazione, come consentito dalla disciplina vigente.

PRESIDENTE

Per la replica Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Io rileggerò attentamente la parte finale perché non ho capito bene. Io la segnalazione lo farò all'ANAC nel caso di specie, perché la questione è abbastanza chiara, secondo me: è stato vinto un appalto da parte di un'azienda per la realizzazione di tre fattispecie, cioè siamo in Prato della Valle, la costruzione e la sistemazione dell'avancorpo per realizzarvi negozi e quant'altro, la sistemazione del Park Rabin a raso e la realizzazione di un'autorimessa interrata.
A un certo punto l'autorimessa interrata viene meno e si deve rifare la gara, è evidente che la questione è ormai posta in maniera chiarissima da parte di ANAC in questi termini, ed è giusto così, perché se cambia l'oggetto dell'appalto è evidente che devono essere ascoltati altri soggetti che sono in grado e possono offrire situazioni o condizioni migliorative, ma nell'interesse dell'Amministrazione comunale, nell'interesse del territorio, quindi è un interesse pubblico che va tutelato in qualche maniera.
Il fatto che, invece, in questo caso l'eliminazione di una parte consistente dell'opera stessa, cioè la realizzazione di un parcheggio interrato mantenga la previsione del progetto iniziale senza nulla cambiare, senza nulla modificare e senza verificare se ci sono offerte più vantaggiose e più interessanti, rappresenta, secondo me, una lesione delle condizioni della concessione, perché qui stiamo parlando di concessione, e ritengo che da questo punto di vista sia utile una segnalazione all'ANAC per verificare – non voglio accusare nulla e nessuno – se sono state in qualche modo garantite le condizioni iniziali.
Vedo che ANAC ogni tanto qualche letterina alla Giunta la manda, cercando di spiegare, per esempio sugli appalti delle mense ospedaliere, che le cose non vanno. Quindi mi piacerebbe in questo caso sentire l'opinione di ANAC, per esplicitare cosa pensa rispetto a questa condizione, che riguarda la mia città. Io farò la segnalazione, però invito anche la Giunta a fare altrettanto.

PRESIDENTE

Ci sarebbe la n. 724, però non vedo la collega Baldin in Aula, quindi gliela spediamo a domicilio.
Abbiamo finito con le interrogazioni, sia quelle consuete che quelle ai sensi dell'articolo 111.
Passiamo al punto n. 6.
PUNTI
6 e 7



RENDICONTO DELLA GESTIONE PER L'ESERCIZIO FINANZIARIO 2018 DEL CONSIGLIO REGIONALE (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 98) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 50/2019)

e

APPLICAZIONE DEL RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE, A SEGUITO DELL'APPROVAZIONE DEL RENDICONTO DELLA GESTIONE DELL'ESERCIZIO FINANZIARIO 2018 E VARIAZIONI DEL BILANCIO DI PREVISIONE 2019-2020-2021 (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 97) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 52/2019)

PDA n. 98
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della relazione dell'Ufficio di presidenza)
"Signori Consiglieri,
il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato ed integrato con decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126 prevede, a decorrere dal 1° gennaio 2015, l'obbligo per le Regioni di conformare la propria gestione ai principi contabili generali e applicati stabiliti dal decreto, nonché di adottare a partire dal 1° gennaio 2016 specifici schemi di bilancio e rendiconto. Prevede che cessino di avere efficacia con decorrenza 1° gennaio 2015 le disposizioni regionali incompatibili con le norme contenute nel decreto legislativo in parola.
L'articolo 3, comma 1, del decreto prevede che:
Art. 3 - Principi contabili generali e applicati
Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 2, conformano la propria gestione ai principi contabili generali contenuti nell'allegato 1 ed ai seguenti principi contabili applicati, che costituiscono parte integrante al presente decreto:
- della programmazione (allegato n. 4/1);
- della contabilità finanziaria (allegato n. 4/2);
- della contabilità economico-patrimoniale (allegato n. 4/3);
- del bilancio consolidato (allegato n. 4/4).
2. – 17. [...] omissis
L'articolo 63 del decreto stabilisce che:
Art. 63 Rendiconto generale
1. I risultati della gestione sono dimostrati nel rendiconto generale annuale della regione.
2. Il rendiconto generale, composto dal conto del bilancio relativo alla gestione finanziaria, dai relativi riepiloghi, dai prospetti riguardanti il quadro generale riassuntivo e la verifica degli equilibri, dal conto economico e dallo stato patrimoniale, è predisposto secondo lo schema di cui all'allegato n. 10 al presente decreto.
3. Contestualmente al rendiconto, la regione approva il rendiconto consolidato, comprensivo dei risultati del consiglio regionale e degli eventuali organismi strumentali secondo le modalità previste dall'art. 11, commi 8 e 9.
4. Al rendiconto della gestione sono allegati i documenti previsti dall'art. 11, comma 4, l'elenco delle delibere di prelievo dal fondo di riserva per spese impreviste di cui all'art. 48, comma 1, lettera b), con l'indicazione dei motivi per i quali si è proceduto ai prelevamenti e il prospetto relativo alla gestione del perimetro sanitario di cui all'art. 20, comma 1.
5. Il conto del bilancio dimostra i risultati finali della gestione rispetto alle autorizzazioni contenute nel primo esercizio considerato nel bilancio di previsione. Per ciascuna tipologia di entrata e per ciascun programma della spesa, il conto del bilancio comprende, distintamente per residui e competenza:
a) per l'entrata le somme accertate, con distinzione della parte riscossa e di quella ancora da riscuotere;
b) per la spesa le somme impegnate, con distinzione della parte pagata, di quella ancora da pagare e di quella impegnata con imputazione agli esercizi successivi, che costituisce il fondo pluriennale vincolato.
6. Il conto economico evidenzia i componenti positivi e negativi della gestione di competenza economica dell'esercizio considerato, rilevati dalla contabilità economico-patrimoniale, nel rispetto del principio contabile generale n. 17 di cui all'allegato n. 1 e dei principi applicati della contabilità economico-patrimoniale di cui all'allegato n. 4/3.
7. Lo stato patrimoniale rappresenta la consistenza del patrimonio al termine dell'esercizio. Il patrimonio delle regioni è costituito dal complesso dei beni e dei rapporti giuridici, attivi e passivi, di pertinenza della regione, ed attraverso la cui rappresentazione contabile è determinata la consistenza netta della dotazione patrimoniale comprensiva del risultato economico dell'esercizio. Le regioni includono nel conto del patrimonio anche:
a) i beni del demanio, con specifica distinzione, ferme restando le caratteristiche proprie, in relazione alle disposizioni del codice civile. Le regioni valutano i beni del demanio e del patrimonio, comprensivi delle relative manutenzioni straordinarie, secondo le modalità previste dal principio applicato della contabilità economico-patrimoniale di cui all'allegato n. 4/3;
b) i crediti inesigibili, stralciati dal conto del bilancio, sino al compimento dei termini di prescrizione. Al rendiconto della gestione è allegato l'elenco di tali crediti distintamente rispetto a quello dei residui attivi.
8. In attuazione del principio contabile generale della competenza finanziaria allegato al presente decreto, le regioni, prima di inserire i residui attivi e passivi nel rendiconto della gestione, provvedono al riaccertamento degli stessi, consistente nella revisione delle ragioni del mantenimento in tutto o in parte dei residui.
9. Possono essere conservate tra i residui attivi le entrate accertate esigibili nell'esercizio di riferimento, ma non incassate. Possono essere conservate tra i residui passivi le spese impegnate, liquidate o liquidabili nel corso di tale esercizio, ma non pagate. Le entrate e le spese accertate e impegnate non esigibili nell'esercizio considerato, sono immediatamente reimputate all'esercizio in cui sono esigibili. Le variazioni agli stanziamenti del fondo pluriennale vincolato dell'esercizio in corso e dell'esercizio precedente necessarie alla reimputazione delle entrate e delle spese riaccertate sono effettuate con provvedimento amministrativo della giunta entro i termini previsti per l'approvazione del rendiconto dell'esercizio precedente.
10. I residui attivi possono essere ridotti od eliminati soltanto dopo che siano stati esperiti tutti gli atti per ottenerne la riscossione, a meno che il costo per tale esperimento superi l'importo da recuperare.
11. Le variazioni dei residui attivi e passivi e la loro reimputazione ad altri esercizi in considerazione del principio generale della competenza finanziaria di cui all'allegato n. 4/3, formano oggetto di apposito decreto del responsabile del procedimento, previa attestazione dell'inesigibilità dei crediti o il venir meno delle obbligazioni giuridicamente vincolanti posta in essere dalla struttura regionale competente in materia, sentito il collegio dei revisori dei conti, che in proposito manifesta il proprio parere. Dette variazioni trovano evidenza nel conto economico e nel risultato di amministrazione, tenuto conto dell'accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità.
L'articolo 67 del medesimo decreto stabilisce che:
Art. 67 - Autonomia contabile del consiglio regionale
1. Le regioni, sulla base delle norme dei rispettivi statuti, assicurano l'autonomia contabile del consiglio regionale, nel rispetto di quanto previsto dal decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, e dai princìpi contabili stabiliti dal presente decreto riguardanti gli organismi strumentali.
2. Il consiglio regionale adotta il medesimo sistema contabile e gli schemi di bilancio e di rendiconto della regione adeguandosi ai principi contabili generali e applicati allegati al presente decreto.
3. La presidenza del consiglio regionale sottopone all'assemblea consiliare, secondo le norme previste nel regolamento interno di questa, il rendiconto del Consiglio regionale. Le relative risultanze finali confluiscono nel rendiconto consolidato di cui all'articolo 63, comma 3. Al fine di consentire il predetto consolidato, l'assemblea consiliare approva il proprio rendiconto entro il 30 giugno dell'anno successivo.
L'autonomia di bilancio e contabile del Consiglio regionale è disciplinata nell'ambito delle disposizioni contenute al Titolo II (art. 5-8) della legge regionale 31 dicembre 2012, n. 53 . L'articolo 8 della lr 53/2012 prevede che:
Art. 8 - Autonomia contabile e gestionale
1. Il bilancio annuale, il bilancio pluriennale del Consiglio regionale ed il rendiconto sono redatti nell'osservanza della disciplina stabilita dal regolamento interno di amministrazione e organizzazione.
2. Il regolamento interno di amministrazione e organizzazione disciplina i controlli interni sugli atti e sulla gestione.
Il Regolamento del Consiglio regionale (Regolamento regionale 14 aprile 2015, n. 1 ) stabilisce quanto segue:
Art. 17 - Funzioni dell'Ufficio di presidenza
1. L'Ufficio di presidenza, oltre a quanto disposto dall'articolo 41 dello Statuto, esercita le seguenti funzioni:
a) delibera la proposta di bilancio preventivo e di conto consuntivo del Consiglio regionale, da sottoporre all'approvazione del Consiglio e demanda alla Giunta regionale di iscrivere nel bilancio della Regione il necessario stanziamento;
(...)
La proposta di rendiconto della gestione
Ciò posto, per l'anno 2018, nel rispetto dei nuovi principi e regole contabili e nell'ambito dell'autonomia di cui all'articolo 67 del decreto, il Consiglio regionale approva il rendiconto della gestione sulla base della proposta di rendiconto approvata dall'Ufficio di presidenza, secondo lo schema previsto dall'allegato n. 10, che ai sensi dell'art. 11, comma 1 lett. b) del decreto, comprende il conto del bilancio, i relativi riepiloghi, i prospetti riguardanti il quadro generale riassuntivo e la verifica degli equilibri, lo stato patrimoniale e il conto economico.
Nel rendiconto della gestione trova evidenza il riaccertamento ordinario dei residui, ai sensi dell'articolo 3, comma 4 del d.lgs. 118/2011, approvato con proprio provvedimento n. 17 del 10 aprile 2019.
Al rendiconto della gestione sono allegati i prospetti, le tabelle, gli elenchi di cui all'articolo 11, comma 4 del decreto, nonché la relazione sulla gestione redatta secondo le modalità previste dall'articolo 11, comma 6 del decreto medesimo.
Al rendiconto della gestione del Consiglio regionale è allegata la relazione del collegio dei revisori dei conti di cui all'articolo 11, comma 4 del decreto.
Le relative risultanze finali confluiscono nel rendiconto consolidato di cui all'articolo 63, comma 3 del decreto.
Il conto del bilancio
Il conto del bilancio, contenuto nell'allegato, dà dimostrazione delle risultanze contabili finali della gestione finanziaria 2018 rispetto alle autorizzazioni contenute nel primo esercizio considerato nel bilancio di previsione 2018-2019-2020 approvato dal Consiglio regionale con deliberazione n. 169 del 6 dicembre 2017.
La gestione di competenza finanziaria
Le previsioni iniziali di entrata e di spesa di competenza del bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2018 pareggiavano nell'importo di euro 65.716.432,00, di cui euro 15.100.000,00 per servizi per conto terzi e partite di giro.
Nel corso dell'anno 2018 sono state apportate le variazioni di bilancio approvate dal Consiglio regionale (DACR n. 65 del 12 giugno 2018), dall'Ufficio di presidenza (DUPCR n. 4 del 25 gennaio 2018, n. 23 del 20 marzo 2018, n. 26 del 28 marzo 2018, n. 61 del 17 luglio 2018 e n.88 del 28 novembre 2018) e dal Dirigente della struttura competente in materia di ragioneria (DCR SABS n. 29 del 12 febbraio 2018).
L'elenco delle deliberazioni di prelievo dal fondo di riserva per spese impreviste di cui all'articolo 48, comma 1, lettera b), con l'indicazione dei motivi per i quali si è proceduto ai prelevamenti, è riportato in allegato al rendiconto della gestione, ai sensi dell'articolo 63, comma 4 del decreto.
Le variazioni agli stanziamenti previsionali di competenza hanno reso definitive le previsioni finali di entrata e di spesa pari ad euro 78.788.659,85, la cui differenza di euro 13.072.227,85 si riferisce:
a) all'iscrizione, in sede di assestamento di bilancio (DACR n. 65 del 12 giugno 2018), di un importo pari a euro 11.247.264,86 del risultato di amministrazione 2017 (cap. 1 – Entrata) per finanziare nella parte spesa (Missione 1 e 20 – Spesa) gli stanziamenti di:
- euro 8.858.666,73 per appositi accantonamenti pari alle quote del risultato di amministrazione accantonato, in applicazione di quanto previsto all'articolo 1, comma 468-bis, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
- euro 158.908,00 per contributi per le funzioni delegate erogati dall'AGCOM;
- euro 2.229.690,13 per la somma da restituire alla Giunta regionale;
b) alla variazione, in sede di riaccertamento ordinario dei residui 2017 ai sensi dell'articolo 3, comma 4 del d.lgs. 118/2011 (DUPCR n. 26 del 28 marzo 2018), del fondo pluriennale vincolato in entrata di euro 1.772.924,68 (cap. 0 – Entrata) conseguente all'adeguamento degli stanziamenti di spesa agli importi dei residui passivi re-imputati (Missione 1 – Spesa).
La Tavola A "Quadro riassuntivo della gestione di competenza (entrate)" presenta, in sintesi, le risultanze contabili alla chiusura dell'esercizio 2018.
 
 
 
 
 
 
 
Quadro riassuntivo della gestione di competenza (entrate)
 
 




 
 
Previsioni finali esercizio 2018


78.788.659,85
 
 




 
 
Accertamenti esercizio 2018

60.803.050,05

 
 
Accertamenti da re-imputare 2019 (-)

0,00

 
 




 
 
Accertamenti definitivi esercizio 2018


60.803.050,05
 
 
 
 
 
 
 
Tavola A – Quadro riassuntivo della gestione di competenza 2018 (entrate)
La Tavola B "Quadro riassuntivo della gestione di competenza (spese)" presenta, in sintesi, le risultanze contabili alla chiusura dell'esercizio 2018.
 
 
 
 
 
 
 
Quadro riassuntivo della gestione di competenza (spese)
 
 




 
 
Previsioni finali esercizio 2018


78.788.659,85
 
 




 
 
Impegni esercizio 2018

56.654.044,98

 
 
Impegni re-imputati 2019 (-)

1.406.970,09

 
 




 
 
Impegni definitivi esercizio 2018


55.247.074,89
 
 
 
 
 
 
 
Tavola B – Quadro riassuntivo della gestione di competenza 2018 (spese)
La gestione finanziaria complessiva: il risultato di amministrazione
La Tavola C "Quadro riassuntivo della gestione finanziaria" presenta, in riepilogo, le risultanze contabili alla chiusura dell'esercizio 2018 con la determinazione del risultato di amministrazione.
 
Quadro riassuntivo della gestione finanziaria
 
 
 
 



 
 
Utilizzo risultato di amministrazione 2017 (+)
Euro
11.247.264,86
 
 



 
 
Fondo pluriennale vincolato per spese correnti iscritto in entrata (+)
Euro
1.772.924,68
 
 



 
 
Entrate accertate nella competenza dell'esercizio 2018 (+)
Euro
60.803.050,05
 
 



 
 
Spese impegnate nella competenza dell'esercizio 2018 (-)
Euro
55.247.074,89
 
 



 
 
Fondo pluriennale vincolato per spese correnti iscritto in spesa (-)
Euro
1.406.970,09
 





 
Fondo pluriennale vincolato per spese in conto capitale iscritto in spesa (-)
Euro
0,00
 
 



 
 
Saldo finanziario derivante dalla "gestione di competenza" (A)
Euro
17.169.194,61
 
 



 
 
Eliminazione residui attivi insussistenti (-)
Euro
47,67
 
 
Eliminazione residui passivi insussistenti (+)
Euro
32.967,59
 
 



 
 
Saldo finanziario derivante dalla "gestione dei residui" (B)
Euro
32.919,92
 
 



 
 
Parte accantonata avanzo di amministrazione 2017 (+) ( C )
Euro
74.181,83
 
 



 
 
Risultato di amministrazione esercizio 2018 (A+B+C)

17.276.296,36
 
 
 
 
 
 
Tavola C – Quadro riassuntivo della gestione finanziaria complessiva 2018
La gestione finanziaria complessiva determina un saldo positivo alla chiusura dell'esercizio 2018 accertato in euro 17.276.296,36. Tale saldo deriva per euro 17.169.194,61 dal saldo della gestione di competenza, per euro 32.919,92 dal saldo della gestione dei residui e per euro 74.181,83 dalle quote non utilizzate in quanto accantonate del risultato del precedente esercizio.
Il quadro riassuntivo della gestione di cassa
Nel corso dell'esercizio finanziario 2018, le riscossioni e i pagamenti sono stati contenuti entro i limiti delle previsioni finali di cassa autorizzate con l'approvazione del bilancio di previsione e con i successivi provvedimenti di variazione agli stanziamenti di cassa.
La Tavola D "Quadro riassuntivo della gestione di cassa" presenta, in riepilogo, le risultanze contabili al 31 dicembre 2018 della gestione di cassa in conto residui e della gestione di cassa in conto competenza (2018) con la determinazione del fondo di cassa alla fine dell'esercizio 2018.
 
Quadro riassuntivo della gestione di cassa
 
 
 
 
 
 


Conto residui
esercizi precedenti

Conto competenza
esercizio 2017

Totale
 
 
Fondo di cassa al 1.01.2018





31.265.307,20
 
 







 
 
Riscossioni (+)

1.450.317,40

59.192.649,74

60.642.967,14
 
 







 
 
Pagamenti (-)

18.623.207,53

42.683.329,52

61.306.537,05
 
 







 
 
Fondo di cassa al 31.12.2018





30.601.737,29
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tavola D – Quadro riassuntivo della gestione di cassa 2018
Il fondo iniziale di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario ammontava a euro 31.265.307,20 e, per effetto del risultato della gestione di cassa 2018, alla chiusura del medesimo esercizio ammonta a euro 30.601.737,29 e coincide con il conto della gestione di cassa reso dal Tesoriere del Consiglio regionale.
Lo stato patrimoniale
Nello stato patrimoniale sono rilevate le poste attive e passive secondo i principi contabili dell'armonizzazione, sia con riferimento alla classificazione delle voci del patrimonio che per quanto riguarda i criteri di valutazione.
Le risultanze contabili dello stato patrimoniale al 31 dicembre 2018, contenuto nell'allegato, sono rappresentate in un apposito prospetto, riportante la consistenza netta della dotazione patrimoniale comprensiva del risultato economico dell'esercizio.
Il conto economico
Nel conto economico della gestione sono rilevati i componenti positivi e negativi secondo il principio di competenza economica ed in particolare secondo i criteri di valutazione e classificazione indicati nel principio contabile applicato concernente la contabilità economico-patrimoniale.
Le risultanze contabili del conto economico al 31 dicembre 2018, contenuto nell'allegato, sono rappresentate in un apposito prospetto.
Maggiori informazioni sono contenute nella relazione sulla gestione allegata al rendiconto.".
PDA n. 97
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della relazione dell'Ufficio di presidenza)
"Signor Consiglieri,
in conformità a quanto disposto dal d.lgs. 118/2011 e nel rispetto dei principi generali di congruità, coerenza e attendibilità contabile delle previsioni di bilancio, con il presente provvedimento si rende necessario apportare variazioni al bilancio di previsione finanziario 2019-2020-2021, anche sulla scorta della consistenza del fondo finale di cassa, dei residui attivi e passivi, del fondo pluriennale vincolato e del risultato di amministrazione accertati in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto il 31 dicembre 2018, nel rispetto delle modalità previste dall'articolo 51 del d.lgs. 118/2011, dando atto che le variazioni non alterano gli equilibri di bilancio.
L'APPLICAZIONE DEL RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE 2018
Con proprio provvedimento è stato approvato il rendiconto della gestione per l'esercizio finanziario 2018 del Consiglio regionale.
L'avanzo di amministrazione accertato alla chiusura dell'esercizio finanziario 2018 è di euro 17.276.296,36, come indicato nel prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione allegato al rendiconto della gestione, di cui:
- la parte accantonata risulta complessivamente pari a euro 9.683.338,86;
- la parte vincolata risulta complessivamente pari a euro 278.404,31;
- la parte disponibile risulta complessivamente pari a euro 7.314.553,19.
Con il presente provvedimento si tratta di iscrivere in entrata del primo esercizio considerato nel bilancio di previsione 2019-2020-2021 un importo pari a euro 17.276.296,36 del risultato di amministrazione 2018 per finanziare, come indicato nella tabella e nella nota integrativa (Allegato A), che forma parte integrante del presente provvedimento, gli stanziamenti nella parte spesa di:
- euro 9.683.338,86 nella missione 20 - programma 3 per appositi accantonamenti pari alle quote del risultato di amministrazione accantonato, in applicazione di quanto previsto all'articolo 1, comma 468-bis, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
- euro 278.404,31 nella missione 1 - programma 11 pari alla quota del risultato di amministrazione vincolato per le funzioni delegate del Corecom;
- euro 7.314.553,19 nella missione 1 - programma 3 pari alla quota dell'avanzo libero per la somma da restituire alla Giunta regionale.
LE VARIAZIONI ALLE PREVISIONI DI CASSA
Con deliberazione dell'Ufficio di presidenza n. 17 del 10 aprile 2019 è stato approvato il riaccertamento ordinario dei residui alla chiusura dell'esercizio finanziario 2018 e sono state apportate le conseguenti variazioni alle previsioni di competenza 2019 nel bilancio di previsione finanziario 2019-2020-2021, al fine di consentire il re-impegno delle spese che risultano non più esigibili nell'esercizio 2018 cui la proposta di rendiconto si riferisce (allegato E/2 della citata deliberazione).
La giacenza di cassa accertata alla chiusura dell'esercizio finanziario 2018, da iscrivere come fondo iniziale di cassa nel bilancio in corso, ammonta a euro 30.601.737,29, come indicato nel conto reso dal Tesoriere allegato alla proposta di rendiconto della gestione.
Con il presente provvedimento si tratta di sottoporre all'approvazione del Consiglio regionale le variazioni di cassa al bilancio di previsione finanziario 2019-2020-2021 conseguenti al riaccertamento dei residui e alla re-imputazione degli impegni approvati con la su richiamata deliberazione, nonché l'adeguamento del fondo iniziale di cassa iscritto in entrata, come indicate nell'allegata tabella (Allegato A), che forma parte integrante del presente provvedimento.
L'EQUILIBRIO DI BILANCIO
Le variazioni da apportare con il presente provvedimento non alterano gli equilibri di bilancio, come indicato nell'allegato prospetto (Allegato B), che forma parte integrante del presente provvedimento.".

PRESIDENTE

La parola al Vicepresidente Pigozzo, prego.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie.
Buongiorno, colleghi.
Siamo all'adempimento consueto di approvazione del rendiconto della gestione 2018 del Consiglio regionale. Nella documentazione che vi è stata recapitata potete avere un quadro anche più dettagliato degli elementi che costituiscono, appunto, la gestione dell'anno trascorso. Vi riassumo i dati essenziali. Dopodiché, se ritenete, possiamo anche essere più dettagliati.
La gestione finanziaria complessiva termina con un saldo positivo di chiusura dell'esercizio 2018 di 17.276.296 euro e questo è determinato da un quadro riassuntivo di competenza delle entrate di 60.803.050 e delle spese 55.247.074. Nella gestione di cassa avevamo, a inizio 2018, 31.265.307,20; al fondo di cassa, al 31.12.2018, 30.601.737,29.
Nella relazione allegata alla documentazione potete riscontrare come il risultato di amministrazione che ho citato, di 17.276.000 circa, vede un andamento in crescita rispetto agli anni precedenti. C'è anche una tabella di raffronto, che vi riporta il dato dal 2012 al 2018. Mentre negli anni precedenti l'avanzo era determinato soprattutto dal saldo degli esercizi precedenti o dalla gestione dei residui, quest'anno in particolare, e anche un po' nei precedenti, l'avanzo è determinato, appunto, dal saldo di gestione di competenza.
Nel dettaglio, nel quadro riassuntivo della gestione di competenza – poi c'è anche un grafico che lo dimostra plasticamente – vediamo che la maggior parte dell'avanzo è determinata dall'accantonamento per rischi e spese per 9.683.338, cioè circa il 56,4 per cento. Abbiamo un 35 per cento di economie, cioè 6.148.000, e di queste economie la parte prioritaria, cioè il 72 per cento, è dovuta a minori spese per acquisto beni e servizi e, in parte, anche per la gestione del sistema informativo. È chiaro che questa economia è dovuta a mancati interventi, che comunque si riproporranno nel corso dell'anno attuale, quindi diciamo che è giustificata da questo ritardo degli interventi.
Per quanto riguarda il rispetto dei vincoli di spesa, sapete che ci sono dei parametri dettati dalla normativa dei tetti di spesa che sono stati deliberati dall'Ufficio di Presidenza e, come rilevato anche dalla relazione dei Revisori, viene certificato il rispetto dei limiti di spesa per quanto riguarda i tetti fissati dalla normativa.
La composizione, quindi, dell'avanzo di amministrazione al 31 dicembre 2018 risulta per 9.683.338,86 di parte accantonata, 278.404,31 di parte vincolata e di 7.314.553,19 che è la parte disponibile del prossimo provvedimento, anzi, se il Presidente è d'accordo e se siete d'accordo posso illustrare anche il successivo provvedimento...

PRESIDENTE

Sì, facciamo l'illustrazione in abbinata, così poi con le votazioni proseguiamo speditamente.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Dicevo, appunto, che questa parte disponibile è quella che viene poi deliberato di restituire come avanzo alla Giunta perché entri nel bilancio generale.
Un'ultima annotazione su un dato relativo alla tempestività dei pagamenti: il nostro Consiglio regionale ha una rilevazione più che positiva perché il ritardo accumulato complessivamente nell'anno 2018 è di solamente 16 giorni, per cui credo che questo sia un dato di funzionamento ottimale della struttura amministrativa. Per questo approfitto anche per ringraziare tutti i responsabili degli uffici la dottoressa Rappo in primis e poi tutti gli altri, dalla Segreteria agli uffici del nostro Consiglio.
Il provvedimento successivo, che in pratica è l'applicazione del risultato di amministrazione a seguito dell'approvazione del rendiconto che poi faremo, è la variazione di bilancio della previsione 2019/2021. La cifra ve l'ho già richiamata, sono 7.314.553,19, che vengono restituiti alla Giunta.
A questo proposito so che sta circolando un ordine del giorno che, come gli anni precedenti, viene sottoposto contestualmente all'approvazione anche dell'applicazione del risultato di amministrazione al Consiglio regionale per poter dare indicazione alla Giunta che queste risorse vengano prioritariamente destinate al funzionamento dei servizi alla persona, in pratica alle situazioni di emergenza sociale che, come sappiamo, sono numerose e, come Consiglio, riteniamo che debbano avere un occhio di riguardo nell'utilizzo di questa somma che viene riversata al bilancio della Regione.
Io avrei concluso con i dati essenziali del rendiconto e anche dell'applicazione dell'avanzo.

PRESIDENTE

Collega Fracasso, prego.

Stefano FRACAZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Ringrazio anche il Vicepresidente Pigozzo per la relazione e faccio anche un apprezzamento a tutto l'Ufficio di Presidenza, perché anche quest'anno i risultati della gestione del bilancio del Consiglio mostrano un'economia significativa di oltre 7 milioni, anche di più, di cui poi una parte viene messa a disposizione per quelli che sono stati negli anni passati e che noi riconfermiamo - dico "noi" perché ho depositato con la firma di numerosi Capigruppo – non so se sono riuscito a raccoglierle tutte un ordine del giorno - per orientare quegli oltre 7 milioni, come diceva il vicepresidente Pigozzo, alle emergenze sociali. E' un impegno che ci siamo assunti alcuni anni fa e che intendiamo rinnovare.
Quindi mi unisco all'apprezzamento per l'oculatezza della gestione...

PRESIDENTE

Se il conciliabolo del collega Zorzato lo facciamo fuori, è meglio. Le dinamiche padovane fuori, grazie.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Era attento, sì. Il collega Zorzato era attento non si sa a cosa.
A questo apprezzamento e all'invito a votare – ma ne sono certo – l'ordine del giorno aggiungo una segnalazione: il prossimo anno ci sarà l'importante anniversario del poeta veneto di Pieve di Soligo, Andrea Zanzotto, che è stato anche insignito del Leone d'Oro da questo Consiglio. Già con precedenti bilanci abbiamo sostenuto la nascita della Fondazione Zanzotto, l'acquisto della casa paterna in Pieve di Soligo e credo che sia importante che prepariamo le condizioni perché l'anno prossimo questo centenario possa essere dignitosamente celebrato.
Metto Andrea Zanzotto accanto a Mario Rigoni Stern, oggi c'è la presentazione del premio, qui in Consiglio, sabato il primo appuntamento qui a Venezia e poi il secondo ad Asiago. Lo metto accanto a Mario Rigoni Stern, perché Andrea Zanzotto è stato altrettanto una voce veneta nella poesia contemporanea, sicuramente una delle voci più grandi della poesia contemporanea italiana; è una voce che è partita da Pieve di Soligo e che ha, tra l'altro, declinato anche la lingua, o le lingue, del nostro territorio in maniera sicuramente innovativa, riconosciuta in tutto il mondo.
Quindi questo è anche un invito perché, attraverso quelle economie, si riesca con opportuni provvedimenti di bilancio - potrebbe essere già il prossimo assestamento - a stanziare un'adeguata somma in modo che la Fondazione intitolata al grande poeta di Pieve di Soligo possa preparare adeguatamente il programma del centenario dell'anno prossimo.

PRESIDENTE

Grazie.
Ruzzante, prego.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente.
Intervengo anch'io essenzialmente per perorare la causa delle questioni poste dal collega Fracasso. Da un lato, ringrazio l'Ufficio di Presidenza, anche quest'anno, per un risparmio; lo finalizziamo, come abbiamo sempre fatto, ai temi del sociale, è giusto così. Ho firmato anche l'ordine del giorno che impegna poi la Giunta a investire le risorse risparmiate dal Consiglio a finalità sociali. È sempre stato così ogni anno, è bene che continui questa attività, è bene che i risparmi effettuati dal Consiglio vadano finalizzati a funzioni sociali.
Dall'altro lato, però, avevo anche predisposto - lo dico - un ordine del giorno, che non presento, perché mi rendo conto che sennò diventerebbe assolutamente ultroneo rispetto all'impegno per il sociale; però, rispetto che queste due scadenze delle quali ci troviamo ormai in prossimità - perché sono nel 2021 i cento anni dalla nascita, da un lato, di Mario Rigoni Stern, dall'altro del poeta Andrea Zanzotto - chiedo alla Giunta di porsi oggi il tema di come predisporsi a questi eventi.
Più volte abbiamo discusso in quest'aula, grazie anche al Presidente della Sesta Commissione, e abbiamo avuto modo di ascoltare i rappresentanti della Fondazione Andrea Zanzotto, che è nata proprio in questo Consiglio regionale, cioè la Fondazione ha preso spunto da un atto voluto fortemente dal Consiglio regionale nella passata legislatura, e abbiamo ascoltato un interessante progetto di trasformazione della Casa del poeta in una sorta di museo moderno che sia in grado in qualche modo di attirare turisti in quel di Pieve di Soligo e la possibilità che questo museo renda onore ad una delle figure più importanti e interessanti della letteratura italiana del secolo passato.
Quindi credo che questi elementi possano tranquillamente portare poi la Giunta a valorizzare questi due impegni per tempo, perché non possiamo aspettare il 2021 per fare questo finanziamento, perché dobbiamo arrivare pronti e preparati nel 2021 per la realizzazione di questo Museo. Non rappresenta una cifra così enorme rispetto ai 7 milioni di risparmio del Consiglio, quindi è una cifra che credo sia assolutamente compatibile con gli impegni dell'Assessorato alla cultura e della quale chiedo al Vicepresidente Forcolin di assumersi l'impegno in previsione dell'assestamento di bilancio. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Collega Conte, prego.

Maurizio CONTE (Forza Italia – Vento per l'Autonomia)

Sicuramente voglio fare i complimenti all'Ufficio di Presidenza, non per certi tipi di risparmio ma per l'operatività, perché sulla spesa corrente sicuramente sono d'accordo, ma le spese di investimento mi vedono ancora una volta evidenziare la necessità di interventi strutturali che da anni si prorogano e non vengono realizzati.
Quindi è su questo che, in ambito di quelle che sono le esigenze di dare anche continuità alla manutenzione e all'adeguamento degli impianti, non so a che punto siamo con quelle verifiche che erano state fatte e che servivano per dare soprattutto, anche nell'ambito poi della gestione, risparmio energetico e dei consumi. Quindi effettivamente nell'ambito generale di quelli che sono i risparmi legati, ad esempio, alle spese correnti degli organi istituzionali e per quanto riguarda le spese legate appunto a certe forme di spesa corrente, questi mi vedono sicuramente fare un plauso all'Ufficio di Presidenza, però serve dare operatività a quella che da anni ormai è una carenza a cui, anche quando c'ero io, purtroppo, non sono riuscito a dare un'effettiva azione di concretezza.
Quindi invito i colleghi dell'Ufficio di Presidenza, in particolare il collega Scarabel, a verificare questa parte, che sicuramente serve anche nell'ambito della programmazione ad avere anche strutture che siano adeguate e operative su questo.

PRESIDENTE

Collega Villanova, prego.

Alberto VILLANOVA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Io intervengo brevemente per sottoscrivere quella che è stata la richiesta che ho sentito fare dia dal collega Fracasso che dal collega Ruzzante, per quello che riguarda il sostegno alla Fondazione Zanzotto. Abbiamo avuto un impegno bipartisan durante la sessione di bilancio scorso proprio per appoggiare quello che è l'intervento della Fondazione sulla casa natale del poeta, dopodiché abbiamo avuto una seduta di Sesta Commissione in cui la Fondazione è venuta a spiegarci quello che sono i progetti per il futuro proprio pensando al centenario che arriverà nel 2021.
Quindi non posso che sottoscrivere questa richiesta di intervento da parte della Regione anche perché, in un periodo storico in cui il territorio di Pieve di Soligo fa parte arriva a quella che è la candidatura UNESCO per il proprio paesaggio, dobbiamo ricordarci come Andrea Zanzotto sia stato uno dei maggiori cantori proprio di questo paesaggio e sicuramente un impegno concreto da parte della Regione, tutto sommato anche abbastanza limitato dal punto di vista economico, può portare a dei grandi risultati proprio per la cultura di questa terra e di questo territorio.
Quindi non posso che sostenere la richiesta che è arrivata da Fracasso e Ruzzante e vedere la Regione impegnata attivamente nella ristrutturazione della casa natale del poeta. Grazie.

PRESIDENTE

Collega Scarabel, prego.

Simone SCARABEL (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Approfitto della sollecitazione del collega Conte per rassicurare i colleghi, tutti, che per quanto riguarda gli investimenti, come ha già anticipato Conte, si stanno facendo tutte quelle opere rese possibili dalla struttura tecnica, di cui attualmente è dotato il Consiglio, che secondo me, ma anche secondo il collega Conte, non è all'altezza di affrontare tutte quelle opere che si vorrebbero vedere realizzate all'interno del Consiglio. Non basta avere i soldi, bisogna avere anche dei tecnici che riescono a supportarci con dei progetti all'altezza delle opere che si vogliono fare. Nonostante questo, siamo andati avanti con tutti quegli impianti che erano già in fase più avanzata, sia con l'impianto di sicurezza di quest'Aula, sia con l'impianto di messa in sicurezza antincendio di tutto il palazzo, visto che spesso ospitiamo delle mostre che comunque richiamano anche un pubblico che va oltre i normali fruitori di questo palazzo. Quindi è stato necessario aumentare il livello di sicurezza di questo palazzo e si andranno a fare tutte quelle opere necessarie anche per quanto riguarda il discorso del risparmio energetico perché, in effetti, gli impianti tecnici di riscaldamento e raffrescamento sono quelli che necessitano un più immediato intervento.

PRESIDENTE

Finco, prego.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta – Lega Nord)

Brevemente, Presidente, perché ho sottoscritto l'ordine del giorno che ha voluto presentare il collega Fracasso, però vorrei dare anche un'indicazione ulteriore alla Giunta, visto che negli ultimi anni abbiamo risparmiato cifre importanti e le abbiamo sempre destinate al sociale. Magari, visto che questo è l'ultimo anno, ritengo importante – non vedo l'assessora Lanzarin – che magari una parte di questi 7 milioni potessero essere destinati non solamente agli interventi di contrasto delle situazioni di emergenza sociale, ma anche alle politiche familiari e, perché no, a un incentivo per le nascite, visto che i dati che vediamo ogni anno del DEFR ci dicono che la nostra Regione è una Regione che sta invecchiando e poco o nulla sta facendo per favorire le nascite. E perché magari nell'ultimo anno non puntiamo a investire una buona parte di queste risorse per agevolare le nascite, per delle politiche di sostegno, un sostegno attivo alle famiglie?
Quindi l'indicazione che do alla Giunta – non chiedo di modificare l'ordine del giorno – è che, se di 7 milioni 4 li destiniamo alle politiche familiari, magari iniziamo a dare un segno importante e concreto a sostegno della famiglia e alla famiglia veneta. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Valdegamberi, prego.

Stefano VALDEGAMBERI (Gruppo Misto – Tzimbar Earde)

Mi associo a quanto detto dal collega Finco.
Io credo che dovremmo dare un grande segnale, nel senso di aiutare veramente le famiglie che mettono al mondo figli. Questo è un grave problema, che sta portando squilibri strutturali nella popolazione del nostro Paese e rende una società sempre meno sostenibile per il futuro, quindi dovremmo dare un segnale. Io li darei tutti e 7 questi milioni di euro qua a favore delle famiglie e soprattutto della natalità, per favorire la natalità nelle famiglie venete. Quindi, magari, non solo 4, ma ben 7 milioni.

PRESIDENTE

Va bene.
Altri interventi?
Replica il collega Pigozzo.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Ringrazio i Consiglieri per le osservazioni e il contributo alla discussione.
In merito all'ordine del giorno mi pare che già con l'Assessora Lanzarin, anche in sede di Quinta Commissione, sia stata fatta presente la necessità che la destinazione della quota per i servizi alla persona venga preventivamente consultata anche con la Commissione. Quindi, giustamente, come ricordava il collega Finco, i soldi adesso vengono restituiti alla Giunta, però nella fase poi di destinazione delle risorse è bene che ci sia un'interlocuzione diretta. Quindi, volentieri anch'io sostengo questa posizione.

PRESIDENTE

Signori, abbiamo un piccolo problema informatico. Devo sospendere.
È esperta in informatica, collega Negro? Oltre che dei pronti soccorsi, anche di informatica.
Sospendo per cinque minuti, quindi riprendiamo alle 11.55. Grazie.
La Seduta è sospesa alle ore 11.51
La Seduta riprende alle ore 11.55

PRESIDENTE

Signori, il problema al sistema informatico è stato espletato. Abbiamo resettato, quindi possiamo partire con le votazioni.
Siamo sulla PDA n. 98.
Se non ci sono dichiarazioni di voto, metto in votazione la PDA n. 98.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo al punto n. 7, già illustrato prima dal collega Pigozzo, PDA n. 97.
C'è l'ordine del giorno a firma Fracasso, Ruzzante ed altri, già illustrato durante la discussione generale.
Ordine del giorno n. A0001.

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Fracasso, Ruzzante, Brusco, Negro, Conte, Berlato e Finco relativo a "DESTINARE LE ECONOMIE DEL BILANCIO DEL CONSIGLIO PER EMERGENZE SOCIALI" in occasione dell'esame della proposta di deliberazione amministrativa relativa a "Applicazione del risultato di amministrazione, a seguito dell'approvazione del rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario 2018 e variazioni del bilancio di previsione 2019-2020-2021". (Proposta di deliberazione amministrativa n. 97) APPROVATO (Deliberazione n. 51/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno)
"IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
CONSIDERATO CHE:
- il Consiglio regionale ha conseguito, grazie ad una serie di interventi legislativi e organizzativi, importanti risparmi nelle spese di funzionamento;
- come risulta dal rendiconto approvato nella seduta odierna tali risparmi risultano essere per l'anno 2018 pari ad euro 7.314.553,19;
- con il provvedimento in oggetto tali risparmi sono applicati al bilancio consiliare 2018 per il loro trasferimento alla Giunta regionale;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a destinare i suddetti risparmi ad interventi di contrasto alle situazioni di emergenza sociale.".
Metto in votazione l'ordine del giorno n. A0001.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PRESIDENTE
Metto in votazione la PDA n. 97, come annunciato in precedenza.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
8



DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "PRIMA VARIAZIONE GENERALE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2019-2021 DELLA REGIONE DEL VENETO". (PROGETTO DI LEGGE N. 437/2019) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 22/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della relazione di maggioranza)
"Signor Presidente, colleghi Consiglieri,
il presente provvedimento, d'iniziativa della Giunta regionale, apporta al bilancio di previsione 2019-2021 (legge regionale 21 dicembre 2018, n. 45 ) una variazione negli stanziamenti di spesa ritenuta opportuna in relazione all'andamento delle politiche regionali.
In particolare si procede, per l'esercizio 2019, ad una riduzione delle risorse stanziate per far fronte alle spese impreviste e obbligatorie per complessivi 1.250.000 euro (allocati nella Missione 20 "Fondi e accantonamenti" Programma 01 "Fondo di riserva") per venire incontro alle seguenti richieste:
a) dell'Assessorato alle politiche sanitarie, sociosanitarie e sociali, che ha segnalato la necessità di implementare le risorse della Missione 12 "Diritti sociali, politiche sociali e famiglia". Programma 04 "Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale" di 100.000 euro a favore di azioni di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne;
b) dell'Unità Organizzativa logistica, navigazione e piano regolatore dei trasporti, che ha segnalato la necessità di implementare le risorse della Missione 10 "Trasporti e diritto alla mobilità". Programma 03 "Trasporto per vie d'acqua" di 200.000 euro a favore di Sistemi territoriali s.p.a. per la manutenzione e gestione delle linee navigabili;
c) dell'Assessorato al territorio, cultura e sicurezza, che ha segnalato la necessità di implementare le risorse della Missione 05 "Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali". Programma 02 "Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale" di 300.000 euro a favore dell'associazione Arteven e di altre iniziative in ambito culturale, artistico, musicale, teatrale e del cinema;
d) della Direzione enti locali e servizi elettorali, che ha segnalato la necessità di implementare le risorse della Missione 18 "Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali". Programma 01 "Relazioni finanziarie con le altre autonomie territoriali" di 150.000 euro a favore delle attività inerenti l'esercizio associato di funzioni e servizi comunali;
e) dell'Area capitale umano, cultura e programmazione comunitaria, che ha segnalato la necessità di implementare le risorse della Missione 04 "Istruzione e diritto allo studio ", Programma 02 "Altri ordini di istruzione non universitaria" di 500.000 euro a favore delle azioni volte a garantire la parità scolastica delle famiglie degli alunni frequentanti il sistema scolastico veneto.
Si prende atto, poi, delle richieste compensative pervenute:
- dall'Unità Organizzativa mobilità e trasporti, che ha chiesto, per l'esercizio 2019, di spostare 3.500.000 euro (poi ritarati in 4,26 milioni, alla luce di quanto segnalato dalla Seconda Commissione nel parere espresso sul progetto di legge, per gli aspetti di competenza) dal Programma 01 "Trasporto ferroviario" al Programma 02 "Trasporto pubblico locale" della Missione 10 "Trasporti e diritto alla mobilità", al fine di evitare il taglio ai servizi minimi di trasporto pubblico locale automobilistico, tramviario e di navigazione lagunare;
- dalla Direzione lavoro, che ha chiesto, pure per l'esercizio 2019, di spostare 1.900.000 euro dal Titolo 1 "Spese correnti" al Titolo 2 "Spese in conto capitale " del Programma 01 "Servizi per lo sviluppo del mercato del lavoro ", afferente alla Missione 15 "Politiche per il lavoro e la formazione professionale ", per l'apprestamento di tecnologie di telelavoro e la rimozione delle barriere architettoniche di cui alla normativa relativa al Fondo per l'occupazione dei disabili.
Ancora, si prende atto della richiesta del Presidente della Prima Commissione consiliare di implementare il Fondo speciale per le spese in conto capitale con 1.085.000 euro nell'esercizio 2019, 1.300.000 euro nell'esercizio 2020 e 650.000 euro nell'esercizio 2021, riducendo compensativamente di pari importo l'attuale dotazione presente sul Fondo speciale per le spese correnti.
Si procede infine ad apportare alcune variazioni e modifiche normative volte a superare i rilievi formulati lo scorso febbraio dal Ministero dell'Economia e delle Finanze relativamente agli articoli 4 e 6 della legge regionale 14 dicembre 2018, n. 43 "Collegato alla legge di stabilità regionale 2019", come da indicazioni pervenute:
- dalla Direzione agroalimentare, comportante una variazione compensativa per l'esercizio 2019 finalizzata a spostare 3.000.000 euro dal Titolo 1 "Spese correnti " al Titolo 2 "Spese in conto capitale " del Programma 01 "Sviluppo del settore agricolo e del sistema agroalimentare", afferente alla Missione 16 "Agricoltura, politiche agroalimentari e della pesca";
- dalla Direzione promozione economica e internazionalizzazione, comportante una variazione compensativa per l'esercizio 2019 finalizzata a spostare 250.000 euro dal Titolo 1 "Spese correnti" della Missione 14 "Sviluppo economico e competitività ", Programma 01 "Industria PMI e artigianato ", al Titolo 2 "Spese in conto capitale" della Missione 07 "Turismo", Programma 01 "Sviluppo e valorizzazione del turismo".
In ossequio a quanto previsto al punto 9.10 "Il prospetto degli equilibri di bilancio" del principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio, poiché alcune delle sopracitate variazioni comportano una modifica negli equilibri di bilancio e del margine corrente, si procede all'aggiornamento del "prospetto degli equilibri di bilancio ", nonché all'integrazione degli "elenchi per interventi programmati per spese d'investimento finanziati col ricorso al debito e con le risorse disponibili", al fine di consentire le attestazioni di copertura finanziaria dei provvedimenti che comportano impegni per investimenti.
Il progetto di legge si compone di 3 articoli, oltre alla dichiarazione d'urgenza.
In chiusura, va annotato che, conformemente a quanto previsto dall'articolo 69 del Regolamento consiliare, sul progetto di legge n. 437 le commissioni consiliari Seconda, Terza, Quinta e Sesta hanno espresso parere favorevole alla Prima per le parti di propria competenza; la sola modifica accolta nel testo licenziato per l'Aula è stata segnalata, come detto poc'anzi, dalla Seconda Commissione ed è finalizzata al ripristino totale, nel corrente esercizio, dello stanziamento del fondo regionale per il trasporto pubblico locale relativo all'esercizio precedente.
La Prima Commissione, conclusa l'istruttoria in ordine al progetto di legge oggi in esame, nella seduta n. 171 del 5 giugno 2019 ha approvato il provvedimento a maggioranza con il voto favorevole dei rappresentanti dei gruppi consiliari Liga Veneta-Lega Nord, Zaia Presidente, Veneti Uniti e Più Italia! - Amo il Veneto; hanno espresso voto contrario i rappresentanti dei gruppi consiliari Partito Democratico, Movimento 5 stelle e le componenti politiche "Liberi E Uguali" e "Italia in Comune" del Gruppo Misto; si è astenuto il rappresentante del gruppo consiliare Alessandra Moretti Presidente.".

PRESIDENTE

Relatore il collega Sandonà, prego.

Luciano SANDONà (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Il presente provvedimento, di iniziativa della Giunta regionale, apporta al bilancio di previsione 2019-2021 una variazione negli stanziamenti di spesa, ritenuta opportuna in relazione all'andamento delle politiche regionali.
In particolare, si procede per l'esercizio 2019 a una riduzione delle risorse stanziate per far fronte alle spese impreviste e obbligatorie per complessivi 1.250.000 euro, allocati nella Missione 20, "Fondi e accantonamenti fondo di riserva", per venire incontro alle seguenti richieste: Assessorato alle Politiche sanitarie, sono stanziati 100.000 euro nel Programma 4, "Interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale"; Unità organizzativa logistica, Navigazione e Piano regolatore dei trasporti, anche qui sono stanziati 200.000 euro a favore di Sistemi Territoriali S.p.A. per la manutenzione e gestione delle linee navigabili; all'Assessorato del Territorio, Cultura e Sicurezza sono allocati 300.000 euro a favore dell'Associazione Arteven e in altre iniziative di ambito culturale, artistico, musicale, teatrale e del cinema; per la Direzione Enti locali e servizi elettorali sono allocati 150.000 euro a favore del programma: "Relazioni finanziarie con altre Autonomie locali territoriali"; per l'Area Capitale umano, cultura e programmazione sono stanziati euro 500.000 nella Missione 0.4, "Istruzione e diritto allo studio", per favorire le azioni volte a garantire la parità scolastica degli alunni frequentanti il sistema scolastico veneto.
Si prende atto inoltre delle richieste compensative pervenute, quindi di spostare 3,5 milioni di euro, poi ritarati in 4,26, dal Programma 01 "Trasporto ferroviario", al Programma 02 Trasporto pubblico locale.
Per quel che riguarda, invece, la Direzione lavori, ha chiesto, sempre per l'esercizio 2019, di spostare euro 1.900.000 dal Titolo 1 "Spese correnti" al Titolo 2 "Spese in conto capitali" del Programma 01 "Servizi per lo sviluppo del mercato di lavoro", afferente alla Missione "Politiche per il lavoro e la formazione sociale".
Ancora, si prende atto della richiesta del Presidente della Prima Commissione consiliare di implementare il fondo speciale per le spese in conto capitale con euro 1.085.000 per l'esercizio 2019, 1.300.000 per l'esercizio 2020 e 650.000 per l'esercizio 2021, riducendo compensativamente di pari importo l'attuale dotazione presente sul Fondo speciale per le spese correnti.
Si procede, infine, ad apportare alcune variazioni di modifiche normative volte a recuperare i rilievi formulati nello scorso febbraio dal Ministero dell'Economia e Finanze, relativi agli articoli 4 e 6 della legge regionale 14 dicembre 2018, n. 43 , collegato alla legge di stabilità regionale 2019, quindi dalla Direzione agroalimentare, comportante una variazione compensativa finalizzata a spostare euro 3.000.000 dal Titolo 1 "Spese correnti" al Titolo 2 "Spese in conto capitali" del Programma 01 "Sviluppo del settore agricolo e sistema agroalimentare" dalla Direzione Promozione economica e internazionalizzazione, comportando una variazione compensativa, sempre per l'esercizio 2019, finalizzata a spostare 250.000 euro dal Titolo "Spese correnti" della Missione 14 "Sviluppo economico e competitività" Programma 1 "Industria, PMI e artigianato", al Titolo 2 "Spese in conto capitale" della Missione 07 "Turismo, sviluppo e valorizzazione del turismo".
In ossequio a quanto previsto al punto 9.10, il prospetto degli equilibri di bilancio e del principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio, nonché alcune delle sopracitate variazioni comportano una modifica degli equilibri del bilancio e del margine corrente, e si procede di conseguenza all'aggiornamento del prospetto degli equilibri di bilancio. Il progetto di legge si compone di tre articoli, oltre alla dichiarazione d'urgenza. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Correlatore Fracasso, prego.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della relazione di minoranza)
"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
alcune note e considerazioni su questa variazione in attesa dell'assestamento annunciato dall'Assessore che sarà molto più corposo rispetto a questo provvedimento, che ha delle necessità, che poi segnalerò, e anche alcune scelte, alcune delle quali di urgenza e drammatica attualità.
Mi riferisco ai 100.000 euro a favore di azioni di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne. È di tre giorni fa l'ultimo femminicidio veneto, vicentino, a Montegaldella. Anche questa mattina purtroppo le prime pagine dei giornali nazionali ci raccontano di un altro fatto in un'altra regione, in un altro Comune. Questa è veramente una gravissima piaga sociale rispetto alla quale dobbiamo fare di tutto per mettere in campo non solo misure, come in questo caso, di finanziamento ai centri per il contrasto alla violenza, ma una grande azione di prevenzione che cominci, come sempre, dalle scuole e non solo, perché qui ci sono gli adulti che sono chiamati in causa.
Lo dico perché anche le notizie di stamattina, anche per le modalità con cui è avvenuto questo ultimo efferatissimo delitto, sono, secondo me, sconvolgenti.
L'altro tema è quello del trasporto pubblico, di una variazione che tende a compensare, ci auguriamo temporaneamente, un taglio previsto al fondo nazionale trasporti di circa 50 milioni che, tradotto per il fondo regionale trasporti del Veneto è di circa 4 milioni e rotti.
Il Vicepresidente ci ha assicurato in Commissione che in Conferenza Stato-Regioni il Governo si è impegnato a ripristinare quei 50 milioni, quindi non dovremmo aver bisogno di questi 4 milioni. Io mi auguro veramente che sia così, anche perché veniamo da lungo periodo di "vacche magre" per il Fondo trasporti, invece c'è una grande necessità di investire nel trasporto pubblico, di investire nella mobilità condivisa, di investire nella mobilità elettrica.
Peraltro sul tema, sempre le pagine dei giornali, stamattina ci offrono un'intervista al Ministro Toninelli. Ho riletto due o tre volte le risposte che il Ministro dà rispetto a una delle infrastrutture ferroviarie strategiche di questa nostra Regione, che è il collegamento Brescia-Verona-Vicenza-Padova. A fronte delle domande molto precise della giornalista, cioè "Ma allora, quadruplicamento o no tra Verona, Vicenza e Padova?", il Ministro dice: "Non ho ancora letto l'analisi costi-benefici, i cantieri vanno avanti, faremo il miglior progetto, però il cantiere va avanti", ma non dice se ci sarà o no il quadruplicamento.
Ora, questo Consiglio ha approvato a grande maggioranza un ordine del giorno, ancora in ottobre, riconfermando la necessità del quadruplicamento tra Verona, Vicenza e Padova. Torno a ripetere che, da pendolare, non c'è dubbio che senza il quadruplicamento non sarà possibile potenziare innanzitutto il trasporto regionale sulla tratta ovest del Veneto, cioè nella dorsale che va da Padova a Verona, perché la linea è satura ed è una linea che ha un carico ben maggiore della Venezia-Trieste, dove è stato possibile trovare una soluzione diversa dal quadruplicamento. Ma la tratta Padova-Verona, ripeto, ha un carico assolutamente maggiore. Ma basta fare quattro chiacchierate con chi il lavoro del ferroviario lo fa, i macchinisti e il Centro operativo di Mestre, perché queste cose te le dicono, senza tanto girarci attorno, oltre alla necessità di aumentare anche il traffico merci.
Quindi, approfitto di questa variazione per risollevare ancora il tema. Non c'è l'Assessore De Berti. Quanto prima chiederemo nuovamente lo stato dell'arte sull'avanzamento della progettazione, realizzazione e cantierizzazione della Verona-Vicenza-Padova, per quanto riguarda l'Alta Velocità/Alta capacità, soprattutto Alta capacità.
Segnalo anche un'altra variazione che avremmo voluto meglio illustrata, è quella relativa allo stanziamento ad Arteven, progetto che incrocia anche delle attività in campo sanitario. Il collega Sinigaglia, che oggi non è potuto essere in Consiglio, mi ha segnalato che rispetto a questo non c'è stata un'illustrazione e discussione in Quinta Commissione, che potesse valutare la valenza sanitaria di questa proposta.".

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Alcune note e considerazioni su questa variazione in attesa dell'assestamento annunciato dall'Assessore che sarà molto più corposo rispetto a questo provvedimento, che ha delle necessità che poi segnalerò e anche alcune scelte, alcune delle quali devo dire di urgenza e direi drammaticamente di attualità.
Mi riferisco ai 100.000 euro a favore di azioni di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne. E' di tre giorni fa l'ultimo femminicidio veneto, vicentino, a Montegaldella, anche questa mattina purtroppo le prime pagine dei giornali nazionali ci raccontano di un altro fatto in un'altra regione, in un altro Comune, di femminicidio. Questa è veramente una gravissima piaga sociale rispetto alla quale dobbiamo fare di tutto per mettere in campo non solo misure, come in questo caso il finanziamento ai centri per il contrasto alla violenza, ma io credo una grande azione di prevenzione che cominci, come sempre, dalle scuole e non solo, perché qui ci sono gli adulti che sono chiamati in causa.
Lo dico perché anche le notizie di stamattina, anche per le modalità con cui è avvenuto questo ultimo efferatissimo delitto, sono, secondo me, sconvolgenti.
L'altro tema è quello del trasporto pubblico, di una variazione che tende a compensare, ci auguriamo temporaneamente, un taglio previsto al fondo nazionale trasporti di circa 50 milioni che, tradotto per il fondo regionale trasporti del Veneto è di circa 4 milioni e rotti, ci auguriamo temporaneamente.
Il Vicepresidente ci ha assicurato in Commissione che in Conferenza Stato-Regioni il Governo si è impegnato a ripristinare quei 50 milioni, quindi non dovremmo aver bisogno di questi 4 milioni. Io mi auguro veramente che sia così, anche perché veniamo da lungo periodo di "vacche magre" per il Fondo trasporti, invece c'è una grande necessità di investire nel trasporto pubblico, di investire nella mobilità condivisa, di investire nella mobilità elettrica.
Peraltro, sempre le pagine dei giornali stamattina ci offrono un'intervista al Ministro Toninelli, io ho riletto due o tre volte le risposte che il Ministro dà rispetto a una delle infrastrutture ferroviarie strategiche di questa nostra Regione, che è il collegamento Brescia-Verona-Vicenza-Padova. A fronte delle domande molto precise della giornalista, cioè "Ma allora, quadruplicamento o no tra Verona, Vicenza e Padova?", il Ministro dice: "Non ho ancora letto l'analisi costi-benefici, i cantieri vanno avanti, faremo il miglior progetto, però il cantiere va avanti", ma non dice se ci sarà o no il quadruplicamento.
Ora, questo Consiglio ha approvato a grande maggioranza un ordine del giorno, ancora in ottobre, quando la collega Rizzotto... insomma, ne avevamo fatti due, poi unificati, riconfermando la necessità del quadruplicamento tra Verona, Vicenza e Padova. Torno a ripetere che, da pendolare, non c'è dubbio che senza il quadruplicamento non sarà possibile potenziare innanzitutto il trasporto regionale sulla tratta ovest del Veneto, cioè nella dorsale che va da Padova a Verona, perché la linea è satura ed è una linea che ha un carico ben maggiore della Venezia-Trieste, dove è stato possibile trovare una soluzione diversa al quadruplicamento. Ma la tratta Padova-Verona, ripeto, ha un carico assolutamente maggiore. Ma basta fare quattro chiacchierate con chi il lavoro del ferroviario lo fa, i macchinisti e il Centro operativo di Mestre, perché queste cose te le dicono, senza tanto girarci attorno, oltre alla necessità di aumentare anche il traffico merci.
Quindi, approfitto di questa variazione per risollevare ancora il tema. Non c'è l'Assessore De Berti. Quanto prima chiederemo nuovamente lo stato dell'arte sull'avanzamento della progettazione, realizzazione e cantierizzazione della Verona-Vicenza-Padova, per quanto riguarda l'Alta Velocità/Alta capacità, soprattutto Alta capacità.
Segnalo anche un'altra variazione che avremmo voluto meglio illustrata, è quella relativa allo stanziamento ad Arteven, progetto che incrocia anche delle attività di in campo sanitario. Il collega Sinigaglia, che oggi non è potuto essere in Consiglio, mi ha segnalato che rispetto a questo non c'è stata un'illustrazione e discussione in Quinta Commissione, quindi che valutasse anche il tema della valenza sanitaria di questa proposta.
Io mi fermo qui e lascio la parola ai colleghi.
Assume la Presidenza
Il Vicepresidente Bruno PIGOZZO

PRESIDENTE

Grazie.
Ha chiesto la parola Piero Ruzzante, prego.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Grazie, Presidente.
Prima di addentrarmi nel merito della prima variazione generale al bilancio di previsione 2019-2021 della Regione del Veneto, colgo l'occasione di questo intervento, Presidente – se mi ascolta anche il Vicepresidente – per porre un tema che avrei posto sull'ordine dei lavori, ma lo faccio per utilità all'interno di questo ragionamento di carattere generale.
Credo che, dopo la sentenza relativa alla gestione degli appalti delle mense ospedaliere, il Presidente della Giunta debba venire a riferire in quest'Aula. Trovo incredibile che noi apprendiamo le cose prima da una sentenza, poi dall'espressione di un parere relativo all'appalto e non ne siamo informati direttamente. Mi auguro sinceramente che non dobbiamo ricorrere, Vicepresidente, allo strumento della convocazione straordinaria del Consiglio, e mi auguro che anche i colleghi delle altre opposizioni siano d'accordo sul fatto che, a fronte di sei appalti milionari della gestione di uno dei più importanti servizi, quale quello delle mense ospedaliere, noi dobbiamo essere informati. Peraltro è un servizio che ha attinenza col bilancio perché poi alla fine, se questa ultima sentenza è stata inviata alla Procura della Repubblica e alla Corte dei conti, vuol dire che chi ha giudicato questo appalto, ha pensato che ci fosse anche una ripercussione di carattere economico-finanziario.
Credo che almeno venire in quest'aula a riferire a proposito dello stupendo funzionamento della nostra sanità, un punto sul quale io ho presentato quattro interrogazioni in questo Consiglio regionale e per quattro volte l'Assessore che c'era prima ha risposto che andava tutto bene, madama la marchesa, era tutto okay, il risultato è che c'è una sentenza e l'opinione soprattutto del Garante degli appalti che ci restituisce, invece, una situazione talmente problematica da aver cancellato tutti i sei appalti e da essere stata inviata la sentenza alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica.
Quindi io mi auguro che, senza dover ricorrere allo strumento della convocazione del Consiglio straordinario, la Giunta, attraverso la figura del suo Presidente, venga in quest'Aula a riferirci rispetto a questa questione, che ha attinenza con la gestione del bilancio per le cose e le considerazioni che ho fatto.
A parte questa digressione, che avrei potuto fare anche sull'ordine dei lavori, però ho inserito all'interno di questo ragionamento di carattere generale, devo dire la verità e riconoscere che, su questa prima variazione generale del bilancio, a parte gli aspetti che ricordava adesso il collega Fracasso, in particolar modo quelli relativi alla cultura io ritengo, oltre che alla sanità, per il resto bisogna riconoscere che in Prima Commissione ci è stata data una spiegazione molto precisa sui punti e le motivazioni che hanno portato a questa prima variazione generale del bilancio.
Ovviamente il mio parere sarà sempre contrario, perché questa è parte integrante della manovra economica di bilancio da parte della Giunta, quindi non modifico certo la mia opinione.
Insieme alla collega Bartelle - anzi è lei la prima firmataria, perché è una questione attinente al suo territorio - ho voluto presentare un ordine del giorno che specifica un impegno: siccome sono state spostate risorse per il trasporto pubblico locale, quindi sono state in qualche modo stornate nuove risorse, e nuove risorse nell'ambito della navigazione interna relative a Sistemi Territoriali, questo è previsto nel bilancio, noi ci sentiamo, attraverso questo ordine del giorno, di impegnare la Giunta su un altro problema annoso rispetto a quel territorio, cioè il problema della situazione del trasporto pubblico locale nelle due linee più disastrate della nostra Regione, cioè la Rovigo-Adria-Chioggia e poi Adria-Mestre e la Rovigo-Verona, che sono le due linee più in difficoltà. Guardate, non è solo una difficoltà di trasporto dei cittadini, e va bene, ma c'è una condizione della situazione di Sistemi Territoriali che ci restituisce un piccolo problema: è una linea gestita integralmente dalla Regione.
Se il metodo di funzionamento dei sistemi territoriali è quello lì, con treni cancellati, con situazioni di ritardo, con disservizi costanti e continui, persino situazioni di piccoli incendi, è successo veramente di tutto in questi mesi, se questa è la condizione con la quale ci presentiamo nella gestione regionale del trasporto pubblico locale ben venga Trenitalia. Onestamente, un ragionamento in più rispetto al funzionamento di quella tratta ferroviaria e di quella gestione da parte dei sistemi territoriali io credo vada fatto. Abbiamo fatto anche delle modifiche statutarie, però la situazione non è cambiata.
Quindi, attraverso questo ordine del giorno, vogliamo porre l'attenzione circa le risorse, ma non è solo un problema di risorse, secondo me, è anche un problema di gestione nei confronti dei sistemi territoriali.
Pur ribadendo il voto contrario e pur ribadendo la comprensione di quelle che sono state alcune manovre di questo bilancio, alcune anche condivisibili... prima il collega Fracasso citava le risorse per i Centri antiviolenza, ovviamente questa è figlia di una proposta di legge di cui sono stato anche firmatario insieme al collega Padrin, quindi figuriamoci se non condivido il rifinanziamento di quella legge e l'obiettivo di finanziare i Centri antiviolenza; sono le cronache di questi giorni che ci raccontano e ci rappresentano la drammaticità ancora presente quotidianamente, anche in questa Regione, di questo problema. Quindi, pur condividendo alcune poste di bilancio, ovviamente qui siamo chiamati a dare un giudizio di carattere generale, per cui manterrò, a nome del mio Gruppo, per la parte che sta all'opposizione del mio Gruppo, il voto contrario rispetto a questa manovra di bilancio.

PRESIDENTE

Grazie.
Se non ci sono altri interventi, diamo la parola al Vicepresidente Forcolin.

Gianluca FORCOLIN (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
È già stato detto quasi tutto. Si tratta di una variazione di bilancio, la prima variazione di bilancio che, com'è stato chiesto in Prima Commissione, è stata apposta per mettere al centro dell'attenzione quelle necessità e urgenze che si potessero già considerare con una variazione di bilancio attingendo a somme che erano state messe a bilancio di previsione fra il fondo spese impreviste. Sono prevalentemente iniziative che sono arrivate in questi mesi, come è stato segnalato in Prima Commissione. Una per tutte, l'abbiamo evidenziata, è quella della prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, ma anche quella legata alla cultura, che poi invece è sanità, e che è stata illustrata su quel progetto che è arrivato a inizio anno, quindi posteriore all'approvazione del bilancio stesso, quella di rendere un servizio culturale, ma che sia anche di vicinanza, ai nostri reparti pediatrici e oncologici, per i ragazzi e per i bambini, nel periodo natalizio, con degli eventi a cura di Arteven; quindi rispondo anche a una domanda che era stata fatta in Commissione. Come pure per i buoni scuola, andiamo a integrare una posta di bilancio che era ridotta lo scorso anno e l'abbiamo riproposta per portare a 4 milioni di euro il buono scuola nella normalità delle cose.
Poi ci sono le questioni legate a richieste che arrivano dal Consiglio, parlo soprattutto delle leggi speciali, i fondi speciali per il Consiglio, che avevano bisogno di essere divise dal punto di vista contabile fra le spese correnti e le spese in conto investimento. Con questa variazione, mettiamo anche ordine a questo aspetto.
Vi sono invece delle variazioni compensative, che sono legate soprattutto al tema della mobilità, come avete avuto modo di vedere con la collega De Berti, che ha poi anche presentato in Commissione un emendamento, per incrementare quei 3,5 milioni che vi erano inizialmente a 4,6 milioni. Altre questioni, invece, come ho spiegato, vanno a recepire istanze che il Governo ci aveva posto come raccomandazioni, per non impugnare la legge stessa di bilancio regionale, e quindi le raccomandazioni alle quali avevamo risposto solo in modo formale con una corrispondenza e che, invece, adesso trovano puntuale attuazione con la variazione e quindi sistemano delle incongruenze o comunque dei suggerimenti che il Governo ci aveva chiesto, per arrivare a cosa? Per arrivare a una variazione di bilancio che oggi tocca poste limitate, ma che ci vedrà già dalla fine del mese di giugno portare in Giunta l'assestamento di bilancio, che poi troverà ovviamente la condivisione e il lavoro della Commissione dopo la parifica in Corte dei conti del bilancio 2018, che ci sarà il 12 luglio – se volete annotarvi questa data – alle ore 9:30, parifica in Corte dei conti, dopodiché approvazione del rendiconto in Consiglio e assestamento di bilancio, che deve tener conto anche appunto delle questioni attinenti il rendiconto stesso, soprattutto per quanto riguarda l'avanzo e le questioni ovviamente meramente tecniche e contabili. Quindi questo sarà il cronoprogramma.
Ringrazio per la collaborazione tutti i Consiglieri nelle varie Commissioni. Chiedo e raccomando, ovviamente questa è una raccomandazione che facciamo come autocritica, e quindi va un ringraziamento a voi, perché molto spesso sono state poste delle variazioni di bilancio in Commissione senza la presenza dei colleghi Assessori: questo è stato richiamato ed è giusto che rimanga agli atti perché è opportuno, altrimenti non vedo la puntualità e l'esigenza di fare il giro delle varie Commissioni per entrare nelle dinamiche specifiche di ciascuna delega, se poi non vi è corrispondente risposta o mancata presenza in queste Commissioni.
Varrebbe la pena di portarlo in Prima Commissione magari allora con la presenza di tutti, perché almeno si risponde puntualmente alle varie richieste; io ho cercato di farlo nel modo più adeguato possibile per quello che seguo, ma è evidente che questo è un segnale che diamo anche ai nostri capigruppo, a Rizzotto e Finco, che giustamente è stato richiamato da parte dei colleghi Consiglieri ed è giusto che vi sia la presenza, quindi è un richiamo che ci sta tutto. Vi ringrazio per la collaborazione che avete voluto dare, nonostante qualche lacuna e qualche mancanza che c'è stata. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Non ci sono altri interventi, per cui passiamo all'articolato.
Apriamo la votazione sull'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo all'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 4.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo alla votazione dell'ordine del giorno che è stato prima anticipato e illustrato dal collega Ruzzante, presentato dai colleghi Bartelle e Ruzzante.
Ordine del giorno n. B0001.

Ordine del giorno presentato dai consiglieri Bartelle, Ruzzante, Azzalin, Fracasso, Salemi, Moretti, Pigozzo, Zanoni e Zottis relativo a "VALUTARE LA NECESSITÀ DI IMPLEMENTARE LE RISORSE PER LA DIVISIONE FERROVIARIA DI SISTEMI TERRITORIALI AFFINCHÉ POSSA GARANTIRE UN SERVIZIO EFFICIENTE" in occasione dell'esame del disegno di legge relativo a "Prima variazione generale al bilancio di previsione 2019-2021 della Regione del Veneto" (Progetto di legge n. 437/2019) APPROVATO (Deliberazione n. 53/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno)
"PREMESSO CHE:
- con nota 22.02.2019 prot. n. 79975 l'Unità Organizzativa Logistica, Navigazione e Piano Regionale Trasporti ha segnalato la necessità di implementare le risorse previste per il triennio 2019-2021 della Missione 10 "Trasporti e diritto alla mobilità" Programma 03 "Trasporto per vie d'acqua" di euro 200.000,00 per ciascun anno per complessivi euro 600.000,00 a favore di Sistemi Territoriali per la manutenzione e gestione delle linee navigabili;
CONSIDERATO
- anche la divisione ferroviaria di Sistemi Territoriali evidenzia gravi e croniche lacune nell'erogazione del servizio tanto che la Giunta regionale, in risposta alla IRI n. 733 con la quale la sottoscritta chiedeva di affidare il servizio ad altra compagnia ferroviaria, ha riferito che il contratto di servizio in scadenza il 31.12.19 p.v. sarà prorogato di 3 anni ma che in seguito è previsto che Sistemi Territoriali non parteciperà alla procedura di affidamento del servizio;
- che nei 3 anni di cui alla predetta proroga Sistemi Territoriali continuerà ad erogare il servizio trasporto ferroviario il quale dovrà in ogni caso essere migliorato non essendo neppure lontanamente accettabili le attuali note condizioni in cui l'utenza è costretta a viaggiare.
Tutto quanto sopra premesso
Impegna la Giunta regionale
a considerare l'opportunità, alla luce degli incontestati gravi e cronici disservizi che affliggono si registrano sulle linee ferroviarie gestite da Sistemi Territoriali, di prevedere un aumento della spesa per migliorare concretamente i servizi resi all'utenza.".

PRESIDENTE

C'è una leggera correzione sul testo del dispositivo finale: c'è una parola in più che viene cancellata, cioè "contestati gravi e cronici disservizi, che si registrano sulle linee ferroviarie" togliendo la parola "affliggono" che era ultronea, con il consenso dei firmatari.
C'è il collega Azzalin che chiede di intervenire.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Intervento per chiedere, a nome del Gruppo, la sottoscrizione dell'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Bene, i firmatari sono d'accordo, quindi registriamo la richiesta del PD di sottoscrivere l'ordine del giorno.
Detto questo, apriamo la votazione sull'ordine del giorno n. B0001 come modificato.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto dell'ordine del giorno con le modifiche)
"IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
PREMESSO che con nota 22 febbraio 2019 prot. n. 79975 l'Unità Organizzativa Logistica, Navigazione e Piano Regionale Trasporti ha segnalato la necessità di implementare le risorse previste per il triennio 2019-2021 della Missione 10 "Trasporti e diritto alla mobilità" Programma 03 "Trasporto per vie d'acqua" di euro 200.000,00 per ciascun anno per complessivi euro 600.000,00 a favore di Sistemi Territoriali per la manutenzione e gestione delle linee navigabili;
CONSIDERATO CHE:
- anche la divisione ferroviaria di Sistemi Territoriali evidenzia gravi e croniche lacune nell'erogazione del servizio tanto che la Giunta regionale, in risposta alla IRI n. 733 con la quale si chiedeva di affidare il servizio ad altra compagnia ferroviaria, ha riferito che il contratto di servizio in scadenza il 31 dicembre 2019 p.v. sarà prorogato di tre anni ma che in seguito è previsto che Sistemi Territoriali non parteciperà alla procedura di affidamento del servizio;
- nei tre anni di cui alla predetta proroga Sistemi Territoriali continuerà ad erogare il servizio di trasporto ferroviario il quale dovrà in ogni caso essere migliorato non essendo neppure lontanamente accettabili le attuali note condizioni in cui l'utenza è costretta a viaggiare;
tutto quanto sopra premesso,
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a considerare l'opportunità, alla luce degli incontestati gravi e cronici disservizi che si registrano sulle linee ferroviarie gestite da Sistemi Territoriali, di prevedere un aumento della spesa per migliorare concretamente i servizi resi all'utenza.".
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Votiamo il PDL n. 437, "Variazione di bilancio", nel suo complesso.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.

PRESIDENTE

Procediamo con il punto 9 all'ordine del giorno, il PdL 396.
È arrivato in questo momento l'Assessore Caner, che salutiamo.
PUNTO
9



DISEGNO DI LEGGE RELATIVO A "DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RICETTIVITÀ TURISTICA". (PROGETTO DI LEGGE N. 396/2018) APPROVATO (DELIBERAZIONE LEGISLATIVA N. 23/2019)

"Signor Presidente, colleghi Consiglieri.
Premessa.
Il Veneto è di gran lunga la prima regione turistica d'Italia e una delle più rilevanti a livello europeo, con un tessuto imprenditoriale diffuso in modo capillare su tutto il territorio e un'offerta che spazia dal mare alle città d'arte, dalla montagna estiva e invernale al lago, dalle terme ai parchi naturali.
Le statistiche confermano lo sviluppo del turismo, perché secondo i dati del Rapporto Statistico 2017 della Regione, si sono registrati nel Veneto nel 2016 17.856.567 arrivi e 65.392.328 pernottamenti, con incrementi annuali rispettivamente del 3,5% e del 3,4%.
Le strutture ricettive venete soggette ad attività di rilevazione statistica e controllo amministrativo hanno superato il numero di 46.000. Di queste strutture oltre 9.000 sono soggette anche a classificazione (strutture ricettive alberghiere, complementari, ali 'aperto ed agriturismi), secondo i seguenti dati del 2017. Oltre 3.200 strutture alberghiere, oltre 5.000 strutture complementari, oltre 180 strutture all'aperto ed oltre 900 agriturismi.
La nostra Regione propone al turista un'ampia varietà di scelta nella tipologia e nel numero dì destinazioni dove trascorrere una vacanza, tanto da vedere il coinvolgimento della quasi totalità del territorio: il 93% dei comuni presenta almeno una struttura ricettiva, il 64% almeno un albergo.
Una tipologia particolare di strutture ricettive è quella degli alloggi in locazione turistica, disciplinati dall'articolo 27 bis della legge regionale n. 11/2013 , "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto", a seguito di modifica legislativa introdotta con la legge regionale n. 45/2014 .
Gli alloggi in locazione turistica senza la prestazione di servizi per gli ospiti durante il loro soggiorno, sono strutture ricettive, non soggette a classificazione né a SCIA.
I locatori turistici hanno attualmente solo obblighi di comunicazione alla Regione, riguardanti sia l'anagrafica di tale tipologia di alloggi, sia la movimentazione turistica.
II Comune esercita sui citati alloggi in locazione turistica la vigilanza, l'accertamento dì eventuali violazioni e l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie a carico dei locatori, per inadempimento dei citati obblighi di comunicazione.
Il numero complessivo dei suddetti alloggi in locazione nel Veneto era pari a circa 33.000 nel 2016, ma è aumentato a oltre 37.100 nel 2017.
Si ipotizza che la recente crescita del numero degli alloggi in locazione turistica sia stata facilitata anche dalla nuova commercializzazione turistica degli stessi, tramite i siti internet di prenotazione ricettiva.
L'odierna proposta legislativa presenta essenzialmente una riscrittura del menzionato articolo 27 bis, innovandone il contenuto tanto al fine di accrescere la qualità dell'accoglienza turistica, quanto a quello di migliorare la conoscibilità dell'offerta turistica regionale relativa ai numerosi alloggi in locazione turistica. Quest'ultimo fine viene garantito con l'istituzione di un codice identificativo di riferimento degli alloggi locati per finalità turistiche, codice da esporre e da utilizzarsi anche nella promozione pubblicitaria su piattaforme digitali o siti internet di prenotazione ricettiva. Le modalità dì rilascio, esposizione ed operatività del codice identificativo degli alloggi saranno oggetto di disciplina applicativa con regolamento di Giunta regionale che definirà anche le modalità d'inserimento del codice nel Sistema Informativo Regionale del Turismo (S.I.R.T.) di cui all'articolo 13 della legge regionale n. 11/2013 .
E sono ormai più che maturi i tempi perché sia il legislatore regionale ad istituire il codice identificativo per l'individuazione degli alloggi locati a finalità turistica, disponendo contestualmente apposite sanzioni a garanzia dell'adempimento. La Corte costituzionale, infatti, con la recentissima sentenza n. 84 del 6 marzo 2019 ha sciolto ogni residuo dubbio in merito alla legittimità dell'intervento del legislatore regionale ai fini di imposizione del CIR per le locazioni turistiche - e correlate sanzioni amministrative - smentendo che, tout court, la materia della locazione turistica debba considerarsi preclusa dalla competenza regionale ed afferente invece alla competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile.
La Consulta ha cioè chiarito, si spera una volta per tutte, che è l'attività negoziale ed i suoi effetti quella che, quanto alle locazioni turistiche - com'è ovvio - appartiene all'ordinamento civile; mentre per gli aspetti turistici queste, come tutte le strutture ricettive, ricadono nella competenza residuale delle Regioni.
La Suprema corte, a commento della dichiarazione di infondatezza della censura governativa sulla norma lombarda impugnata, con la sentenza in questione afferma: "Il legislatore regionale lombardo - nel prevedere che anche i locatori turistici e i relativi intermediari debbano munirsi di un apposito codice identificativo di riferimento per ogni singola unità ricettiva, da utilizzare nella pubblicità, nella promozione e nella commercializzazione dell'offerta turistica - ha infatti inteso creare una mappa del rilevante nuovo fenomeno della concessione in godimento a turisti di immobili di proprietà a prescindere dallo svolgimento di un 'attività imprenditoriale, e ciò al fine precipuo di esercitare al meglio le proprie funzioni di promozione, vigilanza e controllo sull'esercizio delle attività turistiche.".
E identica a questa è l'intenzione del legislatore veneto che, esercitando dunque in pienezza la sua competenza, dispone con la presente proposta di legge l'assunzione del Codice identificativo di riferimento per le locazioni turistiche in Veneto.
Contenuti della Proposta legislativa.
Il testo è composto da tre articoli e, come anticipato, prevede all'articolo 1 la sostituzione dell'articolo 27 bis della legge regionale n. 11/2013 con una sua nuova formulazione composta da dodici commi.
Il comma 1 precisa - come fa l'attuale comma 1 dell'articolo 27 bis - che gli alloggi dati in locazione esclusivamente per finalità turistiche, ai sensi dell'articolo 1 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, senza prestazione di servizi, ai fini della legge regionale n. 11/2013 sono strutture ricettive cui si applicano solo le disposizioni dell'articolo 27 bis.
Al fine di garantire un livello minimo di qualità dell'offerta turistica nel Veneto, il comma 2 dispone che gli alloggi in locazione turistica privi della conformità alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti, non possono essere utilizzati ai fini della locazione turistica, così come peraltro già previsto per le strutture ricettive classificate dall'articolo23 della legge regionale n. 11/2013 .
Il comma 3 dispone per gli alloggi in locazione turistica nuovi obblighi informativi a carico dei locatori. Vi sono innanzitutto gli obblighi informativi necessari a consentire alla Regione di conoscere tempestivamente ed adeguatamente questa tipologia di offerta turistica in rapido ed enorme sviluppo.
Si evidenzia, quindi l'obbligo per i locatori turistici di comunicare alla Giunta regionale, esclusivamente per via telematica, secondo le procedure definite da un regolamento adottato dalla Giunta regionale i dati di interesse turistico, quali il periodo durante il quale si intende locare l'alloggio, il numero di camere e di posti letto e le loro successive variazioni, oltre ad arrivi e presenze turistiche per provenienza.
Il comma 4 dispone che il citato regolamento disciplini l'applicazione dei previsti obblighi di comunicazione e le modalità di rilascio, di esposizione e di operatività del codice identificativo dell'alloggio oggetto di locazione turistica, che sarà utilizzato per pubblicizzare l'alloggio anche su piattaforme digitali e siti internet di prenotazione ricettiva.
Il comma 5, prevede che, al fine di garantire un quadro aggiornato dell'offerta turistica, le comunicazioni, le informazioni ed il codice identificativo dell'alloggio in locazione turistica siano inseriti, secondo le modalità fissate dal Regolamento di cui sopra, nel Sistema Informativo Regionale (S.I.R.T.), di cui all'articolo 13 della L.R. n. 11/2013 , il cui accesso è consentito ai comuni per lo svolgimento della loro attività.
Dette nuove disposizioni assicurano, così, un accrescimento degli strumenti per l'esercizio efficace della funzione di vigilanza dei comuni sulle locazioni turistiche, fornendo loro l'accesso telematico ai relativi dati disponibili nel sistema informativo regionale del turismo.
Pertanto, ai sensi del comma 8, la vigilanza dei comuni sui citati alloggi, si eserciterà, non solo con i tradizionali accessi fisici alle strutture degli incaricati comunali, ma anche attraverso la verifica telematica delle informazioni pubblicate sui siti internet di prenotazione ricettiva, anche su segnalazione della Giunta regionale, secondo le disposizioni dell'articolo 13 della legge n. 689/1981.
Sempre al fine di un quadro aggiornato dell'offerta turistica nel S.I.R.T., è previsto, ai sensi del comma 6, che i soggetti che non intendono più continuare l'offerta locativa dell'alloggio turistico siano tenuti a comunicarlo alla Giunta regionale, secondo le procedure definite dal Regolamento citato. A seguito della comunicazione consegue la chiusura d'ufficio della relativa posizione anagrafica.
Nel caso in cui il locatore per un periodo di dodici mesi consecutivi non abbia comunicato alla Giunta regionale i dati delle presenze turistiche, la Giunta regionale procede d'ufficio alla chiusura della posizione anagrafica degli alloggi in locazione turistica nel S.I.R.T, ai sensi del comma 7.
Inoltre è disposto, col comma 9 che l'attività di vigilanza del comune si estenda ad assumere e a verificare informazioni pubblicate su piattaforme digitali o siti internet di prenotazione ricettiva, in conformità alle disposizioni dell'articolo 13 della legge n. 689/1981.
I commi 10 e 11 pongono un sistema rafforzato di sanzioni amministrative applicabili dai comuni per gli illeciti amministrativi compiuti in violazione delle disposizioni relative agli obblighi di comunicazione e di assunzione del codice identificativo di riferimento per le locazioni turistiche.
Ai sensi del comma 12 il comune, nel cui territorio sono ubicati gli alloggi destinati alle locazioni turistiche è competente ad accertare le violazioni degli obblighi, ad applicare e graduare le sanzioni amministrative oltre ad introitare le relative somme.
L'articolo 2 dispone una disciplina transitoria da applicarsi alle locazioni turistiche in essere alla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione del Veneto del regolamento di cui al nuovo articolo 27 bis.
L'articolo 3, con clausola di neutralità finanziaria dispone che ali 'attuazione della presente legge si provveda nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione.
Sulla proposta di legge la Sesta Commissione consiliare, nella seduta del 15 maggio 2019, ha espresso a maggioranza (favorevoli il presidente Villanova del Gruppo consiliare Zaia Presidente, i consiglieri Colman e Corsi del Gruppo consiliare Liga Veneta-Lega Nord, il consigliere Barison del Gruppo consiliare Fratelli d'Italia - Movimento per la cultura rurale, il consigliere Dalla Libera del Gruppo consiliare Veneti Uniti, la consigliera Negro del Gruppo consiliare Veneto Cuore Autonomo, la consigliera Salemi del Gruppo consiliare Partito Democratico, la consigliera Baldin del Gruppo consiliare Movimento 5 stelle e il consigliere Ferrari del Gruppo consiliare Alessandra Moretti Presidente; astenuta la consigliera Zottis del Gruppo consiliare Partito Democratico) parere favorevole alla sua approvazione da parte del Consiglio regionale.".

PRESIDENTE

Diamo la parola al Relatore Consigliere Villanova, prego.

Alberto VILLANOVA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Come sapete bene, il Veneto è la prima regione turistica d'Italia, con un tessuto imprenditoriale diffuso, grandi numeri per quello che riguarda gli arrivi e i pernottamenti: parliamo di 17.800.000 arrivi, quasi 70 milioni di pernottamenti. Le strutture ricettive venete hanno superato il numero di 46.000, delle quali circa 9.000 sono soggette a classificazione.
Una nuova tipologia di struttura ricettiva che si è vista affermare in questi anni riguarda sicuramente gli alloggi in locazione turistica, disciplinati dall'articolo 27/bis della legge regionale 11/ 2013, "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto", a seguito di una modifica legislativa introdotta con la Legge regionale 45/2014.
Gli alloggi in locazione turistica senza la prestazione di servizi per gli ospiti durante il loro soggiorno sono strutture ricettive non soggette a classificazione e a SCIA. I locatori turistici hanno attualmente solo obblighi di comunicazione alla Regione, riguardanti sia l'anagrafica di tale tipologia di alloggi, sia la movimentazione turistica. Il Comune esercita sui citati alloggi in locazione turistica la vigilanza, l'accertamento di eventuali violazioni e l'applicazione delle sanzioni amministrative. Il numero complessivo di questo tipo di alloggi in locazione era nel 2016 pari a circa 33.000 unità, ma è aumentato sicuramente oltre le 37.000 unità nel 2017. L'aumento di questo tipo di locazione è dovuto sicuramente al fatto di vedere nuovi tipi di prenotazioni tramite i siti internet tipo Airbnb, per fare un nome.
Oggi, questa proposta che portiamo in aula è essenzialmente una richiesta di variazione di quell'articolo 27/bis che ho menzionato prima, innovandone il contenuto, proprio alla luce delle realtà multimediali soprattutto presenti in internet, di prenotazione, con la finalità di aumentare la qualità dell'offerta ricettiva del Veneto e portarla in linea con la qualità che questo Consiglio regionale ha visto indicare con il Piano strategico del turismo, poche settimane fa. Per fare questo, con questo progetto di legge si chiede di istituire un codice identificativo regionale per tutti questi alloggi locati per finalità turistiche, codice che verrà esposto e verrà utilizzato in tutta questa serie di siti internet di prenotazione, in modo da fare in modo che la Regione possa tenere un registro di tutte queste attività. Questo registro verrà tenuto all'interno del sistema informativo regionale del turismo, il Sirte, di cui all'articolo 13 della legge regionale 11/2013.
Ci sono stati molti dubbi che hanno rallentato l'iter di questo progetto di legge in Commissione, perché alcune Regioni che si erano mosse per istituire il codice identificativo hanno visto la legge impugnata dai precedenti Governi. La Corte Costituzionale, con una sentenza molto recente, del 6 marzo 2019, la n. 84, ha sciolto ogni dubbio su quella che è la potenzialità da parte degli Enti regionali di legiferare in materia di codice identificativo, soprattutto perché non rientra più in quella che è la norma civilistica, quindi sui contratti, ma riguarda il controllo della parte del turismo, che riguarda le materie di ordinamento regionale.
Il testo che viene proposto oggi è composto di tre articoli. Al fine di garantire il livello di qualità dell'offerta turistica, il comma 2 dispone che gli alloggi in locazione turistica privi delle conformità alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti non possono essere utilizzati ai fini della locazione turistica, come già previsto dall'articolo 23 della legge regionale 11 del 2013.
Il comma 3 dispone, per gli alloggi in locazione turistica, nuovi obblighi informativi a carico dei locatori: vi sono innanzitutto gli obblighi informativi necessari a consentire alla Regione di conoscere tempestivamente ed adeguatamente questa tipologia di offerta turistica in rapido sviluppo.
Il comma 4 dispone che il citato rigoroso regolamento disciplina l'applicazione dei previsti obblighi di comunicazione delle modalità di rilascio, di esposizione e di operatività del codice identificativo dell'alloggio oggetto di locazione turistica, che sarà utilizzato per pubblicizzare l'alloggio anche su piattaforme digitali e siti internet di prenotazione ricettiva.
Queste nuove disposizioni assicurano così un accrescimento degli strumenti per l'esercizio efficace della funzione di vigilanza dei Comuni sulle locazioni turistiche, ponendo loro l'accesso telematico ai relativi dati disponibili nel sistema informativo regionale del turismo.
Penso che questo progetto di legge vada soprattutto a garantire la qualità, che deve essere comunque un tema preponderante per quella che è l'offerta turistica del Veneto, se vogliamo continuare ad essere la prima Regione in Italia e anche per sviluppare quello che sarà il futuro del turismo nella nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Passiamo la parola alla collega Zottis per la correlazione.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della relazione di minoranza)
"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
chiaramente condividiamo la legge e ringraziamo la Giunta per aver affrontato il tema, che da tempo viene diciamo sollecitato anche dal settore turistico e che noi avevamo affrontato circa un anno fa con la presentazione, col Partito Democratico, di una proposta di legge. Crediamo che il tema di una piena applicazione della legge regionale del 14 giugno 2013 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto" sia stata fin dalla sua entrata in vigore oggetto di varie problematiche crescenti tra gli operatori del settore e pensiamo che sia estremamente importante essere arrivati alla condivisione, da parte del Consiglio regionale, della necessità di affrontare questi temi con una soluzione chiara.
La proposta di legge che ci accingiamo ad esaminare affronta una questione particolarmente urgente e delicata, introducendo un codice di identificazione degli alloggi in locazione: noi riteniamo che lo strumento sia utile, ma rappresenti una soluzione parziale e per questo proponiamo l'attribuzione di un codice a tutte le strutture ricettive esistenti nel territorio regionale, in modo che le autorità competenti possano, anche tramite verifiche effettuate sui portali di prenotazione, compiere tutte le attività di verifica e controllo con facilità. Si tratta di situazioni riscontrabili in tutte le realtà turistiche della regione, ma in particolare in alcune località che risentono più di altre dei flussi turistici di massa, come ad esempio Venezia, Città metropolitana, o Verona, rischiando peraltro di comprometterne la salvaguardia e di peggiorare sensibilmente la qualità della vita dei residenti.
Il codice identificativo rende più omogenea la normativa regionale con quella europea e risponde alle necessità di mantenere un'immagine positiva della Regione Veneto in tema di turismo. In questi anni l'accoglienza turistica ha visto nascere diverse forme, non solo quelle delle locazioni, di ricettività, che non sempre hanno garantito una reale qualità del servizio. Per questo crediamo che il codice identificativo della struttura ricettiva vada esteso a tutte le attività operanti nel territorio regionale, demandando alla Giunta regionale le modalità di definizione ed applicazione.
Dai dati relativi al 2018, forniti dall'Ufficio Statistica della Regione Veneto, emerge il seguente quadro: 2.975 strutture alberghiere, 69.388 strutture extra alberghiere, di cui 186 campeggi e villaggi turistici, 983 agriturismi e unità abitative ad uso immobiliare turistico, residence, un migliaio di attività relative alle locazioni, 4.902 e altri servizi composti da ostelli, case per ferie, colonie, case religiose di ospitalità, centri soggiorno studio, foresterie, rifugi e B&B.
Pensiamo che debba anche esserci un monitoraggio ed un'analisi costante dei dati, utilizzando ed aggiornando il portale esistente per una piena e definita applicazione del codice identificativo, come inserito anche in un disegno di legge nazionale a firma del Presidente del Consiglio Conte.
Crediamo che, come definito da alcune sentenze della Corte, le sanzioni debbano essere più incisive per avere una reale validità rispetto all'obiettivo del codice, nel rispetto dei criteri di proporzionalità e gradualità: queste scelte darebbero maggiore garanzia di tutela dei turisti, soprattutto per quanto riguarda l'eliminazione della concorrenza sleale delle strutture abusive e della conseguente evasione fiscale. Ad oggi i dati fanno emergere un reale mercato del sommerso, che squalifica il Veneto e per questo riteniamo che l'estensione del codice a tutte le strutture, la gradualità delle sanzioni e il monitoraggio siano elementi indispensabili e prioritari per l'approvazione di una legge buona, che altrimenti resterebbe incompleta. Crediamo che le scelte chiare non debbano essere considerate e viste come appesantimenti, o dannose per l'economia turistica, ma rendano ancora più trasparente e verificabile l'esistenza di tutte le attività ricettive che operano all'interno della nostra regione. È importante rendere omogenei i controlli da parte delle Autorità garanti, al fine di offrire al sistema turistico veneto uno strumento che ne consenta una maggiore crescita in termini di qualità, un marchio di qualità di cui si potranno fregiare le strutture ricettive che operano all'interno del mercato italiano ed europeo.".

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Chiaramente condividiamo la legge e ringraziamo la Giunta per aver affrontato il tema, che da tempo viene sollecitato anche dal settore turistico e che noi avevamo affrontato circa un anno fa con la presentazione, col Partito Democratico, di una proposta di legge. Crediamo che il tema di una piena applicazione della legge regionale del 14 giugno 2013 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto" sia stata fin dalla sua entrata in vigore oggetto di varie problematiche crescenti tra gli operatori del settore e pensiamo che sia estremamente importante essere arrivati alla condivisione, da parte del Consiglio regionale, della necessità di affrontare questi temi con una soluzione chiara.
La proposta di legge che ci accingiamo ad esaminare affronta una questione particolarmente urgente e delicata, introducendo un codice di identificazione degli alloggi in locazione. Noi riteniamo che lo strumento sia utile, ma rappresenti una soluzione parziale e per questo proponiamo l'attribuzione di un codice a tutte le strutture ricettive esistenti nel territorio regionale, in modo che le autorità competenti possano, anche tramite verifiche effettuate sui portali di prenotazione, compiere tutte le attività di verifica e controllo con facilità. Si tratta di situazioni riscontrabili in tutte le realtà turistiche della Regione, ma in particolare in alcune località che risentono più di altre dei flussi turistici di massa, come ad esempio Venezia, Città metropolitana, o Verona, rischiando peraltro di comprometterne la salvaguardia e di peggiorare sensibilmente la qualità della vita dei residenti.
Il codice identificativo rende più omogenea la normativa regionale con quella europea e risponde alle necessità di mantenere un'immagine positiva della Regione Veneto in tema di turismo. In questi anni l'accoglienza turistica ha visto nascere diverse forme, non solo quelle delle locazioni, di ricettività, che non sempre hanno garantito una reale qualità del servizio. Per questo crediamo che il codice identificativo della struttura ricettiva vada esteso a tutte le attività operanti nel territorio regionale, demandando alla Giunta regionale le modalità di definizione ed applicazione.
Dai dati relativi al 2018, forniti dall'Ufficio Statistica della Regione Veneto, emerge il seguente quadro: 2.975 strutture alberghiere, 69.388 strutture extra alberghiere, di cui 186 campeggi e villaggi turistici, 983 agriturismi e unità abitative ad uso immobiliare turistico, residence, un migliaio di attività relative alle locazioni, 4.902 altri servizi composti da ostelli, case per ferie, colonie, case religiose di ospitalità, centri soggiorno studio, foresterie, rifugi e B&B.
Pensiamo che debba anche esserci un monitoraggio ed un'analisi costante dei dati, utilizzando ed aggiornando il portale esistente per una piena e definita applicazione del codice identificativo, come inserito anche in un disegno di legge nazionale a firma del Presidente del Consiglio Conte.
Crediamo che, come definito da alcune sentenze della Corte, le sanzioni debbano essere più incisive per avere una reale validità rispetto all'obiettivo del codice, nel rispetto dei criteri di proporzionalità e gradualità; queste scelte darebbero maggiore garanzia di tutela dei turisti, soprattutto per quanto riguarda l'eliminazione della concorrenza sleale delle strutture abusive e della conseguente evasione fiscale.
Ad oggi i dati fanno emergere un reale mercato del sommerso, che squalifica il Veneto e per questo riteniamo che l'estensione del codice a tutte le strutture, la gradualità delle sanzioni e il monitoraggio siano elementi indispensabili e prioritari per l'approvazione di una legge buona, che altrimenti resterebbe incompleta. Crediamo che le scelte chiare non debbano essere considerate e viste come appesantimenti, o dannose per l'economia turistica, ma rendano ancora più trasparente e verificabile l'esistenza di tutte le attività ricettive che operano all'interno della nostra Regione. È importante rendere omogenei i controlli da parte delle Autorità garanti, al fine di offrire al sistema turistico veneto uno strumento che ne consenta una maggiore crescita in termini di qualità, un marchio di qualità di cui si potranno fregiare le strutture ricettive che operano all'interno del mercato italiano ed europeo.

PRESIDENTE

Grazie.
Do la parola al collega Ruzzante.

Piero RUZZANTE (Gruppo Misto – Liberi E Uguali)

Sarò molto breve, Presidente.
Non mi convince appieno questa proposta. Io non l'ho discussa in Sesta Commissione, quindi lo faccio direttamente in Aula, non essendo membro della Sesta Commissione. Però c'è un aspetto che non mi convince del tutto, parzialmente lo citava anche adesso la collega Zottis. Se da un lato non c'è ombra di dubbio che noi dobbiamo in qualche modo regolamentare una situazione che è molto spesso poco regolamentata, prevedendo forme di speculazione dietro gli Airbnb, forme addirittura abusive o ai limiti delle norme di igiene e sanitarie, su questo non c'è ombra di dubbio e io non voglio assolutamente difendere queste situazioni, che credo vadano in qualche modo colpite; il punto è un altro, però. Io credo che il turismo oggi si rappresenti in forme diversificate: c'è chi viaggia attraverso i campeggi, c'è chi viaggia attraverso gli Airbnb e c'è chi viaggia attraverso la rete alberghiera. Non vedo l'una cosa in contrasto rispetto all'altra e non vedo perché il Consiglio regionale – ed è questa la mia perplessità di fondo rispetto a questo provvedimento, pur comprendendo la necessità e l'utilità anche di alcuni aspetti di regolamentazione – non capisco perché il Consiglio regionale o la Giunta regionale dovrebbero in qualche modo parteggiare per un modello turistico come se fosse migliore rispetto all'altro. Io non credo che sia questo il punto. Spesso, sullo sfondo di queste proposte di regolamentazione, noto che c'è questo ragionamento: c'è un turismo di serie A, quello che passa attraverso le catene alberghiere, che molto spesso però sono catene alberghiere nelle mani delle multinazionali, parliamoci chiaro, la cui ricchezza non resta nel territorio, nove volte su dieci, ormai. Salvo i piccoli alberghi, in realtà, quei capitali che vengono introitati dalle reti alberghiere non restano nel territorio, purtroppo è così, sono catene mondiali che aprono alberghi ovunque, hanno un solo obiettivo, i soldi, solo questo, e dell'offerta turistica e della qualità interessa molto relativamente.
Io non capisco perché ci debba essere una visione dell'aspetto turistico un po' strabica e proiettata verso gli alberghi, considerando le altre forme di turismo come se non fossero degne di nota. Sono milioni i cittadini che si muovono attraverso la rete di Airbnb, ormai è diventata una modalità attraverso la quale persone che non sarebbero nelle condizioni di viaggiare per il mondo, attraverso gli Airbnb e attraverso i prezzi iperscontati ormai degli aerei, girano il mondo. Allora io non vedo perché noi dovremmo metterci a dire che questa modalità deve essere in qualche modo inferiore, in termini qualitativi e quantitativi, rispetto all'altra.
Io so che non c'è questo alla base della richiesta di codice identificativo, però perché non facciamo il codice identificativo anche per le strutture alberghiere? Molte volte, anche nelle strutture alberghiere sono decine e decine le segnalazioni di cittadini che, anche nel nostro Veneto, ci segnalano che hanno trovato biancheria sporca, per esempio, o che hanno trovato condizioni paragonabili, se non addirittura peggiori, rispetto a quelle degli Airbnb. Questa è un po' la mia perplessità.
So che le grandi catene di Airbnb hanno sostanzialmente aderito a questo sistema identificativo, per cui immagino che non costituirà un elemento problematico, però in linea di massima io sono per considerare le modalità del turismo alla pari, cioè non c'è un turismo di serie A che si muove attraverso gli alberghi, quello giusto, e un turismo sbagliato, che addirittura rappresenta un elemento concorrenziale. Ben venga la concorrenza, perché se la concorrenza significa che si riducono i prezzi di alcuni alberghi ben venga e se la concorrenza è una sfida alla qualità. Su questo sono assolutamente d'accordo sulle finalità di questa proposta di legge, cioè se l'obiettivo è quello di migliorare la qualità, alziamola, troviamo mille forme attraverso le quali garantire un rapporto qualità/prezzo delle strutture ricettive.
Non condivido e non condividerò mai, invece, atteggiamenti che sono diversi. Per esempio, la rete dei campeggi rappresenta una grandissima occasione nel Veneto e poi, oltretutto, nel 99% dei casi trattasi di campeggi di altissimo livello qualitativo, quindi non hanno nulla da ridurre, da confrontare rispetto alla qualità che viene offerta in certe reti alberghiere, anzi per certi versi quel modello turistico è di altissima qualità nel Veneto, un fiore all'occhiello del Veneto: sono milioni i turisti che si muovono attraverso queste modalità e senza di questi perderemmo qualcosa.
L'interesse del Veneto e dei cittadini del Veneto non è quello che il turismo vada nelle reti alberghiere, perché probabilmente molti cittadini veneti e non le grandi catene multinazionali vivono anche attraverso questo turismo un po' più "povero" dal punto di vista economico e non certo dal punto di vista qualitativo, e credo che questo rappresenti un'occasione in più, una modalità in più per poter vivere appieno le bellezze del nostro Veneto.
Aggiungo anche un'altra riflessione: guardate che le catene alberghiere sono sempre le stesse più o meno da tanti anni, addirittura qualcuna sparisce o si riduce, e l'offerta dell'Airbnb è molto più ramificata e molto più vicina ai luoghi in cui al turista serve. Mi è capitato recentemente di dover fare una ricerca in un archivio di Roma e ho trovato l'Airbnb a 100 metri dal luogo dell'archivio, non c'era un albergo e, dovendo passare tutto il mio tempo a Roma all'interno di quell'archivio, mi è capitato di utilizzare un Airbnb in termini qualitativi assolutamente all'altezza delle offerte alberghiere.
Adesso ho citato questo piccolissimo e banalissimo esempio per dire che la ramificazione delle offerte Airbnb portano i turisti anche nelle zone periferiche e non solo nei centri storici abituali delle grandi città o dei grandi centri turistici, e anche questo non è banale. Se in campagna arriva una famiglia di turisti perché vuole in qualche modo essere vicina a determinati luoghi, quella famiglia di turisti non arriverebbe mai attraverso la rete alberghiera e, attraverso questa presenza, è un piccolo volano per tantissime realtà periferiche del nostro Veneto, oltre che per il reddito familiare della famiglia che li ospita. Poi questi turisti mangiano, fanno la spesa, vanno a vedere magari qualche museo o qualche bellezza di quel territorio e questo rappresenta un'idea di turismo diffuso che la rete degli alberghi Airbnb ha consentito.
Ripeto, qui non è la competizione tra rete Airbnb o rete dei campeggi e rete alberghiera, perché quei turisti, se non avessero trovato gli Airbnb e i low cost degli aerei, sarebbero rimasti a casa loro, in Veneto non ci sarebbero arrivati. Credo che questa rappresenti in qualche modo una modalità di espressione del turismo moderna, nuova, innovativa rispetto a un tempo. Anche perché c'è qualcuno al quale non piace andare a finire in una stanza sempre uguale in qualsiasi parte del mondo, perché ci sono reti e catene alberghiere che ti dicono che la stessa cosa che trovi nell'albergo di Jesolo la troverai a Honolulu e la troverai a New York, identica! Ma è proprio questo quello che il cittadino turista vero, serio, non vuole trovare, perché vuole trovare la diversità di un luogo, vuole capire e stare, per esempio, all'interno o a contatto con una famiglia che vive in quel luogo 365 giorni l'anno e magari mangiare i cibi che loro gli preparano. Sono tutte condizioni di una modalità di turismo diversa. Io non critico l'altra. Se a uno piace trovare la stessa identica catena da a Honolulu ad Addis Abeba e non si rende neanche più conto se è a Honolulu, a Jesolo o ad Addis Abeba, quando si sveglia la mattina, ben venga, facciano, siano liberi. A me però piace anche quell'altra modalità di espressione del turismo.
Con questo, ovviamente, non mi pongo in una posizione contraria a una forma di regolamentazione, semplicemente manterrò un voto di astensione, perché non mi piace pensare che la visione è tutta puntata sulle catene di alberghi, come unica proposta turistica, e le altre rappresentano delle proposte turistiche di risulta, o che comunque vanno controllate in ogni singolo dettaglio, perché non avviene la stessa cosa, secondo me, all'interno di alcune proposte turistiche alberghiere, che molto spesso presentano delle forme di carenza analoghe o addirittura, in certi casi, peggiori, anche per il prezzo che si paga, rispetto ad altre forme di ospitalità turistica.
La mia non è una posizione assolutamente ideologica, non ho nulla contro le catene alberghiere, ma mi piace non avere nulla neanche verso altre forme di turismo, che rappresentano ormai una forma alternativa per viaggiare nel mondo. Mi piace che le persone possano viaggiare liberamente nel mondo, nel modo che ritengono più opportuno, più utile, ovviamente badando alla qualità, e su questo non sono contrario a forme di controllo e di verifica della qualità, purché non rappresentino un elemento teso solo ad aiutare e a sostenere le grandi catene alberghiere.
Quindi, mi asterrò, Presidente, questo volevo dire.

PRESIDENTE

Okay.
Sono stati distribuiti gli altri quattro emendamenti pervenuti in Aula, a firma della collega Zottis. Diamo un quarto d'ora per gli eventuali subemendamenti.
Diamo la parola adesso a Calzavara Francesco.

Francesco CALZAVARA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
"Per fatto personale", si direbbe in altri luoghi e in altri tempi.
Io quando mi sveglio la mattina, sono ben conscio di essere a Jesolo e di non essere ad Addis Abeba. Probabilmente, il collega Ruzzante è un po' che non viene dalle nostre parti perché, di questi 67/70 milioni di presenze turistiche che il Veneto ha la fortuna di fare, mi pare che circa 27 le faccia sulle spiagge, e sulle spiagge non c'è una catena, non esiste una catena da Bibione a Jesolo, a Caorle, a Sottomarina. Fortunatamente, l'ospitalità che si è sviluppata negli anni '60 ha ancora di un'impronta familiare ed è la forza e la capacità che abbiamo avuto nel corso di questi anni di fidelizzare i clienti. Quindi non c'è questo tipo di problema, se non nelle grandi città. Ci potrà essere a Venezia, molto probabilmente, in futuro al Lido, ma la grande capacità che ha avuto il Veneto è di mantenere questa forza e questo rapporto tra la famiglia e chi viene in vacanza e continuare ad avere una diversità all'interno di questa offerta, dove le camere, le assicuro, non sono purtroppo una uguale all'altra. È però uno dei place che abbiamo avuto.
Quindi, questa legge, questa novità introduce la necessità di iniziare un percorso di regolarizzazione di quella che è una concorrenza a chi fa l'attività alberghiera. Io capisco che chi gira il mondo deve avere la possibilità di muoversi secondo le esigenze, le possibilità e anche le necessità impellenti, tipo quella di essere vicino a un archivio, ma non si può non dire che questa è una concorrenza a chi ha deciso di fare un'attività pagando le tasse, facendo una variante urbanistica dove un albergo è un albergo, dove paga l'IMU per un albergo, dove paga le tasse per un albergo, dove paga la RSU per un albergo e si trova in concorrenza con chi aveva un appartamento e improvvisamente decide di affittarlo, in alcuni casi sotto prezzo e in altri casi diventando fortemente concorrenziale con l'offerta alberghiera.
L'esperienza di Venezia oggi ci insegna che chi sta facendo concorrenza ai 5 stelle sono proprio chi in Airbnb affitta delle suite in appartamenti a 5 stelle, perché questa è l'offerta che sta andando di più oggi a Venezia, quindi bisogna stare assolutamente attenti a questa trasformazione, che rischia di mettere chi vuole fare l'albergatore, che è un'attività che credo contribuisca non poco al PIL del Veneto e che oggi è messa in difficoltà da chi non vuole fare l'albergatore e quindi non vuole nemmeno mettere della professionalità al servizio del cliente, perché la cosa più semplice oggi è prendere un appartamentino da 40 metri quadri, fare una bella ristrutturazione e metterlo sul mercato di Airbnb: non do servizi, gli metto il codice per entrare via internet, quindi non so neanche chi è, non so neanche quante persone arrivano dentro e incassa direttamente attraverso un pagamento in Pay Pal e quindi è assolutamente tranquillo.
Io non so se questo sia un valore che riusciamo a trasmettere in termini di accoglienza e in termini di professionalità, è sicuramente un buon servizio dal punto di vista della trasparenza e dei servizi che diamo, ma parallelamente c'è chi, invece, fa una concorrenza assolutamente sleale e credo che questo codice vada proprio in tal senso: va a cercare di stanare quelle persone che, invece, fanno un'operazione esclusivamente sul prezzo e quindi sicuramente non daranno qualità alla vacanza di chi sceglie il Veneto in un appartamento a basso prezzo, proprio perché non paga assolutamente niente e proprio perché non dichiara di fare questo tipo di attività.
Iniziative come queste credo che faranno emergere in maniera chiara quello che è un turismo che è assolutamente alternativo e al quale credo che nessuno di noi voglia fare la guerra, ma bisogna cercare di governarlo e con processi come questi si inizierà a comprendere come certi flussi dovranno essere registrati, dovranno essere governati e dovranno contribuire ai costi complessivi della gestione di una città.
Io non ricordo bene, ma chi va in Airbnb, chi va in appartamento paga la tassa di soggiorno? Perché uno in un 5 stelle deve pagare 15 euro al giorno per stare a Venezia e magari uno che va in una suite a 5 stelle in Airbnb e non paga niente? Usufruisce degli stessi servizi e lascerà la stessa quantità di rifiuti, userà Venezia allo stesso modo. Ecco, questa gente deve pensare che ci può essere un modo alternativo di fare vacanza, ma non deve essere meno costoso e non deve essere meno partecipativo ai costi di una di una gestione della città che, dal punto di vista turistico, sia essa balneare, d'arte o montana, sta diventando sempre più impegnativa per i Comuni.
Quindi ben venga questa iniziativa e complimenti a chi l'ha portata avanti.

PRESIDENTE

Grazie.
La parola per la replica al Relatore Villanova.

Alberto VILLANOVA (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Intervengo per rispondere al collega Ruzzante.
Mi dispiace che venga data una lettura di questo tipo a questo progetto di legge. Io posso dirlo anche da persona che ha usufruito di tutti questi servizi che si trovano on line di prenotazione e quant'altro, perché se vede anche quello che è stato il Piano strategico del turismo, prevede che ci sia, dal punto di vista dell'offerta ricettiva qui in Veneto, una differenziazione tra i vari tipi di offerta, cioè nessuno sta parlando di serie A o di serie B, anzi tutto quello che va ad incentivare una ricettività di qualità nel nostro territorio è un qualcosa che la Regione deve portare avanti. Cosa diversa è dire che, tra una competizione e una concorrenza sana, si arriva ad una giungla dove ognuno fa quello che vuole.
Prima il collega Calzavara, che comunque conosce molto bene questo tipo di situazione, ha portato alcuni esempi, però noi non possiamo permetterci, in una regione dove puntiamo fortemente sul turismo come sviluppo per il futuro della nostra Regione, dal punto di vista economico come possibilità per determinate aree. Abbiamo visto che rispetto magari alle aree più famose, come il litorale, come le montagne, come il lago di Garda e le grandi città, si sta sviluppando un turismo legato proprio al territorio e ai piccoli paesi, alla cultura, all'enogastronomia, quindi sicuramente i bed and breakfast, o comunque questo tipo di strutture, sono il futuro per questo territorio, però dobbiamo anche considerare che all'interno di questo futuro vanno date alcune regole. Qui stiamo parlando delle regole basilari, stiamo parlando di una registrazione, quindi che la Regione sappia perlomeno chi si mette sul mercato, che ci sia un certo tipo di controllo dal punto di vista igienico-sanitario, affinché gli stabili siano comunque di qualità, proprio per fare in modo che, nella differenziazione dell'offerta turistica, ci sia comunque un filo conduttore, che è appunto quello di offrire un servizio di qualità a chi decide di venire in Veneto per passare del tempo libero. Questo deve essere il filo conduttore. Quindi non c'è nessun tipo di serie A o di serie B, tutti quanti devono essere in serie A, ma devono portarsi a livello di serie A e quindi sottostare a quella che è una mera registrazione, che tra l'altro non implica nemmeno un passaggio burocratico così impegnativo, perché si tratta di una comunicazione telematica da dare in Regione.
Rispondo anche alla domanda che è stata fatta: perché gli alberghi o comunque le strutture ricettive non devono sottostare a questo codice identificativo? È semplicissimo: perché sono già registrate, quindi sarebbe superfluo fargli fare una seconda registrazione, che andrebbe solo a portare un altro tipo di impegno. Abbiamo strutture già registrate e abbiamo strutture che si dovranno registrare, questa è la ratio che porta avanti questo progetto di legge.

PRESIDENTE

Bene, grazie.
Se non ci sono altri interventi, la parola all'Assessore Caner per un suo intervento, poi sospendiamo la seduta. Prego.

Ass.re Federico CANER (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Sarò breve, anche perché la materia è già stata trattata in Commissione. Anzi, approfitto per ringraziare sia il Presidente Villanova che tutta la Commissione per il lavoro che è stato svolto e anche gli interventi dei colleghi in Aula.
Il collega Calzavara ha già detto delle cose molto importanti, che volevo sottolineare anch'io. Vorrei che fosse chiara una cosa: questo progetto di legge non nasce contro le locazioni turistiche, attenzione. Noi siamo consci del fatto che l'offerta turistica del Veneto sia fatta di molte cose, ha tante sfaccettature ed è giusto che sia così; all'interno del Veneto abbiamo gli hotel, hotel di vario tipo, da due stelle a tre stelle, a quattro stelle, a cinque stelle, i camping, i camping di lusso di cui parlavamo, i bed and breakfast e tante altre tipologie che adesso non sto a elencare, ma che sono previste nella legge regionale e, credetemi, sono veramente tante; le case per vacanze, gli ostelli, e ci sono anche le locazioni turistiche, che hanno una tipologia ricettiva completamente diversa dall'hotel.
Solitamente, chi va in hotel chiede servizi che, per esempio, la locazione turistica non deve dare; non è che non può, non deve proprio darli. Lasciamo stare che ci sia qualcuno che fa un po' il furbetto e che utilizza la locazione turistica e poi in realtà tenta di dare dei servizi, ma sono sanzionabili. Infatti, questa legge va a prevedere questo. Quindi noi diciamo che le locazioni turistiche vanno benissimo, sono importanti, anche per le ragioni che diceva il collega Ruzzante; molte sono effettivamente un'integrazione al reddito per tante persone che possono avere un appartamento che vanno ad affittare. Però un conto è questo e un conto è quando, poi, si vanno a verificare delle situazioni, all'interno del territorio regionale, dove ci sono vere e proprie agenzie che gestiscono migliaia di appartamenti. Ed è proprio questo fenomeno che noi vogliamo contrastare.
Tra l'altro, noi diciamo semplicemente una cosa: non diciamo che uno non può più locare i suoi appartamenti, lo può tranquillamente fare come prima; semplicemente noi chiediamo che, nel momento in cui decide di locare il proprio appartamento e farlo attraverso dei portali turistici che non sono solo Airbnb, ma sono tanti altri, dà comunicazione alla Regione, chiede questo codice identificativo, che è specifico su quell'alloggio, gli viene assegnato, questo codice viene messo all'interno del portale, quindi quando si fa la pubblicità nel portale della pagina, viene identificato anche il codice.
Premesso: noi abbiamo fatto anche degli incontri con Airbnb o gli altri portali e si dicono assolutamente favorevoli, perché hanno capito la ratio della norma. Quindi mettono il codice, il codice serve semplicemente per vedere se tu sei una persona che va a locare il tuo appartamento rispettando le leggi regionali, punto. Le leggi sono cosa? Pagamento della tassa di soggiorno, denuncia alle Autorità competenti in materia di vigilanza, quindi la Polizia, la Questura, in sostanza, per capire chi viene, perché ricordiamoci che noi qui abbiamo centinaia di migliaia di persone che attraversano il Veneto e noi non sappiamo che sono all'interno del nostro territorio. Attenzione perché questo è un dato importante.
Terzo, che paghi le tue tasse, tasse che non devono pagare al Veneto perché l'unica cosa che rimane in Veneto è la tassa di soggiorno che, tra l'altro, va al Comune competente, che deve dare i servizi turistici, perché con quella tassa deve pagare l'arredo urbano, deve pagare tante cose e anche una parte promozionale, perché no, e quindi pagamento della tassa, denuncia e tasse generali, che avvengano con una cedolare secca o in altra maniera a noi questo non interessa perché non sono cose nostre. Tutto qua, noi assolutamente diciamo questo.
Tra l'altro, anche sulla parte degli emendamenti da parte della collega per quanto riguarda il tema delle norme che noi abbiamo introdotto in materia urbanistica, edilizia e sanitaria, attenzione, perché anche in questo caso noi non andiamo ad introdurre niente di nuovo; poi ho visto che c'è un emendamento di cui discuteremo e siamo qui anche eventualmente per precisarlo meglio, ma dicevo anche alle associazioni di categoria che noi non introduciamo norme nuove che vadano a creare vincoli, ma ci rifacciamo espressamente a quella che è l'attuale normativa nazionale e regionale, cioè diciamo: se è un appartamento che tu vuoi affittare, deve avere come minimo i requisiti richiesti per una qualsiasi residenza, cioè quando si dà una residenza normale è ovvio che l'appartamento deve essere agibile e deve essere a posto negli aspetti sanitari, con l'impiantistica, eccetera, e non chiediamo nulla in più.
Purtroppo alcune categorie, secondo me forse anche fuorviate da qualche dichiarazione di qualche Assessore comunale che con questa legge pensa di introdurre delle limitazioni, ma che sono tutte delle congetture, non sono cose scritte qui dentro; comunque in ogni caso poi vedremo anche gli emendamenti specifici e andremo anche, se serve, a chiarire, anche modificando leggermente.
Però ripeto – e chiudo – che l'idea di questo progetto di legge nasce semplicemente per disciplinare la questione, cosa che avviene già per gli affitti degli appartamenti tradizionali tramite agenzia oppure anche privato: uno è già iscritto al registro regionale, affitta i suoi appartamenti e questo è principalmente per chi lo fa con i portali turistici e quindi mette questo codice, che serve anche per un maggior controllo da parte della Polizia municipale. Il giochino è molto semplice: la Polizia municipale ha accesso alla nostra banca dati e quindi, se vede che c'è il codice, lei è già a posto perché vuol dire che quell'appartamento è in regola.
In ogni caso, facciamo finta che qualcuno si inventi un codice e quindi che non l'abbia richiesto alla Regione e lo scriva, la Polizia Municipale, avendo accesso alla nostra banca dati, prende quel codice che trova sul portale, lo va a confrontare con ciò che c'è nel nostro portale e vede subito se è corretto o se è un falso; se è un falso, va subito a beccarlo. Quindi questa cosa serve anche per avere controlli precisi, senza far perdere tempo anche alla Polizia municipale.
Il progetto di legge, poi, nell'altro articolo va ad aumentare quelle che sono, invece, le sanzioni, che sono pesanti, così evitiamo quello che succedeva, cioè che qualcuno continuava ad affittare gli appartamenti in nero, pagando le sanzioni che erano molto basse e quindi gli conveniva portare avanti il giochino. Invece così adesso si arriva ad avere sanzioni molto elevate e anche queste rimangono in capo alle Amministrazioni comunali, quindi è anche un progetto di legge "federalista", perché lascia al territorio le risorse che vengono raccolte, quindi non c'è nessun accentramento regionale neanche da questo punto di vista.
Chiudo dicendo che abbiamo atteso fino ad oggi per approvarlo, in Giunta l'abbiamo approvato a ottobre dell'anno scorso, la Commissione l'ha tenuto fermo perché voleva vedere giustamente anche cosa accadeva in Lombardia, che era stata la prima Regione che era partita col codice identificativo, Lombardia che aveva subìto un ricorso e, siccome non si capiva bene se la materia era di competenza regionale o nazionale, la sentenza è stata molto chiara, cioè dice in sostanza che, quando si parla di turismo, noi possiamo entrare a discutere di queste norme, mentre di certo non possiamo entrare su quella che è la parte civilistica contrattualistica, cioè non possiamo andare a definire ovviamente le tariffe, neanche quanto questo contratto deve durare e neanche mettere dei limiti a questa contrattualistica. Ricordo che le categorie non degli albergatori, ma di chi affitta appartamenti, chiedevano di non mettere il limite massimo dei 90 giorni di affitto di appartamenti in un anno, come succede in altri Stati. Questa non è una competenza regionale, è una competenza nazionale. Quindi la sentenza dice semplicemente questo: se non entrate nel merito del contratto privatistico, potete portare avanti questa cosa. Quindi adesso siamo qua. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Dichiariamo chiusa la discussione generale.
Adesso sospendiamo. Inviterei la Sesta Commissione a fare l'esame degli emendamenti. Non sono pervenuti i subemendamenti. Potete incontrarvi alle 14:30? Sì.
Il Consiglio riprende alle ore 14:30.
Dieci minuti prima, la Commissione si trova qui in Sala del Leone.
Vi ricordo che adesso c'è la presentazione del libro "Vivere in pendenza", che riguarda la montagna e che può anche essere attinente al tema che stiamo trattando in questo progetto di legge. Chi ama la montagna è pregato di intervenire.
La Seduta è sospesa alle ore 13.07
La Seduta riprende alle ore 14.51
Assume la Presidenza
Il Presidente Roberto CIAMBETTI

PRESIDENTE

È stato distribuito l'emendamento 6 della Giunta regionale, che stranamente sembra anche condiviso. Do cinque minuti per eventuali subemendamenti.
Quindi si riprende alle ore 14:55.
La Seduta è sospesa alle ore 14.52
La Seduta riprende alle ore 14.57

PRESIDENTE

Signori. riprendiamo. Se ci sediamo, se diamo un po' d'ordine in Aula.
Saremmo all'articolato, quindi vi chiedo attenzione, perché iniziamo a votare, grazie.
Siamo sull'articolo 1.
Emendamento n. A0001 della collega Baldin.
Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.
Questo emendamento lo ritiro, perché ho avuto le rassicurazioni dell'Assessore Caner, che è disponibile ad accettarlo con delle modifiche. Quindi ritiro il mio, in attesa di approvare quello della Giunta regionale. Era frutto di una preoccupazione insita tra i cittadini del centro storico di Venezia, che temono per la sopravvivenza stessa di queste 1.500-2.000 famiglie che fanno affittanza ai turisti, in particolare perché si faceva riferimento a una normativa in ambito sanitario, quindi con la preoccupazione che vi rientrasse anche la previsione delle fosse settiche.
Vorrei ricevere una rassicurazione in più magari dall'Assessore Caner, se è d'accordo, sul fatto che questa previsione non è attualmente concepita in questa proposta di legge e quindi non sussiste pericolo per i locatori. Grazie.

PRESIDENTE

Caner, prego.

Ass.re Federico CANER (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Semplicemente per dire che, di fatto, noi siamo per accogliere questo emendamento, ma abbiamo chiesto alla collega Baldin di poterlo modificare, più che altro per una questione di tecnica normativa, ma anche di sostanza perché, così com'era formulato, rischiava di essere incostituzionale. Quindi, siccome fa riferimento alla normativa nazionale in tema di locazioni, le locazioni sono previste e disciplinate con materia di competenza dello Stato, di conseguenza l'abbiamo modificato e abbiamo fatto una proposta, che non fa altro che fa riferimento a quelle che sono le prescrizioni statali e regionali già esistenti, in essere, in tema di urbanistica, di edilizia, di sicurezza degli impianti, di igienico-sanitario e quant'altro.
Quindi, in sostanza, secondo me già il nostro provvedimento non faceva assolutamente riferimento a eventuali fosse settiche che il Comune di Venezia vuole introdurre; però, se questo serve per precisare e per tranquillizzare meglio alcuni operatori, modifichiamo quel comma. Qui c'è già il mio emendamento, a nome della Giunta, che richiama le prescrizioni statali e regionali, quindi nulla di più di quello che già ora è in essere.

PRESIDENTE

Quindi il n. A0001 è ritirato.
L'Assessore Caner ha compiutamente illustrato anche l'emendamento n. A0006, che mi pare abbia già avuto condivisione ampia in Ufficio di Presidenza della Sesta Commissione.
Emendamento n. A0006, presentato dalla Giunta regionale, articolo 1, modificativo, che prevede:
"2. Gli alloggi di cui al comma 1 privi della conformità alle prescrizioni statali e regionali in materia urbanistica, edilizia, igienico-sanitaria e di sicurezza degli impianti non possono essere utilizzati ai fini della locazione turistica".
Metto in votazione l'emendamento n. A0006 della Giunta regionale, con parere favorevole del Relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Emendamento n. A0002. Zottis, prego.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Lo ritiro. Ho compreso, in un confronto che abbiamo appena avuto con l'Assessore, che l'intento nostro era di introdurre in qualche modo sia da una parte una gradualità delle sanzioni e quindi la diffida, sia dall'altra un aumento delle sanzioni alla fine. Compreso che la gradualità, in termini soprattutto di diffida, andrebbe ad inficiare i controlli veri, lo ritiriamo. Grazie.

PRESIDENTE

Ritirato l'emendamento n. A0002.
Passiamo alla votazione dell'articolo 1 come emendato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
L'emendamento n. A0003 viene ritirato, grazie.
Emendamento n. A0004, presentato dal Consigliere Zottis, articolo 1bis, aggiuntivo, che prevede:
Dopo l'articolo 1 è inserito il seguente:
"Art. 1bis - Introduzione del Capo I bis "Codice identificativo della struttura ricettiva e conseguenti sanzioni amministrative" alla legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 "Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto".
1. Dopo l'articolo 32 della legge regionale 14 giugno 2013, n. 11 è inserito il seguente Capo:
"Capo I bis - Codice identificativo della struttura ricettiva e conseguenti sanzioni amministrative
Art. 32bis - Istituzione del codice identificativo della struttura ricettiva.
1. Al fine di semplificare i controlli e la vigilanza da parte della autorità competenti ai sensi della presente legge, la pubblicità, la promozione e la commercializzazione dell'offerta delle strutture ricettive di cui all'articolo 23, con scritti o stampati o supporti digitali e con qualsiasi altro mezzo all'uopo utilizzato, devono indicare apposito "codice identificativo della struttura ricettiva (CISR)" di ogni struttura ricettiva.
2. I soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici, e che pubblicizzano, promuovono o commercializzano le attività di cui al comma 1, pubblicano il CISR sugli strumenti utilizzati.
3. Il CISR è inserito, secondo modalità fissate con il regolamento di cui al comma 4, nel Sistema Informativo Regionale del Turismo (S.IR.T.) di cui all'articolo 13, il cui accesso è consentito ai comuni per lo svolgimento delle attività di competenza.
4. La Giunta regionale, con regolamento approvato ai sensi dell'articolo 19, comma 2, della legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1 "Statuto del Veneto", disciplina l'applicazione del presente articolo e in particolare la modalità di rilascio, di esposizione e di operatività del CISR.
Art. 32ter - Sanzioni amministrative per violazione della disciplina del CISR.
1. È soggetto a sanzione amministrativa per ciascuna struttura ricettiva:
a) da euro 2.000,00 a euro 5.000,00, chiunque offra attività ricettiva in strutture ricettive di cui all'articolo 23 su piattaforme digitali o siti internet di prenotazione ricettiva senza indicazione del codice identificativo di cui all'articolo 32bis;
b) da euro 1.000,00 a euro 2.000,00, chiunque offra attività ricettiva in strutture ricettive di cui all'articolo 23 senza rispettare le modalità di esposizione del codice identificativo di cui all'articolo 32bis.
2. Il Comune nel cui territorio sono ubicate le strutture ricettive di cui all'articolo 23 è competente all'accertamento delle violazioni degli obblighi di cui al presente Capo, all'applicazione e graduazione delle sanzioni amministrative pecuniarie e introita le relative somme.".".
Consigliera Zottis, prego.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

La differenza tra quella che era la nostra proposta di legge e quella che è la proposta di legge della Giunta è l'estensione del codice a tutte le strutture, invece quello che andiamo ad approvare stanzialmente è il codice delle locazioni, quindi è questa la differenza che c'è tra la nostra idea e quella della Giunta.
Secondo noi, sarebbe importante che in qualche modo ci fosse un'uniformità, sia per un motivo di controlli, sia per l'evoluzione che sta avendo comunque anche il mercato della ricezione turistica, che è in evoluzione continua e che non è più quello di anni passati.
Se avessimo un'uniformità di controlli, probabilmente andremo meglio, secondo noi, anche per avere un controllo reale e anche nel futuro non dovremmo magari adattare la legge stessa a future evoluzioni delle strutture ricettive, che in questo momento non si possono certo classificare solo con gli alberghi o con le locazioni, ma ci sono diverse tipologie e anche le tipologie esistenti stanno assolutamente mutando. Quindi questo lo lasciamo con questo tipo di intenti.
Nel precedente che ho ritirato, oltre a questo, c'era anche la questione della sospensione: l'abbiamo ritirato nella speranza però che i controlli, che sono stati inseriti, siano sufficienti a mettere a freno determinate attività sommerse e chiaramente ho apprezzato le parole dell'Assessore, quando diceva che non è un attacco alle locazioni. Ci rendiamo conto che quel mercato esiste e dà anche un buon servizio, però l'attacco è a chi quel mercato lo utilizza in modo non corretto, come purtroppo avviene, e inappropriato rispetto a quelle che dovrebbero essere le finalità della ricettività turistica. Grazie.

PRESIDENTE

Assessore Caner, ne ha facoltà.

Ass.re Federico CANER (Liga Veneta – Lega Nord)

Come ha detto la collega Zottis, di fatto questo era anche una degli articoli e forse il più importante, che vedeva una differenziazione rispetto alla proposta di legge della Giunta, rispetto a quella presentata dal Gruppo del PD.
Noi non siamo favorevoli a questo emendamento, perché riteniamo che l'unica tipologia di recettività che non era stata prevista dalla normativa era proprio quella delle locazioni turistiche affittate nei portali turistici; tutto il resto è già normato dalla legge regionale e già classificato, quindi che si parli di alberghi, di bed and breakfast, di agriturismi di case per alloggio e quant'altro.
Quindi, secondo noi, estendere il codice identificativo anche a tutte le altre tipologie già normate e classificate nella legge regionale sarebbe un ulteriore balzello per le strutture turistiche, oltre ad implicare ulteriori controlli rispetto a quelli già esistenti, da "affibbiare" alle Polizie locali e quindi ai Comuni. Quindi, secondo noi, non ne vale la pena e pertanto su questo emendamento noi diamo parere contrario.

PRESIDENTE

Grazie.
Quindi il parere del Relatore sull'emendamento n. A0004 è negativo.
Metto in votazione l'emendamento n. A0004 con parere contrario del Relatore.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
Siamo all'articolo 2.
C'è un emendamento, l'emendamento n. A0005 della consigliera Zottis, che però è precluso dalla precedente votazione.
Quindi passiamo alla votazione dell'articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Siamo alla votazione finale. Se non ci sono dichiarazioni di voto.
Zottis, prego.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Solo per chiarezza. Il nostro voto, come già anticipato all'inizio, sarà favorevole. Rimaniamo convinti che non sia una legge completa. Ci auguriamo quello che ho già detto prima e che non ripeto in questo momento: avremmo preferito l'estendibilità del codice a tutte le strutture, per una questione proprio di uniformità, anche pensando a quello che è il futuro del mercato turistico, sapendo che non deve essere visto comunque come un appesantimento burocratico, ma solamente come una questione di trasparenza e di marchio di qualità della Regione Veneto.
Siamo contenti di essere arrivati perlomeno a una soluzione di mediazione rispetto a quella che era la nostra soluzione iniziale, dopo un anno e mezzo dal deposito della nostra proposta di legge, che pensiamo sia stata anche utile per risollevare un problema che giace da qualche anno, probabilmente è cominciato a nascere già quando era stata fatta la legge 11. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione il PDL 396 nel suo complesso come emendato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
10



PROGRAMMA DEGLI INTERVENTI PER IL PATRIMONIO CULTURALE DI ORIGINE VENETA NELL'ISTRIA E NELLA DALMAZIA PER L'ANNO 2019. LEGGE REGIONALE 7 APRILE 1994, n. 15 "INTERVENTI PER IL RECUPERO, LA CONSERVAZIONE E LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE DI ORIGINE VENETA NELL'ISTRIA E NELLA DALMAZIA", ARTICOLO 7, COMMA 1. (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 96) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 54/2018)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della relazione)
"La legge regionale 7 aprile 1994, n. 15 "Interventi per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta nell'Istria e nella Dalmazia" disciplina l'azione regionale rivolta alla promozione e alla realizzazione di iniziative finalizzate al recupero, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta nell'Istria e nella Dalmazia.
L'articolo 6 della L.R. n. 15/1994 prevede che il Comitato permanente per la valorizzazione del patrimonio culturale veneto nell'Istria e nella Dalmazia, istituito ai sensi dell'articolo 5 della medesima legge, proponga alla Giunta regionale le iniziative da inserire nel programma annuale degli interventi da realizzare. La Giunta regionale, a seguito del ricevimento della proposta formulata dal Comitato, provvede alla predisposizione del Programma annuale degli interventi e lo trasmette al Consiglio regionale per la sua approvazione.
Per il sostegno delle iniziative e degli interventi da inserire nel Programma 2019, a seguito della Legge regionale 21 dicembre 2018, n. 45 "Bilancio di previsione 2019-2021 ", cui è stata data attuazione con deliberazione della Giunta regionale n. 1928 del 21.12.2018 "Approvazione del documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione 2019-2021" e con Decreto del Segretario Generale della Programmazione n. 12 del 28.12.2018, sono attualmente disponibili le seguenti risorse:
• Euro 200.037,60 al capitolo 100769 "Iniziative culturali per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta nell'Istria e nella Dalmazia - Trasferimenti correnti (L.R. 07.04.1994, n. 15) ";
• Euro 100.000,00 al capitolo 70020 "Interventi regionali per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta nell'Istria e nella Dalmazia".
All'esito dell'attività istruttoria svolta dall'Ufficio competente in ordine alle domande pervenute e riferite alle proposte progettuali da inserire nel Programma 2019, il Comitato, nella riunione tenutasi a Venezia il giorno 12 marzo 2019, ha formulato la proposta di Programma di interventi per l'attuazione della L.R. n. 15/1994 relativa all'anno 2019, con la definizione di due graduatorie distinte: la prima, per le iniziative di cui alle tipologie A, B, CI, C2, F (si tratta, sostanzialmente, di progetti di pubblicazioni, studi, ricerche e di un gemellaggio tra il comune di Cittanova, in Croazia, di Arcarano, in Slovenia, e di Anguillara Veneta, iniziative tutte corrispondenti agli articoli 2a, 2c, 3a, 4 della L.R. n. 15/94 - spese correnti capitolo 100769), la seconda, per iniziative di cui alla tipologia D, rispondente a progetti per di identificazione, catalogazione, recupero e valorizzazione dei beni culturali di origine veneta in Istria e Dalmazia (articolo 3b della L.R. n. 15/1994 - spese d'investimento capitolo 70020).
Le graduatorie sono state ottenute integrando gli esiti dell'istruttoria, effettuata dal competente Ufficio regionale, con l'attribuzione da parte del Comitato di un punteggio aggiuntivo fimo ad un massimo di sette punti alle iniziative aventi particolare valenza storica, artistica, architettonica, culturale e sociale.
È stato, quindi, proposto il riparto di somme previste dal Bilancio regionale 2019-2021 per complessivi Euro 300.037,60 con l'ammissione a contributo di n. 21 progetti, come di seguito specificato:
• Euro 200.037,60 per il sostegno di n. 16 proposte afferenti al capitolo 100769, riguardante le spese correnti per la realizzazione di iniziative culturali finalizzate alla promozione e valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta nell'Istria e nella Dalmazia;
• Euro 100.000,00 per il sostegno di n. 5 proposte afferenti al capitolo 70020, riguardante iniziative che si configurano come spese di investimento (restauri).
Pertanto si rende ora necessario approvare il Programma degli interventi per il patrimonio culturale di origine veneta nell'Istria e nella Dalmazia per l'anno 2019 in quanto rispondente alle finalità indicate dalla L.R. n. 15/1994 , come da Allegati A, B, B1, C, C1, D, D1, E, E1 ed F, parti integranti e sostanziali del presente provvedimento.
La Sesta Commissione consiliare, al termine dell'istruttoria sul provvedimento, esprime all'unanimità (presenti: il presidente Villanova del Gruppo consiliare Zaia Presidente, il consigliere Colman del Gruppo consiliare Liga Veneta-Lega Nord, il consigliere Dalla Libera del Gruppo consiliare Veneti Uniti, il consigliere Ferrari del Gruppo consiliare Alessandra Moretti Presidente, la consigliera Negro del Gruppo consiliare Veneto Cuore Autonomo, le Consigliere Zottis e Salenti del Gruppo consiliare Partito Democratico) parere favorevole alla sua approvazione da parte del Consiglio regionale.".

PRESIDENTE

Manca il collega Colman, che sarebbe stato il Relatore. Però, essendo una PDA, penso che può fare benissimo le veci, e autorevolmente, il Presidente della Sesta Commissione, quindi do la parola al collega Villanova.

Alberto VILLANOVA (Zaia Presidente)

Grazie per la fiducia, Presidente.
La legge regionale del 7 aprile 94, n. 15, "Interventi per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta dell'Istria e della Dalmazia", disciplina l'azione regionale per la tutela e la promozione di iniziative finalizzate al recupero, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio di tutto quel territorio, che faceva parte della Serenissima, oltre l'Adriatico. Con l'articolo 6 della legge regionale si prevede che ci sia un comitato che vada a valutare gli interventi da portare avanti e suggerisca alla Giunta un Piano degli interventi.
Per il programma 2019 questo Comitato ha individuato 200.000 euro per quello che riguarda le iniziative culturali e 100.000 euro per quello che riguarda gli interventi in conto capitale, per il recupero e la valorizzazione del patrimonio fisico. Alla fine dell'istruttoria svolta dall'Ufficio, si è arrivati a inserire gli interventi all'interno della progettazione. Questi 200.000 euro per attività culturali sono suddivisi in 16 proposte di attività, mentre per i 100.000 euro in conto capitale il sostegno ha cinque interventi afferenti a un capitolo specifico, per quello che riguarda il bilancio. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Se non ci sono interventi, io metterei in votazione la PDA n. 96.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
11



PROPOSTA DI LEGGE STATALE DA TRASMETTERE AL PARLAMENTO NAZIONALE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 121 DELLA COSTITUZIONE DAL TITOLO: "MODIFICA DEL DECRETO LEGISLATIVO 23 MAGGIO 2011, N. 79 "CODICE DELLA NORMATIVA STATALE IN TEMA DI ORDINAMENTO E MERCATO DEL TURISMO, A NORMA DELL'ARTICOLO 14 DELLA LEGGE 28 NOVEMBRE 2005, N. 246, NONCHÉ ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2008/122/CE, RELATIVA AI CONTRATTI DI MULTIPROPRIETÀ, CONTRATTI RELATIVI AI PRODOTTI PER LE VACANZE DI LUNGO TERMINE, CONTRATTI DI RIVENDITA E DI SCAMBIO."" DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO. (PROGETTO DI LEGGE STATALE N. 36) APPROVATO (DELIBERAZIONE N. 55/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della relazione di maggioranza)
"La locazione di unità abitative a fini turistici senza prestazioni di servizi è un'attività che ha visto recentemente un rapido ed inaspettato incremento, soprattutto nelle città d'arte, quali ad esempio Roma e Firenze, e con maggiore rilevanza nella fragile città di Venezia, e nelle aree vocale che più di altre risentono dei flussi turistici in aumento esponenziale.
La regolamentazione di questo particolare settore della locazione turistica, inserendosi tra disciplina la delle locazioni abitative di cui alla L. 431/1998, e quella delle attività ricettive, di cui al D.Lgs. 79/2011, oltre alle singole leggi regionali, sta evidenziando la carenza di normazione specifica in grado di modulare e prevenire gli effetti anomali di un fenomeno di grande rilevanza economica e di grande impatto sociale.
Molto spesso, infatti, il fenomeno della locazione turistica senza prestazione di servizi contribuisce in modo progressivo a compromettere il delicato equilibrio tra la salvaguardia fisica delle località ad alta intensità turistica, intesa come tutela del patrimonio architettonico, urbanistico e paesaggistico, e la loro salvaguardia sociale, intesa come la capacità di mantenere una presenza residenziale attiva dotata di una adeguata rete di servizi alla persona e alle imprese (asili, scuole, ospedali, attività commerciali e artigianali ecc.). Lo spopolamento delle località ad alta intensità turistica e in particolare dei centri storici, infatti, è purtroppo inversamente proporzionale al trend di crescita delle locazioni turistiche. A ciò si aggiunge la necessità di adeguare il settore al rispetto dei parametri fiscali, delle norme della libera concorrenza, del controllo delle presenze in termini di sostenibilità e delle condizioni di pubblica sicurezza.
È giunto quindi il tempo di porre rimedio a questo vuoto normativo attraverso un dispositivo di legge puntuale in grado di governare il fenomeno delle locazioni turistiche senza prestazioni di servizi, attualmente normato dal decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 "Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonché attuazione della direttiva 2008/122/ce, relativa ai contratti di multiproprietà, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio. ", che rappresentano una delle principali criticità nella gestione dei flussi turistici.
Le affittanze turistiche sono normale sia a livello regionale, per quanto riguarda la classificazione con prestazione di servizi, sia a livello statale per la tipologia senza prestazione di servizi, per cui è necessario agire contestualmente su entrambi i fronti.
La presente proposta di legge statale, quindi, viene presentata al fine di apportare all'articolo 53 del decreto legislativo n. 79 del 2011 una modifica che consenta alla normativa regionale di intervenire sulla disciplina e durata della locazione turistica.
Ciò, al fine di permettere che a livello regionale siano armonizzabili fra loro i regimi che caratterizzano le diverse tipologie di ricettività turistica, consentendo alle Regioni di poter introdurre un limite massimo di durata per le locazioni degli alloggi. Ciò anche al fine di eliminare la concorrenza sleale con le altre tipologie turistiche ricettive, nonché l'abuso della professione e l'evasione fiscale.
Sulla proposta di legge statale la Sesta Commissione consiliare, nella seduta del 30 aprile 2019, ha espresso a maggioranza (favorevoli: il consigliere Colman del Gruppo consiliare Liga Veneta-Lega Nord, il consigliere Dalla Libera del Gruppo consiliare Veneti Uniti, il consigliere Ferrari del Gruppo consiliare Alessandra Moretti Presidente, la consigliera Salemi del Gruppo consiliare Partito Democratico, la consigliera Zottis del Gruppo consiliare Partito Democratico, il consigliere Scarabei del Gruppo consiliare Movimento 5 stelle; astenuto il presidente Villanova del Gruppo consiliare Zaia Presidente) parere favorevole alla sua approvazione da parte del Consiglio regionale.".

PRESIDENTE

Relatore in Aula è il collega Pigozzo, prego.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Questa proposta di legge statale era stata pensata a suo tempo per poter dare alle Regioni e in particolare alla nostra una competenza, che ad oggi non è possibile, per quanto riguarda la modulazione e la regolamentazione più puntuale della realtà della locazione turistica, in modo tale da poter venire incontro ad una serie di difficoltà che di fatto si stanno verificando e già stamattina anche nella relazione del PDL che abbiamo appena approvato in parte la questione era stata evidenziata.
Mi riferisco in particolare alla possibilità per le Regioni di adeguare quella che è l'attività della locazione turistica, tenuto conto delle situazioni specifiche soprattutto delle città d'arte, dove evidentemente l'impatto dell'attività di locazione può avere un contraccolpo negativo per quanto riguarda, invece, la residenza in questi siti, in questi luoghi, in questi centri storici: facciamo l'esempio di Venezia, di Verona, di Vicenza, eccetera. Quindi ci sarebbe la possibilità di incidere sul codice del turismo all'articolo 53, inserendo appunto questa dicitura che è una breve frase in cui si dice che "gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, in qualsiasi luogo ubicati, sono regolati dalle disposizioni del Codice Civile in tema di locazione" e a questa frase si dovrebbe aggiungere "e dalla normativa regionale sulla disciplina e durata della locazione turistica".
E' una semplice aggiunta che però, dal punto di vista della capacità di incidere e di regolamentare il fenomeno, dà effettivamente un passo in avanti e un cambio anche di opportunità per le Regioni.
Di fatto, se guardiamo un po' anche la storia normativa di altre Regioni negli ultimi anni, chi ha tentato di incidere su questo aspetto purtroppo è stato bloccato perché carente di competenza della legge statale. Per cui in abbinata anche alla legge di stamattina, che si prefigge innanzitutto la garanzia del codice di identificazione delle strutture, complementare a questa finalità c'è anche quella di poter dare ulteriori indicazioni a seconda dell'impatto che questa attività ha sui territori e, ripeto, in particolare sulle città d'arte, dove, accanto allo sviluppo del turismo, è necessario comunque garantire una serie di attività e di servizi per i residenti, che altrimenti si troverebbero sguarniti, creando un impatto sociale negativo per quella che è la rete vitale delle città.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Zottis, prego.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Crediamo sia importante l'approvazione della legge che in qualche modo va anche a completare e a rafforzare la legge che abbiamo appena approvato in termini di ricettività turistica e vada a rafforzare anche i poteri che vengono dati alla Regione per incidere realmente in quelli che sono i controlli del mercato turistico. Attualmente i poteri che abbiamo non sono completi rispetto a quelli che sono i fabbisogni reali di un mercato che in qualche modo è sfuggito di mano anche al legislatore probabilmente.
Quindi è bene da una parte perché vuol dire che c'è una forza in qualche modo anche nel mercato turistico, dall'altra è chiaro che va osservato, va controllato, va anche rafforzato per alcuni aspetti e valorizzato, ma sicuramente ci deve essere un'uniformità e un potere da parte delle Regioni di poterlo controllare con trasparenza. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Mi scuso con il Correlatore, ma la collega Zottis mi ha fatto fretta. No, scherzo.
Prego, collega Villanova, come Correlatore.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della relazione di minoranza)
"Signor Presidente, colleghi consiglieri,
la locazione ad uso abitativo con finalità turistiche è una fattispecie del contratto di locazione caratterizzata dallo scopo di soddisfare esigenze abitative temporanee nascenti da occasioni di turismo del conduttore cui il bene immobile viene dato in godimento, con esclusione dei servizi accessori.
L'articolo 53 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, che la presente proposta di legge statale intende modificare, dispone che "Gli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, in qualsiasi luogo ubicati, sono regolati dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione.". Il riferimento è agli articoli 1571 e seguenti del Codice Civile.
La legge n. 431 del 9 dicembre 1998, riformando la disciplina della locazione di immobili ad uso abitativo, ha espressamente escluso che parte considerevole del suo dettato si applichi agli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche.
Ciò significa che le locazioni turistiche non sono soggette ai vincoli della legge n. 431 relativi alla definizione del canone di locazione ed alla durata del contratto, i quali, allo stato, sono liberamente pattuibili tra le parti secondo la disciplina civilistica citata.
Quanto alla durata del contratto, valgono le seguenti norme del codice civile: l'articolo 1573, che fa espressamente riferimento a quanto determinato dalla stipulazione del contratto, e l'articolo 1574 per il quale "quando le parti non hanno determinato la durata della locazione, questa s'intende convenuta (...) se si tratta di camere o di appartamenti mobiliati, per la durata corrispondente all'unità di tempo a cui è commisurata la pigione.".
Appare indiscutibile, allora, che (come già per la data di stipula, l'indicazione delle generalità delle parti, l'identificazione del bene, il canone di locazione) la durata del contratto è, anche per la locazione con finalità turistiche, elemento tipico del contenuto contrattuale, la cui regolamentazione afferisce alla sfera dell'attività privata ed ai suoi effetti. Detta sfera - come noto e ribadito anche assai di recente dalla sentenza della Corte costituzionale n. 84 del 2019 - appartiene all'ordinamento civile, riservato alla competenza legislativa esclusiva statale di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione.
Ciò significa che la libertà contrattuale dei privati è comprimibile solo per intervento legislativo dello Stato.
Quanto alla competenza legislativa esclusiva statale, questa è esercitabile direttamente ed esclusivamente dallo Stato.
Pertanto, la disciplina del contratto di locazione per finalità turistiche e, soprattutto, la definizione della durata minima e massima della medesima, è necessario siano poste dal solo legislatore statale, con un intervento in novellazione del codice civile o con legge statale speciale in materia. Così come il legislatore statale ha pur fatto, per la locazione ad uso abitativo, con la legge n. 392/1978, prima, e con la legge n. 431/1998, poi.
Al contrario, conferire al legislatore regionale un potere di intervento normativo in materia contrattuale - quand'anche detto conferimento abbia luogo con norma statale - parrebbe non in linea col citato articolo 117, secondo comma, lettera l) della Costituzione e non giustificabile dalla competenza legislativa regionale in materia di organizzazione del turismo.
Per le considerazioni esposte, pur condividendo nella sostanza le ragioni ed esigenze sociali e di tutela sottostanti la presente proposta di legge statale, ragioni che apprezzo totalmente, ho ritenuto corretta la mia astensione al voto di licenziamento all'Aula da parte della Commissione legislativa consiliare che il testo ha istruito.
Concludendo, auspico che questa proposta di legge di iniziativa regionale sensibilizzi il legislatore statale - avendone egli l'esclusiva competenza - a porre mano ad un intervento non procrastinabile di novellazione della disciplina del codice civile, da dedicarsi specificamente al contratto di locazione ad uso abitativo con finalità turistiche, dettandone limiti puntuali minimi e massimi di durata, vincolanti per l'autonomia contrattuale. O spinga il legislatore statale a provvedervi con legge speciale, disciplinando un tipo di contratto di locazione, quella con finalità turistiche, divenuta ormai socialmente diffuso quanto la locazione ad uso abitativo o ad uso commerciale.".

Alberto VILLANOVA (Zaia Presidente)

Nessun problema, grazie, Presidente.
Consapevoli di quelli che sono i limiti di manovra della Regione in questo tema e per quello che riguarda le parti che comunque vengono attribuite al Codice Civile e alla Costituzione, noi non possiamo che essere favorevoli a questo tipo di proposta, che vada a sensibilizzare il legislatore nazionale affinché attribuisca più poteri alle Regioni nel controllo di quello che è l'aspetto turistico, come dicevo prima, nella precedente legge, un aspetto che, per quello che riguarda la Regione Veneto, è sicuramente fondamentale.
Quindi, il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Grazie. Salemi, prego.

Orietta SALEMI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Solo per puntualizzare la volontà politica di questo Consiglio e della Giunta, ovviamente, che è quella di intervenire per regolamentare e disciplinare un settore turistico che è nevralgico per il Veneto.
Abbiamo visto che l'impegno della Commissione Sesta è stato proprio quello, in questi mesi, di portare avanti insieme queste due iniziative legislative: la prima, quella che abbiamo visto poc'anzi e che abbiamo votato tutti all'unanimità, e questa seconda, che in realtà interviene semplicemente con un'aggiunta che riguarda una legge che, sappiamo, come tutte le leggi statali di iniziativa regionale, ma statali, trova le sue difficoltà poi nell'iter a livello parlamentare, ma che mette il punto politico di una volontà esplicita, che è quella di disciplinare il settore.
È fondamentale, l'Assessore lo diceva prima, perché noi abbiamo tutto un settore che è già in qualche modo regolamentato, oggi siamo andati a intervenire su un segmento che aveva bisogno di una disciplina, e quindi anche di regole. Noi crediamo che sia importante, Assessore, poi un monitoraggio molto stretto di tutto quanto il sistema, perché molto spesso succede che anche nelle nostre province i garanti della vigilanza, che di fatto sono le Polizie municipali, spesso denunciano la loro inadeguatezza a far fronte a una deregulation totale, e hanno chiesto molto spesso anche a noi di aiutarli e di intervenire. Con queste due proposte, oggi – una di iniziativa regionale, ma una proposta di legge statale, e quella che abbiamo votato prima – credo che siamo nella direzione giusta. L'importante è riuscire poi ad avere delle verifiche strette che il sistema funzioni e che non riveli delle falle, che potrebbero mettere anche in difficoltà il sistema stesso.
Noi ci auguriamo che, al di là di questo, poi ci possa essere un'attenzione vera a livello nazionale. Lo diceva, credo, la collega già stamattina: questa proposta che è contenuta nel Decreto Crescita, questo emendamento che è contenuto nel Decreto Crescita va anche in quella direzione; noi ci auguriamo che anche l'emendamento presentato al decreto, a livello parlamentare, poi possa avere la sua vita.

PRESIDENTE

Assessore Caner, prego.

Ass.re Federico CANER (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie. Per quanto riguarda la Giunta, noi siamo favorevoli a questa proposta di legge statale, però gradivo chiarire due questioni. Una è relativa al fatto che nell'incontro che ho avuto anche personalmente, su delega della Commissione Turismo della Conferenza delle Regioni, in Parlamento, con la Nona Commissione consiliare Turismo, abbiamo chiarito alla Commissione, quindi ai parlamentari, che nella legge delega che il Parlamento darà al Governo per intervenire in materia di turismo abbiamo espressamente chiesto che si discutesse e si andasse a disciplinare il tema della durata dei contratti turistici; questo perché è una materia esclusiva di competenza dello Stato. Quindi l'unica cosa che annoto di questo progetto di legge è che, in effetti, all'articolo 1, comma 1, si va a toccare la disciplina e la durata della locazione turistica, quindi potrebbero palesarsi limiti di incostituzionalità, da questo punto di vista, perché appunto è una materia di competenza statale.
Detto questo, bisogna anche dire che, siccome non è scontato, può essere che non lo eccepiscano, ci potrebbe anche andar bene, siccome nel merito siamo d'accordo sul progetto di legge, quindi per quanto riguarda la Giunta è votabile. Tenete presente che c'è questa postilla che potrebbe rischiare l'impugnativa, in ogni caso sappiate che questo è un tema del quale avevamo portato a conoscenza sia la Commissione parlamentare che il Governo stesso.

PRESIDENTE

La parola al collega Pigozzo per una precisazione in replica, prego.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Io tengo conto di quello che diceva l'Assessore, ma è proprio per il motivo che il tema dell'autonomia è caldo, anzi forse si è un po' raffreddato e quindi il progetto di legge contribuisce a riscaldarlo - anche le temperature esterne ci aiutano in questo periodo - per dire che di fatto l'avevamo pensato all'epoca come una appendice diciamo di tutta quella trattativa sull'autonomia, e quindi se adesso dal Veneto arriva questa segnalazione, dicendo di far presto con questa trattativa e di riconoscere anche questa capacità di normare alle Regioni, credo che possa, se non altro, agevolare il percorso.
Quindi non vogliamo sovrapporci alle competenze nazionali, è un PDL statale, ma fate presto e pensateci voi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie.
Non vedo altri interventi, quindi passiamo all'articolato.
Pongo in votazione l'articolo 1.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 2.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 3.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Se non ci sono dichiarazioni di voto, io metterei in votazione il PDLS n. 36 nel suo complesso.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Chiederei cinque minuti di sospensione per fare la riunione dei Capigruppo in Sala del Leone per programmare il prosieguo dei lavori e per convocare il Consiglio per il prossimo martedì 25 giugno. Quindi riprendiamo alle ore 15.30.
La Seduta è sospesa alle ore 15.24
La Seduta riprende alle ore 15.38

PRESIDENTE

Riprendiamo i lavori. Siamo al punto n. 12.
PUNTO
12



NOMINA DEL PRESIDENTE DELL'ESU-AZIENDA REGIONALE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSITARIO DI VENEZIA. (PROPOSTA DI DELIBERAZIONE AMMINISTRATIVA N. 75) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 56/2019)

PRESIDENTE

Relatore è il collega Montagnoli, che lo farà succintamente.
Prego, Montagnoli.

Alessandro MONTAGNOLI (Liga Veneta – Lega Nord)

Non so come mai, ogni volta che intervengo io, mi dice sempre "succintamente"... Si vede che mi vuole bene, sarà l'amore-odio Vicenza-Verona.
Colleghi, si tratta della nomina del Presidente dell'ESU. Sapete che la normativa nazionale consentiva la nomina del professor Bruno Bernardi; per normativa nostra regionale, abbiamo modificato l'ordinamentale, acconsentendo a chi è in quiescenza. Il professore ha fatto anche una dichiarazione che farà questo incarico a titolo gratuito. Abbiamo già approvato la proposta in Prima Commissione, per cui oggi possiamo andare avanti con la nomina, proposta dalla Giunta, del professor Bruno Bernardi come Presidente dell'ESU di Venezia. Abbiamo chiuso l'iter.
Penso che tutti dobbiamo ringraziare, oltre che della professionalità, anche della disponibilità a svolgere questo incarico a titolo gratuito. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie.
Voto elettronico segreto per questa nomina.
C'è la proposta, che è arrivata dalla Giunta, su Bruno Bernardi.
È questa la proposta sulla quale uno si esprime a favore, o contro, o astenuto, o quant'altro.
Quindi apro la votazione sulla PDA n. 75.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Signori, passiamo alle mozioni.
PUNTO
13



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GUARDA E ZANONI RELATIVA A "LA REGIONE VENETO SOLLECITI IL MINISTERO DELL'AMBIENTE PER L'URGENTE INTRODUZIONE DI LIMITI NAZIONALI CONCERNENTI TUTTE LE SOSTANZE PERFLUOROALCHILICHE". (MOZIONE N. 437) RINVIATA
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- il territorio veneto compreso tra le province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo e i suoi abitanti sono stati negli ultimi decenni pesantemente danneggiati dalla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas). Il fenomeno ha interessato un bacino demografico di oltre 350.000 persone residenti in oltre 50 Comuni di cui 24 sono appartenenti alla cosiddetta "zona rossa";
- presso l'UE è in corso la revisione della direttiva 98/83/CE concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano, che prevede l'introduzione di valori-limite riguardanti i Pfas;
CONSIDERATO CHE:
- ogni Stato membro dell'UE ha libera facoltà di introdurre norme più restrittive rispetto a quelle di una direttiva ed autonomamente, in caso di assenza di una normativa europea;
- già altri Paesi europei si sono dotati negli anni di limiti nazionali concernenti i Pfas;
- l'Ente europeo per la sicurezza alimentare (Efsa) sta aggiornando e restringendo notevolmente i valori delle dose giornaliere (TDI) di Pfas, così come l'Agenzia per la sicurezza alimentare olandese punta l'indice sui Pfas a catena corta, ritenuti rilevanti nell'esposizione umana e di potenziale impatto per le maggiori concentrazioni che raggiungono ad esempio nell'acqua potabile e nei vegetali;
- la Regione Veneto, con DGR n. 1590 del 03 ottobre 2017, ha fissato "valori provvisori di performance (obiettivo)", specificando al punto 2 "(...) ferma restando la competenza statale alla fissazione di valori per parametri aggiuntivi di cui all'allegato I del D.Lgs. n. 31/2001 (...)";
- con delibera del Consiglio dei Ministri del 21 marzo scorso, è stato dichiarato lo stato di emergenza in relazione alla contaminazione da Pfas delle acque di falda nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova. Lo scorso 29 maggio, con ordinanza del Capo del Dipartimento nazionale della protezione civile, ne è stato nominato il Commissario delegato;
- dal recente rapporto dell'istituto di ricerca di mercato Global Market Insight, che ha esaminato il mercato del Pfas in tutte le regioni italiane, emerge come il solo Veneto consumi ogni anno più della metà delle 200 tonnellate che vengono importate e distribuite nel Paese. Il rapporto mette in luce i conseguenti, altissimi rischi di contaminazione degli acquedotti, tanto in Veneto quanto a livello nazionale;
- le proposte emendative al testo di revisione della direttiva 98/83/CE, presentate dagli europarlamentari italiani, sono state orientate all'introduzione di valori-limite più restrittivi rispetto a quelli che sono stati approvati nel corso della sessione plenaria degli scorsi 22 e 23 ottobre. Gli stessi parlamentari europei italiani sottolineano la necessità di regolamentare in Italia le sostanze perfluorate, di ogni catena molecolare;
- in vista del voto definitivo sulla nuova Direttiva da parte del Consiglio europeo, è opportuno che in quella sede il Governo italiano esprima una posizione netta circa la necessità di misure stringenti. Questo, presentandosi forte dell'introduzione di propri valori-limite nazionali sui Pfas;
impegna la Giunta regionale
a sollecitare il Ministro dell'Ambiente affinché vengano urgentemente introdotti valori-limite nazionali concernenti tutte le sostanze perfluoroalchiliche.".

PRESIDENTE

Prego, collega Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Essendo la collega prima firmataria e relatrice della mozione, volevo chiedere se potevamo rinviarla alla prossima seduta.

PRESIDENTE

Va bene.
PUNTO
14



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI NEGRO E CASALI RELATIVA A "ACQUA BRILLANTE E GINGERINO SONO NELLA STORIA E NELLE ROCCE DI RECOARO, LA REGIONE VENETO NON PERMETTA CHE VENGANO PRODOTTI ALTROVE". (MOZIONE N. 165) RITIRATA

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- Recoaro Terme è un Comune della provincia di Vicenza, celebre per le sue acque minerali sin dal 1689;
- il gruppo Sanpellegrino pubblicizza il Gingerino come "prodotto storico di Recoaro";
- il rifugio Monte Falcone da sempre è conosciuto come rifugio "Gingerino";
- l'Acqua Brillante, per gli amanti di questa caratteristica bevanda, è Recoaro;
RITENUTO che le caratteristiche tecniche di Gingerino e Acqua Brillante Recoaro siano legate in modo indissolubile alle caratteristiche delle acque prodotte dalla particolare natura calcarea delle rocce del luogo;
CONSIDERATO CHE:
- lo stabilimento di imbottigliamento di acque e bibite è a Recoaro Terme e ne rappresenta da sempre la storia, la cultura ed il turismo di questa conosciuta località e dei suoi particolari prodotti, tra cui Gingerino e Acqua Brillante;
- lo stabilimento di acque e bibite è proprietà di Nestlè-Sanpellegrino che intende scindere la produzione acque dai marchi "Gingerino e Acqua Brillante";
impegna la Giunta regionale
ad attivarsi direttamente e con il Governo nazionale affinché non ci sia uno smembramento tra la produzione acque ed i marchi internazionalmente conosciuti come Gingerino Recoaro e Acqua Brillante Recoaro, sia per la salvaguardia dell'occupazione che per la qualità di bevande da sempre prodotte nella caratteristica zona di Recoaro Terme".

PRESIDENTE

C'è la proposta della collega Negro di ritirarla. Perfetto.
PUNTO
15



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CASALI, NEGRO, BASSI E CONTE RELATIVA A "MAXI STIPENDI RAI: LA GIUNTA REGIONALE SI ATTIVI PRESSO IL GOVERNO PER IMPEDIRE NUOVE SCAPPATOIE AL TETTO ECONOMICO PREVISTO PER I DIRIGENTI PUBBLICI". (MOZIONE N. 171) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 57/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- lo scandalo degli stipendi dei top manager Rai sopra i 200 mila euro ha scosso di polemiche il Paese, e grazie all'operazione trasparenza molti dati fino ad oggi sensibili sono stati resi pubblici online;
- il direttore generale Rai Antonio Campo Dall'Orto percepisce una cifra annua che, tradotta in dollari, è ben oltre i settecentomila. Più del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Nella classifica degli stipendi dei capi di Stato: al primo posto c'è il presidente degli Stati Uniti, appunto Barack Obama. Il suo stipendio annuo è di 400.000 dollari. Al secondo posto Stephen Harper, primo ministro del Canada, con 260.000 dollari. Terza la cancelliera Angela Merkel con 234.000 dollari;
- il Governo ha ignorato, di fatto, le buste paga d'oro e le agevolazioni di ogni tipo che giravano in Rai e divoravano gran parte del canone versato dai cittadini;
CONSIDERATO CHE:
- i Compensi di alcuni dirigenti Rai sforavano il tetto di 240.000 euro previsto per i compensi dei dirigenti delle società controllate dallo Stato;
- la pubblicazione degli stipendi dei top manager sopra i 200 mila euro, delle consulenze, degli appalti e dei bilanci è stata un duro colpo per quelle famiglie italiane che faticano ad arrivare a fine mese e si trovavano inoltre a dover pagare anche un canone per la televisione pubblica che serviva a finanziare stipendi stellari;
- le indiscrezioni sulle decine di compensi che riguardano anche dirigenti e conduttori che non lavoravano più in Rai, in alcuni casi per stare chiusi in ufficio senza alcuna mansione;
- chi ha guadagnato soldi grazie al canone pagato dagli italiani talvolta ha ricevuto cifre abnormi non giustificate da particolari responsabilità professionali;
RITENUTO che se si paragonano i costi complessivi delle altre emittenti private che non godono della presenza di un "canone" è chiara ed urgente la necessità di una riforma organica e complessiva della Rai;
impegna la Giunta regionale
ad attivarsi con sollecitudine presso il Governo per avere delucidazioni in merito ai maxi-stipendi elargiti allegramente dalla Rai e per bloccare simili sprechi di denaro pubblico che offendono i lavoratori italiani e vigilando perché, in futuro, non si trovino scappatoie o sotterfugi che permettano di superare il tetto dei 240 mila euro all'anno previsti per i compensi dei manager pubblici.".

PRESIDENTE

Collega Casali, prego.

Stefano CASALI (Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà)

Grazie.
La do per letta, già nel titolo si capisce l'intento di chi ha presentato questa mozione, cioè avere praticamente degli stipendi che non vadano a superare quelli che sono i limiti normali per tutti gli altri dirigenti dello Stato.

PRESIDENTE

Grazie.
Quindi, se non ci sono altri interventi, io metto in votazione la Mozione n. 171.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
16



MOZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE CONTE RELATIVA A "IL VENETO IN GINOCCHIO. EVENTI METEREOLOGICI STRAORDINARI OTTOBRE 2018: LA GIUNTA REGIONALE INTERVENGA PRESSO IL GOVERNO PER RICONOSCERE URGENTEMENTE AL VENETO L'AUTONOMIA IN MATERIA DI AMBIENTE, GOVERNO DEL TERRITORIO, GESTIONE DEL DEMANIO, PROTEZIONE CIVILE E TRIBUTI.". (MOZIONE N. 435) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 58/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- a partire dal 28 ottobre ultimo scorso, l'intero territorio regionale è stato interessato da un'eccezionale ondata di eventi metereologici straordinari;
- il maltempo ha colpito l'intera area montana e pedemontana, tutto il litorale che si affaccia sul Mar Adriatico e tutti i territori attraversati dai corsi d'acqua;
- la nota del 31 ottobre u.s. a firma del Presidente Zaia inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, formalizza la richiesta di sostegno al Veneto;
- il 28 febbraio 2018 Regione e Governo hanno firmato l'accordo preliminare in merito all'intesa prevista dall'articolo 116, terzo comma, della Costituzione;
CONSIDERATO CHE:
- i gravi danni al territorio hanno messo in ginocchio numerose famiglie, in alcuni casi con tragiche conseguenze, compromettendo ulteriormente la sostenibilità economica delle aree montane;
- le stime dei danni che di ora in ora si fanno sempre più preoccupanti, riportano 100 chilometri di strade da rifare, pubbliche e private, 100 mila ettari di patrimonio boschivo raso al suolo e ulteriori danni quantificabili in una prima stima ad 1 miliardo di euro;
- l'emergenza riguarda tutto il territorio regionale e interessa molteplici ambiti che vanno dalle infrastrutture, all'economia reale, dal settore abitativo a quello dello sviluppo locale;
impegna la Giunta regionale
ad intervenire presso il Governo per applicare in tempi rapidi quanto già oggetto di accordo preliminare tra Regione Veneto e Governo, articolato nella proposta di legge statale n. 43 "Iniziativa regionale contenente, ai sensi dell'art. 2, comma 2, della legge regionale 19 giugno 2014, n. 15  , percorsi e contenuti per il riconoscimento di ulteriori e specifiche forme di autonomia per la Regione del Veneto, in attuazione dell'art. 116, terzo comma, della Costituzione" e prioritariamente, in considerazione della contingente situazione di emergenza:
- Sezione II - Tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali nonché valorizzazione dei beni culturali e ambientali e organizzazione di attività culturali;
- Sezione VI - Governo del territorio;
- Sezione VII - Rapporti internazionali e con l'Unione europea della Regione Veneto;
- Sezione VIII - Protezione civile;
- Sezione IX - Coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.".

PRESIDENTE

Prego, Conte. La dà per letta. Il titolo era esplicativo in termini puntuali e precisi.
Non vedo altri interventi, quindi metto in votazione la Mozione n. 435.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
17



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERLATO, BARISON, FABIANO BARBISAN, BASSI, CASALI E CONTE RELATIVA A "TEST ANTIDROGA PER GLI ELETTI E I NOMINATI NELLE ISTITUZIONI". (MOZIONE N. 456) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 59/2019) TITOLO COME MODIFICATO)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- l'ultima relazione annuale al Parlamento relativa al consumo di sostanze stupefacenti in Italia riporta che, sulla base di quanto rilevato nel 2017, circa 4 milioni di italiani hanno utilizzato almeno una sostanza stupefacente illegale e di questi, mezzo milione ne fa un uso frequente;
- si ritiene debbano essere potenziate le attività di prevenzione cura e riabilitazione senza tralasciare l'attività di contrasto al traffico e allo spaccio, cercando di potenziare le attività di informazione, ricerca, monitoraggio e valutazione per contribuire ad una migliore comprensione di tutti gli aspetti del fenomeno droga;
CONSIDERATO CHE:
- la Regione del Veneto sulla base delle proprie competenze ha sempre lavorato considerando la tossicodipendenza una vera e propria "patologia", uno "stato di malattia" della persona con gravi risvolti psicologici e sociali alla quale bisogna rispondere con azioni a vario livello (informazione, prevenzione e cura) senza mai demordere dall'obiettivo finale di far cessare totalmente e quanto prima l'uso delle sostanze stupefacenti;
- la tutela del futuro dei giovani e delle loro famiglie deve restare al centro delle azioni della Politica;
RITENUTO CHE:
- i rappresentanti eletti nelle Istituzioni devono essere di riferimento in termini di correttezza nei comportamenti sia in ambito pubblico che privato in quanto espressione degli elettori;
- per i cittadini è fondamentale avere delle garanzie in merito alla "qualità" dei rappresentanti che hanno delegato alla guida delle Istituzioni;
- chi rappresenta le Istituzioni svolge funzioni di responsabilità e di alto impatto per la collettività, le cui scelte ed azioni hanno dirette ricadute sulla politica sociale ed economica del Paese;
- tali scelte ed azioni devono essere conseguenti ad una amministrazione buona, lucida ed equilibrata;
RITENUTO ALTRESÌ che la politica di informazione e prevenzione passa anche attraverso l'esempio positivo dato dagli stessi eletti, non solo stigmatizzando l'uso di droghe, ma anche dimostrando ai propri elettori che la loro posizione di condanna è reale e non di facciata, frutto di convincimenti personali da cui deriva il proprio stile di vita;
CONSIDERATO che la normativa in materia di sicurezza sul lavoro prevede test per particolari categorie di lavoratori per i quali è richiesto un regolare controllo;
ritiene
opportuno prevedere anche per gli eletti delle Istituzioni un trattamento che preveda accertamenti di assenza di tossicodipendenza sia al momento dell'elezione che successivamente alla stessa;
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale
ad attivarsi per la firma di un protocollo con le ASL per permettere agli amministratori che volessero sottoporsi volontariamente al test, di poterlo effettuare nelle strutture pubbliche individuate e di acconsentire la pubblicazione dei risultati.".

PRESIDENTE

Collega Berlato, prego.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia – Movimento per la cultura rurale)

Credo che i contenuti di questa mozione siano abbastanza chiari e non necessitino di molte spiegazioni: riteniamo che sia indispensabile che gli eletti, ai vari livelli, debbano dare dimostrazione di affidabilità e, di conseguenza, riteniamo che sia opportuno che volontariamente chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica possa dimostrare di non essere dedito all'uso o all'abuso di sostanze stupefacenti.
Del resto, è come se chiedessimo al pilota di un aereo se è solito fare uso o abuso di sostanze stupefacenti, oppure meno. Chi salirebbe su un aereo sapendo che il pilota è solito fare uso di sostanze stupefacenti? Ma riteniamo, al di là di tutto, che sia importante che chi amministra la cosa pubblica dia l'esempio e questo mette nelle condizioni - ovviamente sottolineo volontariamente, perché se uno non lo vuole fare avrà le sue ragioni - chi volontariamente vuole dare dimostrazione di affidabilità lo possa fare sottoponendosi volontariamente a questi test che vanno ad accertare la sua assoluta non dipendenza dall'uso di sostanze stupefacenti.

PRESIDENTE

Bene, su questo si discute.
Fabiano Barbisan, prego.

Fabiano BARBISAN (Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà)

In maniera molto semplice per chiedere la sottoscrizione, anche a nome del Gruppo Centro Destra Veneto.

PRESIDENTE

Jacopo Berti, prego.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Grazie mille, Presidente.
Solo per unirmi e dire, in maniera preventiva - chiaramente, io parlo a titolo personale, ma per molte delle persone all'interno del nostro Movimento - che io sono incondizionatamente e assolutamente favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere. Penso che sia una delle cose di civiltà di cui abbiamo bisogno oggi, ma altrettanto penso che sia giusto che vengano fatti questi controlli in queste sedi. Chiederei però, pertanto, che venga fatto anche un controllo dell'alcol test, perché spesse volte è successo di vedere, in alcune sedi, delle persone che si recano nei bar qua adiacenti e magari hanno delle situazioni di alterazione. Un articolo dell'Economist di non più di due giorni fa dimostra che le alterazioni da alcol sono le più pericolose in assoluto.

PRESIDENTE

Signori, lasciamo parlare il collega Berti, per favore.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Sono le alterazioni più pericolose in assoluto, addirittura dieci volte più pericolose di quelle dovute ai funghi stupefacenti. È un dibattito che sta facendo il Congresso statunitense in questi giorni. Allora, io dico, se deve esserci controllo, nonostante io rimanga assolutamente favorevole alla libertà e alla liberalizzazione, qua fuori ognuno faccia ciò che vuole, questo è il bello della vita, ma qua dentro, allora, se bisogna fare dei controlli, che vengano fatti sia per le droghe, ma anche per l'alcol. Grazie.

PRESIDENTE

Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Presidente, grazie.
Effettivamente, il collega Berti ha anticipato la mia proposta di emendamento alla mozione. Hai fatto bene, condivido. Siccome, come il Relatore ha proposto, si tratta di verificare l'affidabilità del legislatore nel momento in cui schiaccia i bottoni e decide il futuro delle norme e dei comportamenti dei nostri cittadini del Veneto, è giusto che venga fatta trasversalmente questa verifica di affidabilità. Quindi, se ci dobbiamo sottoporre al test antidroga, ci dobbiamo sottoporre anche al test dell'alcol, anche perché... Guarda, metterei anche quello, io sarei favorevole anche a quel test lì. Effettivamente, è troppo comodo prevedere la verifica su un qualcosa che magari, io mi auguro, non interessa a nessuno. È come mettere il limite di 300 chilometri orari in autostrada, tanto nessuno li supera, lo mettiamo e ci facciamo vedere bravi, belli, buoni, scrupolosi e legati a quello che è il buon funzionamento della macchina organizzativa del Consiglio regionale, dell'Assemblea legislativa. È troppo comodo mettere questo tipo di verifiche. Mettiamo una verifica anche alcolimetrica.
Tra l'altro, mi stavo chiedendo, abbiamo avuto tutti una certa esperienza in questa Legislatura, se ci fosse stato questo test, non dico quello sulla droga, ma sull'alcol, se fosse stato in vigore, saremmo stati... Io non mi escludo, saremmo stati tutti esenti da questo possibile test? Lo avremmo superato sempre tutti? Effettivamente, qualche dubbio me lo pongo.
Pertanto, proprio perché io sono d'accordo sul fatto che dobbiamo essere affidabili, propongo al collega Berlato, primo firmatario della mozione, di inserire anche il più importante, a mio avviso – visto che l'alcol circola molto più della droga – anche questo tipo di test. Guardiamoci attorno, cari colleghi, purtroppo le statistiche, che vengono tra l'altro da dati ufficiali delle ASL, parlano chiaro: la maggior parte degli incidenti stradali non sono dovuti all'uso di stupefacenti, in Veneto, ma sono dovuti, e lo sappiamo tutti, all'uso di alcolici. Siccome anche sulle strade vengono previsti questi controlli, c'è l'alcolimetro, l'alcoltest eccetera, perché dobbiamo essere esenti da questo tipo di controlli? Perché dobbiamo essere esenti proprio noi? Perché dobbiamo avere questo privilegio proprio noi, che pigiamo questi bottoni e a volte decidiamo anche il destino dei veneti in quest'Aula, grazie a queste leggi che vengono approvate. Perché non inserire anche questo test? Aspetto risposte.

PRESIDENTE

Collega Negro, prego.

Giovanna NEGRO (Veneto Cuore Autonomo)

Vede, Presidente, io ho una certa deformazione professionale perché arrivo da quel mondo e vedere certi che adesso si stracciano le vesti - e qualche dubbio mi nuoce - direi che è meglio che ognuno parli per se stesso, chiaro? Perché guardate che la dipendenza da sostanze e da alcol non è una passeggiata. Se proprio vogliamo fare un servizio alla cittadinanza, mettiamo la transferrina, mettiamo l'esame del capello e allora vediamo se siamo ancora in grado di puntare il dito contro l'altro.

PRESIDENTE

Maurizio Conte, prego.

Maurizio CONTE (Forza Italia – Veneto per l'Autonomia)

Intervengo per sottoscrivere in pieno la proposta del collega Berlato.

PRESIDENTE

Grazie.
Collega Casali, prego.

Stefano CASALI (Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà)

Grazie.
Io ringrazio il collega Berlato per questa mozione che abbiamo chiesto di sottoscrivere e condividiamo al 100%. Peraltro, come movimento politico Verona Domani, io e il collega Andrea Bassi nella terra scaligera abbiamo già presentato moltissime mozioni in vari Comuni perché questo test venga fatto dagli amministratori. Peraltro, è un test molto semplice e che ha dei costi assolutamente ridotti: si può andare in qualunque struttura pubblica, pagando un minimo ticket e poi si può fare il documento e protocollarlo.
Siccome noi siamo per la politica concreta, abbiamo voluto passare dal dire al fare e io e il collega Bassi abbiamo già fatto il test, e quindi invitiamo tutti voi, visto che è una cosa molto semplice, a farlo molto velocemente e protocollarlo come faremo noi.
Grazie a Berlato e voteremo con convinzione la mozione.

PRESIDENTE

Signori, silenzio. Antonio Guadagnini, prego.

Antonio GUADAGNINI (Siamo Veneto)

Era solo per capire perché, non essendoci leggi che impediscono l'uso di modiche quantità di droga e l'uso dell'alcol è assolutamente libero, nel momento in cui abbiamo stabilito che uno usa queste sostanze, cosa abbiamo risolto? Se è facoltà dell'individuo utilizzarle e siamo in un regime libero, io se ho voglia le uso, sennò faccio a meno. Se non violo nessuna legge, perché devo sottopormi a un test?
Io capisco che quando uno guida non può guidare ubriaco, perché mette a rischio l'incolumità degli altri, c'è una legge, non devi bere quando guidi, ma quando vengo qui dentro non c'è nessuna legge che mi impedisce di usarle, quindi cosa stiamo facendo? Interroghiamoci su questa cosa prima di approvare questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE

Consigliera Rizzotto, prego.

Silvia RIZZOTTO (Zaia Presidente)

Grazie, Presidente.
Sono rimasta abbastanza perplessa di alcuni interventi che sono stati fatti. Sentire il collega Berti che dice che la liberalizzazione delle droghe leggere è una cosa di civiltà, di cui ha bisogno il nostro Paese, chiaramente noi abbiamo una posizione diversa, per carità, rispettiamo anche quelle diverse da noi, ma andiamo avanti con la nostra posizione.
Volevo solo dire al collega Zanoni che l'affidabilità del legislatore, lei avrà le sue opinioni, per carità, ma penso che i cittadini prima di tutto valutino una cosa: quando uno dice le cose in maniera veritiera e non racconta balle, come lei fa spesso anche nel territorio, quando uno è coerente con quello che dice... Va bene, mi scusi, se l'ho offesa chiedo scusa. Diciamo che non racconta cose che alimentano molta discussione nel territorio, perché poi viene verificato che quello che ha detto non è veritiero. Va bene così? Okay. Quindi uno dice la sua, però poi viene dimostrato che quello che ha detto non è proprio vero, okay.
Poi penso che sia importante anche essere coerenti con quello che si fa e soprattutto impegnarsi in prima persona, essere preparati, essere presenti, magari non semplicemente venir qua a firmare un foglio presenze, non intervenire mai e andar via; intervenire anche in Commissione, presentare proposte, interessarsi dei veneti e non solo, magari, fare qualche passerella televisiva.
Con l'occasione saluto anche la collega Moretti, che mi pare, oggi ho letto sui giornali, farà anche un brindisi; lo faremo ad acqua, probabilmente, il brindisi, giustamente, perché, essendo legislatori non possiamo neanche brindare con qualcosa per lei, visto quello che ha detto il collega Zanoni.
Comunque, al di là di queste battute, ognuno poi ha le sue opinioni su questa cosa, io credo che ciascuno si assume le responsabilità di quello che è e di quello che fa; si è presentato di fronte ai cittadini ed è stato eletto perché, se siamo qua, siamo stati eletti con la preferenza da parte dei cittadini e rispondiamo a loro. Ciascuno di noi, se vuole mantenere una credibilità nei confronti anche del proprio elettorato e dei cittadini che rappresenta, come hanno fatto anche alcuni colleghi, se ritenuto il caso, facciano anche questo test e lo presentino.
Come Gruppo, chiaramente, essendo un tema anche particolare, noi lasciamo assolutamente libertà di voto, alle sensibilità di ciascuno. Personalmente condivido questa proposta, non penso ci fosse neanche bisogno di farla con una mozione, perché ciascuno può fare lo stesso, però apprezzo di aver sollevato anche questa questione. Però non è questo che dà credibilità al legislatore e alla capacità di una persona di farlo. Grazie.

PRESIDENTE

Zanoni, per fatto personale.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Siccome la collega ha affermato che vado in giro a raccontare balle nel territorio, vorrei dire alla collega Rizzotto, la invito, anzi, la sfido a una conferenza pubblica dove parliamo di Pedemontana, di Prosecco, di cambiamenti climatici, di inquinamento dell'aria in provincia di Treviso, ci confrontiamo e mi dice quali sarebbero le balle, e io risponderò punto per punto sulle accuse campate in aria della collega Rizzotto, che confonde pan per polenta perché, quando si fa l'alcoltest - probabilmente lei non è mai stata fermata da nessuno - è perché tu superi un determinato livello. Quindi non è detto che se adesso la collega Alessandra fa il brindisi noi saremo tutti degli ubriaconi, se beviamo con moderazione. Fatto è che il test serve per vedere se qualcuno esagera perché, lo sappiamo tutti, se si beve troppo, poi ci si offusca anche la vista; uno che vede male le cose poi magari vota a favore, rispetto a votare contro, e fa anche casino in Aula; è meglio non fare casino in Aula.
Ecco perché credo che la mia proposta contro gli ubriachi in Aula sia una proposta che dovrebbe essere votata all'unanimità. Magari qualcuno non la vorrebbe votare. Io spero di essermi spiegato, aspetto una risposta in merito a questo invito che le ho fatto, di incontro e confronto pubblico sui temi che riguardano la Marca Trevigiana.

PRESIDENTE

Lanciata la sfida a singolar tenzone.
Moretti, prego.

Alessandra MORETTI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Visto che il mio collega preferito, Nicola Finco, ha chiesto e sollecitato un mio intervento, che sarà uno degli ultimi, probabilmente... Lo so che vi dispiacerà, lo so. Ovviamente, Presidente, io sono favorevole a questo tipo di proposta che viene dal collega Berlato. Penso che chi fa politica debba essere in condizioni fisiche e psicologiche in grado di fare, di presentare proposte di legge, mozioni, di avere dei rapporti con le persone in maniera lucida e sana di mente. Poi, certe volte sentiamo degli interventi anche sobri, ma che magari nei contenuti potrebbero essere scritti o dettati da uno non sano di mente. Anche qua dentro, certe volte, abbiamo sentito degli argomenti che, sobri o no, te bevi anche tanta acqua, quindi non è solo una questione di alcol o di droga, ma certe volte in politica, nonostante la sobrietà, cara collega Rizzotto, se ne sentono di tutti i colori.
Però, vedete, io coglierei l'occasione per darvi un suggerimento molto umile, con grande umiltà mi approccio. Vedete, quando la politica si basa sugli attacchi personali e non di merito o politici e di contenuto, secondo me significa che siamo proprio caduti in basso, c'è poco da dire, no? Quando non si hanno argomenti o temi, si attacca a livello personale e qui dentro ogni tanto ci sono stati attacchi personali ad ognuno di noi, pesanti, chi più, chi meno. Sappiate che quando scadete nell'attacco personale vuol dire che non avete altri argomenti.
Quindi io credo che, siccome qua dentro abbiamo preso tutti tante preferenze, e recentemente io e Berlato ne abbiamo prese molte, perché la campagna elettorale delle europee è stata importante e difficile, abbiamo preso tante preferenze, io vorrei rassicurare la collega Rizzotto, che adesso esce, che quelle tante preferenze non sono dettate solo dalle performance televisive, ma sono dettate anche dai 12.000 chilometri fatti, da 145 iniziative, 579 Comuni, insomma tante cose sul territorio.
Poi quando vogliamo buttarla in caciara diciamo dei salotti televisivi a cui io e Berlato partecipiamo, ma la politica si fa anche in tv, perché altrimenti il vostro Matteo Salvini probabilmente non avrebbe ottenuto un gradimento così alto, perché è spesso in tv o no il vostro leader? Quindi attaccare gli avversari perché vanno anche in televisione, mi sembra riduttivo.
Quindi auguro a tutti, alla collega Rizzotto in primis, intanto di sorridere, perché la politica è una bella cosa, è una cosa che facciamo al servizio di tutti e quindi il sorriso non va mai negato, e tra colleghi, anche tra avversari, io qua ho avuto modo di apprezzare molti avversari politici che hanno sempre avuto nei miei riguardi un sorriso, talvolta anche delle cadute di stile, ma spesso anche dei sorrisi, e quindi vi ringrazio soprattutto per quelli. Grazie.

PRESIDENTE

Bartelle.

Patrizia BARTELLE (Gruppo Misto – Italia in Comune)

Grazie, Presidente.
In maniera molto pragmatica riporterei il discorso sulla mozione del collega Berlato: possiamo essere d'accordo o meno, però una risposta dobbiamo darla nel merito e una considerazione dobbiamo farla nel merito.
È importante dire che fare uso di sostanze stupefacenti o di alcol, perché li mettiamo allo stesso livello e lo mettono allo stesso livello anche le strutture che trattano le tossicodipendenze, perché è una dipendenza, che sia alcol o che sia una droga lì dentro si va a finire, nella dipendenza, quindi bisogna discernere il fatto se si è sotto influsso e quindi la persona l'ha usata, oppure se sei una persona che abitualmente utilizzi queste cose. Quindi l'uso occasionale, come ha detto correttamente anche il collega Guadagnini, può essere un qualcosa che le persone fanno nel loro tempo libero, libere di farlo, perché in casa delle persone noi non andiamo ed è giusto che ognuno nel proprio tempo libero faccia ciò che vuole.
Detto ciò, sapete che non c'è nessuna persona più contraria di me all'utilizzo delle sostanze stupefacenti in quanto, se veramente sapessimo i danni che apportano a livello cerebrale, soprattutto a chi ne fa uso in giovane età, e per quanto riguarda tutto il corpo in genere, le avremmo già messe fuori legge da tantissimo tempo, però va bene, così non siamo capaci come Stato di farlo. Almeno offrissimo una giusta attenzione e implementassimo l'attenzione alla prevenzione, questa è una cosa importante.
Io ricordo che purtroppo, per avere il permesso per la caccia o per l'uso sportivo delle armi, non è previsto nessun test antidroga o antialcol, e questa è una cosa... No, non è previsto, ho appena guardato. Il certificato medico, ma il certificato medico, sappiamo tutti com'è fatto, lo sappiamo, collega, com'è fatto un certificato medico. Le ripeto, a meno che non siano cambiate le modalità della produzione del certificato medico, ovvero certificato medico corredato con elementi di analisi fatte al di fuori della visita in studio del medico che attesta la sana e robusta costituzione, a me non risulta che serva espressamente un certificato o un'analisi specifica che attesti l'esenzione da dipendenza e l'esenzione dall'utilizzo di sostanze stupefacenti, ripeto, siano esse alcol, oppure droga.
Detto questo, ricordo che il test antidroga è un prerequisito per le persone che guidano i muletti all'interno di strutture, quindi persone che fanno un lavoro di primo impatto, importantissimo, di primo livello, sono obbligate a presentare questo tipo di certificazione, pena la non abilitazione a questo tipo di lavoro.
Io lascio il problema aperto, perché qua andiamo a finire in qualcosa di molto più ampio. Dobbiamo trovare sicuramente la maniera per gestire questo. È giusto, moralmente e umanamente io condivido quanto sta dicendo il collega Berlato, ma non lo farei solo per questa categoria, ma per tutte le persone che fanno dei lavori che li portano a lavorare con altre persone e al servizio delle persone, per tutti indistintamente. Assolutamente prendiamo atto che l'alcol è più presente in questa Regione e fa più danni in questa Regione che in altre parti. Qua i dati parlano da soli e dobbiamo assolutamente mettere in campo tutto quello che è possibile per fare in modo che i nostri giovani possano avere degli scudi personali per le dipendenze da alcol, che sono molto più gravi delle droghe, perché l'alcol lo trovano dappertutto, la droga con un po' più di difficoltà, non nascondiamoci dietro a un dito

PRESIDENTE

Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta – Lega Nord)

Io chiedo al presentatore una semplice modifica, soprattutto nel titolo. Lei parla di "eletti nelle Istituzioni", ma siccome nelle Istituzioni ci sono eletti e nominati sarebbe il caso di estendere l'impegno di questa mozione anche a tutti i nominati all'interno delle Istituzioni. Poi, questa è una mozione che parla di test antidroga, quindi è inutile che stiamo... De Berti, Corazzari, Caner, Pan, è grande il mondo dei nominati, pari dignità per tutti.
Io non ci trovo niente di male in questa mozione. D'altra parte, se una persona ha la coscienza a posto, può sottoporsi a tutti i test che desidera. Poi, se noi vogliamo dare un'immagine come qualcuno ha dipinto quest'Aula, di un'aula di ubriaconi, drogati e gente impazzita, che quando parla non sa nemmeno quello che dice, per carità, ognuno è responsabile di quello che dice e pensa. Comunque, soprattutto visto che l'impegno è di sottoporsi in maniera volontaria, penso che ognuno di noi risponda alla propria coscienza.
Quindi, da parte nostra il voto sarà favorevole.

PRESIDENTE

Azzalin.

Graziano AZZALIN (Partito Democratico)

Io non so, è un po' il segno dei tempi politici. Ma qual è la lettura che ne può dare non dico la stampa, ma il cittadino normale, comune? Un'Assemblea legislativa regionale, che ancora nella media ha un minimo di considerazione, si preoccupa di fare una verifica sulla stabilità dei propri amministratori, che siano esenti da, sull'affidabilità, sotto questo profilo.
Allora, qual è il problema? Se io domani approvo una legge in questo Consiglio, parto da determinati presupposti: c'è la necessità di intervenire in quel settore e di fare quella cosa per quel motivo. Qual è il motivo che mi porta a dire gli eletti, ancorché i nominati, o chiunque, devono sottoporsi, attivarsi per poterlo effettuare e consentire la pubblicazione dei risultati? Guardate, io non voglio tirare in ballo paragoni storici o andare con la memoria a paragoni con altri tempi, in cui per la politica probabilmente altre erano le preoccupazioni e altre erano le esigenze, ma anche oggi la politica deve mettere al centro determinate esigenze, nonché preoccupazioni sotto un certo profilo, che è quello di fare le cose in termini di trasparenza, di evitare che la corruzione possa ancora in qualche modo incidere e sappiamo bene quanto incide la corruzione. Oggi mi pare che livelli alti di governo non siano esenti da situazioni quantomeno compromettenti e quantomeno meritevoli di giusto approfondimento sul piano giudiziario e quant'altro.
Quindi, per carità, come essere contrari? Ma non mi risulta che esista una norma o che esistono norme per cui io, pubblico amministratore, Consigliere regionale, sono esentato dal fare verifiche da questo punto di vista, quando queste si rendessero necessarie per determinate necessità: sono uguale agli altri cittadini e che questo diventi un qualcosa che debbo fare, induce a una riflessione. Perché pone un problema di questo tipo il collega Berlato? E' questo il punto, perché noi dobbiamo verificare sia per gli eletti nominati, sia per chi non viene né eletto e né nominato, perché magari un eccesso può portare a combinare troppi errori.
Insomma, ci sono tante cose da verificare, tanti aspetti da approfondire e questo è il punto, collega Bellato. Lei è noto per non fare nulla a caso, è noto che, prima di sollevare quella doppietta, ha il mirino già puntato, è noto per questo, e allora sarebbe interessante che lei approfondisse questa mozione, anche per erudire tutti noi in quella che sono le nuove frontiere della politica. Grazie.

PRESIDENTE

Bene, chiudiamo la discussione generale sulla mozione e in replica di chiusura la parola al collega Berlato e poi, per chi vuole, c'è spazio anche per le dichiarazioni di voto.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia – Movimento per la cultura rurale)

Cari colleghi e care colleghe, io sono sempre dell'avviso che non c'è nulla che insegna più dell'esempio e quindi, sulla base di questo assunto, credo che questo sia importante per noi che siamo qui ad amministrare la cosa pubblica e che spesso prendiamo delle decisioni dalle quali dipende il futuro di tantissimi cittadini veneti, milioni di persone che vedono la loro esistenza modificata in qualche modo dalle nostre decisioni, quindi la responsabilità che abbiamo noi è molto elevata ed è importante che riusciamo a dare dei segnali sulla nostra affidabilità.
Ho fatto prima un esempio dicendo: chi salirebbe su un aereo sapendo che il pilota dell'aereo è solito usare sostanze stupefacenti? Avremmo la possibilità di scegliere se salire su quell'aereo oppure no, se fossimo adeguatamente informati. Così come credo che sia importante che nella vita privata, come diceva il collega Guadagnini, uno possa fare quello che vuole, ma quando siamo qui dentro a rappresentare il popolo veneto, abbiamo dei doveri in più rispetto a qualsiasi singolo e semplice cittadino; tra questi doveri abbiamo il dovere della trasparenza, della correttezza, dell'onestà e quindi dobbiamo dimostrare, se vogliamo e se sentiamo il dovere di farlo, la nostra affidabilità, né più e né meno.
Io veramente rispetto le opinioni di tutti, anche del collega Berti quando dice che lui è favorevole alla legalizzazione di tutti i tipi di droghe leggere, ma quello che sto tentando di spiegare da tanto tempo è che non ci sono droghe leggere o droghe pesanti, ci sono droghe che iniziano un cammino che spesso porta alla rovina non solo di chi fa uso di queste droghe inizialmente leggere e poi pesanti, ma che distrugge l'esistenza di tutti coloro che stanno attorno a chi si droga, parenti, amici, colleghi, tante persone che vedono la loro vita stravolta dal comportamento di un singolo individuo.
Sulla base di questo, confermando la collega - che spero non se ne stia andando - Bartelle, per darle delle informazioni: io sono non solo detentore di licenza di caccia, ma anche detentore di porto d'armi per difesa personale, e ogni anno, come tutti i portatori d'arma, mi devo per legge sottoporre a visite mediche che attestino l'assoluta affidabilità, il comportamento integerrimo e c'è il certificato medico che attesta il non uso di sostanze stupefacenti, né l'abuso di sostanze alcoliche, allegato al certificato che ogni anno si deve esibire. Tanto per dare un'informazione.
Dopodiché, se qualcuno ritiene di voler presentare altri tipi di mozioni, che riguardano altri tipi di dipendenze, lo può fare, le valuteremo con attenzione. Questa mozione che ho presentato si riferisce all'uso di droghe, quindi accolgo più che volentieri la richiesta di integrazione avanzata dal collega Finco, mettendo, oltre agli eletti, anche i nominati, nessun problema, per equità di trattamento, ma la questione sta in questi precisi termini, niente di più e niente di meno. Io credo che sia importante che diamo questo segnale, chi vorrà darlo, perché non è obbligatorio farlo, il test è su base volontaria. Quindi, chi vorrà sottoporsi a questo test di affidabilità lo potrà fare; chi non lo vorrà fare, sarà una scelta sua. Questo non necessariamente significa dare peso al detto della cultura rurale, che così recita "la gallina che canta ha fatto l'uovo", è una cosa diversa. Ciò significa che chi vorrà farlo lo farà, chi non lo vuol fare avrà i suoi motivi per non farlo.

PRESIDENTE

Quindi viene accettata la modifica proposta dal collega Finco, di inserire anche chi è stato nominato nelle Istituzioni.
Dichiarazioni di voto. Collega Guadagnini. Per la cronaca, due colleghi mi hanno appena fornito le analisi (però i valori di creatina sono preoccupanti, io una visita la farei, sinceramente).
Prego, Guadagnini.

Antonio GUADAGNINI (Siamo Veneto)

Grazie, Presidente.
La dichiarazione di voto è per annunciare la mia astensione. Non ho mai usato droghe, non ho mai fumato una sigaretta in vita mia e, qualora passasse la mozione, farò il test molto serenamente. Ma io sono per il rispetto del sacro valore della libertà e contro qualsiasi tipo di gogna morale e uso strumentale di qualsiasi informazione, quando viene data.
Di conseguenza, credo che, non essendoci nessuna legge che impedisce l'uso delle sostanze stupefacenti e neanche degli alcolici, e non vedendo alcun nesso, proprio nessun nesso, tra la qualità del processo legislativo e l'uso di queste sostanze, perché la qualità del processo legislativo è data poi da un voto finale e, ammesso che tutti dovrebbero essere sotto l'uso di sostanze stupefacenti per far passare una legge che non risponde ai criteri di qualità, eccetera eccetera, veramente non vedo dove sia il problema.
Un conto è uno che guida un muletto, un automezzo o un aereo, è chiaro che deve essere scevro da questo tipo di influenza, perché può causare dei danni. L'uso di queste sostanze all'interno di quest'Aula, secondo me, in modo moderato, non porta a nessun danno. Oppure, se quello che usa queste sostanze poi non riesce ad avere la maggioranza in Aula sui suoi provvedimenti, che devono essere calendarizzati, portati in Commissione, eccetera, credo che non ci sia nessun nesso fra l'uso di queste cose e il processo legislativo.
Di conseguenza, credo che sia una cosa assolutamente ridondante, che può invece dare lo strumento per accusare persone, per metterle sotto cattiva luce, sotto una gogna morale, per cui non vedo assolutamente la necessità di fare questa cosa. Ripeto, la farò molto volentieri, molto serenamente, qualora saremo chiamati a farla, però credo che il provvedimento sia del tutto inutile.

PRESIDENTE

Collega Salemi, prego.

Orietta SALEMI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Per comunicare che il Gruppo del Partito Democratico si sottoporrà collettivamente al test antidroga, però terrà la posizione di astensione per le stesse motivazioni addotte dal collega professor Guadagnini. Io devo dire che in questo caso i colleghi che hanno fatto esperienza anche a scuola di che cosa vuol dire l'esperienza della droga, soprattutto con gli adolescenti, hanno una posizione affine e questo ci fa molto piacere.
Per fugare qualsiasi dubbio di complicità, noi siamo pronti a sottoporsi al test antidroga, non di gravidanza o di altre cose, e addirittura il collega mi suggerisce anche l'alcol test, ma terremo una posizione di astensione rispetto a questa mozione. Grazie.

PRESIDENTE

Per dichiarazione di voto Roberto Marcato.

Ass.re Roberto MARCATO (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie. Anch'io mi asterrò, anche se non avrei nessun problema a fare il test e, se viene richiesto, lo faccio con piacere, ma io sono abbastanza stanco dell'ingerenza dello Stato nella nostra vita privata. Meno Stato e più libertà. Grazie.

PRESIDENTE

Jacopo Berti, prego.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Grazie. Intervento per comunicare anche noi, per le questioni già dette prima, il voto di astensione e anche per sottolineare - abbiamo recuperato anche le fonti - che addirittura la rivista forse più autorevole al mondo in medicina, cioè l'ANSET, dice che l'alcol è la sostanza più pericolosa in assoluto per chi ne fa uso e per le persone intorno ad esse. Quindi prima di parlare di droghe leggere, iniziamo a parlare di questo. Grazie.

PRESIDENTE

Per dichiarazioni di voto Bartelle, prego.

Patrizia BARTELLE (Gruppo Misto – Italia in Comune)

Io non è che mi astengo, non voto proprio, perché vedere un argomento così serio, così grave e così importante averlo ridotto ad una scaramuccia in Aula è triste, perché veramente i problemi della dipendenza, che siano dati da alcol, da droga e mettiamoci pure i videogiochi, sono una cosa gravissima in Veneto. Ripeto, l'alcol è la cosa che troviamo più a buon mercato, e nessuno si straccia tanto le vesti quando ragazzi minorenni utilizzano spritz o altri bicchieri di vino importanti nei bar, nessuno ha mai pensato di portare avanti seriamente un progetto di legge per cui i baristi stiano attenti a quanto alcol danno nelle varie formulazioni dei cocktail. Sono cose importanti e, se noi avessimo veramente a cuore la nostra gioventù e la nostra gente, inizieremmo da questo, cioè dall'informazione e dalla formazione degli operatori di base.
Sono d'accordo con il collega Marcato, sono d'accordo con il collega Guadagnini, sono d'accordo con tutti i colleghi, ma la cosa deve essere un po' più seria e, se semplicemente questa mozione avesse avuto un titolo diverso, come "Test per l'accertamento delle dipendenze", con tutto quello che c'è scritto qui dentro, sarebbe stato condivisibile, ma l'abbiamo sempre buttata da qualche parte che non era giusta. E' una cosa serissima, dobbiamo implementare i servizi per le tossicodipendenze, dobbiamo aumentare i servizi di vigilanza all'interno delle scuole e dove ci sono i minori, questo dobbiamo fare, non preoccuparci quando persone anche di 70-80 anni continuano con il vizio acquisito di una vita.
Collega, sa che moralmente ed emozionalmente la penso come lei, ma qua ci vuole un pizzico di serietà da parte di tutti, perché dobbiamo dare una mano al nostro Assessore perché porti a casa dei servizi ancora più importanti per trovare la maniera di lavorare su queste dipendenze.

PRESIDENTE

Grazie.
Non vedo altri interventi.
Metto in votazione la Mozione n. 456, così come modificata: "Test antidroga per gli eletti e nominati nelle Istituzioni".
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Sospendiamo i lavori fino alle ore 16.45.
I colleghi sono pregati di seguirmi di là.
La seduta è sospesa alle ore 16.26
La Seduta riprende alle ore 16.53

PRESIDENTE

Bene, colleghi, riprendiamo posto. Siamo al punto n. 18.
PUNTO
18



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI ZOTTIS, FRACASSO, AZZALIN, PIGOZZO, SALEMI, SINIGAGLIA, ZANONI E GUARDA RELATIVA A ""QUOTA 100": GARANTIRE UN ADEGUATO RICAMBIO DI PERSONALE NELLE STRUTTURE SANITARIE DEL VENETO, A TUTELA DEL DIRITTO ALLA SALUTE DEI CITTADINI". (MOZIONE N. 458) RESPINTA

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- con l'entrata in vigore delle disposizioni per il pensionamento anticipato, attraverso la cosiddetta "quota 100", deliberato dal Consiglio dei Ministri del 17 gennaio scorso, viene da più parti segnalato, in primis da tutte le organizzazioni sindacali del settore, il rischio che emergano notevoli problemi organizzativi nella gestione della sanità pubblica;
- nella sola Regione Veneto si stima ad esempio che, nelle ULSS 3 Serenissima e ULSS n. 4 del Veneto Orientale, ben 246 medici e 571 tra infermieri e personale non dirigenziale potranno beneficiare del pensionamento anticipato;
- allo scenario sopra descritto si aggiunge il fatto che le amministrazioni sanitarie non hanno ancora potuto avviare le procedure concorsuali necessarie per l'assunzione del nuovo personale con l'aggravante che nel Veneto si è adottata la selezione centralizzata delle procedure selettive;
CONSIDERATO che se le suddette disposizioni dovessero entrare in vigore senza la dovuta gradualità che consenta di attivare il corrispondente turn over, la sanità in interi territori rischierebbe di entrare in crisi, pregiudicando il diritto costituzionale della tutela della salute;
impegna la Giunta regionale
1) a sollecitare il Governo affinché vengano garantiti adeguati meccanismi di compensazione tra il flusso dei pensionamenti anticipati degli addetti al sistema sanitario regionale e l'ingresso di nuovi assunti;
2) ad intervenire per lo sblocco delle assunzioni di personale nelle strutture sanitarie regionali.".

PRESIDENTE

Collega Zottis, prego.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Si tratta di una mozione che all'inizio era nata su dei rilievi dell'ULSS 3 e dell'ULSS 4, che poi potrebbe essere estesa comunque tranquillamente a tutte le ULSS del Veneto, e che era nata dopo la presentazione di Quota 100, che ha in qualche modo aggravato la situazione del personale rispetto ad una situazione già carente all'interno della Regione e anche a livello nazionale.
La mozione, oltre a citare alcuni dati, alla fine impegna la Giunta a sollecitare il Governo affinché vengano garantiti adeguati meccanismi di compensazione tra il flusso dei pensionamenti anticipati degli addetti al sistema sanitario regionale e l'ingresso di nuovi assunti e ad intervenire per lo sblocco delle assunzioni di personale delle strutture sanitarie regionali.
Il primo punto è chiaramente legato a Quota 100 e il secondo ad un sistema che comunque dipende molto dal sistema nazionale dello sblocco anche per quanto riguarda le borse di studio e i percorsi legati alla medicina. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Non vedo interventi su questa mozione, quindi metto in votazione la Mozione n. 458.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio non approva.
PUNTO
19



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI BERLATO, BARISON, FINCO, RICCARDO BARBISAN, CIAMBETTI, FORCOLIN, GIDONI, MARCATO, MONTAGNOLI, POSSAMAI, SEMENZATO, RIZZOTTO, MICHIELETTO, BORON, BOTTACIN, BRESCACIN, CALZAVARA, GEROLIMETTO, LANZARIN, SANDONÀ E VILLANOVA RELATIVA A "TUTELA DELLA DONNA E DELLA MATERNITÀ PER SALVAGUARDARE E VALORIZZARE LA VITA". (MOZIONE N. 462) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 60/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- la legge del 22 maggio 1978 n. 194 "Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza" è nata con l'obiettivo principale di eliminare gli aborti clandestini ma anche per tutelare e sostenere le donne in difficoltà che non vogliono abortire, coniugando il valore sociale della maternità con la tutela della vita fin dal suo inizio;
- la legge 194, che disciplina in 22 articoli l'interruzione volontaria di gravidanza definendone circostanze, modalità, luoghi e persone deputati all'intervento riporta nel testo che: "Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite";
- la legge 194 è conosciuta e considerata come la legge sull'aborto ma ciò che molto spesso viene disatteso è che la legge è a tutela della maternità e delle donne, e prevede l'istituzione di consultori familiari per assistere le gestanti attraverso un'informazione completa e corretta sui loro diritti, sulle norme che tutelano il lavoro, attuando o proponendo interventi speciali quando la maternità crei problemi particolari;
- sono molti i punti della legge a sostegno e tutela della maternità in particolare i consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975 n 405, assistono la donna in stato di gravidanza:
- informandola sui diritti a lei spettanti in base alla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali concretamente offerti dalle strutture operanti nel territorio;
- informandola sulle modalità idonee a ottenere il rispetto delle norme della legislazione sul lavoro a tutela della gestante;
- attuando direttamente o proponendo all'ente locale competente o alle strutture sociali operanti nel territorio speciali interventi, quando la gravidanza o la maternità creino problemi per risolvere i quali risultino inadeguati i normali interventi di cui al punto precedente;
- contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione della gravidanza. I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita;
- il consultorio e la struttura socio-sanitaria, oltre a dover garantire i necessari accertamenti medici hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall'incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto;
- quando la donna si rivolge al medico di sua fiducia questi compie gli accertamenti sanitari necessari, nel rispetto della dignità e della libertà della donna; valuta con la donna stessa e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, anche sulla base dell'esito degli accertamenti di cui sopra, le circostanze che la determinano a chiedere l'interruzione della gravidanza, la informa sui diritti a lei spettanti e sugli interventi di carattere sociale cui può fare ricorso, nonché sui consultori e le strutture socio-sanitarie;
- se non viene riscontrato il caso di urgenza al termine dell'incontro il medico del consultorio o della struttura socio-sanitaria o il medico di fiducia, di fronte alla richiesta della donna di interrompere la gravidanza le rilascia copia di un documento, firmato anche dalla donna attestante lo stato di gravidanza e l'avvenuta richiesta, e la invita a soprassedere per sette giorni, trascorsi i quali la donna può presentarsi per ottenere l'interruzione della gravidanza sulla base del documento rilasciatole presso una delle sedi autorizzate;
VALUTATO CHE:
- bisogna dare più sostegno alle donne che sono in difficoltà, che hanno dubbi rispetto al fatto di portare avanti una gravidanza e che spesso però si ritrovano da sole di fronte a una scelta così importante;
- i consultori così creati, dovrebbero aiutare a superare le cause che possono indurre la donna ad abortire, in particolar modo se queste hanno natura economica, sociale o familiare.
- dovrebbe esserci un sistema che supporti le donne che decidono di non abortire o comunque offrire alla donna la possibilità di decidere liberamente, dopo aver considerato tutte le opzioni, di interrompere la gravidanza o meno.
PRESO ATTO CHE:
- la legge considerata e applicata in modo migliore soprattutto nella sua valenza preventiva dell'aborto, attraverso un rilancio dei ruoli dei Consultori pubblici in tutto il territorio, per potere rispondere ai bisogni delle nuove generazioni con una corretta educazione alla prevenzione;
- l'autodeterminazione deve essere sostenuta da consultori efficienti, dove il primo obiettivo sia la salvaguardia e la valorizzazione della vita;
RITENUTO CHE:
- si dovrebbe richiamare l'attenzione sulla parte della legge che tutela le maternità, come riportato anche nel titolo;
- l'informazione e la prevenzione sono un binomio inscindibile e sia la donna che l'uomo devono essere consapevoli in modo tale da poter agire con cognizione di causa;
tutto ciò premesso
impegna la Giunta regionale
ad attuare tutte quelle azioni riportate nella legge 194/78 a tutela della donna e della maternità al fine di salvaguardare e valorizzare la vita.".

PRESIDENTE

Berlato, prego.

Sergio Antonio BERLATO (Fratelli d'Italia – Movimento per la cultura rurale)

I contenuti della mozione sono molto semplici e chiari: riteniamo che sia indispensabile attivare ogni utile iniziativa per fare in modo da incentivare le nascite e tutelare la scelta coraggiosa di una donna di dare la vita e per questo non essere penalizzata né nell'ambito lavorativo, né nella sua attività professionale. Riteniamo che sia indispensabile attivare ogni utile iniziativa per premiare la donna che fa questo atto di coraggio e di amore, e non permettere che venga penalizzata proprio per effetto di questa sua scelta.
Questi sono i contenuti di questa mozione, che vi invito a votare proprio per dare un segnale forte a tutte le mamme e alla necessità di garantire aiuti concreti per favorire la natalità nel nostro Paese.

PRESIDENTE

Collega Pigozzo, prego.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Devo dire che, letta con attenzione, questa mozione presenta un approccio oggettivo al funzionamento della legge e alla richiesta di maggiori garanzie per questo corretto funzionamento, ritenendo che gli obiettivi prioritari della legge vengano qui richiamati e quindi, non trattandosi di una posizione ideologica o strumentale, ma oggettiva, io ritengo che possiamo condividere gli obiettivi e votare a favore di questa mozione.

PRESIDENTE

Grazie.
Finco, prego.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Anch'io ovviamente, anche a nome del Gruppo Zaia Presidente, intendo sottoscrivere questa mozione e, dal momento che ho visto arrivare adesso l'assessore Lanzarin, questa mattina, quando abbiamo parlato dell'avanzo del bilancio del Consiglio regionale, abbiamo messo a disposizione quasi 7,5 milioni che verranno destinati per il sociale, durante la discussione è stata avanzata l'idea di destinare una quota parte di questi 7,3 milioni per delle politiche a sostegno della famiglia, ma anche della natalità. Quindi, se è possibile, visto che verrà coinvolta anche la Quinta Commissione, pensiamo magari a strutturare qualcosa per tutelare, come in questo caso, la donna, la maternità, le nascite e quant'altro, insomma delle politiche mirate su questo.

PRESIDENTE

Assessora Lanzarin.

Ass.ra Manuela LANZARIN (Zaia Presidente)

Solo per informare che nell'arco di brevissimo tempo arriverà un PDL della Giunta, una legge quadro sulla famiglia. Stiamo aspettando anche un milione di euro che dovrebbero arrivare, fondi nazionali, per metterli in quel PDL; quindi nella discussione si possono anche aggiungere altri fondi, con delle politiche ben definite. Visto che c'è la possibilità di avere questi fondi dal Consiglio, all'interno di quello, nelle varie misure, potrebbe essere anche l'occasione, con una discussione all'interno della Quinta Commissione, per aggiungere qualcosa di specifico in questo settore.

PRESIDENTE

Grazie.
Non vedo altri interventi, quindi metto in votazione la Mozione n. 462.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
20



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RUZZANTE E BARTELLE RELATIVA A "QUELLI CHE NON SANNO RICORDARE IL PASSATO SONO CONDANNATI A RIPETERLO" (GEORGE SANTAYANA). LA GIUNTA REGIONALE INTERVENGA PRESSO IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA AFFINCHÉ PROVVEDA A RIPRISTINARE IL TEMA STORICO NEGLI SCRITTI DEGLI ESAMI DI MATURITÀ". (MOZIONE N. 473) RINVIATA

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- risulta che con proprio provvedimento il MIUR ha soppresso la traccia C (tema storico) quale prova scritta dell'esame di maturità;
- rispetto alla già paventata, e poi effettiva, soppressione del tema storico erano state già sollevate motivate critiche, tanto è vero che Il Coordinamento della Giunta centrale per gli studi storici e delle Società degli storici (Cusgr, Sis, Sisem, Sisi, Sismed, Sissco) si era in tal senso espresso, rilevando che "La scomparsa della tradizionale traccia di Storia dalle tipologie previste per l'esame di maturità sembra seguire un percorso di marginalizzazione della storia nel curriculum scolastico, già iniziato con la diminuzione delle ore d'insegnamento negli istituti professionali. Si tratta di un'immotivata novità che riduce di fatto la rilevanza della Storia come disciplina di studio in grado di orientare i giovani nelle loro scelte culturali e di vita. Svilire in questo modo la specificità del sapere storico nella formazione scolastica significa inoltre accelerare, forse senza rendersene conto, un processo già in atto di riduzione del significato dell'esperienza del passato come patrimonio di conoscenze per la costruzione del futuro.";
- l'8 febbraio scorso più di tremila studenti sono scesi in piazza a Padova, come in altre città d'Italia, per la manifestazione promossa dalla Rete degli Studenti Medi contro la modifica, giudicata "assurda, in tempi e modi", dell'esame di maturità; ancora, il 22 febbraio oltre settantamila studenti italiani sono scesi in piazza, in decine di città tra le quali Venezia, Verona e Portogruaro all'interno del territorio regionale;
RILEVATO che a fronte dell'effettiva intervenuta soppressione della traccia di storia dalla prima prova scritta della maturità è intervenuta la Senatrice della Repubblica Italiana Liliana Segre che, in un'intervista rilasciata alla stampa, si è così espressa "Vorrei capire il perché della soppressione della storia, che ritengo un atto molto grave. Io mi sono sempre occupata di memoria. Ma memoria e storia vanno insieme. Da trent'anni rendo testimonianza sulla Shoah nelle scuole, e vedo la fatica che talvolta fanno i professori per contestualizzare il mio racconto. Può capitare che nell'ultima classe delle superiori non si arrivi a svolgere l'intero programma e ci si fermi alla Grande Guerra. Invece sarebbe utile studiare i totalitarismi, i genocidi e la complessità di tutto il Secolo Breve";
RITENUTO che i sopra esposti rilievi sono da tenere nella più assoluta considerazione non solo in quanto formulati da soggettività dotate di ampia e specifica autorevolezza sulla questione, ma anche in virtù della sostanziale critica alla decisione del MIUR in argomento, critica che può certamente essere sintetizzata nella nota frase del filosofo George Santayana, incisa in trenta lingue sul monumento nel campo di concentramento di Dachau: "Quelli che non sanno ricordare il passato sono condannati a ripeterlo";
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale
ad attivarsi presso il Ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca affinché si provveda a ripristinare il tema storico già dai prossimi esami di maturità.".

PRESIDENTE

Bartelle, prego.

Patrizia BARTELLE (Gruppo Misto – Italia in Comune)

Volevo chiedere se è possibile rimandarla al 25. Siccome la prima firma è del collega Ruzzante, ci tiene particolarmente, perché è un tema molto importante e sentito da entrambi, ma preferirei fosse lui a illustrarlo.

PRESIDENTE

Va bene, rinviamo al prossimo Consiglio.
PUNTO
21



MOZIONE PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA NEGRO RELATIVA A "LA REGIONE DEL VENETO SOSTENGA UNA TASK FORCE CONTRO I BOCCONI KILLER AGLI ANIMALI". (MOZIONE N. 479) INVIO IN COMMISSIONE (DELIBERAZIONE N. 61/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- in questi giorni sul quotidiano veronese L'Arena è stato pubblicato un articolo che evidenziava l'allarme tra Soave e Monteforte per la presenza di molte frattaglie imbottite di veleno che sono costate la vita ad un cane Labrador Jocker ed a una volpe;
- i sopralluoghi successivi della polizia provinciale, grazie alle segnalazioni, hanno permesso il recupero di numerose "polpette letali" evitando così altri possibili casi simili ai precedenti;
- questi sono solo gli ultimi esempi di un problema che periodicamente si riscontra in molte parti del Veneto, e non solo, dove oltre alle "polpette" di carne con veleno vengono segnalati anche "bocconi killer" con all'interno pezzi di ferro e chiodi che in modo inconsapevole cani o altri animali possono ingerire;
CONSIDERATO CHE:
- qualsiasi animale, che sia d'affezione o in cattività, al contatto con bocconi avvelenati o contenenti materiali ferrosi o vitrei, comporta quasi sempre la morte con atroci sofferenze fisiche;
- le convenzioni internazionali, le direttive europee e le norme nazionali danno le giuste e doverose attenzioni alla cura ed al benessere animale nel rispetto;
- il corpo forestale dello stato, la polizia provinciale e locale oltre alle organizzazioni di volontariato sono sempre sensibili e pronte ad intervenire in caso di segnalazione di presenza di bocconi killer contro gli animali;
impegna la Giunta regionale
ad attivare un numero verde unico regionale per la pronta segnalazione da parte dei cittadini di presenza di bocconi killer che mettono a rischio la vita degli animali, oltre ad organizzare un tavolo unico regionale che coordini ed attivi prontamente in ogni territorio le forze di polizia e/o di volontariato per un pronto controllo e recupero di alimenti letali per gli animali come i bocconi killer.".

PRESIDENTE

Prego, Negro.

Giovanna NEGRO (Veneto Cuore Autonomo)

Grazie, Presidente.
Questa mozione nasce da un'esigenza che abbiamo sul territorio, purtroppo abbiamo zone dove è diffusa la pratica dei bocconi killer, abbiamo avuto parecchi cani che sono deceduti a seguito di questi bocconi. Allora chiediamo un intervento, di poter avere un numero verde e di organizzare un tavolo per la bonifica delle zone interessate, in modo da tutelare chi ha un cane da affezione e va a passeggio nelle zone che mettono a rischio i nostri animali.

PRESIDENTE

Zanoni.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Nel condividere l'intento della collega, volevo sottolineare che questa è una pratica molto diffusa, che purtroppo un tempo era addirittura consentita da alcune leggi per il contrasto ai cosiddetti nocivi, cioè alla fauna che preda altro tipo di fauna immessa soprattutto a scopo venatorio. Comunque, nonostante sia vietata da anni e sia sanzionata penalmente, sia dal codice penale che dalla legge sulla tutela della fauna selvatica, è in uso; ci sono ancora delle aree e delle zone che vedono questa pratica, che si aggiunge a un altro tipo di pratica, è quella di chi vuole commettere furti nelle abitazioni e quindi avvelena i cani, in particolare, proprio perché vuole liberarsi di quelle sentinelle, di quegli allarmi viventi che sono appunto i nostri amici a quattro zampe, quindi provvedono con questo tipo di avvelenamento.
Quindi, sicuramente l'intento è positivo. È una situazione di difficile soluzione, nonostante le leggi, nonostante le sanzioni penali che già esistono e i controlli, è di difficile arginazione, perché spesso chi agisce, lo fa di notte, di nascosto, quindi è molto difficile scoprire chi fa questi atti criminosi.
Bisognerebbe magari pensare un po' più in grande, anche a proibire le sostanze che vengono utilizzate, i veleni che vengono utilizzati, che spesso purtroppo sono di libera vendita. Quindi ci vorrebbe anche lì una normativa per prevenire la vendita di queste sostanze, questi veleni, in modo da tracciare in particolare chi li acquista, per rendere più facile il lavoro degli inquirenti nel momento in cui ci sono le denunce dei proprietari che subiscono queste violenze nei confronti dei propri animali.

PRESIDENTE

Grazie. Finco.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta – Lega Nord)

La finalità della mozione è più che nobile, però è una mozione che merita anche un approfondimento per quel che riguarda i costi e anche il sistema di pronto intervento, perché da quello che so, già oggi comunque, se denunci la presenza di bocconi avvelenati lungo un percorso, comunque c'è un intervento da parte delle autorità preposte per la bonifica, però bisognerebbe anche un attimo capire quali sono i costi nell'attivare un numero verde unico e anche tutta una serie di azioni da mettere in campo.
Però, siccome non vogliamo nemmeno bocciarla come mozione, chiedo alla presentatrice se può ritirarla: approfondiamo un attimo l'argomento e poi vediamo come magari fare qualcosa di più importante e funzionale anche in merito alla problematica presentata.

PRESIDENTE

Si potrebbe anche discuterne in Commissione eventualmente se viene colta.
Prego, collega Negro.

Giovanna NEGRO (Veneto Cuore Autonomo)

Presidente, è fattibile metterla al prossimo Consiglio?

PRESIDENTE

Sì, però dopo l'ordinamentale della Terza comunque.
Allora io direi, visto che c'è anche un po' di tempo, di fare anche un approfondimento in Commissione, che è il luogo dove queste cose possono trovare un momento specifico per l'approfondimento.

Giovanna NEGRO (Veneto Cuore Autonomo)

Sì, certo. Comunque ci sono due settimane.

PRESIDENTE

Ci sono due settimane, facciamo il Consiglio il 25.
Prego.

Andrea ZANONI (Partito Democratico)

Solo perché la collega ha parlato di Terza Commissione, ma questa è materia di Quinta Commissione, solo per specificare questo.

PRESIDENTE

È il sistema veterinario che interviene e quindi è roba da Quinta, mi pare.
Comunque, va bene, è il rinvio in Commissione, che va votato.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
22



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI DALLA LIBERA, FABIANO BARBISAN E SANDONÀ RELATIVA A "ITALIANI IN FUGA DAL VENEZUELA: LA GIUNTA VALUTI LA POSSIBILITÀ DI SOSTENERE I CONNAZIONALI IN RIENTRO DA TERRITORI DI PROVATA CRISI UMANITARIA QUALI IL VENEZUELA PER FARE FRONTE ALLE PRIME NECESSITÀ, PREVEDA UNA SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA NEL RICONOSCIMENTO DELLE CERTIFICAZIONI DOCUMENTALI POSSEDUTE E UNA MAGGIORE FACILITÀ AD ACCEDERE AL MONDO DEL LAVORO IN ITALIA". (MOZIONE N. 495) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 62/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- la comunità italiana in Venezuela è al terzo posto tra quelle che vivono in America latina. Secondo l'AIRE, l'Anagrafe degli italiani all'estero, sono oltre 119 mila coloro che vivono in Venezuela: 28.500 provengono dalla Campania, 20.500 dalla Sicilia e 15 mila dall'Abruzzo;
- il flusso migratorio degli italiani verso il Venezuela è stato un fenomeno in crescita a partire dal governo guidato da Betancourt, fondatore del partito socialdemocratico, alla guida del Paese dal 1945 al 1948, il quale ha adottato misure economiche per favorire la manodopera proveniente dall'estero: in questi tre anni entrano nel Paese 40 mila stranieri, un quarto dei quali sono italiani;
- il fenomeno migratorio verso il Venezuela continua anche nel Secondo Dopoguerra grazie alla politica economica promossa da Pérez Jiménez di rilancio delle infrastrutture: la maggior parte degli italiani si stabiliscono nella capitale Caracas e nelle città di Maracaibo, Valencia, Maracay, Barquisimeto, Puerto Cabello, La Guaira; con lo sviluppo dell'industria siderurgica, anche a Puerto Ordaz, mentre i contadini vanno nelle pianure, sulle Ande e negli Stati di Aragua e Miranda;
- dai primi anni Cinquanta gli italiani sviluppano attività imprenditoriali: aprono piccole e medie imprese nell'ambito delle costruzioni, nel commercio, nei servizi. Fanno parte della classe media;
CONSIDERATO CHE:
- negli anni Novanta l'economia del Venezuela vive una fase di crisi e molte piccole imprese italiane chiudono, in molti perdono il lavoro: si registrano le prime file presso il Consolato italiano di Caracas per la richiesta di un visto per emigrare. Il quadro si aggrava con il regime di Maduro;
- secondo i dati di Infocamere, ad oggi sono solo nove le aziende italiane con una sede in Venezuela: Costruzioni linee ferroviarie (ingegneria civile), Trevi (lavori di costruzione specializzati), Saipem (costruzione di edifici), Travel auto (pubblicità e ricerche di mercato), Italferr (studi di architettura e ingegneria), Eni (energia), Cesab costruzioni edilizie, Eniprogetti (studi di architettura e ingegneria), Iscom (lavori di costruzione specializzati);
OSSERVATO CHE:
- il Venezuela si è trasformato da Paese dell'accoglienza a Paese dell'esodo di massa: secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale l'inflazione quest'anno potrebbe raggiungere il 1.000.000%, portando il 24% dei bambini a rischio di morte per malnutrizione acuta. Ogni giorno muoiono persone per mancanza di cure mediche, sia per lo smantellamento del sistema sanitario, sia per la mancanza di medicinali e attrezzature. Inoltre, la violenza è allarmante: la criminalità è fuori controllo e la repressione governativa è sempre più dura;
- gli italiani emigrati adesso affrontano fame, crisi e repressione e tentano di tornare in Italia. L'impresa, come denunciano i rappresentanti degli italiani all'estero, si presenta molto più difficile del previsto, a causa della burocrazia italiana che ostacola la loro integrazione: dall'omologazione di un titolo di studio, alla conversione della patente di guida o al semplice rilascio della carta d'identità;
tutto ciò premesso,
invita la Giunta regionale
ad attivarsi per valutare la possibilità di dare sostegno agli italiani e ai loro discendenti di ritorno da territori di provata crisi umanitaria, con particolare attenzione alla migrazione di italiani e loro discendenti in arrivo dal Venezuela, per far fronte alle prime necessità, avviare un progetto di accoglienza che preveda la semplificazione burocratica nel riconoscimento delle Certificazioni documentali possedute (es. patenti di guida, titoli di studio) e una maggiore facilità ad accedere al mondo del lavoro in Italia.".

PRESIDENTE

Prego, collega Dalla Libera.

Pietro DALLA LIBERA (Veneti Uniti)

Grazie, Presidente.
Com'è noto, la situazione in Venezuela non è delle migliori, ci sono molti italiani che sono emigrati nel tempo, soprattutto nel corso del Novecento in Venezuela, che hanno lavorato, che hanno costruito imprese e che adesso si trovano in difficoltà e quindi rientrano in Italia; rientrando in Italia, hanno bisogno di una facile integrazione e quindi questa mozione è tesa proprio a far sì che la Giunta regionale si attivi e faccia tutto il possibile per consentire una più facile integrazione da parte di questi nostri cittadini italiani che rientrano dal Venezuela.
In particolare con questa mozione si invita la Giunta regionale ad attivarsi per valutare la possibilità di dare sostegno agli italiani e ai loro discendenti di ritorno da territori di provata crisi umanitaria, con particolare attenzione alla migrazione di italiani e loro discendenti in arrivo dal Venezuela, per far fronte alle prime necessità, avviare un progetto di accoglienza che preveda la semplificazione burocratica nel riconoscimento delle certificazioni documentali possedute, come ad esempio le patenti di guida e titoli di studio, e una maggiore facilità ad accedere al mondo del lavoro in Italia. Grazie.

PRESIDENTE

Bene, se non ci sono altri interventi, metto in votazione la Mozione n. 495.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Passiamo alla mozione 500, che è stata in qualche maniera resa attuale dagli eventi.
PUNTO
23



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI PIGOZZO, ZOTTIS, FRACASSO, AZZALIN, SALEMI, SINIGAGLIA, ZANONI, RUZZANTE, FERRARI, RIZZOTTO, MICHIELETTO, BORON, BOTTACIN, BRESCACIN, CALZAVARA, GEROLIMETTO, LANZARIN, SANDONÀ, VILLANOVA, FINCO, RICCARDO BARBISAN, CIAMBETTI, FORCOLIN, GIDONI, MARCATO, MONTAGNOLI, POSSAMAI E SEMENZATO RELATIVA A "GRANDI NAVI VENEZIA: CHI NON DECIDE È COMPLICE DEI DANNI ALLA CITTÀ". (MOZIONE N. 500) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 63/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- domenica 2 giugno 2019 una nave da crociera, la "Msc Opera", (65 mila tonnellate di stazza, lunga 275 metri, larga 32 e capace di trasportare circa 2.700 ospiti ed oltre 700 uomini e donne dell'equipaggio) si è schiantata contro una lancia fluviale ormeggiata nel canale della Giudecca, per cause ancora in corso di accertamento da parte degli inquirenti;
- come tutti i media internazionali, nazionali e locali hanno mostrato, si è sfiorata una strage;
EVIDENZIATO che da anni si contrappongono punti di vista diametralmente opposti sulla scottante tematica in oggetto, tra chi ha sempre negato l'eventualità che si potessero verificare gravi incidenti come quello del 2 giugno e chi ha sempre lottato contro il passaggio delle grandi navi nel Bacino di San Marco;
CONSIDERATO CHE:
- tutti hanno assistito, attoniti e impauriti, a quanto accaduto presso la banchina di San Basilio a Venezia, centro storico, ed esattamente in quel momento si è avuta l'evidente dimostrazione che incidenti, anche gravi, possono verificarsi in ogni tratto del delicatissimo sistema lagunare;
- oramai è del tutto palese che non è più possibile rinviare le decisioni da prendere in merito a questo grave problema; una chiamata di responsabilità immediata risulta del tutto improrogabile: si deve trovare al più presto una soluzione che allontani le grandi navi dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca;
- tutte le possibili soluzioni sono da tempo state vagliate ed esposte; va assunta una decisione che salvaguardi la sicurezza della città, l'ambiente e l'occupazione che gravita attorno alla crocieristica;
RITENUTO che la fragilità di Venezia e laguna e la loro salvaguardia rendono non più rinviabile un aggiornamento della legge n. 171/1973 (Legge Speciale per Venezia) anche al fine di garantire l'abitabilità e la vivibilità di una città messa a dura prova dall'impatto della "monocultura" turistica;
tutto ciò premesso,
impegna la Giunta regionale
a rendersi, con inderogabile urgenza, parte attiva presso il Governo nazionale e tutte le istituzioni coinvolte, affinché si giunga quanto prima ad una decisione esecutiva che allontani il passaggio delle grandi navi dal Bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca, mantenendo comunque l'home-port a Venezia, mettendo in sicurezza la delicatissima Città di Venezia, il suo patrimonio e l'ecosistema lagunare, onde scongiurare ulteriori scenari dagli esiti catastrofici".

PRESIDENTE

Pigozzo, prego.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie. Intanto volevo ringraziare i Capigruppo per aver consentito l'iscrizione all'ordine del giorno di questa mozione in tempi rapidi, perché è stata formulata all'indomani del noto incidente della MSC Opera, che si è schiantata sulla banchina della Giudecca contro un'altra imbarcazione. Non serve stare qui a ripetere quello che è successo, lo abbiamo visto, sentito e commentare in tutte le salse, in queste settimane. Il motivo per cui abbiamo pensato, con la collega Zottis e gli altri colleghi che l'hanno sottoscritta, di dare immediatamente un segnale anche all'interno dell'aula consiliare su questo tema è legato proprio al titolo che abbiamo voluto dare alla mozione, cioè: "Sul tema grandi navi a Venezia chi non decide è complice dei danni alla città".
In effetti, se andiamo indietro negli anni, vediamo che la tematica ha trovato moltissime posizioni, alcune anche diametralmente opposte, necessità di valutazioni, contrapposizione tra i progetti eccetera. La cosa però che non è più accettabile – e l'incidente ha portato con forza l'attenzione dell'opinione pubblica, ma in particolare dei veneziani che risiedono tutti i giorni qui, a Venezia – è che bisogna prendere una decisione rapida.
Ritenendo che il transito attuale per il bacino di San Marco e il Canale della Giudecca sia una situazione che crea continuamente rischio, e i danni abbiamo visto quali possono essere, per fortuna sono stati lievi, da questo punto di vista, ma potevano essere molto più gravi, noi chiediamo che la Giunta regionale, in particolare, si faccia portavoce presso le Istituzioni nazionali e tutte le altre Istituzioni coinvolte per arrivare a dare una definizione a questo problema del transito delle grandi navi, ritenendo che ci siano già state ampie valutazioni, non solo sui progetti, ma anche sulle possibili soluzioni. Mi riferisco in particolare al cosiddetto "Comitatone", che nel novembre 2017 - quindi è già passato oltre un anno e mezzo - aveva individuato una modalità di accesso delle grandi navi attraverso il porto e la bocca di Malamocco, quindi il canale Malamocco-Marghera, per arrivare con una via alternativa rispetto a quella attuale, con gli opportuni adattamenti, necessari a questo tipo di soluzione. Come soluzione, aveva trovato allineati tutti i soggetti istituzionali, dai Comuni (Venezia, Chioggia, Mira, Jesolo, Cavallino Treporti), l'Autorità portuale, il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, il Ministero dell'Ambiente, il Ministero dell'Istruzione, la Presidenza del Consiglio, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, su quella soluzione c'era stata una sintesi coerente, coerente anche con i provvedimenti di programmazione urbanistica in essere. Mi riferisco al PAT del Comune di Venezia, al PTCP della ex Provincia, adesso Città Metropolitana, e al PTRC regionale, dove in tutti e tre questi strumenti viene identificato il porto di Venezia, la marittima, come porto duale, nel senso che vanno distinti gli accessi tra le grandi dimensioni, che possono entrare attraverso questa soluzione del canale della bocca di porto di Malamocco, e gli altri di inferiore dimensione, che possono utilizzare il transito anche lungo il canale della Giudecca. Questa decisione è ferma ormai da un anno e mezzo, abbiamo bisogno di sbloccare la situazione.
Quindi, io credo che la Regione, come organo competente sul territorio, tanto più che nella trattativa sull'autonomia è stato scritto e viene richiesto che la Regione abbia un ruolo importante sulla gestione del sistema lagunare e quindi non solo il tema del MOSE, eccetera, ma anche questo tema della gestione dei traffici e allora facciamo ulteriore sollecitazione al Governo perché la decisione possa essere valutata in maniera oggettiva e si faccia un passo avanti. Questo pantano fa male a Venezia, fa male ai veneziani, fa male il sistema turistico e all'economia del nostro territorio del nord-est in generale.

PRESIDENTE

Zottis, prego.

Francesca ZOTTIS (Partito Democratico)

Intanto ringrazio il collega Pigozzo anche di aver inserito all'ordine del giorno questa mozione così velocemente e credo che sia importante l'approvazione perché ci sono i rischi che ha già elencato il collega Pigozzo, ma c'è anche il rischio di perdere la centralità del porto di Venezia, nel senso che chiaramente, se non troviamo una soluzione, prima o poi il transito va a Trieste. Credo che anche la Regione Veneto questo non possa permetterselo per l'importanza economico-turistica che hanno Venezia e il suo porto, anche per motivi non solo economici, ma anche storici e sociali. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Collega Bartelle, prego.

Patrizia BARTELLE (Gruppo Misto – Italia in Comune)

Ringrazio i colleghi di aver presentato questa mozione e giustamente tutti coloro che l'hanno messo all'ordine del giorno velocemente.
Una cosa importante, che però non va solo sottovalutata, è che le parole da sole non servono a nulla, ma servono atti concreti, servono presentazioni di progetti sui quali lavorare: qua da anni si parla e non si è presentato un progetto, per cui si deve puntare a presentare questi progetti, perché ripeto che se non ci sono e non si vanno le valutazioni di impatto ambientale, parliamo del nulla; questo lo sappiamo tutti e ben venga questa presa di posizione di intenti, ma sollecitiamo alla presentazione di progetti.

PRESIDENTE

Jacopo Berti, prego.

Jacopo BERTI (Movimento 5 Stelle)

Io volevo chiedere se dopo tutti questi anni questo è il massimo che è riuscito a produrre la politica veneta, perché dal 2012, da quando si è schiantata la Costa Concordia al Giglio - come al solito in Italia si ragiona per regimi emergenziali - si è pensato di fare qualcosa assolutamente e immediatamente e allora c'è stato il decreto "Clini-Passera" di due righe per dire di mandare via le grandi navi dalla Giudecca fino a che non ci sarà una proposta alternativa. Il risultato è che dal 2012 le cose fatte sono zero.
Tutti i Governi – per buona e larga parte del PD – non hanno mai preso una decisione, né portato avanti seriamente una posizione: un colpo al cerchio e uno alla botte, faremo, non faremo, il risultato è che non esiste ancora il requisito minimo necessario per poter iniziare a discutere delle grandi navi in laguna, ovvero il cosiddetto "Protocollo fanghi", cioè possiamo parlare di quello che vogliamo ma se non c'è neanche la legge per poter solamente abbassare una draga all'interno della laguna, stiamo parlando del nulla, stiamo parlando di deroghe e siamo completamente fuori normativa.
Quindi siamo di fronte al nulla di fatto e mi stupisce anche che questa mozione venga presentata contro gli stessi presentatori, perché il titolo stesso dice che chi non decide da anni è complice dei danni alla città, ma c'eravate voi al Governo e al Governo della Regione c'erano altri, ma nessuno ha mai parlato di questo tema, l'ha sempre sviato, ha fatto finta che non esistesse, additando come talebano chi invece sosteneva che immediatamente andavano prese delle decisioni.
Ebbene, adesso immediatamente c'è qualcuno che addirittura in pochi mesi – perché adesso pochi mesi diventano troppo tempo – si è preso l'onere di prendere una decisione, magari scomoda, magari antipatica, le decisioni che fanno contenti tutti non esistono, ma sta prendendo una decisione.
Infatti l'unica soluzione di cui oggi si parla è quella di prendere la Cernobyl del Veneto, uno dei luoghi più inquinati del pianeta, e, come soluzione, andare a farci sbarcare i turisti, cioè arrivano i turisti e li andiamo a mettere nel posto più brutto, inquinato e pericoloso che esista in Veneto: è una cosa talmente folle, che penso che meriti di non essere nemmeno affrontata seriamente, tant'è che appunto i tecnici dei Ministeri l'hanno immediatamente accantonata.
Venerdì ci sarà qui il Ministro che sarà a fare i sopralluoghi tecnici con le persone deputate e chi ha le conoscenze tecniche necessarie per poter fare tutti i sopralluoghi e soprattutto partiamo da qualcosa di fondamentale: mi fa piacere anche rivederlo qui, parliamo dell'ecosistema lagunare e soprattutto del futuro di questa città. Le decisioni che prendiamo qui, oggi, andranno a impattare nei prossimi cinquanta, cento anni, perché questa è la visione che noi dobbiamo avere di Venezia, lasciarla meglio di come l'abbiamo trovata. Abbiamo trovato un disastro a Marghera, abbiamo trovato un disastro in Laguna, purtroppo; sono stati fatti degli sversamenti e sono per alcuni tratti irrimediabili i danni alle persone, all'ecosistema e all'ambiente. Pensare ancora di andare a fare dragaggi nella zona di Marghera e andare a impattare con quell'ecosistema, non lo diciamo certo noi, sui giornali avete letto che professori come D'Alpaos hanno detto che è impensabile andare a dragare e a muovere fango lì attorno, non lo dico certo io. Ci saranno scienziati e persone assolutamente di grande caratura in grado di dimostrare che quella strada non può e non deve essere percorsa, per la salvaguardia del futuro di questa città e delle prossime generazioni, ma invece finalmente ci sarà la capacità di andare, nei prossimi giorni, a discutere concretamente di soluzioni che riescano a trovare il giusto equilibrio tra ambiente, futuro, sostenibilità e lavoro. Grazie.

PRESIDENTE

Fracasso.

Stefano FRACASSO (Partito Democratico)

C'è una decisione del "Comitatone", di cui ha già detto il mio collega Pigozzo, del novembre 2017. A marzo del 2018 ci sono state le elezioni, da lì a pochi mesi un nuovo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quindi sul tavolo del Ministro c'è da un anno quella decisione del "Comitatone", non l'ha presa Fracasso la decisione, ha fatto l'elenco il collega Pigozzo: l'Autorità portuale, la Regione, la Città metropolitana, i Comuni, eccetera. La compatibilità con gli strumenti urbanistici... è passato un anno e siamo ancora qui. "Arrivano a Marghera, questo posto brutto e cattivo". Ma questo posto brutto e cattivo ha un piano di bonifica e riqualificazione che, pur con grandissima fatica, passo dopo passo, arriverà a una fine, o vogliamo che Marghera rimanga quello che era trent'anni fa? Perché non è solo la questione di dove arrivano le grandi navi, è la questione del destino di Venezia, della Laguna, di Porto Marghera, dopo che Porto Marghera ha abbandonato la sua vocazione petrolchimica. Se qualcuno vuol riproporla, lo faccia pure, io credo che non sia la soluzione per Porto Marghera, nel terzo millennio. Quindi, a meno che non si voglia ancora tirarla lunga e intanto da qualche parte le grandi navi andranno, non so se ancora a Venezia o da un'altra parte, senza prendere decisioni, perché questo è oggi... stamattina sono intervenuto sull'Alta capacità, dico la stessa cosa sul tema delle grandi navi, sulla portualità veneziana, perché non c'è solo in ballo la questione delle grandi navi, c'è in ballo il ruolo che il porto di Venezia, sia per la parte turistica, ma ancora di più per la parte mercantile, intende assumere nel Mediterraneo. "Via della seta", interesse della Cina, rapporto con Trieste, qui si tratta di cominciare a definire che cosa rappresenta Venezia, non solo in termini turistici, ma come nodo di una più estesa rete infrastrutturale, che non a caso – non a caso – l'Unione europea ha individuato con i propri corridoi, e sono corridoi multimodali. Tutto si tiene: il destino del porto di Venezia, il destino del corridoio ferroviario che da Venezia va verso est e verso nord perché, se vogliamo dare un futuro a questo ruolo, non c'è dubbio che tutta la rete ferroviaria che parte da Venezia va potenziata e, se si tratta di potenziarla anche in funzione del trasporto merci, torno a dire che il quadruplicamento è assolutamente necessario, quindi noi ribadiamo che non si può perdere altro tempo e probabilmente vedrete che il Ministro ci dirà che ci vuole un'altra analisi costi-benefici, però quella dell'Alta velocità l'ha commissionata, ma non l'ha ancora vista, a quanto leggo stamattina.
Quindi ne sono state fatte innumerevoli e anche sul tema delle grandi navi è stata fatta una lunga analisi, ci può essere sempre qualcuno che non è d'accordo, ma alla fine una decisione deve essere presa e noi con questa mozione intendiamo sollecitare che una decisione si prenda.

PRESIDENTE

Assessore Marcato, prego.

Ass.re Roberto MARCATO (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Intervengo perché non è detto che, per il fatto che si ha un microfono in mano, si può dire qualsiasi cosa.
Definire l'area di Marghera come la "Chernobyl del Veneto", a parte che lo trovo assolutamente irresponsabile, ma è innanzitutto una balla perché non è così e non si avvicina nemmeno lontanamente a Chernobyl. E immaginare di dare queste definizioni in un luogo come questo, sapendo perfettamente qual è lo sforzo che stiamo facendo tutti per ridare o dare a quell'area una prospettiva di sviluppo sostenibile, davvero è inaccettabile.
Ma se pure supponiamo che sia vero quello che dice il collega Berti, che ripeto è una sciocchezza assoluta, tu domani mattina ti impegni con il tuo Ministro a far arrivare i 200 milioni che servono a Porto Marghera per fare i marginamenti: 200 milioni me li fai avere domani mattina, se è vero, ma se non è vero, allora la smetti di dire sciocchezze. Abbiamo fatto domanda e i 200.000 milioni non arrivano e allora, se è vero che è una Chernobyl, caro Berti, fai arrivare i 200 milioni che mancano per fare i marginamenti, visto che il Ministro è tuo.
In secondo luogo, visto che è la Chernobyl dici al tuo Ministro che approvi la ZES. Non è mio assolutamente e siccome ho una mia dignità politica, faccio fatica a immaginarlo come mio Ministro. Ecco tu dici al tuo Ministro che approvi la ZES che abbiamo chiesto per dare prospettiva a Porto Marghera e il tuo Ministro ha detto di no.
Allora, visto che per me non è la Chernobyl ed è un'area importante e strategica non solo per il Veneto, ma per tutta l'Italia, noi abbiamo chiesto la ZES e il suo Ministro ha detto di no perché la ZES la dà solo in Sicilia, in queste Regioni meravigliose, che dal punto di vista produttivo danno prospettiva al nostro Paese. Abbiamo chiesto la ZES per Porto Marghera, la Chernobyl, e ci hanno detto di no e allora io non accetto che Porto Marghera venga definita "Chernobyl" e ripeto che è da irresponsabili.

PRESIDENTE

Collega Baldin, prego.

Erika BALDIN (Movimento 5 Stelle)

Io ritengo che non ci sia nemmeno bisogno di votare una mozione del genere perché è già così, cioè il Governo nazionale si sta già attivando con inderogabile urgenza per porre rimedio a danni di non decisioni che ci sono stati e che ci hanno preceduto. E' un anno che al Ministero delle Infrastrutture c'è un Ministro del Movimento 5 Stelle ed è riuscito a scegliere due progetti su un totale di tredici inizialmente, sulla base di alcune valutazioni che il Ministro ha fatto e sono uno al Lido e l'altro a Chioggia, dove io vivo, che incontrano il favore del territorio.
Il motivo è semplice: sapete benissimo che quella parte di territorio veneto negli anni è sempre stata abbandonata a se stessa, non esiste una tratta ferroviaria degna di questo nome, abbiamo la strada statale più pericolosa d'Italia per cui, pur essendo il settimo comune del Veneto per popolazione, è carente sotto tutti i punti di vista di questo genere infrastrutturale. Quindi riteniamo che, portando le navi a Chioggia, potrebbero finalmente essere fatte tutte queste opere infrastrutturali. Non ultimo, siccome è incompatibile con la crocieristica stessa, verrebbe eliminato il problema che qui nessuno si è assunto l'onere di attenzionare, il deposito di GPL presente proprio a trecento metri dal centro storico di Chioggia. Quindi, solo in questo modo riusciremmo a fare queste cose che la città chiede da anni. Detto questo, se i partiti politici hanno una soluzione migliore, che lo dicano, ma la soluzione, come ha detto anche il mio collega Berti, non può essere portare milioni di turisti davanti a una centrale, davanti a dei fumi che inquinano, facendo attraversare alle persone un canale che è detto "canale dei petroli", e c'è un motivo, perché è pieno di fanghi tossici, fanghi nocivi e, andando a scavare in quel canale, chiaramente si rimetterebbero in circolo gli stessi.
È facile con questa mozione scaricare le responsabilità su chi fino ad oggi non ne ha avute, perché siamo da un anno al Governo e in un anno si sono trovate due soluzioni possibili. Aspettiamo il Ministro Toninelli in città, al Lido, per verificare assieme la fattibilità, ma anche la valutazione politica, che nel nostro caso, come ho detto prima, era positiva. Siamo dell'idea che chi governa deve assumersi delle responsabilità; quindi anche la Regione è invitata, dopo anni di inerzia su questo, a dire la propria, ma a trovare la soluzione migliore, non per gli interessi di qualcuno, ma per gli interessi di tutto il territorio veneto.

PRESIDENTE

Finco, prego.

Nicola Ignazio FINCO (Liga Veneta – Lega Nord)

Presidente, brevemente, per dire che sottoscriviamo la mozione e che voteremo a favore, anche a nome del Gruppo Zaia Presidente.

PRESIDENTE

Assessora Elisa De Berti.

Ass.ra Elisa DE BERTI

Do atto che si è discusso sostanzialmente per cinque anni di cosa fare di queste grandi navi, perché sono state valutate varie ipotesi che non erano possibili tecnicamente o non trovavano il favore del territorio.
Quando voi dite che in tutti questi anni è stata prodotta solo una mozione sbagliate, soprattutto quando dite che bisogna che le Istituzioni si impegnino, perché c'è un "Comitatone", dove tutte le Istituzioni sono state chiamate ad esprimersi, che ha votato a favore del progetto di Marghera, ovviamente adeguandolo... A maggioranza, va bene, a maggioranza ha votato, ma il "Comitatone" si è espresso a favore del progetto, con la necessità temporaneamente di scavare il canale Vittorio Emanuele.
Giustamente, il Consigliere Berti prima ha detto che, al di là del fatto che vogliamo risolvere il problema, non c'è neanche il "Protocollo fanghi"; appunto, ma non c'è il "Protocollo fanghi" neanche per Chioggia. Non è che il "Protocollo fanghi" c'è per Venezia, ma non c'è per Chioggia. Per quanto il Ministro abbia sempre detto "fuori dalla laguna le navi da crociera", a Chioggia sono in laguna. Quando lei mi parla di ecosistema lagunare, le grandi navi a Chioggia andranno a disturbare l'ecosistema lagunare. Il Movimento 5 Stelle mette in discussione lo scavo dei fanghi, un milione e mezzo di metri cubi del Vittorio Emanuele. Vi siete mai posti la domanda di cosa bisognerà scavare a Chioggia per portare le grandi navi? Si parla di 5-6 milioni di metri cubi. E quando il Ministro scrive sul giornale "5-6 milioni di metri cubi per scavare il Vittorio Emanuele", il Ministro prende l'ennesimo granchio, perché sta parlando di Chioggia e non del Vittorio Emanuele. Il Vittorio Emanuele, male che vada – dati dell'Autorità portuale – sono 1,8 milioni. Quindi noi parliamo di andare a sventrare l'ecosistema lagunare, però va bene, l'importante è trovare una soluzione veloce per tirar fuori dal bacino di San Marco le navi da crociera.
Noi siamo favorevoli a questa mozione che io integrerei con una richiesta urgente al Ministro di riconvocare il Comitatone: se lui non vuol dar corso al Comitatone del 7 novembre 2017, ci sono state le elezioni il 4 marzo, è diventato Ministro il 5 giugno, dopo qualche settimana aveva sulla sua scrivania tutti i dossier di tutte le problematiche d'Italia e non c'era solo quello del tunnel del Brennero, ma c'era anche quello delle grandi navi, che lui ha sempre detto di studiare. L'unica riunione che lui ha fatto è stato il 19 febbraio, dove fortunatamente il Presidente non è andato giù per perdere tempo perché avete letto sui giornali come si è svolta la riunione: è stata una cosa deprimente, in cui il Ministro ha voluto condividere un approfondimento tecnico sui tre progetti di Lido, Malamocco e Chioggia, ma Malamocco è uscito perché il Provveditorato non ha dato parere positivo.
In quella sede sia la Regione che il Comune di Venezia con Brugnaro ha chiesto di adottare, finché non vengano fatte tutte le verifiche tecniche e gli approfondimenti, la soluzione veloce di portare fuori le crociere dal bacino di San Marco con lo scavo del Vittorio Emanuele, ma il Ministro non ha risposto e l'avvocato Colonna ha glissato, perché abbiamo fatto un incontro convocato dal Ministro, in cui l'unico interlocutore di Regione e Comune era l'avvocato Colonna.
Non c'è stata un'interlocuzione con il Ministro, non c'è stata la possibilità di confrontarsi con il Ministro e allora, visto che voi auspicate che la Regione si prenda le proprie responsabilità, prendiamoci tutti le responsabilità e dite al vostro Ministro che riconvochi il Comitatone.

PRESIDENTE

In replica il collega Pigozzo come proponente.

Bruno PIGOZZO (Partito Democratico)

Grazie ai colleghi per la discussione che ha generato la mozione che abbiamo presentato. Non volevo dare fuoco alle polveri, ma credo che sia stato utile entrare nel merito, anche se in maniera veloce, e recepire quello che è il punto di vista dell'Aula in merito a questo tema.
Allora, io accolgo la richiesta di sottoscrizione che ha fatto prima il collega Finco a nome del suo Gruppo e della Lista Zaia, accolgo anche la richiesta che faceva l'assessore De Berti di integrare il testo della mozione e pregherei di prendere nota alla Segreteria, in particolare ad aggiungere: "...a rendersi, con inderogabile urgenza, parte attiva presso il Governo nazionale e tutte le Istituzioni coinvolte, riconvocando il Comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla laguna di Venezia (il cosiddetto "Comitatone"), affinché si giunga..." e il resto rimane uguale.
Quindi con questa integrazione per me va bene e se l'Aula è d'accordo, io chiedo di sostenerla.

PRESIDENTE

Allora, il primo firmatario della mozione ha accolto la richiesta di modifica fatta dall'assessora De Berti e, con il suo parere favorevole, la cosa si può fare.
È chiusa la discussione generale e chiedo se ci sono dichiarazioni di voto, altrimenti metto in votazione la mozione.
Bartelle.

Patrizia BARTELLE (Gruppo Misto – Italia in Comune)

Dichiarazione di voto. Io non sono firmataria, ma chiaramente esprimerò il mio pensiero. Voterò comunque favorevole perché, piuttosto di un'inerzia assoluta, è meglio fare qualcosa. Però ricordo che qualsiasi azione, qualsiasi "Comitatone", qualsiasi cosa che anche in questi giorni stiamo leggendo sui giornali con una certa pressione, avrà bisogno di essere presentata sotto la forma di un progetto che andrà a valutazione di impatto ambientale. Perciò le sparate che leggiamo; in poco tempo faremo, caveremo... no, non sarà poco tempo, saranno anni, siamo coscienti di questo, non giriamoci attorno. L'unico progetto presentato con una valutazione già approvata, valutata, e che ha anche delle prescrizioni sappiamo qual è, è il progetto fatto dalla Duferco, quello al Lido. Perciò ragioniamo su quello che è fattibile, non ragioniamo sul sesso degli angeli, di chi ha le colpe. Andiamo pure avanti, avrete e avete il mio voto favorevole, ma rimaniamo con i piedi per terra, perché per una procedura di valutazione impatto ambientale sappiamo quanti anni serviranno.

PRESIDENTE

Metto in votazione la Mozione n. 500, così come modificata.
(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione come modificata)
"IL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
PREMESSO CHE:
- domenica 2 giugno 2019 una nave da crociera, la "Msc Opera", (65 mila tonnellate di stazza, lunga 275 metri, larga 32 e capace di trasportare circa 2.700 ospiti ed oltre 700 uomini e donne dell'equipaggio) si è schiantata contro una lancia fluviale ormeggiata nel canale della Giudecca, per cause ancora in corso di accertamento da parte degli inquirenti;
- come tutti i media internazionali, nazionali e locali hanno mostrato, si è sfiorata una strage;
EVIDENZIATO che da anni si contrappongono punti di vista diametralmente opposti sulla scottante tematica in oggetto, tra chi ha sempre negato l'eventualità che si potessero verificare gravi incidenti come quello del 2 giugno e chi ha sempre lottato contro il passaggio delle grandi navi nel Bacino di San Marco;
CONSIDERATO CHE:
- tutti hanno assistito, attoniti e impauriti, a quanto accaduto presso la banchina di San Basilio a Venezia, centro storico, ed esattamente in quel momento si è avuta l'evidente dimostrazione che incidenti, anche gravi, possono verificarsi in ogni tratto del delicatissimo sistema lagunare;
- oramai è del tutto palese che non è più possibile rinviare le decisioni da prendere in merito a questo grave problema; una chiamata di responsabilità immediata risulta del tutto improrogabile: si deve trovare al più presto una soluzione che allontani le grandi navi dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca;
- tutte le possibili soluzioni sono da tempo state vagliate ed esposte; va assunta una decisione che salvaguardi la sicurezza della città, l'ambiente e l'occupazione che gravita attorno alla crocieristica;
RITENUTO che la fragilità di Venezia e laguna e la loro salvaguardia rendono non più rinviabile un aggiornamento della legge n. 171/1973 (Legge Speciale per Venezia) anche al fine di garantire l'abitabilità e la vivibilità di una città messa a dura prova dall'impatto della "monocultura" turistica;
tutto ciò premesso,
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a rendersi, con inderogabile urgenza, parte attiva presso il Governo nazionale e tutte le istituzioni coinvolte, riconvocando il comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e di controllo sulla Laguna di Venezia (il cosiddetto "Comitatone") affinché si giunga quanto prima ad una decisione esecutiva che allontani il passaggio delle grandi navi dal Bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca, mantenendo comunque l'home-port a Venezia, mettendo in sicurezza la delicatissima Città di Venezia, il suo patrimonio e l'ecosistema lagunare, onde scongiurare ulteriori scenari dagli esiti catastrofici.".
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
PUNTO
24



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MONTAGNOLI, VALDEGAMBERI, NEGRO, BASSI, CORSI, CASALI, BRUSCO, SALEMI E GIORGETTI RELATIVA A "PROPOSTA DI EMENDAMENTO LEGISLATIVO PER FAVORIRE IL PREPENSIONAMENTO DEI LAVORATORI DIPENDENTI DI IMPRESE EDITORIALI IN CRISI. LAVORATORI - DIPENDENTI DI AZIENDE EDITORIALI E STAMPATRICI DI PERIODICI E POLIGRAFICI - CHE HANNO MATURATO UNA CERTA ANZIANITÀ DI SERVIZIO E CHE, SE NON FOSSERO INTERVENUTE MODIFICHE ADOTTATE CON IL REGOLAMENTO DI ARMONIZZAZIONE (DPR 157/2013), AVREBBERO POTUTO TRAGUARDARE LA PENSIONE.". (MOZIONE N. 497) APPROVATA (DELIBERAZIONE N. 64/2019)

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- con D.P.R. 28 ottobre 2013, n.157, è stato adottato il regolamento che prevede l'incremento dei requisiti minimi di accesso al pensionamento per i soggetti iscritti a gestioni pensionistiche assoggettate a requisiti più favorevoli, rispetto a quelle vigenti nell'assicurazione generale obbligatoria e, quindi, per i lavoratori dipendenti di aziende editoriali e stampatrici di periodici e poligrafici. In particolare sono state modificate le norme relative al prepensionamento dei lavoratori dipendenti di aziende editoriali in crisi di cui all'art. 37 della legge 5 agosto 1981, n. 416;
- il regolamento ha sostituito l'anzianità contributiva minima di 32 anni, aumentata di un periodo pari a tre anni fino ad un massimo di 35 anni quale condizione valida per accedere al pensionamento anticipato fino al 31 dicembre 2013 con un requisito di almeno 35 anni a decorrere dal 1° gennaio 2014, 36 anni a decorrere dal 1° gennaio 2016, 37 anni a decorrere dal 1° gennaio 2018, da adeguare alle mutate aspettative di vita negli anni successivi;
- in sede di approvazione della legge di bilancio del 2019 è passato un emendamento in favore dei dipendenti di imprese editoriali in crisi (dipendenti di aziende editoriali e stampatrici di periodici e poligrafici). La misura ha esentato dall'applicazione degli adeguamenti della speranza di vita ISTAT i dipendenti di imprese editoriali in crisi (dipendenti di aziende editoriali e stampatrici di periodici e poligrafici) destinatari della salvaguardia di cui all'art. 1, comma 154, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che, come noto, consente loro di far salve le regole di cui alla legge 5 agosto 1981, n. 416, precedenti l'adozione del regolamento di armonizzazione (D.P.R. 157/2013). A seguito della novella, pertanto, hanno potuto accedere alla pensione i lavoratori che hanno maturato 32 anni di contribuzione in costanza di CIGS in forza di accordi sottoscritti tra il 1° gennaio 2014 ed il 31 maggio 2015;
CONSIDERATO CHE:
- attualmente sono tornati in vigore i requisiti di cui al D.P.R. 28 ottobre 2013, n.157, che prevedono a partire da 1° gennaio 2018 un'anzianità contributiva di 37 anni;
- siamo in presenza di uno stato di crisi senza precedenti che sta interessando l'intero comparto dell'editoria periodica con l'apertura di innumerevoli vertenze nel settore, tra cui una delle più importanti imprese europee nel campo grafico e leader nelle arti grafiche in Italia, il Gruppo Elcograf SpA del Gruppo Pozzoni SpA;
- vi è la necessita di affrontare la crisi della carta stampata attraverso strumenti di ammortizzazione sociale che favoriscano la fuoriuscita volontaria dei lavoratori di un settore in continua e profonda mutazione. L'editoria su carta stampata - da ormai un decennio in crisi - soffre ancor più oggi, lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. L'imponente avvento della digitalizzazione in questo comparto, mette drammaticamente in ginocchio la stampa tradizionale di periodici e quotidiani;
- serve prioritariamente evitare ricadute traumatiche della crisi del settore editoriale che nuocerebbero gravemente ai lavoratori difficilmente ricollocabili sul mercato del lavoro;
impegna la Giunta regionale del Veneto
ad intervenire e farsi carico con urgenza della situazione evidenziata in premessa presso il Governo nazionale, affinché:
- a fronte di crisi conclamate, si ripristini, sia pure per un tempo predefinito (12 mesi), il vecchio requisito di anzianità contributiva precedente l'adozione del regolamento di armonizzazione (D.P.R. 157/2013). Ai destinatari del prepensionamento in argomento si applicheranno i requisiti, vigenti prima dell'entrata in vigore del D.P.R. 28 ottobre 2013, n.157, non adeguati alla speranza di vita di cui all'art. 12, comma da 12-bis a 12-quinquies, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Pertanto i lavoratori dipendenti di imprese editoriali in crisi (dipendenti di aziende editoriali e stampatrici di periodici e poligrafici) potranno accedere al prepensionamento con una anzianità contributiva pari a 1664 contributi settimanali e senza l'applicazione delle disposizioni in materia di aspettativa di vita;
- si possa avviare un percorso condiviso con il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico al fine di individuare soluzioni che consentano la salvaguardia dei livelli occupazionali e la valorizzazione delle professionalità anche attraverso percorsi di formazione e riqualificazione.".

PRESIDENTE

Montagnoli, prego.

Alessandro MONTAGNOLI (Liga Veneta – Lega Nord)

Grazie, Presidente.
Questa mozione è stata sottoscritta da tutti i colleghi veronesi, che ringrazio, che parte dalla problematica dei lavoratori della ditta Ecograf, ex gruppo Mondadori, settore delle aziende dell'editoria, oggi di proprietà del Gruppo Pozzoni, che da tempo, da un po' di anni, ha sicuramente dei problemi dal punto di vista dell'occupazione, legati al cambiamento di tutto il settore dell'editoria e alle nuove tecnologie. Ci siamo incontrati con le parti sindacali.
Con questa mozione, nello specifico, si chiede una modifica legislativa a livello nazionale. Parlamentari di ambiti e di schieramenti politici con cui ci siamo incontrati hanno presentato la stessa proposta di emendamento al Governo, chiedendo la rettifica di una modifica che è avvenuta col bilancio 2019, per consentire il prepensionamento dei lavoratori delle aziende in crisi del settore editoria. La parte sindacale che ha chiesto, e noi abbiamo dato tutti la disponibilità, e fa piacere che ci siamo tutti, a livello di Consiglieri veronesi, per supportare il personale di questo settore che è in crisi a livello nazionale, ma a livello mondiale, visto che le nuove tecnologie stanno cambiando il mondo della carta. Sicuramente per Verona è una realtà storica. Alla Mondadori, che anni fa aveva quasi 3.000 dipendenti, oggi sono in 500. Per cui, con la speranza che anche da parte dell'attuale proprietà si diano delle risposte al personale, di investimento in nuove tecnologie, chiediamo che il Consiglio, si esprima, mi auguro all'unanimità, e che il Governo si impegni a ripristinare quanto era precedentemente inserito, quindi la facoltà che i lavoratori di questo settore possano ottenere i benefici del prepensionamento, a fronte di situazioni di crisi. Sono convinto che i colleghi parlamentari, sia alla Camera che al Senato, che già hanno avuto un incontro anche con il Sottosegretario che segue la materia, possono dare risposta al personale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei.
Collega Salemi.

Orietta SALEMI (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.
Io ringrazio il collega Montagnoli, che ha promosso questa iniziativa, condivisa dai colleghi di Verona, perché conosciamo bene il valore prezioso di questa azienda veronese che, come diceva Alessandro Montagnoli, nel tempo ha perso il suo valore. A Verona sono rimasti circa 440 lavoratori, mi pare, che in questo momento stanno vivendo una situazione di crisi che investe tutto il settore, ahimè, dei poligrafici, in particolare dell'editoria il settore della carta stampata è in crisi, ci sono altre aziende, non soltanto quella veronese, ma in Lombardia e in Trentino con un numero di dipendenti inferiore a quello di Verona, ma comunque che vive un momento di estrema difficoltà, dovuta ovviamente a un cambiamento del mercato, ad una riduzione delle commesse da parte della Mondadori e forse anche a vicende che hanno interessato lo stabilimento di Verona stesso per questo passaggio di proprietà, che aveva garantito lavoro a tutti, ma che in questo momento sta subendo la crisi.
Allora, che cosa possiamo fare noi? Noi possiamo ovviamente costituirci in filiera con i colleghi parlamentari, è stato molto positivo il fatto che a maggio, quando ci siamo trovati al picchetto organizzato dai dipendenti, ci fossimo tutti, sia come regionali che ovviamente come parlamentari, per far fronte, ciascuno in base alle proprie competenze e alle proprie deleghe, rispetto a questa problematicità.
La mozione è un primo passo e vorremmo che in qualche modo, oltre al segnale che possiamo dare come Consiglio regionale, ci fosse poi da parte nostra anche un tentativo di accompagnare anche l'azione che intraprendono i nostri colleghi in Parlamento, per vedere se a questo incontro che c'è stato col Sottosegretario, poi ne seguono degli altri e ci cono degli sviluppi anche per quanto riguarda l'impegno da parte del MISE.

PRESIDENTE

Non vedo altri interventi.
Metto in votazione la Mozione n. 497 dei consiglieri Montagnoli ed altri.
È aperta la votazione.
(Votazione elettronica)
È chiusa la votazione.
Il Consiglio approva.
Abbiamo l'ultima mozione, la n . 454, della collega Bartelle.
PUNTO
25



MOZIONE PRESENTATA DAI CONSIGLIERI RUZZANTE E BARTELLE RELATIVA A "LA REGIONE DEL VENETO VIETI L'IMPIEGO DEL BENTAZONE". (MOZIONE N. 454) RINVIATA

(N.d.r. - Si riproduce il testo scritto della mozione)
"Il Consiglio regionale del Veneto
PREMESSO CHE:
- con Decreto dirigenziale del 5 dicembre 2018 "Autorizzazione all'immissione in commercio, ai sensi dell'art. 33 del regolamento (CE) n. 1107/2009, del prodotto fitosanitario BENTA 480 SL dell'Impresa Sharda Cropchem España, S.L. rilasciata in seguito alla procedura di valutazione zonale." il Ministero della Salute ha autorizzato, ai sensi dell'art. 33 del regolamento (CE) n. 1107/2009, l'immissione in commercio di un prodotto fitosanitario contenente Bentazone al 48% in formulazione concentrato solubile, con impiego su mais e su riso;
- l'autorizzazione è stata rilasciata in seguito alla procedura di valutazione zonale ed era stata richiesta da una ditta indiana operativa in Spagna;
- il prodotto fitosanitario è importato in confezioni pronte per l'impiego dagli stabilimenti di imprese estere con sedi in Ungheria e Polonia e preparato presso uno stabilimento nel territorio della Provincia di Bergamo;
CONSIDERATO CHE:
- il Parlamento europeo, con una Risoluzione del 23 novembre 2016, ricordava che il bentazone, ampiamente usato in agricoltura, ha un elevato potenziale di lisciviazione diretta nelle acque sotterranee, a causa delle sue proprietà;
- dai dati dell'Agenzia dell'ambiente britannica emerge che il bentazone è l'antiparassitario più frequentemente rilevato nelle acque sotterranee del Regno Unito ed è presente anche nelle acque superficiali; una situazione analoga si riscontra in tutta Europa;
- secondo il Rapporto nazionale pesticidi, sui dati della acque riferiti al 2015-2016 (ISPRA, 2018) il bentazone è stato rinvenuto nel 18,7 % dei punti di monitoraggio delle acque superficiali e dunque, di fatto, inquina già seriamente le acque italiane;
- in Italia erano registrati tre prodotti fitosanitari contenenti bentazone da solo (due su frumento, mais, sorgo, soia ed altre leguminose, ed uno su fagiolino) e due prodotti contenenti Bentazone ed Imazamox per l'impiego su soia; prodotti autorizzati in virtù del fatto che questi impieghi non presentavano rischi significativi di contaminazione delle acque, non essendo prevista per le colture interessate l'irrigazione;
APPURATO che la Regione Piemonte ha ritenuto, con DGR del 2 febbraio 2018 n. 12-6441, di estendere il divieto di impiego del bentazone a tutti i comuni, per le porzioni di territorio comunale ricadenti in aree di ricarica, già previsto dal DM 9/3/2007 "Limitazioni d'impiego dei prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive bentazone, cinosolfuron, dimetenamide, molinate, quinclorac, nel territorio della regione Piemonte, ai sensi del d.lgs. 17 marzo 1995, n. 194, articolo 5, comma 20".
RITENUTO che il Bentazone rischia ora di tornare disponibile per l'uso in risaia per la gestione di infestanti di difficile controllo, come le alismatacee, e che tale utilizzo vada scongiurato in ogni modo;
impegna la Giunta regionale
ad adottare urgentemente tutti i provvedimenti utili a impedire l'utilizzo di bentazone sulla coltura del riso coltivato in sommersione e nelle aree di ricarica degli acquiferi profondi".

PRESIDENTE

Prego, collega Bartelle.

Patrizia BARTELLE (Gruppo Misto – Italia in Comune)

Presidente, poiché l'argomento è abbastanza importante e oggi non abbiamo il conforto dell'Assessore di riferimento, l'Assessore Pan, sono a chiedere se possiamo rimandarla alla settimana prossima.

PRESIDENTE

Va bene la iscriviamo al prossimo Consiglio, dopo le parti legislative che abbiamo detto prima.
Quindi, come prima concordato in Conferenza dei Capigruppo, chiudiamo qui la seduta e ci rivediamo martedì 25 alle ore 10.30. Grazie e arrivederci.
La seduta termina alle ore 17.46
Il Consigliere segretario
f.to Simone SCARABEL

Il Presidente
f.to Roberto CIAMBETTI

Resoconto stenotipico a cura di:
Real Time Reporting S.r.l.

Revisione e coordinamento testo a cura di:
Cristiano Gebbin e Paola Lombardo

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