Prima commissione - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: presentato al Consiglio il dossier con le proposte del Veneto

17 febbraio 2021

(Arv) Venezia 17 feb. 2021 -    Nel corso della seduta odierna della Prima commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto presieduta da Luciano Sandonà (Zaia Presidente), Vicepresidente Vanessa Camani (Partito Democratico), l’Assessore regionale Francesco Calzavara ha illustrato il dossier relativo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alle proposte del Veneto ad esso correlate. I lavori della Commissione sono stati introdotti dal Presidente dell’Assemblea legislativa Roberto Ciambetti: “Inizia oggi in Consiglio regionale - ha affermato il Presidente Ciambetti - un percorso di approfondimento che riguarderà tutte le Commissioni consiliari fino all’approdo in Aula previsto per la seconda metà di marzo, relativamente alle proposte della Giunta sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, un Piano che impegnerà nel prossimo periodo tutta la pubblica amministrazione e che vede nel contempo impegnato il nuovo governo con ulteriori proposte che, a quanto sembra, dovrebbero essere in parte differenti rispetto al Piano conosciuto fino a oggi. Il Veneto ha già un parco-progetti allo stato avanzato che può essere utilizzato a questi scopi: si tratta di idee e di progetti realmente fattibili per creare posti di lavoro e per far ripartire la locomotiva del Veneto”. Nel corso della presentazione, l’Assessore Calzavara, in sintesi, ha ricordato la funzione del Next Generation EU, una dotazione finanziaria messa a disposizione dall’Unione Europea per fare fronte ai problemi economici generati dalla pandemia da Covid 19. La dotazione complessiva è di 750 miliardi di euro, per tutti i paesi che compongono l’Unione. Il principale strumento del Next Generation è il cosiddetto Dispositivo di Ripresa e Resilienza i cui obiettivi sono: la ripresa post pandemia, la resilienza dei sistemi, la promozione della coesione economica, sociale e territoriale, l’attenuazione dell’impatto sociale ed economico della crisi, il ripristino del potenziale di crescita, la promozione di una crescita sostenibile, la transizione verso il verde e il digitale, la creazione di lavoro di qualità. Per ottenere le risorse del Dispositivo, ogni Stato deve predisporre un proprio Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) da presentare alla Commissione Europea entro il prossimo 30 aprile. Le risorse a disposizione dell’Italia ammontano a 196,5 miliardi di euro, suddivisi in circa 69 miliardi in sovvenzioni e oltre 127 miliardi a debito con tassi di mercato favorevoli, con impegni di spesa da suddividersi tra il 2022 e il 2023, e i pagamenti entro fine 2026. Il PNRR prevede risorse, pari a 223,91 miliardi di euro, composte da quelle già indicate nel Dispositivo, cui vanno sommati ulteriori 14,4 miliardi (un margine di sicurezza previsto qualora l’Unione Europea non riconoscesse parte degli interventi) e 13 miliardi recuperati da un altro strumento europeo denominato React-EU. Il Piano predisposto dall’Italia prevede tre assi strategici (digitalizzazione e innovazione; transizione ecologica; inclusione sociale), tre priorità trasversali (donne; giovani; sud) e sei missioni (digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute). A seguito del percorso di partecipazione intrapreso delle Regioni per la costruzione del PNRR, il Veneto ha approvato il proprio Piano di Ripresa e Resilienza con DGR 1529 del 17 novembre 2020, realizzato sulla base delle missioni del Piano Nazionale. Il Piano del Veneto è composto da 13 macro-progetti, suddivisi in 155 schede-progetto, per un totale di quasi 25 miliardi di euro. I 13 macro-progetti, in sintesi, sono: crescita e valorizzazione del capitale umano; energia sostenibile; inclusione sociale; infrastrutture per la competitività; infrastrutture per l’attrattività turistica e culturale; innovazione; mitigazione del rischio idrogeologico; olimpiadi; rafforzamento, innovazione e digitalizzazione delle istituzioni pubbliche; recupero e risanamento ambientale; resilienza sanitaria; gestione delle risorse idriche; conversione eco-sostenibile del sistema della mobilità. A titolo esemplificativo, gli interventi infrastrutturali e trasportistici, cui sono destinati circa 8,8 miliardi di euro, sono riferiti, per quanto riguarda le autostrade, al corridoio Mestre-Cesena (2 mld euro), all’autostrada regionale Medio Padana Veneta, Nogara-Mare e collegamento A22 Brennero (2 mld di euro), l’accesso al litorale del Lago di Garda (1 mld di euro); per l’ammodernamento del parco mezzi impiegato nei servizi di trasporto pubblico locale-gomma sono previsti 970 milioni di euro. Inoltre, 4 miliardi euro verrebbero destinati alla difesa del suolo e ambiente, poco meno di 4 mld anche per l’edilizia ospedaliera e sociale, 640 milioni per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026, per la formazione, istruzione, lavoro e cultura 1,2 mld di euro. “A partire dalla prossima settimana - ha affermato a margine dei lavori della Commissione il Presidente Sandonà - il dossier presentato oggi sarà suddiviso per materie e analizzato nelle diverse commissioni in base alle proprie competenze. Le proposte del Veneto sommano circa 25 miliardi di euro e si rifanno alle linee generali presentate a suo tempo dal Governo, un Piano, quello predisposto dal Governo, che presenta diverse criticità sia dal punto di vista dell’eccessivo centralismo, sia per l’eccessivo spostamento di risorse, circa il 60% di quelle disponibili, a favore del sud. Il Piano affronta in primis la crisi derivante dalla pandemia, evento che ha colpito in misura più rilevante le regioni maggiormente produttive del nostro paese. Chiediamo quindi al nuovo governo di riproporre e di riformulare totalmente la proposta che verrà fatta alla Commissione Europea affinché le regioni diventino protagoniste, così come lo sono sempre state relativamente allo sviluppo e alla spesa dei fondi europei, ma anche per riequilibrare la proposta nei confronti delle regioni produttive che sono il traino di questo paese. Se il Veneto, l’Emilia Romagna, la Lombardia, solo per fare qualche esempio, non si riprendono, non riparte nemmeno il Paese e su questo sarà posto l’accento dal Consiglio nel corso delle prossime settimane di lavoro”. “Abbiamo insistito affinché questo provvedimento non rimanesse nei cassetti della Giunta - ha affermato la Vicepresidente Camani - ma fosse posto al centro della discussione dell’Assemblea perché crediamo importante che tutto il Consiglio regionale debba essere coinvolto in una discussione di estrema rilevanza che riguarda il futuro della nostra regione. Le criticità principali sono due: innanzitutto, poca innovazione, ossia poca capacità di immaginare il Veneto del 2030, e in seconda battuta poca propensione rispetto ai temi della sostenibilità, dell’innovazione e della digitalizzazione. Confidiamo con il lavoro all’interno delle Commissioni e in Consiglio di poter dare un contributo positivo a questo piano”. Di seguito, la Prima commissione ha dato il via libera a maggioranza, senza voti contrari, alle proposte di candidatura per la designazione di un componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Studi universitari di Vicenza, della Consigliera di parità supplente della Regione del Veneto e di un componente del Collegio sindacale di Sistemi Territoriali.