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Covid 19 - Lorenzoni (GM): “Protocollo visite nelle RSA venete: la Regione faccia presto”
22 febbraio 2021
(Arv) Venezia 22 feb. 2021 - “Ci sono migliaia di parenti che non incontrano in presenza gli anziani residenti nelle case di riposo venete dallo scorso settembre. Bene l’annuncio di stamane da parte dell’Assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin che ha fatto riferimento a un imminente protocollo destinato a regolare questo genere di visite. Purché si faccia presto”. Così il Portavoce delle opposizioni in Consiglio regionale del Veneto Arturo Lorenzoni (Gruppo Misto) che spiega: “Stando agli ultimi dati diramati dall’Istituto Superiore di Sanità, attualmente in Veneto ci sono 355 strutture residenziali per anziani, per un totale di oltre 17mila ospiti. Rappresentiamo la seconda Regione italiana in termini di over 65 assistiti in strutture dedicate, subito dietro alla Lombardia. Negli ultimi mesi ho ricevuto decine di segnalazioni di figli e nipoti, oltre che di mariti e mogli, angosciati per non aver più potuto vedere i loro cari. Comprendiamo la logica della massima tutela dei più fragili, e tuttavia, ora che gli stessi ospiti e gli operatori sono stati quasi tutti vaccinati, vengano date delle indicazioni chiare e precise alle famiglie sulle modalità di visita”.
“Sicuramente non sarà possibile recarsi a qualsiasi orario o in più parenti, come accadeva fino al 20 febbraio del 2020 - sottolinea il Consigliere - una soluzione per risolvere il problema dei numeri sta nell’incontro semiesterno, come organizzato da molte case di riposo nei mesi estivi dello scorso anno: l’ospite rimane dentro alla struttura, all’occorrenza seduto, mentre i parenti restano fuori, sulla soglia. In altri termini, vanno incentivate tutte quelle strade percorribili in massima sicurezza per far sentire agli anziani il calore e la vicinanza dei parenti stessi, in presenza”.
“Durante l’inverno - conclude Lorenzoni - l’unico contatto è stato una videochiamata tramite whatsapp, solitamente una volta alla settimana. La tecnologia aiuta, ma spesso il collegamento si inceppa. Per tante persone della terza età guardare negli occhi, di persona, i propri figli o nipoti è la miglior medicina”.