Made in Italy – Piccinini (LVA): “Meno alcol nel vino: assurdo danneggiamento del Made in Italy”

11 maggio 2021

(Arv) Venezia 11 mag. 2021 - “Lo scorso 6 maggio, Coldiretti ha reso noto il contenuto del documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea in cui viene discussa la possibilità di introdurre la pratica della dealcolazione parziale e totale dei vini, lanciando un allarme a tutto il settore vitivinicolo. La proposta prevede di autorizzare nell'ambito delle pratiche enologiche l'eliminazione totale o parziale dell'alcol con la possibilità di aggiungere acqua. Una notizia che arriva in un momento difficile per il settore che, dopo la parziale resistenza alla crisi pandemica da Covid-19, ha registrato un crollo del 20 per cento dei consumi all'estero dall’inizio del 2021”. Ad affermarlo il consigliere regionale Tomas Piccinini, presidente del gruppo Lista Veneta Autonomia, che condivide le preoccupazioni manifestate da Coldiretti e dai produttori vitivinicoli scaligeri che, schieratisi a difesa della tradizione enologica italiana, hanno parlato di un vero e proprio attacco al Made in Italy.

“Sono stati loro, infatti, a lamentare come la dealcolazione parziale e totale dei vini, qualora si accogliesse come soluzione, andrebbe a danneggiare etichette Doc come il Valpolicella, il Soave, il Bardolino e l’Amarone, rendendo concreto il rischio di essere sostituite da surrogati che potrebbero essere prodotti da chiunque”.

“ll vino per noi non è solo un prodotto ma è cultura, territorio e tradizione – afferma il consigliere –. Dal momento che Coldiretti ha reso noto che questo intervento nel processo di trasformazione dell'uva risulterebbe invasivo, compromettendo le caratteristiche naturalità del prodotto, non posso che schierarmi a favore delle nostre eccellenze. La tutela del nostro Made in Italy, soprattutto in un momento storico come questo, resta prioritaria e mi pare sinceramente assurda la formulazione di una legislazione vitivinicola che metta a rischio l’identità dei nostri prodotti agroalimentari. Quella del vino, infatti, grazie alle peculiarità delle nostre uve e all’esclusività delle nostre tecniche produttive, è la principale voce dell'export agroalimentare nazionale che vale oltre 11 miliardi di euro. Credo che invece di cercare pretesti per indebolire un mercato già fortemente colpito dalla crisi pandemica – conclude Tomas Piccinini – l’Unione Europea dovrebbe impegnarsi ad affiancare l’Italia in una mirata strategia di valorizzazione e promozione delle unicità per le quali il nostro paese è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo”.