dettaglio - crv
- Home
- Comunicati stampa
- Ambiente - Zanoni (Pd): “La lotta al bracconaggio...
Ambiente - Zanoni (Pd): “La lotta al bracconaggio dimenticata dalla Regione: ancora una volta niente fondi per il contrasto di questa piaga”
07 dicembre 2021
(Arv) Venezia 7 dic. 2021 - “Ancora una volta la lotta al bracconaggio resta fuori dal Bilancio della Regione, come fosse una piaga che non riguarda il Veneto, nonostante i dati dicano ben altro. Le nostre richieste per finanziare le attività di contrasto sono state bocciate anche quest’anno”. Lo rende noto il consigliere regionale Andrea Zanoni, primo firmatario di un doppio emendamento sottoscritto da tutto il gruppo consiliare del Partito Democratico, respinto dalla maggioranza durante la discussione sul Collegato.
“Il primo emendamento prevedeva uno stanziamento di 100mila euro a titolo di rimborso per le Guardie venatorie e zoofile volontarie, impegnate a titolo completamente gratuito nelle attività di prevenzione e repressione del bracconaggio in tutto il Veneto. Il secondo emendamento, riguardava il Polesine, con 50mila euro da destinare alle attività di vigilanza delle guardie provinciali della provincia di Rovigo, per l’acquisto di mezzi utili, attualmente non esistenti, per raggiungere le postazioni di caccia e fare i dovuti controlli. L’area del Delta del Po, - sottolinea il consigliere - secondo il Piano nazionale di contrasto al bracconaggio, è infatti uno degli hot spot in Italia, perché si cacciano animali selvatici illegalmente, con fucili con più colpi del consentito e con i richiami elettroacustici per attirare gli uccelli migratori come anatre e limicoli”.
“Accogliere le nostre proposte sarebbe stato un segnale di responsabilità da parte della Regione a tutela della fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato e quindi patrimonio dell’intera collettività. I soldi non ci sono mai per chi svolge vera attività di prevenzione, ma per le associazioni venatorie, invece, si trovano sempre, siamo a 200/300.000 euro l’anno, nonostante due indagini in corso su come sono stati spesi questi fondi. Una indagine da parte della Guardia di Finanza e una indagine da parte della Corte dei Conti”, conclude Zanoni.