Lorenzoni (Gm): “Legge sulle concessioni di grandi derivazioni d’acqua ad uso idroelettrico: un punto di partenza, non d’arrivo, con la delega totale alla giunta”

25 ottobre 2022

(Arv) Venezia 25 ott. 2022 - “Sulle concessioni relative alle grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico, non vi sarà la ‘via ordinaria’ alla gara con concorrenti privati nell’assegnazione di nuove autorizzazioni, equiparando questa modalità all’assegnazione a società miste pubblico-private con selezione competitiva del partner privato e ai partenariati pubblico-privati, secondo quanto previsto dalla norma nazionale. Queste semplici parole, ovvero via ordinaria, avrebbero reso assai difficile un ruolo pubblico nella futura gestione delle risorse idroelettriche regionali”. Così il Portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni (Gruppo misto) che spiega: “Ho proposto tale emendamento alla legge regionale sulle concessioni delle grandi derivazioni d’acqua ad uso idroelettrico, approvata durante la seduta di oggi; è passato anche l’altro mio emendamento che inserisce tra i criteri di priorità nell’assegnazione delle concessioni stesse la presenza di enti locali nella compagine societaria dei soggetti concorrenti. Si tratta di un fattore importantissimo al fine di assicurare il legame di questi impianti con il territorio e per favorire l’utilizzo della rendita ad essi associata per la gestione del delicato ambiente naturale su cui insistono”.

“Non da meno - sottolinea Lorenzoni - ho assicurato che i dati di produzione che i concessionari uscenti sono tenuti a fornire all’amministrazione regionale siano su base oraria. Avere, infatti, la sola produzione annua non darebbe alcuna informazione sul valore della produzione associato alla gestione degli impianti. Più in generale il Consiglio regionale del Veneto, tra gli ultimi in Italia, ha solamente approvato quanto previsto dal Decreto legislativo 135 del 2018, che ha sancito la regionalizzazione delle competenze sulla gestione delle concessioni idroelettriche. Questo è un passaggio fondamentale, che assegna per alcuni decenni a venire l’utilizzo degli impianti idroelettrici di grande taglia, costruiti nel corso dello scorso secolo. Una quantità di energia vicina al 2% dell’intera produzione elettrica nazionale. E, soprattutto, energia pregiata poiché modulabile, di un valore dell’ordine dei 400 milioni di euro per anno”.

“Con la manovra emendativa portata in aula con i colleghi dell’opposizione - prosegue il Consigliere - abbiamo cercato di creare le condizioni migliori affinché i cittadini veneti possano beneficiare del valore creato dagli impianti presenti sul territorio. È un punto di partenza, non di arrivo. Gran parte delle grandi derivazioni in Veneto scade nel 2029; è indispensabile che la Giunta si muova fin da subito per stabilire le modalità con cui intende provvedere alla riassegnazione”.

“Su questo fronte, la delega data dal Consiglio, attraverso la legge appena approvata, è troppo ampia - conclude Lorenzoni - in quanto lascia alla Giunta una totale discrezione di scelta sulle modalità di gestione della riassegnazione delle concessioni. Per questa ragione non ho potuto esprimere un voto favorevole”.