Baldin (M5S): “Deposito GPL a Chioggia, dopo quasi due anni di stallo e i ricorsi respinti a Socogas occorre fare piena luce sulle responsabilità politiche del progetto. Per il futuro dell'area, la soluzione naturale è il mercato ittico all'ingrosso in un polo integrato”

22 aprile 2023

(Arv) Venezia 22 apr. 2023 -    Finalmente, qualcosa inizia a muoversi dalle parti del deposito di GPL in Val da Rio a Chioggia. L’incontro degli scorsi giorni tra l’Autorità Portuale, il comitato civico che si è opposto alla costruzione e l’amministrazione comunale clodiense è stata la prima azione da quando, lo scorso anno, l’UNESCO ha chiesto all’ente locale di smantellare l’impianto per continuare a usufruire della protezione internazionale della laguna. Sono stati quasi due anni di stallo che non hanno visto alcun passo avanti. Anzi, tra la cittadinanza cominciava a montare la paura di un passo indietro”. Lo afferma Erika Baldin, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle.

“Nel gennaio 2022 – ricorda l’esponente Pentastellata - l’impresa fidentina Socogas si era vista respingere dal TAR del Veneto ben cinque ricorsi amministrativi contro la Capitaneria di Porto, il Ministero per lo Sviluppo Economico, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e l’Autorità Portuale stessa, nonché contro il Decreto interministeriale n.173/2020 (già Decreto ‘Agosto’), che stabiliva ex post come la costruzione di siti pericolosi insistenti in zone tutelate dall’UNESCO -e la laguna veneta lo è- fosse vietata”. “Il fatto che Costa Bioenergie stia accettando il risarcimento statale di 29 milioni, determinato da un’apposita commissione - osserva Baldin - lascia pensare che l’azienda non abbia avanzato ricorso in secondo grado al Consiglio di Stato, che sarebbe stata una causa temeraria. Ricordo che lo stop all’entrata in funzione del deposito è dovuta al comma 95 del Decreto Agosto, emanato dal governo Conte II grazie alla volontà politica del Movimento e della sua maggioranza”. “Rimane ancora da stabilire la responsabilità politica che ha portato Chioggia a rischiare seriamente di avere un impianto del genere a 300 metri dal centro abitato – continua la consigliera regionale - Non possiamo ingenuamente lasciar passare tutto in cavalleria, ed è ora che si conosca chi ha voluto quel deposito, chi ha appianato gli ostacoli, se esiste una filiera politico-imprenditoriale ben precisa che si è dovuta fermare solo davanti all’azione politica del M5S e dei suoi alleati. Dev’essere chiaro che loro lo hanno installato, noi lo abbiamo rimosso”. “Ora è tempo di occuparsi del futuro – invita Erika Baldin - cosa ne sarà dell’area ora occupata dai tre ‘bomboloni’, quando verranno trasportati altrove? Già durante l’amministrazione 5 Stelle e nella successiva, in campagna elettorale, erano stati stanziati anche dieci milioni di euro. Per noi la zona di Val da Rio ben si presta a ospitare l’auspicato trasloco del mercato ittico all’ingrosso all’interno di un polo integrato che deve comprendere lo sviluppo di imprese della conservazione e della trasformazione della materia prima, marina e lagunare (pesce, crostacei, molluschi), rinverdendo così una tradizione che a Chioggia aveva messo piede nel dopoguerra. Questa è la naturale destinazione, non altre”.