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Bigon (Pd): “Carenza medici di base, non è in discussione l’impegno della Regione ma i risultati. Ecco la nostra proposta”
10 agosto 2023
(Arv) Venezia 10 ago. 2023 - “Il direttore generale della Sanità veneta, Massimo Annichiarico, non si deve rammaricare perché lo sforzo della Regione nel colmare le zone carenti di medicina di base non viene riconosciuto. Non è questo il tema. I cittadini giudicano i risultati e in oltre due anni dall’ultimo picco del Covid la condizione della medicina del territorio non è affatto migliorata, anzi”.
Lo afferma Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione consiliare Sanità.
“La Regione è intervenuta più volte, ma in modo non adeguato alle necessità – evidenzia l’esponente Dem - La prima, aumentando il numero degli assistiti per medico, non tenendo conto che parecchi medici avevano già superato la soglia dei 1.500 assistiti. In pochi hanno quindi aderito. Poco o nulla è stato fatto per incentivare l’associazione tra medici o forme più evolute di ambulatori. Come è noto, in Veneto il 50% dei medici lavora ancora singolarmente dovendo sobbarcarsi l’intero carico burocratico senza avere accesso ai contributi a carico della Regione riservati alle Medicine di Gruppo Integrate e senza godere dei vantaggi della convenzione tra più medici di base, che consente almeno di suddividere le spese”. “Successivamente – prosegue la consigliera del Pd - visto che il problema delle zone carenti non si risolveva, anzi peggiorava, la Regione ha fatto intervenire i medici di continuità assistenziale, le guardia mediche, non rendendosi conto che per formazione ed orario non erano affatto compatibili con le esigenze del cittadino. Non solo: la loro disponibilità sul territorio è così scarsa che ne mancano ancora circa 600. E’ stato sovrastimato anche l’impatto dei corsisti a cui è stata assegnata una zona carente dal momento che per coprire il carico di lavoro di un medico formato ne servono almeno due, mentre è stata impugnata anche l'ultima proposta della Regione sugli specializzandi”. “Ora non esistono soluzioni magiche – conclude Bigon - ma si può distinguere tra palliativi e misure che vanno concretamente incontro alle esigenze dei medici: come Pd, chiediamo che la Regione accolga e faccia propria la proposta di dare assistenza amministrativa ai medici di famiglia, sgravandoli dall’invadente carico burocratico. Solo così potremo chiedere loro di prendere in carico un numero maggiore di assistiti”.