Ostanel (VcV): “Ticket di accesso a Venezia, segnale di resa che chiude la città e apre la Disneyland in laguna”

13 settembre 2023

 

(Arv) Venezia 13 set. 2023 -     “Il ticket di accesso a Venezia non è una misura lungimirante, non è neppure una pezza malmessa da chi non è in grado di avviare un meccanismo – virtuoso, complesso e sfaccettato - per frenare la deriva dell'overtourism e l'addio dei residenti. Il ticket è un segnale di resa, che sancisce la chiusura della città e l'apertura ufficiale della Disneyland in laguna”. Così Elena Ostanel, consigliera regionale del gruppo Il Veneto che Vogliamo, interviene sulla misura votata ieri dal Consiglio comunale di Venezia che vara un contributo d'accesso di cinque euro da pagare per ogni persona oltre i 14 anni di età (salvo le esenzioni) che acceda a Venezia in una delle circa 30 giornate che verranno inserite in un calendario apposito, deciso dalla Giunta Brugnaro in un secondo momento.

“È una soluzione assurda – dice Ostanel – perché non risolve nulla. Non aumenta le case per i residenti, non abbassa i costi di chi vive a Venezia, non pianifica quanti turisti possano accedere. Anziché cercare soluzioni ai problemi della città e degli abitanti, ancora una volta - come da decenni a questa parte - si pensa a fare cassa. Mentre si dovrebbe partire subito con una regolamentazione sensata degli affitti brevi turistici, per iniziare a ridurre la pressione in entrata ed equilibrare il mercato immobiliare”.

“Proprio sul tema degli affitti brevi – spiega Ostanel – in collaborazione con ATA-Alta Tensione Abitativa ho depositato in Consiglio regionale un progetto di legge statale che segue il percorso di come alcune città estere, ad esempio Barcellona, abbiano affrontato le storture della sharing economy che condiziona il mercato degli alloggi nelle città a forte impronta turistica. Il testo vuole dare adeguati poteri ai Comuni e introdurre, ad esempio, un regime di autorizzazione per aree, evitando l’aggregazione di autorizzazioni senza che questa sia definita attività imprenditoriale. I Comuni potrebbero così fissare una soglia di case da destinare agli affitti brevi per evitare che, magari solo in una determinata zona, ci sia una troppo forte limitazione di alloggi per i residenti. In Veneto è urgente intervenire e lasciare che i sindaci adeguino le misure sulle caratteristiche dei loro territori. A Venezia Brugnaro potrebbe già muoversi, usando l'emendamento al Decreto Aiuti, ma finora non si è mosso, inspiegabilmente”.

“Sul ticket d'ingresso – conclude Ostanel – fin dall'inizio abbiamo evidenziato le criticità manifestando la nostra contrarietà, sottolineando il silenzio che viene dalla Regione. Non è pensabile che palazzo Balbi si tenga fuori dal dibattito sul destino della città più famosa del mondo, rappresentante per eccellenza del nostro territorio e la cui gestione dovrebbe fare da snodo per le politiche turistiche regionali”.