Bigon e Zottis (Pd): "Sanità, mancano medici per recuperare le Liste d'attesa? Si assuma il personale in graduatoria e si investa di più"

27 luglio 2024

 

(Arv) Venezia 27 lug. 2024 -   "La carenza di personale per le visite specialistiche può essere risolta. Secondo i dati forniti da Azienda Zero, sono infatti ben 5.882 gli addetti inseriti in graduatoria e idonei ad essere assunti a tempo indeterminato. Di questi, 2.300 sono i dirigenti in graduatoria con concorso a tempo indeterminato, e in maggioranza sono medici. Il resto è personale di comparto, molti sono infermieri. Probabilmente non tutte queste figure sono medici specializzati nei settori maggiormente carenti, ma possiamo dire che ormai l'emergenza attraversa tutto il sistema, visto il taglio di servizi e posti letto per mancanza di personale. Si proceda dunque urgentemente con le assunzioni per non gettare nel baratro il sistema pubblico".

A lanciare l'appello sono le consigliere regionali del Pd Veneto, Anna Maria Bigon e Francesca Zottis.

"Ci chiediamo ancora il motivo della richiesta di soli 1.000 posti negli atenei veneti, a fronte di una carenza regionale di 3.500 medici dichiarata dallo stesso Zaia – osservano le esponenti Dem - Eppure dovremmo aver imparato qualcosa dall'esperienza del Covid e della mancata programmazione dei medici di famiglia. È evidente che questa inadeguatezza delle richieste sia dovuta ad una programmazione sbagliata e soprattutto alla volontà di non voler potenziare il sistema sanitario pubblico".

"Una strategia di smantellamento che nel frattempo ha favorito, tra il 2019 e il 2022, le dimissioni volontarie di ben 1582 medici e di 2632 infermieri – mettono in evidenza le consigliere regionali del Pd - Una situazione grave, soprattutto nelle zone periferiche e svantaggiate della Regione, dove le soluzioni messe finora in campo sono palliativi poco risolutivi”.

“Quindi - concludono Anna Maria Bigon e Francesca Zottis - non è possibile pensare che la mancanza di medici attuale venga colmata entro il 2026, come promesso dalla Regione. Infatti, tenuto conto del numero di dimissioni e di pensionamenti, il numero non solo non verrà colmato, ma sarà ancora più grave tenuto anche conto del fatto che, invecchiando sempre di più la cittadinanza, ci sarà ancora più necessità".