Autonomia. Baldin (M5S): “Delusa da Zaia: in Consiglio regionale senza contenuti”

15 ottobre 2024

(Arv) Venezia 15 ott. 2024 - “Chi voleva sapere come cambierà la vita dei veneti dopo l'approvazione dell'Autonomia oggi non può che dichiararsi deluso”. Così Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale a margine della seduta odierna.

“L'informativa del presidente Zaia è stata priva di contenuti: si è limitato a ripercorrere una cronologia, peraltro parziale. Ma non credo che possa dare lezioni di storia a chi dieci anni fa proponeva il referendum per l'indipendenza del Veneto e oggi si appella alla Costituzione, - aggiunge Baldin - che rilancia il referendum abrogativo: nel 2017, due milioni di veneti si sono espressi sulla promessa delle 23 materie e dei nove decimi del gettito fiscale. Oggi molte cose sono cambiate ed è giusto consultare tutto il popolo italiano”.

“Oggi però il presidente Zaia non è entrato nel merito della questione. Ha ‘informato’ il Consiglio senza dire nulla sulle materie e sulle funzioni oggetto della trattativa con il governo, - dichiara la consigliera regionale -  ricordando che il presidente della Giunta era in Aula per un'informativa richiesta delle opposizioni, visto che da quando il Consiglio regionale ha dato al presidente Zaia il mandato a negoziare con il governo, con la deliberazione n. 154 del 15 novembre 2017, per sette anni l'assemblea non è più stata coinvolta né aggiornata. Un'autonomia vuota non serve a nessuno, se non a chi continua ad alimentare la propaganda. Se Zaia non ci dice quali sono le richieste, i punti fondamentali, le competenze che intende esercitare la Regione, di cosa stiamo discutendo? Del nulla. Abbiamo assistito al solito show e sono convinta che Zaia non abbia presentato nulla di concreto perché non è in grado di farlo. La destra è spaccata nelle sue contraddizioni, perfino il governo è diviso, con due ministri che si sono già messi di traverso ancor prima che la trattativa inizi. In questo caos politico, il Veneto rischia di portare a casa poco o nulla: forse solo le competenze più rognose, come la giustizia di pace. Non certo la protezione civile o - verrebbe da dire, per fortuna - il corpo ‘regionale’ dei vigili del fuoco”, conclude Baldin.