dettaglio - crv
- Home
- Comunicati stampa
- Piccinini (Veneta Autonomia): “Giornata nazionale...
Piccinini (Veneta Autonomia): “Giornata nazionale del Folklore e delle Tradizioni popolari, una preziosa occasione per valorizzare l’identità culturale veneta”
26 ottobre 2024
(Arv) Venezia 26 ott. 2024 - “L’Italia, sabato 26 ottobre, ha celebrato la Giornata nazionale del Folklore e delle Tradizioni popolari, un’occasione speciale per valorizzare e promuovere l’inestimabile patrimonio culturale e le tradizioni popolari che hanno forgiato l’identità delle nostre comunità nel corso dei secoli. Questa ricorrenza, istituita nel 2019, mira a far conoscere le diverse espressioni folkloristiche presenti sul territorio nazionale e a sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della salvaguardia delle nostre radici”.
Lo ricorda Tomas Piccinini, consigliere regionale di Veneta Autonomia.
“Il folklore rappresenta l’anima dei nostri territori e delle nostre comunità – spiega il consigliere regionale – ed è nostro compito valorizzarlo e farlo conoscere alle nuove generazioni. Questa ricorrenza è un invito a riscoprire le radici che ci uniscono e a preservare la ricchezza culturale che ci distingue. Il Veneto è da sempre una terra ricca di storie, costumi e rituali che si tramandano di generazione in generazione, raccontando l’essenza della sua gente. Questa giornata vuole essere un omaggio alle tradizioni che hanno contribuito a plasmare l’identità veneta, un mosaico culturale composto da feste, danze, musica, artigianato e enogastronomia. Nella nostra Regione, infatti, le manifestazioni della cultura popolare sono numerosissime: dalle filastrocche alla toponomastica, passando per i giochi e le ricette tipiche, senza dimenticare le storiche ricorrenze del ‘bacanal del Gnoco’ del Carnevale veronese, del ‘panevin soto le stelle’ dell'Epifania trevisana e del ‘batar marso’ del Capodanno veneziano. Tante le manifestazioni venete uniche nel loro genere, come la partita a scacchi a personaggi viventi di Marostica, in provincia di Vicenza, e quella veneziana del Redentore, che ogni terza domenica di luglio attira nella Laguna oltre 100mila visitatori. Ma importantissime sono anche le sagre paesane, da sempre fulcro della vita sociale e che celebrano i prodotti tipici del territorio come il radicchio di Treviso, la polenta di Marano e i vini delle colline del Prosecco e della Valpolicella. Momenti in cui tradizioni culinarie e convivialità si fondono, rinnovando il legame tra le comunità locali e i loro luoghi d'origine”.
“Non dobbiamo dimenticarci inoltre – continua Piccinini – di tutte le danze e i canti tradizionali, come le antiche danze delle furlane e i cori di montagna, tramandati nelle valli e nei piccoli borghi ad alta quota, che raccontano storie di lavoro, di amori e di natura. Queste espressioni sono custodi di un repertorio unico di emozioni collettive e radici culturali. Fondamentale, in moltissime manifestazioni, come nel caso della celebre Festa famosissima veneziana, da tutti conosciuta come Festa del Redentore, il legame con la religiosità che, partendo da cerimonie pagane della tradizione campestre, nel corso dei secoli ha dato vita a rituali e consuetudini divenuti appuntamenti fissi per le comunità locali e non solo. È il caso della Grande Rogazione di Asiago, per esempio, che ogni anno, nel sabato precedente la domenica dell’Ascensione, raduna le comunità dell’Altopiano e richiama numerosissimi visitatori da tutto il Veneto. Inestimabili sono anche le arti e i mestieri del nostro artigianato, a partire dall’arte dei mastri vetrai di Murano. Simbolo di un’eccellenza artigianale riconosciuta a livello internazionale, la lavorazione del vetro di Murano è una tradizione antica che unisce arte e innovazione, mantenendo viva una maestria che si tramanda da secoli”.
“La Giornata Nazionale del Folklore e delle Tradizioni popolari dunque – conclude Tomas Piccinini – non è solo un momento di celebrazione, ma un invito a mantenere viva la nostra identità, a scoprire e a far conoscere ciò che ci rende unici. Il Veneto, con le sue tradizioni, rappresenta un pezzo fondamentale di questo grande affresco culturale, che merita di essere raccontato e custodito per le generazioni future”.