Lavoro. Baldin (M5S): “La modifica del governo al Codice degli Appalti mina la sicurezza e i diritti di lavoratrici e lavoratori. Zaia dimentica le promesse riguardo gli SPISAL: il Consiglio approvi il mio emendamento al bilancio”

17 dicembre 2024

(Arv) Venezia 17 dic. 2024 - “Le modifiche al Codice degli Appalti avanzate dal governo Meloni rappresentano un attacco diretto ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici e alla qualità del lavoro nel settore pubblico”. Lo sostiene Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Consiglio regionale, che approfondisce il tema a margine dell’incontro tenutosi durante la pausa dei lavori consiliari con la CGIL di Venezia, che oggi era in presidio davanti a palazzo Ferro-Fini.

“Si rischia di favorire la sottoscrizione di contratti collettivi con tutele ridotte e salari più bassi, - puntualizza Baldin - indebolendo le clausole sociali e incentivando il dumping contrattuale. Aprire indiscriminatamente alle piccole imprese meno strutturate e ridurre le garanzie di trasparenza significa compromettere la crescita industriale e la qualità degli appalti pubblici, alimentando caos e contenziosi. Queste scelte non solo violano la legge delega 78/2022, ma trasformano uno strumento fondamentale per lo sviluppo del Paese in una corsa al ribasso, penalizzando non solo il personale, ma anche le imprese serie e l’interesse pubblico. Non è la prima volta che chiedo alla Regione di investire negli SPISAL, fondamentali nella prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro. Dal 2018, quando è stato siglato il Patto per la sicurezza nei luoghi di lavoro -ricorda l'esponente del M5S- si attende l’assunzione di 60 tecnici della prevenzione nelle ULSS venete, come promesso dallo stesso presidente Zaia. Ma finora nessuna traccia, siamo ancora al punto di partenza. Sono trascorsi ormai sei anni. Proprio oggi -conclude Erika Baldin- verrà messo ai voti un mio emendamento al Collegato alla legge di stabilità regionale per dotare l'Azienda Zero dei fondi necessari ad accelerare questa procedura. Serve un Codice degli Appalti che punti alla crescita, alla qualità e alla tutela dei diritti, non alla deregolamentazione. Bisogna dire basta alla logica dei subappalti e delle aste al maggior ribasso, precondizione agli incidenti e alla povertà, e rimanere al fianco dei sindacati in queste battaglie centrali per lo sviluppo del Paese”.