Lorenzoni (Portavoce opposizione): “Case Ater, il criterio di almeno cinque anni di residenza non trova un senso”

08 gennaio 2025

(Arv) Venezia 8 gen. 2025 -   “Un’altra stangata per la Giunta regionale, stavolta ampiamente preannunciata. Da tempo denunciamo che il criterio della residenza da almeno cinque anni nella nostra Regione relativo alle graduatorie Ater è discriminatorio”. Così il Portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale del Veneto, Arturo Lorenzoni, a seguito della decisione del Tribunale di Padova, che ha accolto il ricorso di tre cittadini e di alcune associazioni, tra le quali Razzismo Stop, Sunia e Asgi.

“Un requisito che non ha senso, quello dei cinque anni di residenza in Veneto – precisa Lorenzoni- non solo per le ragioni evidenziate nel ricorso stesso, ma anche per il fatto che penalizzare chi viene da fuori rende meno attrattivo il nostro territorio. Mancano OSS e infermieri negli ospedali, agenti di polizia, operai, lavoratori in ogni settore e noi mettiamo in fondo alla fila per l’assegnazione degli alloggi Ater i possibili lavoratori in arrivo da altre regioni? Mi chiedo se il presidente Zaia sia mai andato a parlare con gli operatori economici o con chi amministra una RSA. Se gli aspetti di discriminazione non li sente suoi, non sente nemmeno quelli dei veneti che non vogliono trovarsi svantaggiati rispetto ai loro concorrenti delle Regioni vicine?. Oggi più che mai, - conclude Lorenzoni - dare la possibilità di risiedere in Veneto per i cittadini che provengono da altri luoghi è una condizione indispensabile affinché la nostra Regione risulti una meta gradita per i lavoratori”.