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Ostanel (Il Veneto che Vogliamo): “Sul monitoraggio Lea Schillaci smentisce Zaia: non è una classifica ma la misura di determinati e specifici parametri. Lo stato di salute del sistema sanitario regionale è sotto gli occhi di tutti”
28 febbraio 2025
(Arv) Venezia 28 feb. 2025 - “Trovo incomprensibile la soddisfazione della maggioranza in Veneto, Zaia e Lanzarin in primis, per i risultati del monitoraggio annuale dei Lea. Non bisogna confondere il monitoraggio di alcuni parametri specifici con una classifica dei sistemi sanitari, e a dirlo è stato proprio il Ministro della Sanità Schillaci. I problemi della sanità in Veneto sono ben noti, a partire dalle lunghe liste d’attesa o alla diffusione in ogni ambito dei gettonisti, quindi, non possiamo pensare che i risultati del monitoraggio siano la dimostrazione del buon lavoro della Giunta”. E’ quanto dichiara Elena Ostanel, consigliera regionale (Il Veneto che Vogliamo), alla luce dei risultati dei monitoraggi Lea.
“Come tutti i dati anche quelli sui Lea vanno letti con attenzione ma soprattutto contestualizzati. Il monitoraggio viene effettuato su 24 Lea, mentre i livelli sono migliaia. Inoltre, i livelli monitorati sono estremamente specifici e rischiano di non essere rappresentativi della realtà, come per esempio il consumo di antibiotici per 1.000 abitanti o la proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni. Insomma, non certo un reale misuratore delle difficoltà che ogni giorno i cittadini trovano quando provano ad effettuare visite ed esami. È chiaro quindi che ci sia bisogno di sistemi di monitoraggio più concreti e completi: pensiamo anche ai dati sulle liste d’attesa, anche questi specifici e limitati, che ci vedono tra i primi in Italia nonostante le note difficoltà in Veneto. Trovo quindi del tutto fuorviante esultare per questo risultato, - commenta Ostanel - perché fotografa una parte della realtà, lasciando però scoperta la vita quotidiana che ci viene raccontata dai veneti: che per accedere alle cure ci sono code infinite che ti costringono a pagare nel privato e che il personale medico è sempre più stanco di turni interminabili in sotto organico. Di questo la Giunta dovrebbe rispondere", conclude Ostanel.