Vicepresidente Soranzo: “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari: un’occasione per fare alcune riflessioni”

12 marzo 2025

(Arv) Venezia 12 mar. 2025 -     “Oggi è una giornata in cui siamo chiamati a riflettere su un tema che non dovrebbe neppure esistere: la violenza contro chi si prende cura di noi. I dati ci dicono che è una realtà quotidiana, drammatica e insopportabile. Oltre 3.000 aggressioni all’anno in Veneto, tra minacce, insulti, spintoni e botte. E la maggior parte delle vittime? Donne”.

Così Enoch Soranzo (FdI), Vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, che sottolinea come “questi sono numeri che fanno rabbrividire. Ma più ancora della freddezza delle statistiche, quello che colpisce è il paradosso: fino a ieri chiamavamo questi professionisti ‘eroi’ e ‘angeli’. Durante la pandemia, medici, infermieri e operatori sanitari hanno rischiato la vita per salvarci. Alcuni di loro non ce l’hanno fatta. Eppure, oggi, invece di ricevere riconoscenza, molti di loro subiscono insulti e violenze nei pronto soccorso, nei reparti, nelle ambulanze”.“Ma come siamo arrivati a questo punto? – si interroga il Vicepresidente - La risposta è complessa, solo una cosa è certa: non possiamo più accettarlo. Per questo, oltre a denunciare e a sensibilizzare, dobbiamo agire. Un passo avanti importante è stato fatto il 13 novembre scorso, con l’approvazione della Legge nazionale per la tutela degli operatori sanitari e sociosanitari. Finalmente, dopo anni di denunce, il nostro Paese ha riconosciuto che questo problema esiste e ha bisogno di risposte concrete”.“Ma le leggi, da sole, non bastano. Serve prevenzione, serve sicurezza, serve un cambio culturale – invoca Soranzo - La Regione Veneto è in prima linea su questo fronte. Stiamo lavorando per rafforzare la sicurezza negli ospedali e nelle strutture sanitarie con sistemi di sorveglianza più avanzati, percorsi formativi per il personale, supporto psicologico e giuridico per chi subisce violenze. Ma soprattutto, vogliamo costruire un nuovo patto tra cittadini e professionisti della sanità”.“Perché chi si prende cura di noi merita rispetto. Perché chi ci salva la vita non può essere lasciato solo. Perché ogni aggressione è un’aggressione di troppo”, chiosa Enoch Soranzo.