Piccinini (Veneta Autonomia): “Separazione delle carriere, riforma necessaria per una giustizia più equa”

28 marzo 2025

(Arv) Venezia 28 mar. 2025 -        “Sostengo la riforma della giustizia promossa dal ministro Nordio: la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti è garanzia di imparzialità. Una visione condivisa anche da Giovanni Falcone, che già negli anni '90 evidenziava la necessità di un cambiamento strutturale”. Lo dichiara Tomas Piccinini, consigliere regionale di Veneta Autonomia.“Negli ultimi giorni – ricorda il consigliere - il dibattito sulla riforma della giustizia ha ripreso vigore a seguito della mozione di sfiducia nei confronti del ministro Carlo Nordio, presentata dall'opposizione dopo il caso del generale libico Almasri e respinta con 215 voti contrari e 119 favorevoli. Uno dei temi centrali della discussione è stata la proposta di separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, da anni sostenuta da chi chiede un sistema giudiziario più garantista e imparziale. Un tema che ha visto emergere posizioni contrastanti, ma che trova sostegno in autorevoli figure del passato, come Giovanni Falcone. Il magistrato, simbolo della lotta alla mafia, aveva più volte ribadito la necessità di distinguere nettamente tra il ruolo del pubblico ministero e quello del giudice, per garantire un processo equo e rispettoso del principio del giusto processo”. “La separazione delle carriere non è un attacco alla magistratura, ma un passo avanti per garantire a tutti i cittadini un giudizio imparziale e terzo – mette in chiaro Piccinini - Giovanni Falcone stesso sottolineava come il Pubblico ministero, nel sistema accusatorio, sia una parte del processo e non può avere lo stesso percorso professionale del giudice. Dobbiamo portare avanti questa riforma con determinazione”. “La riforma proposta dal ministro Nordio rappresenta una svolta fondamentale per il sistema giudiziario italiano – ribadisce Tomas Piccinini - Attualmente, la possibilità per un magistrato di passare dal ruolo di Pubblico ministero a quello di giudice, e viceversa, mina la percezione di imparzialità della giustizia, generando il rischio di condizionamenti e favoritismi. La bocciatura della mozione di sfiducia dimostra che il Parlamento riconosce l’importanza di questa riforma”. “È tempo di superare le resistenze ideologiche e costruire un sistema giuridico più giusto ed equilibrato. Ribadisco dunque il mio sostegno alla riforma Nordio, perché ritengo sia un passo assolutamente necessario per avvicinare la giustizia ai cittadini”, chiosa Piccinini.