Ostanel (il Veneto che Vogliamo): “Giunta fallisce definitivamente su biglietto unico regionale: non lo avremo entro fine legislatura né mai, finché il sostegno al trasporto pubblico sarà solo a parole e non nei fatti”

29 aprile 2025

 

(Arv) Venezia 29 apr. 2025 - “È stato a dir poco imbarazzante assistere oggi, in Consiglio, all’arrampicata sugli specchi da parte dell’assessora De Berti mentre rispondeva a una mia interrogazione sul biglietto unico del trasporto pubblico locale. Perché, piuttosto che ammettere che dopo 15 anni di governo non sono stati in grado di arrivare a un biglietto unico, dalla Giunta hanno preferito incensare, e nemmeno con convinzione, una sperimentazione che va avanti da tre anni. È incredibile che chi governa questa Regione non sia in grado di ammettere i fallimenti rispetto alle proprie promesse, ma preferisca vivere nel mondo dei sogni dove tutto funziona alla perfezione, quando invece con il trasporto pubblico in questa Regione non si riesce nemmeno ad arrivare a scuola”. È quanto dichiara la consigliera regionale del movimento civico il Veneto che Vogliamo Elena Ostanel a margine dei lavori odierni d’Aula.

“Da 15 anni - ribadisce la consigliera - la Giunta promette il biglietto unico del trasporto pubblico locale nel programma del Presidente tanto che era entrato anche nel Piano Regionale dei Trasporti come previsione. Ma ad oggi ci sono solo sperimentazioni, iniziate nel 2022 e, come dice la risposta, “attualmente in corso”. E per fortuna, perché abbiamo ricevuto 2.3 milioni di euro su fondi PNRR per questo; peccato che a oggi sia necessario dichiarare il fallimento definitivo della Giunta: dopo le sperimentazioni che ci sono costate fondi pubblici (e depositeremo un’ulteriore interrogazione per capire ‘quanto’ in totale), del biglietto unico nemmeno l’ombra e non ci siamo nemmeno vicini”.

“Insomma - conclude Ostanel - invece che sottofinanziare per anni il trasporto pubblico locale la Regione avrebbe dovuto investire con lungimiranza anche su progetti come il biglietto unico, perché oggi le aziende del trasporto pubblico sono senza risorse e devono tagliare corse ogni giorno. Basta pensare che la metà delle scuole ha una raggiungibilità critica o solo con pezzi privati, e questo è gravissimo. E la vera responsabilità di politica è della nostra Regione, che nemmeno oggi è stata capace di ammetterlo”.