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Lorenzoni (Gruppo misto - Veneto Vale): “Assegnazione delle concessioni per l’energia, occasione da non perdere per restituire centralità ai territori”
19 giugno 2025
(Arv) Venezia 19 giu. 2025 - Il presidente di AGSM-AIM Federico Testa ha avviato un prezioso lavoro di coordinamento delle imprese di servizio pubblico regionali per attrezzarle ad essere parte attiva nel processo di assegnazione delle concessioni per i grandi impianti idroelettrici, in scadenza quasi tutte nel 2029, e delle reti di distribuzione di energia elettrica, in scadenza nel 2030, ma con regole fissate entro il 2025. A livello nazionale i concessionari uscenti spingono per la proroga almeno ventennale a loro stessi, in cambio di piani di investimento concordati con la Regione, che è l’ente concedente. Ma questa soluzione, comprensibile dove gli enti territoriali sono già rappresentati nella gestione delle risorse energetiche, è fortemente penalizzante per il Veneto, che non ha se non piccole partecipazioni, a Verona e Vicenza, nella produzione e distribuzione di energia elettrica”. Così il consigliere regionale Arturo Lorenzoni (Gruppo misto - Veneto Vale) che spiega: “Per questo, l’iniziativa del prof. Testa è importante e urgente: è un treno che passa una volta ogni decenni e il Veneto non lo deve perdere. Tutte le forze politiche devono collaborare per giocare la partita e da tempo mi sono speso per spingere la Giunta regionale ad agire. Mio è l’emendamento alla legge 24 del 2022 che introduce un criterio di premialità alle imprese partecipate dagli enti locali nell’assegnazione delle concessioni idroelettriche. Miei gli emendamenti al Piano Energetico Regionale approvato quest’anno che cercano di dare un ruolo alle amministrazioni locali. Ma serve maggior determinazione a livello romano e questo lo devono fare le forze politiche al governo del Paese. Non perdano l’occasione offerta dall’iniziativa del prof. Testa, a cui hanno aderito tante imprese di pubblico servizio del Veneto, e diano vita ad un veicolo partecipato dal territorio capace di amministrare questi settori. La posta in gioco vale diverse centinaia di milioni di euro l’anno. E più ci si avvicina alla scadenza, più è favorita la riassegnazione ai concessionari uscenti. Per cui il tempo è ora e non è un tempo di una o l’altra forza politica, è il tempo di tutti i veneti. La discussione sull’addizionale Irpef regionale sarebbe irrilevante, se le imprese che gestiscono queste attività avessero sede in Veneto. Solo l’IRAP e la compartecipazione IVA fanno scomparire le cifre discusse sull’addizionale. Il governo leghista ha perso le banche e molte utility, non si lasci scippare anche l’energia”.