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Quarta commissione ha approfondito lo stato di sicurezza delle infrastrutture stradali regionali
17 luglio 2025
(Arv) Venezia 17 lug. 2025 - La Quarta commissione consiliare permanente, presieduta da Andrea Zanoni (Europa Verde), vicepresidente Roberto Bet (Lega- LV), ha ospitato oggi in audizione Giuseppe Franco, Direttore di 'Veneto Strade Spa', Luca Maniero, Luca Fiorentino e Alessandro Zago, sempre di Veneto Strade, nonché Simone Zanini, Direttore della Direzione regionale ‘Infrastrutture e Trasporti’, per approfondire lo stato di sicurezza delle infrastrutture stradali e dei ponti di competenza della società per azioni, a capitale pubblico, partecipata regionale. In particolare, è stato fatto un focus sulle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria e sulle strategie di prevenzione dei rischi e dei disastri infrastrutturali.
A margine della seduta, il presidente Zanoni ha ricordato che “come minoranza, abbiamo chiesto di fare il punto della situazione sullo stato in cui versano i ponti in Veneto, dopo i fatti di Valdagno e, soprattutto, dopo la tragedia del viadotto di Mestre. Purtroppo, le nostre competenze arrivano solo a Veneto Strade, che oggi ci ha rappresentato una situazione sotto controllo in ordine alla gestione del rischio infrastrutturale, che è monitorato, al fine di determinare le priorità degli interventi sui 758 ponti. Se può, in qualche modo, rassicurarci la gestione, da parte di Veneto Strade, di queste infrastrutture, tuttavia ci preoccupa molto di più la situazione in cui versano i ponti e i viadotti in gestione agli enti periferici, soprattutto ai comuni, che spesso si trovano sottorganico e oggetto di tagli continui, in particolare sotto l’aspetto dei trasferimenti da Stato e Regione. Tali enti sembrerebbero essere quelli meno pronti e preparati a porre in essere i necessari monitoraggi e interventi che gli eventi estremi, legati ai cambiamenti climatici, e l’invecchiamento delle infrastrutture richiederebbero”.
Il vicepresidente Bet si è complimentato “con i tecnici e gli ingegneri di Veneto Strade per la gestione del rischio infrastrutturale. La società partecipata regionale ha infatti approntato un modello assolutamente all’avanguardia, rispetto ad altri enti che, nel nostro Paese, hanno in gestione la rete viaria, assicurando così un prezioso supporto per le amministrazioni comunali. Un esempio virtuoso, quindi, quello di Veneto Strade, che auspico possa essere mutuato dagli altri enti che si trovano a gestire il rischio infrastrutturale. Ricordo che Veneto Strade, con 227 dipendenti, nel 2024 ha svolto 400 uscite di pronto intervento. Ha in gestione ben 1.905 km, di cui 972 in pianura e 933 in montagna, con 758 ponti e 64 gallerie. Rilevanti sono anche gli interventi manutentivi: 12,8 kmq sfalciati, pari a 1800 campi da calcio, 774 km/anno di segnaletica orizzontale e 106 postazioni di rilievo del traffico”.