Piccinini (Veneta Autonomia): “Una riforma costituzionale che valorizza Roma Capitale non può ignorare la specificità di Venezia”

04 agosto 2025

 

(Arv) Venezia 4 ago. 2025 -       A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri della proposta di modifica costituzionale volta a riconoscere speciali poteri a Roma Capitale, condivido la richiesta del Presidente Luca Zaia: anche Venezia merita una tutela normativa altrettanto forte, in considerazione del suo patrimonio storico, culturale e ambientale unico al mondo”. Con queste parole il consigliere regionale Tomas Piccinini (Veneta Autonomia).

“La riforma approvata in questi giorni — afferma il consigliere — rappresenta un passaggio storico, perché attribuisce finalmente a Roma uno status istituzionale di rilievo. Tuttavia, sarebbe incomprensibile se una riforma costituzionale di tale portata non contemplasse anche un riconoscimento esplicito per Venezia, città che per la sua storia, il suo centro storico patrimonio dell’umanità e le fragilità ambientali, merita un’attenzione speciale da parte delle istituzioni”.

“Il Disegno di legge, approvato in Consiglio dei Ministri su iniziativa della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della Ministra per le Riforme Istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati, introduce un nuovo art. 114-bis nella Carta, riconoscendo a Roma un ruolo autonomo e poteri speciali in virtù della sua funzione di Capitale. Un passaggio che, proprio per la sua valenza, rende ancora più evidente l’assenza di un analogo riconoscimento per la città lagunare. E’ necessario – commenta Piccinini - che il Parlamento accolga l’appello formulato dal Presidente Luca Zaia: ‘Venezia non è una città come le altre. Vive in simbiosi con l’acqua, affronta sfide uniche dal punto di vista idrogeologico, sociale, turistico e urbanistico. Tale specificità dovrebbe trovare un punto di riferimento costituzionale che riconosca e conferisca poteri adeguati a salvaguardarla e valorizzarla’. L’importanza di accordare pari dignità al capoluogo veneto – è un dato importante osserva Piccinini - Un gesto d’attenzione non sarebbe solo simbolico, ma avrebbe un valore concreto: garantire che le politiche nazionali, la gestione delle risorse e la tutela del territorio tengano conto di una realtà fragile e di straordinario valore storico e culturale. Sarebbe anche un segnale forte di equilibrio istituzionale e rispetto per l’identità e le peculiarità del Veneto’”.

“I veneti — conclude Piccinini — hanno già espresso con chiarezza la propria volontà di vedere loro riconosciuta una maggiore autonomia. In questo quadro, è del tutto naturale chiedere che lo Stato riconosca formalmente la condizione straordinaria di Venezia: una città unica al mondo, che non può essere considerata alla stregua di qualsiasi altro centro urbano. Anche per la Serenissima serve uno sguardo costituzionale specifico, attento e lungimirante, come quello che oggi viene riservato a Roma”.