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Piccinini (Veneta Autonomia): “Ricordare il generale Dalla Chiesa non è un atto rituale, ma un dovere: significa ribadire che la lotta alla mafia resta una priorità per le istituzioni e per i cittadini”
03 settembre 2025
(Arv) Venezia 3 set. 2025 - “Il 3 settembre 1982, in via Carini a Palermo, il generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto del capoluogo siciliano da pochi mesi, venne assassinato dalla mafia insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. Un agguato che scosse profondamente il Paese, segnando uno spartiacque nella lotta alla criminalità organizzata e imprimendo un nuovo slancio all’impegno dello Stato contro Cosa Nostra. Oggi, a 43 anni da quel tragico giorno, la sua figura resta un simbolo di coraggio, fermezza e dedizione alle istituzioni”. Con queste parole il consigliere regionale Tomas Piccinini (Veneta Autonomia).“Dalla Chiesa ha rappresentato uno dei simboli più alti dell’impegno dello Stato contro la criminalità organizzata — afferma il consigliere -. Da ufficiale dei Carabinieri ha combattuto il terrorismo degli anni di piombo e, successivamente, la mafia, pagando con la vita la sua determinazione e la sua coerenza. La sua morte segnò una ferita profonda, ma anche un punto di svolta: da quel sacrificio nacque una nuova consapevolezza e la volontà di dotare le istituzioni di strumenti più efficaci nella lotta alla mafia”.“Sottolineo – prosegue il consigliere – come il ricordo di Dalla Chiesa resti attuale: in Veneto, come in ogni parte del Paese, non possiamo abbassare la guardia. La criminalità organizzata muta forme e strategie, ma continua a rappresentare una minaccia concreta per la legalità e per un’economia sana. Il modo migliore per onorare la memoria del generale è difendere quotidianamente lo Stato di diritto, investire nella cultura della legalità e trasmettere alle giovani generazioni il valore della responsabilità civica. E’ importante evidenziare – aggiunge Piccinini - il significato civile e morale del sacrificio del generale; Ricordare Dalla Chiesa non è un atto rituale, ma un dovere. La sua vita e il suo sacrificio ci ricordano che le istituzioni hanno senso solo se sanno essere ferme, credibili e vicine ai cittadini. La memoria di uomini come lui deve continuare a illuminare il nostro presente e a guidare le nostre scelte future”, conclude Piccinini.