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Masolo (Alleanza Verdi e Sinistra): “Eccidio del Grappa: assenze pesanti nella memoria”
28 settembre 2025
(Arv) Venezia 28 set. 2025 - “Alla commemorazione dell’eccidio del Grappa del 26 settembre 1944 non è stato intonato il canto “Bella ciao”, sostituito da “Quel mazzolin di fiori”. Una scelta che rischia di svuotare la memoria del suo significato più autentico”. Sono le parole del consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Renzo Masolo che spiega: “Quel mazzolin di fiori” è un canto popolare caro alla tradizione, ma nulla ha a che fare con la Resistenza. “Bella ciao”, invece, è l’inno dei partigiani, simbolo universale di libertà e resistenza: non cantarla in un luogo intriso di sacrificio e di lotta come la Città di Bassano del Grappa medaglia d’oro al Valore Militare e alla Resistenza, significa indebolire il messaggio da trasmettere alle nuove generazioni. Ricordare l’eccidio del Grappa non è solo un atto di pietà, ma un impegno civile. Per questo, servono presenze forti, parole chiare e canti che raccontino la Resistenza. Serve prendere posizione in modo chiaro e convinto. Solo così la memoria resta viva e capace di parlare al futuro”. “Alla censura del canto caro alla Resistenza - prosegue Masolo - si aggiunge un’assenza ancora più grave: quella del sindaco di Bassano. Un primo cittadino ha il dovere istituzionale e morale di essere presente quando si ricordano donne e uomini caduti per la nostra libertà. Un’assenza che pesa ancora di più, perché non accompagnata da alcuna spiegazione ufficiale. Se davvero il sindaco avesse avuto a cuore la commemorazione, sarebbe bastata una parola di scuse e un’uscita pubblica per mostrare il suo dispiacere a non esserci stato. Quindi, resta il dubbio, e questo dubbio può lasciare spazio anche a congetture. E mentre “Bella ciao” veniva silenziata, il sindaco era assente. Viene spontaneo chiedersi se non fosse forse in montagna a raccogliere davvero quel mazzolin di fiori da offrire ai suoi più fedeli alleati politici, i consiglieri Joe Formaggio e Gianluca Pietrosante, nomi che evocano nostalgie di tempi tristi e oscuri. Tempi che, anche se non dimenticati e dimenticabili, vorremmo sepolti e superati. E allora almeno usiamo un po’ di sana satira politica”.