Gruppo Stefani Presidente: “Liberazione di Alberto Trentini, una notizia che ridà speranza. Ora torni a casa nel suo Veneto”

12 gennaio 2026

(Arv) Venezia 12 gennaio 2026

“La liberazione di Alberto Trentini è una notizia che ci riempie di sollievo e di profonda gioia. Dopo oltre un anno di detenzione in Venezuela, il cooperante veneto può finalmente riabbracciare la sua famiglia e la sua comunità. È un momento che restituisce fiducia nei valori della libertà e della democrazia”. Sono le dichiarazioni, affidate a una nota, del gruppo consiliare Stefani Presidente, commentando la conferma della scarcerazione di Alberto Trentini, ora in sicurezza presso la sede dell’Ambasciata d’Italia a Caracas, in attesa del rientro in patria.

“Quella di oggi - dichiara Matteo Pressi, presidente del gruppo Stefani Presidente in Consiglio regionale del Veneto - è una notizia che ci emoziona profondamente. La liberazione di Alberto Trentini dimostra che la diplomazia, quando agisce con serietà, determinazione e riservatezza, può ottenere risultati concreti anche nelle situazioni più complesse. È una vittoria dello Stato italiano e dei suoi valori”.

“Questo risultato - sottolinea il gruppo Stefani Presidente - è stato possibile grazie a un lavoro paziente, discreto e determinato portato avanti dal Governo italiano, dalla Farnesina, dall’intelligence e dalla rete diplomatica del nostro Paese. A tutte le donne e gli uomini impegnati in questa azione silenziosa va il nostro più sincero ringraziamento. Un pensiero particolare va alla famiglia di Alberto, e in particolare alla mamma, che ha affrontato mesi lunghissimi di attesa e sofferenza con grande dignità e forza. Oggi il Veneto intero si stringe attorno a loro. Il Veneto attende ora con emozione il ritorno di Alberto. La sua liberazione rappresenta una vittoria della democrazia e un messaggio importante per chi crede nei valori della solidarietà e della cooperazione internazionale”.

La dichiarazione è condivisa dai consiglieri regionali del gruppo Stefani Presidente Eleonora Mosco, Morena Martini e Andrea Tomaello.