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Lovat (gruppo Szumski - Resistere Veneto): “In occasione del ‘Giorno della Memoria’, depositerò una Risoluzione: il Veneto si dichiari ‘Regione antinazista’ e dica no a ogni deriva eugenetica”
26 gennaio 2026
(Arv) Venezia, 26 gennaio 2026
“Domani, 27 gennaio 2026 – in occasione del ‘Giorno della Memoria’, depositerò in Consiglio regionale del Veneto, una Risoluzione di alto valore simbolico e politico, volta a dichiarare il Veneto ‘Regione Antinazista’ in modo sostanziale e permanente”.
Con queste parole il consigliere regionale, David Lovat, del gruppo Szumski - Resistere Veneto, che spiega: “La Risoluzione sarà presentata proprio il 27 gennaio, affinché la memoria diventi responsabilità politica e impegno concreto per il presente. Si chiede l'impegno della Regione Veneto a dichiararsi formalmente antinazista e a sostenere una moratoria permanente su pratiche mediche, normative e biopolitiche che presentino affinità con l’eugenetica o con forme di eutanasia, riaffermando il principio della inviolabilità della vita umana dal concepimento alla morte naturale”.
"’Il Giorno della Memoria’ – dichiara Lovat –, non può ridursi a un rituale stanco o a una commemorazione svuotata di significato. Ricordare Auschwitz, significa interrogarsi sulle idee che lo hanno reso possibile e vigilare affinché non tornino sotto nuove forme. La Risoluzione prende le mosse da una ricostruzione storica e filosofica dei presupposti che portarono prima alle pratiche di eugenetica ed eutanasia del programma nazista, Aktion T4, e poi allo sterminio di interi popoli. Al centro del documento vi è la critica alla concezione biopolitica dell’uomo, che classifica le vite in base a criteri di utilità, qualità o produttività, negando la dignità intrinseca della persona".
"Il nazismo – prosegue Lovat – non nacque dal nulla: fu il frutto di una visione dell’uomo ridotto a oggetto tecnico e amministrativo. È la stessa logica che filosofi molto diversi tra loro come Adorno, Horkheimer, Del Noce e Pasolini hanno denunciato, ciascuno a suo modo, come il vero pericolo della modernità: quando la tecnica e il potere si sganciano dall’etica, la violenza diventa razionale".
"Il Veneto è erede di una civiltà giuridica e cristiana – sottolinea Lovat -, che ha sempre riconosciuto il valore della persona e il limite del potere. Essere antinazisti, oggi, significa difendere i fragili, rifiutare ogni selezione delle vite e affermare che nessun essere umano è mai ‘di troppo’. Questa è la memoria che vogliamo onorare. Mi sorprende il fatto che il Presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, continui ripetutamente a promuovere in occasioni pubbliche, tra l'altro forzando il ruolo di rappresentanza dell'intera Assemblea regionale, una misura che, di fatto legalizzerebbe il concorso in omicidio. Mi auguro, che serva da lezione anche quanto accaduto nel Senato in Francia, dove Macron che voleva la stessa cosa di Zaia è stato bloccato. Le istituzioni, come la Regione del Veneto, dovrebbero difendere i più fragili non spingerli a uscire di scena per togliere il disturbo, atteggiamento e/o azione da nazionalsocialismo!", conclude Lovat.